CLASSIFICA DEI LIBRI PIÙ VENDUTI

MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop -Agosto Sconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!

MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop -Agosto Sconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!
MACROLIBRARSI: Promozioni Bio-Shop - AgostoSconti fino al 33% su più di 200 prodotti bio!

2017/02/09

COME RESPIRI? IL RESPIRO È CONNESSO AL MOVIMENTO DI TUTTE LE NOSTRE EMOZIONI, PENSIERI, AZIONI.


Ogni stato patologico, ogni malattia, colpisce tre aspetti:

Respiro
Digestione
Sonno

Tre aspetti della nostra vita profondamente collegati, ed oggi andremo ad osservare quanto il modo in cui respiriamo sia determinante per la nostra salute fisica e mentale.

Nuovamente la razionalità delle scienze moderne riprende e sviscera un sapere antico. Partiamo da questo dire:

«Il respiro ed i suoi movimenti sono connessi al movimento di tutte le nostre emozioni e pensieri»

Mente, pensieri, cuore, emozioni tutti collegati da un filo... il respiro.
Il respiro influenza le emozioni, i pensieri, le azioni.  Le azioni, i pensieri, le emozioni vengono modulate dal respiro. Vediamo cosa dicono ( purtroppo solo in parte perché sarebbe molto più ampio il discorso) il sapere antico e quello moderno.

Sapere antico
Nei testi antichi si parla di ana → respiro.
Affascinante è cercare spiegazione attraverso l'origine della parola, per capire come la parola unisce culture diverse... come tutto torna ad un solo, puro semplice significato.

La consonante n nella prima lingua indoeropea era il simbolo dell'acqua. Con essa fu costruita la radice verbale an, che avvia [a] il soffio an-imatore delle acque [n], ovvero il respiro, inalava ed esalava l'energia vitale portata dalle acque cosmiche, considerate "madri" (con la radice an fu infatti composto il verbo jan → generare).
Il sanscrito ereditò la radice così ana significò respiro, anila soffio aria.

Con la radice an il greco formò la parola anemos → soffio, ma grandioso fu il merito del latino che con le parole an-imus (animo) e an-ima (anima) ha racchiuso sia l'aspetto materiale, corporeo del principio vitale (an) sia quello trascendentale ed immateriale.

Ma an non è solo l'origine di anima ed animo.... In indoeuropeo la consonante m significava limite, pertanto con la radice an fu composto man, ovvero la dimensione, la circoscrizione del soffio vitale a cui fu attribuito il senso di pensare. Dal verbo man derivò il termine manas ovvero mente, pensiero, nel senso di coscienza dell'intelletto e dei sensi, funzione psichica che nasce dal cuore, visto che il cuore era ritenuto la sede della coscienza e delle emozioni.

Quindi ogni moto del cuore, delle nostre emozioni, influenzano e costituiscono il nostro pensiero che è legato materialmente, etimologicamente al respiro.

Tutto ciò che siamo, facciamo, modula il respiro.. e per legge aristotelica, si risale al verso contrario.

Così lo yoga insegna che, una respirazione lenta: calma la mente, riequilibra gli emisferi, modula i nostri ormoni, quindi la nostra costituzione biologica, genetica, epigenetica.
Esistono così i benefici del respirare solo con il naso, della respirazione addominale, dell'inspiro, dell'espiro, della sincronizzazione con il movimento, dell'importanza del trattenere quando si espira e quando si inspira, della differenza fra le due.. esiste il pranayama.

Nelle lezioni di yoga terapia, infatti, una delle prime cose che spiego è l'importanza della sincronizzazione respiro movimento, e che la respirazione oltre ad essere addominale deve avvenire solo dal naso, sia inspiro, sia espiro.

Quando si respira dalla bocca si attiva il sistema simpatico, il cervello viene messo in allarme, il rilascio di ormoni legati allo scappa-fuggi diviene automatico... in realtà noi vogliamo ottenere il contrario, il turn off del simpatico e turn on del parasimapatico.

Il respiro ha tutto un suo sapere e se vissuto con poca consapevolezza, solo nella sua attività automatica, lasciandolo allo stato brado diventa solo schiavo del corpo, della mente, dell'ego...apparente strumento di sopravvivenza.. e non il sublime strumento per vivere ed equilibrare corpo e mente.

Ma tutto questo sapere potrebbe non soddisfare abbastanza la nostra razionalità, e continuare così a guardarlo con scetticismo.
Così le neuroscienze, la neuroimaging ci vengono in soccorso... per soddisfare e sfamare il razionale che è in noi.. il desiderio di prove concrete, materiali.

