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2017/02/28

BIETOLA: COME COLTIVARLA IN ORTO E IN VASO SUL TERRAZZO




VARIETÀ


In breve si possono distinguere due tipologie differenti di bietola:

La bieta da taglio (chiamata anche erbetta), della quale si utilizzano principalmente le foglie larghe, a cespo, con nervature marcate;
La bieta da coste (chiamata anche costa), con foglie più grosse, gambi carnosi e colore variabile secondo la varietà. Una delle più conosciute è la varietà Lucullus, a coste bianche, ma esistono anche la varietà a coste violette e a coste argentee.

La bietola viene raccolta tutto l’anno, tranne che nei mesi più freddi; il miglior raccolto si ha all’inizio dell’inverno e in primavera

PROPRIETÀ


Molte sono le proprietà di questa verdura, grazie a tutti suoi componenti. Nelle bietole possiamo trovare tanti sali minerali (in particolare potassio e ferro
la cui assimilazione nell’organismo è facilitata dalla presenza di vitamina C), luteina, betacarotene (che viene poi trasformato in vitamina A), clorofilla (importante antitumorale), fibre, saponine (facilitano l'eliminaizone dei grassi), acido folico, indoli ( la cui assunzione abituale sembra prevenire  tumori del seno e dell’utero). Le bietole apportano anche una dose importante di Vitamina K. Fra le principali proprietà delle bietole ricordiamo:

Antianemiche: grazie alla presenza di acido folico e ferro.  
Diuretiche e depurative: facilita l'eliminazione delle tossine, quindi buon alimento in caso di cistiti, malattie renali. Stimola il fuoco digestivo, quindi la produzione di succhi gastrici e bile, aiutando la digestione. I suoi decotti sono utili nelle infiammazioni del sistema urinario, nella stitichezza e anche nelle emorroidi.
Regolarizza l'intestino: le fibre della bietola aiutano l'evacuazione.
Ricerche la indicano anche come protettiva nei confronti dello sviluppo delle malattie tumorali.
Scottature: Le foglie cotte in acqua, strizzate e tritate, si possono utilizzare per fare cataplasmi lenitivi e antinfiammatori da applicare su scottature, foruncoli e ascessi.

SEMINA/TRAPIANTO

Anche se la semina è piuttosto facile (seminare in primavera) per chi si avvicina a questa pianta per la prima volta è preferibile iniziare con le piantine comprate presso un vivaio da trapiantare in primavera inoltrata. Per evitare la precoce “montata a seme” ovvero la fase in cui la pianta produce il seme è opportuno ritardare la semina in quelle zone dov’è alto il pericolo di gelate tardive in genere al nord Italia

LUNA
Semina e trapianto in luna calante per evitare che vadano presto in seme.

VASO
Le piantine di bietola da taglio vanno disposte a 15 cm di distanza, mentre quelle da costa a 25 cm, quindi serve un vaso più capiente con una profondità di 25/30 cm almeno. Sul fondo andrà inserito un letto di cocci e ghiaia per  evitare il ristagno  dell’acqua. Arricchire il terriccio con concimi organici e compost.

TERRENO
Non serve un terreno specifico, poichè la pianta si adatta facilmente, anche se preferisce quelli  con pH tra 6,5 e 7, ben drenati, freschi e molto ricchi di sostanza organica (letame o compost, evitate concimi chimici). Questo ortaggio si adatta bene anche a terreni ad alto grado di salinità e gradisce ulteriori concimazioni a base di azoto. Se si preferisce la varietà da taglio, aspettare il primo taglio prima di concimare il terreno.

ACQUA

Se il tipo di terreno non è fondamentale, ciò che vuole la bietola è un terreno sempre umido. Importante non bagnare le foglie durante l'annaffiatura. Procedere alle annaffiature di mattina o alla sera, dopo che il sole è calato.

ESPOSIZIONE
Si tratta di una pianta che ben si adatta a qualsiasi esposizione, in caso di sole cuocente è comunque bene coprire con teli oscuranti per non far bruciare le foglie.

CONSOCIAZIONI
Lattuga, cavoli, cipolle, ravanelli, carote

CURA
Eliminare eventuali piante infestanti

RACCOLTA
Da un mese circa, dopo il trapianto, le foglie dovrebbero essere pronte per il primo taglio. Dopo tagliata la pianta ricresce almeno altre tre volte. Se avete piantato invece la qualità a coste, bisogna asportare soltanto le foglie esterne, lasciando il cuore, che produrrà altre foglie.


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Tabella semine e trapianti con la luna
Tabella consociazioni
Tabella semine e trapianti pese per mese
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2017/02/26

OLIO DI COCCO RIDUCE LO STRESS? un aiuto anche per stanchezza cronica e fibromialgia




Abbiamo letto tantissimo sulle virtù dell'olio di cocco, elogiato per la sua capacità di migliorare la pelle, combattere batteri, virus, aiutare a bruciare il grasso, rimuovere le macchie, sino all'impiego nella battaglia contro l'Alzheimer. Sapevate però che l'olio di cocco vergine ha inoltre dimostrato di essere in grado di ridurre lo stress?
Ovviamente non bisogna smettere di fare di fare respirazione profonda, attività fisica, o meditazione, ma può essere un aiuto in più come risorsa naturale insieme agli oli essenziali.

➤ OLI ESSENZIALI RIMEDIO RICONOSCIUTO DALLA MEDICINA UFFICIALE: RISCHIO STANDARDIZZAZIONE?

