MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop -Aprile Sconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!

MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop -Aprile Sconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!
MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop - Aprile Sconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!

Cerca nel blog

2017/03/05

LE CAMPAGNE DI PREVENZIONE: CURA DELLA SALUTE O CURA DEL MARKETING? 7 APRILE 2017 GIORNATA MONDIALE DELLA DEPRESSIONE

7 aprile 2017 giornata mondiale della depressione: esempio di prevenzione o disease mongering?

Come annunciato ad ottobre 2016 l'Oms ha lanciato la nuova campagna annuale: il 7 aprile 2017 si "festeggerà" la giornata mondiale della depressione, quindi le testate dell'ANSA e del main stream in generale si stanno attivando:
Oms,depressione aumentata 20% in 10 anni
Giornata mondiale salute sarà dedicata alla depressioneOms, parlarne è fondamentale per rompere il pregiudizio

La depressione colpisce persone di tutte le età e, nei casi peggiori, può condurre al suicidio, che è la seconda causa di morte tra i 15 e 29 anni.

In realtà è da ben 10 anni che l'Oms è entrata a passo felpato nell'assetto societario per "imporci" , a gocce omeopatiche, la condizione di depressione generalizzata.. depressione ormai scevra dal suo significato e complicazione originale ma divenuta NUOVA invalidante patologia da curare secondo protocolli ben precisi. Un lavoro minuzioso, fatto di piccoli allarmi, piccole prese di posizione, per poi arrivare alla conclamazione della malattia..al "varo", con il


PIANO D'AZIONE DI SALUTE MENTALE 2013-2020 (pdfscaricabile).

Senza ombra di dubbio, viviamo in società stressata a causa di tantissime variabili: esubero di input informativi, alta tecnologia, con concezione del tempo alterata, a cui viene fatta ambire una libertà e benessere in conflitto perenne con lo stile di vita obbligato...

Parlare di stress emotivo, che sfocia in depressione, è abbastanza banale. Esaltarla come il male del secolo per poter continuare a "vivere" sul grande giro d'affari che ha creato è MARKETING.

In realtà questo articolo non parlerà di depressione. La giornata mondiale della depressione è stato solo lo spunto, per parlare della cura.

Curare, portare luce, osservare, tutte parole collegate etimologicamente... ma qui non si parla di curare la salute, bensì gli interessi.


Perché l'antico adagio canta: prevenire è meglio che curare

La prevenzione sta diventando una vera ossessione che se non tratta con intelligenza spinge solo tra le braccia di chi crea vere fabbriche di diagnosi.
A quale scopo? "Si fanno un sacco di soldi dicendo che le persone sane sono malate" così afferma, chiaramente, il ricercatore Ray Moynihan.

La lotta contro le malattie da disease mongering: generando conoscenze per l'azione



Trent'anni fa Henry Gadsen, direttore della compagnia farmaceutica Merck, fece una dichiarazione sconcertante alla rivista Fortune: "Il nostro sogno è quello di produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque". Quel sogno si è avverato. Le compagnie farmaceutiche stanno commercializzando la paura con l'intento di abbassare la soglia per la prescrizione delle cure e addirittura inventare nuove patologie.

Come spiega Allen Frances, il modello di business dell'industria farmaceutica è basato proprio sull'argamento della sfera delle malattie, il marketing creativo serve per ampliare il bacino dei clienti consumatori,convincendo chi è probabilmente sano a ritenersi almeno moderatamente malato.

La paura della morta, del dolore sono paure ataviche dell'amigdala, sfruttarle a dovere portano tanti, tanti soldi.

La paura di ammalarci, decisamente orchestrata ad arte, ci rende sensibili al grande tam tam della prevenzione interessata, dietro alla quale non troviamo la giusta informazione (sapere è certamente importante) e vera, bensì riadattata ed usata per fabbricare nuove diagnosi, nuovi valori, nuove credenze.


Un esempio di fear advertising, prevenzione con la paura, sugli esami per il colesterolo. La pubblicità rimandava al sito www.makingtheconnection.ca (ora chiuso) il cui dominio era di proprietà della Pfizer Canada

Ayurveda è la scienza della salute, come rimanere in salute. Questo non è il motto odierno... il paradigma non è stare in salute, ma curare la malattia, prevenire la malattia, e soprattutto: quale nuova malattia?

