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2017/03/16

DETOX DI PRIMAVERA CON LE PIANTE SELVATICHE DI CAMPO




Raccogliere e consumare le erbe di campo spontanee, soprattutto in primavera, è un'abitudine salutare da imparare o riscoprire. Fa bene a noi mentalmente, entrando in contatto con la natura con rispetto, ed al nostro fisico, poichè tante sono le proprietà di queste erbe. Vedremo di seguito 10 piante spontanee con caratteristiche depurative e disintossicanti, utili per la primavera, una stagione molto difficile per il nostro organismo.
Lettura correlata: STANCHEZZA DI PRIMAVERA:SISTEMA LINFATICO CON TROPPE TOSSINE come eliminarle

Ogni organo affronta, nelle diverse stagioni dell'anno, un maggiore o minore stress fisiologico. Liberando fegato, reni, colon, intestino, andiamo a riattivare i canali di circolazione, a pulire i tessuti dal deposito di tossine, e quindi riattivare le funzioni vitali dell'organismo, riducendo o allontanando molte patologie.

Le erbe si possono mangiare crude, cotte osate per infusi, o decotti.

IMPORTANTE: consumate le piante solo se siete assolutamente sicuri della specie a cui appartiene (esistono  corsi di riconoscimento di erbe spontanee). Raccogliete le piante destinate al consumo umano lontano da fonti di inquinamento e contaminazione come industrie, coltivazioni con pesticidi, strade trafficate, rifiuti, torrenti inquinati, stalle ecc.

Acetosella




Parti utili: le foglie
Periodo di raccolta: In primavera da aprile sino a luglio, tagliando le foglie insieme al peduncolo, evitando di danneggiare il rizoma.

Tipico delle zone boschive ed ombrose ed umide della zona montana di tutta Italia. La medicina popolare utilizzava le foglie di questa pianta per trattare pelli arrossate (decongestionante, rinfrescante), come depurativo, diuretico, febbrifugo ed astringente, ed ancora stimolante dell’appetito, lassativo, tonico e vermifugo. Radici e i semi sono particolarmente indicati contro le diarree, i dolori addominali, le coliche e le dissenterie. In uso esterno, come decotto o trasformata in pomata, l’acetosella è ottima nella cura di alcune malattie della pelle quali l’acne e le dermatiti squamose.

Si presta bene in cucina. Per le insalate sono preferibili le foglioline più giovani e tenere, che con il loro sapore acidulo e penetrante anche sostituire l’aceto. Per la preparazione di una simile alla limonata si procede semplicemente a bollire le foglie in acqua per circa 5 minuti (le foglie vanno aggiunte all’acqua già bollente); una volta raffreddato l’infuso lo si può addolcire con zucchero o miele.

Decotto per uso interno
Il decotto di foglie  si prepara con 1 manciata di foglie fresche per ogni litro d’acqua (da bollire 10-15 minuti).
Meno frequente l’uso del decotto di radici e semi: 1 pezzetto di radice e 3 pizzichi di semi da bollire in 1 litro d’acqua.  Una tazza al giorno per uso interno.
Decotto per uso esterno
Per uso esterno si usano 2 manciate di foglie nella stessa quantità d’acqua.
Controindicazioni. per l'elevato contenuto di ossalati, se ne consiglia un uso moderato alle persone sofferenti di fegato ed intestino. Sconsigliato per chi soffre di calcoli.

Cicerbite




Parti utili: foglie
Periodo di raccolta: prima della fioritura da marzo in poi, in alcuni posti anche tutto l'anno eccetto nel periodo di gelo.

