Fluoro ai bambini contro la carie: fa bene o no? La fluoroprofilassi

mamma con bambino insegna lavarsi i denti

Assoluzione del fluoro nell’acqua potabile: non ha effetti negativi sullo sviluppo dei bambini e abbatte il rischio di carie.

Così alcuni media italiani sono usciti in stampa online e cartacea, ma è del tutto vero? Possiamo davvero essere sicuri? In realtà no, le ricerche sono in continuo divenire e titoli del genere, decisamente fuorvianti, sembrano voler obbligare ad un solo punto di vista. Partendo dall’assunzione “suggerita”per gli infanti a quella nascosta agli adulti, con l’introduzione di fluoro dall’acqua ai medicinali, faremo un piccolo viaggio attraverso la fluoroprofilassi e cosa comporta.


Carlo Petrini del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità scrive:

Nel contesto sociale contemporaneo, in cui, tra i vari valori dell’etica, si enfatizza particolarmente l’autonomia, si può sostenere che l’addizione di fluoro nelle acque rappresenti un impedimento alla libera scelta individuale. Il fluoro potrebbe infatti essere assunto in altri modi (per esempio con integratori farmaceutici), lasciati alla libera scelta individuale. A questa considerazione si può obiettare che in genere i preparati farmaceutici sono dispendiosi, e le fasce più vulnerabili della popolazione potrebbero essere dissuase dall’acquisto. La fluorazione, al contrario, raggiunge tutti, indipendentemente dallo stato socio-economico, dall’età, dal livello scolare. Occorre anche notare che le acque potabili sono in molti casi oggetto di trattamenti per renderle idonee ed ottimali al loro uso.
La violazione del principio di autonomia che la fluorazione comporta sembra, d’altra parte, inferiore rispetto a quella determinata da altre pratiche di sanità pubblica largamente accettate, quali, ad esempio, le vaccinazioni o i test genetici alla nascita.

Cosa raccomanda l’OMS (Organo Mondiale della Sanità) :

La fluoroprofilassi, intesa come prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro, rappresenta la pietra miliare della prevenzione della carie ed è necessaria per tutti gli individui. (Forza della raccomandazione A – Grado dell’evidenza I).

Come risposta a tale posizione, citiamo Charles Gordon Heyd, presidente dell’American Medical Association (Associazione Medica Americana) dal 1936 al 1937:

‘Sono sconvolto dalla prospettiva di utilizzare l’acqua come veicolo per la droga: il fluoro è un veleno corrosivo che produce effetti gravi su una base a lungo raggio. L’acqua in questo modo è deplorevole ‘.

‘nessun medico sano di mente consegnerebbe al suo paziente un imbottigliato pieno di una droga pericolosa con le istruzioni di prenderne il massimo o il poco che voleva … Eppure, il servizio di sanità pubblica è impegnato in un programma di propaganda diffuso, insistente sul fatto che le comunità debbano fare esattamente questo … Lo scopo della somministrazione di fluoruro non è quello di rendere l’acqua potabile pura  ma di contaminarla con un farmaco tossico pericoloso, allo scopo di somministrare farmaci di massa al consumatore, indipendentemente dall’età o dal fisico  e condizione.’

È interessante notare che la Natura è stata molto parca nel donarlo all’uomo. Il latte materno contiene una quantità di fluoro straordinariamente bassa, anche se nell’acqua se ne trova molto (una media di 0,2mg/l contro i 0,01mg/l nel latte materno). Il latte materno quindi protegge il bambino da un introito eccessivo di fluoro. Poichè è risultato, e non certamente discutibile, che il latte materno sia il miglior alimento possibile per il bambino, ci sembra che i dati riportati potrebbero essere presi come “spunto” per il giusto apporto di fluoro e per la linea da seguire riguardo la sua supplementazione, soprattutto nei primi anni di vita. Wolfang Goebel evidenzia nel suo libro: La salute del bambino, che se un neonato assume una pastiglia da 0,25 di fluoro è come se prendesse una quantità di fluoro 20 volte superiore a quello allattato al seno, se poi viene allattato con latte in polvere diluito in acqua fluorata (può esserlo come vedremo in seguito anche naturalmente) con 1mg/l, allora è come se ne ricevesse 80 volte di più di quanto ne riceverebbe al seno.



Alla luce di questa semplice riflessione, senza prendere in considerazione tutti gli altri risvolti negativi (danni fisici e mentali) causati dall’eccesso di fluoro, la medicalizzazione di massa portata avanti con la fluoroprofilassi non sembra giustificata.

