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2017/02/07

BANANE A BASSO COSTO: IL FRUTTO CON PIÙ PESTICIDI. I SUOI DANNI, DAL COLTIVATORE AL CONSUMATORE.


 Le banane il frutto più popolare, il frutto con più pesticidi.



Insieme agli Stati Uniti l'Europa è il principale importatore di questo frutto. Con una produzione annua di circa 100 milioni di tonnellate è uno dei prodotti agroalimentari più venduti al mondo.
Sarà il triptofano presente nella polpa a farne un frutto così ambito, forse il basso costo, rimasto invariato nell'ultimo decennio, a differenza  di tutta l'altra frutta... forse perché sempre disponibile, soprattutto d'inverno, quando il resto della frutta nostrana scarseggia.

Comunque sia, l'acquisto delle banane deve essere fatto oltremodo con intelligenza, sia per la nostra salute, visto che è uno dei frutti con il più alto utilizzo di pesticida, sia per rispetto a chi le coltiva, inteso come forza lavoro (sfruttamento e alta mortalità da avvelenamenti mortali), sia per l'impatto ambientale.. sia per combattere il giro d'affari delle lobby.
Quando compriamo una banana, dobbiamo sempre tener presente che solo una minima parte del prezzo finale va al lavoratore: secondo un’inchiesta commissionata da Banana Link nel 2015, si tratta solo del 6,9%. Il resto dei guadagni si spalmano su tutta la catena produttiva, dove la parte del leone la fanno gli importatori (che trattengono un 20,4%) ma soprattutto i supermercati, che si prendono il 42,4%

Quanti pesticida per far crescere le banane?

Alcuni esperti stimano che vengono utilizzati 15kg di pesticidi per ettaro (van Wendel de Joode 2012, citando Wesseling 2001 e 2009 Ramírez), lo supera solo la coltura del cotone. L' alta intensità di uso di "fitosanitari" per la produzione di esportazione di banane è ben documentato

L'onere di fornire il "fabbisogno" globale di banane ricade sui paesi nei tropici, tra cui Costa Rica, India, Brasile, Ecuador..., poiché richiedono particolari condizioni climatiche. Anche se questi paesi hanno ottime condizioni climatiche per la crescita delle banane, hanno però anche una varietà di parassiti e funghi che possono devastare questa coltura popolare, ad esempio la crescita di un fungo  chiamato Black Sigotoka. Questa crescita può distruggere un'intera piantagione in circa una settimana - un problema costoso per questo frutto redditizio. In realtà le principali motivazioni dell'uso massiccio di pesticidi e vari trattamenti chimici sono dovute a:

- Monocultura/Coltura intensiva (che ha portato alla deforestazione di grandi quantità di bosco umido e alla perdita irreparabile di un gran numero di specie endemiche)
- Obbligo di prezzi bassi e tempi ristretti di produzione
- Richiesta specifica di dimensioni/standardizzazione


Su larga scala, tutti sistemi di produzione monocoltura (come l'ananas) dipendono da fertilizzanti sintetici e pesticidi, poichè aumentano i rendimenti, ma hanno un impatto deleterio sulla salute umana e l'ambiente.
Queste monocolture, sempre più in crescita, grazie ai prezzi ribassati in Europa, vengono sistematicamente irrorate con gran quantità di fitosanitari, rilasciati con aereoplani,o ancor peggio, a mano, direttamente dai coltivatori, i quali non vengono in alcun modo protetti. La maggior parte dei coltivatori, con famiglia (tutti attivi nel processo di produzione e lavorazione) vivono all'interno delle stesse piantagioni.

L’esposizione prolungata a piccole dosi di sostanze tossiche, per esempio quelle sparse dagli atomizzatori comunemente usati in agricoltura e per la manutenzione di strade e verde pubblico, possono portare a infiammazioni croniche che a loro volta si sviluppano nel cancro o in malattie degenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson e la SLA. Altro grande pericolo è per i feti e per i bambini: i pesticidi sono interferenti endocrini e possono passare dalla madre al feto modificando le cellule germinali e alterare il DNA. Le conseguenze possono essere autismo, deficit di attenzione e altro. Queste sostanze sono anche parzialmente responsabili dell’aumento di sterilità maschile e di disfunzioni alla tiroide, di aborto spontanea e malformazioni neonatali. I pesticidi contengono anche altre sostanze, non dichiarate in etichetta, che  miscelate insieme all'agente primario formano dei cocktail ancora più pericolosi.

