SCREENING DI PRASSI PER DEPRESSIONE: RISULTATO, 1 SU 5 HA PROBLEMI MENTALI

Grafico stilizzato una persona su 5 ha problemi mentali

L’USPST (US Task Force sui servizi preventivi) raccomanda lo screening per la depressione, da parte dei medici, alla popolazione adulta generale, dai 18 anni in su (per i minori esiste una raccomandazione specifica), comprese le donne in gravidanza e dopo il parto,  per i pazienti senza segni o sintomi correlati.



Quindi una valutazione obbligatoria, imposta di prassi, visto che essendo senza sintomi  la “persona” non può considerarsi paziente.
Interessante infatti il “gioco”  di parole, e come viene insinuato lo stato di malattia o disagio senza neppure che in realtà esista.

Un paziente, in medicina, è una persona che si rivolge ad un medico o ad una struttura di assistenza sanitaria per accertamenti o problemi di salute.
Il termine deriva dal latino patiens, il participio presente del verbo pati, intendendo “sofferente” o “che sopporta”.

Qui nessuno, volontariamente, si reca dal medico per accertamenti, al contrario, è il medico che pone il suo assistito nella condizione di paziente, quindi di ipotetico soggetto a malattia, disagio. Infatti L’American College of Obstetricians and Gynecologists, in supporto a questa esortazione, raccomanda che i medici sottopongano a screening i pazienti almeno una volta durante il periodo perinatale per sintomi di depressione e ansia. Lo screening deve essere accompagnato da follow-up e trattamento appropriati, quando indicato (le pratiche devono essere preparate per avviare terapie mediche, indirizzare i pazienti ad un’assistenza appropriata, o entrambe) e devono essere predisposti sistemi per garantire il follow-up per la diagnosi e il trattamento.

Le terapie mediche prese in considerazioni sono prevalentemente di tipo farmacologico, a seguire:psicoterapia e terapia cognitivo comportamentale.



Danni del rilevamento precoce e dell’intervento e del trattamento

Nella valutazione dei pro e contro l’USPST ha trovato prove sufficienti del fatto che l’entità dei danni dello screening per la depressione negli adulti è minima o nulla, al pari della psicoterapia e terapia cognitivo comportamentale. Ciò che ha “scoperto” è che gli antidepressivi di seconda generazione (per lo più inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina [SSRI]) sono associati a alcuni danni, come un aumento dei comportamenti suicidari negli adulti di età compresa tra 18 e 29 anni e un aumento del rischio di sanguinamento superiore del tratto gastrointestinale negli adulti 70 anni, con rischio crescente con l’età; tuttavia, l’entità di questi rischi è, in media, piccola. L’USPST ha trovato prove di potenziali gravi danni fetali dal trattamento farmacologico della depressione nelle donne in gravidanza, ma la probabilità di questi gravi danni è bassa.

Pertanto, l’USPSTF conclude che l’entità complessiva dei danni è da piccola a moderata.

 

Chi viene considerato soggetto a rischio di depressione? quindi soggetto a screening anche senza sintomi?

La lettura di questo stralcio dell’astratto è a dir poco esilarante. Lasciamo che parli da sola:

L’USPSTF raccomanda lo screening in tutti gli adulti indipendentemente dai fattori di rischio. Tuttavia, un numero di fattori è associato ad un aumentato rischio di depressione. Tra le popolazioni di adulti in generale, i tassi di prevalenza variano in base al sesso, all’età, alla razza / etnia, all’istruzione, allo stato civile, alla posizione geografica e allo stato lavorativo. Le donne, i giovani e gli adulti di mezza età e le persone non-bianche hanno tassi di depressione più elevati rispetto alle loro controparti, così come le persone che sono maleducate, precedentemente sposate o disoccupate. Altri gruppi che sono a maggior rischio di sviluppare depressione comprendono persone con malattie croniche (ad es. Cancro o malattie cardiovascolari), altri disturbi mentali (incluso abuso di sostanze) o una storia familiare di disturbi psichiatrici. Tra gli anziani, i fattori di rischio per la depressione includono disabilità e uno stato di salute insufficiente in relazione a malattie mediche, dolore complicato, disturbi cronici del sonno, solitudine e una storia di depressione.

