Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

2017/08/30

UOVA CONTAMINATE, NON SOLO FIPRONIL. GUIDA AI CODICI DI ACQUISTO.






Lo scandalo delle uova contaminate con insetticida Fipronil, che a sua volta contamina la filiera alimentare è tutt'altro che finito, in Italia possiamo dire che è solo agli inizi. Dopo un primo, infantile, tentativo di negare la presenza di uova fresche contaminate (vendute per lo più in Olanda e paesi limitrofi), ad oggi sono migliaia i sequestri e i blocchi attuati nel nostro territorio. Nelle ultime verifiche compiute dai carabinieri sono state sequestrate oltre 91 mila uova tra Viterbo e Ancona, di cui 60 mila uova per consumo umano, 32 mila per alimentazione zootecnica, 3 capannoni per allevamento con 27 mila galline ovaiole e un centro di imballaggio uova. I reati ipotizzati sono attentato alla salute e immissione in commercio di alimento adulterato. I sequestri sembrano muoversi ora a tappeto da un capo all'altro della nostra penisola.

Gli assessori regionali alla Sanità e all'Agricoltura Sergio venturi e Simona Caselli cercano però di rassicurare: "I livelli di contaminazione rilevati sono al di sotto delle soglie di tossicità definite, dal punto di vista scientifico, dal ministero. Nei campioni trovati positivi di produzione regionale i livelli di contaminazione si attestano mediamente intorno allo 0,16 mg/kg, ben inferiori allo 0,72 mg/kg che corrisponde al limite di tossicità".


Livelli di tossicità Fipronil

La dose letale di Fipronil sui topi è di 97 mg per kg di peso corporeo.
La quantità massima senza sintomi avversi negli umani è dell’ordine di 0.01 mg per kg di peso corporeo, (in totale 0.7 mg per un uomo adulto, meno per i bambini).

La massima quantità ammessa di Fipronil nelle uova accettata nell’Unione Europea è però minore, cioè di 0.005 mg per kg di uovo (attenzione a non confondere il valore di tossicità, che è espresso in mg per kg di peso corporeo, con le quantità presenti nelle uova, espresse come mg per kg di uovo). Le uova olandesi (quelle più contaminate) avevano una concentrazione di 0.72 mg per kg, quindi ciascun uovo conteneva circa 0.03 mg di Fipronil.

Come visto le uova Italiane, sino ad ora hanno livelli di contaminazione intorno allo 0,16 mg/Kg, decisamente inferiore al limite di tossicità. Questo però non vuol dire essere al sicuro. Il problema viene come sempre, per ogni pesticida, insetticida, interferente endocrino, contaminazione da metalli pesanti, insomma con ogni sostanza tossica, con la CONTAMINAZIONE INCROCIATA FRA SOSTANZE TOSSICHE e con ASSUNZIONE A LUNGO TERMINE.

Sono l'effetto accumulo e l'effetto mix, che si crea nel nostro organismo a portare i danni e rischi. Fatta eccezione per poche sostanze, tra cui gli interferenti endocrini ( da soli già notevolmente pericolosi anche a basse assunzioni) è il  deposito che si crea nel tempo che porta tossicità, sino a patologie molto gravi.

Nel caso specifico i rischi  per il lungo periodo sono legati a danni ai reni ed alla tiroide. Sconosciuti gli effetti ad incrocio.


 

Nel 2013 la Commissione europea ha imposto delle restrizioni all'uso del Fipronil, con un bando parziale della durata di due anni per contrastare la moria di insetti impollinatori e delle api.





link per incorporare infografia:
<iframe width="800" height="3385" frameborder="0" scrolling="no" style="overflow-y:hidden;" src="https://magic.piktochart.com/embed/24019537-fipronil-acquisto-uova" ></iframe>

Il Fipronil non è ammesso nell'alimentazione umana

Prescindendo tutto questo, ovvero i limiti di tossicità, come ricordano i veterinari della Federazione degli Ordini (Fnovi), "il fipronil non è stato autorizzato per l'utilizzazione negli animali che forniscono alimenti per l'uomo e quindi non sono stati registrati prodotti farmaceutici che lo contengono destinati a questi animali. Pertanto, nel caso in oggetto, le galline non sono state trattate con farmaci registrati, ma direttamente con il principio attivo preparato e somministrato in modo completamente illegale".

Come sempre, sino a quando non scoppia la bolla, tutto tace.


I veterinari spiegano che "il fipronil è un insetticida da anni utilizzato in veterinaria per applicazione esterna contro gli ectoparassiti del cane e del gatto. L'autorizzazione all'immissione in commercio è avvenuta nel rispetto delle normative in vigore nell'Unione europea con la valutazione dell'efficacia del prodotto, della sua tollerabilità per gli animali e dell'assenza di rischi apprezzabili per l'uomo che viene a contatto con gli animali trattati. In tutti gli anni di utilizzazione del fipronil le osservazioni postmarketing (farmacovigilanza) non hanno evidenziato problemi che ne mettessero in discussione l'utilizzazione".

LO SCANDALO È SOLO ALL'INIZIO, non è solo questione di Fipronil

Come accennato lo scandalo è solo all'inizio, mercoledì 23 agosto, il ministro della Salute dei Paesi Bassi, Edith Schippers, e il Segretario di Stato per gli affari economici, Martijn van Dam, ha rivelato in una lettera al Parlamento europeo, in aggiunta fipronil - il prodotto biocida già incriminato in questo caso - un altro insetticida amitraz, era stato usato nei bovini e allevamenti di pollame. Il prodotto, 'moderatamente tossico' è stato fornito dalla società olandese ChickFriend già all'origine di trattamento contro rosso acaro contenente fipronil.

Che cosa è l'amitraz?

Questo è come il fipronil, una sostanza insetticida e acaricida, con effetti neurotossici che paralizzano e quindi causano la morte dei parassiti, dice l'Agenzia per la sicurezza nazionale mondiale per l'alimentazione, l'ambiente e lavoro (maniglie).

Dal 2008, questo prodotto è, come il fipronil, vietato in tutta l'Europa - come biocida o un agente di protezione delle piante. E 'autorizzato solo come farmaco veterinario per indicazioni specifiche, principalmente su animali chiamati ' in affitto', bovini, pecore, capre e maiali, per liberarli dai parassiti. Viene utilizzato in questo caso per applicazione diretta agli animali, non spruzzando le gabbie o su costruzioni aziende, anziché l'uso che fipronil in allevamenti di galline ovaiole.
Amitraz ha un totale di otto autorizzazioni all'immissione in commercio sostiene l'ANSES, uno per il bestiame, per i pesticidi 'perizoma' per le api e per cinque collari antipulci per cani. In nessun caso questa sostanza dovrebbe quindi finire in un allevamento di pollame od ovoprodotti, la sua presenza riferirebbe un uso fraudolento... Eppure è finita.

Cosa fare? Smettere di mangiare uova?


Non è smettendo di mangiare le uova che si scampa il pericolo, anche perchè siamo circondati da sostanze tossiche. Non è diventando vegani che si risolve. Le contaminazioni sulle verdure sono anche peggiori,  non per ultimo non è diventando  fatalisti che tutto si lascia al caso... sinceramente quest'ultima è la più triste forma di rassegnazione , a quel punto i problemi sarebbero altri, ovvero il triste senso della vita che si avrebbe.