Ci sono due specie di Crispigno facilmente distinguibili tra loro: Sonchus oleraceus (Crispigno comune), più tenero e dolce e Sonchus asper (Crispigno spinoso), che ha la stessa forma ma consistenza diversa e soprattutto piccole spine. Sono ambedue commestibili. Le cicerbite sono comuni in tutto il territorio italiano, in alcune regioni è presente quasi tutto l’anno, ad esclusione dei mesi più freddi. Cresce in prossimità di coltivi, nei terreni ruderali, negli uliveti, nelle vigne, lungo i cigli delle strade. Le potete trovare anche in mezzo alle aiuole spartitraffico, è presente anche nei centri abitati tra le fessure dei marciapiedi o accanto a vecchi muri. (Da 0 a 1700 m), ma in questi casi è bene non raccoglierla.

Le cicerbite contengono sali minerali come ferro, calcio e fosforo oltre a
vitamine e fibre. Hanno proprietà, diuretiche, stimolano la secrezione gastrica , l'appetito, la digestione. Vengono impiegate come generiche depurative e potente detossificante per il fegato ma la loro azione più interessante è svolta sulla cistifellea, stimolando l'attività biliare.
Studi recenti ne confermano inoltre proprietà antiossidanti. Khan, che è un appassionato studioso di questo vegetale, ha dimostrato anche che il crispigno migliora le qualità cognitive e la memoria[1 2 3]. La somministrazione di silimarina (Cardo Mariano) e Crispigno (insieme) ha notevolmente abbassato i livelli sierici degli enzimi marcatori epatici, del colesterolo, delle lipoproteine ​​a bassa densità (HDL, che hanno la funzione di rimuovere il colesterolo “cattivo”), e dei trigliceridi, ed elevato i livelli delle lipoproteine ad alta densità. Inoltre, in quello stesso studio, è stato osservato una “riduzione” dell’attività del Glutatione epatico e dell’attività di catalasi, superossido dismutasi, glutatione perossidasi, glutatione S-transferasi e glutatione reduttasi. Questo significa, ancora una volta, che l’attività antiossidante del crispigno protegge il fegato. Così come protegge la tiroide [8].

La radice si usava, una volta tostata, quale miscellanea per il caffè.

Si può utilizzare cruda in insalata, mista ad altre erbe di campo, lessata, usata quale contorno, condita con olio e limone o passata in padella con qualche spicchio di aglio, oppure per frittate, pasta ripiena con erbe di campo. torte salate. Pur essendo un utile detossificante ed attivatore gastrico il suo sapore non è particolarmente dolce.

Controindicazioni. La radice di Crispigno, utilizzata soprattutto in erboristeria, presenta un alcaloide che può essere lievemente tossico: la berberina, ed è quindi sconsigliato utilizzarla durante la gravidanza e l’allattamento. È comunque proprio questa sostanza che risulta attiva contro infezioni di vario genere come le diarree batteriche e le candidosi, ma anche e soprattutto contro il colesterolo[10].

Cicoria 



Parti utili:radici, foglie giovani basali prima della fioritura e fiori
Periodo di raccolta: le foglie (marzo-aprile), i fiori (giugno-luglio), le radici (ottobre-novembre)

Comune in tutte le regioni d’Italia, dal piano fino a 1200 m di quota, ai margini dei campi e delle strade, orti, rudereti.
In erboristeria si raccolgono le radici e le foglie, ricche di numerose sostanze: il glucoside amaro cicorina, lattucina, intibina, arginina, colìna, inulina, mannite, levulosio, resine, mucillagini, sali minerali (specialmente di calcio e ferro),
vitamine B,C,P,K, che conferiscono a questa pianta proprietà stomachiche, depurative, diuretiche, stimolanti del fegato, amaro-toniche e lassative.
Le foglie della Cicoria, in infuso,stimolano le funzioni intestinali, detossificano fegato e reni, rendendo più pulita e luminosa la pelle. Stesse proprietà usando le foglie per insalata o anche cotte. Stesse proprietà le radici. Per uso esterno le foglie o il succo di foglie e radici hanno potere emolliente e rinfrescante.