I fattori di rischio per la depressione durante la gravidanza e il postpartum includono scarsa autostima, stress per la cura dei bambini, ansia prenatale, stress della vita (questo parametro è grottesco), minore supporto sociale, stato di relazione single / non, storia di depressione, difficile temperamento infantile, precedente depressione postpartum, stato socioeconomico inferiore e gravidanza non voluta.

Detta in parole povere.. chiunque viva sul pianeta Terra è soggetto a fattori di rischio depressione, quindi è bene sottoporlo a screening, che sicuramente darà esito positivo all’ansia almeno al 99% della popolazione…quindi candidato a cura farmacologica.

COME GLI ANTIDEPRESSIVI ROVINANO LA TUA NATURALE SEROTONINA.. E NON PUOI PIÙ ESSERE FELICE SENZA PILLOLE

 

Quindi è veramente reale, utile e per il nostro bene essere soggetti allo screening?

Trent’anni fa Henry Gadsen, direttore della compagnia farmaceutica Merck, fece una dichiarazione sconcertante alla rivista Fortune: “Il nostro sogno è quello di produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”. Quel sogno si è avverato. Le compagnie farmaceutiche stanno commercializzando la paura con l’intento di abbassare la soglia per la prescrizione delle cure e addirittura inventare nuove patologie.

La depressione esiste, ma trasformare il vivere con le sue complicazioni in depressione, trasformare ogni sbalzo emotivo in depressione è marketing, per non sfociare in ben altro di molto più subdolo.

Abbiamo già parlato molto della depressione, questo articolo era solo uno spotlight su come gli “scagnozzi” dell’OMS si stiano portando avanti con il lavoro. Ricordiamo che “la grande madre” ha dichiarato, dando l’allarme nel lontano 2004,  Entro il 2020, i disturbi depressivi diventeranno la seconda causa di “disabilità lavorativa” dopo le malattie cardiovascolari„, non si può quindi trasgredire al protocollo… ma va portato avanti incutendo terrore e normalizzazione.

In un solo anno si sono avute ben due giornate sulla depressione, una mondiale il 7 aprile scorso ed una europea ad ottobre del 2017 (alla sua quattordicesima edizione, perfettamente in linea con i primi avvisi dell’OMS).

La giornata è quindi realizzata per sensibilizzare le persone sull’importanza dello screening e della cura della malattia in una fase precoce. La giornata si propone anche di estendere il modo di affrontare la conoscenza dello stress per aiutare a superare la depressione attraverso l’educazione mentale. La ricerca mostra che in ogni 5 giovani almeno uno ha una malattia mentale. Le organizzazioni sanitarie quindi mirano a rendere la salute mentale tanto importante quanto la salute fisica che molte persone prestano molta attenzione. Soprattutto, lo scopo della giornata è di schermare la depressione nel maggior numero possibile di persone e dare loro un consiglio di trattamento.

L’OMS definisce nel suo PIANO D’AZIONE PER LA SALUTE MENTALE 2013-2020 i GRUPPI VULNERABILI soggetti a depressione e malattia mentale:
Interessante vedere a chi si riferisce, leggiamo insieme le sue etichette:

