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2017/02/05

AUTO CONOSCENZA ATTRAVERSO I SETTE SPECCHI ESSENI. Dai Veda alla Cabala dal Buddismo alla Fisica Quantistica e Neuroscienze

Un salto quantico attraverso i sette specchi esseni. Saggezza antica, razionalità della società moderna , ognuna con i suoi strumenti, ma entrambe tese alla ricerca di chi siamo.




Scienze moderne che arrivano a riscoprire verità antiche.
Fra i tanti concetti più belli sino ad ora trovati e che la scienza sta dimostrando, vi è quello della matrix energetica che ci sottende, di come noi siamo tutti interconnessi, e fra le visioni più intriganti vi è il concetto dello specchio.

Tutto ciò che vediamo, che ci arriva, i rapporti con gli altri, sono un nostro specchio. Quindi, quando "ho qualcuno davanti che mi parla, in realtà quello che succede è che io ho avuto bisogno di crearmi quella situazione, per cui la persona difronte parla ed agisce, ed attraverso le sue parole ed azioni io faccio l'esperienza che io quel giorno mi sono "prefissato" di fare..
ciò che è inconscio diventa visibile perché lo vediamo rispecchiato nell’altro. (Malanga : quando il fotone e l'antifotone, il suo specchio simmetrico, si incontrano e si uniscono diventano evidenti..)

Se infatti riuscissimo a comprendere come l'altro, attraverso il suo essere, diventa il nostro completamente, e ci permette di capire come evolvere, molti rapporti, soprattutto di coppia, non si vivrebbero in conflitto, osservando solo la mancanza dell'altro. Ogni volta che interagiamo con qualcuno ed osserviamo le nostre reazioni, dovrebbe essere un passo evolutivo.
La mancanza dell'altro corrisponde ad un nostro eccesso, un eccesso dell'altro corrisponde ad un nostro vuoto.. Imparare ad osservare l'altro quindi, non alla ricerca di cosa ci sia sbagliato in lui, ma come specchio delle nostre emozioni, pensieri, azioni... e viceversa.

Un concetto di specchio che può risultare  un "sospeso" filosofico, ma che in realtà trova ampia dimostrazione anche grazie ai neuroni specchio di cui ogni essere è dotato.
Queste cellule sono distribuite in alcune zone chiave del cervello, quali la corteccia prefrontale, le aree parietali inferiori che sono associate al movimento e alla percezione, il luogo parietale posteriore il solco temporale superiore e nell'insula, che sono le regioni del cervello corrispondenti alla capacità umana di cogliere i sentimenti altrui di comprenderne le intenzioni, oltre che usare il linguaggio.

Quante volte è capitato di dire.. "tutti mi evitano".
Abbiamo mai pensato a quale messaggio noi stiamo inviando?
Se in noi è sepolto un forte senso di paura, diffidenza verso gli altri, di chiusura.. seppur razionalmente desideriamo tanto avere amici.. in realtà ciò che trasparirà è ciò che il nostro inconscio, attraverso i neuroni specchio trasmette. Chi è di fronte a noi, con i suoi neuroni coglierà cosa noi inviamo, e tutto si materializzerà in distacco, diffidenza ...

Ciò che arriva quindi è solo ciò che noi emettiamo e ciò che noi percepiamo, e capirlo permetterà il famoso salto quantico tanto in voga. Bisognerebbe quindi accogliere ogni attimo, accettandolo, non come qualcosa che viene per nuocerci, ma come occasione di trasformazione, comprensione di noi stessi, occasione di evoluzione. Processo non facile...ma fattibile, con un passo alla volta.

Quante volte la nostra percezione dell'esterno ci porta ad affermare: "ma tutti a me arrivano?", " sempre a me accade?"
Nella ripetizione di ciò che ci arriva ed appare ogni volta sempre più devastante, vi è in realtà il ripetersi di una situazione che non abbiamo colto per fermarci e capire cosa cambiare, dove evolvere. Non abbiamo saputo vedere... come il concetto già visto in malattia e guarigione.  (spunti di lettura a fine articolo)

L’immagine riflessa rimanda ciò che siamo e come vibriamo. Questi concetti erano già chiari in tempi antichi, ma molto del materiale e della conoscenza che indicavano le strade per un percorso interiore, è andato perduto, o peggio dimenticato.

Un'antica storia racconta di come gli Esseni adottassero una precisa tecnica per lo sviluppo dell'auto conoscenza, quella dei setti specchi.


