AGRICOLTURA BIOLOGICA: il Sikkim in India è il primo paese 100% BIO, QUINDI È FATTIBILE?

Il 5° paese al mondo ad avere campi destinati alla produzione OGM, l’India, (cotone) si sta avviando alla trasformazione, per diventare una nazione completamente organica.

Nel 2016 l’ISAAA (Servizio Internazionale per l’Acquisizione di Agri-biotech Applications), favorevoli agli OGM e ONG finanziata in particolare dal gruppo statunitense Monsanto, ha pubblicato annualmente il suo sondaggio:

Gli Stati Uniti restano in prima linea dei paesi con GM 72,9 milioni di ettari, seguita dal Brasile (49,1), Argentina (23,8), Canada ( 11.6) e l’India (10,8). A questi cinque paesi rappresentano il 91% della superficie totale delle piantagioni geneticamente modificate. In Europa, le superfici sono aumentate del 17% rispetto al 2015, pari a 136 363 ettari di mais MON 81, commercializzato dalla Monsanto. 

Toccando il fondo si può solo che risalire…alcuni lo fanno.

Così, finalmente, dal 2014 il governo indiano ha lanciato il suo piano rivoluzionario.

Rastriya Krishi Vikas Yojana (Programma nazionale per lo sviluppo agricolo)  un modo per incoraggiare l’agricoltura biologica e diminuire la dipendenza dagli agenti chimici. Nel gennaio del 2015, lo stato di Sikkim è stato dichiarato come il primo stato organico al 100% del paese. Sikkim produce 800.000 tonnellate di prodotti biologici privi di pesticidi nocivi, fertilizzanti chimici e tossici OGM – che rappresentano circa il 65% dei rendimenti totali di prodotti biologici indiani. La decisione di abolire gradualmente l’uso di fertilizzanti chimici è stata presa per salvaguardare la salute di persone e ambiente e per proteggere gli ecosistemi a rischio.

La correlazione tra alcuni tipi di malattie e l’uso agricolo di pesticidi è infatti supportata da sempre maggiori evidenze scientifiche, ma un episodio di cronaca ha segnato il punto di non ritorno per lo stato indiano: la morte di alcuni uccelli e topi nei campi dell’Assam, una regione del Sikkim dove erano utilizzate larghe quantità di diserbanti ed altri prodotti chimici. Se quello era l’effetto sugli animali esposti a tali sostanze, quali le ripercussioni sugli uomini?

Non solo lo Sikkim

Lo stato indiano occidentale del Rajasthan ha lanciato piani per dedicare migliaia di ettari di terreno per l’agricoltura organica, solo pochi mesi dopo. Il loro sforzo cerca di combattere la dilagante malnutrizione da proteina  e la pratica insostenibile di agricoltura a base di fertilizzanti chimici.
Anche un altro Stato indiano occidentale cerca  di aderire. Il Goa ha recentemente annunciato di voler ridurre l’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, cercando di andare al 100% di organico. Il Dipartimento di Stato dell’Agricoltura ha lanciato un piano di settore statale intitolato ‘Assistenza per l’utilizzo di input biologici da parte dell’agricoltore.

Ulhas Pai Kakode, Direttore dell’Agricoltura, ha commentato: ‘Questo è il primo passo che abbiamo preso in direzione dell’agricoltura biologica nello Stato. Speriamo che sempre più agricoltori adottino la pratica dell’agricoltura biologica dopo aver appreso questo schema. ”

Sotto questo nuovo piano, gli agricoltori possono ricevere assistenza significativa dal governo quando si tratta di ottenere importazioni agricole biologiche, come fertilizzanti organici e bio-pesticidi. Fino al 50% della scheda verrà presa dal governo statale.

L’agricoltura biologica non è nulla di nuovo

Si tratta semplicemente di una pratica antichissima ma abbandonata per voler soddisfare le richieste di un mercato indotto.

Ripartire da zero è possibile

Nel Sikkim, sul fronte legislativo si è dovuto partire da zero in quanto non esisteva nello Stato, e più in generale in India, una normativa orientata in tal senso. A partire dal 2003 sono state dunque emanate una serie di leggi sempre più restrittive che hanno prima limitato e poi totalmente vietato l’uso di sostanze chimiche nei processi agricolo-produttivi a favore di fertilizzanti naturali.