Il fluoro ai bambini fa bene o male?
Da anni si discute a riguardo, su riviste scientifiche, media, inchieste, (l’assunzione di fluoro è legata a  osteoporosi, danni allo scheletro, ipotiroidismo, gozzo, tumore, disturbi cognitivi e comportamentali..)  per non dimenticare i salotti filosofici, poiché riconosciuto, il fluoro, come la causa principale di calcificazione della ghiandola pineale- epifisi, preposta fra le tante cose , alla sintesi ed alla secrezione di un ormone, chiamato melatonina.  Ricordiamo che la melatonina ha proprietà ipnotiche (induce il sonno), antidepressive (migliora i disturbi dell’umore), neuroprotettive ed antiossidanti .

Nel lontano 1999 l’UNICEF così scrisse in risposta alla pro-fluorizzazione in una sua pubblicazione sull’acqua : WATERfront:

Il fluoro fa bene o male?

Il fluoro inibisce gli enzimi che generano i batteri orali producenti acido, il cui acido mangia lo smalto dei denti. Questa osservazione è valida, ma alcuni scienziati ora credono che l‘impatto nocivo del fluoro su altri enzimi utili, superi di gran lunga l’effetto benefico sulla prevenzione della carie.

Gli ioni di fluoro si legano agli ioni di calcio, rinforzano lo smalto dei denti mentre si forma
nei bambini. Molti ricercatori ora considerano questo più  un assunto che un fatto, a causa dell’evidenza conflittuale degli studi in India e di altri paesi negli ultimi 10 anni a 15 anni. Ciononostante, l’accordo è universale che un’eccessiva assunzione di fluoruro porti alla perdita di calcio dalla matrice del dente, che aggrava la formazione di cavità per tutta la vita, piuttosto che rimediare a questo, causando così la fluorosi dentale. La sovraesposizione grave, cronica e cumulativa può causare l’incurabile paralisi della fluorosi scheletrica.

Tanta letteratura scientifica è stata pubblicata sulla tossicità del fluoro (neurotossico), sopratutto per i bambini. Non a caso, per legge, esiste una precisa indicazione di etichettatura nelle acque minerali.

Le acque minerali che contengono una quantità di concentrazione di fluoro maggiore a 1,5 mg/l  devono riportare  l’avvertenza, come vedremo, di non farla assumere, in modo continuativo, ai lattanti.

A grandi linee i rischi connessi ad uso eccessivo di fluoro, evidenziati da studi :

  • Rischi del fluoro sul cervello dei bambini: dal momento che i bambini da 0 a 6 anni, tendono a mangiare piccole quantità di dentifricio, invogliati anche dal suo buon sapore, il rischio è che il fluoro contenuto nel dentifricio o in altri prodotti come integratori, bevande, gomme da masticare ecc, possono produrre delle deficienze di apprendimento e difficoltà di concentrazione.
  • Rischi alla tiroide: il fluoro può agire sulla tiroide e compromettere le sue regolari funzioni. Secondo l’NCR, National Research Council, il fluoro agisce come smembratore endocrino, ciò significa che se assumiamo tra 0.01 – 0.03 mg di fluoro per Kg al giorno, è possibile che le funzioni della tiroide in soggetti con basso tasso di iodio, possano diminuire drasticamente, provocando anche ad un calo mentale, aumento di peso e depressione.
  • Rischio per le ossa: il fluoro influenza la resistenza delle ossa, riducendola ed esponendola a fratture;
  • Rischio di cancro alle ossa: secondo diversi studi clinici e medici condotti su animali ed essere umani, ivi compresi gli ultimi studi dell’università di Harvard, hanno stabilito la concreta correlazione tra tra fluoro e osteosarcoma, ossia il cancro delle ossa in uomini al di sotto di 20 anni.
  • Rischi per chi soffre di patologie ai reni: i pazienti che soffrono di qualche particolare malattia ai reni, possono manifestare un’alta sensibilità alla tossicità del fluoro, in quanto tali soggetti, sono incapaci di eliminare il fluoro assunto, che può portare all’insorgenza di osteodistrofia renale.

Esposizione prenatale al fluoro e minor sviluppo cognitivo

Un nuovo studio, attraverso il progetto Early Life Exposures in Mexico to Environmental Toxicants (ELEMENT), si è preso come obiettivo di stimare  l’associazione dell’esposizione prenatale al fluoro con  lo sviluppo neurocognitivo della prole. Con esposizione elevata, il fluoruro può accumularsi nei denti e nelle ossa, causando la decolorazione e la debolezza dei denti, nonché il dolore osseo e l’aumento del rischio di fratture. 1 Una preoccupazione aggiuntiva è la potenziale neurotossicità, in particolare durante lo sviluppo fetale e la prima infanzia. 1 , 4 , 11
Il risultato è stato che: livelli più elevati di fluoro nell’urina della madre durante la gravidanza sono stati associati a punteggi cognitivi e QI inferiori nei loro bambini, Gli autori hanno stimato che ogni aumento di 0,5 mg / L nella concentrazione urinaria materna era associato a una diminuzione media di 3,15 e 2,50 punti nei punteggi cognitivi e QI. Le donne incinte reclutate in tre ospedali di Città del Messico hanno fornito campioni di urina durante la gestazione e le informazioni sono state raccolte per quanto riguarda i dati demografici, lo stile di vita e la storia medica. Le abilità cognitive dei loro bambini sono state valutate a 4 anni utilizzando la McCarthy Scales of Children’s Abilities e, a 6-12 anni di età, i bambini hanno completato una valutazione del QI (Wechsler Abbreviated Scale of Intelligence) e fornito campioni di urina.