Deve cambiare la consapevolezza di quello che ingeriamo, la consapevolezza all'acquisto, la consapevolezza del nostro potere di acquisto.

Le uova sono un alimento importante, ad esempio un potente antiinfiammatorio naturale per le nostre giunture... e come tale non va eliminato, serve consapevolezza.

Rendersi consapevoli che esiste un ciclo di produzione delle uova, come una sorta di stagionalità delle verdura e frutta. Sapere che esistono tanti tipi di allevamenti. Come si può pensare di comprare uova, non pensando ad esempio a come vengono prodotte?
Allevamenti in batteria vuol dire animali stipati che spesso non riescono neppure a reggersi in piedi. Sino al 2012 le gabbie per allevamento intensivo erano contenevano 4 o 5 galline e lo spazio concesso per legge a ogni volatile era di 550 cm2: si tratta, per intenderci,meno della dimensione di un un foglio di carta A4 (= 620 cm2). Queste gabbie erabi completamente spoglie (eccezion fatta per il dispositivo di somministrazione di cibo e acqua). Gli uccelli non avevano a disposizione un nido e non potevano neppure spiegare le ali, razzolare, grattarsi le unghie o appollaiarsi.

Adesso? Adesso, grazie al Decreto legislativo 267/2003 che attua la Direttiva comunitaria 74/1999 sul benessere delle galline ovaiole abbiamo le gabbie arricchite!!

Le nuove gabbie o “arricchite” hanno uno spazio di circa di 750 cm2 per gallina , di cui solo 600 utilizzabile perchè hanno dentro un un piccolo posatoio, lettiera e un nido e il numero di animali può variare . Ora sicuramente lo spazio è maggiore.. anche se vivono sempre in meno di un foglio A4 !!!!Infatti viene loro spuntato il becco!!!

Sapete quale è il numero che identifica le uova da allevamento intensivo?




0 sta a significare allevamento biologico prodotto in allevamento non intensivo, con galline nutrite con prodotti anch’essi bio e spazio sufficiente
1 sta a indicare allevamento aperto, ovvero che le galline vengono tenute per alcune ore all’aperto dove depositano le uova
2 sta per allevamento a terra in spazi angusti, ovvero le galline allevate sono libere di muoversi all’interno di un capannone il che prevede anche l’utilizzo costante di antibiotici dovuto all’aumento delle infezioni che tanti animali insieme possono sviluppare
3 sta per allevamento in batteria,con animali trattati allo stremo, che depongono tantissime uova (direttamente sui nastri trasportatori )a causa dei mangimi con cui sono nutriti. Non hanno possibilità di muoversi né sufficiente luce solare. In queste condizioni gli animali tendono anche a sviluppare artrosi che induce notevoli sofferenze .

Le uniche uova che andrebbero acquistate sono le uova siglate



 Fonte

http://www.lemonde.fr/planete/article/2017/08/24/ufs-contamines-qu-est-ce-que-l-amitraze-le-nouvel-insecticide-incrimine_5176195_3244.html

2017/08/26

Italia e DEA unite? Riflessione su alcune sostante ritenute fuorilegge, forse per mantenere il controllo con metadone e suboxone.


 


Messa al bando del Kratom, ed in Italia dei componenti attivi la mitraginina e l’ibogaina ( utilizzata in tutto il mondo come sostanza d’elezione per la disintossicazione da oppiacei, cocaina, metanfetamina ed alcool con minor effetti collaterali del metadone..). L'Encod pubblica giustamente: L’obbiettivo dei proibizionisti è chiaramente sviluppare l’uso esclusivo di sostanze di mantenimento come metadone e suboxone. Questo preparato contiene principalmente buprenorfina e naloxone in modo che sia impossibile da iniettare con il risultato di mantenere i tossici assuefatti a vita a qualcosa che non gli fornisce alcuna gratificazione . Zombie da utilizzare nella industria carceraria!

Non vogliamo addentrarci sulla questione disintossicazione, un percorso angusto, doloroso, ma fin troppo, anch'esso manipolato dalle lobby farmaceutiche e molti altri.

Questo articolo è una ripubblicazione di Encod (European Coalition for Just and Effective Drug Polices) dello scorso settembre. Una riflessione, un due punti aperte virgolette su di un tema davvero spinoso, ma che cela sicuramente trame fitte, il cui collante sono il giro d'affari. Si sa, direte, ma ogni tanto rimettere gli accenti e controllare la punteggiatura fa bene per una chiara lettura dell'insieme.

Caro Marco il testo è tratto quasi interamente da una lettera che mi ha mandato Dana Beal ieri sera mentre stavo uscendo. Ho tradotto il suo testo e l’ho inviato ad Eleonora Martini del Manifesto che mi ha detto che non poteva pubblicarlo. Ma l’argomento è molto interessante comunque. Che fare?

Da un testo di Dana Beal...


Gli attivisti della canapa terapeutica hanno spesso ipotizzato come gli apparati antidroga fossero più interessati a conservare il monopolio sugli antidolorifici piuttosto che permettere ai pazienti di scegliere. Negli USA gli stessi sono sul piede di guerra perché la DEA ha appena (ndr. settembre 2016) vietato il Kratom, dato che molte persone lo usavano per disintossicarsi dall’eroina al pari di molti pazienti affetti da dolore cronico. Nonostante il kratom sia molto meno problematico degli oppioidi, e che il suo componente attivo, la mitraginina abbia una azione antidolorifica analoga , i complici italiani della DEA quasi simultaneamente hanno recentemente emesso un decreto pubblicato a firma Lorenzin che ha messo fuorilegge la mitraginina e l’ibogaina . Gli USA avevano già vietato l’iboga nel 1967, mentre lessa rimane legale in quasi tutto il mondo e viene utilizzata nelle cliniche per la disintossicazione da oppiacei.


 

La decisione della Lorenzin é interessante secondo l’attivista americano Dana Beal”, perché svela il possibile motivo della messa al bando di sostanze poco studiate e possibilmente nocive da cui viene sempre escluso l’alcool, nonostante l’appello inascoltato e poco reiterato del dottor Nicola Gratteri che ha avuto il coraggio di ipotizzare la messa al bando del principale sacramento cattolico nonché farmaco, droga ed alimento..

A differenza del metadone l’ibogaina non dà assuefazione e non può esser considerata una sostanza d’abuso perché tra i suoi effetti collaterali rendono improbabile il suo uso in tal senso. Sempre secondo Dana Beal durante la fase acuta provoca una sorta di mal d’auto ed é utilizzata in tutto il mondo come sostanza d’elezione per la disintossicazione da oppiacei, cocaina, metanfetamina ed alcool. Agisce eliminando i sintomi di astinenza con un metabolita serotoninergico antidepressivo di lunga durata che attiva il GDNF Glial cell-derived neurotrophic factor (GDNF)che non solo mobilita i recettori della dopamina ma che invia dei segnali di feedback ai nuclei cellulari avvisandoli di continuare a produrre GDNF anche dopo l’effetto.