Si va così dalla giornata mondiale del diabete, alla settimana nazionale dell'osteoporosi, al mese dell'ipertensione, all'astutissima giornata della depressione. E tutti, come una grande rete interconnessa aderiscono, società scientifiche, studi medici, farmacie, ospedali, si allestiscono gazebo, eventi, controlli medici gratis che immancabilmente trovano qualcosa. Come è stato già detto, non importa essere un pubblicitario per sapere che la parola gratis ha un'attrattiva potentissima, e come dice Louis Ferdinad Céline "nulla è gratuito in questo basso mondo!".

.. e le campagne acchiappa pazienti vanno avanti, a breve quella della depressione. Questo discorso non vuol dire sminuire la sintomatologia, ma porre su di essa una luce, come in generale sul concetto di malattia, e su tutte le patologie che ogni anno vedono bene di manipolare nei valori (colesteroso, diabete, ipertensione..)

PASSO 1. la campagna presenta il problema COME PIÙ GRAVE DI QUELLO CHE È, e spesso i dati sulla sua diffusione vengono pompati (visto che molti dei dati relazionati vengono forniti, gratuitamente, dalle ricerche disinteressate delle case farmaceutiche..)

PASSO 2. scatta l'azione timore, sul fatto che si potrebbe avere senza neppure saperlo...

PASSO 3. si sottolinea l'importanza della diagnosi precoce... e nel caso, sappiate che esiste già il farmaco o l'intervento giusto.

 

Osserviamo sempre chi c'è dietro alla campagna... e troveremo sempre un interessante sponsor: una "disinteressata" casa farmaceutica, o produttore di apparecchiature sanitarie e così via.

Come dice Marco Bobbio, Membro del direttivo di Slow Medicine, già primario di cardiologia all'O. Santa Croce e Carle, in una intervista ad Altroconsumo:  la malattia è una merce che si vende bene, sino ad arrivare all'abominio scientifico. Su una rivista americana la pubblicità di una campagna "informativa" mostra una ragazza e la scritta: Se hai la pelle, sei a rischio di melanoma".
Per poi arrivare, ovviamente ai gadget di basso livello, per le autodiagnosi:

Fai l'auto check up della tua pelle con l'applicazione, scarica gratis dall' App store... e diventerai medico di te stesso!!




Certo che la prevenzione ha un senso, ma la generalizzazione e la campagna no.
Famoso è un esempio di ciò che è accaduto in Corea del Sud.
Venne offerto uno screening gratuito per la valutazione del tumore della tiroide. Da allora è aumentato in maniera vertiginosa il numero di diagnosi di questo cancro, dal 2011 al 2015 sono stati individuati 40.000 casi. Quasi tutte le persone sono state operate.

Nel frattempo la mortalità per tumore alla tiroide non è cambiata. Questo per un motivo semplice, come riporta sempre il dott.re Marco Bobbio, sono stati individuati dei tumori follicolari che non hanno un elevato grado di malignità, per cui sono state tolte delle tiroidi che nella stragrande maggioranza non avrebbero causato nessun problema. Ovvio queste persone poi sono state costrette ad assumere inutilmente farmaci, sottoporsi a controlli, per tutta la vita.

Gli screening soffrono del paradosso della popolarità, più sono peggiori, più diventano popolari. Creeranno un esercito di pazienti a cui viene detto di avere una malattia e che verranno curati, e tutti sosterranno di essere stati salvati dal test.

Non è niente di nascosto, o che fa parte di complotto, è il chiaro e palesato disease mongering: il commercio della malattia.

Per vendere più farmaci si medicalizza ogni cosa, ogni emozione, ogni sintomo, ogni stato; così la menopausa diventa patologia, così il ciclo mestruale, la gravidanza, l'invecchiamento. Altro trucco è quello già citato dell'abbassamento delle soglie di prescrizione.