La fluoroprofilassi

Il problema principale che si nasconde dietro alla fluoroplofilassi è l’eccesso di fluoro assunto, dalla concomitanza di:

  • fluorizzazione dell’acqua potabile
  • acque naturali già eccessivamente fluorate
  • assunzione di acque minerali (in bottiglia) fluorate
  • dentifrici fluorati
  • integratori di fluoro
  • alimenti ricchi di fluoro come il tè verde e pesce
  • accumulo di perfluorati
  • medicinali fluorati

Per i bambini in particolare, che ricevono abbastanza fluoro dai dentifrici e dai trattamenti dentali, ad esempio, l’acqua potabile fluorata, o i semplici integratori potrebbero causare una sovraesposizione.

Secondo l’UNICEF, La fluorosi rappresenta una particolare minaccia per i bambini. Studi dimostrano che i bambini e adolescenti espellono il fluoruro in modo meno efficiente rispetto agli adulti , quindi trattengono più fluoruro nelle loro ossa ‘.

I sostenitori della fluoroprofilassi continua nell’infanzia, citano studi pubblicati sulla letteratura specializzata, che affermano come questa pratica non comporti effetti nocivi a lungo termine. Ma quale è il punto di vista dal quale queste ricerche sono state effettuate? (quale l’interesse da coprire?). Quali gli aspetti che hanno indagato? Quale conseguenze avrà nella seconda metà della vita? L’invecchiamento precoce delle ossa? Cosa sappiamo dell’azione del fluoro sulla nostra vita psichica e sulla nostra coscienza? Tutte domande che Wolfang Goebel si pone nel suo libro: La salute del bambino.

Domande che non si possono ignorare solo perchè la risposta è difficile e vorrebbe dire fare delle scelte, prendere delle posizioni.

1. Fluorizzazione dell’acqua
L’associazione tra fluoro e carie risale ai primi del ‘900, quando studi mostrarono che aumentando la concentrazione di fluoro nell’acqua si assisteva ad una diminuzione dell’insorgenza della carie nei bambini, ma allo stesso tempo si assisteva ad un aumento del numero di pazienti che presentavano decolorazioni e chiazze sui denti, in seguito definita fluorosi. Inoltre per concentrazioni maggiori di circa 1 mg/L (cioè 1 ppm) all’aumentare della concentrazione di fluoro non si aveva nessuna ulteriore diminuzione dell’insorgenza della carie dentaria, per cui il valore di 1 mg/L è stato considerato come valore ottimale per quanto concerne la salute dentaria.

Valore guida
La OMS ha stabilito un valore guida di 1,50 mg/L. La Dir. 98/83CE ed il suo recepimento il
D.Lvo 31/2001e s.m.i hanno fissato un valore di parametro uguale a quello dell’ OMS.

Quindi venne stabilito essenziale  l’assunzione del fluoro contro la carie.  FLUOROPROFILASSI.



Il fluoro, però,  non è presente nella stessa quantità ovunque, per questo molti paesi iniziarono la procedura di fluorizzazione dell’acqua. Secondo uno studio del 2002, tra il 67-75% degli americani sta consumando acqua fluorizzata. Il governo del Sudafrica sostiene ufficialmente la fluorizzazione dei rifornimenti idrici. Nel Brasile, circa il 45% delle città ha un rifornimento idrico fluorurato. Gli studi di governo hanno segnalato una diminuzione delle carie sulla popolazione tra il 40% e l’80%. Nel Cile il 70,5% della popolazione riceve l’acqua fluorurata (10,1 milioni registrati, 604.000 nei rifornimenti naturali). Israele ha adottato la fluorizzazione a partire dal 1981: secondo dati del 2002, più di 2 milioni di persone ricevono acqua fluorurata (approssimativamente 1/3 della popolazione).

L’UNICEF riferisce che, nonostante l’OMS abbia stabilito linee guida sul fluoro dal 1984, abilitandolo come agente efficace contro la carie dentale se preso in quantità ‘ottimali’,  ‘un singolo livello’ ottimale ‘per l’assunzione giornaliera non può essere concordato perché lo stato nutrizionale degli individui, che varia notevolmente, influenza la velocità con cui il fluoro viene assorbito dall’organismo. Una dieta povera di calcio, ad esempio, aumenta la ritenzione di fluoro del corpo ‘.