Per oltre 30 anni i tossicodipendenti da eroina hanno assunto “dosi massicce” di ibogaina. In un molto limitato numero di casi questo uso massiccio ha causato una grave bradicardia, una sindrome transitoria trattabile con adrenalina e ossigeno. Questo è il motivo per cui l’ibogaina va somministrata sotto controllo medico-una considerazione che rende a ragione la proibizione estremamente problematica, dal momento che nessun medico si presterebbe a somministrare una sostanza illegale.

Recentemente delle dosi estremamente basse di ibogaina dagli 8 ai 16 mg al giorno- troppo piccole per produrre effetti psichedelici-sono state ritenute in grado di controllare la sindrome di Parkinson. E solo un mese fa un trattamento a bassi dosaggi era stato utilizzato con successo per disintossicare dal metadone. Quindi non é sempre necessario utilizzare dosi massicce per quanto possa esser preferibile in molti casi.

L’obbiettivo dei proibizionisti è chiaramente sviluppare l’uso esclusivo di sostanze di mantenimento come metadone e suboxone. Questo preparato contiene principalmente buprenorfina e naloxone in modo che sia impossibile da iniettare con il risultato di mantenere i tossici assuefatti a vita a qualcosa che non gli fornisce alcuna gratificazione . Zombie da utilizzare nella industria carceraria!

Nel decreto del primo agosto 2016 la signora Lorenzin, il ministro della Sanità italiana, elencando le decine di sostanze da metter al bando comprese le piante di cui sopra, cita in alcuni casi le condizioni avverse o il fatto che le sostanze non siano state studiate.
Un po’ come successo alla cannabis che è stata interdetta quasi un secolo prima che fossero scoperti i cannabinoidi i recettori e gli endocannabinoidi. Rispetto al Kratom, ha citato solo un caso di possibile intossicazione mentre per quanto riguarda l’iboga, i carabinieri di Bolzano in Sudtirolo hanno interrotto una cerimonia del Santo Daime dove hanno trovato delle radici di iboga. (L’uso religioso era stato citato anche da Nicolas Sarkozy che da ministro degli Interni francese aveva messo fuori legge la religione Bwiti in Francia nel 2007). Non sappiamo se in Italia questa religione sincretica cristiana sia parimenti discriminata ma il divieto dell’utilizzo rituale, non dovrebbe diventare un pretesto per procedere contro l’uso clinico della Ibogaina, una delle sostanze più studiate del mondo, con risultati disponibili per l’eroina e per cocaina ed alcool per quanto non accompagnati da molti trial clinici, a causa della resistenza dei sostenitori delle terapie agoniste come la NIDA, l’ente nazionale per le dipendenze statunitense e da Alex Wodak della rete australiana per la riduzione del danno e della domanda. Noi ci appelliamo agli antiproibizionisti come i radicali italiani per distogliersi per pochi minuti dalla lotta per la cannabis, per combattere questo fascismo mascherato mettendo completamente a luce la questione nel parlamento italiano.



2017/08/25

STAMPABILE: ELENCO SOSTANZE DA EVITARE NEI PRODOTTI PER LA CURA DEL CORPO




Ogni paese ha la sua associazione consumatori, in US la EWG si batte contro le sostanze tossiche contenute in alimenti, acqua, cosmetici, prodotti per la casa, ed in Francia di pari passo UFC-Que Choisir aiuta il consumatore nell'acquisto più salutare, in Italia abbiamo Altroconsumo, che sicuramente farà interessanti speciali su elettrodomestici e varie, ma davvero desolante a tratti ridicolo ed imbarazzante nella sua posizione sulle sostanze tossiche. In Italia abbiamo anche  la Codacons, sicuramente molto impegnata a livello vaccini ed altro ma decisamente carente in tutto ciò che riguarda i prodotti per il corpo, per la casa e sugli interferenti endocrini ed altre sostanze tossiche con cui entriamo quotidianamente a contatto.


In Italia pochissima propaganda viene mossa in tal senso, difficile trovare guide all'acquisto, elenco di prodotti con buon INCI, elenco di prodotti commestibili con il maggior numero di pesticidi... si può trovare qualcosa spulciando in rete ma grazie al lavoro meticoloso di qualche forum come quello di Saicosatispalmi.

In poche parole, quasi un lavoro di "copertura" piuttosto che di propaganda per la salute del consumatore. Soprattutto manca una spinta precisa che affronti le autorità nel divieto degli interferenti endocrini, sempre più presenti ovunque, e sempre più dimostrata la loro pericolosità.
Mentre la Commissione europea, di fronte alla lobby professionale ovviamente riluttante a muoversi verso una definizione ambiziosa di interferenti endocrini, la UFC-Que Choisir aggiorna il suo database di cosmetici contenenti sostanze indesiderabili, attraverso la mobilitazione dei consumatori. Data la sempre più schiacciante evidenza (a quanto pare non in italia), l'UFC-Que Choisir invita le autorità ad esercitare la responsabilità per la definizione e il divieto di interferenti endocrini, e rimuovere senza raggiri di ritardo, 23 prodotti contenenti sostanze vietate.

Decisamente lo stesso scenario che abbiamo qui in Italia vero??

Comunque sia, prendendo spunto da queste organizzazioni Lifeme vi propone una lista stampabile, delle principali sostanze tossiche da evitare quando si acquista un prodotto per il corpo.
Sono indicate le 26 sostanze più a rischio irritazione cutanea in soggetti sensibili elencate nella direttiva europea e nella seconda parte fra gli interferenti endocrini più pericolosi. Sono tante le sostanze che andrebbero evitate, queste le principali nel settore cosmesi.


Vi consigliamo di stamparlo e tenerlo nel vostro portafoglio in modo tale da trovare con facilità i composti più nocivi. Sarà un grande aiuto nella scelta di cosmetici e prodotti per l'igiene per tutta la famiglia.

Nonostante ormai si sappia quali sono gli ingredienti potenzialmente dannosi per la salute, i produttori sembrano fregarsene. In quanto consumatori, però, possiamo fare tanto. Impariamo a leggere gli INCI dei prodotti che acquistiamo e lasciamo sugli scaffali quelli poco “green” e salutari. In questo modo abbiamo la possibilità di indirizzare il mercato verso scelte migliori per il nostro benessere ma anche per l’ambiente

Di seguito la versione scaricabile e stampabile.



Tutti gli articoli di Lifeme sugli interferenti endocrini:
INTERFERENTI ENDOCRINI

Ricordiamo che si tratta di sostanze presenti ovunque, ecco un breve schema (EDC sono gli Interferenti endocrini)

 

2017/08/21

Come un ospedale di Toronto utilizza la realtà virtuale per concedere ai pazienti terminali un ultimo desiderio


Meike Muzzi, 83, è in cure palliative a Bridgepoint salute, ma fugge dalla sua stanza d'ospedale utilizzando la realtà virtuale. (CBC)

Emozioni contrastanti arrivano nel leggere simili notizie: Presso il Toronto Hospital, in Canada, il pioniere dott.re David Parker cerca di soddisfare i sogni del cassetto dei malati terminali, donando loro la fuga virtuale, con occhiali virtuali. I pazienti raccontano che sono pronti ed entusiasti ogni volta, nell'attesa della promessa di una fuga dal quartiere di cura palliativa di Toronto in cui stanno trascorrendo le loro ultime settimane di vita, in attesa di morire.

