ASMA BRONCHIALE E STRESS. COME LO YOGA PUÒ AIUTARE

Asma e Yoga

L’asma bronchiale può essere definita come una condizione caratterizzata da attacchi, in cui risulta difficile l’espiro a causa del restringimento temporaneo, e reversibile, dei canali respiratori. Attacchi che variano di intensità, frequenza e durata.

Importante è distinguere l’asma dal respiro ansimante, causato da altri disturbi, presente ad esempio nella bronchite cronica, nell’enfisema polmonare, dove si presenta apparentemente con lo stesso sintomo ma si è verificato un danno permanente alle vie respiratorie.



Nell’asma il danno è reversibile.

La caratteristica principale dell’asma è l’iperattività e sensibilità del tronco bronchiale. Si creano spasmi al passaggio dell’aria o per altri agenti causali come anticorpi, agenti chimici quali l’istamina (un ormone), aria fredda, polveri, pollini, fumi, spray, eccesso di attività fisica, stress.

In un attacco di asma il passaggio di aria nei bronchi si riduce. Questa riduzione è determinata da da:

  • Broncospasmo
  • Infiammazione sulla membrana
  • Presenza, deposito di muco

L’asmatico, infatti presenta una grande difficoltà ad esalare, rispetto ad inalare. Il respiro è ansimante, con fischio, parlare diventa faticoso e nello sforzo il tono di voce aumenta.

Perchè lo stress è collegabile all’asma?



Lo stress, ricordiamo, è la risposta del nostro corpo ad un evento improvviso che ci colpisce dall’esterno o dall’interno (richiamo emozioni). La risposta alla stress, l’attivazione emotiva, è un vero bagno ormonale, con un’attivazione neurale ben precisa. In risposta allo stress il sistema simpatico si attiva e dovendo preparare il corpo ad un combattimento o alla fuga, in modo intelligente, attiva o rallenta alcune funzioni. I muscoli hanno bisogno di più sangue, più energia. Il glucosio in circolo aumenta, ma per essere usato deve essere bruciato, quindi serve più ossigeno. È in questa fase che i bronchi si attivano. Il sistema simpatico, quando siamo stressati (ansia o lavoro attivo) attiva le surrenali, le quali rilasciano epinefrina, che va ai bronchi e fa si che si attivi la CAMP, che a sua volta li dilata, permettendo una respirazione più rapida, quindi maggior ingresso di ossigeno.

Quando la situazione di stress termina il sistema nervoso ha uno switch, si attiva il parasimpatico che attraverso il nervo vago raggiunge direttamente i bronchi, dove viene rilasciata acetilcolina che attiva la CGMP, che permette il restringimento dei bronchi. In questa situazione infatti il respiro si deve fare più calmo e lento, e serve meno dilatazione.

Tutto questo avviene nei bronchi, nel sistema nervoso ed endocrino di una persona non soggetta ad asma.

Cosa accade nell’asmatico?

Nell’asmatico avviene un disequilibrio fra CGMP e CAMP.
Nell’asmatico, la CAMP risulta come fosse sempre attiva, i suoi bronchi vengono attivati per restringersi sempre.

  • In situazione di stress invece di dilatarsi si restringono: quindi il corpo si stressa ulteriormente perchè deve svolgere tutte le funzioni attivate per un combatti o fuggi… ma con ridotta ossigenazione
  • In situazione di riposo la condizione peggiora ulteriormente: Bronchi che naturalmente si restringono, nell’asmatico si restringono doppiamente. Non a caso forti crisi, pericolose, accadono durante la notte.

Quindi QUALSIASI EVENTO esterno, interno (stress emotivo) che determina un aumento di acetilcolina (ormone dello stress) da parte del sistema nervoso centrale, questo sensibilizza la mucosa bronchiale. L’eccessiva contrazione porta l’emissione di secrezioni in eccesso, dando origine all’asma.

Come lo Yoga può aiutare in caso di asma?

  1. Con lo Yoga Mente, Respiro e Corpo sono un tutt’uno. La mente viene calmata, il sistema simpatico si calma, lasciando il posto alla risposta ormonale del parasimpatico.
  2. Le asana ci impongono un’osservazione attenta del corpo, del nostro respiro e del nostro stato emotivo. Questo ci permette di sbloccare atteggiamenti, stati ripetuti nel tempo ma dannosi per la nostra salute.
  3. Le tecniche di pranayama e di purificazione ci permettono di avere più consapevolezza, padronanza, espansione dei nostri bronchi, del nostro respiro.

Con lo Yoga si può, percorrendo una strada a ritroso, riequilibrare le funzioni involontarie del corpo.
Tutta questa consapevolezza infatti (corpo, mente, emozioni, respiro) aiuta il cambiamento, e ad apprendere nuove strade comportamentali per modificare e migliorare la nostra struttura psicologica e reazione fisiologica.

L’approccio all’asma attraverso lo Yoga ayurveda prevede tre tipi di intervento.

1. Consapevolezza di sé, del proprio respiro e delle proprie abitudini

2. Modificazione : agire sul proprio stile di vita, la propria personalità riducendo l’ipersensibilità mentale, eliminare i conflitti affrontando le paure.

3.Riequilibrare: il sistema simpatico e parasimpatico.

4.Tecniche scientifiche: con  tre tipi di intervento :

a) Yoga chair breathing
Yoga con la sedia in caso di attacchi di asma. Possiamo definirla la pratica delle emergenze. 8 tecniche respiratorie continue per far fronte agli attacchi, nell’immediato.
b)Yoga pratiche respiratorie
Una successione graduale di consapevolezza del respiro, partendo da posizione eretta a seduta, per imparare a respirare profondamente attraverso il movimento. Si conclude con shavasana e T.R.I (Tecnica di rilassamento istantanea). Ideale da praticare la sera prima di dormire.
c) Yoga pratiche attivanti
Per gestire il sistema simpatico attraverso il respiro.

È importante rivolgersi ad insegnante yoga qualificato in Yoga-Ayurveda terapia.

 

 

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