2. Acque naturali già eccessivamente fluorate

mappa paesi del mondo colpiti da fluorosi per fluoro nell'acqua

A causa dell’elevato numero di variabili, le concentrazioni di fluoruro nell’acqua freatica possono variare da ben al di sotto di 1 ppm a più di 35 ppm. In Kenya e Sud Africa, i livelli possono superare 25 ppm.
In India, sono state segnalate concentrazioni fino a 38,5 ppm.

In Italia

In Italia non ci si orientò verso la fluorizzazione delle acque potabili. Oggi sappiamo che tale scelta ha una giustificazione. Le acque italiane sono infatti in genere sufficientemente ricche in fluoro, tanto da non rendere consigliabile un’addizione farmacologia o nelle acque potabili. Si stima che la media nazionale di fluoro nelle acque sia di circa 1 mg/l.  Vi sono però differenze locali, talvolta sensibili, verso l’eccesso.  Stiamo parlando sicuramente di valori ben al disotto di quelli riportati per Kenya ed India, ma comunque importanti perchè  sopra i limiti consentiti. Per esempio nella zona dei Castelli Romani le acque sono particolarmente ricche in fluoro, tanto da determinare casi di fluorosi. L’Italia negli anni scorsi  (2012) ha dovuto chiedere una deroga temporanea al limite consentito di 1,5 mg/L, alzandolo a 2,5 mg/, affinché gli Enti Gestori delle reti idriche mettessero in atto le necessarie azioni correttive che riportassero il valore dei Fluoruri ,all’interno della soglia prefissata.

I Comuni interessati dalla deroga concessa dalla Regione Lazio per il parametro “Fluoruro” e ricadenti nel territorio di competenza dell’Azienda USL RM/F erano: Castelnuovo di Porto, Civitavecchia, S. Marinella, Tolfa, Trevignano Romano, Bracciano, Campagnano di Roma, Magliano Romano e Mazzano Romano. Comunque le acque destinate al consumo umano dei Comuni di Civitavecchia, S.Marinella, Castelnuovo di Porto e Magliano Romano attualmente non sono interessate da concentrazione di Fluoro superiori ai limiti imposti dalla normativa nazionale di riferimento (1,5 mg/l).

Una concentrazione naturale di fluoruri nell’acqua troppo elevata può essere ridotta con tecniche di assorbimento su allumina attivata e carbone d’ossa.

Nel 2003 Report fece un’indagine, Puntata del 27/04/2003
PERCHE’… IL FLUORO?

La dottoressa Sozio  che esercita a Ladispoli, in provincia di Roma, dove l’acqua – per ragioni geologiche – e’ molto ricca di fluoro ( I livelli di fluoro erano quasi il doppio della soglia consentita dalla legge):

LUCIANA SOZIO – pediatra
In questo momento non c’è questa altissima concentrazione di fluoro. E’ stata fatta la miscelazione tra due acquedotti, da uno veniva una altissima concentrazione di fluoro, dall’altro un po’ meno. Adesso non so qual e’ il livello di fluoro, ma l’acqua e’ stata resa potabile, dal 1998, credo.

LADISPOLI, LATINA

Viene chiesto dall’autrice ad alcune mamme di Ladispoli se hanno mai dato l’integratore al fluoro. Alcune lo hanno dato altre no. Una mamma non lo ha dato alla figlia perché? Consigliata cosi’ dal dentista, ma da’ alla figlia le gomme da masticare che contengono fluoro.

AUTRICE
La confusione regna sovrana. Siccome mancano regole generali, anche solo di prudenza, la questione e’ nelle mani di tutti. Immaginiamo poi nei casi estremi, come a Ladispoli.

Malgrado il contenuto in fluoro delle acque italiane sia soddisfacente, alcuni pediatri suggeriscono di somministrare quotidianamente ai bambini  compresse (Fluor verde, Zymafluor) o sciroppi (Duraphat). I dosaggi tipicamente  suggeriti dai pediatri sono (come letto ci sono pediatri che anticipano di gran lunga la somministrazione):
0 – 6 mesi: nulla;
6 mesi – 3 anni: 0.25 mg/die;
3 – 6 anni: 0.50 mg/die;
da 6 anni: 1 mg/die.

3. Assunzione di acque minerali (in bottiglia) fluorate

In Italia vi è un largo consumo di acque minerali imbottigliate.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) il 46.5 % degli italiani non beve acqua di rubinetto.
Il consumo di acque minerali imbottigliate medio  è di 208 l/persona/anno, RENDENDO il consumo italiano superiore a qualunque altra nazione europea.

