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2017/07/31

RECENTE STUDIO INTERNAZIONALE OSCURATO: UNO SGUARDO ONESTO ALLE STATISTICHE MOSTRA ANCORA UNA VOLTA CHE IL GARDASIL NON È SICURO. DITTATURA VACCINALE.


Un nuovo studio è stato pubblicato all'inizio di questo mese (luglio 2017) nella rivista Clinical Rheumatology, riguardante i gravi effetti avversi dopo la vaccinazione HPV.





Il titolo dello studio è: Seri eventi avversi  dopo la vaccinazione HPV: una revisione critica di studi randomizzati e serie di casi post-marketing.


Il Clinical Rheumatology è una rivista internazionale attiva dal 1945. Si tratta del  'Giornale della Lega Internazionale delle Associazioni per la Reumatologia' ed è la rivista ufficiale della Società belga di reumatologia. Lo studio è stato condotto da medici del Dipartimento di reumatologia e di Immunologia presso l'Istituto Nazionale di Cardiologia di Città del Messico.

  I risultati del loro studio hanno trovato:

  •       La mancanza di placebo inerte nella stragrande maggioranza di studi random su vaccini HPV pre-autorizzati.
  •        Numerosi studi randomizzati hanno evidenziato eventi avversi significativamente più gravi nella coorte vaccinale HPV testata
  •        L'insieme  delle analisi di sicurezza  ha trovato più sintomi post-immunizzazione nel vaccino bivalente HPV contro l'epatite A
  •        Serie di casi avversi di Vaccino HPV dopo la commercializzazione descrivono simile serie di sintomi riportati negli studi pre-clinici.
  •        L'Agenzia europea per i medicinali ha riportato una relazione sulla sicurezza vaccinale HPV, riferendosi a specifiche diagnosi e non a gruppi di sintomi
   
L'analisi approfondita di alcuni studi di supporto sulla sicurezza  dei vaccini HPV, dopo la commercializzazione, rileva risultati allarmanti

Lo studio ha valutato le statistiche riguardanti il ​​nuovo Gardasil 9 ( Da gennaio 2017 il vaccino 9-valente HPV è disponibile anche in Italia) particolarmente preoccupanti, poiché le statistiche suggeriscono che si subisce un grave danno ogni 140 iniezioni e il numero di iniezioni vaccinali necessario, per vedere i vantaggi percepiti dal vaccino, è di 1757.

Tale studio critico di qualsiasi vaccino non sarebbe, probabilmente, mai pubblicato negli Stati Uniti, in quanto è considerato un suicidio professionale criticare la posizione estremista che tutti i vaccini sono sicuri ed efficaci, e che la “scienza è chiusa” per quanto riguarda i vaccini. (ndr. Ricorda vagamente la situazione dittatoriale italiana e presto generale in tutta Europa?)

Questa posizione estremista soffoca tutte le preoccupazioni legittime o critiche, anche nel mondo accademico, e permette alle multi-miliardi  aziende farmaceutiche di lavorare in collaborazione con il governo per estendere i vaccini all'intera popolazione.

Gli Stati Uniti sono l'unico paese al mondo dove le compagnie farmaceutiche non sono legalmente responsabili per i prodotti dei vaccini difettosi, quindi l'unica azione che potenzialmente potrebbe fermarli dall'inondare il mercato con un numero sempre maggiore di vaccini, è l'informazione definita negativa.

La controversia Mondiale sul Vaccino HPV

Marching for Justice after HPV vaccinations

Protesta contro il Vaccino Gardasil HPV in Colombia. Storia.

Nell'introduzione allo studio, i medici messicani ammettono che, a livello internazionale, c'è un dibattito in corso sulla sicurezza dei vaccini HPV.
    Vi è un dibattito in corso sulla sicurezza dei vaccini HPV.
    Da un lato, le agenzie internazionali di sanità pubblica hanno approvato la sicurezza del vaccino HPV.
   
    D'altra parte, i medici di diverse parti del mondo hanno descritto in modo indipendente una malattia disabile multisistemica che si verifica raramente dopo l'immunizzazione HPV.
   
    In risposta ai rapporti sugli eventi avversi, il Ministero della Salute del Giappone ha sospeso il programma di vaccinazione HPV nel 2013.

    I social media basati su Internet hanno anche pubblicato casi drammatici di eventi avversi con vaccino HPV.
    Queste informazioni hanno portato ad una riduzione del consumo di vaccini in diversi paesi.

    Il vaccino HPV viene somministrato ai giovani sani;
Pertanto, di massima importanza è la sorveglianza continua della sicurezza.

Questo dibattito, tuttavia, non è ammesso nel U.S. (ndr. anche in Italia), e quando viene pubblicato qualcosa a riguardo, viene attivata una forte pressione  per sopprimerlo. Basta chiedere a Katie Couric, che nel 2013 ha osato coprire entrambi i lati del dibattito sul vaccino Gardasil, ed è stato successivamente brutalmente attaccato dai media.

Così gravi sono stati gli attacchi, che è stata costretta a rilasciare pubbliche scuse, e portare la dottoressa Anne Schuchat, Assistant Surgeon General e Direttore del Centro Nazionale del CDC per l'immunizzazione e malattie respiratorie, al suo show per spiegare quanto è sicuro il vaccino Gardasil. .

Il suo show è stato cancellato per la prossima stagione.

Al di fuori della U. S. , tuttavia, le proteste sugli effetti collaterali, estremamente negativi, del vaccino Gardasil sono numerose, anche se non in tutti i paese, vedi l'Italia, è reso noto. In Colombia, ad esempio, sono così  numerose le morti e le ragazze danneggiate dal vaccino HPV, che i genitori hanno protestato, dimostrando per le strade, e chiudendo le scuole.

Altri forti proteste contro il vaccino in Francia(Merck’s Former Doctor Predicts that Gardasil will Become the Greatest Medical Scandal of All Time),
in Spagna, Giappone, Irlanda, Danimarca, Regno Unito, India e molti altri.

Leggi anche: Le donne giapponesi chiedono giustizia per i danni causati dai vaccini HPV


La grande censura statunitense sul Gardasil. Coinvolto sempre il CDC.

Con un po' di ricerca, è facile capire perché le informazioni negative sul Gardasil vengono censurate dal governo degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti ha un enorme conflitto di interessi, in quanto ottiene profitti dalla vendita di vaccini, e in particolare dal Gardasil.
Il Centro statunitensi per il controllo delle malattie (CDC) ha il compito di sicurezza del vaccino, e tuttavia è anche il più grande acquirente di vaccini, spendendo più di $ 4 miliardi all'anno per l'acquisto di vaccini.

Julie Gerberding era responsabile del CDC  nel periodo 2002-2009, anni in cui  la FDA ha approvato il vaccino Merck Gardasil.

Poco dopo assunta la carica al CDC, ha completamente rinnovato la struttura organizzativa dell'agenzia, e molti degli scienziati senior del CDC e leader sono usciti o hanno annunciato l'intenzione di lasciare. Alcuni hanno sostenuto che la quasi totalità delle sostituzioni  effettuate da Julie Gerberding avevano legami con l'industria dei vaccini. Nel 2006, il New York Times grazie alla legge di Libera Informazione, richiese di accedere a tutti i premi in denarosuperiori ai $ 2.500  attribuiti ai dipendenti  ed ex dipendenti del CDC, dal 2000 alla metà del 2006. Quelli all'interno dell'ufficio del Dr. Julie Gerberding, i documenti dimostrano, sono quelli che hanno beneficiato maggiormente.
Gerberding si dimette dal CDC il 20 gennaio 2009 per essere assunto come presidente della divisione vaccini della Merck, il fornitore del maggior numero di vaccini che il CDC raccomanda (articolo qui).

E 'stato riferito nel 2015 che il Dott Gerberding, ora  vice presidente esecutivo del gigante farmaceutico Merck, ha venduto 38.368 delle sue azioni per $ 2,340,064.32. Tiene ancora 31.985 parti di azioni della società, del valore di circa $ 2 milioni. Oltre a esempi come questo, che mostrano un evidente conflitto di interessi tra le agenzie governative con il compito di sorvegliare la salute pubblica e la sicurezza del vaccino e le aziende farmaceutiche, l'Istituto Nazionale di Salute detiene anche i brevetti sui vaccini, come Gardasil, e si guadagna le royalties derivanti dalla loro vendita.