Con gli Esseni: Dai Veda alla Cabala alla Fisica Quantistica e Neuroscienze

L'esperienza essena si ritrova nello Zend Avesta di Zarathustra, negli insegnamenti dei Veda e nel buddismo, dove il "sacro albero dell'illuminazione" non e' altro che l'albero della vita. In Occidente contribuirono alla ricerca spirituale dello gnosticismo, della Cabala e del Cristianesimo, ma se andiamo a razionalizzarli scientificamente è tutto un sapere che Fisica quantistica e neuroscienze stanno dimostrando per sfamare la nostra parte razionale, la nostra corteccia cerebrale, così ancorata al materiale.
Gli Esseni divisero i rapporti umani in in 7categorie: 7 misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe sperimentato nel corso della sua vita di relazione. Gli Esseni li hanno definiti “specchi” e ci fanno ricordare che in ogni momento della nostra vita la nostra  realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano. L'obiettivo di tale dottrina è risvegliare nel cuore di ogni uomo una conoscenza intuitiva che sia capace di risolvere tanto i problemi individuali quanto quelli dell'intero mondo.

I manoscritti , sono stati portarti alla nostra conoscenza e analizzati anche da Greg Braden, uno scienziato che avevamo già incontrato, parlando della matrix energetica e di come le emozioni influenzano direttamente il DNA.

Alcuni passaggi, che seguono, sono tratti dalla videoconferenza Camminare tra i Mondi di Gregg Braden.

Il primo Specchio Esseno
"Il Primo Specchio ci rimanda il riflesso di ciò che siamo"È quello della nostra presenza nel momento presente.

 Il mistero è incentrato su cosa noi inviamo, nel presente, alle persone che ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da individui e modelli di comportamento in cui dominano la rabbia o la paura, lo specchio funziona in entrambi i sensi. Potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicità perché ciò che vediamo nel primo specchio è l’immagine di quello che noi siamo nel presente. Chi ci è vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci.

Niente di così lontano da quanto dimostrato con i famosi neuroni specchio..


Il secondo Specchio Esseno
"Il Secondo Specchio riflette ciò che giudichiamo."
Potrebbe assomigliare al primo, in realtà vuol far focalizzare la nostra conoscenza su ciò che noi giudichiamo negli altri come qualcosa che non riconosciamo di noi. Ad esempio ci arrivano sempre persone "maldicenti".. perché? Io non sono così, quindi cosa vuole dire questo specchio??
Questo specchio, più che mai, fa capire quanto siano importanti gli altri per conoscere noi stessi.

Quando riusciremo a comprendere che se qualcosa non ci piace non abbiamo bisogno di combatterla, solo allora smetteremo di dargli forza.
“Se giudico una persona sono in suo possesso.”

Quindi questo specchio ci aiuta ad osservare ciò che nel presente stiamo giudicando, e se lo stiamo facendo con rabbia, derisione, astio, risentimento vuol dire che  che siamo stati "catturati" e resi schiavi da ciò che stiamo giudicando! Liberarsi dall'emozione, osservando con distacco l'evento ci renderà liberi.. (non molto lontano da ciò che i Veda sostengono, l'importanza del distacco.. e da cosa chiede il famoso Salto quantico)

Se poniamo l’attenzione sul perché è capitato un evento siamo meno schiavi dell’emozione. Tutto ciò che è inconscio viene proiettato.. Allora noi non vediamo più ciò che è nostro, ma vediamo solo quello che abbiamo proiettato. È la famosa pagliuzza negli occhi del nostro prossimo. La proiezione è molto importante per il lavoro che si  dovrà poi fare sull'ombra (specchio sei), perché osservando questa proiezione, cioè sforzandosi di capire che quello che abbiamo proiettato è cosa nostra, noi cominciamo a stabilire un rapporto positivo con l'ombra (il nostro buio, il nostro inconscio, le nostre paure...). Consapevolezza non è colpa.


Il terzo Specchio Esseno
"Il Terzo Specchio riflette qualcosa che abbiamo perduto, dato via o ci è stata sottratta."

“Attraverso la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che, nella nostra innocenza, noi rinunciamo a delle grosse parti di noi stessi, per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Possono venir prese, senza che noi ce ne rendiamo conto, o forse le perdiamo consapevolmente o ancor ci vengono portate via da coloro che hanno un potere su di noi.”