Ad esempio le piantagioni intensive in Honduras possono raggiungere anche i 2000 ettari di estensione, e per "sopportare" i prezzi bassi e i tempi ristretti delle enormi richieste di esportazione le banane vengono sottoposte a vari trattamenti, non solo di pesticidi, come la copertura dei caschi con polietilene dove vengono inseriti i pesticidi, ed ampio utilizzo di input di sintesi.

Ricordate che quando il prezzo di un prodotto è troppo basso, alto è l'interesse che copre. Lo scenario che si presenta nelle piantagioni di banane (di ananas è molto simile) è sempre più deleterio...infatti i principali rivenditori non sono più solo Chiquita, Dolce e Del Monte, ma anche supermercati e Discount, i quali hanno rinunciato ad essere i proprietari diretti delle piantagioni per non assumersi alcun tipo di responsabilità sociale ed ambientale, ma demandano tutto il lavoro sporco, imponendo ritmi di produzione e quel che ne compete ai proprietari locali.

La raccolta, dopo nove mesi, delle banane avviene mentre sono ancora verdi. Prima di far partire le spedizioni, le imprese cospargono i frutti di sostanze chimiche che ne rallentano la maturazione: il più comune è il tiabendazolo, altrimenti noto come E233 (di cui parleremo dopo), che serve per contrastare muffe, avvizzimenti e altri tipi di funghi. Vengono trasportate ad una temperatura di 13,3 ° C al fine di aumentare la loro durata. Quando le banane arrivano a destinazione  sono inviati a maturazione  nelle camere a gas con etilene (come le mele) e poi inviate ai negozi. Quindi non solo pesticidi per la coltivazione ma imput di sintesi dannosi per il packaging.

La standardizzazione degli esemplari di banano è un altro aspetto molto pericoloso, poiché un parassita nuovo o particolarmente resistente ai trattamenti con pesticidi è potenzialmente in grado di distruggere interi bananeti.
Ecco che dunque i motivi per i quali le piantagioni di banani sono gestite attraverso un utilizzo massiccio di prodotti antifungini.

I principali pesticidi utilizzati:

Fra i funghicida usati abbiamo
Funghicida da contatto,vengono utilizzati contro le malattie fogliari. Restano sulla superficie delle piante e agiscono impedendo la germinazione delle spore. Tuttavia, essi sono efficaci solo sulle foglie presenti al momento dell'applicazione e possono essere facilmente lavati via dalla pioggia.
Le principali classi chimiche di fungicidi di contatto utilizzati nelle piantagioni di banane sono derivati ​​del benzene e carbammati, per i quali non ci sono limiti o restrizioni riguardanti il ​​numero di applicazioni, i tempi e la sequenza finché è entro i limiti delle etichette dei produttori. Ad esempio:
Clorotalonil
Mancozeb è sicuramente uno dei più utilizzati anche in spray. Come un inibitore della colinesterasi, può avere effetti sul sistema nervoso.

Funghicida sistemici, che sono assorbiti in piante. Si tratta di tutta una serie di pesticida che vanno ad interferire con la divisione cellulare, respirazione mitocondriale...per ridurre la proliferazione dei funghi e la selezione.

Benzimidazoles: benomyl (in tempi molto brevi in seguito al suo utilizzo, si trasforma in un suo derivato, il carbendazim), carbendazim, thiophanate, thiophanate-methyl[1] , thiabendazolo(TBZ). Il thiabendazolo, noto anche come Mintezol e Tresaderm, ad alte dosi è tossico per l’uomo e un’esposizione elevata può causare capogiri, inappetenza, nausea e vomito. La sua formula chimica è C10H7N3S.
Un’esposizione cronica invece può causare un ritardo sulla crescita, nonché alterazioni sugli organi emopoietici e sul midollo osseo.
Il thiabendazolo è un additivo autorizzato dalla legislazione europea, e viene indicato con la sigla E233: è obbligatorio indicare in etichetta (o sui cartellini informativi) quando un prodotto è trattato con tale sostanza. Secondo la legislazione italiana, il massimo limite residuo è di 1 milligrammo/chilo per il carbendazim e 5 mg/kg per il thiabendazolo (D.M. 19 maggio 2000. Testo unico sui limiti massimi di residui di sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari).
È il residuo di pesticidi più comuni che si può trovano nelle banane. Come denuncia il Pesticide Action Network, la sua presenza si verifica al 48,1 per cento delle banane testate.