(La Merck è la stessa inquisita per il finanziamento a favore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma)



Dr. Eric Suba ha cercato di utilizzare il Freedom of Information Act per scoprire quanti soldi il National Institute of Health (NIH) ha guadagnato dalla vendita di Gardasil, ma si sono rifiutati di comunicare l'importo delle entrate del governo che guadagna da questo vaccino ( pur non negando che fanno guadagnare diritti d'autore).

Così, mentre la pubblicità negativa sui gravi effetti collaterali del vaccino HPV sono abbastanza ben conosciuti al di fuori degli Stati Uniti, dove le vendite del vaccino stanno crollando, a causa della censura di queste informazioni nei media “mainstream” , le vendite del vaccino Gardasil continuano a salire alle stelle negli Stati Uniti, nel 2017, le vendite del Gardasil  sono aumentate del 41% a $ 532 milioni, superando le stime di $ 361 milioni, secondo Barclays. (Fonte.)

Per leggere nei dettagli la frode del CDC vi rimandiamo alla lettura di:

→ VACCINO LA GRANDE FRODE DEL CDC: vaccino trivalente ed autismo

→ VACCINI:IL GRANDE INGANNO ,KENNEDY DENUNCIA IL GIRO DI SOLDI DELLE CASE FARMACEUTICHE

In Italia

 
Il testo dell’interrogazione


Con un’articolata interrogazione  sottoscritta dai senatori del gruppo articolo1 Mdp (prime firmatarie Dirindin e Lo Moro), è stato chiesto al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute chiarimenti sulla delicata situazione venutasi a creare a seguito del consistente finanziamento effettuato dalla Merck Sharp & Dohme, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo, leader nella lotta contro le malattie prevenibili con vaccinazione, a favore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma per la chiamata diretta di un professore di prima fascia nel settore scientifico Igiene generale e applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
L’Università Cattolica vede fra i propri autorevoli componenti il prof. Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Sanità pubblica fino al 2015 ed ora presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Iss, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale. L’Iss ha svolto un ruolo significativo nella predisposizione del Piano nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in particolare all'interno del Gruppo di lavoro interistituzionale “Strategie Vaccinali”, mentre il prof Ricciardi ha svolto un ruolo attivo di supporto tecnico-scientifico nella predisposizione del decreto legge 73/2017 sui vaccini, e nella valutazione degli emendamenti al primo articolo dello stesso.

Da Roma alla Toscana, dove scoppia il caso dei premi ai pediatri più vaccini-friendly: scandaloso accordo che riconosce premi in denaro ai medici pediatri che sottopongono tutti i propri pazienti alle vaccinazioni. Una misura «talmente grave e iniqua», si esprime il Codacons, da portare l’associazione dei consumatori a presentare un esposto alla Corte dei Conti della regione e alla Procura di Firenze e una diffida nei confronti dell’Ordine dei medici. La Regione Toscana ha deciso di erogare al medico un importo di 15 euro per ogni atto vaccinale, premio che sale a 1.000 euro se si raggiunge una copertura vaccinale tra i propri assistiti maggiore del 95% per l’ esavalente, 1.000 euro per copertura maggiore del 95% per il morbillo, 1.000 euro per copertura vaccinale tra gli assistiti femmine maggiore dell’80% per il papilloma virus (qui l'accordo sottoscritto con la Fimp Toscana).

Tali premi sono dimezzati se il raggiungimento è tra 92 e 95% per l’ esavalente, tra 71 e 80% per papilloma virus.

Premio Galeno 2017. Nella categoria “farmaco immunologico” in vincitore è Gardasil 9®

“L’innovazione del vaccino 9-valente, grazie alla sua efficacia e alla protezione offerta, molto più elevata rispetto allo standard vaccinale oggi disponibile, consentirà alle autorità sanitarie di proteggere le generazioni future di uomini e donne dalle infezioni da HPV, dalle lesioni precancerose e dai tumori correlati, che per alcune forme hanno una letalità elevata e sono altamente invalidanti.”
 Si legge ancora nelle motivazioni: “L’impatto per il singolo oltre che per la collettività sarà importante, in quanto eviterà il dramma della malattia oncologica e della sofferenza associata. Il vaccino Gardasil 9 potrebbe limitare non solo i costi socio-economici diretti quali quelli per le spese mediche, ma anche i costi indiretti, determinando un miglioramento della qualità della vita in entrambi i sessi. L’impatto sociale è elevato e gli studi clinici a supporto sono di elevata qualità.”


Alterate statistiche e studi dimostrano ancora che il vaccino HPV non è sicuro.

Lo studio messicano appena pubblicato sulla rivista clinica Rheumatology  è sorprendente, nel senso che, anche se le statistiche e gli studi sono stati chiaramente distorti per favorire il vaccino HPV, suggeriscono comunque che il vaccino contro l'HPV non è sicuro.

Alcuni punti salienti dello studio:
Appropriati placebo non sono stati utilizzati negli studi di pre-messa-in commercio. Invece di un placebo inerte, sono stati utilizzati adiuvanti di alluminio.

La stragrande maggioranza delle sperimentazioni del vaccino HPV randomizzati non ha utilizzato il placebo inerte. Hanno usato alluminio contenente placebo o altri vaccini adiuvati alluminio.
Per gli studi clinici, un placebo è definito come una sostanza “farmaceuticamente inerte”. Questa definizione non può essere applicata ad una sostanza adiuvante.
Il meccanismo  di azione dell'adiuvante alluminio rimane poco compresa e la sua sicurezza è stata motivo di interrogazione. Gli adiuvanti di alluminio sono noti per stimolare la risposta immunitaria TH2, attivare le cellule dendritiche, e attivare NLRP3 infiammasoma.


Lunghi studi randomizzati hanno comunicato sintomi avversi significamente maggiori contro il vaccino HPV.

In studi randomizzati in doppio cieco, variabili confondenti sono state cancellate minimizzando l'influenza di fattori esterni sui risultati.
I due, relativamente piccoli,
studi randomizzati di test sul vaccino  HPV contro il vero placebo salina inerte ha rivelato una tendenza ad avere più eventi avversi nel gruppo vaccino.
Due dei più grandi
studi randomizzati  sul vaccino HPV hanno mostrato eventi avversi significativamente più gravi nel ramo del vaccino indagato dallo studio: Rispetto al placebo in alluminio, la  vaccinazione bivalenteHPV è stata accompagnata da maggiori significative correlazioni di sollecitazione ai sintomi post vaccino, durante il periodo di osservazione post-vaccino di 7 giorni  e un aumento statisticamente significativo di quattro volte nel tasso di mortalità.

Gli indiscutibili risultati statistici derivati ​​da due dei più grandi studi randomizzati sul vaccino HPV devono prendere preminenza sul giudizio degli investigatori che attribuiscono gli eventi avversi gravi e  lo sproporzionato tasso di mortalità, a fattori esterni.

Sintomi avversi al vaccino HPV messo in commercio (post-marketing) descrivono simile gruppo di sintomi rispetto a quelli riportati negli studi pre-clinici. 

Sia gli studi pre-rilascio- autorizzazione, sia gli studi randomizzati indipendenti dopo la messa in commercio descrivono simile gruppo di sintomi avversi, vale a dire, tra i principali:  mal di testa, stanchezza, vertigini, dolore muscolo-scheletrico, e sintomi gastrointestinali, .
Negli studi post-marketing (dopo la messa in commercio), questo insieme di sintomi è stato marcato con diagnosi diverse quali la sindrome da dolore regionale complesso, sindrome da affaticamento cronico, fibromialgia, o sindrome di tachicardia posturale ortostatica. Se si guarda a queste diagnosi separate, i segnali di sicurezza del vaccino HPV possono essere diluiti.
Questa possibile reazione avversa del vaccino HPV post-marketing  sotto-osservazione è rafforzata dal recente rapporto dell'OMS VigiBase.


Analisi approfondita di supporto di alcuni studi sulla sicurezza del vaccino HPV post-marketing  rivela scoperte inquietanti.