I pazienti vengono intervistati, ascoltate le loro storie e poi viene dato loro un video, un'esperienza virtuale in cui ricalarsi e rivedere posti, magari salire sopra un elefante come racconta Muzzi. Come descrive Parker, desidera concedere un ultimo benessere virtuale.

 'Non sto solo mettendo una cuffia su di loro,'  'Sono ben oltre questo,sto facendo in modo che abbiano la sensazione di fare un viaggio o  qualcosa di speciale.

Non è un tipico strumento medico, ma la fuga della realtà virtuale può aiutare i pazienti ad affrontare la fine, dopo aver appreso che hanno una condizione terminale, ha detto Steinberg.


 
Un meccanismo di copertura e una fuga

Il desiderio di fuga e copertura, queste le sensazioni con cui i pazienti combattono veramente quando arriva la diagnosi di una malattia terminale, dichiara lo stesso Parker. Spesso perdono il senso di ciò che ha avuto importanza nella loro vita,  'Quindi una grande parte di ciò che facciamo nella cura palliativa è aiutare a riconnettersi a chi sono'.

Il risveglio da questo romantico sogno
Tutto poteva assumere l'idea di un romantico gesto sino a quando le ultime parole non svelano, forse, un malato senso del connettersi a se stessi, di come far connettere le persone a loro stesse, di come far affrontare loro l'ultimo passaggio, in questa vita: la morte.

Parafrasando Erica Poli "quando arriva questa diagnosi è destruente, la paura blocca, tiene in pugno e quindi diviene difficile fare una scelta diversa, una scelta integrata, anche perchè spesso non c'è la possibilità di sapere a chi rivolgersi", diviene importante accettare la diagnosi, ma non accettare la prognosi.

Il cammino che accompagna un paziente con diagnosi di malattia terminale forse andrebbe svolto portandolo ad accettare la diagnosi e riconnettersi con la propria vita reale, questo, combatte la prognosi, questo gli permette di vivere la vita, di qualunque durata sia. Scappare, fuggire sono le prime reazioni della paura ed è proprio questa emozione che va compresa e lasciata andare..
Riconnettersi al sè, non è con un virtuale viaggio in Africa, o esperienza di volo virtuale ... fosse reale forse si, avrebbe voluto dire agire, vivere il cambiamento trasformandosi. Connettersi al proprio sè è accettare la propria umanità divina, amare la vita data, ricevuta, e capire, anche attraverso al malattia la bellezza della propria vita. Un processo doloroso ma pieno di luce.

Quando smetteremo di avere paura della morte ci saremo riconnessi al proprio io, e tutto assumerà tempi ed emozioni diverse.

Sino a quando la paura della morte farà da padrona non faremo che  far finta di essere presenti in una realtà che non esiste, ed è su questo che il mercato giocherà.. Perchè la vita e la morte diventeranno per intero strumento di commercio, di guadagno solo per gestire un qualcosa che per natura non si potrebbe, perchè in realtà solo noi siamo i padroni di noi stessi.

Donare le nostre emozioni perchè vengano strumentalizzate, vuol dire donare il nostro sè a chi lo sfrutterà per ben altri scopi. Potrebbe avere un suo fascino, e per molti lo è, per i transumanisti e tanti altri filoni che amano etichettarsi.

Noi siamo uomini, semplicemente, divinamente uomini.
Questa fuga virtuale non dona la riconnessone al sè, ma solo attaccamento morboso a quegli aspetti della vita che portano dolore, rancore, ovvero attaccamento agli oggetti dei sensi, come vengono definiti nella Baghavadgita.

Nell'uomo che indugia assorto negli oggetti dei sensi, nasce l'attaccamento, dall'attaccamento nasce il desiderio, dal desiderio la collera. La collera induce allo smarrimento della memoria, che produce la distruzione del'intelligenza, ed in seguito a questa l'uomo giunge alla rovina"

Intrappolare virtualmente il nostro ego non porta alla consapevolezza, al contatto con il sè, ma solo attaccamento verso il rimpianto, la mancata realizzazione, l'attaccamento al non reale, attaccamento al terreno, all'ego.

Questi occhiali sembrano l'anticamera di un film, il programma di San Junipero, che permette loro per cinque ore a settimana di vivere in questo mondo virtuale; quelli che ci vivono stabilmente sono in realtà morti e le loro coscienze sono trasferite nel programma.

Qualcuno disse:

"Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna"

Quel qualcuno fu Gesù, come riporta Giovanni (Gv 12,24-25). Quella che sembra la fine, spiega Marco Pedron in commento al passo, è invece la sua piena realizzazione

Vado a morire" e invece la realtà è: "Stai diventando la pianta che sei", così è per la morte. Gli orientali dicono: "Quella che il bruco chiama "fine del mondo" il resto del mondo chiama "farfalla"".
La morte è una metamorfosi (metamorfeo=trasfigurare): non è la fine ma solo un cambiamento e non è rifugiandosi in una realtà virtuale di sogni non realizzati che il passaggio si fa migliore...

2017/08/20

PRODOTTI PER LA CURA DEL CORPO : ALTE CONCENTRAZIONI DI INTERFERENTI ENDOCRINI ANCHE NELLE URINE DEGLI UOMINI

Profumi, creme solari, lozioni, determinano alte concentrazioni di ftalati e parabeni (entrambi interferenti endocrini) nelle urine degli uomini. Gli interferenti endocrini portano nell'uomo riduzione del testosterone, malformazione e riduzione dello sperma, cancro...



Si sa tanto sui parabeni e ftalati, ma il consumo di prodotti che li contengono è ancora molto alto, e non riguarda solo il mondo femminile, ma anche quello maschile. Numerose sono infatti le ricerche e metadati sui danni di questi interferenti endocrini sulle donne, donne in gravidanza ( causa di precoce pubertà o menopausa), sui danni ai bambini, feti, ma pochi sono gli studi condotti sugli uomini.

Un recente studio pubblicato il 18 agosto da parte dell'EHP (Environmental Health Perspectives) ha esaminato l'associazione tra l'uso di prodotti per la cura personale e le concentrazioni urinarie di metaboliti degli ftalati e parabeni negli uomini. Il risultato è stato un'ulteriore drammatica conferma, alta concentrazione di ftalati e parabeni che permane, per almeno 6 ore, nelle urine.

Sono state misurate le concentrazioni urinarie di 9 ftalati, metilparaben, propilparaben e butilparaben di 400 uomini che hanno contribuito con 1.037 campioni di urina.

Il maggio incremento percentuale di  ftatali (MEP, monometile ftalato) è stato rilevato in associazione all'utilizzo di profumi, colonie (83%, p <0,01) e deodoranti (74%, p <0,01), mentre l'incremento più significati di parabeni nelle urine è stato determinato dall'uso di creme per il corpo, creme solari, lozioni per mani e corpo (79-147%).