Quinone outside inhibitors: azoxystrobin, pyraclostrobin, trifloxystrobin
Demethylation inhibitors:bitertanol, difenoconazole, epoxiconazole, fenbuconazole, myclobutanil, propiconazole, tebuconazole, tetraconazole, triadimenol
Amines: piroxamine, fenpropimorph, fenpropidin and tridemorph
Anilinopyrimidines: Pyrimethanil
Succinate dehydrogenase inhibitors (SDHIs): boscalid, fluopyram, fluxapyroxad and isopyrazam
Guanidines
N-Phenylcarbamates


Abbiamo poi atri pesticidi come:

Clorpirifos un insetticida, acaricida e miticida (chlorpyrifos)
Chimicamente scritto come C9H11Cl3NO3PS. Interferente endocrino, di cui, da anni ormai, si conosce la pericolosità, infatti la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza è in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono. Il CPF infatti, come tutti i pesticidi organofosforici, inibisce l'enzima che regola l'acetilcolina (neurotrasmettitore) nel sistema nervoso centrale e periferico. L’esposizione cronica agli organofosforici può portare a perdita di memoria, depressione ed insonnia. Gli effetti del CPF sono particolarmente rilevanti quando ad essere esposti sono gruppi di popolazione maggiormente vulnerabili come le donne in gravidanza, e di conseguenza il feto ed i bambini; studi sperimentali mostrano come, in queste fasi, il CPF può interferire in maniera permanente con lo sviluppo neurocomportamentale (Venerosi et al, 2008). Quanto di questo pesticida rimane in ciò che arriva sulle nostre tavole? Per esempio nel 2013 gli elevati livelli di residui nell’olio extravergine di oliva sono diventati anche  oggetto di una interrogazione al Parlamento europeo e a maggio la Regione Puglia sospende l’utilizzo del pesticidi sugli ulivi; ma il produttore, la Dow AgroSciences, replica immediatamente con una nota affermando che, siccome la sostanza è autorizzata, non può sottostare a limitazioni.

Azoxystrobin, è un fungicida, conosciuto da nomi commerciali tra cui Amistar e Patrimonio, azoxystrobin è efficace contro molteplici funghi, come l'oidio, peronospora, ticchiolatura del melo e ruggini. Assorbito attraverso le radici dell'albero di banana si muove attraverso le foglie per tenere a bada il fungo. Descritta come metil (E) -2- {2- [6- (2-cyanophenoxy) pirimidin-4-ilossi] fenil} -3-metossiacrilato).

Imidacloprid, è un neonicotinoide, che agisce come un insetticida neurotossico. Questo composto chimico, 1- (6-cloro-3-piridilmetil) -N-nitroimidazolidin-2-ilidenamina, può essere usato come trattamento seme o applicato localmente.

Tutte le sostanze tossiche nel packaging: Gas di maturazione e prodotti di sintesi per non avere le banane macchiate di nero!!

Il problema è solo se la polpa è tossica?


Tante sono le ricerche in merito.. e  quasi tutte vanno a sostenere che la polpa viene poco intaccata. A prescindere che se ne dica, ovvero che la buccia ripara da molti pesticida, che alcuni vengono lavati dalla pioggia... l'acquisto di un prodotto non biologico, fa la sua non sana differenza. Perchè, anche se la percentuale di assunzione diretta del pesticida, attraverso la polpa, è apparentemente minima, in realtà , come conseguenza del ciclo della natura, li ingeriamo attraverso altri alimenti, acqua, aria... vale la pena incentivare la produzione di un alimento che va a distruggere noi, l'ambiente, che causa la morte e malformazioni di tanti uomini, donne e bambini (lavoratori delle piantagioni), solo per il desiderio esotico di un frutto a basso costo?

I terreni sono completamente impregnati di sostanze tossiche, i frutti nascono da terreni saturi, inquinate sono le falde, le piogge...
Sono stati documentati alti livelli di contaminazione delle acqua da bromacyl, diuron e diazinon. Il bromacyl ha portato a residui nelle acque potabili a livelli 20 volte superiori rispetto a quelli permessi dagli USA nell'acqua del rubinetto. Oltre che la fumigazione porta alla contaminazione anche dei campi limitrofi e dei villaggi circondari.