Studi di sicurezza post-marketing del vaccino HPV fatto a Valencia, in Spagna, e Alberta, Canada, avvallano la sicurezza del vaccino HPV.
Tuttavia, queste indagini contengono scoperte inquietanti. Sembra pericoloso incolpare una “cattiva stampa” per notifiche sui sintomi avversi al vaccino HPV 10 volte superiori alle notifiche previste da medici e infermieri di Valencia. Allo stesso modo risulta molto intrigata e controversa la descrizione del 10% delle ragazze canadesi HPV-vaccinate-sane che hanno avuto  bisogno di visitare un pronto soccorso entro 42 giorni seguenti l'immunizzazione con vaccino HPV .


I ricercatori concludono:

Controllondo due dei più grandi studi randomizzati si è evidenziaro che i sentomi avversi al ramo di studio del vaccino HPV risultano significatamente maggiori.

Rispetto alla dose di 4-valente, il vaccino 9-valente HPV ha avuto eventi avversi significativamente più gravi. Considerando questa differenza statistica, il riferito 0% di incidenza di eventi avversi gravi correlati al vaccino è probabilmente una sottovalutazione.

 
Il vaccino  9-valente HPV ha un numero preoccupante di danni in relazione al numero vaccini necessari.
(ndr. Gravi reazioni ogni 140 iniezioni e il numero  di iniezioni vaccinali necessario per vedere i vantaggi percepiti dal vaccino è di 1757).

La disparità di sintomi avversi locali e sistemici del vaccino
HPV 9-valente  contro il vaccino HPV 4-valente solleva la possibilità di un effetto indesiderato dose-dipendente.

Rispetto al placebo in alluminio, il gruppo di individui che ricevono il vaccino contro l'HPV bivalente ha avuto più morti nel follow-up ( tempo di osservazione dopo la vaccinazione).

Studi randomizzati pre-clinici e serie di casi post-marketing indipendenti descrivono uguali gruppi di sintomi post- immunizzazione HPV.


SaneVax, Inc.

Safe, Affordable, Necessary & Effective Vaccines and Vaccination Practices


Se aprite il link avrete il report in tempo reale il numero dei danni denunciati pos-immunizzazione Vaccino HPV.


Questi risultati dovrebbero sollevare ulteriori dubbi sulla sicurezza del vaccino HPV, così tanto spinto in Italia.
I danni correlati ai vaccini sono una realtà così immensa che spazia dagli audivanti (alluminio), ai nanomateriali contenuti, per passare alla qualità del vaccino (prodotto all'interno dell'UE quindi deve rispettare le norme di buona pratica clinica oppure prodotto nei paesi del sud-est asiatico dove esiste maggior libertà sui controlli delle contaminazioni nei singoli lotti), approdando come ultima realtà imposta, la quantità di vaccinazioni che un bambino deve subire in un ristretto lasso di tempo senza un minimo di pre-controllo del suo sistema immunitario.

Se pensate che tutto sia nato dall'oggi al domani sbagliate, il piano Vaccinale è in atto da anni, con una pianificata strategia vaccinale, che prevede l'utilizzo in primisi del main stram.

Tutti gli articoli di Lifeme.it sui Vaccini

Tutto questo prova l’esistenza di una volontà dogmatica, cieca e sorda rispetto a qualunque richiesta di dialogo, e ciò rafforza i sospetti della popolazione sui veri beneficiari di questa “volontà vaccinatoria”.(Michèle Rivasi)


Il principio di precauzione, di cui tanto si vanta l'Europa, rispetto ai brutali Stati Uniti, esiste veramente?? Esiste ancora? Difendiamolo.


Gardasil9-valente HPV, protegge davvero dal tanto temuto HPV? Ci sono danni da reazione avversa?Quali sono i dati reali? Cosa riporta il foglietto illustrativo?
Perchè sempre più paesi si muovono contro?
  • Uno studio presentato al meeting annuale dell’ American Association for Cancer Research 2015 ha dimostrato che le donne vaccinate contro l’HPV avevano un rischio più elevato di sviluppare ceppi non contenuti nel vaccino.
Circa il 60% delle oltre 600 donne di età compresa tra i 20 ei 26 anni che erano state sottoposte al vaccino Gardasil per proteggere contro uno dei quattro ceppi HPV tra 6, 11, 16, e 18 è risultata essere più a rischio per lo sviluppo di un’infezione causata da altri ceppi del virus HPV.
Tanto da dire sul Gardasil, lasciamo un'ultima "suggestione" su cui riflettere, un piccolo dato:

Considerate questo grafico dalla Danimarca

Il Gardasil venne  introdotto in Danimarca nel 2009.
Nel 2008, la donna più giovane morta di cancro cervicale in Danimarca aveva 30 anni. Tre anni dopo l’introduzione del Gardasil (nel 2012), la più giovane donna a morta a causa di cancro al collo dell’utero aveva solo 20 anni,ovvero 10 anni in meno. La mortalità sta aumentando,le reazioni avverse anche,questi sono dati di fatto.
Morti Danimarca cancro cervicale

Perché i morti per cancro cervicale crescono così rapidamente dopo l’introduzione del Gardasil? Non è forse questo un potenziale segnale di sicurezza che ha bisogno di indagini?
Uno degli studi Merck -presentato prima della commercializzazione ed approvazione da parte della FDA- ha indicato che coloro che erano stati precedentemente esposti ad alcuni tipi di HPV coperti dal vaccino, prima della vaccinazione possono avere un 44,6% maggiore probabilità di ricevere una diagnosi con lesioni pre-cancerose.

La Sanavex commentò all'introduzione del Gardasil 9-valente:
FDA approva Gardasil9: Misfatto o stupidità?

La tabella seguente riporta gli ingredienti del Gardasil e Gardasil 9,comparandoli. Tutte le differenze sono evidenziate.

Gardasil      Ingredient  Gardasil 9
225 mcgAAHS (aluminum adjuvant)  500 mcg
9.56 mcgSodium Chloride     9.56 mcg
.78 mcgL-Histidine     .78 mcg
50 mcgPolysorbate 80      50 mcg
35 mcgSodium Borate      35 mcg
<7 mcgYeast Protein     <7 mcg
20 mcgHPV 6 L1 protein    30 mcg
40 mcgHPV 11 L1 protein        40 mcg
40 mcgHPV 16 L1 protein    60 mcg
20 mcgHPV 18 L1 protein    40 mcg

HPV 31 L1 protein    20 mcg

HPV 33 L1 protein    20 mcg

HPV 45 L1 protein    20 mcg

HPV 52 L1 protein    20 mcg

HPV 58 L1 protein    20 mcg


Date un’occhiata alla prima linea nel grafico a sinistra. L’alluminio è una neurotossina. Una rapida ricerca di PubMed per la tossicità umana alluminio’ ritorna con un parametro  di 1.652 nei peer-reviewed e negli articoli scientifici che hanno trattato l’argomento.

    Perché Merck avrebbe deciso di immettere più del doppio della quantità di coadiuvante alluminio nel nuovo Gardasil 9?
    Sicuramente i membri del CBER sono consapevoli che ci sono potenziali rischi per la salute derivanti dall’esposizione alluminio.
    Perché Merck ha aumentato la quantità della proteina HPV L1, già contenuta nella prima versione di Gardasil
    Ci sono dei potenziali rischi per la salute connessi con l’aumento della quantità totale di antigene (proteina HPV L1) da 120 mcg nel Gardasil a 270 mcg nel Gardasil 9?

Disordini al sistema immunitario, aborti spontanei, tante le correlazioni con il vaccino HPV 9-valente. L'informazione, la ricerca è la prima fonte di salute.

DOCUMENTO DA SCARICARE E PORTARE AL SINDACO, PREVIA LETTURA

Il Presidente dell'associazione LOV Liberi dall'Obbligo Vaccinale, Ana Demian, ha pubblicato il seguente documento da portare al proprio sindaco.

Stampate, leggete, portatelo e confrontatevi con lui.
Mandare conferma ed esito a info.liberidallobbligo@gmail.com



ALLEGATI E ARTICOLI CORRELATI

Fonte principale :tradotta da Lifeme.
Altre fonti: http://sanevax.org/fda-approved-gardasil-9-malfeasance-or-stupidity/

2017/07/27

L'EUROPA DICHIARA IL GLIFOSATO NON CANCEROGENO, RINNOVO PER 10 ANNI. ISTITUTO RAMAZZINI DI BOLOGNA CONTRO MONSANTO.

La Commissione Europea ha proposto di estendere l’autorizzazione per dieci anni dell’uso del glifosato dopo che la European Chemical Agency (ECHA), nel marzo scorso, aveva reso pubblici i risultati di uno studio secondo il quale il glifosato non dovrebbe essere classificato tra le sostanze cancerogene.