Il ricorso ad acque minerali imbottigliate è particolarmente comune da parte dei genitori che la usano per i loro bambini. Considerata più salubre, viene addirittura consigliata alle mamme dagli stessi pediatri. Salvagente, proprio per avere un occhio sui bambini, svolse nel 2012 un’inchiesta su “cosa non dicono le minerali”.

Dall’inchiesta si deduce che troppo facilmente, ed in modo superficiale, vengono utilizzate le ACQUE in bottiglia per i bambini. Moltissime eccedono i limiti di arsenico, nitrati (indice di acque inquinate) e la presenza di fluoro, in molte marche è decisamente ai limiti superiori.

Il limite di concentrazione del fluoro in acqua è pari a 1,5mg/L per le acque destinate al consumo umano, mentre per le acque minerali naturali l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha espresso un’opinione scientifica nella quale ritiene che non vi siano rischi di fluorosi dentale a seguito di assunzione di acque aventi un contenuto di fluoruri fino a 5 mg/L per la popolazione adulta, e fino a 1,5 mg/L per i bambini di età superiore ai 3 anni. In base a ciò è stato stabilito di realizzare una differenziazione fra popolazione adulta e infantile e la legislazione di riferimento (D.M. 11 settembre 2003) stabilisce quindi che le acque minerali naturali la cui concentrazione di fluoruro è superiore a 1,5 mg/L devono comportare la seguente indicazione in etichettatura «Contiene più di 1,5 mg/L di fluoro: non ne è opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti e dei bambini di età inferiore a sette anni».

4. Fluoroprofilassi topica: dentifrici, colluttori, gel




Tratto dal

Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle
patologie orali in età evolutiva -Ministero della Salute-

Ad oggi, l’effetto preventivo  del fluoro, ottenuto attraverso la via di somministrazione topica, è considerato più efficace rispetto a quello ottenuto attraverso la via di somministrazione sistemica. Vari studi, inoltre,  confermano l’efficacia degli integratori di fluoro nella dentatura permanente mentre nella dentatura decidua il grado di efficacia non è ancora stato chiarito (Tubert-Jeanninet al., 2011).

I mezzi di fluoroprofilassi maggiormente utilizzati sono quelli per via topica (dentifrici, collutori o gel); questa via di somministrazione, inoltre, è in grado di fornire concentrazioni molto più elevate di fluoro rispetto a quelle contenute, ad esempio, nell’acqua potabile. Il dentifricio fluorato, quindi, rappresenta un mezzo di somministrazione di primaria importanza nella prevenzione della carie (Garrisonet al.,2007; Walshet al., 2010; Wonget al., 2011; Tubert-Jeanninet al., 2011).
Gli individui in tenera età, tuttavia, non sapendo ancora controllare efficacemente il riflesso della deglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio apportato durante le manovre di igiene orale domiciliare, con conseguente assorbimento sistemico. Un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo di fluoro, (acqua fluorata, dentifricio, supplementi fluorati, latte in formula) durante l’età pediatrica può essere causa di fluorosi dentale, patologia che si manifesta con macchie dello smalto (Ismail & Asson, 2008; Hujoelet al., 2009; Wonget al., 2010; Berget al., 2011; Buzalaf & Levy, 2011; Lee &Brearley Messer, 2011; Chouet al., 2013).
Iniziare a usare un dentifricio fluorato prima dei 12 mesi di vita del bambino può essere associato a un maggior rischio di fluorosi.
‘…quindi, consigliabile un’accurata supervisione della quantità di dentifricio fluorato (quantità pari a dimensione di un pisello) somministrato al bambino nei primi anni di vita da parte del genitore , per ridurre al minimo il rischio di fluorosi (Wong et al., 2010;Ekambarametal., 2011). Sulla base di innumerevoli studi epidemiologici, l’OMS sottolinea che, qualunque sia la fonte di fluoro utilizzata, è quasi impossibile ottenere benefici in termini di prevenzione della carie senza dar luogo a forme, se pur lievi, di fluorosi.’

Secondo quanto raccomanda l’OMS, fino all’età di 6 anni,  due possono essere le modalità di somministrazione:

1) dentifricio in dose pea-size (misura di un pisello): Dai 6 mesi ai 6 anni di età, la fluoroprofilassi può essere effettuata attraverso l’uso di un dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro, 2 volte al giorno, in dose pea-size
(Forza della raccomandazione A – Grado dell’evidenza I)

2) integratori, dopo valutazione dell’assunzione di fluoro da altre fonti:  Nei casi di oggettiva difficoltà all’uso del dentifricio come unica metodica di fluoroprofilassi e nei soggetti ad alto rischio di carie come metodica aggiuntiva all’uso del dentifricio:
– da 6 mesi ai 3 anni: somministrare 0,25 mg/die di fluoro con gocce;
– da 3 a 6 anni: somministrare 0,50 mg/die di fluoro con gocce o pastiglie.
(Forza della raccomandazione C – Grado dell’evidenza VI)