➤ 10 OLI ESSENZIALI PER L'INVERNO: MALANNI,STANCHEZZA,DEPRESSIONE

Uno studio pubblicato sulla rivista di Medicina Sperimentale e terapeutico ha esplorato gli effetti antiossidanti ed antistress dell'olio di cocco. Il segreto è nei polifenoli ed  acidi grassi a catena media contenuti in esso, gli stessi che si trovano anche nell'olio di crusca di riso, poiché hanno il potenziale per funzionare come antidepressivi.
Circa due terzi dell'olio di cocco è composto da acidi grassi a catena media (MCFAs), mentre altri oli di semi o vegetali comuni sono costituiti da acidi grassi a catena lunga (LCFA). Infatti, l'olio di cocco è la più ricca fonte naturale di MCFAs. La differenza tra MCFAs e LCFA è che i primi sono molto più sani per l'uomo, sono facilmente digeribili, più prontamente trasformati in energia, piuttosto che accumulati come grasso, inoltre aiutano ad aumentare il metabolismo. Gli LCFA, invece sono difficili da metabolizzare, e per lo più vengono memorizzati nel corpo come grasso e stressanti per il sistema digestivo.

Olio di Cocco Vergine verso Diazepam

Lo studio ha dimostrato come l'assunzione di olio di cocco vergine permetta una risoluzione dello stress in tempi più rapidi, permettendo una mobilità maggiore, rispetto all'utilizzo dell'antidepressivo comparato, il diazepam. 

➤ COME GLI ANTIDEPRESSIVI ROVINANO LA TUA NATURALE SEROTONINA.. E NON PUOI PIÙ ESSERE FELICE SENZA PILLOLE
Questa capacità maggiore di mobilità sotto stress è stata attribuita agli MCFAs, in grado di aumentare l'energia e produrre calore corporeo, in grado di combattere i danni dei radicali liberi alle cellule, quindi di permettere il ripristino dei livelli di antiossidenti nel cervello. Stress e depressione sono tra le principali patologie in grado di alterare i neurotrasmettitori ed i profili biochimici oltre che lo stato di ossidazione del sistema nervoso centrale. L'olio di Cocco ha dato risultati positivi in tal senso.

Questo può essere una interessante scoperta soprattutto per chi soffre di fibromialgia e sindrome da fatica cronica.
➤ LA CONTRAZIONE CONTINUA (CFS E FIBROMIALGIA)  COMPORTA UN CONSUMO DI ENERGIA MAGGIORE DELLA SUA PRODUZIONE

Gli antiossidanti nell'olio di cocco vergine inoltre hanno ridotto la perossidazione lipidica, un processo complesso indotto dai radicali liberi che va a compromettere l'integrità delle membrane biologiche, ovvero danno cellulare.

Le ghiandole surrenali producono (tra l'altro) il cortisolo, l'ormone dello stress. Lo studio ha infatti anche dimostrato come, assumendo l'olio di cocco, si vada ad agire sulla sua riduzione, infatti il Diazepam (nome generico di Valium) è usato per trattare l'ansia, provocando un effetto tranquillizzante. Il Diazepam agisce aumentando la produzione del neurotrasmettitore GABA (acido gamma-aminobutryric) nel cervello, che inibisce appunto il cortisolo.

Conclusione: nella corsa per creare uno spegnimento del simpatico, bloccando gli ormoni da stress, l'olio di cocco ha risposto più positivamente dell'uso di droghe antidepressive!

Anche se gli esperti non sono "pronti" a commercializzare l'olio di cocco vergine come riduttore di sforzo, renderlo parte integrante della dieta alimentare può essere un valido aiuto per "reagire" allo stress.

Come sempre cerchiamo prodotti naturali, semplici, no estratti, capsule, come è stato fatto per la curcuma, ridotta a vero business.

Per una corretta scelta dell'olio di cocco:

➤ OLIO DI COCCO VERGINE, RAFFINATO, IDROGENATO. LA CERTIFICAZIONE SERVE? QUALE OLIO DI COCCO È MEGLIO SCEGLIERE ?

I tanti impieghi dell'olio di cocco:
➤ I MIGLIORI 11 OLI VEGETALI: SCEGLI QUELLO GIUSTO PER LA TUA PELLE IDRATATA E PRIVA DI TOSSINE

➤ GEL DOPOBARBA ALOE ED OLIO DI COCCO O CALENDULA E CREMA DA BARBA FATTI IN CASA

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Fonti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4247320/#b1-etm-09-01-0039
https://dailyhealthpost.com/coconut-oil-works-better-than-anti-anxiety-drugs/
http://naturallysavvy.com/live/can-virgin-coconut-oil-reduce-stress

2017/02/24

SCIATALGIA: 9 POSIZIONI PER CALMARE IL DOLORE AL NERVO SCIATICO E DISTENDERLO.

La sciatalgia purtroppo è un dolore molto comune e diffuso, da non confondere con la lombalgia, un dolore ben circoscritto nella zona lombare.




Il dolore alla sciatica, o sciatalgia nasce per una irritazione o compressione di una o più radici nervose del plesso lombosacrale.
Il plesso lombosacrale va dalla 4° vertebra lombare sino alla terza vertebra sacrale, quindi compressione o irritazione di queste radici nervose.
Il percorso di questo nervo è molto lungo, si tratta del nervo più lungo del nostro corpo. Una volta unitosi con queste radici che fuoriescono si allunga dietro al ginocchio, si divide in due rami principali, uno attraversa la parte interna della tibia, sino ad arrivare nella parte mediale del piede, l'altro ramo invece attraversa la parte laterale della tibia ed arriva nella parte laterale esterna del piede.