“La protezione della salute e dell’ambiente – sostiene Slow Food – non può venire subordinata agli interessi delle multinazionali del settore agroalimentare”.


Glifosato: cancerogeno o non cancerogeno?


Una disputa all'ultimo sangue fra carteggi scientifici sul Roundtrip (il pesticida più usato al mondo), dove la posizione dell'Europa a riguardo si fa sempre più drammaticamente triste e preoccupante, visto che le autorità europee hanno recentemente negato che incida sulla salute pubblica.

Partiamo dalla norma generale, quando una sostanza è considerata tossica?

Una sostanza è da considerarsi cancerogene, se due studi animali, condotti indipendentemente, dimostrano un aumento dell'incidenza del tumore.
Nel caso di glifosato, almeno sette su dodici studi a lungo termine hanno dimostrato un aumento d' incidenza del tumore.
Nonostante questi risultati, le autorità sono arrivate alla conclusione che il glifosato non è cancerogeno. Questa conclusione è stata resa possibile violando il regolamento (CE 1272/2008), l'ECHA orientamento del 2015 e il 2012 dell'OCSE Guidance, così come attraverso la non-divulgazione e la distorsione dei fatti.

Secondo un nuovo rapporto del tossicologo Peter Clausing: ‘l'Ue ha violato le normative e le prove che dimostrano che il glifosato è cancerogeno’. Mesi di esperimenti ignorati, dunque, per far sì che vi sia un rinnovo per altri dieci anni.

Estratto in Italiano: Glifosato: violazione sistematica delle regole da parte delle autorità

Bypassando il  dettaglio che pesticidi sono stati trovati in alimenti come pane, farina, birra, vediamo come si sono espressi i vari organi di controllo alla grande domanda: il glifosato è cancerogeno o no?



A marzo di quest’anno (2017) l’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche) ha classificato il glifosato come non cancerogeno, ammettendo però la sua tossicità per gli ambienti acquatici e fortemente irritante per gli occhi.

Mentre nel marzo 2015, la Iarc (International Agency for Research on Cancer) lo ha definito come “probabile cancerogeno”, in disaccordo con i risultati del rapporto di Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) che, nel Novembre dello stesso anno, parlavano di improbabilità cancerogena. Queste le diverse posizioni prese dai tre organismi sopracitati.

Da chiedersi come e cosa hanno fatto le autorità per riuscire a classificarlo come “non cancerogeno”?

Semplice, come ha dichiarato  il tossicologo austrico, Peter Clausing, hanno violato le normative e le procedure europee che definiscono i criteri per la valutazione degli studi. A supporto di Peter Clausing arriva anche la nuova relazione pubblicata dal GLOBAL 2000 (Friends of the Earth Austria) di Claire Robinson che converge sul fatto che ‘le autorità hanno cercato di coprire la prova degli effetti cancerogeni del glifosato”.
"La BfR, l'EFSA e l'ECHA hanno evitato di menzionare le esistenti relazioni dose-risposta osservate con effetti tumorali. Allo stesso tempo, essi sottolineato la mancanza di tale rapporto in altre incidenze tumorali. Ciò suggerisce che le autorità hanno cercato di coprire le prove sugli effetti cancerogeni di glifosato."

Greenpeace appellandosi al governo italiano: 

"Sarebbe assurdo concedere il via libera a questa sostenza per altri dieci anni, senza aver prima effettuato accurate verifiche su possibili irregolarità nel processo di autorizzazione"


L'Istituto Ramazzini contro la Monsanto, lotta fra titani
In questa desolante deriva della coscienza umana e della sua salute si sta battendo l'Istituto Bolognese Ramazzini, ormai dichiarato avversario della Monsanto, in questa lotta all'ultimo verdetto.

Il Ramazzini vuole vederci chiaro sulla sostanza, così come su molte altre che arrivano sulle nostre tavole. E vuole vederci chiaro, soprattutto dopo che la Bfr, l’istituto tedesco per la valutazione del rischio a cui la Commissione europea affida la valutazione del diserbante, dice la sua: il glifosato non è cancerogeno. «Con quel verdetto — spiega Belpoggi — è stato sbugiardato il lavoro dello Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr), dove 17 esperti di fama internazionale, tutti senza conflitti d’interessi, avevano detto il contrario. Non si può dire invece che fossero senza conflitti gli scienziati della Bfr: molti dei quali hanno legami con la Bayer, azienda chimica e farmaceutica molto interessata al glifosato».

Chi è contro il Potere è dichiarato "Oscura organizzazione"

Nella primavera dello scorso anno l'Istituto bolognese fece partire uno studio pilota sul glifosato, con risultati poco confortanti per il colosso Monsanto e la Bfr (studi che verranno pubblicati a settembre 2017). Come dichiarato la notizia arriva fino al Congresso Usa e a e marzo il deputato repubblicano Smith fa un’interrogazione al ministro della Sanità Price sui legami finanziari tra il National Institute of environmental health sciences (Niehs) e l’istituto bolognese. Richiesta che è bastata a due giornalisti vicino all’industria, racconta Le Monde, per definire il Ramazzini «un’oscura organizzazione». «Definirlo così — scrivono gli autori dell’inchiesta del quotidiano francese — è quanto meno ignoranza, se non una menzogna. Sono tutti scienziati di alto livello».

Ma quello che preme sottolineare all’Istituto è che, tossicità o meno del glifosato, l’uso del diserbante «è solo un esempio paradigmatico di come viene mal gestita l’immissione di sostanze chimiche nell’ambiente in cui viviamo». Quindi: il Ramazzini va avanti nonostante tutto e a settembre, dopo la pubblicazione dei primi dati, lancerà una campagna di raccolta fondi internazionale per fare uno studio sugli effetti a lungo termine del diserbante. Insomma: per capire se (e quanto) è cancerogeno. Il protocollo dello studio ha già avuto l’ok della Ue, manca quello del nostro ministero, che non dovrebbe porre ostacoli. «Se vuole bene ai cittadini — dice Belpoggi — la Commissione Ue dovrebbe procedere al rinnovo della concessione per l’utilizzo del glifosato solo per 4 o 5 anni, non di più». Sperando che nel frattempo lo studio del Ramazzini dica l’ultima parola.

Ricordiamo che il 18 luglio la coalizione #Stopglifosato,  aveva già diffuso un comunicato in vista della presunta riapprovazione da parte dell’Ue per altri dieci anni, che sarebbe valida solo a maggioranza qualificata, ovvero se 16 paesi su 28 diranno si.



Ora più che mai è dunque importante ricordare all’opinione pubblica che il 3 luglio scorso sono state consegnate alle autorità europee 1.320.517 firme di persone che, in tutta Europa, si sono fatte sentire aderendo alla petizione ufficiale dei cittadini europei (ICE) per un’agricoltura senza pesticidi e per abolire l’uso di questo pericoloso erbicida. Cosa accadrà? Verranno ignorate i milioni di firme?

APPLICHIAMO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.


Per reintrodurlo in Europa sarà necessaria la maggioranza qualificata degli Stati della UE: 16 su 28
La votazione finale è prevista entro la fine dell’anno.

Nel frattempo il pianeta ogni anno assorbe circa 825 mila tonnellate di glifosato (principale produttore è Monsanto che commercializza il Roundup e produce anche le piante modificate che gli resistono per un business di 8,8 miliardi di dollari); nonostante 96 scienziati indipendenti abbiano contestato pubblicamente la valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha classificato l’erbicida come “non cancerogeno”, ma sulla base di studi non pubblicati.


http://www.stopglifosato.it/#il-glifosato


Alcune fonti:
http://www.gmwatch.org/files/GLO_02_Glyphosat_EN.pdf
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2017/25-luglio-2017/ramazzini-monsanto-spy-story-green-bologna-congresso-usa-2401837649314.shtml
http://www.stopglifosato.it/unisciti-alla-coalizione/
https://ilmanifesto.it/glifosato-bruxelles-sta-con-monsanto/
https://ilsalvagente.it/2016/04/22/glifosato-il-veleno-nascosto-ma-non-troppo/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28320775
https://www.upi.com/Health_News/2017/03/17/Glyphosate-not-carcinogenic-European-chemicals-agency-says/8901489752525/




2017/07/24

RITROVATO ANCORA UNA VOLTA AMIANTO NEI COSMETICI. DOVE STA LA SICUREZZA?

