Categoria: Depressione

Grafico stilizzato una persona su 5 ha problemi mentali

SCREENING DI PRASSI PER DEPRESSIONE: RISULTATO, 1 SU 5 HA PROBLEMI MENTALI

L’USPST (US Task Force sui servizi preventivi) raccomanda lo screening per la depressione, da parte dei medici, alla popolazione adulta generale, dai 18 anni in su (per i minori esiste una raccomandazione specifica), comprese le donne in gravidanza e dopo il parto,  per i pazienti senza segni o sintomi correlati. Quindi

RIENTRO A SCUOLA: PERCHÈ I BAMBINI E GENITORI SONO SEMPRE PIÙ STRESSATI?

Sempre più bambini e genitori soffrono di stress per il rientro a scuola. Come mai? Ogni cambiamento di stato crea un cambiamento nel nostro corpo e nelle nostre emozioni. Visto poi che le emozioni sono fatti fisici, con rilascio a cascata di ormoni e attivazioni neurali questo può determinare uno

tasto computer con scritta sleep

PRIVAZIONE DEL SONNO O SONNO NON RISTORATORE: quali sono gli effetti sulla mente e sul corpo?

  Chi non ha sperimentato, almeno per un piccolo periodo, il risveglio notturno, lo svegliarsi e sentirsi irritabile, stanco mentalmente, talvolta dolorante? Questi sono solo una infinitesima frazione dei problemi di salute fisica e mentale, che si può incorrere, dalla deprivazione del sonno, oppure con un sonno di scarsa qualità.

PILLOLA ANTICONCEZIONALE CAUSA DEPRESSIONE?

Le donne che assumono pillole anticoncezionali ormonali sono più probabili ad essere soggette a diagnosi di depressione.        Il 7 aprile, ormai alle porte, è stata dichiarata Giornata Mondiale della depressione… è collegabile l’utilizzo dell’anticoncezionale con la depressione? Ne avevamo già parlato in COME GLI ANTIDEPRESSIVI ROVINANO LA TUA NATURALE SEROTONINA..

LE CAMPAGNE DI PREVENZIONE: CURA DELLA SALUTE O CURA DEL MARKETING? 7 APRILE 2017 GIORNATA MONDIALE DELLA DEPRESSIONE

7 aprile 2017 giornata mondiale della depressione: esempio di prevenzione o disease mongering? Come annunciato ad ottobre 2016 l’Oms ha lanciato la nuova campagna annuale: il 7 aprile 2017 si “festeggerà” la giornata mondiale della depressione, quindi le testate dell’ANSA e del main stream in generale si stanno attivando: Oms,depressione

ANSIA, STRESS, DEPRESSIONE? APPLICHIAMO PER 15 MINUTI LA TEORIA DELL’ ATTENZIONE RISTORATIVA

Trascorrere soli 15 minuti al giorno in mezzo alla natura può aumentare la messa a fuoco, alleviare l’ansia, e molto altro ancora! I benefici mentali che derivano dall’esercizio fisico sono ben documentali, è ormai noto che serve per ridurre lo stress, aumentare la dopamina, quindi l’ormone che ci fa sentire

AUTO AIUTO PER ANSIA, STRESS E DEPRESSIONE: IL POTERE DELLA COERENZA CARDIACA

L’importanza del cuore nel linguaggio delle emozioni è molto più di una immagine: il cuore percepisce e sente; e, quando si esprime, influenza tutta la nostra fisiologia, a cominciare dal cervello. Questo piccolo cervello contiene oltre 40.000 neuroni, con la capacità di percepire in modo indipendente, elaborare informazioni, prendere decisioni,

DEPRESSIONE ED ANSIA: FARE ESERCIZIO PER COMBATTERE I SINTOMI

L’esercizio fisico aiuta a prevenire e migliorare una serie di problemi di salute, tra cui ipertensione, diabete e l’artrite, cancro ma ancora, la ricerca mostra benefici psicologici dell’esercizio fisico su ansia e depressione. Come l’esercizio fisico aiuta a combattere la depressione e l’ansia? I principali fattori su cui agisce sono:

LA NOSTRA SOCIETÀ È UNA FABBRICA DI DEPRESSIONE?

Entro il 2020, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che diede il primo allarme nel 2004, i disturbi depressivi diventeranno la seconda causa di “disabilità lavorativa” dopo le malattie cardiovascolari. Ricordate? Ne avevamo parlato in DEPRESSIONE: È VERAMENTE IL MALE DEL SECOLO? PIANO D’AZIONE OMS 2013-2020 cercando di sviscerare non

GENE ANK3: QUANDO DEPRESSIONE E STRESS ACCORCIANO LA VITA

Un’ulteriore conferma arriva dalla scienza sull’importanza dello stress e degli stati emotivi – depressione – come modulatori genetici, in grado di incidere sulla longevità. La ricerca è stata condotto dall’ Indiana University School of Medicine e dal Scripps Research Institute, pubblicata il 24 maggio 2016 sulla rivista Nature Publishing Group