5. Integratori di fluoro

Riassumendo

Se il solo dentifricio è sufficiente, talvolta anche eccessivo, per la profilassi, se comunque viene consigliato anche l’uso di acqua in bottiglia (e molte sono fluorate), se comunque in Italia molte città hanno l’acqua del rubinetto con eccesso di fluoro… perchè vengono prescritte le pastiglie di Zymafluor, come prassi?
Tenendo conto che per di più non servirebbe neppure la ricetta medica?? Quindi totalmente in balia all’uso indiscriminato?

Riportando nuovamente l’inchiesta di Report,

D – Il suo pediatra le ha prescritto gli integratori al fluoro?

ROSY, MAMMA DI MARTINA (NOVE MESI)
Sì, da quando aveva un mese. Due gocce da prendere alla sera tutte le sere, basta.

D – Le ha per caso chiesto quale tipo di acqua minerale usa?

ROSY, MAMMA DI MARTINA (NOVE MESI)
No.

D – Lei la usa?

ROSY, MAMMA DI MARTINA (NOVE MESI)
Si’, oligominerale.


AUTRICE
In realtà andava chiesto, perché alcune acque minerali contengono molto fluoro, in questo caso non chimico ma naturale, ma sempre di fluoro si tratta.
E senza una dovuta informazione c’è il rischio di un sovradosaggio. Infatti la quantità giusta di fluoro va modulata in base al peso e all’età del bambino. Finche’ gli integratori vengono pubblicizzati in farmacia come il toccasana per la prevenzione della carie può capitare che un genitore, oltre all’integratore, acquisti anche il dentifricio al fluoro, e poi la gomme da masticare al fluoro. E senza saperlo, magari, fa bere al figlio acqua ricca di fluoro.

Se ci rechiamo ad esempio in paesi come l’Olanda, le avvertenze scritte sul dentifricio per bambini acquistato  riportano indicazioni ben precise: Contiene fluoro conforme alla legge. Se usate questo dentifricio l’uso dell’integratore di fluoro è eccessivo, a meno che siate state consigliate diversamente dal medico.

Quali avvertenze riportano i dentifrici per bambini venduti in Italia?

In Olanda le autorità sanitarie  circa 10 anni fa  hanno dettato delle regole affinché i medici non prescrivessero gli integratori al fluoro, se non in casi eccezionali . Lo stesso indirizzo e’ stato preso dalla Finlandia e dalla Svezia.

Qui nasce l’ennesima dissonanza: Se le autorità sanitarie di questi tre Paesi temono una ingestione eccessiva di fluoro, perché l’integratore continua ad essere un prodotto acquistabile anche senza ricetta del medico, come se fosse una caramella?
Questo perché l’integratore al fluoro viene venduto liberamente in tutti i paesi della Comunità Europea. Tutti, a parte uno: BRUXELLES, BELGIO. Nell’inchiesta di Report, infatti, entrando  in una farmacia della capitale belga per acquistare il solito integratore al fluoro, senza ricetta, non viene venduto.

6. Fluoro negli alimenti

La somministrazione di fluoro mediante la dieta ha dato risultati contrastanti e non esiste un’evidenza scientifica certa (Bánóczy & Rugg-Gunn, 2007; Espelid, 2009; Rozier et al. , 2010; Yengopal et al. , 2010; Cagetti et al. , 2012). Comunque sia risulta un’uletriore fonte di assunzione da non sottovalutare.

Quantità in Fluoro per 100 grammi *
Pesce da 0,02 a 0,3 mg
Frutti di mare da 0,03 a 0,15 mg
Tè 0,05 mg
Uova 0,03 mg
dati LARN revisione 1996
Legenda: l = litro
mg = milligrammo

7. Fluoro nei medicinali
Nel 1957 compare sul commercio il primo principio attivo farmaceutico fluorurato: 5-fluorouracile, usato come chemioterapico, anticancro. La proclamata intenzione dei farmacisti nell’additivare di fluoruro un prodotto, è di potenziarne ulteriormente l’attività metabolica, e perciò le sue conclamate proprietà terapeutiche. Può essere difficile  credere che una sostanza con così numerose “applicazioni” industriali, commerciali e medicali possa derivare da o essere strutturata, attorno ad un rifiuto tossico scientificamente riconosciuto: L’alluminio.
Ricordiamo che il fluoruro è stata la sostanza chimica fondamentale, necessaria alla fabbricazione della bomba atomica. Durante tutta la guerra fredda se ne ebbe bisogno in quantità massicce. I documenti rivelano che il fluoruro, divvene il principale pericolo chimico del programma atomico stautnitense, sia per la salute degli operai, sia per quella degli abitanti dei centri vicini.

