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2017/04/27

IL PROFONDO LEGAME FRA ANCHE STRETTE ED EMOZIONI. PERCHÉ È IMPORTANTE SBLOCCARLE.

I fianchi sono emotivamente carichi, un posto dove conserviamo alcune delle nostre più profonde vulnerabilità.



Possiamo riassumere in 6 punti principali cosa vuole trasmetterci la rigidità del bacino e fianchi stretti:

1. Paura del futuro.   
Per la metamedicina le anche rappresentano la determinazione di andare avanti, la loro contrattura, chiusura , dolore, è spesso indice di indecisione, una parte di noi vuole andare avanti, l'altra ha paura e frena.


2. Paura delle relazioni.   
I fianchi sono anche un luogo dove conserviamo i rapporti, di ogni genere. Soprattutto sono collegati alle nostre relazioni romantiche, quindi paura di lasciarsi andare, innamorarsi.. ma conservano anche i rapporti di lavoro, quindi la contrattura può essere legata a tensioni, paura di metterci in gioco, di relazionarci sul lavoro.

3.Trauma emotivo o fisico.
Spesso i fianchi stretti e contratti sono la risposta ad un trauma, una violenza o un parto difficile. L'energia negativa, che ne consegue, viene spesso archiviata in questa zona del corpo.
 
4. Bacino e chakra.     
Nel bacino si trova  il secondo chakra, Svadhisthana. Il secondo chakra è legato alla sessualità, desiderio, piacere e la procreazione. Quando il secondo chakra è bloccato ostacola la nostra capacità di lasciarsi andare e lasciar fluire. Avrete notato, cercando l'apertura profonda delle anche, che il corpo reagisce istintivamente con una chiusura, con il trattenere..  

5.Ancorati al passato.      
Mentre la parte anteriore dei fianchi indicano una paura del futuro, la parte posteriore dei fianchi è legata al passato e la nostra incapacità di lasciarlo andare.
6. Incapacità di amare se stessi.      
Anche come sede delle relazioni e quella con noi stessi è la più importante che abbiamo. Colei che racchiude tutti i punti precedenti.  

IL PROFONDO LEGAME FRA ANCHE STRETTE ED EMOZIONI.
PERCHÈ È IMPORTANTE SBLOCCARLE.

Per riuscire a comprendere perchè le anche sono depositarie delle nostre emozioni, bacino di accumulo del nostro stress, dobbiamo considerare l'aspetto fisiologico e biochimico. Nel bacino è dove il nostro sistema periferico, coinvolto nella stimolazione della risposta emotiva oltre ad altre funzioni, si connette per permetterci la sopravvivenza nei momenti di stress emotivo.
È nel bacino che lo psoas arriva e parte. Lo psoas è l'unico muscolo che connette la colonna vertebrale alle gambe, ed è direttamente connesso al sistema nervoso centrale, che attraversa la colonna vertebrale fino al cervello. Lo psoas è inoltre connesso al diaframma tramite la fascia (tessuto fibroso): vediamo quindi come questo muscolo sia importante anche nell’attività respiratoria.

Quindi cosa accede quando arriva la risposta allo stress, il famoso attacca, fuggi o congela? Tante sono le attivazioni e blocchi che si attivano con effetto a cascata nel momento che lo stress si attiva, fra cui una forte energia necessaria alla fuga o attacco. Le anche sono sorrette dai muscoli più forti del nostro corpo, al fine di sostenere, in un istante, tutta l'energia necessaria ad attivare la risposta cinetica.

Quindi le nostre gambe dovrebbero essere pronte, cineticamente, ad una risposta, in realtà oggi giorno sono rari i casi in cui possiamo esprime questa potenza, poiché dobbiamo reagire da uomini civili.. La rigidità che spesso incontriamo nelle anche è spesso dovuta all’incapacità di rilassamento dei muscoli, che giorno dopo giorno mantengono ingabbiato lo stress sotto forma di contrazione.

Stress cronico, quindi, che non permettendo una disattivazione del simpatico, caduta di adrenalina, cortisolo,.. mantiene in stato di contrattura i muscoli del bacino, i quali pensando sempre di dover reagire, e rimangono perennemente attivi.


La contrattura muscolare è diffusa in tutto il corpo, ma nel bacino la presenza dello psoas fa la differenza.

Cosa accade nell’addome quando proviamo una forte emozione?


L'ileopsoas si contrae


Quando proviamo una emozione intensa a livello addominale avviene una contrazione che accorcia l’ileopsoas e porta a contrarre, a scopo protettivo, questa zona. Possiamo richiamare a noi l'immagine della posizione che assumiamo durante i crampi: le gambe si accorciano verso il corpo, l’addome si indurisce, la schiena si curva. Se ci pensate è la famosa posizione "fetale" che si attiva fin dalla nascita. L'ileopsoas sia attiva ed impedisce così l'apertura.
Finito il pericolo, finiti i crampi, la muscolatura addominale torna flessibile, l’ileopsoas si allunga, la schiena si raddrizza e così anche le gambe (questo se abbiamo la capacità di far ridiscendere l'onda emotiva e fare lo switch dal simpatico al parasimpatico).

La repressione dell'emozione, del pianto, contrae il bacino


La  paura  è  un’emozione  molto  utile,  perché  la  paura  ci  salva  la  vita. La tristezza, anche lei è un'emozione fondamentale, come la rabbia, e vanno sempre lasciate sfogare. Queste situazioni ci causano una  contrazione  muscolare  che dal  bacino  sale verso l’addome, il plesso solare, il petto, il collo (nodo in gola), fino a quando sgorgano le  lacrime.  Prendiamo  coscienza  che  qualcosa  sta  terminando,  ci  liberiamo  dal dolore,  ed  eliminiamo  lo  stress.  Piangere  è  una  reazione  naturale  che  permette all’organismo di gestire gli shock.

Purtroppo nel vivere civile, e nel non sentirsi a proprio agio a vivere l'emozione, ci si dice "devo   calmarmi,   devo riprendermi,  devo  prendere  un tranquillante”,  per  lottare  contro  queste  reazioni.

Alexander Lowen scrive in  La spiritualità del corpo. L'armonia del corpo e della mente con la bioenergetica : "La repressione del pianto è una forza corrosiva che danneggia i nostri organi interni, specie l’intestino. Secondo me, coloro che soffrono di una forma di colite piangono interiormente per paura di piangere fuori.".

Leggi anche: PIANGERE FA BENE O SEGNO DI DEBOLEZZA? ECCO PERCHÈ L'UOMO PIANGE MENO DELLA DONNA

Reprimere l'emozione quindi crea una fossilizzazione dello stress, che si deposita nel nostro bacino insieme all'emozione trattenuta.

Leggi anche: EMOZIONI E PARTI DEL CORPO: MAPPE EMOTIVE PER CAPIRE LA MALATTIA


Il bacino accoglie l'intestino

Come sappiamo le emozioni sono veri fatti fisici.. e nel bacino abbiamo, oltre allo psoas un altro pattern di sfogo importante: l'intestino.

