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2017/07/27

L'EUROPA DICHIARA IL GLIFOSATO NON CANCEROGENO, RINNOVO PER 10 ANNI. ISTITUTO RAMAZZINI DI BOLOGNA CONTRO MONSANTO.

La Commissione Europea ha proposto di estendere l’autorizzazione per dieci anni dell’uso del glifosato dopo che la European Chemical Agency (ECHA), nel marzo scorso, aveva reso pubblici i risultati di uno studio secondo il quale il glifosato non dovrebbe essere classificato tra le sostanze cancerogene.


“La protezione della salute e dell’ambiente – sostiene Slow Food – non può venire subordinata agli interessi delle multinazionali del settore agroalimentare”.


Glifosato: cancerogeno o non cancerogeno?


Una disputa all'ultimo sangue fra carteggi scientifici sul Roundtrip (il pesticida più usato al mondo), dove la posizione dell'Europa a riguardo si fa sempre più drammaticamente triste e preoccupante, visto che le autorità europee hanno recentemente negato che incida sulla salute pubblica.

Partiamo dalla norma generale, quando una sostanza è considerata tossica?

Una sostanza è da considerarsi cancerogene, se due studi animali, condotti indipendentemente, dimostrano un aumento dell'incidenza del tumore.
Nel caso di glifosato, almeno sette su dodici studi a lungo termine hanno dimostrato un aumento d' incidenza del tumore.
Nonostante questi risultati, le autorità sono arrivate alla conclusione che il glifosato non è cancerogeno. Questa conclusione è stata resa possibile violando il regolamento (CE 1272/2008), l'ECHA orientamento del 2015 e il 2012 dell'OCSE Guidance, così come attraverso la non-divulgazione e la distorsione dei fatti.

Secondo un nuovo rapporto del tossicologo Peter Clausing: ‘l'Ue ha violato le normative e le prove che dimostrano che il glifosato è cancerogeno’. Mesi di esperimenti ignorati, dunque, per far sì che vi sia un rinnovo per altri dieci anni.

Estratto in Italiano: Glifosato: violazione sistematica delle regole da parte delle autorità

Bypassando il  dettaglio che pesticidi sono stati trovati in alimenti come pane, farina, birra, vediamo come si sono espressi i vari organi di controllo alla grande domanda: il glifosato è cancerogeno o no?



A marzo di quest’anno (2017) l’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche) ha classificato il glifosato come non cancerogeno, ammettendo però la sua tossicità per gli ambienti acquatici e fortemente irritante per gli occhi.

Mentre nel marzo 2015, la Iarc (International Agency for Research on Cancer) lo ha definito come “probabile cancerogeno”, in disaccordo con i risultati del rapporto di Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) che, nel Novembre dello stesso anno, parlavano di improbabilità cancerogena. Queste le diverse posizioni prese dai tre organismi sopracitati.

Da chiedersi come e cosa hanno fatto le autorità per riuscire a classificarlo come “non cancerogeno”?

Semplice, come ha dichiarato  il tossicologo austrico, Peter Clausing, hanno violato le normative e le procedure europee che definiscono i criteri per la valutazione degli studi. A supporto di Peter Clausing arriva anche la nuova relazione pubblicata dal GLOBAL 2000 (Friends of the Earth Austria) di Claire Robinson che converge sul fatto che ‘le autorità hanno cercato di coprire la prova degli effetti cancerogeni del glifosato”.
"La BfR, l'EFSA e l'ECHA hanno evitato di menzionare le esistenti relazioni dose-risposta osservate con effetti tumorali. Allo stesso tempo, essi sottolineato la mancanza di tale rapporto in altre incidenze tumorali. Ciò suggerisce che le autorità hanno cercato di coprire le prove sugli effetti cancerogeni di glifosato."

Greenpeace appellandosi al governo italiano: 

"Sarebbe assurdo concedere il via libera a questa sostenza per altri dieci anni, senza aver prima effettuato accurate verifiche su possibili irregolarità nel processo di autorizzazione"


L'Istituto Ramazzini contro la Monsanto, lotta fra titani
In questa desolante deriva della coscienza umana e della sua salute si sta battendo l'Istituto Bolognese Ramazzini, ormai dichiarato avversario della Monsanto, in questa lotta all'ultimo verdetto.

