Quanti pesticidi ci sono nel corpo di un italiano comune? Questa famiglia ha fatto un test.

Partita mercoledì 15 novembre 2017 la campagna #ipesticididentrodinoi, di CambialaTerra, con un video che mostra il grado di contaminazione della famiglia D. – romana, con abitudini alimentari nella media – rispetto ad alcuni tra i pesticidi ed erbicidi più utilizzati in agricoltura.

 
La campagna è promossa da Federbio con Isde- Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF e coordinato da un comitato dei garanti di cui fanno parte – oltre ai rappresentanti delle associazioni citate – singole personalità del mondo della ricerca. Lifeme sostiene l’iniziativa.
 


Finalmente arriva anche in Italia un coinvolgimento diretto dei cittadini, con test e studi per osservare l’accumulo di pesticidi nell’organismo.

Da anni la letteratura scientifica trasborda di test e dimostrazioni che nessuno pare voglia vedere ed ascoltare, troppi i conflitti d’interesse economico, politico che nascondono. Forse anche questa campagna non determinerà grandi risvolti ma almeno è condotta in Italia, in lingua italiana, facilmente comprensibile ed accessibile per ogni consumatore. Invitiamo alla sua massima diffusione

 

Scopo dell’esperimento sociale è dimostrare quanto l’assunzione di pesticidi possa essere influenzata dalla dieta. Così una famiglia di 4 persone (i genitori, Marta e Giorgio assieme ai loro bambini, Stella di 9 anni e Giacomo di 7) ha accettato di fare il test sulla presenza o meno di pesticidi nelle urine e – dopo 15 giorni di dieta 100% bio, quindi totalmente priva di chimica di sintesi – ripetere le analisi per verificare la differenza tra prima e dopo.

Risultati analisi pre-dieta
Dalle analisi del laboratorio tedesco ( Medizinisches Labor di Brema certificato ISO, che ha già eseguito per le Coop Danimarca lo stesso tipo di analisi) risulta che il livello di glifosato – l’erbicida più diffuso e utilizzato al mondo, probabile cancerogeno per l’uomo secondo l’Istituto internazionale di ricerca sul cancro – nelle urine dei figli, Stella e Giacomo, è maggiore della media. Per Giorgio è particolarmente alto, più del doppio della media (116% in più).

Per quanto riguarda il clorpirifos – insetticida con effetti su sistema nervoso centrale, sistema circolatorio e respiratorio – la situazione è particolarmente preoccupante per Marta e il figlio Giacomo che presentano concentrazioni superiori al 95% della popolazione di riferimento, ma anche Giorgio e la figlia Stella hanno valori sensibilmente più alti della media.

I piretroidi – pesticidi ad ampio spettro per cui sono dimostrati disturbi dell’apprendimento, danni al sistema nervoso, al fegato, al cuore, all’apparato digerente e sul sangue – sono stati distinti in due dei più frequenti metaboliti (molecole in cui si scinde un composto chimico): il Cl2CA e l’m-PBA. Tutti e quattro i componenti della famiglia D. sono risultati positivi ai piretroidi per la presenza, in particolare, dell’m-PBA. Nel caso di Marta c’è un valore molto elevato per questo metabolita, tanto alto da essere superiore a quello che si riscontra in una percentuale del 5% della popolazione di riferimento. Nei figli sono presenti quantità sensibilmente superiori alla media non solo per l’m-PBA, ma anche per Cl2CA.

L’articolo verrà aggiornato all’uscita dei risultati, il 30 novembre.

Questi sono solo una parte delle sostanze tossiche che assimiliamo durante la giornata, provate a sommarla a tutto ciò che entra nel corpo attraverso i prodotti di bellezza (saponi, creme, shampoo, dentifrici, disinfettanti), prodotti per la pulizia della casa, e per la donna i prodotti per l’igiene intima (detergenti, assorbenti,…) e continuiamo con ciò che viene rilasciato da mobili, polveri, vestiti… in parole povere, niente è dannoso preso singolarmente a piccole dosi, ma l’effetto mix ed accumulo che si forma alla fine di una settimana standard, può essere davvero devastante nel medio lungo termine della nostra vita. #sostanzetossichedentrodinoi

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Cambia la terra – No ai pesticidi, sì al biologico   è un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da Federbio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca. La campagna #ipesticididentro  continuerà  sul web e sui social, fino al 30 novembre, giorno in cui arriveranno i risultati delle urine raccolte sempre all’interno della stessa famiglia dopo le due settimane di dieta bio.

Tutta la campagna #ipesticididentrodinoi è online e tutti possono seguire giorno dopo giorno, attraverso video e post della famiglia, l’evolversi della dieta.

 

 

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