Vero che lo stile di vita è cambiato.. e tante cose si sanno, ma forse se ne sanno anche astutamente troppe, ma pensate che negli anni sessanta si riteneva normale una pressione tra i 160/95 per poi scendere trent'anni dopo a 140/90
ora siamo a 120/80!!!! Quanti, onestamente, sono stati quindi vittima ingiusta della famosa pillola regolatrice per la vita?

Infine arriviamo alla etichettatura di nuove patologie.

Ray Moynihan scrive: Un nuovo studio, nei primi mesi del 2016, ha intervistato alcuni medici britannici, osservando il loro atteggiamenti verso la nuova condizione nota come ' malattia renale cronica'. Il testo completo dello studio, pubblicato su BMJ Open, è disponibile qui . La 'CKD', malattia renale cronica', è stata definita nel 2002, ed etichetta molte persone che in realtà non sperimenteranno mai qualsiasi malattia renale. Si tratta di un buon esempio di una definizione di malattia controversa che viene messa in discussione dagli stessi medici.

Ovviamente la branca della medicina più manipolabile, e ne stiamo vedendo chiaramente i risultati, è la psichiatria. Le diagnosi si basano sostanzialmente su giudizi soggettivi ed il risultato è che lo spettro delle malattie psichiche si è allargato a tal punto da ridurre ai minimi termini lo spazio delle vere malattie mentali. Secondo l'ultima edizione del manuale diagnostico degli psichiatri (DSM-5) in pratica, come dice lo psichiatra Allen Frances prima citato, siamo tutti malati... che decisamente irritato dichiara "La golosità con cui mi buttavo sui gamberi e le costine, diventa nel DMS-5 disturbo da abbuffata compulsiva, la facilità con cui dimentico i nomi è coperta dal disturbo cognitivo minore, il dolore che provo se muore mia moglie, disturbo depressivo maggiore, la mia ben nota tendenza all'iperattività e facilità di distrazione, rientra ora nel disturbo da deficit di attenzione. Insomma, pur di vendere medicinali, continua lo spesso psichiatra, si trasforma un problema comune, addirittura un lato del carattere, in una malattia.

DSM5 e Psichiatria: Intervista a Allen Frances, Professore Emerito alla Duke University, Chair del DSM IV, Autore del libro: Primo, non curare chi è normale

Basta leggere il protocollo OMS: lo spettro della depressione colpisce tutti perchè "potrebbe colpire chiunque in qualunque momento", a causa di un evento che ne favorisce l'esordio (un lutto, la perdita del lavoro, la fine di una relazione, difficoltà economiche, una malattia fisica severa, una gravidanza problematica ecc.).

Come si vende una malattia a livello globale?
 

Si tratta di una attenta e minuziosa macchina da guerra, questo sono le campagne di sensibilizzazione.

Il Big Pharma ha lo strumento più importante: i soldi.
I soldi spesi nel marketing sono di gran lunga maggiori (il doppio) di quelli spesi nella ricerca (13.miliardi, la spesa annua per gli esami inutili in italia, stimata dal Ministero della Salute). A questo uniamo ricerche  "disinteressate".  Servono ricercatori che firmino questi pacchetti preconfezionati, specialisti autorevoli che "sposano" la causa... corsi di aggiornamento, convegni attentamente sponsorizzati, campioni gratuiti e l'ingranaggio si mette in moto.

Ovvio non tutti i medici sono corrotti, anzi! ma purtroppo tantissimi sono vittime stessi del grande inganno, ed assecondano, diffondono, il giudizio positivo su un farmaco o metodo terapeutico basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche.


L'uomo è privo di capacità di ripresa

Si vuol far credere all'essere umano che è privo di ogni capacità di ripresa, di autoguarigione e necessita, quindi, del supporto medico, farmacologico per risolvere ogni stato emotivo e fisico.

Basta vedere cosa accade con i malanni di stagione. Febbre? raffreddore? prendi il farmaco X e la vita tornerà a sorridere!, mentre non ti dicono che l'unica cosa di cui hai bisogno, e te lo dice chiaramente il corpo... è RIPOSO!

Certo non è tutto così facile.. ma la strada è sempre quella.
Ripetiamo, se si vuole una nuova medicina, servono nuovi medici, ma anche nuovi pazienti... non cadiamo nella trappola marketing delle campagne pubblicitarie.