Insalata depurativa.
Preparare sottili fettine di carote, radici di cicoria, di cuore di carciofo e di sedano-rapa, mescolarle
in un insalatiera con valerianella e radicchio rosso di Treviso. Condire con sale, succo di limone e
un buon olio extravergine d’oliva.

Decotto depurativo per uso interno
4 gr in 100 ml di acqua. Una tazza prima dei pasti

Controindicazioni. Evitare di assumere in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. La cicoria è sconsigliata a chi soffre di gastrite ed ulcera. Le persone allergiche alle Composite devono evitare di assumerla. Un eccesso d’inulina può dar luogo a: reazioni allergiche, flatulenza, gonfiore, crampi, dissenteria.

Gramigna




Parti utili: rizoma
Periodo raccolta: marzo-aprile o settembre-ottobre

Chiamata anche spazzina dei "reni e vescica", grazie alle sue elevate proprietà diuretiche. Diversi sono i principi attivi presenti in questa pianta. Tra i più interessanti vi è l’agropirene che ha azione antisettica e antinfiammatoria (in particolare su reni e apparato urinario), la tricitina che rende la gramigna un potente diuretico e le mucillagini lenitive ed antinfiammatorie soprattutto a livello delle mucose. Nella pratica erboristica viene infatti usata come droga alternativa al Dente canino, usato, sempre, per le sue virtù diuretiche e sudorifere. Essendo un diuretico naturale, la gramigna è in grado anche di abbassare la pressione e, grazie alla presenza di mucillagini, si presta bene come rimedio naturale in caso di stitichezza o altri problemi a livello gastro intestinale.

Il decotto di gramigna è un antico rimedio per depurare l'organismo nel periodo primaverile, ottimo contro le infiammazioni del rene e della vescica, gotta, artrite e reumatismi, cistiti, cellulite, ritenzione oltre che per eliminare piccoli calcoli. Per migliorare il gusto dei decotti di Gramigna, spesso, viene suggerito di bollire i rizomi per un minuto, gettare l'acqua, aggiungerne altra, riportare ad ebollizione ed utilizzare questa come decotto.


Piantaggine



Parti utili: foglie e semi
Periodo di raccolta: Da giugno ad agosto. I semi si prelevnano tagliando le spighe fra agosto-settembre, quando cominciano ad imbrunire.

I suoi principali principi attivi sono: mucillagini, sostanze amare, tannini ed il glucoside aucubina.

Le foglie della piantaggine hanno valida applicazione come astringenti intestinali nelle diarree, stimolano blandamente la diuresi e leniscono mal di gola, infiammazioni orlai. Per uso esterno, sotto forma di decotto o cataplasma, hanno un'azione antiinfiammatoria ed antipruriginosa utile per tracheiti e gengiviti, ustioni, punture d'insetti. I semi agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti nelle infiammazioni intestinali e bronchiali.

Infuso per disturbi intestinali, tosse e mal di gola
3 gr in 100 ml di acqua. Due o tre tazzine al giorno.

Infuso per infiammazioni della pelle, mucose, scottature, insetti

5gr in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute sulle parti interessate.

Decotto come antinfiammatorio per la bocca
5gr in 100 ml di acqua. una tazza prima di coricarsi

Controindicazioni. Non esistono particolari controindicazioni per l'assunzione della piantaggine. Si consiglia di evitarne l'uso in caso di allergia accertata verso le piante del genere Plantag

Pilosella


Parti utili:
parti aeree della pianta
Periodo di raccolta: da maggio ad agosto tagliandola dal colletto, ed eliminando le foglie gialle.

La pilosella, ricca di tannini, mucillagini, resine e idrossicumarina, ha una solida tradizione popolare come astringente, entiemorragico, con proprietà rigeneranti e risananti, ma soprattutto è rinomata come potente diuretico. Raddoppiando letteralmente l'urina escreta, in fitoterapia viene utilizzata nel trattamento degli inestetismi della cellulite, gonfiore alle caviglie, edemi degli arti inferiori, ritenzione idrica specie se conseguente a disordini alimentari o trattamenti farmacologici.