Ancora una volta rilevato amianto nei trucchi, colpa di talco contaminato.





Il pericolo che si nasconde dietro ai trucchi, soprattutto quelli contraffatti. Avete mai comprato cosmetici su internet o sulle bancarelle per cifre decisamente inferiori a quelle originali?

Prendiamo spunto da una recente indagine americana che ha rilevato asbetos, -amainto- in una popolare linea di prodotti cosmetici commercializzati per ragazze, teenagers, per riaffrontare il tema cosmetici e i gravi rischi che si celano dietro questo amato e quasi indispensabile "accessorio" femminile.

I campioni sono stati analizzati dall'Istituto Scientifico analitico a Greensboro, NewYork. Il test ha trovate tracce di amianto nel Just lustro Shimmer Powder.
Senza giri di parole, Sean Fitzgerald, capo del laboratorio, esperto riconosciuto a livello nazionale sui test sull'amianto (ha spesso collaborato con il gruppo EWG ed EWG Action), ha dichiarato:

“Con questa polvere, progettata per i bambini, potrebbero morire una morte prematura nei loro trenta o quarant'anni a causa della esposizione all'amianto presente in questo prodotto.”

Fitzgerald ha dichiarato che la presenza di amianto, probabilmente era dovuta a talco contaminato.

Il  talco può  contenere depositi di amianto, e sue tracce possono contaminare il talco anche dopo  che il minerale grezzo viene elaborato per l'uso in prodotti di consumo. Gli esperti sanitari e le agenzie governative concordano sul fatto che non esiste un livello sicuro di esposizione. Secondo l'Occupational Safety and Health Administration, o OSHA: “Non vi è alcun livello di‘sicurezza’ all'esposizione esposizione per qualsiasi tipo di fibra di amianto.

L'esposizione, anche di breve durata, come un paio di giorni ha causato il mesotelioma negli esseri umani “. Se anche la fibra più piccola di amianto  viene inalata da un bambino, può depositarsi nei polmoni e, nel corso di decenni, svilupparsi in mesotelioma, una mortale, incurabile malattia la cui unica causa nota è l'esposizione amianto.

Da anni si conosce il problema, ovvero che il talco può essere facilmente contaminato da fibre di amianto e su questo molti paesi hanno  deliberato. Teoricamente la stessa FDA amaericana lo ha messo al bando e dichiarato inammissibile la sua presenza, la Cosmetica Italiana rassicura che esistono precisi controlli di ammissibilità, eppure sappiamo benissimo che questo non basta, perchè il risultato è sempre quello: prodotti che "accidentalmente sfuggono".

Quali controlli vengono fatti?

Su quali basi oncologi e la Cosmetica Italiana tenta di rassicurare sulla non correlazione talco-cancro, quando quando le stesse ricerche della IARC, dell'Istituto della Sanità e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno confermato il contrario già nei lontani anni novanta?

Tratto da:
Le problematiche scientifico-sanitarie correlate all'amianto: l'attività
dell'Istituto Superiore di Sanità negli anni 1980-2012

Gianfranco Donelli, Daniela Marsili e Pietro Comba
Istituto Superiore di Sanità, Roma

La IX edizione della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana pubblicata nel 1985, contiene infatti l’aggiornamento della monografia “Talco” (II volume, p. 1638-1642) con l’aggiunta dell'indicazione “Non deve contenere fibre microscopiche e submicroscopiche di asbesto”, completata dalla nota a piè pagina: “Per l’analisi quali-quantitativa delle fibre si raccomanda l’impiego delle tecniche di Microscopia elettronica analitica (I volume, p. 102-104), come descritto al capitolo "Valutazione di fibre minerali in campioni di talco mediante microscopia elettronica analitica" (I volume, p. 163-166).
Di questo approccio innovativo non vi è più traccia nelle recenti edizioni  della  Farmacopea  Europea  (European  Pharmacopoeia  6.0 (2008) “Talc”3013-3014)  in  cui  si  prevede la  presenza  di  asbesto.

Si è cioè inspiegabilmente  rinunciato  all’utilizzo  delle  tecniche  di  microscopia  elettronica  analitica,
che sono le più idonee a determinare presenza e concentrazione di fibre submicroscopiche di amianto in un campione di talco (Paoletti L, Caiazza S, Donelli G, Pocchiari F. Evaluation by electron microscopy techniques of asbestos contamination in indu-strial,  cosmetic  and pharmaceutical  talcs.  Regul Toxicol Pharmacol 1984;4:222-35)

Tale  decisione,  poco  cautelativa  sotto  il  profilo  della  sanità  pubblica,  e  comunque  non  rispondente  ad  una  corretta  applicazione del principio di precauzione (Botti C, Pagliarani G. Prevention communication and equity in environmental epidemiology: ethical  issues.  Ann  Ist  Super  Sanità  2011,  47:266-272)  suscita  maggiore  perplessità  ove  si  consideri  che  l’International  Agency  for Research on Cancer (IARC) ha ribadito nel suo aggiornamento  del  1998  quanto  già  sostenuto  nella  monografia  sul  talco  del  1987 circa l’esistenza di una sufficiente evidenza di carcinogenicità
per  l’uomo  del  talco  contenente  fibre  asbestiformi.
Nello  stesso 
documento viene riportato come uno studio caso-controllo abbia
suggerito un approssimato raddoppio del rischio di cancro ovarico
tra le donne che fanno uso perineale di talco
(WHO-IARC Mono-
graphs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Vol 42
“Talc”, 1987. Last updated 23 April 1998)
. La stessa IARC in una sua più recente monografia afferma come vi sia sufficiente evidenza per  un’associazione  causale  tra  esposizione  ad  amianto  e  cancro  ovarico (IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Carbon black, titanium dioxide and talc. Vol 93: 412-413, 2010).

Oncologi che si smuovono dichiarando, che è impossibile che il talco sia causa di tumore alle ovaie, da dove prendono le fonti di tale certe verità? Certamente il talco puro, pulito, forse non crea danni...( la lavorazione del talco, a prescindere dall'amainto, risulta estremamente pericolosa), ma quale certezza abbiamo che il talco utilizzato non sia contaminato? visto che troppo spesso sfuggono ai controlli? e viene permesso il commercio di prodotti esteri via internet e non solo?

Acquisti online o in bancarelle di mercato

Diciamolo chiaramente, quante non sono state tentate, soprattutto ragazzine, agli acquisti di cosmetici online, scovando magari il grande affare e risparmiando qualche euro rispetto alla "limiteted edition" del negozio?

Bisogna fare molta attenzione, perchè se è già molto difficile sbrogliarsi dalla truffa e dalle sostanze nocive nei prodotti in profumeria, online e nei mercati il rischio si quintuplica.

Il problema non è la ragazzina che acquista, il problema è in chi permette la vendita e finge controlli mettendosi al sicuro dietro leggi e fogli di carta, dando il via libera, chiudendo gli occhi, all'entrata di prodotti esteri con la vendita on line, oppure il permesso di vendita a banchi, di mercato o fiere, che hanno tutto fuori che prodotti controllati. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti originali, ma scaduti, fondi di magazzino conservati male, che possono scatenare reazioni allergiche. Generalmente sono trucchi di qualche anno fa (infatti non trovate mai le ultime uscite), esposti a fonti di calore; inoltre spesso non vengono utilizzate sostanze antibatteriche per produrli, perché troppo costose. Oltre a queste poi esistono i palesi falsi provenienti da lavorazioni non sicure, se non addirittura da paesi dove l'utilizzo dell'amianto è ammesso, vedi Cina.

Perchè i funzionari addetti, oltre a controllare se i banchi hanno pagato la tassa del posto ed emesso lo scontrino fiscale, non effettuano controlli sui prodotti venduti? I cosmetici da mercato  e tanti acquisti su ebay sono prodotti altamente tossici.
Di per sé sbrogliarci nell'INCI dei cosmetici non è facile, contengono per loro natura molte sostanze dannose per l'organismo, in primis gli interferenti endocrini, se poi aggiungiamo metalli pesanti, talco ed amianto penso che sia improponibile e ridicola qualsiasi dichiarazione ufficiale sullo stare tranquilli. Come sempre esistono le leggi che vietano la produzione, ma poi vengono lasciati entrare e commerciare liberamente dall'estero.