Cause principali della sciatalgia


Le principali motivazioni scatenanti della sciatalgia sono:

- obesità, peso corporeo
- sindrome del piriforme, è un disturbo neuromuscolare che si ha quando il muscolo piriforme, che si trova dietro il grande gluteo, comprime od irrita il nervo sciatico
- gravidanza, per la compressione che l’utero esercita sul nervo sciatico, per la compressione vertebrale dovuta dal peso rappresentato dal feto e anche per la particolare postura che la donna assume quando la gravidanza si trova in fase avanzata
- vita sedentaria, postura scorretta, artrosi: Se passiamo lungo tempo seduti, in macchina o in ufficio, e non prestiamo molta attenzione alla postura, è molto probabile che il nostro nervo sciatico prima o poi si faccia sentire
- attività lavorative pesanti
- traumi, fratture
- ernia del disco
- restringimento canale osseo, da dove passa il nervo

Per questo motivo, sopratutto in caso di sciatica improvvisa ed acuta, è sempre bene rivolgersi al proprio medico.

Le pratiche infatti suggerite di seguito possono essere eseguite solo se NON diagnosticata ERNIA, in tal caso (visto che molte non possono essere compiute) è importante l'indicazione del medico specialista.


Sintomi della sciatalgia

Il nervo sciatico è un nervo sia sensitivo sia motorio, quindi i dolori possono essere dolori fortissimi, anche invalidanti nelli fase più acute, difficoltà nei movimenti, indebolimento muscolare, formicolio alla gamba con parestesie, dolore circoscritto ad una precisa zona della gamba, oppure dolore diffuso dalla zona lombare sino al piede, sensazione di aghi che pungono la pelle.


Posizioni, Asana contro la sciatalgia, che possono essere eseguite anche da soli.

Queste posizioni possono essere eseguite a casa tranquillamente anche da soli, l'importante è come precauzione fondamentale aver escluso ernie, e non svolgerle durante il picco di dolore acuto.

Possono essere eseguite quando il dolore inizia a rientrale, svolgendole sempre in ascolto del corpo, dei suoi limiti, lentamente e molto gradualmente. Ottimale sarebbe farle rientrare in una pratica quotidiana come prevenzione.


Posizioni soft

Queste posizioni sono molto "soft" e sono ideali per evitare la contrattura del piriforme. Il piriforme è un muscolo piccolo, molto profondo sotto il gluteo che serve per ruotare le gambe, le anche. Il nervo sciatico passa in mezzo. Se il piriforme è contratto per tensione, vita sedentaria, peso corporeo.. può andare a toccare il nervo sciatico e da qui le scosse di dolore.

Quelle indicate di seguito sono una serie di torsioni di entità crescente. Svolgete gli step dal più semplice a crescere, secondo l'intensità concessa dal vostro corpo.

Se lavorate aumentando il dolore, il corpo andrà automaticamente in difesa contraendo ulteriormente i muscoli, rendendo non solo controproducente quello che fate ma più dannoso.

Queste torsioni lavorano lentamente per l'apertura delle anche.

step 1.Torsione in piedi con supporto




Se non riuscite a mettervi sdraiati la prima torsione è in piedi.

Munirsi di una sedia. Mettersi difronte, appoggiare il piede destro sulla sedia.
Ruotare il busto verso destra portando il braccio sinistro oltre il ginocchio piegato, basta anche solo appoggiarsi, l'importante  è attivare la torsione. Respirare lentamente per 5 inspiri ed espiri. Rilasciare la posizione. Ripetere con l'altra gamba. Ripetere i cicli dalle 3  alle 5 volte.

Questo può essere eseguito anche più volte al giorno.
Se il dolore non vi permette altro, fermatevi qui, altrimenti proseguire con lo step successivo.

step 2. Torsione sdraiati


Lieve

Sdraiarsi a terra con le gambe distese. Piegare una gamba portando il ginocchio al petto afferrandolo con entrambe le mani. Inspirare, stendere l'addome e le braccia, il ginocchio si allontana dal petto, espirando l'addome si ritrae e le mani spingono il ginocchio verso il petto. La punta del piede della gamba distesa andrebbe tenuta distesa, ma ascoltate sempre il corpo.

Media

Distendere le braccia a livello delle spallle, gambe distese. Piegare il ginocchio sinistro e facendo ruotare il bacino portare il ginocchio piegato verso destra, oltre la gamba destra. Rilassare. Respirare normalmente. Se volete aumentare la torsione portate la testa rivolta verso sinistra. Eseguire 5 respiri completi e rilasciare la posizione. Ripetere con l'altra gamba.

Profonda
Sempre mani distese all'altezza delle spalle, piegare le ginocchia e portare le gambe verso destra, ruotare la parte superiore del copro verso sinistra, cercate piano piano di far aderire le spalle a terra. La testa potete tenerla al centro per avere meno tensione o rivolgerla a sinistra per una torsione completa profonda.




step 3. Posizione neuro dinamica

In questo modo tutto il sistema neurale dal centrale al periferico si attiva ed il nervo sciatico si libera dalla compressione.

Mettersi sdraiati sulla schiena, gambe distese. Piegare una gamba afferrandola con le mani e portarla, dolcemente, verso il petto. Afferratela da sotto il ginocchio in modo da lasciarlo libero di muoversi.
Inspirando distendere la gamba del ginocchio piegato verso l'alto e far ruotare la testa leggermente indietro.
Espirando riportare la gamba a posizione piegata e far ridiscendere la testa. Ripetere 5 volte per gamba.

step 3. Torsione profonda da seduti



Si tratta di Ardha Matsyendrasana, affrontatela sempre se il corpo ha permesso, senza sforzo, di eseguire i precedenti step. Si tratta di una torsione molto profonda che va a distendere i muscoli posteriori, le anche.