L'eliminazione massiccia di tossine attraverso le urine la rendono ottima anche contro l'ipertensione. La pianta ha anche capacità di promuovere l'escrezione ed il deflusso della bile (possiede un'azione coleretica e colagoga), che contribuisce alla detossificazione epatica. Utile in presenza di calcolosi urica e contribuisce a depurare il sangue dagli eccessi di un'alimentazione ricca in proteine animali.

L'umbelliferone, e l'idrossicumarina presenti nella pilosella le donano un'azione antisettica ed antibiotica, soprattutto in caso di microbi e batteri che provocano cistiti, uretrite, infezioni del tratto urogenitale, anche della brucellosi
Le cumarine, i flavonoidi e i triterpeni aiutano i processi riparativi e protettivi a livello della mucosa vescicale e dei tessuti delle vie urinarie. Infine per la presenza dei tannini è usata anche come antiemorragiche, per favorire la cicatrizzazione nelle emorragie sia interne che esterne, traumatiche o infettive.


Infuso diuretico e febbrifugo
2 gr in 100 ml di acqua. Versare la pilosella nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo lontano dai pasti, 2 volte al giorno.

Infuso astringente della cute e detergente
8 gr in 100 ml di acqua. fare lavaggi ed impacchi con compresse imbevute di infuso, nelle parti interessate.

Tonico doposole
Una manciata di sommità fiorite nell'acqua del bagno tonifica e fortifica la pelle stressata dal sole e dal vento.

Controindicazioni Si possono avere interazioni con i diuretici di sintesi, in quanto si possono verificare dei disordini nel ricambio idro-elettrico e un potenziamento dei farmaci

Pimpinella anisum o anice comune



Parti utili: le foglie giovani delle rosette basali
Periodo di raccolta: da febbraio a inizio aprile

Chiamata anche salvastrella, bibinèla, erba angùriera.
Cresce dal mare alla zona montana fino 1300 m (2000) in tutt’ Italia nei prati aridi, ghiaieti, nei luoghi erbosi, sulle scarpate. Essendo una Apiacea o Umbellifera, fate attenzione, alcune come la cicuta sono velenose.

I principi attivi sono: tannini, sostanze amare e solfarate.
In erboristeria le proprietà per cui è maggiormente conosciuta sono quelle digestive,  i suoi semi favoriscono la digestione, la rendono più leggera aiutando a combattere il meteorismo, i gonfiori addominali e i dolori ad essi collegati. In fitoterapia le sanguisorbe godono, infatti, di una buona fama come astringenti e antidiarroiche, aperitive, digestive, anticatarrali e depurative. La pimpinella è utile, come succo fresco, anche per uso esterno per lenire disturbi legati a lievi infiammazioni delle emorroidi, scottature, dermatiti, mentre l’infuso è consigliato per gargarismi contro le faringo-tonsilliti. In omeopatia gli estratti di queste erbacee si usano talvolta contro le congestioni del sistema venoso.

La tisana di semi di pimpinella unita a poche gocce di olio essenziale di pimpinella è usata, come suffamigi, per il suo potere espettorante.
I semi di pimpinella, usati anche come semplice spezia, possono essere mangiati per aiutare l'intestino e la digestione. Anche la tisane a base di semi sono ottime per questo scopo, oltre che risultare efficaci per curare i disagi alle vie respiratorie.
In cucina e in pasticceria l’anice è molto utilizzato nelle ricette come aroma e persino nei prodotti farmaceutici può essere un aromatizzante per dare un gusto gradevole ai farmaci. Sotto forma di liquore è conosciuto per l’ouzo greco, l’anisetta e la sambuca.

Decotto stimolante per l'appetito e blando astringente:
3 gr in 100 ml di acqua. Una tazza prima dei pasti.