Gli Ftalati sono una famiglia di sostanze chimiche comunemente usati come plastificanti in plastiche di cloruro di polivinile  e nei prodotti di consumo, compresi i prodotti per la cura personale, farmaci  alimenti e materiali di imballaggio. I Parabeni sono una famiglia di sostanze chimiche con proprietà conservanti antimicrobici  ampiamente utilizzati anche nei prodotti per il corpo, prodotti farmaceutici, prodotti alimentari e nelle bevande per aumentare la shelf life (vita d'esposizone) del prodotto. Entrambe le sostanze sono interferenti endocrini, una delle  "piaghe" peggiori che stanno minando la nostra salute.

Gli interfernti endocrini, in modo subdolo, agiscono all'interno del nostro corpo andando ad interferire con le funzioni dei nostri ormoni, il corpo non li riconosce come componenti esterni e dannosi e li lascia indisturbati.
Si tratta quindi di sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l'associazione, l'azione, o l'eliminazione degli ormoni naturali del corpo, sono di conseguenza responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell'omeostasi cellulare.

L'interferente può agire direttamente sulla cellula come l'ormone...ma generando una risposta eccessiva o più bassa rispetto a quella prodotta dall'ormone endogeno, oppure va ad agire sull'ormone stesso inibendolo e quindi non facendogli svolgere la sua funzione sulla cellula

Importante lettura per conoscere i principali interferenti endocrini, che comunemente ci ritroviamo sul corpo, a tavola, in casa:
Riprendiamo un estratto dell'articolo, riguardante ftalati e parabeni:

FTALATI

Anche gli ftalati sono presenti in elevate quantità nella plastica e in particolare nel PVC. Esistono vari tipi di ftalati (DEHA, DBP, DEHP), presenti anche in molti prodotti utilizzati abitualmente.

DOVE SI TROVANO 
pannolini, tessuti impermeabili, scarpe, detergenti, inchiostri, giocattoli. In cosmetica vengono utilizzati come fissatori in creme, profumi, prodotti per la rasatura, lubrificanti, lozioni...).
Nell'industria sanitaria e farmaceutica gli ftalati, in particolare il DEHP (di-2-etilesilftalato) vengono utilizzati per la fabbricazione delle capsule gastro-resistenti, delle sacche per il plasma, dei cateteri o delle otturazioni dentali. 

DANNI
Anche se i loro effetti non sono provati da studi significativi sull'uomo, gli ftalati sono sospettati di provocare nei maschi malformazioni agli organi genitali e una diminuzione della quantità e qualità dello sperma.

REGOLAMENTAZIONE
Dal 2002 le autorità sanitarie di vari paesi, tra cui la FDA (Food and Drug Administration) americana, hanno affermato che l'esposizione agli ftalati dovrebbe essere evitata.

PARABENI

Alcuni parabeni sono di origine naturale e si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura, formaggi, prodotti delle api e persino nell'organismo umano, come precursori enzimatici, ma l'industria ne fa uso come conservanti nei farmaci, nei cosmetici e negli alimenti per le loro proprietà antibatteriche e antifunginee.

Circa una decina di sostanze appartenenti alla famiglia dei parabeni sono di origine industriale.

DOVE SI TROVANO

TUTTI I PARABENI CHE SI TROVANO IN COMMERCIO SONO DI ORIGINE SINTETICA
E' bene imparare a riconoscerli nelle etichette:

Metilparabene E218 ,utilizzato nei prodotti alimentari, nei cosmetici, shampoo e saponi
Etilparabene E214 , utilizzato nei prodotti alimentari (leggere il dettaglio dopo)
Propilparabene E216, utilizzato nei prodotti alimentari,farmaci e prodotti dell'igiene
Butilparabene utilizzato principalmente nella cosmetica

Ecco in breve elenco di dove si possono trovare :

Creme da viso
Struccanti
Fondotinta
Gel da barba
Shampoo
Deodoranti
Dentifrici
Prodotti per l’igiene intima
Creme solari e doposole
Prodotti per capelli
E in molti altri prodotti

Vengono anche utilizzati come conservanti in alimenti quali:
Verdure cotte
Maionese
Sottoaceti
Bibite addizionate con anidride carbonica
Birra
Prodotti da forno

- PARABENI NEGLI ALIMENTI

Utilizzati per rallentare il processo di degradazione e fermentazione, quindi si trovano per forza in tutti i prodotti a lunga conservazione:merendine ed anche in marmellate,frutta,bevande,prodotti ittici e carne.Ne viene giustificato l'utilizzo per evitare la proliferazione di batteri patogeni....

Il vice direttore della ricerca presso Environmental Workin Group (EWG), un'organizzazione che cataloga tutti gli studi sulle potenziali tossine trovate negli specifici alimenti e li classifica in base alla sicurezza su un database — sostiene che questo non significa che, se per una volta mangi un alimento considerato pericoloso, ti ammalerai per forza. Il messaggio che la ricercatrice, più in generale, vuol far passare è: «Ci sono alcuni alimenti che dovresti evitare il più possibile, sostituendoli con altri più salutari».

- PARABENI NEI COSMETICI

Ampiamente utilizzati in saponi,shampoo,cosmetici,deodoranti,creme solari sempre per rallentare la proliferazione di microorganismi che provocherebbero eruzioni cutanee..

- PARABENI NEI FARMACI

Anche in farmacologia vengono siuati in particolare nei sciroppi,colliri per prolungare la vita del prodotto una volta aperto.

DANNI

Pare che queste sostanze, da alcuni anni al centro di varie discussioni, siano in grado di attivare nell'uomo i recettori agli estrogeni, causando quindi problemi di fertilità nell'uomo e favorendo il carcinoma ormono-dipendente della mammella nella donna. L’UE intende vietare alcuni parabeni.

Alcune organizzazioni ed alcuni stati come la Francia, che si rifanno al principio di precauzione, si oppongono al loro utilizzo quotidiano. Il 3 maggio 2011, in particolare, è stata adottata in Francia la proposta di legge di Yann Lachaud che vieta l'uso degli ftalati, dei parabeni e degli alchilfenoli, tre categorie di sostanze che interferiscono con il sistema endocrino (distruttori endocrini). L'elenco dei 400 prodotti farmaceutici contenenti parabeni, sotto forma di esteri metilici o propilici è stata compilata da Le Monde. Il testo è stato depositato al senato il 12 luglio 2011; era stato votato positivamente, a maggioranza assoluta, sia all'Assemblea Nazionale che al Senato della Repubblica, nonostante il contrastante parere del governo
Stanno diventando sempre più controversi, arrivando ad essere regolamentati o espressamente interdetti, ad esempio in Francia, comunque nel ruolo di interferenti endocrini per la loro capacità di mimare chimicamente gli estrogeni con possibile ricaduta in effetti sulla salute.