È lo specchio più "magico"... quando si incontra, ovvero quando ci troviamo difronte ad una persona e percepiamo il completamento dello specchio, che potrebbe ricordare il concetto si ANIMA GEMELLA, il riconoscimento reciproco di familiarità, differente per molti dal concetto di anima compagna.
In pratica questo specchio porta in scene persone che hanno bisogno di mostrarci le parti che ci appartengono ma che sono andate perse nel corso della vita. La persona che svela, ricorda.. chi siamo, con lei finalmente esce la nostra parte sepolta... e stiamo bene, siamo liberi.
Non confondiamo questo con il semplice innamoramento, non è una questione di sesso, ma di messaggio.
Vivere quindi l'amore,il rapporto, come l'incontro fra due persone che si mostrano a vicenda la strada per crescere, un'esperienza che condividono nello spazio tempo chiamato presente, con rispetto, curiosità e senza aspettative.

Il quarto Specchio Esseno
Il Quarto Specchio riflette i nostri amori dimenticati

“Il quarto mistero dei rapporti umani, ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso la dipendenza e la compulsione, noi rinunciamo lentamente proprio alle cose a cui teniamo di più. Cioè mentre le cediamo, poco a poco vediamo noi stessi lasciare le cose che più amiamo.”

Si tratta di uno specchio che arriva a toccare una consapevolezza più profonda, un tuffo in chi siamo, un tuffo all'interno delle nostre paure, insicurezze, nel nostro ego che quindi si manifesta con il possesso, l'attaccamento, la dipendenza, i comportamenti compulsivi, le emozioni compulsive... tossiche.
Lasciando posto a tutto questo, a questo modello di Sé, a questo Ego che padrone di noi, agisce per nostro conto "volendo", in realtà ci sta privando proprio di ciò che amiamo... e desideriamo.
Modelli di noi stessi che si impossessano di noi..che ci portano via.

Si tratta di uno specchio difficile da guardare, perchè osservarlo vuol dire assumersi delle responsabilità, vuol dire fare delle scelte, capire che il "gioco facile" mostrato dall'ego (piacere, il volere, il possesso) in realtà sono solo gabbie. Il tratto positivo di questo modello è che può essere riconosciuto ad ogni stadio, senza dover arrivare agli estremi e perdendo tutto. Possiamo riconoscerlo, guarirlo e ritrovare la nostra interezza.

Concetti ritrovabili anche nella Bhagavadgita

II.62 Nell'uomo che indugia assorto negli oggetti dei sensi, nasce l'attaccamento per essi, dall'attaccamento nasce il desiderio, dal desiderio la collera.
II.63 la collera conduce allo smarrimento, lo smarrimento alla perdita della memoria, e la perdita della memoria produce la distruzione dell'intelligenza; e in seguito a questa distruzione l'uomo giunge a rovina.


Dobbiamo vivere a pieno le nostre relazioni con il mondo, ma mentre ci rapportiamo (con la natura, umani...) non dobbiamo venire frammentati, ma mantenere salda l'interezza, la libertà interna.

Ognuno di noi, con una osservazione neutra di Sé, può arrivare a capire, se lo vuole davvero, dove si sta boicottando da solo, dove condiziona la sua vita, dove perde delle energie, dove si racconta delle scuse, dove recita un ruolo...

Ricordiamo però che il cambiamento vero  è un qualcosa di molto profondo che ha come substrato

  • consapevolezza
  • azione
  • volontà
  • concentrazione
interconnessi fra di loro, dove l'unico che fa da condizione essenziale e sufficiente è proprio la volontà.
Interessante lettura correlata:
IL CAMBIAMENTO, COME E QUANDO SI ATTIVA, È SOLO FORZA DI VOLONTÀ?


Il quinto Specchio Esseno

"Il quinto specchio rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori nel corso della nostra interazione con loro."
Attraverso questo specchio, spiega Gregg Braden, ci viene chiesto di ammettere la possibilità che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le nostre credenze e aspettative nei confronti di quello che potrebbe configurarsi come il più sacro rapporto che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioè il rapporto fra noi e l’aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo.”

Per esempio, se ci sentiamo continuamente giudicati o se viviamo in una condizione per cui “non è mai abbastanza”, è altamente probabile che il rapporto con i nostri genitori rifletta la seguente verità: siamo noi che, grazie alla percezione che abbiamo della nostra persona, crediamo di non essere all’altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che da noi ci si aspettava.