Decotto lenitivo per emorroidi, scottature, parti infiammate.
5gr in 100 ml di acqua. Fare i lavaggi ed applicare compresse imbevute di decotto sulla parte interessata.

Radicchiella vescicosa 




Parti utili: le foglie giovani delle rosette basaliPeriodo di raccolta:marzo - aprile

Anche nota come radicchiella dei prati Crepis vesicaria. Il termime usato da Plinio “Crepis” deriva dal termine greco che significa scarpa, sandalo, forse per la forma delle foglie che aderiscono il terreno. Comune in tutto il
territorio, dal piano fino a 1200 m., manca in gran parte delle Alpi. Cresce negli incolti, nei coltivi, lungo i vigneti, i margini delle carraie di campagna, sulle rive dei canali e dei fiumi, prediligendo terreni stabili e calcarei La rosetta di questa pianta si può confondere con molte altre piante della stessa famiglia: le Composite, spesso confusa con la cicoria (Cichorium intybus) e col tarassaco (Taraxacum officinale) oppure con alcune della famiglia delle Cruciferesenza nessuna conseguenza. E’ sempre bene in ogni caso assicurarsi dell’identità
delle piante, grazie all’aiuto di persone esperte in materia. Esiste una solo specie tossica di Crepis ed è la Crepis lacera. Interessante video per distinguerla.

La radicchiella vescicosa ha proprietà simili a quelle della cicoria e del tarassaco, comune a molte erbe amare, perciò disintossicante, depurativa del sangue, diuretica ed ipoglicemizzante. Le sostanze fenoliche, contenute nelle piante spontanee, agiscono come antiossidanti nei confronti dei radicali liberi e contribuiscono alla prevenzione di malattie cardiovascolari e patologie tumorali.

L’uso della radicchiella in cucina è quello tipico delle cicorie in genere. Si
raccoglie la rosetta ancora allo stadio giovanile e si può consumare cruda in insalata se tenera, sola o nelle misticanze oppure lessa, condita con olio limone o saltata in padella con olio ed aglio o cipolla a piacere. Si può utilizzare mista ad altre verdure per fare ripieni di minestre, frittate o tortini di verdure, ricotta e formaggi.

Stridoli – Strigoli – Silene Vulgaris


Parti utili: giovani foglie e getti

Periodo di raccolta: da marzo a maggio, oppure i rigetti autunnali. La raccolta  è  comunque  possibile  tutto l’anno tranne solitamente nei mesi caldi da luglio a settembre.

Conosciuti anche con il nome di: carletti, sclopit, schioppettini, sonaglini, cavoli della comare, bubbolini, cannatella, tagliatelle della Madonna, erba del cucco.
É presente prevalentemente al centro-nord, dal piano a 1300 m s.l.m. nei luoghi antropizzati, prati falciati, ruderi, incolti, margini dei boschi e delle siepi.

Nella medicina popolare del passato si pensava avesse funzioni diuretiche e veniva utilizzata anche come rimedio contro la gotta, il fuoco di S. Antonio e l’anemia, ma la pianta non è inserita nell’elenco ufficiale delle piante officinali e non è usata in erboristeria. Viene utilizzato come integratore salino facendo un decotto con le foglie da bere quando si hanno momenti di alta sudorazione e si necessita una rimineralizzazione.

Oggi è una pianta molto ricercata perché considerata fra le migliori erbe commestibili, ma solo prima della fioritura, poi le foglie diventano troppo coriacee.

Davvero duttile in cucina come tutte le erbe selvatiche, ottima per risotti, frittate, zuppe. E’ utilizzata nella preparazione di torte salate e come ripieno dei ravioli.


Tarassaco



Parti utili:
il rizoma, boccioli dei fiori, foglie.
Periodo di raccolta: il rizoma in febbraio, prima che fiorisca o settembre-ottobre. Il resto tutto l'anno.