Parallelamente risorse finanziarie sono state indirizzate sia alla ricerca che alla formazione degli agricoltori. Era necessario perfezionare e promuovere le tecniche tradizionali di concimazione e di coltivazione, che prevedessero non solo l’uso di fertilizzanti e insetticidi naturali (come il compost e le trappole a feromone per neutralizzare i moscerini della frutta), ma anche un miglior utilizzo dei terreni: accorgimenti quali rotazione delle coltivazioni e selezione accurata delle piante consentono infatti un uso più razionale e produttivo del suolo, impedendone lo sfruttamento intensivo. Una delle prime operazioni effettuata è stata quella di convertire due aziende agricole del governo, una a sud e una ad est del paese, in centri di eccellenza dell’agricoltura biologica. Successivamente sono stati attivati corsi di formazione e workshop per gli agricoltori che, oltre ad essere totalmente inconsapevoli dei benefici di tale tipo di produzione su popolazione ed ambiente, non erano a conoscenza dei principi e delle tecniche di “organic farming”.

Sono stati infine condotti attenti studi di settore che hanno portato all’individuazione di 5 prodotti dall’elevato potenziale per il mercato biologico: curcuma, zenzero, peperoncini, mais e senape.

Aumento di produzione biologica per aumento di domanda biologica

Nella smania di voler giudicare chi ha il coraggio di cambiare, e quindi voler gettar sporco, spesso non ci si accorge che se il processo di trasformazione è sano, tutte le sue motivazioni avranno lo stesso seme.
Si legge infatti che “Il recente rilancio dell’agricoltura biologica in India è dovuta in gran parte alla crescente domanda di prodotti biologici nelle nazioni occidentali”, quasi a voler sminuire il cambiamento, non evidenziare la presa di consapevolezza dei danni causati dagli OGM, e pesticidi.

Seppur possa sembrare una scelta basata non su principi di consapevolezza è sicuramente un traguardo importante, poiché fa comprendere quanto NOI ed il nostro potere d’acquisto possiamo influenzare il mercato.
Noi con le nostre scelte, noi con i nostri no.

Il mercato alimentare e della fibra biologica sta crescendo ad un ritmo incredibilmente rapido, con alcune stime che suggeriscono che toccano il 25-30%. Uno studio condotto da ASSOCHAM, Camere associate di commercio e industria dell’India, suggerisce che il mercato alimentare biologico in India raggiungerà $ 1. 36 miliardi entro l’anno 2020.

La crescita esponenziale del mercato biologico ha portato anche i produttori di alimenti negli Stati Uniti a pagare i loro agricoltori per passare alle pratiche organiche. Solo negli Stati Uniti, le vendite sul mercato organico sono aumentate di circa l’11 per cento – raggiungendo un enorme $ 43. 3 miliardi l’anno scorso – pari a circa quattro volte la crescita delle vendite di prodotti alimentari, in generale. (Anche se il discorso per gli USA è differente, in quanto la politica portata avanti è quella degli OGM ritenuti al pari degli organici, senza bisogno di etichettatura..)

Lettura correlata: ETICHETTATURA OGM: DARK ACT ,OGM E CIBO NATURALE VENGONO EQUIPARATI.

.. cosa ha determinato il cambiamento della domanda di acquisto?
LA CONSAPEVOLEZZA.
Poiché senza l’aumento di coscienza della salute e dei cambiamenti più sani dello stile di vita non vi sarebbe stata la crescita  nella domanda di alimenti biologici.

La grande spina del fianco agli OGM: Vandana Shiva

Come ultima suggestione, e motivo di riflessione, estrapolo una delle risposte che Vandana Shiva, leader del movimento mondiale contro gli organismi geneticamente modificati, ha rilasciato contro le accuse fattele dal New Yorker

Altra accusa: la sua campagna ignora che il cotone Bt (con il Bacillus thuringiensis) abbia migliorato la condizione dei contadini indiani, ridotto l’uso di pesticidi e quindi le malattie dei coltivatori. Inoltre quell’epidemia di suicidi che lei denuncia sarebbe un falso: la percentuale tra i contadini indiani che coltivano Ogm sarebbe inferiore rispetto ad altre categorie sociali.
“Specter non ha fatto una vera ricognizione sul campo, non si è spinto nella regione cotoniera del Maharashtra. Altrimenti avrebbe saputo di Shankar Raut e Tatyaji Varlu, del villaggio di Varud, suicidi dopo il disastroso raccolto di cotone Bt. E tanti casi come questi. L’argomento che i contadini si suicidano per i debiti, e non per gli Ogm, è specioso. Gli agenti della Monsanto che vendono semenze Ogm, fertilizzanti e pesticidi, sono gli stessi che fanno il credito. Il contadino prima si indebita per le semenze di cotone, poi scopre di dover comprare più fertilizzanti e pesticidi e s’indebita ancora. Il bacillo del cotone Bt perde efficacia, le dosi di pesticidi aumentano, i debiti pure. È questo ciclo di alti costi, escalation nei prodotti chimici, la trappola del debito che spinge al suicidio”.