E dulcis in fundo...la salute dei coltivatori. Questo è il vero lato oscuro di questo frutto.
Un quinto degli uomini che lavorano nelle piantagioni è sterile e le lavoratrici rischiano di dare alla luce bambini con difetti genetici e vedono aumentare del 50 per cento la probabilità di contrarre la leucemia. Dal 2008, le statistiche mostrano 200 casi di avvelenamento fatale da Methomyl nella sola Costa Rica.

"..gli aerei arrivano e li spargono senza preavviso, anche mentre noi stiamo lavorando o, peggio, mentre stiamo mangiando. Succede una volta ogni 10 giorni. Tutto viene ricoperto da un liquido giallo dall’odore fortissimo, tanto che si fatica a respirare".

Il Mancozeb, ad esempio, è stato annoverato tra i pesticidi più pericolosi secondo il PAN (Pesticide Action Network).

“Negli Stati Uniti per utilizzare il Mancozeb si è obbligati per legge a prendere diverse precauzioni: i piloti aerei devono avere cabine ermetiche, i lavoratori possono tornare nei campi non prima che siano passate due ore dalla fumigazione e addirittura i vestiti di chi è stato a contatto con la sostanza vanno buttati. Qui invece a nessuno importa niente, i pesticidi inquinano l’aria e l’acqua dei fiumi e finiscono per comportare grossi danni alla salute dei lavoratori e degli abitanti della zona, ma nessuno muove un dito”.

In questa zona si riscontra infatti una forte incidenza del cancro e un alto numero di aborti spontanei e bambini nati con deformazioni. Una ricerca del 2007 di Acción Ecológica effettuata su due comunità ecuadoriane esposte a fumigazione mostra che “le persone presentano una maggior probabilità di contrarre malattie sia acute sia croniche”. Leggetevi,  a riguardo, anche l'inchiesta di Alice facchini.

IMPACTO DE LAS FUMIGACIONES AÉREAS  EN LAS BANANERAS DE LAS RAMAS-SALITRE-GUAYAS 
Enero - 2007
ACCIÓN ECOLÓGICA - FEDESO - RED JUVENIL DE SALITRE
Elaborado por: Adolfo Maldonado y Ana Lucía Martíne


Esempio di esposizione sui bambini nelle piantagioni:
Per valutare l'esposizione ambientale ai pesticidi dei piccoli indigeni del Costa Rica sono stati raccolti campioni anche dalle mani e dai piedi di alcuni dei bambini e di suolo, polvere nelle case e dei materassi, nell'acqua potabile e in quella di corsi d'acqua e nell'aria raccolti all'interno o nei pressi delle abitazioni dei bambini o vicino alle scuole. Secondo i ricercatori «In media, i bambini dei villaggi di banane e piantaggine avevano il doppio dei livelli TCPy (marker per il pesticida Clorpirifos ) nelle urine con 1,6 e 2,0 microgrammi per litro (mg/l) rispetto ai bambini del villaggio delle banane bio, che hanno avuto una media di 0,8 mg/l. Anche i ragazzi che vivono nelle  piantagioni di banane avevano livelli più alti di TCPy rispetto alle ragazze, il che suggerisce che i ragazzi passano più tempo a lavorare nella piantagione o nell'assistenza ad altri compiti connessi con l'esposizione al Cpf. Gli allarmanti livelli di TCPy nelle urine suggeriscono che più della metà dei ragazzi di tutti e tre i villaggi abbiano superato la dose giornaliera di riferimento Cpf  considerata sicuro per gli standard Usa di 0.03 μg/kg/giorno per le esposizioni croniche nei bambini.

In media, i bambini dei villaggi di banana e piantaggine hanno assorbito 3 volte la dose di riferimento, e quelli del villaggio biologico hanno assorbito 1,5 volte la dose di riferimento. Il livello di riferimento è stato superato rispettivamente nel 97%, 82% e 68%  dei singoli campioni di urina dei bambini dei villaggi di banane e piantaggine e di quelli biologici». Gli studi precedenti collegano le esposizioni pre-natali al Cpf ad abbassamento del quoziente intellettivo, problemi di memoria, ritardi nello sviluppo mentale e motorio ed a maggiori tassi di Adhd nei bambini», cioè l'Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, sindrome da deficit di attenzione e iperattività.