Siedi sul tappetino con le gambe distese in avanti e la schiena dritta. Piega entrambe le ginocchia e appoggia le piante dei piedi a terra.
Lentamente fai scivolare il tuo piede sinistro sotto la natica destra fino a raggiungere l’esterno dell’anca destra con il piede, appoggiando la gamba sinistra a terra.
Incrocia la gamba destra con la sinistra e appoggia il piede destro a terra, sul lato esterno della gamba sinistra. Il tuo ginocchio destro dovrà puntare in alto verso il soffitto.
Appoggia la mano destra sul pavimento, dietro le natiche, e premila verso il suolo. Espira e simultaneamente ruota il tronco verso destra.
Appoggia il gomito sinistro al ginocchio destro che punta verso il soffitto e tieni la mano in alto.

Ora cerca di avvicinare il tronco e la coscia destra. Mantieni la spina dorsale dritta e il collo allungato.
Gira la testa e volgi lo sguardo a destra, oltre la spalla destra. Durante l’inspirazione solleva bene lo sterno e durante l’espirazione cerca di ruotare un po’ di più la schiena. Assicurati che la rotazione sia diffusa su tutta la lunghezza della colonna e non concentrata solo in una zona.

Questa è la posizione finale. Resta in questa posizione per non meno di 30 secondi e poi espirando lentamente ritorna alla posizione iniziale.
Ripeti la posizione anche dal lato opposto e mantienila per lo stesso tempo.Ci sono molte varianti, una più leggera è quella di non mettere il piede sotto la natica, ma distendere la gamba. Proseguire piegando l'altro ginocchio ed effettuare la torsione.

Se siete riusciti a fare anche una sola posizione da seduti potete provare a fare questi due rilassamenti ed estensioni.

Bhalasana


Mettersi in ginocchio e lentamente tendendo la schiena dritta, immaginando di ruotare il bacino portate la pancia verso le gambe, se riuscite appoggiate la testa a terra (potete anche aiutarvi con il supporto di cuscini) e distendere le braccia mantenendole aperte. Rilassate ed abbandonatevi a terra. Fate 5 respiri completi. Lentamente ritornate su.
Potete usare anche supporti dietro per appoggiare i piedi, come una sedia, in base al vostro grado di estensione.
Marjariasana o mucca gatto











Una delle posizioni cardine per la mobilità del bacino e spina dorsale.
Mettetevi lentamente a quattro zampe, se avete problemi alle ginocchia potete mettere sotto un ulteriore tappetino.
Inspirando portate il bacino verso il basso, come se l'ombellico volesse toccare terra, effettuando una leggera lordosi e portate la testa verso l'alto (se avete cervicale basta tenerla dritta come una sfinge, con sguardo dritto in avanti), espirando portate su la schiena, l'ombellico spinge verso la colonna vertebrale, e la testa ruota lentamente verso il basso, il mento tende verso il petto. In tutto questo le braccia rimangono ferme. Continuate seguendo il respiro, molto lentamente.Ripetere molte volte.

Posizioni più sostenute

Prevedono rotazione del bacino con piegamento avanti

Pascimottanasana


Questa posizione è molto utile ma va eseguita attentamente, altrimenti andate a caricare il nervo sciatico. (Link pascimottanasana per l'esecuzione)
Ciò che è importante non è quanto scendete ma mantenere sempre la schiena dritta. Sistematevi bene a terra seduti sugli ischio crurali. Immaginate ora di voler portare la pancia e non la testa verso le cosce. Dimenticatevi della testa. Braccia tese e piano piano piegatevi in avanti sempre con la schiena ben dritta. Appoggiate le amni dove arrivate, può essere anche sulle cosce, perché vi siete mossi di pochi centimetri, va benissimo così. Man mano vi stenderete maggiormente con pratica costante e lenta. Ricordate la testa è l'ultima ad appoggiarsi.

Shalabasana


Si tratta della locusta, una posizione utile per tantissimi fattori, fra cui migliorare la postura e alleviare il dolore alla schiena.
Vi rimando a questo link per l'esecuzione corretta:

ALLEVIA IL MAL DI SCHIENA E MIGLIORA LA POSTURA CON QUESTO ESERCIZIO


L'unica variante che dovrete applicare in caso di sciatalgia è che quando sarete con le gambe su dovrete allargarle inspirando e riunirle espirando. Ripete per tre volte, riposare e se il corpo lo permette ripetere per 3 cicli totali.

Setu Bhandasana o Setu bhanda sarvangasana

Detto anche ponte basso.


Sdraiarvi a terra. Piegare le ginocchia allargando leggermente, larghezza dei fianchi. Se riuscite portare i talloni vicino ai glutei. Braccia distese lungo i fianchi, palmi rivolti verso il basso. Inspirando alzare il bacino applicando il mulhabanda, ovvero stringendo i muscoli pelvici (no i glutei). Guardare verso l'alto, senza muovere la testa.

Tenere la posizione per 3 o 5 respiri ed espirando ridiscendere. Se avete margine d'azione ripetere 3 cicli.


Altre posizioni:
Esistono tantissime altre posizioni utili per il nervo sciatico, il grande maestro di yoga Iyengar suggerisce anche Dhanurasana, Bhujangasana, Anantasana, Urdha Muka Svanasana, Adho Muka svanasana, Ustrasana...

Molte di queste ultime posizioni sono impegnative per chi non pratica yoga, quindi avvicinatevi sempre molto lentamente, in ascolto del corpo.

In sciatalgia è bene prima calmare il dolore acuto e poi praticare. Ottimo è  continuare la pratica quando il dolore è sparito...