Le allergie sono un fenomeno limitato ad alcuni soggetti predisposti, con i consueti fenomeni relativi (rosacea, dermatite da contatto) i danni maggiori sono a livello endocrino.
Nel 2002 i ricercatori del Tokyo Metropolitan Institute of Public Health hanno scoperto che propilparabene diminuisce il numero degli spermatozoi nei giovani ratti e al di sotto delle concentrazioni che la Food and Drug Administration ritiene sicura per il consumo umano negli alimenti (Oishi 2002; 21CFR184.1670).
Altri ricercatori hanno confermato gli effetti di paraben propilico sul sistema endocrino. Esso agisce come un composto estrogenico sintetico e può alterare la segnalazione ormonale e l'espressione genica (Routledge 1998; Terasaka 2006; Vo 2011; Wróbel 2014). Un recente studio condotto da ricercatori della Harvard School of Public Health ha suggerito che l'esposizione a propilparabene può essere associata alla fertilità diminuita (Smith 2013).


REGOLAMENTAZIONE
L'Unione Europea ha fissato dei limiti ovvero lo 0,4% di sostanza pura e lo 0,8% nelle miscele dei cosmetici.
In Europa ed in Italia l'utilizzo dell'E 216 E217 sono vietati nell'uso alimentare, cosa che invece è legale negli USA! Gli americani sono ancora ampiamente esposti a questa sostanza chimica. Nel 2010 la ricerca condotta da Antonia Calafat, Ph.D., un chimico rispettato presso i Centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha riferito che il 92,7 per cento degli americani testati aveva paraben propilico nelle urine (Calafat 2010).
La Francia come detto ne ha vietato l'uso, mentre la Danimarca solo per i prodotti alimentari destinati ai bambini sino ai 3 anni.

DANNI DEGLI INTERFERENTI ENDOCRINI E COME PROTEGGERSI
Di seguito linkiamo una serie di letture specifiche sui danni di queste sostanze, danni che colpiscono indiscriminatamente uomini, donne, anziani, feti e non solo, hanno dimostrato come i danni possono trasmettersi sino alla terza generazione.
Evitare tutto non si può, ma limitare e fare scelte si.


MENOPAUSA PRECOCE: COSMETICI RESPONSABILI, INTERFERENTI ENDOCRINI
PUBERTÀ PRECOCE E NON SOLO: INTERFERENTI ENDOCRINI SUGLI ADOLESCENTI
RIDUZIONE DI TESTOSTERONE NEL FETO E MANCATA MASCOLINIZZAZIONE DA FTALATI IN GRAVIDANZA
L'UOMO OCCIDENTALE VERSO LA STERILITÀ DI MASSA: CAUSA PRODOTTI CHIMICI
SOSTANZE TOSSICHE IN GRAVIDANZA: DALLA MADRE AL FETO E OLTRE, ANCHE NIPOTI E PRONIPOTI

PERTURBATORI ENDOCRINI L'ENNESIMO INGANNO:USATI COME BIOCIDI, PER LA SANITÀ, NON SONO PIÙ DANNOSI


TRICLOSAN: DICHIARATO UFFICIALMENTE TOSSICO, BANDITO IN AMERICA. MA NON IN ITALIA.
CREME SOLARI TOSSICHE,interferiscono con gli ormoni e dopo qualche ora rilasciano radicali liberi
TEFLON,PFOA, PENTOLE ANTIADERENTI SONO DANNOSE? FACCIAMO CHIAREZZABPA:BISFENOLO non solo plastica,BISFENOLO FREE ugualmente tossico
TAPPETINI PUZZLE OTTIMO GIOCO MA ALTO RISCHIO DI TOSSICITÀ 

7 METODI PER PROTEGGERE I VOSTRI ORMONI DA SOSTANZE TOSSICHE
COSA PUOI FARE PER PROTEGGERE IL TUO SPERMA? sperma deforme, ridotto, poco potente e non in grado di muoversi.FERTILITÀ E FETI A RISCHIO
11 CAMBIAMENTI PER RENDERE LA VOSTRA CAMERA DA LETTO SANA E NON TOSSICA
TESSUTI NATURALI O SINTETICI? DIFETTI E PROPRIETA'
TESSUTI : FIBRE NATURALI FIBRE SINTETICHE ARTIFICIALI PROPRIETA' ED USI

Ftalati e testosterone

Abbiamo parlato tanto dei danni di queste sostanze, sulle donne e di recente anche sui gravi danni che portano all'uomo. Abbiamo visto come, se "assunti" durante la gravidanza  vanno ad incidere sulla differenziazione sessuale nel feto maschio. Questo vuol dire essere riusciti ad unire la relazione fra la sindrome di disgenesia testicolare (TDS) e la diffusa esposizione degli esseri umani a vari ftalati.

Il TDS può essere visto come un disordine di differenziazione sessuale (cioè mascolinizzazione). Una caratteristica integrante dell'ipotesi TDS è una disfunzione ormonale del testicolo fetale, in particolare, ridotta produzione di testosterone (Sharpe e Skakkebaek 2003). Il testosterone è in gran parte responsabile di trasformare il feto in un maschio, TDS si riferisce comunque ad un insieme di disturbi di neonati,o di giovani maschi (al. Skakkebaek et 2001).

Questi disturbi comprendono il criptorchidismo (testicolo maldescente) e ipospadia, le due malformazioni congenite più comuni nei neonati (2-4% e 0,3-0,7% di incidenza, rispettivamente), il cancro delle cellule germinali del testicolo, e bassa conta degli spermatozoi.


Nell'ultimo articolo di Lifeme
abbiamo visto come l'uomo occidentale stia navigando vertiginosamente verso una sterilizzazione di massa a causa, soprattutto, di queste sostanze, un declino spaventoso: il 52% nella concentrazione di sperma e del 59% della sua quantità in totale.
Stranamente molti commenti evidenziano come una parte del pubblico maschile non dia peso a quanto sia importante il testosterone per la sua salute, e vede la riduzione o malformazione dello sperma come una naturale conseguenza della società, anzi meno figli meglio è.
Rabbia verso al società e pensare tanto nulla può cambiare, perchè tutto è contaminato, non è la strada dell'azione, ma semplice, passiva reazione. Ogni singola scelta è un cambiamento, ogni consapevolezza che si espande ed agisce è cambiamento. Pensiamo alla individuale trasformazione, quella globale arriverà di conseguenza, come è sempre stato. Di contro, se rimaniamo immobili, passivi, remissivi, attivi solo nella rassegnazione o reazione rabbiosa perderemo il grande potere che è nelle nostre mani, oltre che l'occasione di vivere questa vita.

Il dono della vita umana va ben oltre le piccole scelte individuali. Diviene importante e quasi sacro custodirne la possibilità di scelta...



Fonte principale
https://ehp.niehs.nih.gov/ehp1374/#tab1

2017/08/17

L'UOMO OCCIDENTALE VERSO LA STERILITÀ DI MASSA: CAUSA PRODOTTI CHIMICI



Da tempo si parla e si scrive sul calo della qualità e della concentrazione dello sperma maschile, ma il nuovo studio pubblicato a fine luglio, su Human Reproduction Update, è il più importante mai prodotto per la sua durata temporale e per la gran quantità di persona analizzate. I risultati non lasciano dubbi: la qualità dello sperma maschile nel mondo occidentale è crollata.