Sapere moderno

Citarle tutte è impossibile, riportiamo uno degli ultimi studi svolti dalla

Northwestern University. Così dichiara:
«La respirazione non è solo per l'ossigeno; essa è ora (ndr. un ora inteso scientificamente.. visto che in realtà troviamo lo stesso dire in scritti vecchi millenni!!) collegata al comportamento e funzione del cervello.  Gli scienziati della Northwestern hanno scoperto, per la prima volta, che il ritmo del respiro crea attività elettrica nel cervello umano che esalta sentenze emotive e richiamo della memoria.Questi effetti sul comportamento dipendono criticamente se si attua un inspiro o un espiro e se ciò avviene attraverso il naso o la bocca.
Per chi conosce lo yoga, il pranayama, la Baghavadgita... niente di nuovo sul fronte occidentale, ma per chi è stato sempre scettico di questo sapere, sono concrete dimostrazioni che possono aiutare la consapevolezza e la trasformazione.

Non importa come si arriva alla consapevolezza, ognuno ha la sua strada  e le sue necessità, l'importante è arrivare a capire come funzioniamo, e fare delle scelte di responsabilità.

“Uno dei principali risultati di questo studio è che c’è una differenza fondamentale nell’attività cerebrale nell’amigdala e nell’ippocampo durante l’inalazione rispetto all’espirazione,” ha detto l’autore Christina Zelano, assistente professore di neurologia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine. “Quando si inspira, abbiamo scoperto che si stimolano i neuroni nella corteccia olfattiva, amigdala e l’ippocampo, in tutto il sistema limbico. “Quando si inala, si interviene  nella sincronizzazione delle oscillazioni del cervello attraverso la rete limbica”, ha osservato Zelano.

In particolare, il potere oscillatorio ha raggiunto il picco durante l’inspirazione e dissipata quando la respirazione è stata deviato dal naso alla bocca. Esperimenti comportamentali paralleli hanno dimostrato che la fase di respirazione migliora la discriminazione della paura e il recupero della memoria. I nostri risultati forniscono un quadro di riferimento unico per la comprensione del ruolo fondamentale della respirazione nasale nel coordinare le oscillazioni neuronali per supportare l’elaborazione di stimolo e di comportamento.

Questa scoperta ha portato gli scienziati a chiedere se le funzioni cognitive in genere associata a queste aree del cervello — in particolare temono di elaborazione e memoria — potrebbe essere influenzate dalla respirazione.

La respirazione nasale comporta delle oscillazioni nel sistema libico umano e modula la funzione cognitiva” di Christina Zelano, Heidi Jiang, Guangyu Zhou, Nikita Arora, Stephan Schuele, Joshua Rosenow e Jay A. Gottfried in Journal of Neuroscience. Pubblicato online il 7 dicembre 2016 doi: 10,1523 / JNEUROSCI.2586-16.2016

La risposta... è certo che si.

Imparare a respirare non vuol dire eseguire  sterili esercizi di pranayama. Bisogna comprendere che la nostra vita è legata al respiro, e la sua qualità influenza il nostro fisico, la nostra mente, la nostra percezione del mondo esterno, le nostre emozioni. Capire che le emozioni di paura, lo stress, vanno a modulare in modo negativo il nostro respiro, accorciandolo... e quindi ad accorciare il nostro soffio vitale.
Certo è importante iniziare imparando una tecnica, ma questa tecnica deve entrare ed essere compresa dal cuore, dalla mente, dal corpo, dall'anima.. e portata fuori dal tappetino. Facile? Dipende dalla nostra volontà, dal nostro desiderio di essere consapevoli e vole star bene. Nulla ci trascina, è la nostra percezione che ci porta ad essere trascinati dagli eventi.


LEGGI ANCHE:
GUIDA AD UNA CORRETTA RESPIRAZIONE: COME RESPIRI? PERCHÈ CAMBIARE?
Con il test per comprendere la nostra respirazione.
 

Inspira, espira e vivi ogni respiro con profonda consapevolezza di chi sei, e che regalo stai donando a te stesso.

Come spiega Vimala, il respiro è il più alto yajna.
Yajna è il riversare completamente se stesso nel movimento della vita, in quello che stiamo facendo, pensando, osservando.. sia che si tratti del guardare una persona, parlarle, guardare il cielo, lavorare,... respirare.


Se vuoi rimanere aggiornato su YOGA, SALTO QUANTICO, inserisci gratuitamente la tua email nel box qui sotto:


Lifemenews
Se vuoi rimanere aggiornato iscriviti gratuitamente alla newsletter
... oppure inserisci i tuoi dati:


L'indirizzo al quale desideri ricevere le newsletter gratuitamente.



Fonte parziale
http://neurosciencenews.com/memory-fear-breathing-5699/

Nessun commento:

Posta un commento

Ogni commento è gradito...per confrontarsi,crescere insieme.Niente spam grazie.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...