ELIMINANDO PFOA DAL TEFLON , MENO BAMBINI NATI SOTTO PESO

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L’eliminazione graduale di una sostanza chimica pericolosa, precedentemente utilizzata per produrre Teflon, ha probabilmente prevenuto migliaia di nascite di basso peso negli Stati Uniti ogni anno. Questo è quanto afferma un nuovo studio condotto da ricercatori della New York University.

La sostanza incriminata è il PFOA, da decenni utilizzata dalla DuPont (inventore del teflon, e consapevole da 50 dei suoi danni) nel rivestimento antiaderente.




Alcuni danni del PFOA

Anche l’Environmental Protection Agency (Epa) – agenzia Americana di protezione ambientale – ha accertato che una delle sostanze utilizzate nella produzione del teflon – l’acido perfluoroctanico (PFOA) – permane nel sangue per 4 anni. I danni accertati e denunciati sono al fegato e all’apparato riproduttivo, oltre che per la gravidanza e per i feti, visto che i residui di questo materiale sono stati individuati nei cordoni ombelicali e nel sangue delle donne in attesa di un figlio. Gli scarichi industriali di PFOA possono provocare l’accumulo della sostanza tossica nelle falde acquifere, con contaminazione delle acque potabili. Il PFOA è ritenuto una sostanza cancerogena per gli esseri umani.  I PFAS fanno parte del più ampio gruppo dei PFC (composti poli-­‐ e per-­‐fluorurati), sostanze di cui Greenpeace chiede l’eliminazione sin dal 2011 con la campagna Detox.

Realtà italiana
Senza l’obbligo di andare oltre oceano, basta osservare la realtà italiana, in particolare nel nord Italia.

Nel 2006 è stato avviato il progetto europeo PERFORCE per stabile la presenza di PFOA e derivati nelle acque e sedimenti dei maggiori fiumi europei…da questa è risultato che

il PO AVEVA LA CONCENTRAZIONE MASSIMA DI PFOA FRA TUTTI I FIUMI EUROPEI.

Notizia confermata poi da ulteriori indagini sulle zone del bacino Po, effettuate dalla Joint Reserch Center, dall’IRSA e CNR. L’evidente situazione di rischio per l’ambiente e l’uomo ha portato nel 2011 a stipulare una convenzione tra il Ministro del territorio e l’istituto di Ricerca sulle acque del CNR per lo studio del rischio ambientale da PFOA.

La verità sul PFOA hanno iniziato a circolare dal 2001… ma come viene data l’informazione al pubblico? quanti conoscono la verità sui danni del teflon?

Danni al feto
Cancerogeno, effetto bioaccumulo, danni generali alla salute dell’uomo, e dell’ambiente, sarebbe lungo il dettaglio delle conseguenze portate da questa sostanza tossica.

  • Estratto Interrogazioni parlamentari
    12 ottobre 2005 E-3574/05 (da TEFLON,PFOA, PENTOLE ANTIADERENTI SONO DANNOSE? FACCIAMO CHIAREZZA)INTERROGAZIONE SCRITTA di Mario Borghezio (IND/DEM) alla Commission e
    Oggetto: Danni alla salute dei cittadini causati dalla lavorazione del Teflon nell’impianto di Pondenzano (Piacenza-Italia)

La mortalità per cause verificata in quattro comuni veneti interessati da un inquinamento dell’acquedotto per opera dei PFAS conferma la potenziale nocività dei composti perfluorurati ingeriti con l’acqua potabile. Accanto ad alcune delle patologie riscontrate dal gruppo di lavoro C8 Health project della Virginia, è risultata aumentata anche la mortalità per altre patologie, come il diabete, il tumore della mammella nel maschio, gli infarti, l’Alzheimer e il Parkinson. Le nostre osservazioni indicano con forza la necessità di programmare ulteriori ricerche nell’area interessata dall’inquinamento.

Per una volta la realtà americana dovrebbe insegnare
Negli USA la contaminazione è altissima, si stimano oltre 15 milioni di americani con presenza di PFOA nel sangue. Utilizzando i dati di una carta di Philippe Grandjean di Harvard e Richard Clapp della University of Massachusetts-Lowell, l’ EWG ha calcolato che il dosaggio raccomandato per PFOA dalla FDA come “sicuro” nell’ acqua potabile è più di 1000 volte troppo alto per proteggere completamente la salute delle persone.



I loro risultati suggeriscono che il PFOA è simile ad amianto o piombo – pericolosi a qualsiasi livello di esposizione. Dal 2015 gli USA hanno abolito, infatti, queste sostanze tossiche dal Teflon ed i risultati sono davvero sorprendenti, anche se nascondono in sé la conferma della stretta connessione con i danni al feto.

Eliminando i PFOA, nascono meno bambini sotto peso
La nascita di bambini americani nati sottopeso è altissima, ma quelle specificamente attribuite all’esposizione della sostanza chimica del Teflon sono diminuite oltre 10.000 all’anno da quando è iniziato il phase out, secondo  quanto riportato dall’analisi pubblicata sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health.

