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2017/07/06

MICROCHIP SOTTOCUTANEO: AUSTRIA E SVEZIA, APRIPISTA. SOLO UN PROBLEMA DI PRIVACY?


Da anni si vocifera, nei bassifondi complottisti, dell'impianto microchip, e il loro "timore" sta via via diventando realtà. Da tema di fantascienza a realtà.

L'Australia definita l'apripista del microchip diffuso ai cittadini.

L'anno scorso, l'Organichealth  ha riportato in modo fiero, come l'Australia possa realmente diventare il primo paese ad impiantare Microchip ai suoi cittadini.

Nel 2010 la CBC aveva già riferito in quanto il governo australiano avesse in mente un piano di RFID microchip per i lavori relativi al sistema sanitario. Ora, sembra che questo piano stia cominciando a svilupparsi.  Come da prassi niente di obbligatorio, nessuna "imposizione", per ora, solo una potente propaganda intelligente, che ha identificato il microchip  il mezzo per trasformarsi in sovra-umani... ed ora il "popolo-cliente" sta implorando l'impianto.
A grandi titoli, il primo mass media dell'Australia, news.com.au, ha scritto:

Gli australiani abbracciano la tecnologia super-umana del microchip

Può sembrare fantascienza, ma centinaia di australiani si stanno trasformando in super-umani che possono sbloccare le porte, accendere le luci e accedere al computer con un cenno della mano.
È possibile impostare la vostra vita in modo da non dovervi preoccupare di qualsiasi password o PIN, è la stessa tecnologia di Paypass, quindi spero che sarete in grado anche di pagare . 

Con Opal si ottiene un numero di identificazione univoco che può essere programmato nel chip, potete attivare carte di credito, utilizzarlo come biglietto da visita, ottenere e dare dati medici anche complessi... e, naturalmente, permette di essere rintracciati ovunque si vada.   

 
La Svezia controbatte e propone il microchip per il servizio ferroviario


Ricordate? Nel 2015 l'azienda svedese Epicenter ha varato il primo microchip per dipendenti, il chip Rfid (radio frequency identifier). Su base volontaria, ha riscosso un boom di adesioni. Il chip Rfid, grande quanto un chicco di riso, viene iniettato sotto la pelle tra il pollice e l'indice grazie a una siringa con un microago. In pochi secondi i dipendenti diventano in grado di timbrare il cartellino, interagire con le macchine dell'azienda, ma anche fare acquisti, semplicemente avvicinando la mano a un lettore.

Piccolo risvolto della medaglia: il microchip offre, alla società che lo installa, la possibilità di controllare dove si trovano i dipendenti, quanto spesso vanno al lavoro e anche che cosa acquistano. Tuttavia, i sostenitori dell'iniziativa non sono preoccupati per eventuali violazioni della privacy per via delle severissime leggi svedesi in materia. Inoltre, tranquillizzano,  il chip è biologicamente sicuro.

Ad inizio di questo anno la Svezia ritorna alla ribalta con il microchip per il servizio ferroviario.
A quanto pare, sempre su richiesta del "popolo-cliente", la società ferroviaria locale SJ ha avviato dei test per lo sviluppo dei “biglietti biometrici”, consistenti in microchip impiantati sotto la pelle della mano dei passeggeri. Nessun biglietto da obliterare, dunque, e nemmeno nessuna schermata della prenotazione sul display del proprio smartphone. Attraverso la tecnologia NFC, è possibile mettere in correlazione il proprio account personale con i biglietti acquistati, in modo tale che il controllore possa verificarne la validità semplicemente scannerizzando la mano in corrispondenza del chip.


Questa volta, a chi cerca di porsi delle domande, almeno sulla privacy, l’azienda stessa tende a ridimensionare i potenziali rischi affermando che “la questione viene presa molto sul serio” da parte del management. “Alcune persone pensano di poter essere monitorate tramite il microchip, ma dovrebbero essere più preoccupate dell’uso che fanno del telefono e della carta di credito”.

Ma veramente il problema è l'essere monitorati? Nell'era dei social, smartphone, telecamere, satelliti, polveri magnetiche, forse è l'ultimo dei problemi.
La domanda è... questi microchip sono davvero vuoti e servono semplicemente a quanto dicono? Visto che l'era della fantascienza è ora, possibile che questa grande tecnologia venga offerta al popolo in cambio di nulla? Nulla, poichè la privacy già si sa che non esiste?