Leggi e approfondisci con gli articoli su interferenti endocrini, cosmetici di Lifeme.it

Il fatto che esista una legge non vuol esclude la sua presenza e più volte si sta riscontrando. Quindi cosa fare?

L'unica sicurezza è cercare di:

1. Non comprare prodotti cosmetici on line
2. Non comprare cosmetici nelle bancarelle o riviste di giornale
3. Attenzione alle etichette e paese di produzione
4. Optare per prodotti Talco free (senza talco).

Almeno per l'amianto in questo modo si può stare più sereni, per tutte le altre sostanze tossiche il problema è decisamente maggiore, poichè senza dubbio i cosmetici "migliori" con maggior effetto coprente, splamabilità, etc.. hanno l'aggiunta di tutti additivi pericolosi come nanomateriali, interferenti endocrini, profumazioni, metalli pesanti.. che alla lunga, e talvolta anche nel breve periodo vanno ad interferire con il nostro sistema endocrino, metabolismo cellulare, sulla nostra salute.

Se poi il discorso si porta sui bambini è ancora più drammatico.

Alcune letture correlate

15 interferenti endocrini più pericolosi ATTENZIONE A COSA MANGIAMO,RESPIRIAMO,BEVIAMO E CI SPALMIAMO

PUBERTÀ PRECOCE E NON SOLO: INTERFERENTI ENDOCRINI SUGLI ADOLESCENTI

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Fonti principali:
http://www.ewg.org/enviroblog/2017/07/when-asbestos-found-tween-makeup-it-s-time-congress-acts#.WXWawSdLf8s
http://abc11.com/news/i-team-finds-asbestos-in-makeup/2213914/
https://www.fda.gov/cosmetics/productsingredients/ingredients/ucm293184.htm
http://areastampa.cosmeticaitalia.it/it/position-paper/2016/cosmetica-italia-rassicura-i-consumatori-il-talco-impiegato-nei-prodotti-cosmetici-e-sicuro/
http://www.abc-cosmetici.it/sotto-i-riflettori/talco-e-sicurezza/
http://www.grippa.org/html/allegati/QUAD00504.pdf
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18287871

2017/07/20

MANGIARE AD ORARI SBAGLIATI HA EFFETTI SUL PESO, IL TUO RITMO CICARDIANO, SULLO STATO DI SALUTE GENERALE



Oltre ad avere un forte impatto sul peso, gli scienziati ritengono che la tempistica, ovvero l'orario in cui vengono consumati i pasti, ha un forte impatto sulla durata e qualità della vita.


Un recente studio presso la UT Southwestern medical Center, su più gruppi campione, ha dimostrato come, consumando la stessa quantità di cibo solo il gruppo alimentato durante le ore di "attività" avesse perso peso.
Tradotto in comportamenti umani, questi studi suggeriscono che la dieta sarà efficace solo se le calorie sono consumate durante il giorno quando siamo svegli e attivi. Alimentarsi durante la notte è dannoso anche se si segue un'alimentazione corretta da un punto di vista calorico, questo quanto aggiunto dal dottor Joseph S. Takahashi, presidente di Neuroscienze a Peter O'Donnell Jr. Brain Institute del UT Southwestern e investigatore con l'Howard Hughes Medical Institute. Negli esseri umani, un’elevata assunzione di cibo durante la notte può portare a maggiori concentrazioni di glicogeno muscolare perché il glicogeno muscolare oscilla in base all’attività fisica e al consumo di carboidrati. Pertanto mangiare di notte, nelle ore sbagliate è correlato ad un aumento del grasso corporeo negli esseri umani.

Mangiare nelle ore sbagliate però non è solo questione di grasso e di aumento di peso, vuol dire andare ad ingerire alimenti quando il fuoco digestivo magari è basso, quindi si ha cattiva digestione,  malassorbimento, una formazione non corretta dei tessuti del corpo, e questo porta tossine, infiammazioni gastrointestinali, tossiemia, alterazione del sistema immunitario, alterazione della serotonina e tantissime patologie fisiche e mentali.


Oltre a mangiare un buon cibo è vitale che sia digeribile per noi, e la digeribilità lo determina l'equilibrio fra la nostra costituzione e mangiare nelle ore più giuste.

Diviene per questo importante non alterare il ritmo cicardiano, il rilascio di cortisolo, melatonina, e sapere quando mangiare anche durante le ore considerate di attività.

L'ayurveda, scienza milleniaria, che fornisce informazioni su tutta la nostra vita e come rimanere in salute, infatti divide l'intero ciclo del giorno in fasce, ognuna delle quali ha caratteristiche ben precise, che possono agevolare determinate attività del nostro corpo o peggiorarne altre. L'importante è stare in equilibrio.

Quante volte mangiare al giorno?

Esistono orari in cui è meglio mangiare ma quanto mangiare, cosa ingerire o se è possibile saltare il pasto dipende dalla costituzione del singolo individuo.
Non si possono dare regole uguali per tutti.

Chi è di costituzione Vata è bene che faccia almeno 5 pasti al giorno, poichè tende ad avere un consumo energetico molto alto e non è in grado di conservare l'energia prodotta. Vata tende sempre ad eccedere, quindi 5 pasti sono necessari, e possibilmente seguendo una regolarità negli orari dei pasti. Vata amerebbe anche digiunare ma non le fa bene. Importante ed essenziale è la prima colazione.

Chi è di costituzione Pitta bastano 3 pasti ma che vengano fatti. Saltare il pasto per Pitta è fattibile ma gli crea grande irritabilità.

Chi è di costituzione Kapha è l'unico dei tre dosha che potrebbe saltare anche la prima colazione, pranzo arrivando solo con il pasto della cena, senza grandi conseguenze. Ovviamente questo non è bene che diventi routine.

Quanto mangiare?


L’idea è  di comporre i pasti in modo tale da riempire il proprio stomaco per metà di cibo, per un quarto di liquidi e lasciare l’ultimo quarto vuoto. In questo modo il nostro corpo sarà in grado di digerire il pasto senza nessun problema.

Per sapere quali sono gli alimenti che ogni dosha dovrebbe prediligere, leggete le caratteristiche delle singole prakriti:

I 3 dosha: Vata Pitta e Kapha.

FAI IL TEST PER SAPERE CHE DOSHA SEI

A che ora mangiare?


Questa è la divisione della giornata secondo l'Ayurveda:

6.00-10.00 : energia Kapha
10.00-14.00: energia Pitta
14.00-18.00: energia Vata
18.00-22.00:  energia Kapha
22.00-2.00: energia Pitta
2.00-6.00: energia Vata

Prendendo in considerazione questi orari, l’Ayurveda da dei semplici consigli per la routine quotidiana:
  •     svegliarsi prima delle 6: se continuiamo a dormire dopo le 6 l’energia Kapha, ovvero l’energia più letargica e tranquilla, renderà difficile svegliarsi e prolungheremo troppo le ore di sonno. In particolare, se il nostro dosha dominante è Kapha e siamo quindi persone tendenzialmente pigre, dovremmo rispettare ancora più rigidamente questo consiglio. Se invece siamo persone Pitta, quindi iper attive, possiamo concederci un po’ più di tempo al letto la mattina
  •     mangiare il pasto principale tra le 10.00 e le 14.00: questo è il momento in cui l’energia Pitta del nostro fuoco digestivo è al suo massimo. Mangiare il pasto più nutriente della giornata in queste ore, significa riuscire a digerire al meglio ed assimilare i nutrienti contenuti nel cibo.
  •     cenare almeno tre ore prima di andare a dormire, consumando un pasto molto leggero
  •     andare a dormire prima delle 22.00, sfruttando l’energia Kapha di questo momento della giornata per rilassarci e calmarci.
Ovviamente il tutto bisogna conciliarlo anche con i ritmi di vita quindi possiamo riassumere:

COLAZIONE: h 6-10

Dopo aver svolto tutte le pratiche di pulizia e risveglio è bene fare colazione. Come potete leggere nella giornata tipo è importante alzarsi prima delle otto,  vicino alla fase Vata, per sentirsi più leggeri ed energetici.
Lettura correlata:AYURVEDA: UNA GIORNATA TIPO, ROUTINE QUOTIDIANA PER RIMANERE IN EQUILIBRIO
L'importanza della colazione è riconosciuta da sempre ma teniamo sempre presente l'individualità di cui abbiamo parlato prima. Ogni persona ha la sua costituzione, quindi le sue necessità. Attenzione, ad esempio, per i Kapha a non mangiare briosches, burri, torte, ecc...perchè , soprattutto tra le 6 e le 10 (orario kapha),  vi condizionerà con le sue caratteristiche: oltre magari a sentirvi pesanti, mangiando dolci potreste contribuire a creare maggiore adipe nel corpo e quindi ingrassare più facilmente. Meglio stare sul secco (fette biscottate, biscotti secchi e leggeri, ecc..)
Cosa è meglio mangiare al mattino, leggete il proprio dosha.