«La teoria dei due cervelli poggia su solide basi scientifiche» ci spiega Michael Gershon, della prestigiosa American academy of anatomists edautore del libro "Il secondo cervello". «Basti pensare che l'intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore.
Insomma, l'intestino è un vero e proprio secondo cervello. Non a caso le sue cellule producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del senso di benessere». Questo dialogo intestino cervello avviene attraverso il nervo vago.
Quindi, non possiamo pensare che ansia, preoccupazioni e stress non influenzino la produzione della flora batterica, la peristalsi, o che un'alterazione di questa non produca a cascata un'alterazione del nostro stato emotivo, il nostro tanto amato mood.


A tal proposito è molto interessante collegare i meridiani dell'intestino secondo la MTC (Medicina Tradizionale Cinese). I meridiani non sono collegati al bacino ma si diramano lungo le braccia sino al viso e collo come potete vedere nell'immagine, ma è interessante sapere come entrambi siano collegati alle emozioni.

Intestino ed emozioni per la MTC

Meridiano di Intestino Crasso

- Shou Yang Ming - da Areashiatsu




L'intestino grasso
ha come organo corrispondente i polmoni, sede delle emozioni antiche, quelle a cui ci ancoriamo e non lasciamo andare come tristezza, dolore, preoccupazioni.














Meridiano di IntestinoTenue

- Shou Yang Ming - da Areashiatsu



L'intestino tenue è collegato
al cuore, ovvero alla lucidità mentale, decisionale, al giudizio, alla capacità di scelta (per questo deve essere "vuoto", non riempito da emozioni bloccanti..).













Quando si ha un indebolimento dell'intestino, cosa accade nell’ambito del cervello più nobile, dove risiedono il pensiero, la mente, le emozioni? E quando le emozioni vengono trattenute, cosa accade alle nostre anche?


Respiro, psoas, anche ed emozioni

Già, il respiro è  sempre presente..

Tecnicamente quando lo psoas è contratto, la respirazione addominale profonda è compromessa: e sappiamo bene come il respiro sia, soprattutto nello Yoga, la chiave  di accesso al raggiungimento di uno stato di calma.
In particolare la respirazione addominale (nasale) è quella che permette al simpatico di calmarsi e lasciare spazio al sistema parasimpatico, con tutto il suo corredo neurale ed ormonale. Un bacino non bloccato permette una respirazione più piena e una sessualità più soddisfacente grazie ad un aumento della carica energetica, e se non è possibile lasciare il bacino libero, non è possibile nemmeno un pieno rilascio emotivo e sessuale.

http://www.lifeme.it/2016/12/come-respirare-correttamente-test-guida-passo-passo.html


Quando la pancia è piatta, non si asseconda il respiro

Concludo con questa ultima suggestione. Purtroppo il canone estetico attuale richiede una pancia piatta, possibilmente ben scolpita. Vero la fascia addominale del core è fondamentale ma la pancia piatta non asseconda il movimento del respiro, la parete addominale ha bisogno di espandersi ad ogni respiro.
Se quando respiriamo temiamo la pancia andremo a ipercompensare con la respirazione toracica che immobilizza il diaframma in dentro... il respiro è molto più corto e questo lancia un preciso input al nostro cervello rettiliano ed emotivo: siamo in stress e possibile pericolo. La respirazione corta sollecita l'affanno e queste sono le due condizioni base dello scappa-fuggi.. quindi il corpo si pone in assetto difesa sia da un punto di vista endocrino, ormonale, neurale.. fisico.

La vita sedentaria non aiuta

La vita sedentaria non aiuta, siamo anche sempre meno consoni a sederci per terra, aprire le anche.. questo fossilizza ancora di più sia da un punto di vista fisico sia emotivo. Perchè se è vero che le emozioni condizonano la postura, è vero anche che posture sbagliate condizionano la mente e le emozioni.

Lavorando sul corpo si fa un percorso a ritroso per arrivare alla nostra mente, alle nostre emozioni. Il corpo è colui che per primo esprime il nostro stato, la nostra risposta emotiva agli eventi, poi arriva il pensiero. Ricordiamo sempre che il nostro cervello emotivo (sistema limbico) impiega circa 15 millisecondi per attivare la risposta, la corteccia per rielaborare ne impiega 25. Questo significa che il corpo è il teatro delle nostre emozioni, prima che il pensiero capisca.. e le nostre anche sono un'importante valvola di sfogo.

Leggi anche: VITA SEDENTARIA: FATTORE DI RISCHIO DI MORTALITÀ, NECESSARIO IL CAMBIO DI POSIZIONE OGNI ORA.

Ridare mobilità alle anche vuol dire meccanicamente rilassare lo psoas, ossigenare l'intestino, tutti gli organi riproduttivi.. lavorare sul secondo chakra, se vogliamo parlare di energia.Tanto ci sarebbe da scrive ancora.


Ecco perché le posizioni che tendono ad aprire le anche diventano, soprattutto per noi occidentali, di grande importanza. Oltre a rendere la nostra postura più rilassata, il lavoro svolto su quest’area favorisce la respirazione e la risoluzione di emozioni che non vogliamo affrontare, o che magari abbiamo inconsapevolmente seppellito.

Scegliete il vostro motivo, l'importante è:

Sciogliere le emozioni, lasciar andare... e rendere le vostre anche libere

Sciogliere le vostre anche.. e rendere le emozioni libere, lasciando andare



Altre letture in

Yoga e Meditazione

























2017/04/21

COME EQUILIBRARE IL CORPO CON L'ARRIVO DELLA PRIVAVERA: YOGA, AYURVEDA



Cercare di vivere in sintonia con ciò che ci circonda è vitale, fra questo rientra la sintonia con le stagioni. Il nostro corpo è uno dei tanti membri della NATURA e come il clima, l'erba, le piante, gli animali, cambiano con il susseguirsi delle stagioni, anche il nostro corpo-mente lo fa, anche se non sempre lo percepiamo. Nel nostro organismo il cambiamento delle stagioni porta molto scompenso, in particolare bisogna prestare attenzione al passaggio fra estate-autunno ( di cui abbiamo parlato qui ) ed il passaggio inverno-primavera.

Nei cambi di stagione il nostro sistema linfatico, endocrino, l'umore, lo stato-psicofisico subiscono una importante trasformazione.
Se non impariamo a riconoscere i cambiamenti, e vivere in empatia con l'ambiente, rischiamo d'incorrere in una serie di fastidi, malesseri, patologie. Come dice l'ayurveda: la tempestività e la volontà di stare bene, rispettando ed amando la propria vita, è alla base del benessere!