  • – membri delle famiglie che vivono in situazioni di povertà
  • – persone affette da malattie croniche
  • – neonati e bambini abbandonati e maltrattati
  • – adolescenti (SENTITE BENE) che fanno uso per la prima volta di sostanze psicoattive
  • – le minoranze (qui davvero uno può sbizzarrire la fantasia.. tanto è generico il concetto)
  • – le popolazioni indigene (Ovvero?? I popoli autoctoni.. ormai completamente estinti e disintegrati in ogni come e dove dalla colonizzazione.. comunque loro per via dei soprusi.. sono quelli soggetti a depressione?? Quindi come mai in paesi come L’Africa, il Medio Oriente, Amazzonia.. il concetto di depressione non è così dilagante come dicono?) questo sarà interessante da sviluppare.. perchè come vedremo l’OMS promuove invece la presenza di psichiatri, e medicinali idonei in tutti i paesi poveri..
  • -le persone anziane
  • -le vittime di discriminazione e violazione dei diritti umani (tutto il mondo..)
  • – lesbiche
  • – gay
  • – bisessuali e transgender
  • – i prigionieri
  • – persone che vivono in situazioni di conflitto
  • – persone che vivono in condizioni di catastrofi naturali o emergenze umanitarie.
  • – condizione economico-politica
  • – condizione di stress lavorativo per carico eccessivo o mancanza

Conclude dicendo che questi gruppi, una cerchia davvero ristretta, ha una possibilità maggiore non solo di sviluppare la depressione ma una possibilità del 40-60% maggiore rispetto al resto della popolazione (a questo punto mi chiedo quale?? quella non umana??) di una morte prematura.

Due sono gli aspetti imposti come base:

Non solo è stata creata la Patologia, ma con la giustificazione di voler tutelare chi  “socialmente debole” in realtà si è andati a delineare bene chi ne è ritenuto affetto , ed essendo così generico ed ampio il target.. in definitiva parlano al nostro inconscio dicendo.. ANCHE TU PUOI IDENTIFICARTI IN UNO STATO DI MALATTIA MENTALE.

Secondo punto, una volta fatti calare nell’identificazione di un target.. la soluzione ventilata è quella legata alla morte.
Bene attenti a non suggerirla, ma enunciandola come una soluzione che scaturisce proprio da noi.. noi, tu arriverai a tale conclusione… al suicidio.

Qui di seguito il Piano d’azione dell’OMS e due importanti articoli, di cui suggeriamo la lettura.
PIANO D’AZIONE DI SALUTE MENTALE 2013-2020 (pdf scaricabile)

DEPRESSIONE: È VERAMENTE IL MALE DEL SECOLO? PIANO D’AZIONE OMS 2013-2020

 

LA NOSTRA SOCIETÀ È UNA FABBRICA DI DEPRESSIONE?

Fare screening a differenza di quello che dicono per rassicurare, È FARE DIAGNOSI,  NON È PREVENZIONE!!

⇴ LE CAMPAGNE DI PREVENZIONE: CURA DELLA SALUTE O CURA DEL MARKETING? 7 APRILE 2017 GIORNATA MONDIALE DELLA DEPRESSIONE

Servirebbe un’educazione a rimanere centrati e stabili nei movimenti della vita, e non catalogare stati d’animo in patologie che innescano solo ulteriore malessere e trappole farmacologiche.

Tante altre letture correlate: 

⇴ COME GLI ANTIDEPRESSIVI ROVINANO LA TUA NATURALE SEROTONINA.. E NON PUOI PIÙ ESSERE FELICE SENZA PILLOLE

⇴ ANTIDEPRESSIVI SSRI IN GRAVIDANZA: DIMOSTRATI, NUOVAMENTE, DANNI AL FETO, ASSOCIATI AL LINGUAGGIO, AUTISMO, DANNI CARDIACI, MORTE PRENATALE

⇴ ANTIDEPRESSIVI : PAROXETINA ,BAMBINI TENDONO AL SUICIDIO.IL CASO GLAXO

PILLOLA ANTICONCEZIONALE CAUSA DEPRESSIONE?

DISEASE MONGERING MEDICALIZZAZIONE DELLA VITA

 



Fonte principale:

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2484345
https://www.uspreventiveservicestaskforce.org/Page/Name/grade-definitions

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