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2017/02/16

PRODOTTI SENZA GLUTINE: I TRANELLI CHE NASCONDONO. CHI TOGLIE AGGIUNGE.




Tra realtà o finzione l'essere intolleranti al glutine è diventato sempre più diffuso.

Sarebbero molto lunghe le considerazioni sulle diverse "origini" di questo boom allergico. Decisamente multifattoriale... (escludendo il discorso della celiachia) un gatto che si morde la coda per il tipo di alimentazione ormai fin troppo manipolata, ma sicuramente un corpo che nuovamente ci vuole comunicare qualcosa. Le allergie sono sempre una chiara manifestazione somatica delle nostre emozioni.

Come nasce il «mito» della dieta gluten free

Sta di fatto che, come buona strategia di mercato, accanto alle migliaia diagnosi di allergie o intolleranze al glutine, si è sviluppato un mercato ben fornito di "prodotti" senza glutine, dalle farine, a qualunque dolce. Negli Stati Uniti quasi un adulto su tre vorrebbe eliminare il glutine dalla propria dieta. Ammonta a 23,3 miliardi di dollari il volume delle vendite di prodotti con la dicitura «gluten-free» (dato Nielsen). Ma l’Italia non è da meno.  La spesa per il senza glutine a carico del SSN  ammonta a 240 milioni di euro/anno, mentre la spesa complessiva sugli alimenti gluten free ammonta a 320 milioni di euro (fonte Associazione Italiana Celiachia). In Italia il mercato del senza glutine vale 250 milioni di  euro/anno (fonte Coop 2015 ). È cresciuto del 57 % tra il 2007 e il 2011 e continua a farlo ( 15 - 30 % ), con un ritmo che varia a seconda dei canali di distribuzione (negozi specializzati, farmacie o Grande Distribuzione Organizzata). Il numero di imprese operanti nel mercato del senza glutine è passato da dieci (1980) a 123 (2014). Per non parlare dei social, su Instagram
quasi 14milapost #glutenfree . In questo modo una reale e concreta soluzione rasenta il limite con la manipolazione; il risultato è la produzione di alimenti artificiali, dati in mano a chiunque.

A chi è destinato l'acquisto gluten free?

Fino a pochi anni fa, la motivazione principale era la celiachia, una malattia autoimmune con sintomi innescati da glutine, proteina presente in frumento, segale, orzo e farro.
Oggi, sempre più spesso, i cereali contenenti glutine vengono evitati da un gruppo più ampio di consumatori, che provando ad eliminarli trovano un miglioramento del loro stato di salute e qualità di vita.
Questo ha portato i consumatori a far uso di prodotti alimentari, prima destinati quasi ad uso "medico" per celiaci, in modo indiscriminato, ed ovviamente il mercato ha colto la palla al balzo, trasformandolo in un vero business. Non da meno sempre più medici, naturopati dietro ad una pseudo alimentazione sana, tolgono il glutine ai pazienti, suggerendo loro di mangiare alimenti gluten-free.

Quindi pare che alla base ci sia la ricerca di un'alimentazione sana..
  • Ma fanno veramente bene questi alimenti senza glutine? 
  • Sono davvero la soluzione giusta al problema?
I gluten-free sono un alimento sano?

Molti cibi industriali per celiaci, o intolleranti contengono troppi grassi, inclusi quelli saturi e troppo sale, mentre sono poveri di minerali, vitamine.

Questa è la conclusione a cui è giunto lo studio pubblicato sul Journal of the Science of Food and Agrucolture. Senza andare lontano possiamo citare anche un'indagine nostrana, svolta dall'Istituto zooprofilattico del Piemonte (che si occupa di vigilare sulla qualità degli alimenti) sui prodotti di prima necessità gluten free, come pane, pasta, prodotti da forno. Ed ecco, anche qui, le cattive notizie. «Anche se si trovano tra gli scaffali di una farmacia, meglio guardare con attenzione l’etichetta: conservanti e additivi sono sempre presenti in quantità di gran lunga superiori agli alimenti con glutine, così come lo zucchero e il famigerato olio di palma». «Chi non ha un’intolleranza al glutine diagnosticata e sceglie gli alimenti privi di glutine perché pensa siano più salutari, sbaglia - continua Caramelli -. Ci sono moltissimi zuccheri, come si può vedere dalle etichette che spesso li riporta al primo posto. Poi troviamo addensanti, gomme, idrocolloidi e aromi che non vengono nemmeno specificati. Non sono di per sé nocivi, ma il problema è la ripetitività dell’esposizione».