Il sesto Specchio Esseno

“Il Sesto Specchio riflette la nostra ricerca dell’oscura notte dell’anima.”

Un nome alquanto sinistro ma che non rappresenta necessariamente uno specchio sinistro. Attraverso l’oscura notte dell’anima ci viene infatti ricordato che la vita e la natura tendono verso l’equilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare quell’equilibrio. Nel momento in cui affrontiamo le più grandi sfide della vita, possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo aver accumulato gli strumenti necessari per superarle con grazia e facilità; perché è quello il solo modo per superarle. Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti, non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilità. Quindi, da questa prospettiva, le sfide più alte della vita, quelle che ci vengono imposte dai rapporti umani e forse dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere concepite come delle grandi opportunità, che ci consentono di saggiare la nostra abilità, anziché come dei test da superare o fallire. E’ proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell’anima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l’emozione, il sentimento ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci.

La Bhagavadgita infatti insegna: "Nel dolore risiede una grande potenzialità dinamica, sempre che si riesca a non permettere all'ego ed al dolore di gratificare se stessi (sgomento, depressione...)"

Operare un distacco dal mondo così come lo conosciamo, richiede volontà, sforzo e coraggio. Se le nostre paure, i nostri mostri da sconfiggere sono molti e le ombre che abbiamo dentro sono pressanti, la notte oscura sarà un’esperienza forse dolorosa, ma se  impariamo a lasciar andare, accettando con distacco ciò che arriva e comprendendo che è un'occasione di cambiamento ed evoluzione,  tutto sarà più rapido e prezioso.

L'ombra è l'inconscio.. concetto caro anche a Jung. Nel pensiero junghiano, la psiche è duale (o doppia) venendo a significare che ogni atteggiamento o sentimento contiene il suo opposto; ecco quindi che la sottomissione convive con la prevaricazione, l’odio con l’amore, il conscio con l’inconscio…I due archetipi, Anima (femminile) e Animus (maschile), sono da sempre presenti nell’inconscio collettivo. Entrambi proiettano nell’altro il proprio archetipo (Anima, Animus) e la relative energia. La proiezione potrebbe provenire dall’Ombra ( L’Ombra è il nostro aspetto peggiore, evidenzia ciò che ignoriamo e che ribaltiamo all’esterno sotto forma di paura, rifiuto, desiderio, etc.).

La mancata elaborazione dell’Ombra, ci porta a proiettare lati negative e quindi, ecco perché spesso le relazioni sono disastrose. Questo perché, come già espresso inizialmente, nella proiezione, ciò che è inconscio diventa visibile perché lo vediamo rispecchiato nell’altro.
Passare dentro la nostra ombra ci libera. La notte oscura ci traghetta verso il nostro equilibrio, è una risorsa preziosa per la nostra evoluzione personale.

Il settimo Specchio Esseno

Il Settimo Specchio riflette la nostra percezione di noi stessi.
“Il settimo specchio esseno era il più sottile e, per alcuni versi, anche il più difficile. È lo specchio che ci chiede di ammettere la possibilità che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi risultati, è di per sé  perfetta e naturale. A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli altri traguardi che sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere.”

Il tutto è perfetto del salto quantico. Tutto è perfetto perché nulla viene per nuocerci. Tutto è perfetto perché  tutto viene come occasione per la nostra crescita.
Leggi anche: COME VIVERE IL TUTTO È PERFETTO NEL CAOS DEL MONDO?

Gregg Braden spiega che nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni aspetto della nostra vita personale sia perfetto così com’è. Dalla forma e peso del nostro corpo, ai risultati personali in ambito accademico, aziendale o sportivo. Il settimo specchio ci invita quindi a prenderci
come  unico punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.
Questo è lo specchio più ampio dei sette, nel quale l’intero Universo diventa Uno e finalmente è riconosciuto come vibrazione del proprio mondo interiore.
Tutto è dentro di me e Tutto è perfetto.

Quindi concetto dello specchio, neuroni specchio, matrix energetica che ci sottende, capacità di modulare gli stati emotivi di chi è attorno a noi attraverso la coerenza.. tanti spunti per una nuova visione di noi stessi, degli altri e dell'intero Universo che ci avvolge e che formiamo.



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Fonte parziale:
Trascrizione della videoconferenza “Camminare tra i mondi”



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