Alcune letture correlate


➤MAL DI SCHIENA ALLA MATTINA: NON È SOLO QUESTIONE DI MATERASSO, 5 POSIZIONI UTILI
➤VITA SEDENTARIA: FATTORE DI RISCHIO DI MORTALITÀ, NECESSARIO IL CAMBIO DI POSIZIONE OGNI ORA.
➤DOLORE DA MAL DI SCHIENA,CERVICALE,CONTUSIONE: MEGLIO FREDDO O CALDO?
➤7 ESERCIZI DA FARE A LETTO APPENA SVEGLIATI
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Le informazioni contenute in questo blog non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata

2017/02/20

I BATTERI INTESTINALI CONTROLLANO IL CERVELLO ED I NOSTRI STATI D'ANIMO



Ricercatori dell'Università medica di Exeter, e della facoltà di medicina di Saragozza in Spagna, hanno scoperto un nuovo motivo per cui la vasta comunità di microrganismi,che vivono in simbiosi nell'intestino umano, possa contribuire ad aiutare a regolare la chimica del cervello.
Di fatto non si tratta di un argomento nuovo a livello scientifico, infatti, il primo a parlare dell’esistenza di un “cervello nella pancia” è stato il neurobiologo Michael D. Gershon nel 1998 quando ha pubblicato il risultato di 30 anni di ricerche nel libro “Il secondo cervello” (il cervello enterico); esso è infatti legato direttamente al cervello e al sistema nervoso centrale. Basti pensare che quando siamo preoccupati, ansiosi e stressati, immediatamente ne risentiamo a livello dell’apparato digerente e in particolare dell’intestino.

Il  recente studio è stato pubblicato sulla rivista PLOS ONE. L'intestino umano da solo ospita circa 100 trilioni di batteri e altri microbi di molte specie diverse, che sono conosciuti collettivamente come il microbioma dell'intestino o microbiota (microbioma è l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali, include anche microbi che vivono sulla pelle e in altre parti del corpo). Questi studi hanno dimostrato che il microbioma intestinale svolge un ruolo chiave nel regolare tutto, dalla digestione, il metabolismo , il sistema immunitario, per arrivare all'umore.

I Microbi manipolano i livelli di serotonina

I ricercatori hanno concentrato le loro indagini su una proteina conosciuta come TLR2, che è un indicatore chiave della presenza di alcuni microbi nell'intestino. I risultati suggeriscono che alcuni microbi dell'intestino possono, attraverso l'azione di TLR2, modulare i livelli di serotonina e quindi direttamente influenzare la fisiologia umana e chimica del cervello.

Una prima ricerca ha dimostrato che un microbioma disturbato può contribuire allo sviluppo di patologie infiammatorie, tra cui malattie infiammatorie intestinali (IBD) come il morbo di Crohn o colite ulcerosa. La ricerca ha anche confermato che le persone con IBD hanno una composizione del microbioma intestinale diversa rispetto a persone sane, arrivando alla conclusione che possono essere innescate dal fallimento del TLR2, poichè quest'ultima proteina, effettivamente aiuta a regolare i livelli di serotonina chimica.

La serotonina svolge, infatti, due compiti importanti

- trasporta i segnali al cervello, e l'intestino produce il 95% di questo neurotrasmettitore del benessere
- regola le funzioni intestinali

Potrebbe il microbiome dell'intestino inoltre modificare i livelli di serotonina per causare i cambiamenti in funzione dell'umore o cervello?

Pare proprio di si. Studi diversi arrivano alla stessa conclusione.
Ricerche affermano  che alcuni microbi possono rilasciare sostanze chimiche, che modificano l'attività del nervo vago (che corre dall'intestino al cervello), altri studi hanno mostrato una diversa composizione dei microbi dell'intestino nelle persone che bramano regolarmente cioccolato, indipendentemente da quello che recentemente avevano mangiato. " I Microbi hanno la capacità di manipolare il comportamento e l'umore attraverso l'alterazione dei segnali neurali nel nervo vago, cambiando i recettori del gusto, producendo tossine per farci sentire male e rilasciando chimiche di ricompensa per farci sentire bene" , questo quanto afferma l'autore senior Athena Aktipis.

Lo studio ha dimostrato inoltre che gli ingredienti del cibo industriale comune, conosciuti come emulsionanti (additivi utilizzati per migliorare la consisitenza del cibo e vita, shelf-life) producono cambiamenti nel microbioma dell'intestino conducendo, quindi, ad alterazioni dell'umore e patologie autoimmuni, neurologiche. Questo studio infatti è stato poi collegato ad altri mirati al collegamento serotonina, microbiota con autismo e parkinson.

Ricordiamo la teoria dei due cervelli

Nell'intestino si trovano infatti 500 milioni di neuroni, sparsi soprattutto nel colon. "Queste cellule - ci spiega Cortelli - sono identiche a quelle organizzate nel nostro cervello e si riuniscono in reti particolari, che comunicano tra di loro per una buona funzione gastrointestinale".

Due cervelli nel nostro corpo, strettamente collegati soprattutto dalla serotonina.

Quando si ha un indebolimento dell'intestino, quindi riduzione della serotonina prodotta, cosa accade nell’ambito del cervello più nobile, dove risiedono il pensiero, la mente, le emozioni?

Ad una vulnerabilità fisica corrisponderà una vulnerabilità del suo specchio: della mente, e vice versa.
Una mente rigida, intransigente, che pensa secondo stereotipi porta a soffocare la parte più spontanea ed istintiva, l'intestino.

«La teoria dei due cervelli poggia su solide basi scientifiche» ci spiega Michael Gershon, della prestigiosa American academy of anatomists e autore del libro "Il secondo cervello". «Basti pensare che l'intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore.
Insomma, l'intestino è un vero e proprio secondo cervello. Non a caso le sue cellule producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del senso di benessere». Quindi, non possiamo pensare che ansia, preoccupazioni e stress non influenzino la produzione della flora batterica, la peristalsi, o che un'alterazione di questa non produca a cascata un'alterazione del nostro stato emotivo, il nostro tanto amato mood.