Negli ultimi anni, (GF) beni senza glutine sono diventati popolari, alimentando un mercato in crescita, in quanto non solo cercano di soddisfare gli individui con esigenze mediche ma anche per i consumatori che cercano una dieta senza glutine (senza prescrizione medica).

I gluten free sono la soluzione giusta per eliminare il glutine?


Decisamente no. Bisognerebbe  sostituire le farine deglutinate con cereali integrali o pseudocereali privi di glutine, poiché questi hanno un vero alto valore nutrizionale. Così facendo si potrebbe persino ridurre il rischio successivo di malattie cronico-degenerative.In poche parole ciò che viene suggerito ai celiaci o allergici, o per chi pensa che il glutine gli porta scompensi, di passare ad una alimentazione meno "artificiale" sfruttando il più possibile alimenti che la natura già mette a disposizione.

Fortunatamente le alternative ai prodotti deglutinati dall'industria non sono pochi e per nulla inferiori a livello di gusto rispetto ad altri cereali contenenti glutine. Basta pensare alla quinoa, grano saraceno, amaranto. Alimenti tutti privi di glutine, ricchi di nutrienti, in particolare di proteine di grande valore biologico. Decisamente versatili in cucina con tempi di cottura accessibili (dai 15 ai 30 minuti), si possono realizzare pasta, pizza, dolci...


Il consumatore, alla ricerca di un regime alimentare "sano", è portato
a cercare risposte «semplici» a problemi più complessi e di diversa origine.
Dovremmo cercare di smetterla di curare i sintomi e chiedersi il perchè di quella patologia. Smetterla di curarsi in modo globalizzato, in base alle mode.

Individualità

Si tratta del primo principio da comprendere, come base di una corretta alimentazione. Come ogni alimento, anche nutraceutico, va inserita nel contesto della propria individualità. Ciò che fa bene a me, non è detto che faccia bene a te.. ed anche se l'alimento è rinomato per le sue proprietà, non è detto che tutti lo possano mangiare in salute, ed assunto nella stessa modalità e quantità. Pensate che lo stesso USD, nel suo limite di classificazione e visione occidentale, "detta" che la frutta andrebbe assunta in modo differente, a seconda dell'età, del sesso, e dal livello di attività fisica svolta.

Noi siamo quello che mangiamo.

Quello che ingeriamo non dobbiamo pensarlo solo a quante tossine fa.. ma anche a cosa serve per costruire i miei tessuti. Non alimentiamoci solo eliminando, alimentiamoci in base alla nostra individuale costituzione, in base alla stagione, a dove abitiamo. Impariamo a capire che il corpo ci parla e quando arriva un'allergia alimentare, un'intolleranza, certo si manifesta fisicamente.. ma vi è sempre una prima molla di percezione e risposta emotiva (link2). Soprattutto, nella ricerca della salute diventa un parossismo alimentarsi con cibi "costruiti".


Alcune letture correlate:

➤6 MODI PER CUI STAI MANGIANDO LA FRUTTA IN MODO SBAGLIATO

➤LA POTENZA DEL DIGIUNO: ECCO COSA ACCADE AL VOSTRO ORGANISMO IN UN SOLO GIORNO

➤COME RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO DI ADULTI E BAMBINI.CAUSE DI INDEBOLIMENTO.

➤ALLERGIE DI STAGIONE, ALIMENTARI, PERCHÈ VENGONO : TRA EPIGENETICA E METAMEDICINA

➤COME DIMAGRIRE? QUALE DIETA FARE E PERCHÈ NON FUNZIONA? RAPPORTO CIBO EMOZIONI FEMMINILE, dall'anoressia all'obesità alla bulimia

➤NUTRACEUTICA STRUMENTO DEL SISTEMA? O DAVVERO MIRA ALLA SALUTE? IL CIBO COME NUTRIMENTO E FARMACO


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Alcune fonti
http://s1.downloadmienphi.net/file/downloadfile4/147/1389919.pdf
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf;jsessionid=o1c2UwqAU4U1wRs6cELUag__.sgc4-prd-sal?anno=2013&codLeg=46898&parte=1%20&serie=S2

http://www.settimanadellaceliachia.it/2016/download/2016/Di%20Todaro.pdf
http://www.iss.it/binary/spva4/cong/Modulo_S_5.Programma_Convegno_per_sito.pdf









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