Osserviamo quindi cosa cambia in primavera, cosa bisogna trasformare:

- alimentazione
- abitudini
- pratica di Yoga

La  primavera  suscita la  crescita,  l'energia  sale  e tutto  è  impegnato  a  seguire  questo  movimento  di salita. Tutto fiorisce intorno a noi, si colora.. ma tutto questo potente cambiamento, seppur preparatorio alla grande energia estiva, inizialmente può essere traumatico. All'inizio della primavera, ci si può sentire pesanti, fiacchi... ed è molto duro uscire dalla stagione invernale!

Sonnolenza,stanchezza, sono uno dei tanti sintomi della primavera in arrivo,il momento del risveglio, della messa in moto. Come mai avviene questo nel nostro corpo? La spiegazione a questo è dovuto al fatto che in questo ciclo di attivazione, il corpo si risveglia, i processi di disintossicazione sono più intensi del solito e se ci sono tante tossine in circolo si manifestano anche sintomi di stanchezza.
L’arrivo della primavera e l'eccesso di Kpaha

Le qualità relative alla primavera sono:

calore
umidità
morbidezza
untuosità

Il ruolo di Kapha
Diventa sempre più evidente il ruolo di questo dosha, quindi è importante comprendere a fondo le sue caratteristiche, per poterlo riequilibrare, e poter vivere un buon passaggio in primavera.

In inverno, la  temperatura  è  più  fredda  e  umida.  La  linfa  ridiscende,  gli  animali  si  preparano  all'ibernazione, fanno riserve di prodotti alimentari. Il corpo umano è un microcosmo immagine della natura e riflette  questi  cambiamenti.  Durante  l'inverno  le  giornate  si  accorciano  e    si  ha  la  tendenza  a rimanere di più al chiuso, a mangiare più pesante per riscaldarsi e a dormire di più. In  primavera,  occorre  abbassare  quest'eccesso  di  Kapha,  per  non  diventare  più  vulnerabili  alle allergie primaverili ed al freddo.

Kapha porta le qualità della terra e dell'acqua. Riportandolo al nostro corpo è responsabile  della  lubrificazione  delle  articolazioni, mantiene le mucose dei seni facciali, dei polmoni, dello stomaco, protette. Determina la dimensione, la forza e l'elasticità dei muscoli. Quando Kapha è equilibrato,  vi  è  forza,  calma  e  stabilità.  Quando Kapha è  in  squilibrio,  si  può  avere  sempre  voglia  di dormire, la mente è confusa o ci si sente depressi. Kapha comporta anche sinusiti, nausee, l’aumento di peso, della ritenzione d'acqua, un'impressione di pesantezza generalizzata...ecc..

Kapha, il cui principio è l'accumulo, aumenta durante l'inverno, ed è questo accumulo l'origine delle malattie all'arrivo della primavera. Quindi dobbiamo attivarsi per un suo importante riequilibrio.

Cosa dobbiamo riequilibrare?


Ricordarsi che Kapha è lento, quindi ogni cambiamento va eseguito nella lentezza e calma, in modo da permettere ai cambiamenti di radicarsi e manifestarsi.

Osserviamo cosa cambia in primavera, cosa bisogna trasformare:

- alimentazione
- ritmi
- pratica di Yoga

- Alleggerire l'alimentazione


Mentre durante l'inverno l'alimentazione deve essere tendenzialmente calda, ristorativa, evitando il crudo, secco, freddo, per placare Vata, durante la primavera la dieta deve volgere verso Kapha. Come vedremo per le asana, tutto viene indirizzato verso il processo di disintossicazione ed attivazione del sistema linfatico.

I cibi primaverili dovrebbero essere freschi, ricchi di energia vitale e come sempre facilmente digeribili affinché l'organismo possa avviare il processo di purificazione e costruire nel miglior modo possibile i suoi tessuti.

Diminuire quindi l'utilizzo di cibi conservati, frutta secca. Nuovamente largo spazio alle insalate fresche di stagione ed alle erbe spontanee.
Se non siete vegetariani va comunque moderato il consumo di carne, preferendo carne bianca, pesce, latte (sano). Preferire cotture brevi abbandonando lentamente i ricchi condimenti invernali.

Ovviamente tutto rispettando la propria individualità e costituzione.
Perché non tutti gli alimenti vanno bene per tutti e non alle stesse quantità, modalità.



Di seguito una breve tabella "indicativa" sull'alimentazione per calmare Kapha, quindi più appropriata durante il passaggio alla primavera.


DIETA KAPHA


Favorire: cibi leggeri, asciutti, caldi; sapori speziati, amari, astringenti.
Ridurre: cibi pesanti, oleosi, freddi; sapori dolci, acidi, salati.


RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE
Latticini: evitare formaggi stagionati; evitare o ridurre altri formaggi e yoghurt. Preferire latte scremano. Bollire sempre il latte e berlo caldo. Mai bere latte durante i pasti o insieme a cibi acidi o salati. Potete aggiungere un pizzico di curcuma o zenzero al latte intero prima di bollirlo.
Frutta: preferire i cibi più leggeri come mele e pere.
Ridurre i frutti pesanti come arance, banane, ananas, fichi, datteri, avocado, noci di cocco e meloni.
Dolcificanti:il miele va bene (mai scaldarlo oltre la temperatura corporea). Evitare tutti gli zuccheri.
Legumi:ceci, moong dhal (soia decorticata), lenticchie, piselli, soia.


Frutta secca:da evitare.


Cereali:in generale i cereali vanno bene, specialmente orzo e miglio.
Non mangiare tanto grano, orzo e avena.
Grassi:olio extra vergine d’oliva (in quantità moderata).
Spezie:tutte le spezie vanno bene, eccetto il sale.


Verdure:vanno tutte bene, eccetto pomodori, cetrioli, patate dolci e zucchine.


- Sane abitudini


Gli orari in cui Kapha aumenta sono dalle 6 alle 10 e dalle 18.00 alle 22.00, quindi attivarsi in questi orari è importante.  Quando  ci  è  possibile  alzarsi  presto  e  fare una passeggiata mattutina. Evitare  sieste  durante  la  giornata, poiché peggiora Kapha. Coricarsi  presto  (possibilmente  entro  le  22.00)  poiché  l'organismo  è  più  vulnerabile,  avendo accumulato Kapha in questo modo saremo facilitati nell’alzarsi presto al mattino.

- Massaggio

Altra importante abitudine da attivare durante la primavera è l'oleazione, Durante la doccia massaggiare per qualche minuto ASCELLE,LINGUINE E COLLO dove si concentrano i linfonodi. Una stimolazione quotidiana ne favorisce l’autopulitura. Ideale lavarsi con l'olio di sesamo. L'olio cattura le tossine.
Il massaggio della primavera è indirizzato in particolar modo alla zona del bacino, colui che raccoglie le emozioni, la nostra energia sessuale che va canalizzata.

- Pratica di Yoga

T. Krishnamacharya regolava l’insegnamento dello Yoga in funzione delle stagioni. Alcuni principi semplici dell’Ayurveda possono aiutare nella transizione dall’inverno alla primavera, non soltanto nell’adottare alcune norme di vita, come già abbiamo visto, ma adattando la propria pratica personale dello Yoga.