I 3 dosha: Vata Pitta e Kapha.

PRANZO: h. 12-13

L'ora del mezzogiorno è il momento fisicamente più attivo, a metà del primo periodo Pitta (h.10-14). Pitta è responsabile del metabolismo del cibo, della distribuzione dell'energia e, in generale, della massima efficienza fisica.

Questo primo ciclo termina con un altro periodo Vata che ha inizio alle 14 e termina alle 18.
Importante per qualsiasi costituzione, tempo e luogo è la condizione mentale con cui si affronta il momento del pranzo,della cena...l'atteggiamento mentale è importante per una corretta digestione.

Pranzare presto: a mezzogiorno o anche un po' prima; questo permette di usufruire pienamente della parte Pitta della giornata. Pitta alimenta agni, il fuoco digestivo, che a quell'ora raggiunge la massima efficacia. Perciò l'Ayurveda raccomanda di fare del pranzo il pasto più ricco della giornata. Durante il pranzo sarebbe meglio evitare di bere alcolici che favoriscono la sonnolenza e non aiutano a mantenere attivo il fuoco per digerire bene.
La migliore digestione avviene grazie all'acqua calda; evitare anche bibite, acqua o tè molto freddi.

Dopo pranzo: restate seduti 5 minuti in silenzio a tavola.

Ancora successivamente: fate una breve passeggiata (da 5 a 15 min) o un riposino di 5 minuti per aiutare il processo digestivo e dare stabilità a tutto l'organismo.
Dormire dopo pranzo non fa bene, fanno eccezione i bambini, le persone anziane e malate.. e nel periodo Vata delle stagioni (autunno-inverno)

CENA: h. 18-19

Con la sera inizia il secondo ciclo che ripete la stessa sequenza del precedente ma con una sfumatura diversa. La sera è rilassata e tranquilla come il primo mattino, ma il tramonto riconduce il corpo a una stabile condizione di riposo. Kapha è dunque incline all'inerzia.


Cena: Anche se il momento Kapha, tra le 18 e 19, non è l’ideale per la digestione, il nostro sistema di vita ci costringe a  consumare  il  pasto  serale  in  queste  ore:  sono  da preferire  cibi  leggeri  che  saziano  senza
appesantire e bisogna fare il possibile perché l’ora della cena non si protragga oltre le 20.30
E dato che Pitta non si farà vivo per digerire la cena fino alle 22, non conviene mettere troppo carburante nell'organismo.
E' soltanto nel pomeriggio che si ha il maggior potere digestivo, il che dà modo di avere una digestione completa, cosa per l'Ayurveda molto importante al fine di non produrre tossine. Ricordatevi di osservare questa regola del non mangiare troppo soprattutto se siete un tipo Kapha e avete più difficoltà a smaltire rispetto agli altri dosha. Potreste tentare con dei cereali caldi, pane tostato, tè alle erbe e frutta fresca.
In ogni caso è consigliabile un pò per tutti cercare di fare una cena meno abbondante rispetto al pranzo.
L'Ayurveda sconsiglia decisamente di consumare cibi fermentati alla sera: formaggi, yogurt, panna acida perchè aumentano Kapha nel corpo appesantendolo, e la carne rossa perchè difficile da digerire.
Come per il pranzo l'alcol è sconsigliato, ma al limite la regola fondamentale è di non berlo mai da solo e/o ghiacciato.

Dopo cena: breve passeggiata per stimolare la digestione e preparare il corpo alla tranquillità. Proseguite leggendo, ascoltando musica o chiaccherando.

Evitate di guardare film d'azione o cruenti a tarda notte perchè prima di andare a letto non va bene avere troppi stimoli.

CURARSI,MANTENERSI IN SALUTE SECONDO L'AYURVEDA Parte 1

2017/07/18

SOSTANZE TOSSICHE IN GRAVIDANZA: DALLA MADRE AL FETO E OLTRE, ANCHE NIPOTI E PRONIPOTI



Gli effetti nocivi di alcune sostanze chimiche possono essere tramandate non solo ai figli, ma anche ai nipoti e pronipoti, secondo un nuovo rapporto EWG sulla tossicità transgenerazionale.

L'impatto delle sostanze chimiche tossiche sulle generazioni di figli senza l'esposizione diretta al contaminante è conosciuto come un effetto transgenerazionale. Le ricerche sono solo all'inizio, ma nuovi studi suggeriscono che le esposizioni a breve termine verso alcune sostanze chimiche durante la gravidanza può causare danni al sistema riproduttivo, alterare il peso corporeo, e anche aumentare il rischio di cancro per pronipoti.



La nuova scienza, l'epigenetica

“La nuova scienza suggerisce che l'esposizione ai contaminanti durante la gravidanza può avere un impatto sulla salute decenni più tardi”, ha riportato  EWG Senior Analyst Sonya Lunder, autore del rapporto. “Abbiamo bisogno di sapere di più su questo fenomeno, al fine di proteggere i nostri figli e pronipoti dagli effetti di inquinanti nocivi. ”


 
Cosa è l'epigenetica?  → COSA È L' EPIGENETICA: COME PENSIERI, EMOZIONI, L' AMBIENTE, INFLUENZANO LE NOSTRE CELLULE

Innovative ricerche, quelle condotte da Mohan Manikkam e Michael Skinner della Washington State University di Pullman, che hanno contribuito a stabilire il principio della tossicità transgenerazionale. In uno studio, i ricercatori hanno testato gli effetti transgenerazionali di miscele chimiche a cui le persone sono comunemente esposte a nella vita quotidiana, tra cui repellenti per insetti, additivi per materie plastiche e il carburante degli aerei. Dopo aver esposto ratte gravide, hanno allevato tre generazioni successive di animali senza esposizione ai contaminanti.

Nonostante nessuna esposizione diretta alle sostanze chimiche, i ratti di terza generazione avevano danneggiato i sistemi riproduttivi. Le femmine hanno avuto un esordio più precoce della pubertà e meno uova non sviluppate nelle loro ovaie. I ratti maschi avevano più alti livelli di spermatozoi morti.

Le ricerche su uomo sono ancora poche, ma questi dati confermano l'urgenza e l'importanza di approfondire questi rischi e far luce su varie tendenze sanitarie  tra cui l'infertilità, obesità, e persino il cancro.

Questo è un punto importante non solo per le generazioni future, ma anche per capire, parte, del dramma che stiamo vivendo oggi.
Se pensiamo bene intorno agli anni settanta il contatto con alcune sostanze chimiche era talmente alto che oggi farebbe rabbrividire, nonostante tutto.
Ai bambini veniva spruzzato persino in testa il DDT!

Tanti fattori che vanno a determinare chi siamo e come stiamo.
Il trasmesso e le nostra azioni. Niente di nuovo, ma si spera che arrivi a generazioni con maggior consapevolezza e quindi l'azione sul presente sia quella di cambiamento.

Tutto può essere imposto, ma l'ago della bilancia la fa sempre la nostra Intelligenza, la nostra capacità discriminante, espandiamola ed agiamo.

Fonte principale
http://www.ewg.org/release/report-some-chemicals-may-alter-gene-function-several-generations#.WW2iSydLf8s


2017/07/15

VENETO 2017: RIMANE ALTA L' EMERGENZA TOSSICITÀ PFAS NELL'ACQUA POTABILE



Si tratta di un’emergenza ambientale senza precedenti, almeno per l’Italia, che sta interessando una vasta zona del Veneto, abitata da più di 350 mila persone. I fiumi e l’acqua potabile di numerosi comuni sono ancora  inquinati da PFAS, sostanze chimiche di sintesi pericolose per l’ambiente e per l’uomo. Gli anni passano e la situazione non cambia.