Il Ramazzini vuole vederci chiaro sulla sostanza, così come su molte altre che arrivano sulle nostre tavole. E vuole vederci chiaro, soprattutto dopo che la Bfr, l’istituto tedesco per la valutazione del rischio a cui la Commissione europea affida la valutazione del diserbante, dice la sua: il glifosato non è cancerogeno. «Con quel verdetto — spiega Belpoggi — è stato sbugiardato il lavoro dello Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr), dove 17 esperti di fama internazionale, tutti senza conflitti d’interessi, avevano detto il contrario. Non si può dire invece che fossero senza conflitti gli scienziati della Bfr: molti dei quali hanno legami con la Bayer, azienda chimica e farmaceutica molto interessata al glifosato».

Chi è contro il Potere è dichiarato "Oscura organizzazione"

Nella primavera dello scorso anno l'Istituto bolognese fece partire uno studio pilota sul glifosato, con risultati poco confortanti per il colosso Monsanto e la Bfr (studi che verranno pubblicati a settembre 2017). Come dichiarato la notizia arriva fino al Congresso Usa e a e marzo il deputato repubblicano Smith fa un’interrogazione al ministro della Sanità Price sui legami finanziari tra il National Institute of environmental health sciences (Niehs) e l’istituto bolognese. Richiesta che è bastata a due giornalisti vicino all’industria, racconta Le Monde, per definire il Ramazzini «un’oscura organizzazione». «Definirlo così — scrivono gli autori dell’inchiesta del quotidiano francese — è quanto meno ignoranza, se non una menzogna. Sono tutti scienziati di alto livello».

Ma quello che preme sottolineare all’Istituto è che, tossicità o meno del glifosato, l’uso del diserbante «è solo un esempio paradigmatico di come viene mal gestita l’immissione di sostanze chimiche nell’ambiente in cui viviamo». Quindi: il Ramazzini va avanti nonostante tutto e a settembre, dopo la pubblicazione dei primi dati, lancerà una campagna di raccolta fondi internazionale per fare uno studio sugli effetti a lungo termine del diserbante. Insomma: per capire se (e quanto) è cancerogeno. Il protocollo dello studio ha già avuto l’ok della Ue, manca quello del nostro ministero, che non dovrebbe porre ostacoli. «Se vuole bene ai cittadini — dice Belpoggi — la Commissione Ue dovrebbe procedere al rinnovo della concessione per l’utilizzo del glifosato solo per 4 o 5 anni, non di più». Sperando che nel frattempo lo studio del Ramazzini dica l’ultima parola.

Ricordiamo che il 18 luglio la coalizione #Stopglifosato,  aveva già diffuso un comunicato in vista della presunta riapprovazione da parte dell’Ue per altri dieci anni, che sarebbe valida solo a maggioranza qualificata, ovvero se 16 paesi su 28 diranno si.



Ora più che mai è dunque importante ricordare all’opinione pubblica che il 3 luglio scorso sono state consegnate alle autorità europee 1.320.517 firme di persone che, in tutta Europa, si sono fatte sentire aderendo alla petizione ufficiale dei cittadini europei (ICE) per un’agricoltura senza pesticidi e per abolire l’uso di questo pericoloso erbicida. Cosa accadrà? Verranno ignorate i milioni di firme?

APPLICHIAMO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.


Per reintrodurlo in Europa sarà necessaria la maggioranza qualificata degli Stati della UE: 16 su 28
La votazione finale è prevista entro la fine dell’anno.

Nel frattempo il pianeta ogni anno assorbe circa 825 mila tonnellate di glifosato (principale produttore è Monsanto che commercializza il Roundup e produce anche le piante modificate che gli resistono per un business di 8,8 miliardi di dollari); nonostante 96 scienziati indipendenti abbiano contestato pubblicamente la valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha classificato l’erbicida come “non cancerogeno”, ma sulla base di studi non pubblicati.


http://www.stopglifosato.it/#il-glifosato


Alcune fonti:
http://www.gmwatch.org/files/GLO_02_Glyphosat_EN.pdf
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2017/25-luglio-2017/ramazzini-monsanto-spy-story-green-bologna-congresso-usa-2401837649314.shtml
http://www.stopglifosato.it/unisciti-alla-coalizione/
https://ilmanifesto.it/glifosato-bruxelles-sta-con-monsanto/
https://ilsalvagente.it/2016/04/22/glifosato-il-veleno-nascosto-ma-non-troppo/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28320775
https://www.upi.com/Health_News/2017/03/17/Glyphosate-not-carcinogenic-European-chemicals-agency-says/8901489752525/




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