In primavera i punti su cui focalizzarsi sono:
  • Dotti linfatici e linfonodi
  • Tonsille
  • Timo
  • Milza
  • Midollo osseo.
e le parole chiave sono:
  • Stimolare
  • Attivare
  • Riscaldare
  • Alleggerire
  • Dare energia
  • Rimuovere
Vanno quindi preferite posizioni che privilegino l'aspetto Brimhana, che non significa più vigoroso, ma tonificazione e rafforzamento.
Praticate sequenze come

Utkatasana (posizione della  seggiola),
Virabhadrasana(la  posizione  del guerrierO),
Trikonasana(il triangolo) che aiutano la digestione.

Uno Yoga più Brimhana prevede posizioni in piedi che rafforzano  la zona  pelvica (importante da massaggiare durante la primavera)  e  le  cosce,
In primavera, infatti, sono utili tutte le posizioni che vanno ad attivare i muscoli soprattutto degli arti inferiori, poiché questi “strizzano” la linfa favorendone la circolazione ed eliminando i liquidi in eccesso. Utili anche le posizioni capovolte. La conseguenza diretta sarà la circolazione di Prànâ,  quindi  l'eliminazione  di Kapha. 

Creare del calore

Creare  del  calore  libera Kapha: si  migliora  la  mobilità  delle  articolazioni,  la  digestione,  come  pure  la circolazione ecc. Perchè questo accada occorre risvegliare Agni, (nello Yogacon Agni si intende il fuoco interiore.  E’  questa  energia  che  permette  la  digestione). L'eccesso  di Kapha conduce  ad  una  certa indolenza.  Si  ha  l'impressione  che  è  meglio  non  fare  nulla  ma,  è ricominciando  a  muoversi  che Prànâ si sblocca.

Altre asana indicate per equilibrare Kapha
sono infatti quelle che aprono il torace e lo stomaco, perchè queste sono le zone in cui kapha si accumula, possiamo citare:

Matsyasana (il pesce)
Dhanurasana (l'arco)
Sarvangasana (la posizione sulle spalle)


Setu Bandha Sarvangasana (Posizione del ponte)

il Rito del Suryanamaskar (saluto al sole)
Dovrebbero essere eseguite velocemente e nelle ore dalla giornata in cui domina kapha , dalle 6 alle 10, e dall 18 alle 22.
E' importante alternare rapidità e calma in modo da stimolare ed aprire il torace, seguire molti cicli di ogni sana. Le zone dei polmoni e reni sono quelle più soggette allo squilibrio kapha e quindi più deboli, quindi è bene svolgerle per poco tempo per non aggravare.

Alcune posizioni yoga utili le tovate in 10 ASANA PER DISINTOSSICARSI

- Pranajama

Una corretta respirazione e una struttura respiratoria libera da tensioni è determinante per una corretta eliminazione delle scorie. Vi suggerisco fra i tanti questo Pranajama specifico per disintossicarsi.

Praticare qualche Pranayama vigoroso come per esempio Kapalabhati, o insistendo su una breve inspirazione ed espirazione Bastrika per stimolare l'energia. Passare poi a Nadhi-Sodhana, un Pranayama equilibrante.

Primavera inoltrata...
Una volta che la primavera è avanzata e la temperatura   aumenta,   il   Dosha   Kapha diminuisce e il Dosha Pitta aumenta . Occorre allora adattare il regime alimentare per   il   Dosha   Pitta   e   questo   anche   per   quanto riguarda le asana.

Concludo con questo bellissimo mantra per la primavera indicato da Gabriella Cella:

"Possa io essere quel germoglio che l'energia della primavera alimenta".

 Leggi anche:
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2017/04/09

PERTURBATORI ENDOCRINI L'ENNESIMO INGANNO:USATI COME BIOCIDI, PER LA SANITÀ, NON SONO PIÙ DANNOSI

15 scienziati europei ed americani chiedono di porre fine al paradosso degli interferenti endocrini. Dannosi per l'uomo ma se usati in agricoltura non lo sono più. Ritardare queste definizioni e aggiungere delle clausole, e’ strumentalizzare la scienza.


Potremmo dire che "La definizione normativa strumentalizza la scienza".
In pratica ci troviamo nella condizione in cui gli Interferenti endocrini sono riconosciuti come gravemente dannosi per la salute umana, però... se li usiamo associando biocidi e pesticidi, allora non lo sono più. Visto che il fine è perturbare il sistema ormonale di insetti, roditori, anche se l'uomo ne entra comunque a contatto respirando durante la fumigazione, o mangiando bevendo.. tutto va bene perchè non sono più definiti interferenti endocrini ma biocidi. A tal proposito una quindicina di scienziati europei ed americani hanno chiesto, ai ministri europei della Sanita’, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, nonche’ al Commissario europeo alla Salute, attraverso una lettera aperta  pubblicata lo scorso 7 aprile, che sia approvata una definizione chiara ed indiscutibile dei perturbatori endocrini, quelle sostanze chimiche che interagiscono con il sistema ormonale.


Rémy Slama,
epidemiologo a l’Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm) di Grenoble (Francia) e presidente del consiglio scientifico del Programma nazionale francese di ricerca sui perturbatori endocrini, e’ uno di questi firmatari.

D. Lei ha gia’ inviato una lettera aperta a novembre del 2016 agli Stati membri per ricordare l’urgenza di rendere chiara la lista dei perturbatori endocrini, ma senza successo. Perche’ ripropone oggi questa iniziativa?
R. Una nuova tappa della discussione sulla definizione di perturbatori endocrini tra la Commissione europea e gli Stati membri si tiene venerdi’ 7 aprile a Bruxelles. I perturbatori endocrini associano i biocidi (alcuni insetticidi, prodotti per lottare contro i roditori, prodotti per la protezione del legno) e i pesticidi. Il problema e’ che nell’ambito dei precedenti negoziati a febbraio, una clausola e’ stata aggiunta. Essa indica che un biocida che si sarebbe sviluppato per perturbare il sistema ormonale di una specie, non sarebbe classificato come perturbatore endocrino.
E’ come se si domandasse agli industriali di sviluppare una sostanza per assorbire l’energia in un frigorifero, e che nel caso essa fosse liberata nell’atmosfera, non sarebbe classificata come gas ad effetto serra, col pretesto che questa proprietà la si desidera. Dal punto di vista scientifico, questo non ha alcun senso. Un perturbatore endocrino deve essere definito in funzione della sua azione sulla salute e sul sistema ormonale e non in funzione della finalità per la quale esso e’ stato sviluppato. Questa definizione non era stata accettata da una maggioranza degli Stati a febbraio, ma per quanto ne so, essa resta all’ordine del giorno.