Uomini adulti, bambini, donne... entrano in contatto diretto con queste sostanze, infatti nella maggior parte di casi devono praticare applicazioni manuali (senza protezione) di pesticidi- interferenti endocrini, come il sucitato Clorpirifos o Terbufos.Se volete approfondire leggete sul NEMAGON, il pesticida-fertilizzante miracoloso... e tutti i suoi danni. Dopo trent'anni di denuncia si iniziano ad avere ora i primi indennizzi ai lavoratori e famiglie, per i suoi danni.

http://www.benoitaquin.com/en/index.php?/projects/nemagon/



Alcuni link :

Cosa è il Nemagon e breve storia

Il Nemagòn: un grave pericolo per la salute dei lavoratori nicaraguensi delle bananeras e dintorni. ("Division de Relaciones Internacionales de la Asamblea Nacional de Nicaragua- Managua", settembre 1998)
Banane e pesticidi. Il Governo della Costa Rica indennizza le vittime del Nemagon dopo trent’anni.
BANANAS
Nemagon Survivors
40 años en la lucha: las cicatrices del nemagón


Banana Link, organizzazione partner di Gvc (Gruppo di volontariato civile) da anni si batte per un commercio sostenibile di banane ed ananas. Pubblica periodicamente rapporti sui principali paesi produttori quali Asia, Africa e America Latina, mostrando le conseguenze di questo mercato orientato solo al profitto.



Biologico ed equo solidale la scelta giusta per l'acquisto

Per questi motivi, banane recanti una certificazione commercio biologica ed equo sono preferibili ai frutti coltivati con processi socialmente e ambientalmente-distruttivo. 

I fornitori di banane recanti la certificazione del commercio equo e solidale hanno accettato  alcune restrizioni sui pesticidi tossici, una maggiore tutela per i lavoratori e minimo ragionevole dei prezzi per i produttori (commercio equo e solidale 2014). 

Segui il marchio Fair Trade
Sicuramente questa certificazione è uno dei pochi strumenti a disposizione per dirigere il mercato delle banane verso un'alternativa valida, in rispetto dell'uomo e dell'ambiente in cui vive.
I lavoratori vengono tutelati nei loro diritti fondamentali, i prodotti con questa certificazione provengono da piccole produzioni familiari (da 11.600 piccoli coltivatori e 10.100 lavoratori delle piantagioni), che rischierebbero di scomparire nel mercato globalizzato, si tratta di un'agricoltura che rispetta i cicli della natura, non ha bisogno di usare imput di sintesi e quindi fornisce prodotti biologici. L' 89 per cento delle banane vendute a condizioni Fairtrade provengono dalla Repubblica Dominicana, Colombia, Perù ed Ecuador.      

Make fruit Fair

Campagna di sensibilizzazione mediatica e advocacy politica sul commercio della frutta tropicale
Nello specifico, l’obiettivo è rendere pubblico e condiviso il legame fra il commercio internazionale e lo sviluppo.


Ricerca guidata da CIRAD (International Agricultural Research for Development Centre) dimostra che una significativa riduzione  agrochimica può essere realizzata mantenendo buoni livelli di produttività e qualità. Sistemi organici sono sempre più essere visto come un'alternativa valida. Mentre le organizzazioni e istituti di ricerca si concentrano sulla scoperta di modi per migliorare il sistema di produzione di banane all'esportazione, la ricerca presentata in questo articolo si propone di identificare sistemi alternativi per la produzione di banane di esportazione per evidenziare le innovazioni agricole che possono provocare una riduzione uso di pesticidi.




Quindi, come sempre... NOI CONSUMATORI facciamo la differenza. Le scelte individuali diventano comportamenti sociali che influenzeranno a loro volta la vita, la salute di noi singoli.


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Fonti

http://www.frac.info/docs/default-source/working-groups/banana-group/group/2014-banana-frac-meeting-minutes---english.pdf?sfvrsn=2
http://www.pan-uk.org/files/PN103_phasing_out_HHPs_in_Costa_Rica.pdf
https://www.chemservice.com/news/2014/08/why-do-bananas-require-so-many-pesticides/
https://vimeo.com/22994612
Butler D. 2013. Fungus threatens top banana. Nature News. Nature 504, 195–196. December 12, 2013. [http://www.nature.com/news/fungus-threatens-top-banana-1.14336
Fair Trade International. 2014. Bananas. http://www.fairtrade.net/bananas.html
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Koppel, Dan. 2008. Yes, We Will Have No Bananas. New York Times. June 18, 2008. http://www.nytimes.com/2008/06/18/opinion/18koeppel.html
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http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=1&art.versione=1&art.codiceRedazionale=099A6371&art.dataPubblicazioneGazzetta=1999-07-29&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=1

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