Tutto bellissimo... ed estremamente affascinante, ma niente di nuovo secondo l'ayurveda, che decisamente molto più antica di queste ricerche dice che:

Il nostro corpo, l'intera nostra vita è regolata da Vata, Pitta, Kapha, dal movimento, trasformazione, accumulo (sono molto di più ma giusto per riassumere).

Il movimento Vata per l'ayurveda e Prana per lo yoga si divide in in 5 tipi a seconda della direzione, qui prendiamo in considerazione

UDANA VATA
SAMANA VATA
APANA VATA


Udana Vata è localizzato nella Gola, controlla le emozioni, la voce. Il suo movimento è verso l'alto.

Apana Vata è localizzato nella zona pelvica, controlla gli scarti come feci ed urina, oltre che seme  ed ovuli. Il suo movimento è verso il basso

Samana Vata è localizzato nell'intestino tenue e Stomaco. Si occupa della produzione degli enzimi, della digestione, assorbimento prodotti finali...
Il suo stato è pari, ovvero  è dato dall'equilibrio dei due movimenti precedenti. Quando i due movimenti Udana e Apana sono regolari Samana sta in equilibrio.. uno scompenso dei due altera automaticamente Samana. Ovviamente viceversa..
Solo con questo accenno possiamo intravedere l'antico e sacro equilibrio fra  emozioni ed intestino.


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Alcune fonti:
https://medicalxpress.com/news/2016-12-gut-microorganisms-affect-physiology.html

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3564498/
https://medicalxpress.com/news/2016-04-visualize-brain-serotonin-blueprint-effective.html

2017/02/16

PRODOTTI SENZA GLUTINE: I TRANELLI CHE NASCONDONO. CHI TOGLIE AGGIUNGE.




Tra realtà o finzione l'essere intolleranti al glutine è diventato sempre più diffuso.

Sarebbero molto lunghe le considerazioni sulle diverse "origini" di questo boom allergico. Decisamente multifattoriale... (escludendo il discorso della celiachia) un gatto che si morde la coda per il tipo di alimentazione ormai fin troppo manipolata, ma sicuramente un corpo che nuovamente ci vuole comunicare qualcosa. Le allergie sono sempre una chiara manifestazione somatica delle nostre emozioni.

Come nasce il «mito» della dieta gluten free

Sta di fatto che, come buona strategia di mercato, accanto alle migliaia diagnosi di allergie o intolleranze al glutine, si è sviluppato un mercato ben fornito di "prodotti" senza glutine, dalle farine, a qualunque dolce. Negli Stati Uniti quasi un adulto su tre vorrebbe eliminare il glutine dalla propria dieta. Ammonta a 23,3 miliardi di dollari il volume delle vendite di prodotti con la dicitura «gluten-free» (dato Nielsen). Ma l’Italia non è da meno.  La spesa per il senza glutine a carico del SSN  ammonta a 240 milioni di euro/anno, mentre la spesa complessiva sugli alimenti gluten free ammonta a 320 milioni di euro (fonte Associazione Italiana Celiachia). In Italia il mercato del senza glutine vale 250 milioni di  euro/anno (fonte Coop 2015 ). È cresciuto del 57 % tra il 2007 e il 2011 e continua a farlo ( 15 - 30 % ), con un ritmo che varia a seconda dei canali di distribuzione (negozi specializzati, farmacie o Grande Distribuzione Organizzata). Il numero di imprese operanti nel mercato del senza glutine è passato da dieci (1980) a 123 (2014). Per non parlare dei social, su Instagram
quasi 14milapost #glutenfree . In questo modo una reale e concreta soluzione rasenta il limite con la manipolazione; il risultato è la produzione di alimenti artificiali, dati in mano a chiunque.

A chi è destinato l'acquisto gluten free?

Fino a pochi anni fa, la motivazione principale era la celiachia, una malattia autoimmune con sintomi innescati da glutine, proteina presente in frumento, segale, orzo e farro.
Oggi, sempre più spesso, i cereali contenenti glutine vengono evitati da un gruppo più ampio di consumatori, che provando ad eliminarli trovano un miglioramento del loro stato di salute e qualità di vita.
Questo ha portato i consumatori a far uso di prodotti alimentari, prima destinati quasi ad uso "medico" per celiaci, in modo indiscriminato, ed ovviamente il mercato ha colto la palla al balzo, trasformandolo in un vero business. Non da meno sempre più medici, naturopati dietro ad una pseudo alimentazione sana, tolgono il glutine ai pazienti, suggerendo loro di mangiare alimenti gluten-free.

Quindi pare che alla base ci sia la ricerca di un'alimentazione sana..
  • Ma fanno veramente bene questi alimenti senza glutine? 
  • Sono davvero la soluzione giusta al problema?
I gluten-free sono un alimento sano?

Molti cibi industriali per celiaci, o intolleranti contengono troppi grassi, inclusi quelli saturi e troppo sale, mentre sono poveri di minerali, vitamine.