D. Come spiegare che nonostante delle molto lunghe discussioni, il 28 Paesi dell’UE non sono sempre d’accordo su una definizione esatta dei perturbatori endocrini?
R. Il processo avrebbe dovuto essere il seguente: all’inizio, si identifica scientificamente il problema, poi si gestisce il problema politicamente. Ma nel caso dei perturbatori endocrini, la logica e’ stata capovolta. Dal 2009, la regolamentazione prevede le modalita’ di gestione di questi pesticidi e il loro divieto se essi contengono delle sostanze cancerogene o dei perturbatori endocrini… ma senza aver fornito la definizione legale di queste sostanze.

D. Perche’ questa assenza di definizione pone il problema?
R. Finche’ non si ha una definizione legale, non si puo’ stilare la lista ufficiale dei perturbatori endocrini. Il lavoro dei comitati di esperti che dovrebbero riorganizzare questi prodotti per favorirne la regolamentazione e, di fatto, complicato. Noi ci diamo da fare semplicemente per ottenere una definizione efficace e la piu’ vicina possibile allo stato della letteratura scientifica. Ritardare queste definizioni e aggiungere delle clausole, e’ strumentalizzare la scienza.
D. Lei deplora la lentezza dei negoziati europei. Tuttavia, l’Europa si e’ interessata da lungo tempo della materia…
R. I primi lavori sui perturbatori endocrini risalgono agli anni 1950 su delle popolazioni di uccelli intorni ai grandi laghi americani. La nozione di perturbatore endocrino con degli effetti sulla fauna e la salute umana, risalgono agli inizi degli anni 1990. L’Unione europea ha reagito molto rapidamente, come gia’ nel 1999, quando ha proposto una strategia sui perturbatori endocrini, poi li ha introdotti nella regolamentazione REACH del 2006 sui rischi legati alle sostanze chimiche. I perturbatori endocrini sono, per loro conto, stati considerati come sostanze ad un livello molto alto di preoccupazione, cosi’ come le sostanze cancerogene.
L’anno 2013 e’ stato la scadenza fissata dalle leggi sui biocidi e i pesticidi per stabilire dei criteri scientifici che definissero i perturbatori endocrini. Niente e’ stato fatto, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato la Commissione europea per mancanza di iniziativa nel 2015. A partire dall’estate del 2016, la Commissione ha proposto una serie di testi che sono dopo evoluti… I criteri scientifici fluttuano nel giro di settimane come i prezzi di un negoziato commerciale!

D. Quali sono veramente i pericoli legati ai perturbatori endocrini per l’organismo? E dove si trovano?
R. I perturbatori endocrini sono sostanze chimiche che alterano il funzionamento del sistema ormonale e inducono effetti sanitari su un organismo o sulla sua discendenza, o a livello della popolazione. Si trovano nei biocidi e pesticidi, quindi nella nostra alimentazione, nell’aria. Essi sono anche presenti in numerosi prodotti di consumo, come gli additivi di materie plastiche, i mobili e il materiale elettronico (e’ il caso dei ritardanti di fiamma).
Degli effetti comprovati sulla salute sono stati dimostrati. Il sistema endocrino ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del feto e poi, nell’adulto, nel mantenimento dei grandi equilibri. Delle perturbazioni in questo sistema possono portare a delle malformazioni congenite, al diabete. Ci sono rischi di cancro al seno o della prostata cosi’ come effetti sulla funziona cardiaca e, notoriamente nel caso di sostanze che perturbano l’asse tiroidea, sul sistema nervoso centrale: dei problemi cognitivi (diminuzione del quoziente intellettivo) o dei turbamenti del comportamento, si possono quindi manifestare.

D. Una volta che una definizione adeguata dei perturbatori endocrini sara’ stata adottata, che cosa succedera’?
R. Le agenzie europee potranno elaborare una lista di pesticidi e di biocidi riconosciuti come perturbatori endocrini da vietare. L’ordine di grandezza e’ molto approssimativo, ma dall’1 al 20% dei pesticidi attuali potrebbero esserne coinvolti, in base alla definizione adottata. Alcuni studi di epidemiologia stimano che il costo economico indotto dalla patologie dovute a queste sostanze chimiche, e’ nell’ordine di 100/200 miliardi di euro ogni anno nell’Unione europea. C’e’ chiaramente un costo sanitario ed economico.

(intervista di Fanny Guiné, pubblicata sul quotidiano le Monde del 08/04/2017)

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2017/04/07

PRIVAZIONE DEL SONNO O SONNO NON RISTORATORE: quali sono gli effetti sulla mente e sul corpo?




Chi non ha sperimentato, almeno per un piccolo periodo, il risveglio notturno, lo svegliarsi e sentirsi irritabile, stanco mentalmente, talvolta dolorante?

Questi sono solo una infinitesima frazione dei problemi di salute fisica e mentale, che si può incorrere, dalla deprivazione del sonno, oppure con un sonno di scarsa qualità.

Il sonno è uno pilastri fondamentali per la nostra salute, insieme al tipo di respirazione e di alimentazione. Un numero crescente di studi dimostra come  il ciclo di sonno-veglia  svolge un ruolo centrale in più processi, fondamentali per la salute.

Scarsa energia e cattivo umore sono solo la superficie dell'iceberg. Una deprivazione cronica del sonno o qualità scarsa cronica possono portare depressione, diabete, aumento di peso, danni al sistema immunitario, rischio di cancro.
Attraverso il sonno il corpo di rigenera, si ha uno switch off del sistema simpatico, un cambio della produzione ormonale, e cambio dell'attività neurale.
Purtroppo, la buona qualità del sonno non può avvenire naturalmente se remiamo contro, se manteniamo il corpo (inteso corpo mente) sempre in condizione di iper-vigilanza, sempre in stress, condizione di scappa fuggi.


Bombardati dall'inquinamento della luce artificiale, dallo stress, insufficiente esposizione alla luce naturale del sole, iper sollecitazione informativa (attraverso ogni senso), potrebbe diventare difficile raggiungere una naturale buona qualità di sonno, in pratica dormire bene quanto basta per rigenerare totalmte il corpo, sistema immunitario...

Uno studio recente, dall'Università Medica di Friburgo in Germania( University Medical Center Freiburg) sta svolgendo importanti ricerche per comprendere meglio la correlazione tra sonno e disturbi di salute. Anche se può sembrare un momento in cui il cervello è inattivo, in realtà, durante il sonno la mente continua la sua naturale tendenza, è sempre in azione.

La plasticità sinaptica può fornire una risposta sull'importanza del sonno.

I ricercatori, infatti hanno studiato come cambia la connettività neurale nel nostro cervello, durante il sonno. In passato si era già dimostrato come il sonno abbia una certa influenza sulle connessioni neurali (1), questo studio (2) ha evidenziato anche la potenza complessiva delle connessioni, ed il rafforzamento che si verifica. In parole povere: come il cervello è in grado di memorizzare, codificare, apprendere le nuove informazioni ricevute, in altre parole plasticità associata.