Vi consiglio la lettura di questi due articoli uno per capire chi sta dietro al gioco ed il secondo per capire che il problema non è solo nell’OGM.


Il Sikkim come modello

Dopo un processo graduale, lungo e complesso, le autorità del piccolo stato indiano si augurano che il Sikkim sia da esempio per l’India e per il resto del mondo. Per questo il 18 gennaio 2016 il Primo Ministro ha lanciato una sfida alle altre regioni dell’India ovvero selezionare un distretto o un gruppo di 100/150 villaggi strategici per il settore agricolo e cominciare il graduale ritorno alla coltivazione tradizionale, senza pesticidi né OGM. Se l’esperimento avrà successo allora, secondo il Primo Ministro, si genererà un effetto domino e automaticamente anche altri stati intraprenderanno lo stesso percorso: “gli agricoltori non possono essere influenzati attraverso conferenze e letture di scienziati. Per loro vale il vedere per credere”.

Comunque sia, fra l’aumento di consapevolezza e la spinta motivazionale della DOMANDA di mercato, L’INDIA HA DECISO DI FARE LO SWITCH.

Perchè non raccogliere la sfida, il suggerimento… anche noi?.. forse perchè da noi abbiamo ancora questo atteggiamento:

“Purtroppo” – ha dichiarato Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec, Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica – “la decisione del governo italiano di proibire nel nostro Paese la coltivazione di organismi geneticamente modificati, insieme alle modifiche che l’Unione europea si accinge ad approvare in materia di autorizzazione alla coltivazione, ci allontanano dal mondo e privano la nostra agricoltura di una leva di innovazione fondamentale per competere nei mercati internazionali”.

Il neo del biologico sta nell’onesta

In realtà vi è sostanzialmente un unico neo al biologico in Europa, la certificazione dei marchio BIO.

Il Reg. (CE) 834/2007 dà la possibilità ai singoli Stati Membri di organizzare il sistema di controllo della produzione dei prodotti biologici affidandolo ad organismi privati o ad organismi pubblici, o di fare ricorso a sistemi misti.
A livello comunitario, i singoli Stati Membri hanno organizzato il sistema di controllo seguendo tre differenti tipologie:

  • sistema di controllo affidato ad organismi privati, presente in: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Regno Unito;
  • sistema di controllo affidato ad autorità pubbliche, presente in: Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Olanda;
  • sistema di controllo affidato sia ad autorità pubbliche che ad organismi privati, presente in: Lussemburgo, Malta, Polonia, Spagna.

In Italia si è scelto dunque di affidare l’attività di controllo agli organismi di controllo privati (ODC)
Questo è infatti il punto debole dell’ingranaggio, chi paga gli enti di certificazione sono le stesse aziende. Il controllato paga il controllore con una quota annuale e con una percentuale sulle vendite. E’ cosi’ in tutta Europa, ad esclusione di un paio di nazioni come abbiamo visto.
In Italia, ad esempio, ci sono 20 Enti certificatori autorizzati (5 dei quali autorizzati ad operare nella sola Provincia autonoma di Bolzano).

Prosegui la lettura in: IL BIOLOGICO ESISTE?E’ DAVVERO PIU SANO?

“Perdere la pazienza significa perdere la battaglia”.
Continuiamo a crederci e lottare.

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Alcune fonti:
http://www.naturalnews.com/2016-12-15-indian-state-will-pay-farmers-to-go-100-organic-and-gmo-free.html

http://www.isaaa.org/resources/publications/briefs/49/executivesummary/default.asp
https://www.goodplanet.info/actualite/2017/05/11/2016-cultures-ogm-reparties-a-lassaut-de-planete/
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2015/agricoltura/Pesticides_and_our_Health_ITA.pdf

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