Conosciuto anche come dente di leone, soffione, insalata matta
ortica. Si tratta di una specie comune in tutta Italia nei prati, luoghi erbosi, negli incolti e talvolta anche nei boschi. Il rizoma si essicca al sole o in stufa a temperatura moderata e si conserva in vetro.

Tanti i suoi principi attivi: carotenoidi, fitosteroli, colina, tannini. la radice contiene anche l'alcaloide taraxina e la taraxacina.

Il Tarassaco o Dente di leone è una delle erbe più note e diffuse fra i rimedi popolari. I boccioli dei fiori si mettono sotto aceto come i capperi, le foglie giovani, crude o cotte, hanno un'ottima azione depuratrice e vitaminizzante quasi quanto il rizoma, che costituisce la droga vera e propria. Recentemente è stato dimostrato che nel polline dei capolìni di tarassaco vi sono sostanze capaci di bloccare lo sviluppo di alcuni batteri.Attiva fegato, reni, pelle,stimolando la trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore).

Si tratta quindi di una pianta con proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato: favorisce l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) , epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari.

Stimola, inoltre, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria. Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico grazie alla presenza di ossido nitrico (NO).

Esternamente è scarsamente usata, ma ha valide proprietà depuratrici della pelle. L'infuso dei fiori può essere usato come lozione schiarente per efelidi.

Le   foglie   del   tarassaco   possono   essere   mangiate   in   insalata   da   sole   o   assieme   ad altre,conferendo un gusto amaricante. ( sono più tenere prima che la pianta arrivi a seme). Cotte si mangiano condite con olio e aceto o stufate in padella con olio e aglio. Si usa moltissimo nei ripieni, nelle frittate e nelle minestre. I boccioli dei fori ancora non dischiusi possono essere conservati in salamoia o sotto aceto come  i capperi. Ai diabetici si consiglia di masticarne in primavera i gambi crudi.


Decotto di rizoma di tarassaco per depurare l'organicismo, stimolare il fegato, reni ed intestino.

3 gr in 100 ml di acqua. Fino a tre, quattro tazze al giorno, bere a sorsi lontano dai pasti.

Controindicazioni. Il Tarassaco può avere alcuni effetti collaterali e presentare fenomeni di ipotensione in soggetti predisposti. Può interagire con i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), chi è sottoposto a questo tipo di terapia consulti sempre in ogni caso il proprio medico prima di qualsiasi altra integrazione.



Davvero tante sono le erbe spontanee commestibili che nominarle tutte è impossibile, ricordiamo prima di tutte l'ORTICA (leggi qui proprietà, utilizzi, periodo di raccolta), il SAMBUCO (Aprile-Giugno. Conosciuto soprattutto per le sue proprietà diuretiche, ma è adatto anche per essere incorporato in svariate preparazioni gastronomiche), l'ACETOSA (virtù diuretiche e depurative, rinfrescanti e antinfiammatorie), RAPERONZOLO SELVATICO (proprietà disinfettanti e antinfiammatorie, è una verdura molto indicata per i diabetici, è ricco di vitamina C, fibre, proteine e sali minerali), CARDO MARIANO (proprietà diuretiche e febbrifughe, le foglie sono aperitive (stimolano l’appetito, ma la parte della pianta più interessante è costituita dai semi di cui sono state confermate le virtù epatoprotettrici, disintossicanti e curative del fegato, oltre che diuretiche, febbrifughe, tonico-stimolanti e carminative,facilita l’espulsione dei gas intestinali).

Leggi anche:  10 PROPRIETÀ DELL'ORTICA: salute,bellezza,cucina e nell'orto



ATTENZIONE !!
Usate sempre con cautela e solo su prescrizione e controllo del medico o dell’erborista.
Le proprietà e le indicazioni erboristiche delle piante sono riportate a solo titolo indicativo,e non costituiscono nessun tipo di consulto,prescrizione o ricetta medica.

La vostra verifica indipendente è sempre raccomandata.


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