STARE TROPPO SEDUTI INVECCHIA IL CERVELLO. Rischio di ALZHEIMER.

uomo e donna seduti sul divano. Vita sedentaria



Una vita sedentaria può danneggiare il cervello e aumentare il rischio di demenza. È stato suggerito che circa il 13% del carico globale della malattia di Alzheimer potrebbe essere dovuto al fatto di trascorrere troppo tempo seduti. Lo rivela un nuovo studio dell’Università della California pubblicato sulla rivista Plos One.

 

La sedentarietà fa male anche al cervello.


Oltre ad aumentare i rischi per il cuore, le probabilità di diabete,  di morte prematura, (ALTRI DANNI DELLA VITA SEDENTARIA) trascorrere troppo tempo seduti è collegato a cambiamenti in un’area fondamentale per la memoria e per creare nuovi ricordi: si ha infatti un assottigliamento del lobo temporale mediale.

Per il loro studio, i ricercatori hanno esplorato i collegamenti tra lo spessore del lobo temporale mediale, l’esercizio fisico e il tempo di seduta in 25 donne e 10 uomini di età compresa tra 45 e 75 anni con assenti sintomi di demenza.

Ciascuno dei partecipanti è stato quindi sottoposto a una risonanza magnetica ad alta risoluzione, che ha fornito un esame dettagliato del lobo temporale mediale. L’analisi dei risultati ha permesso di verificare che un comportamento sedentario può comportare l’assottigliamento del lobo temporale mediale. Peraltro l’attività fisica, pur se a livelli elevati, non riesce a compensare gli effetti dannosi dello stare seduti per periodi prolungati. L’inattività fisica è ora identificato come il quarto fattore di rischio per la mortalità globale. I livelli di inattività fisica sono in aumento in molti paesi con importanti implicazioni per la prevalenza di malattie non trasmissibili (MNT) e la salute generale della popolazione in tutto il mondo.( OMS 2014). Sulla base di tale stima, calcolano che ridurre il comportamento sedentario del 25% “potrebbe potenzialmente prevenire più di 1 milione di” casi di malattia di Alzheimer in tutto il mondo.

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L’assottigliamento del lobo temporale mediale può essere un precursore del declino cognitivo e della demenza in adulti di mezza età e anziani. Pertanto, ridurre il comportamento sedentario potrebbe essere un possibile obiettivo per interventi progettati per migliorare la salute del cervello nelle persone a rischio di Alzheimer.

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Il comportamento sedentario può avere effetti deleteri sul controllo glicemico.

Una spiegazione  suggerita per questo effetto è che l’attività fisica aumenta il flusso di sangue nel cervello, il che, a sua volta, aiuta la crescita di nuove cellule nervose e compensa il declino della struttura e delle sue funzioni.

I ricercatori intendono ora seguire un gruppo di persone per una durata maggiore, per capire anche quale ruolo potrebbero avere il genere, la razza e il peso nella salute del cervello in relazione alla sedentarietà.

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Fonte principale
https://www.medicalnewstoday.com/articles/321508.php

 

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