Un team di ricercatori, guidato da Hagai Levine della Hebrew University of Jerusalem, che ha incluso collaboratori di Brasile, Danimarca, Israele, Spagna e Stati Uniti, ha unito ben 185 studi svolti in 50 nazioni del mondo che hanno incluso quasi 43,000 uomini, coprendo una durata temporale di 40 anni, dal 1973 al 2011.

Quando i numeri sono cosi grandi e i tempi cosi lunghi non si può pensare che i risultati siano una semplice coincidenza.
Quello che ha rilevato la meta analisi è davvero allarmante, lo sperm count, ovvero la concentrazione di spermatozoi nel seme maschile è in forte declino in Nord America, Europa, Australia e Nuova Zealanda, un declino spaventoso: il 52% nella concentrazione di sperma e del 59% della sua quantità in totale. La concentrazione rappresenta il numero spermatozoi presenti per millilitro di sperma, mentre lo sperma totale è la concentrazione di sperma moltiplicata per il volume prodotto. In poche parole è diminuito sia il quantitativo di liquido seminale, sia la concentrazione di spermatozoi presenti in esso. Interessante invece che non ci sia stato nessun calo significativo negli uomini analizzati in America Latina e Africa.

Essere sotto i  40 milioni di spermatozoi per millimetro è la soglia sotto la quale inizia il calo di probabilità di concepimento. La percentuale di uomini dentro questo range aumenta vertiginosamente ogni anno. Cosa accadrà fra 40 anni?

Sperm count una questione di salute pubblica

Come riporta l'introduzione alla meta analisi, la concentrazione di spermatozoi è un dato che riguarda la salute pubblica, per vari motivi ( singoli link fonti a fine articolo)

- In primo luogo, il numero di spermatozoi è strettamente legata alla fecondità maschile , è una componente fondamentale di esame dello sperma, il primo passo per identificare il fattore di infertilità maschile (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2010; Wang e Swerdloff, 2014). L'onere economico e sociale di infertilità maschile è elevato e crescente (Winters e Walsh, 2014;. Hauser et al, 2015; Skakkebaek et al 2016).

- In secondo luogo, il ridotto numero di spermatozoi preannuncia l' aumento per tutte le cause di mortalità e morbilità (Jensen et al, 2009;.. Eisenberg et al, 2014b, 2016).

- In terzo luogo, il ridotto numero di spermatozoi è associato a criptorchidismo, ipospadia e cancro ai testicoli, suggerendo un'eziologia prenatale condivisa (Skakkebaek et al., 2016).

- In quarto luogo, il numero di spermatozoi e di altri parametri seminali sono stati plausibilmente associati con molteplici influenze ambientali, tra cui interferenti endocrini (Bloom et al, 2015;. Gore et al, 2015)., I pesticidi (Chiu et al, 2016)., Il calore (Zhang et al., 2015) e stile di vita fattori, tra cui la dieta (Afeiche et al, 2013;.. Jensen et al, 2013), lo stress (Gollenberg et al, 2010;. Nordkap et al, 2016), il fumo (Sharma et al. ., 2016) e indice di massa corporea (Sermondade et al, 2013;.. Eisenberg et al, 2014A).

Ricordiamo come in un recente editoriale del New York Times , Nicholas Kristof, abbia evidenziato le ultime ricerche scientifiche:  "una quota crescente di sperma - ora circa il 90 per cento in un tipico giovane  - sono deformi, a volte con due teste o due code. Anche quando hanno una forma corretta, gli odierni spermatozoi sono, spesso, "patetici nuotatori", virando continuamente come ubriachi o remano follemente in circolo." Anche il loro numero sembra nettamente diminuito negli ultimi 75 anni, e questo influenza la nostra "naturale, umana" capacità di riprodurci. Secondo l'American Society for Reproductive Medicine, il partner maschile è il solo responsabile, o una concausa in circa il 40 per cento, dell'infertilità di coppia.

Invece di studiare metodi di fecondazione esterna, taglia e cuci DNA su embrioni, forse bisognerebbe preoccuparci di riequilibrare l'uomo, ed in questo caso nel suo genere specifico. Una specie che si evolve, direte... ma la caduta di testosterone, sperma debole e malforme non porta solo a poca fertilità; nel caso arrivi a fecondare, origina tessuti di feto squilibrati. La debolezza dello sperma è infatti collegata, come letto, anche a malformazioni fetali (mancanza di arti,...).

Quindi una situazione molto complessa, dove le conseguenze non sono solo quelle palesi e scontate.

Tutta colpa degli interferenti endocrini?

I ricercatori si trovano concordi nel reputare gli interferenti endocrini, come i principali responsabili di questa "involuzione - malformazione" dello sperma.

Interferenti che si trovano, nelle creme solari, cosmetici (che uomini usano sempre di più), sostanze chimiche della plastica, nell'alimentazione, vestiario, per non dimenticare gli inquinanti ambientali. Gli interferenti endocrini  in modo subdolo agiscono all'interno del nostro corpo, andando ad interferire con le funzioni dei nostri ormoni. Il corpo non li riconosce come componenti esterni e dannosi e li lascia lì, indisturbati.. quindi sono sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l'associazione, l'azione, o l'eliminazione degli ormoni naturali del corpo,sono di conseguenza responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell'omeostasi cellulare.



Da non sottovalutare anche la situazione a monte: l'assunzione di interferenti, in particolare ftalati, in gravidanza. Si può , infatti, sviluppare una disfunzione ormonale del testicolo fetale, in particolare, ridotta produzione di testosterone (Sharpe e Skakkebaek 2003). Il testosterone è in gran parte responsabile di trasformare il feto in un maschio. Il TDS si riferisce comunque ad un insieme di disturbi di neonati,o di giovani maschi (al. Skakkebaek et 2001).

Questi disturbi comprendono il criptorchidismo (testicolo maldescente) e ipospadia, le due malformazioni congenite più comuni nei neonati (2-4% e 0,3-0,7% di incidenza, rispettivamente), il cancro delle cellule germinali del testicolo, e bassa conta degli spermatozoi.
Il testosterone è un mediatore essenziale; se le azioni antiandrogeni di ftalati riducono la sua secrezione da parte del feto, la differenziazione sessuale del cervello può essere modificata.

Si tratta quindi di un lavoro di genere svolto in squadra. La futura mamma e papà devono stare bene attenti alla loro alimentazione, stile di vita, se desiderano avere un figlio, la mamma deve evitare al massimo gli interferenti endocrini in gravidanza, l'uomo adulto deve essere in grado di aver ben cura del suo testosterone e sperma.
Ci sono modi, per gli uomini , di proteggere i loro piccoli nuotatori.

8 punti che è bene imparare e su cui è vitale iniziare a lavorarci. Continua la lettura degli 8 punti...

Letture di approfondimento

Può sembrare catastrofismo, in realtà sono solo dati: La specie umana stia pericolosamente marciando verso l’autodistruzione.