Letture correlate:
COME GUARIRE, L'AUTOGURARIGIONE IN 5 PUNTI TRA FILOSOFIA E NEUROSCIENZA

MALATTIA COME PORTATRICE DI LUCE: Un nuovo medico, una nuova medicina per nuovi pazienti.

Se vuoi rimanere aggiornato su DISINFORMAZSIONE SALUTE, inserisci gratuitamente la tua email nel box di seguito:

Lifemenews
Se vuoi rimanere aggiornato iscriviti gratuitamente alla newsletter
... oppure inserisci i tuoi dati:


L'indirizzo al quale desideri ricevere le newsletter gratuitamente.

Fonti principali

http://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.0030191
http://www.who.int/campaigns/world-health-day/2017/en/

1. Moynihan R, Heath I, Henry D (2002) Selling sickness: The pharmaceutical industry and disease-mongering. BMJ 324: 886–891.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
2. Moynihan R, Cassels A (2005) Selling sickness: How the worlds biggest pharmaceutical companies are turning us all into patients. New York: Nation Books. 254 p.
3. Payer L (1992) Disease-mongers: How doctors, drug companies, and insurers are making you feel sick. New York: Wiley and Sons. 292 p.
4. Moynihan R (2002) Alosteron: A case study in regulatory capture or a victory for patients rights? BMJ 325: 592–595.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
5. Koerner B (2002) Disorders made to order. Mother Jones 27: 58–63.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
6. Woloshin S, Schwartz LM (2006) Giving legs to restless legs: A case study of how the media helps make people sick. PLoS Med 3: e170. doi: 10.1371/journal.pmed.0030170.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
7. Tiefer L (2006) Female sexual dysfunction: A case study of disease mongering and activist resistance. PLoS Med 3(4): e178. doi: 10.1371/journal.pmed.0030178.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
8. Illich I (1976) Limits to medicine. London: Penguin. 294 p.
9. Parry V (2003) The art of branding a condition. Med Mark Media 38: 43–49.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
10. Coe J (2003) Healthcare: The lifestyle drugs outlook to 2008, unlocking new value in well-being. London: Reuters Business Insight. 243 p.
11. Moynihan R (2004) The intangible magic of celebrity marketing. PLoS Med 1: e42. doi: 10.1371/journal.pmed.0010042.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
12. Moynihan R (1998) Too much medicine. Sydney: ABC Books. 308 p.
13. Lexchin J (2006) Bigger and better: How Pfizer redefined erectile dysfunction. PLoS Med 3: e132. doi: 10.1371/journal.pmed.0030132.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
14. Mintzes B (1998) Blurring the boundaries. Amsterdam: Health Action Internatonal. Available: http://haiweb.org/pubs/blurring/blurring.intro.html. Accessed 7 March 2006 .
15. Health Action International (1999) The ties that bind: Weighing the risks and benefits of pharmaceutical industry sponsorship. Amsterdam: Health Action International. Available: http://www.haiweb.org/campaign/spon/toc.html. Accessed 7 March 2006 .
16. Health and Social Campaigners News International2004 Apr. Health campaigners, fundraising and the growth of industry involvement. Knighton (Wales): Patient View. 57 p.
17. Royal College of General Practitioners [RCGP]2004 RCGP warns against unhealthy pharmaceutical industry. London: RCGP.817 Available: http://www.rcgp.org.uk/default.aspx?page=1609. Accessed 7 March 2006 .
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
18. House of Commons Health Committee (2005) The influence of the pharmaceutical industry: Fourth report of session 2004–2005. London: House of Commons. Available: http://www.lindalliance.org/pdfs/HofCHealthCommittee.pdf. Accessed 7 March 2006 .
19. Moran M (2005) A breakthrough in R&D for neglected diseases: A new way to get the drugs we need. PLoS Medicine 2: e302. doi: 10.1371/journal.pmed.0020302.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar
20. Moynihan R, Murphy K2002 Doctors causing a drug costs blowout. Australian Financial Review. 318 1.
View Article
PubMed/NCBI
Google Scholar









Nessun commento:

Posta un commento

Ogni commento è gradito...per confrontarsi,crescere insieme.Niente spam grazie.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...