Lo studio ha evidenziato, già nella sola prima fase, che la deprivazione di una sola notte di sonno determina una eccitabilità dei neuroni cerebrali (3) riducendo di conseguenza il rafforzamento selettivo dei neuroni destinati all'apprendimento. Da queste informazioni, i ricercatori hanno stabilito che il sonno è essenziale per l'apprendimento del comportamento adattivo, poichè ricalibra la plasticità omeostatica ed associativa del cervello.

Le Regioni del tuo cervello agiscono diversamente dopo la privazione del sonno

Non tutte le aree del cervello reagiscono allo stesso modo alla privazione di sonno. Alcune aree soffrono da mancanza di sonno più di altre.

Altro studio (4), utilizzando scansioni del cervello, ha studiato un gruppo di partecipanti dopo notti consecutive senza sonno, ed ha trovato alcune aree del cervello particolarmente lente. Le parti coinvolte erano relative alla concentrazione ed alla risoluzione dei problemi (problem solving). Lo studio citato (5) in Science news il cui co-autore è stato Derk Jan Dijk, pH. D., dell'Università del Surrey, in Inghilterra, ha evidenziato che dopo 42 ore insonnie vi è una un'alterazione dei ritmi di produzione di melatonina e lavoro dell'ipotalamo, oltre a tante altre aree che sono entrate in collisione con il ritmo del sonno (6) Ovviamente come ci si può aspettare le aree del cervello che hanno avvertito una funzionalità ridotta sono quelle dell'apprendimento, memoria e capacità di eseguire compiti semplici.

Cosa succede quando si è privati del sonno?
Tutti gli studi svolti in tal ambito portano a tre grandi rischi principali, per il nostro benessere fisico e mentale:

1 Il tempo di reazione si rallenta:
quando si è privati del sonno, i tempi di reazione rallentano a tal punto che se ci mettiamo alla guida in tale condizione è come guidare con un tasso alcolemico pari allo 0.8. Inoltre, mettersi alla guida in stato di ebrezza e quando si ha sonno costituisce un doppio pericolo, poiché la privazione del sonno enfatizza gli effetti dell’alcol..

2  Il sistema cognitivo soffre: la capacità di pensare chiaramente viene smorzata dalla mancanza di sonno. Se si è privati del sonno, avrete difficoltà mantenendo ricordi, elaborare le informazioni e prendere decisioni. Talvolta potrebbe presentarsi un'apparente "normalità" dei processi dell'attenzione, in realtà, come ampiamente spiegato nell'articolo sul “Journal of Neuroscience”, la privazione del sonno (come lavorare durante la notte) compromette le aree visive superiori, ovvero quelle responsabili di dare un senso a ciò che vediamo. “Per questo motivo – ha aggiunto Michael Chee, primo autore dell'articolo e professore del Neurobehavioral Disorders Program della Duke-NUS – la deprivazione di sonno viene ritenuta pericolosa.”
“I periodi di funzionalità, apparentemente normale, potrebbero dare un falso senso di competenza e di sicurezza, quando in realtà i deficit cognitivi che abbiamo evidenziato potrebbero dare serie conseguenze”, ha concluso Chee.
3  Emozioni sono accentuate: come il vostro tempo di reazione e la cognizione rallenta, anche le emozioni vengono intaccate, rende irritabili, aggressivi, facilita l'entrata nello stato depressivo.Tutto per la tenuta di un determinato stato ormonale, neurale, ed attivazione continua del sistema simpatico.

4. Dolore cronico,muscolare e scheletrico, aumento di peso
Altri due aspetti che vengono attivati da carenza di sonno, oppure sonno non ristoratore. La ragione principale è che il ritmo cicardiano (ciclo sonno-veglia) portano i ritmi dell'attività biologica a livello cellulare. Durante il sonno le cellule cerebrali si riducono del 60 per cento, questo permette una più efficiente rimozione del superfluo. Il sonno (come l'alimentazione) regola i livelli di melatonina, la quale a sua volta regola i cicli del sonno, l'umore, l'inibizione alla proliferazione di una vasta gamma di cellule cancerose, per non dimenticare l'apopstosi, l'affascinante meccanismo di autodistruzione cellulare.

Relazione con il tipo di luce

Le fonti di luce durante la notte, interrompono il livello di melatonina, secondo l'orologio circadiano. Questo punto non si immagina quanto sia responsabile della nostra qualità di sonno e determini la sensazione di riposo o di stanchezza quando ci alziamo il giorno dopo.

Il sonno viene rovinato, se non addirittura interrotto più frequentemente in presenza di luce blu emessa dalle lampade LED, dispositivi digitali, computer, telefoni cellulari, e-Book. La luce blu può essere vantaggiosa di giorno, in grado di aumentare l'attenzione, ma per gli stessi motivi deleteria di sera e di notte (8).

L'uso pervasivo della luce artificiale nella società moderna sconvolge i ritmi circadiani e può essere dannoso per la nostra salute. Secondo uno studio pubblicato in Current Biology, aumentando il numero di ore che sei esposto a luce artificiale, questo può anche avere un effetto sulla forza dei vostri muscoli e la densità ossea, aumento di peso, aumento indice glicemico (9). La mancanza di un buon sonno  sballa completamente i livelli della leptina, l'ormone che regola i livelli di grasso, aumentando la grelina, l'ormone della fame. Le conseguenze sono ovvie, facilmente deducibili. La buona notizia è che è abbastanza reversibile, se non portato a cronicità.

Il neuroscienziato, psichiatra e specialista del sonno Chris Colwell, pH.d. ha dichiarato al The New York Times: "Questo studio è primo nel suo genere, nel dimostrare i danni alle fibre muscolari, alla struttura scheletrica, al ritmo cicardiano (ormonale), derivati dalla carenza di sonno, dopo solo pochi mesi."

Un sonno "non ristoratore" (dovuto a stress, disturbi di respirazione, stile di vita..) può portare non solo ad indebolimento della massa muscolare, ma un suo atrofizzarsi.

Come accennato, nello studio è stato reso evidente, che non vanno considerati solo casi gravi di palese insonnia, ma anche disturbi del sonno non diagnosticati, dovuti appunti a cattiva qualità. La cattiva qualità del sonno dipende da tantissimi fattori, non per ultimi i fattori fisici, come ostruzioni alle vie respiratorie (apnea notturna,russare..) (13,14).

Quindi possiamo vedere come dormire male vada a creare un effetto a cascata deleterio per il nostro copro fisico e mentale.

5.Aumento dei geni associati con infiammazione, sistema immunitario, diabete, cancro, stress.