Alcune fonti
https://academic.oup.com/humupd/article/doi/10.1093/humupd/dmx022/4035689/Temporal-trends-in-sperm-count-a-systematic-review
http://www.lifeme.it/2017/03/interferenti-endocrini-sperma-testosterone-fertilita-.html


WangC,Swerdloff RS.
Limitations of semen analysis as a test of male fertility and anticipated needs from newer tests. Fertil Steril 2014;102:1502–1507.
Skakkebaek NE, Rajpert-De Meyts E, Buck Louis GM,ToppariJ,Andersson
AM,Eisenberg ML,Jensen TK, Jorgensen N,Swan SH, Sapra KJ et al.
Male reproductive disorders and fertility trends: influences of environment and genetic susceptibility.
Physiol Rev 2016;96:55–97.

2017/08/13

CANCRO, IL GRANDE IMPASSE DELLE CASE FARMACEUTICHE: TROPPE MEDICINE SPERIMENTALI, PER TROPPI POCHI PAZIENTI




Con l'introduzione di due "rivoluzionarie" strategie di trattamento, immunoterapia → vaccini terapeutici del cancro e la medicina personalizzata, i ricercatori del cancro vendono nuove speranze, ma dietro a tutto questo luccichio di "nuova vita"si cela un drammatico impasse, che diventa il termometro del grande giro d'affari delle case farmaceutiche e di come il paziente sia solo il beneficiario apparente di tanti studi.

Che il Big Pharma applichi da sempre il principio di medicalizzazione di massa si sapeva, ma ora hanno dato origine ad un paradosso che ha del grottesco. Sta a voi scegliere quale movimento muscolare far evolvere al vostro viso: per il pianto o per il riso.


Si tratta di un problema che forse non ha precedenti nella ricerca medica:


  Ci sono troppi farmaci sperimentali per il cancro  in troppi studi clinici e non abbastanza pazienti per testarli.

  Il conflitto è causato da aziende che sperano di correre a commercializzare nuovi farmaci cancerogeni, che sembrano "spettacolarmente efficaci" ma solo in pazienti selezionati, o per meglio dire ogni casa farmaceutica cerca di appropriarsi del diritto d'autore e commercializzare il suo trattamento, ogni società farmaceutica vuole avere una propria versione proprietaria e cerca di "affrettarsi" sperando di battere sul tempo una eventuale approvazione della F.D.A., per un farmaco che è potenziale cura per un ridottissimo numero di pazienti.

 Di conseguenza, sono in corso più di 1.000 processi di immunoterapia e il numero continua a crescere, ha detto il dottor Daniel Chen, vice presidente di Genentech, una società di biotecnologie.

  In un commento della rivista Nature, lui e Ira Mellman,  vicepresidente della società, hanno dichiarato che "il proliferare delle sperimentazioni hanno superato i nostri progressi nella comprensione della base scientifica fondamentale".

 'Penso che ci sia una esuberante corsa per il mercato', ha dichiarato il dottor Peter Bach, direttore del Centro per la politica sanitaria e dei risultati al Memorial Center di Sloan Kettering Cancer.  'E stiamo sprecando la nostra risorsa più preziosa - i pazienti'.

Prendete il melanoma: negli Stati Uniti ci sono più di 85.000 casi all'anno, secondo il dottor Norman Sharpless, direttore del Lineberger Comprehensive Cancer Center dell'Università della Carolina del Nord, recentemente nominato direttore del National Cancer Institute. Memorial Sloan Kettering sta sperimentando un farmaco che attacca un tumore con una mutazione presente in appena l'1 per cento dei pazienti affetti da tumore.


Questi farmaci spesso non sono così diversi tra loro.



Nel mese di luglio, un gruppo di esperti della Food and Drug Administration ha approvato un nuovo trattamento della leucemia, un tipo di immunoterapia.

  I farmaci dell'immunoterapia che attaccano una proteina conosciuta come PD-1 sono approvati per il trattamento del cancro del polmone, del cancro delle cellule renali, del cancro della vescica e della malattia di Hodgkin, ha osservato il dottor Richard Pazdur, direttore del Centro Oncologico di eccellenza di F.D.A.

 Tuttavia molte aziende farmaceutiche vogliono il proprio anti-PD-1.  Le aziende sperano di combinare farmaci immunoterapici con altri farmaci contro il cancro per un effetto aggiunto e molti non vogliono, poichè poco redditizio, fare affidamento su un farmaco anti-PD-1 di un concorrente insieme ai propri farmaci secondari.

  Quindi, nelle nuove sperimentazioni, altri farmaci anti-PD-1 vengono testati come nuovi, contro gli stessi tumori - una strategia che conta un gran numero di miliardi di dollari.

  'Di quanti anticorpi PD-1 necessita la Terra?', il dottor Roy Baynes, vice presidente senior della Merck, che ha ricevuto l'approvazione per il suo primo farmaco nel 2014.

 I trial di immunoterapia sono proliferati così rapidamente che i principali centri medici si stanno rifiutando di fornire loro pazienti sperimentali.  Il Centro Yale Cancer partecipa a meno del 10 per cento delle prove di immunoterapia a cui viene chiesto di aderire, questo perchè non si tratta di reali innovative ricerche, ha dichiarato il dottor Roy Herbst, il capo del centro di oncologia medica, ma chi le sponsorizza vuole solo ottenre il timbro di approvazione e brevetto.

Questi farmaci, che con tanta bramosia cercano di essere approvati, rientrano nelle cosiddette terapie mirate. L'idea è che i tumori possono essere affidati a determinate mutazioni del gene.  Bloccando quelle mutazioni i tumori moriranno.

Il problema è che le mutazioni possono essere straordinariamente rare. La maggior parte dei pazienti che hanno i tumori con la mutazione in questione non ne hanno idea;  Per trovarli, la maggior parte dei pazienti affetti da tumore devono testare geneticamente il loro tumori. Questo è costoso: la sequenza genetica costa circa 5.000 dollari, e gli assicuratori pagano raramente.  La maggior parte dei pazienti affetti da tumore, trattati al di fuori dei centri accademici, non hanno i loro tumori sequenziati.

  Quindi cosa fare se sei un'azienda con un farmaco che sembra essere drammaticamente efficace, ma solo in pochi pazienti?

  Potrebbe "essere costretto" a intraprendere una ricerca, che potrebbe durare anni, in tutto il mondo .

  Per testare una combinazione di due farmaci contro il cancro del polmone, GlaxoSmithKline ha cercato negli Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e in Europa per 13 mesi solo per trovare 59 pazienti i cui tumori hanno condiviso una rara mutazione.

  Ci sono voluti tre anni da Pfizer per individuare 50 pazienti con cancro ai polmoni che avevano una rara aberrazione chiamata ROS1, trovata in solo l'1 per cento dei pazienti.


Quindi dove sta l'impasse? Dove sta la contraddizione? Perché malattie rare non vengono prese in considerazione poichè da sempre ritenute poco redditizie, invece queste "mutazioni genetiche" a quanto pare, per ora, molto rare, stanno diventando il focus su cui ogni azienda spende miliardi di dollari, anni di ricerca, per accaparrarsi il brevetto? Cosa ci desiderano annunciare?



Fonte principale
https://www.nytimes.com/2017/08/12/health/cancer-drug-trials-encounter-a-problem-too-few-patients.html?rref=collection%2Fsectioncollection%2Fhealth

 http://www.pmlive.com/pharma_news/immunotherapy_and_future_directions_in_oncology_1089011