Nel 1943, nell’ambito del Progetto Manhattan, uno stabilimento della DuPont  nel New Jersey, riversò fluoruro nell’aria e nell’acqua: mucche , cavalli, pollami si ammalarono e morirono, gli operai delle aziende agricole della DuPont si ammalarono. Si scopriì che il tasso di floruro presente nel sangue era abnormemente alto. Venne avviata la prima causa civile contro il programma atomico,  non per le radiazioni, ma per intossicazione da fluoruro.

Indebolimento fisico e mentale o cura?

Corticosteroidi fluorati
“Citazione dalla letteratura: “La debolezza muscolare è un effetto occasionale di molti corticosteroidi [ormoni] … più evidente con (1) fludrocortisone e (2) triamcinilone [entrambi ormoni fluorurati]. Tra i corticosteroidi più conosciuti la classe dei cortisoni.

Tranquilizzanti fluorati
Tra i maggiori effetti dei tranquillanti alogenati al fluoro sono: Consenso, Letargia, Apatia, Stupidità da fluoro:

Di seguito una “breve lista” di 21 composti tranquillanti al fluoro più in addizione 58 marchi dei maggiori prodotti tranquillanti che usano fluoro come ingrediente. Indubbiamente molti altri saranno stati aggiunti alla lista dato che il lavoro a cui ci si riferisce venne pubblicato nel giugno 1977.

BENPERIDOL: Anquil, Frenactil, Glianimon
DROPERIDOL: Droleptan, Dridol, Inapsin, Inapsine
FLUANISONE: Sedalande
FLUBUPERONE HYDROCHLORIDE: Buronil
FLUNITRAZEPAM: Rohipnol
FLUOPROMAZINEH: Psyquil, Siquil, Vesprin
FLUOESONE: Bripidan
FLURBIPROFEN: Froben
FLOPENTHIXOL DECANOATE
FLOPENTHIXOL HYDROCHLORIDE: Depixol, Fluanxol, Emergil
FLUPHENAZINE DECANOATE
FLUPHENAZINE ENANTHATE
FLUPHENAZINE HYDROCHLORIDE: Modecate, Moditen, Anatensol, Dapotum, Lyogen, Omca, Pancinol, Siqualone, Permitil, Prolixin, Sevinol
FLURAZEPAM HYDROCHLORIDE: Dalmane, Dalmadorm
FLUSPIRILINE: Redeptin, Imap
HALOPERIDOL: Haldol, Serenace
PENFLUORIDOL: Semap
PIPAMPERONE: Dipiperon, Prupitan
TRIFLUOPERAZINE  HYDROCHLORIDE: Amylozine Spansules, Stelabid Elixir, Stelabid Forte pastiglie, Stelazine, Eskazine, Calmazine, Chemflurazine, Clinazine, Fluazine, Novofluazine, Pentazine, Solazine, Trifluoper-EzEts, Triflurin, Jatroneural, Terfiuzin, Terfluzine
TRWLUPERIDOL

TRIFLUPERIDOL HYDROCHLORIDE: Triperidol, Psicoperidol.

Il  FLUNITRAZEPAM (Rohypnol), che è Valium Fluoruato,venne recentemente prescritto ad un giovane nell’Australia Occidentale e venne poi incolpato per il suo conseguente decesso.
Il Valium (Diazepam) era il “tranquillante più coinvolto” in vittime di incidenti stradali, secondo gli studi condotti all’Università di Sydney (Prof. Graham Starmer, Quantum, 26 aprile 1988). Una questione ovvia: che effetto aggravante possono avere le varietà fluorurate a potenza incrementata (Rohypnol) sugli incidenti stradali? ”

Anestetici Fluorati
L’utilizzo del fluoro come addittivo non è limitato solo ai corticosteroidi e tranquillanti. Alla lista si aggiungono gli anestetici. Quelli riportati sono tutti agenti anti-colinergici con effetti progettati e intenzionali sui sistemi nervosi centrali umani, abbinati a depressioni cardiache e di respirazione.
1- FLUOXENE2- ISOFLURANE: Forane3- METHOXYFLURANE: Penthrane4- ENFLURANE: Ethrane5- HALOTHANE: Fluorothane, Somnothane.Verrebbe da scrivere pagine su pagine di quanto il fluoruro sia un potente agente tossico per il sistema nervoso centrale, come pubblicò la dottoressa Phyllis Mullenix, ma farsi già domande su quanto letto, e quindi mettere il dubbio, dove l’imposizione regna sovrana, penso sia già un buon passo di consapevolezza. Ad ognuno l’indagine personale…Il consiglio è quindi di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia se ancora ne fate uso, cercate dentifrici senza fluoro, attenzione ai medicinali e a cosa mangiate. Non per ultimo attenzione ai perfluorati, entrati a gran voce nella catena alimentare.