Questa è la conclusione a cui è giunto lo studio pubblicato sul Journal of the Science of Food and Agrucolture. Senza andare lontano possiamo citare anche un'indagine nostrana, svolta dall'Istituto zooprofilattico del Piemonte (che si occupa di vigilare sulla qualità degli alimenti) sui prodotti di prima necessità gluten free, come pane, pasta, prodotti da forno. Ed ecco, anche qui, le cattive notizie. «Anche se si trovano tra gli scaffali di una farmacia, meglio guardare con attenzione l’etichetta: conservanti e additivi sono sempre presenti in quantità di gran lunga superiori agli alimenti con glutine, così come lo zucchero e il famigerato olio di palma». «Chi non ha un’intolleranza al glutine diagnosticata e sceglie gli alimenti privi di glutine perché pensa siano più salutari, sbaglia - continua Caramelli -. Ci sono moltissimi zuccheri, come si può vedere dalle etichette che spesso li riporta al primo posto. Poi troviamo addensanti, gomme, idrocolloidi e aromi che non vengono nemmeno specificati. Non sono di per sé nocivi, ma il problema è la ripetitività dell’esposizione».

Negli ultimi anni, (GF) beni senza glutine sono diventati popolari, alimentando un mercato in crescita, in quanto non solo cercano di soddisfare gli individui con esigenze mediche ma anche per i consumatori che cercano una dieta senza glutine (senza prescrizione medica).

I gluten free sono la soluzione giusta per eliminare il glutine?


Decisamente no. Bisognerebbe  sostituire le farine deglutinate con cereali integrali o pseudocereali privi di glutine, poiché questi hanno un vero alto valore nutrizionale. Così facendo si potrebbe persino ridurre il rischio successivo di malattie cronico-degenerative.In poche parole ciò che viene suggerito ai celiaci o allergici, o per chi pensa che il glutine gli porta scompensi, di passare ad una alimentazione meno "artificiale" sfruttando il più possibile alimenti che la natura già mette a disposizione.

Fortunatamente le alternative ai prodotti deglutinati dall'industria non sono pochi e per nulla inferiori a livello di gusto rispetto ad altri cereali contenenti glutine. Basta pensare alla quinoa, grano saraceno, amaranto. Alimenti tutti privi di glutine, ricchi di nutrienti, in particolare di proteine di grande valore biologico. Decisamente versatili in cucina con tempi di cottura accessibili (dai 15 ai 30 minuti), si possono realizzare pasta, pizza, dolci...


Il consumatore, alla ricerca di un regime alimentare "sano", è portato
a cercare risposte «semplici» a problemi più complessi e di diversa origine.
Dovremmo cercare di smetterla di curare i sintomi e chiedersi il perchè di quella patologia. Smetterla di curarsi in modo globalizzato, in base alle mode.

Individualità

Si tratta del primo principio da comprendere, come base di una corretta alimentazione. Come ogni alimento, anche nutraceutico, va inserita nel contesto della propria individualità. Ciò che fa bene a me, non è detto che faccia bene a te.. ed anche se l'alimento è rinomato per le sue proprietà, non è detto che tutti lo possano mangiare in salute, ed assunto nella stessa modalità e quantità. Pensate che lo stesso USD, nel suo limite di classificazione e visione occidentale, "detta" che la frutta andrebbe assunta in modo differente, a seconda dell'età, del sesso, e dal livello di attività fisica svolta.

Noi siamo quello che mangiamo.

Quello che ingeriamo non dobbiamo pensarlo solo a quante tossine fa.. ma anche a cosa serve per costruire i miei tessuti. Non alimentiamoci solo eliminando, alimentiamoci in base alla nostra individuale costituzione, in base alla stagione, a dove abitiamo. Impariamo a capire che il corpo ci parla e quando arriva un'allergia alimentare, un'intolleranza, certo si manifesta fisicamente.. ma vi è sempre una prima molla di percezione e risposta emotiva (link2). Soprattutto, nella ricerca della salute diventa un parossismo alimentarsi con cibi "costruiti".


Alcune letture correlate:

➤6 MODI PER CUI STAI MANGIANDO LA FRUTTA IN MODO SBAGLIATO

➤LA POTENZA DEL DIGIUNO: ECCO COSA ACCADE AL VOSTRO ORGANISMO IN UN SOLO GIORNO

➤COME RINFORZARE IL SISTEMA IMMUNITARIO DI ADULTI E BAMBINI.CAUSE DI INDEBOLIMENTO.

➤ALLERGIE DI STAGIONE, ALIMENTARI, PERCHÈ VENGONO : TRA EPIGENETICA E METAMEDICINA

➤COME DIMAGRIRE? QUALE DIETA FARE E PERCHÈ NON FUNZIONA? RAPPORTO CIBO EMOZIONI FEMMINILE, dall'anoressia all'obesità alla bulimia

➤NUTRACEUTICA STRUMENTO DEL SISTEMA? O DAVVERO MIRA ALLA SALUTE? IL CIBO COME NUTRIMENTO E FARMACO


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Le informazioni contenute in questo blog non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata

Alcune fonti
http://s1.downloadmienphi.net/file/downloadfile4/147/1389919.pdf
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf;jsessionid=o1c2UwqAU4U1wRs6cELUag__.sgc4-prd-sal?anno=2013&codLeg=46898&parte=1%20&serie=S2

http://www.settimanadellaceliachia.it/2016/download/2016/Di%20Todaro.pdf
http://www.iss.it/binary/spva4/cong/Modulo_S_5.Programma_Convegno_per_sito.pdf









2017/02/14

DOLORE LOMBARE ALLA SCHIENA? NUOVE LINEE GUIDA: TROPPI OPPIACEI E FANS. Cosa fare?




Quando si leggono articoli come quello sul New York Times, sulle nuove linee guida per affrontare il mal di schiena, o come quello che leggerete qui... viene da dire "si è verissimo"... ma poi quando accade a noi, quando il mal di schiena incombe come un fulmine a ciel sereno, proprio mentre non possiamo permetterci di saltare il lavoro, quando dobbiamo portare alla recita i bambini, quando, quando.. cosa facciamo? Cerchiamo il rimedio più facile, la strada più rapida.