Il discorso con lo stress è il gatto che si morde la coda, come abbiamo visto più volte, ma interessante è vedere, come studi separati abbiano scoperto, che portare semplicemente da 7,5 a 6,5 ore di sonno per notte, determini l'aumento dell'espressione dei geni associati con l'infiammazione, eccitabilità del sistema immunitario, diabete, rischio di cancro..
Leggi anche:PATOLOGIE LEGATE ALLO STRESS: come il corpo risponde allo stress ed al rilassamento

Riassumendo dormire male e poco è anche responsabile di:
 
- Aumentare il rischio di malattie cardiache e il cancro
- Danneggiare il cervello da arrestare nuova produzione neurale. La privazione del sonno può aumentare i livelli di corticosterone (ormone dello stress), con conseguente minor numero di nuove cellule cerebrali nel vostro ippocampo.
- Contribuire ad uno stato pre-diabetico, lo stato insulino-resistente, che vi farà sentire fame anche se hai già mangiato, che può portare a un aumento di peso
- Contribuiscono ad invecchiamento precoce interferendo con la produzione dell'ormone della crescita, normalmente rilasciato dal proprio ghiandola pituitaria durante il sonno profondo (e in certi tipi di esercizio, come ad alta intensità interval training).

6. Privazione del sonno collegata a demenza      

Un sonno sempre più disturbato dallo stress, dalle frequenze con cui ci inondano,.. sono un forte danno per la nostra salute.


Leggi anche:

lifeme: ONDE CEREBRALI: stato di coscienza alterato prima parte ...

Questa lettura si articolerà in tre parti: ONDE CEREBRALI: stato di coscienza alterato - HAARP, TORRI GWEN, "Sound of Silence" ONDE ...

lifeme: ONDE CEREBRALI: stato di coscienza alterato seconda parte ...

Solo modificando NOI STESSI le onde cerbrali del nostro cervello ... e l'importanza della risonanza Schumann e come con HAARP,GWEN, ...

Gli scienziati stimano che il cervello umano può elaborare ed integrare informazioni trasmesse dai sensi, alla moderata velocità di 50 bits al secondo. Si ha bisogno di oltre 100 milioni di bits al secondo per creare un'immagine alla tv.
Così noi dobbiamo editare, annullare e decodificare le informazioni.
La "rivoluzione dell'informazione" (come processo "naturale del progresso.. o volontariamente indotta a tale progresso) e la crescente sensibilità di questi anni ci porterà, come stiamo già appurando osservandoci, ad un sovraccarico della memoria intermedia del cervello, dell'immaginario temporaneo e delle sue aree di ricerca. Dobbiamo essere in grado di ripulire velocemente il subconscio ed iniziare a sviluppare nuove capacità del cervello per poter fronteggiare il sovraccarico, oppure soffriremo della Sindrome InfoDementia.

I sintomi iniziali della IDS saranno: stress, esaurimento, maggiori malattia di minore importanza e croniche, fatica, problemi del sonno, comportamento deviato e compunzione, povertà di giudizio, depressione, debolezza, astenia.

Di questo avevamo parlato nell'articolo: LA SINDROME DI INFO-DEMENTIA: perchè non sappiamo reagire

I ricercatori della California Berkeley hanno scoperto che la mancanza di un buon sonno rende il cervello più vulnerabile alle proteine ritenute responsabili della dementia come l'Alzheimer.(15) Lo studio, infatti, ha scoperto una proteina (il beta-amiloide) connessa con coloro che soffrono di Alzheimer, che si aggrega quando si è deprivati del sonno. Questi depositi a loro volta ostacolano la possibilità di dormire, instaurando un circolo vizioso. (16). Un secondo studio ha poi scoperto come il sonno rimuove le tossine dal cervello, riducendo il rischio potenziale per la dementia. (18)


Orario estivo potrebbe danneggiare la vostra salute

Il tuo ritmo circadiano è molto sensibile ai cambiamenti, tale che una piccola quantità di privazione del sonno, causata dall'ora legale, può essere problematica.  Un neuroscienziato di Washington University ha dichiarato, al  CBS News, "regolare l'orologio avanti di un'ora corrisponde con un significativo aumento in incidenti stradali ed attacchi di cuore". La transizione della primavera è un momento molto delicato, già di suo, ed il ciclo sonno veglia viene ulteriormente incrinato da questo spostamento di lancette. Un problema da non sottovalutare.(26,27,28)

Giocare con il tempo ha un prezzo


Se il solo modificare il ciclo sonno-veglia di un'ora, due volte l'anno, ha dimostrato di compromettere la salute, immaginate quanto possa essere dannoso "giocare" con il tempo, ad esempio saltando da un jet leg all'altro, stile di vita degli universitari, pisolini diurni e grandi veglie notturne come gufi..
In uno studio pubblicato negli atti della National Academy of Sciences (PNAS), cambiando i modelli di sonno dei partecipanti, hanno rilevato- riconfermato: malattie cardiache, obesità, diabete, cancro, condizioni croniche.

Il problema è che, nel XXI secolo, molte persone ignorano gli orologi interni del loro corpo, sia per necessità (il turno di notte) o scelta (stare fino a tardi, navigare sul Web o guardare la TV). La situazione ha risvolti più seri di quanto si pensi, tanto che molti si chiedono se dovremmo passare ad un tempo medio di Greenwich globale (il TMG è l' "orario base" al quale tutti i fusi orari sono relativi), permettendo a tutti di onorare l'orologio biologico del loro corpo, ma con un tempo universale. 

Iniziativa a cui ribatte il dottor.  Gari Clifford, che studia i disturbi del sonno presso la Emory University:
 "La domanda più importante non è: 'dovremmo unire i fusi orari attuali?' ma "A che ora dovremmo incoraggiare le persone ad alzarsi in relazione all'alba e tramonto e come possiamo scoraggiare l'esposizione alla luce artificiale  alla sera? "


L'insonnia  però non è una malattia bensì un sintomo, un campanello d'allarme ed è su questo che dobbiamo partire per comprenderne il perchè e come eliminarla.



Fonti principali:

http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2014/03/27/sleep-deprivation-risks.aspx
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/09/08/sleep-deprivation-brain-health.aspx#_edn1


2017/04/02

PILLOLA ANTICONCEZIONALE CAUSA DEPRESSIONE?


Le donne che assumono pillole anticoncezionali ormonali sono più probabili ad essere soggette a diagnosi di depressione.       




Il 7 aprile, ormai alle porte, è stata dichiarata Giornata Mondiale della depressione... è collegabile l'utilizzo dell'anticoncezionale con la depressione?

Ne avevamo già parlato in COME GLI ANTIDEPRESSIVI ROVINANO LA TUA NATURALE SEROTONINA.. E NON PUOI PIÙ ESSERE FELICE SENZA PILLOLE.