Può esserci la remota possibilità che questi microchip contengano sostanze, cartelle apribili in remoto, chissà quando e come, e vadano ad agire sul nostro sistema nervoso, sulla nostra salute, attività mentale e comportamentale?
Discorsi da bassifondi complottisti? può essere, ma accettare tutto come "grande tecnologia" a beneficio dell'umanità mi sembra un atteggiamento oltremodo acritico ed offensivo all'intelligenza umana.

In fin dei conti il microcip per la memoria  a lungo termine, destinato ad esempio ai malati di Alzheimer, è già in realizzazione.. Presenti anche finanziamenti alle nuove aziende sulla valorizzazione cognitiva, così vengono chiamate, e così abbiamo la Thync, che costruisce un auricolare che invia impulsi elettrici al cervello che alterano l'umore . Peter Thiel (co fondatore di Pay Pal) e tutti i titani che hanno fondato Google, Facebook, eBay, Napster e Netscape stanno usando i loro miliardi per riscrivere la scienza, nella ricerca della vita eterna, così si sono dichiarati.

Il loro obiettivo è quello di utilizzare gli strumenti della tecnologia - i chip, programmi software, algoritmi e Big Data per capire e migliorare ciò che essi ritengono essere il pezzo più complicato di macchinari in essere: il corpo umano.
Gli imprenditori sono guidati da una certezza che  ricostruire, rigenerare  e riprogrammare gli organi dei pazienti, membra, cellule e il DNA consentirà alle persone di vivere più a lungo e meglio. Il lavoro che stanno finanziando include capire come riprogrammare il DNA , ed esplorare modi per digitalizzare il tuo cervello,sulla teoria che la vostra mente potrebbe vivere a lungo dopo la morte.
'Credo che l'evoluzione è il conto che ti presenta la natura', afferma Thiel 'Ma penso che dovremmo cercare di fuggire o trascenderla nella nostra società.'

Perché qualcuno, del popolo-cliente dovrebbe voler volontariamente farsi impiantare un microchip? Tutto racchiuso in una parola, testimonia un destinatario: 'Convenience', convenienza. La comodità di viaggiare senza carte di credito, senza documenti, senza dover ricordare codici di sicurezza, senza la paura di essere derubati, perchè l'unico modo sarebbe "spiantare" il microchip..

Ma davvero nell'era del cyborg, un vero hacker non riuscirebbe a "rubare" il contenuto del vostro microchip senza doverlo espiantare?? Davvero, così deboli parole rassicuranti, vi convincono?

Desiderio di appartenere al futuro, desiderio di essere NOI i protagonisti di quelle storie di fantascienza che hanno fermentato nella nostra mente, tanto il desiderio di andare oltre l'uomo, che non ci fermiamo un solo momento a riflettere? Davvero, tutto oro quello che luccica? Davvero, il solo inconveniente è quello di essere rintracciabili?



Di fatto questo desiderio di super-uomo, di comodità è stato così usato e manipolato che siamo NOI  a voler tutto questo... Noi chiediamo il microchip; combinazione, un microchip già pronto che non aspettava altro.

.. almeno, se vi ferite e non avete documenti, nessun parente è con voi, in ospedale, sapranno chi siete e potranno salvarvi la vita.

A chi fosse sfuggito, o per chi non lo ricordasse ecco come il nostro TG1, l'anno scorso, ha acclamato la “tecnologia amica”...





Alcune fonti
http://www.naturalnews.com/055647_microchip_implants_surveillance.html
http://www.news.com.au/technology/gadgets/wearables/australians-embracing-superhuman-microchip-technology/news-story/536a08003cb07cba23336f83278a5003
https://www.sapereeundovere.com/il-tuo-corpo-non-e-piu-vostro-laustralia-e-diventata-il-primo-paese-a-microchipare-i-suoi-cittadini/
http://www.organicandhealthy.org/2016/10/australia-becomes-first-country-to.html
http://www.organicandhealthy.org/2016/10/australia-becomes-first-country-to.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/06/jobs-act-locchio-ue-microchip-braccialetti-per-controllare-i-lavoratori/1567013/
http://www.libertadiparola.com/rfid-disinformazione-controllo/

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