Migliaia di cittadini continuano a convivere quotidianamente con acqua potabile contaminata da PFAS, e a pagarne le conseguenze sulla propria pelle.
Con questa scritta umana di 500 metri, un centinaio di cittadini dei comuni più colpiti dall'inquinamento, insieme ai volontari di Greenpeace, hanno voluto mandare un messaggio forte e chiaro alla Regione Veneto.


I valori nel sangue sono allarmanti, ma la parola d'ordine è niente allarmismo
Di recente: 15enne con valori superiori a 35 volte i limiti
I primi test sugli adolescenti ordinati dalla Regione per verificare l’esposizione ai composti chimici hanno dato, in alcuni casi, risultati molto alti. L’asl rassicura: “faremo altri controlli ma niente allarmismi”.Una parola fin troppo semplice, spesso usata a dovere per nascondere incompetenza o interessi maggiori che non possono essere saputi.

Non fare allarmismo... forse sarebbe opportuno farlo e forse non sarebbe abbastanza, visto che come rivela Greenpeace non tutte le fonti di contaminazione sono state individuate.

Questi composti possono causare seri danni al sistema riproduttivo e ormonale e alcuni sono collegati a numerose patologie gravi come il cancro. I PFAS fanno parte del più ampio gruppo dei PFC (composti poli-­‐ e per-­‐fluorurati), sostanze di cui Greenpeace chiede l’eliminazione sin dal 2011 con la campagna Detox.

I risultati di analisi chimiche effettuate da Greenpeace su questi campioni, raccolti nelle vicinanze di scarichi industriali (pubblicati a marzo 2017), evidenziano non solo che l’inquinamento è tutt’ora in atto ma che non tutte le fonti di contaminazione sono state individuate.  In tutti i campioni analizzati da Greenpeace, dallo scarico del collettore ARICA nel fiume Fratta, a quello in prossimità del depuratore del distretto conciario di Arzignano fino alle acque di scarico raccolte nelle vicinanze di alcune aziende (sia tessili che conciarie) è stata riscontrata la presenza di PFAS. Confrontando i risultati dei campionamenti di Greenpeace con i dati ARPAV (Agenzia Regionale per la Protezione e Prevenzione Ambientale del Veneto), relativi ad acque superficiali o di falda nelle immediate vicinanze, è emerso che, almeno per alcuni PFAS, la concentrazione era più alta rispetto alla contaminazione di fondo (acque sotterranee o superficiali).


Nello scarico del collettore ARICA i risultati hanno mostrato alte concentrazioni elevate di PFAS e in particolare di un composto(6:2 FTS) non ancora individuato nelle analisi delle autorità locali. Relativamente al distretto conciario di Arzignano, i risultati hanno evidenziato elevate concentrazioni di PFAS e, per almeno tre composti (PFBS, PFBA e PFHxA), le concentrazioni erano più elevate rispetto alle acque sotterranee circostanti indicandola presenza di altre fonti di contaminazione nel distretto di Arzignano. Anche i campioni raccolti all’altezza dell’azienda tessile Marzotto SPA di Valdagno, hanno rivelato la presenza di PFAS, seppur in concentrazioni molto più basse rispetto ad aree del Veneto più inquinate, indicando comunque il possibile utilizzo di PFAS in lavorazioni industriali nelle immediate vicinanze, ovvero in zone non ancora prese in esame dalle autorità regionali.

Ricordiamo

Nel 2013 una ricerca sperimentale su potenziali inquinanti “emergenti”, effettuata nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani dal CNR e dal Ministero dell’Ambiente, ha segnalato la presenza anche in Italia di sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili.

Distribuzione dei PFAS nelle acque italiane: i risultati del progetto. IRSA-CNR, Polesello

Uno studio pubblicato dal Ministero dell’Ambiente nel 2013 ha mostrato la presenza di PFC nelle acque superficiali e potabili in una vasta area della Regione Veneto. L’area interessata dalla contaminazione, estesa per circa 150 chilometri quadrati, ricade nelle provincie di Vicenza, Padova e Verona e le persone potenzialmente esposte alla contaminazione sono tra 350 e 400 mila.

Nel maggio 2015 la Regione Veneto, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, ha annunciato il lancio di un programma di monitoraggio biologico su oltre 600 persone residenti in 14 comuni al fine di valutarne il grado di esposizione a PFC tramite l’analisi di campioni di sangue.

I risultati preliminari hanno mostrato nelle persone maggiormente esposte valori nel siero fino a 754,5 ng/g (concentrazione mediana 74,21 ng/g) per il PFOA, fino a 70,27 ng/g (concentrazione mediana 12,0 ng/g) per il PFOS e fino a 14,41 ng/g (concentrazione mediana 0,75 ng/g) per gli altri PFC.
Queste concentrazioni risultano fino a 20 e 1,9 volte più alte, rispettivamente peril PFOA eil PFOS, se confrontate con quelle riscontrate in popolazioni italiane non esposte alla contaminazione da PFC(concentrazione media di PFOA e PFOS rispettivamente di 3,59 ng/g e 6,31 ng/g).

Per approfondimenti:
INQUINAMENTO DA PFC IN VENETO, NUOVO RAPPORTO, COME ENTRANO NELL'ORGANISMO.

TEFLON,PFOA, PENTOLE ANTIADERENTI SONO DANNOSE? FACCIAMO CHIAREZZA

PFAS IN VENETO:INQUINAMENTO SOTTO CONTROLLO?

Pdf scaricabile ultimi rilevamenti di Greenpeace marzo 2017


Campagne Detox di Greenpeace hanno dimostrano che i PFC e i PFAS possono essere sostituiti con alternative più sicure per l’ambiente e per l’uomo. Gli standard Detox, che prevedono tra l’altro l’eliminazione di PFC e PFAS, sono stati infatti adottati da numerose aziende: dalle piccole aziende tessili del distretto di Prato a multinazionali come Gore Fabrics (produttore del famoso Gore-­‐Tex). È arrivato il momento anche per le realtà produttive venete, che utilizzano queste sostanze pericolose, di eliminarle immediatamente per non aggravare una situazione ambientale già gravissima che è all’origine di un’emergenza sanitaria senza precedenti.

Cosa sono?

I PFAS sono composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all'acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.
Come conseguenza dell’estensiva produzione e uso dei PFAS e delle loro caratteristiche chimiche questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative nell’ambiente e negli organismi viventi.
Nel 2006 l’Unione Europea ha introdotto restrizioni all’uso del PFOS, una delle molecole più diffuse tra i PFAS, da applicarsi a cura degli Stati membri.

Alcuni danni del PFOA

Oltre l’allarme destato dalle proprietà di persistenza dei PFC, questa loro capacità di bioaccumulo suscita preoccupazione in quanto, questi composti sono sospettati di esplicare tossicità su piante ed animali.

PFOS e PFOA, infatti, si sono dimostrati in grado di causare un’ampia gamma di effetti avversi, sia in studi di laboratorio, in vitro e in vivo, che in studi epidemiologici, e dunque il loro potenziale di bioaccumulo aumenterebbe la loro efficacia.

=→ Studio dell’influenza della contaminazione ambientale da PFOS e PFOA del Mar Mediterraneo sui prodotti della pesca

Anche l'Environmental Protection Agency (Epa) - agenzia Americana di protezione ambientale - ha accertato che una delle sostanze utilizzate nella produzione del teflon - l'acido perfluoroctanico (PFOA) - permane nel sangue per 4 anni.  I danni accertati e denunciati sono al fegato e all'apparato riproduttivo, oltre che per la gravidanza e per i feti, dato che i residui di questo materiale sono stati individuati nei cordoni ombelicali e nel sangue delle donne in attesa di un figlio, nel latte durante l'allattamento. Gli scarichi industriali di PFOA possono provocare l'accumulo della sostanza tossica nelle falde acquifere, con contaminazione delle acque potabili. Il PFOA è ritenuto una sostanza  cancerogena per gli esseri umani.



Il territorio interessato dalla presenza di PFAS monitorato dall'ARPAV


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http://www.greenpeace.org/italy/stop-pfas-veneto/

Firma la nostra petizione per chiedere alla Regione Veneto di individuare e fermare tutti gli scarichi di PFAS nelle aree colpite dalla contaminazione, e di abbassare i limiti di PFAS consentiti nelle acque potabili.