Tratto dall'articolo:
«Gli antidepressivi cercano di aumentare, nel cervello, la quantità di una molecola ‘amica,’ conosciuta come serotonina. Si ritiene che possa aiutarci a trovare la felicità quando è nascosta da valanghe di cattiveria, ma non è mai stato provato. Questi farmaci tentano di aumentare il livello di serotonina impedendone, in maniera “selettiva” , la ricaptazione nelle cellule cerebrali». L’acronimo con cui sono chiamati questi farmaci – SSRI – significa proprio questo: Selective Serotonin Reuptake Inhibitor (inibitore selettivo della ricaptazione di serotonina). E’ un nome altisonante, ma un’idea stupida: niente, nel corpo, è selettivo.  
Il problema nasce su due fronti:

1) Mentre tentano d’inibire la ricaptazione di serotonina, gli antidepressivi possono anche impedire il loro rilascio, e anche quello di un altro composto importante per il cervello noto come dopamina. Le aree del cervello deputate al rilascio e alla ricaptazione di questi neurotrasmettitori sono maledettamente simili (dopotutto lavorano sulla stessa molecola): un farmaco antidepressivo non è abbastanza intelligente da capire su quale dei due deve lavorare. E quindi fa ciò che farebbe un qualsiasi farmaco stupido: li blocca entrambi. Questo è il motivo per cui chi prende questi farmaci si ritrova con quello sguardo fisso e vitreo: vittime dell’incantesimo psichiatrico, sono usciti di testa.
Col tempo possono insorgere tristezza profonda, rabbia e aggressività. Rimuovendo serotonina e dopamina dal cervello, chi fa uso prolungato di antidepressivi non riesce a provare né trovare felicità.

2) Dopo diverse settimane che si assume il farmaco, il cervello risponde producendo  meno serotonina, quindi, quando le persone smettono di assumere questi antidepressivi, in realtà il loro corpo non è più in grado di regolarsi in modo naturale, i sintomi peggiorano, si scatena una vera crisi d'astinenza a lungo termine e  nella maggior parte dei casi si ricade nella sua prescrizione ed assunzione.

Quindi, valutando l'incremento di spaccio e consumo di antidepressivi in modo superficiale e l'incremento di depressione, si possono correlare i fatti? o risulta un mero vaneggiamento e bufala?
Questa era una delle domande che ci si poneva nell'articolo.Arriva in ulteriore conferma un nuovo studio del 2016.


Studio conferma la depressione come probabile effetto collaterale dei contraccettivi ormonali

Un nuovo studio del 2016  ha recentemente confermato che "l'uso della contraccezione ormonale, soprattutto tra le adolescenti, è stato associato con il successivo uso di antidepressivi e di una prima diagnosi di depressione, il che suggerisce la depressione come potenziale effetto negativo nell'uso di contraccettivi ormonali."

Milioni di donne, in tutto il mondo, usano contraccettivi ormonali, e da sempre sono stati denunciati casi di "cambio d'umore".
L'Università di Copenhagen ha così lanciato il progetto di ricerca più grande nella storia, per studiare la portata del problema, contraccettivi ed umore,coinvolgendo più di un milione di donne e ragazze adolescenti di età compresa tra i 15 e 34 anni. Sono state seguite, dal 2000 al 2013, con un follow-up medio di 6,4 anni. 

Lo studio ha riscontrato che chi assume la pillola combinata (contenente estrogeni e progestinici ) ha il 23% in più di possibilità di assumere, in tempi successivi (nei primi sei mesi dopo l'assunzione della pillola), un antidepressivo, mentre le donne che assumono anticoncezionali solo progestinici ha una probabilità ancora maggiore pari al 34% rispetto alle donne che non assumo alcun contraccettivo ormonale. Lo studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association (JAMA) Psichiatria, ha scoperto che  la correlazione contraccettivo e depressione non era solo con l'assunzione di pillole, ma anche  con impianti, come patch e dispositivi intrauterini

Nelle adolescenti il rischio raddoppia


Nello studio le adolescenti sembrano quelle a più alto rischio, infatti, la probabilità che venga prescritto loro un antidepressivo, rispetto a coetanee che non fanno uso di contraccettivi ormonali, è pari all'80%.

I ricercatori, Øjvind Lidegaard dell 'Università di Copenaghen e colleghi, sottolineano che le donne hanno il doppio delle probabilità di soffrire di depressione nel corso della vita, rispetto agli uomini, anche se i tassi sono uguali prima della pubertà. L'implicazione di due ormoni femminili, estrogeni e progesterone, aggravano la situazione. Gli studi hanno suggerito  che, in particolare, alti livelli di progesterone, può abbassare l'umore.     

Per onor del vero, i ricercatori sottolineano che la ricerca non vuole vietare l'assunzione della pillola, ma sottolineare che l'assunzione di ormoni determina un cambiamento notevole nel regolare comportamento umano e quindi nella biologia della donna, quindi merita profonda attenzione ed ulteriore ricerca.

La Società italiana della contraccezione prende posizione contro i facili allarmismi: "Dubbi e stereotipi si superano con un buon rapporto tra medico e paziente. Altri lavori di recente pubblicazione continuano ad affermare gli effetti positivi della contraccezione ormonale sulla comparsa dei tumori".


Certo nessun allarmismo, come suggeriscono, ma presa di consapevolezza. Talvolta entrare nello stato, definito depressivo, basta un soffio di vento... e quando ci si ritrova, la strada per tornare indietro non è facile, e non viene resa facile.

Diviene importante quindi conoscere  tutti i "potenziali effetti collaterali", soprattutto in un momento sociale come questo, in cui la depressione viene definita la patologia del secolo ed il 7 aprile dichiarato giornata mondiale della depressione:

- Entro il 2020, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che diede il primo allarme nel 2004, i disturbi depressivi diventeranno la seconda causa di "disabilità lavorativa" dopo le malattie cardiovascolari.
- "Nel 2020 la Depressione sarà la malattia più diffusa.."
- "In tutto il mondo la DEPRESSIONE colpisce 350 milioni di persone e provoca 850.000 morti ogni anno."
- "Giovani: depressione e suicidi in aumento tra ragazzi under 19"
- "Tasso di suicidi in Italia in aumento: Depressione e vicende sociali"


Per una lettura dettagliata e commentata sulle incongruenze del piano di salute:

DEPRESSIONE: È VERAMENTE IL MALE DEL SECOLO? PIANO D'AZIONE OMS 2013-2020

LA NOSTRA SOCIETÀ È UNA FABBRICA DI DEPRESSIONE?

ANTIDEPRESSIVI SSRI IN GRAVIDANZA: DIMOSTRATI, NUOVAMENTE, DANNI AL FETO, ASSOCIATI AL LINGUAGGIO, AUTISMO, DANNI CARDIACI, MORTE PRENATALE

ANTIDEPRESSIVI : PAROXETINA ,BAMBINI TENDONO AL SUICIDIO.IL CASO GLAXO


LE CAMPAGNE DI PREVENZIONE: CURA DELLA SALUTE O CURA DEL MARKETING? 7 APRILE 2017 GIORNATA MONDIALE DELLA DEPRESSIONE


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Fonte principale
http://naturallysavvy.com/care/is-your-birth-control-pill-causing-depression