  • chewingum
  • medicinali
  • bevande gassate (coca cola – pepsi etc…)
  • te in bottiglia o lattina
  • gatorade
  • bastoncini di pesce (meccanicamente disossati)
  • bastoncini di pollo (meccanicamente disossati)
  • cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon (Il fluoro è impiegato nella produzione di plastiche a bassa frizione come il teflon, e in liquidi refrigeranti come il freon.)
  • alcuni sali da cucina fluorati
  • alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane)

8. I perfluorati

Si tratta di sostanze denominate anche fluorocarburi, carbonio fluoruri, perfluorocarburi, ovvero composti fluoro-organici che contengono solo atomi di carbonio e fluoro. Le famiglie di perfluorati di particolare interesse sono i cosiddetti PFOS e PFOA. Le particolarissime caratteristiche di queste sostanze le rende interessanti in molti settori della produzione industriale, basti pensare ai rivestimenti teflonati delle superfici antiaderenti ed ai tessuti in GoreTex per l’abbigliamento sportivo. Tra gli altri impieghi:

• Trattamenti impermeabilizzati di pelle e tessuti;
• Rivestimento di carta e cartone;
• Detergenti (come tensioattivi), cere per lucidare i pavimenti;
• Pitture e vernici;
• Pesticidi e insetticidi;
• Schiume anti-incendio;
• Pellicole fotografiche;
• Trattamenti di superfici metalliche (per diminuire la tensione superficiale);
• Agenti disgorganti per le tubature

Studi sugli animali hanno evidenziato effetti a carico del metabolismo lipidico e dell’equilibrio ormonale, per questo i perfluorati sono stati classificati tra gli interferenti endocrini. PFOS e i PFOA sono in grado di bioaccumularsi negli organismi viventi portando allo sviluppo di cellule anormali e di tumori, specie in caso di esposizione cronica.

Le fonti di assorbimento

Le principali fonti di assorbimento sono l’ambiente, gli alimenti e l’acqua.

Mentre esistono limiti di concentrazione in acqua per i fluoruri, per i perfluorati le ricerche stanno producendo dati sulla loro presenza nell’ambiente e gli effetti tossici per l’uomo.

Tuttavia alcuni Stati ed Enti si sono già dotati di regolamentazioni in merito, fissando dei limiti provvisori, come l’EPA ha stabilito 0,2 mg/L per i PFOS e 0,4 mg/L per PFOA; la Germania 100 ng/L per PFOA e PFOS indifferentemente; il Regno Unito 0,3 mg/L per PFOS e 10 mg/L per PFOA; i Paesi Bassi 0,53 mg/L per entrambi; il Gruppo di Lavoro Europeo 0,525 mg/L per entrambe, infine l’EFSA che ha stabilito un Total Dose Intake (TDI[12]) pari a 150 ng/kg per PFOS e 1,5 mg/kg per PFOA.



Alcune fonti:

https://www.nofluoride.com/Unicef_fluor.cfm
https://www.unicef.org/wash/files/wf13e.pdf
http://fluoridedangers.blogspot.it/2005/12/unicef-doubts-fluoridation.html
http://fluoridedangers.blogspot.it/2018/
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2073_allegato.pdf
http://www.aicipprovider.org/fad/corsi/2/altro/5_fluoro.pdf
http://www.acqueitaliane.fondazioneamga.org/ricerca.asp
http://www.corriere.it/salute/pediatria/13_febbraio_11/dossier-eccezioni-fluoro-aree-italiane_7c68a190-71fc-11e2-8d40-790077d2d105.shtmlhttp://www.epicentro.iss.it/problemi/cavo_orale/nota.asp
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4464&area=acque_potabili&menu=controlli
http://www.laleva.cc/alimenti/fluorizzazione.html
http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/acquepotabili/parametri/FLUORURO.pdf
http://www.analisiacqua.org/normativa_acqua_valori_limite_potabilita.html
http://gwsonline.it/acqua/news-06-2015-fluorati-perfluorati/
http://gwsonline.it/acqua/news-06-2015-fluorati-perfluorati/
https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=it&prev=search&rurl=translate.google.it&sl=en&sp=nmt4&u=https://ehp.niehs.nih.gov/ehp655/&usg=ALkJrhhQ29J1sC-eJpsnTS3DJFxjixan0w
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-99e77338-5736-4e12-9cf3-754e916465c1.html
http://www.epicentro.iss.it/problemi/cavo_orale/nota.asp
https://www.slideshare.net/franceskerrante/la-neurotossicit-del-fluoro-nelle-acque-minerali-integratori-dentifrici-chewing-gums

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