Diritto di precauzione
Dimostrato che l’esposizione al PFOA è stata collegata al cancro e ad una serie di altri problemi di salute, tra cui basso peso alla nascita, danni al sistema riproduttivo e cambiamenti nello sviluppo fetale, nel 2006, sotto la pressione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, DuPont, 3M e altre società chimiche hanno concordato di eliminare gradualmente la produzione e l’uso di PFOA e composti fluorurati strettamente correlati entro il 2015.

Lo studio NYU ha riferito che subito dopo l’inizio del phaseout, i test CDC ha rilevato l’abbassamento del livello mediano di PFOA nel sangue delle donne di età compresa tra 18 e 49. Nel 2014, il livello mediano era sceso di oltre la metà da un picco di 3,5 nanogrammi per millilitro di sangue nel 2008.

Usando la modellizzazione al computer, i ricercatori hanno stimato quante nascite di peso ridotto potrebbero essere state causate da livelli specifici di PFOA in il sangue delle donne. Hanno stimato che l‘eliminazione graduale di PFOA e sostanze chimiche fluorurate simili ha negli ultimi anni impedito da 10.000 a 17.000 nascite di basso peso all’anno negli Stati Uniti.

Circa il 7/8% delle nascite negli Stati Uniti sono considerate di basso peso, un rapporto che è aumentato significativamente negli ultimi decenni. Il basso peso alla nascita aumenta i costi medici e può portare ad un decremento del QI e ad un maggior rischio di malattie croniche più avanti nella vita. Sebbene sia difficile confermare una relazione di causa-effetto tra specifici inquinanti chimici e variazioni del peso alla nascita, numerosi studi dimostrano che la riduzione dell’esposizione a contaminanti tossici, durante la gravidanza, può portare a grandi miglioramenti in termini di salute e risparmi economici.

Il ricercatore principale dello studio, professore associato della NYU School of Medicine, Leonardo Trasande, ha dichiarato al Washington Post che l’EPA merita credito per aver lavorato con l’industria ‘in modo proattivo per eliminare una sostanza chimica preoccupante’.

Il phasout di PFOA e il la conseguente riduzione delle nascite a basso peso è certamente una buona notizia. Ma l’EPA avrebbe dovuto agire molto prima e con più forza. (ndr. Aspettiamo soluzioni anche in italia)

L’agenzia è stata avvisata per la prima volta nel 2001 di una massiccia contaminazione da PFOA di acqua potabile nei pressi di una fabbrica di DuPont nel West Virginia, e una successiva causa legale ha rivelato che DuPont e 3M avevano coperto per decenni le prove dei rischi chimici. Invece di vietare la sostanza chimica, l’EPA ha permesso alle aziende chimiche di continuare a usarlo per un decennio. Oggi, l’EPA non ha ancora fissato un limite legale per il PFOA nell’acqua potabile, lasciando milioni di donne e i loro bambini a rischio di esposizione continua.

Quante nascite, tumori e altri impatti sulla salute potrebbero essere evitati se l’EPA avesse agito subito? Quanti altri impatti sulla salute potrebbero essere evitati negli anni a venire se l’EPA smettesse di consentire alle compagnie chimiche di introdurre sostituzioni non testate per PFOA che potrebbero essere altrettanto dannose?

Conclusioni

Domande che in realtà si possono rivolgere tranquillamente al nostro governo e ai nostri organi di controllo.
Questo, quanto vige in USA con il diritto di “sino a prova contraria“, ma riportabile alla situazione italiana, dove vigerebbe,  proprio il DIRITTO DI PRECAUZIONE”.

Ricordiamo la situazione in Veneto

Emergenza ambientale senza precedenti, almeno per l’Italia, che sta interessando una vasta zona del Veneto, abitata da più di 350 mila persone. I fiumi e l’acqua potabile di numerosi comuni sono ancora  inquinati da PFAS, sostanze chimiche di sintesi pericolose per l’ambiente e per l’uomo. Gli anni passano e la situazione non cambia.

Migliaia di cittadini continuano a convivere quotidianamente con acqua potabile contaminata da PFAS, e a pagarne le conseguenze sulla propria pelle.
I valori nel sangue sono allarmanti, ma la parola d’ordine è niente allarmismo
Di recente: 15enne con valori superiori a 35 volte i limiti.

PFAS IN VENETO:INQUINAMENTO SOTTO CONTROLLO?
Pdf scaricabile ultimi rilevamenti di Greenpeace marzo 2017 

FIRMA LA PETIZIONE
Apri il link sottostante

http://www.greenpeace.org/italy/stop-pfas-veneto/

Firma la nostra petizione per chiedere alla Regione Veneto di individuare e fermare tutti gli scarichi di PFAS nelle aree colpite dalla contaminazione, e di abbassare i limiti di PFAS consentiti nelle acque potabili.



Fonte principale
https://www.ewg.org/news-and-analysis/2017/11/study-phaseout-teflon-chemical-has-likely-averted-thousands-low-weight#.WieZdy6E601

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