Un pochino  quanto accade con il raffreddore.. super "naturoni" nella teoria, ma poi la pastiglia o polverina magica eccola che spunta. Come possiamo saltare quell'appuntamento?
Lunedì, l'American College of Physicians ha pubblicato le linee guida aggiornate mettendo semplicemente  alla luce questo punto: fornire raccomandazioni cliniche sul trattamento non invasivo della lombalgia.
Il dolore alla schiena, nella maggior parte dei casi è in analogia al raffreddore, occorre essere attivi (nel raffreddore invece è simbolo di necessità di riposo) ed aspettare. La lombalgia è spesso classificata e trattata sulla base della durata dei sintomi, causa potenziale, presenza o assenza di sintomi radicolari e corrispondenti anomalie anatomiche o radiografiche. Il mal di schiena acuto è definito quando ha durata inferiore a 4 settimane, subacuto dura da 4 a 12 settimane, e mal di schiena cronico dura più di 12 settimane. Dolore radicolare basso porta dolore degli arti inferiori, parestesie e / o debolezza ed è un risultato di danno alla radice del nervo.

Qui non si parla solo di antidolorifici come oppiacei (risultati anche poco rilevanti nella riduzione del dolore cronico) ma anche dell'abuso di fans, che è da limitare. Per rimanere nelle "diciture ufficiali" la stessa Agenzia del farmaco raccomanda..:

L'uso prolungato di alcuni antidolorifici della famiglia dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, è associato a un aumento del rischio di eventi vascolari quali infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari. Sono questi i risultati di una importante meta-analisi pubblicata sulla rivista The Lancet, nella quale si sottolinea l’importanza di scegliere in modo ragionato una terapia di lunga durata con FANS.

La scelta dell'antidolorifico deve avvenire in maniera appropriata, soprattutto se il paziente è già a rischio cardiovascolare, e informandolo adeguatamente circa i potenziali rischi dovuti a questi farmaci. Alcuni dei principi attivi legati a tale rischio sono il diclofenac e l'ibuprofene, mentre, probabilmente perché ha effetti protettivi che contrastano la potenziale cardiotossicità, il naprossene non aumenta tale rischio.

Lo studio conferma, inoltre,  un dato che già in passato aveva evidenziato una maggiore probabilità di infarto per soggetti che assumevano alcuni FANS di nuova generazione detti inibitori selettivi dell'enzima COX-2, quali celecoxib e etoricoxib.


Se lo dice lei.. immaginate quanto altro si può aggiungere. Le nuove linee guida comunque affermano:

Raccomandazione 1: Dato che nella maggior parte dei pazienti con dolore lombare acuto, questo, migliora nel tempo indipendentemente dal trattamento, i medici ed i pazienti dovrebbero selezionare trattamenti non farmacologici con calore superficiale (prova di qualità moderata), massaggio, agopuntura o manipolazione spinale (prova di bassa qualità).  
➤DOLORE DA MAL DI SCHIENA,CERVICALE,CONTUSIONE: MEGLIO FREDDO O CALDO?

➤TRATTAMENTO DEL DOLORE: STUDI DIMOSTRANO CHE L'AGOPUNTURA È PIÙ EFFICACE DELLA MORFINA

 Raccomandazione 2: I pazienti con dolore lombo-sacrale cronico, clinico dovrebbero selezionare un trattamento non famacologico con esercizio, riabilitazione multidisciplinare, agopuntura, riduzione di sforzo basata a consapevolezza (prova di moderata qualità), tai chi, yoga, esercizio di controllo del motore, rilassamento progressivo, elettromiografia biofeed-back, la terapia laser a basso livello, operante terapia, terapia cognitivo-comportamentale o manipolazione spinale (prova di bassa qualità).  (Grade: raccomandazione forte)
➤7 ESERCIZI DA FARE A LETTO APPENA SVEGLIATI
➤ALLEVIA IL MAL DI SCHIENA E MIGLIORA LA POSTURA CON QUESTO ESERCIZIO

➤MAL DI SCHIENA ALLA MATTINA: NON È SOLO QUESTIONE DI MATERASSO, 5 POSIZIONI UTILI
➤VITA SEDENTARIA: FATTORE DI RISCHIO DI MORTALITÀ, NECESSARIO IL CAMBIO DI POSIZIONE OGNI ORA.

Per arrivare alla terza raccomandazione, ovvero che l'uso di farmaci deve essere previsto solo quando tutto ha fallito nel tempo.

Purtroppo la realtà è diversa, molti medici per non essere "stressati" e molti pazienti "per la fretta di stare bene" e non mancare agli appuntamenti della vita, incorrono nel sempre più  nel uso-abuso di antiinfiammatori, oppiacei, paracetamolo aspirine.

➤MALATTIA COME PORTATRICE DI LUCE: Un nuovo medico, una nuova medicina per nuovi pazienti.

Aggiunto al problema ci sono poi  gli incentivi che spingono medici e pazienti verso farmaci, scansioni e iniezioni, questo quanto afferma lo stesso Dr.  Deyo (uno degli autori delle nuove linee guida).   "C'è marketing sia da parte delle organizzazioni professionali sia dell' industria".
"' Abbiamo la cura.  Si può aspettare di essere curati.  Si può aspettare di essere senza dolore. '  "
Il dottor Weinstein scrive: 'Quello che dobbiamo fare è smettere di medicalizzare i sintomi',. Le pillole non migliorano la situazione, camuffano i sintomi, il problema rimane. Un atteggiamento consapevole verso il nuovo dolore che arriva, ed affrontarlo con mezzi quali yoga (studi dimostrano l'efficacia nella riduzione del dolore cronico della schiena), thai chi possono aiutare a prendere consapevolezza del perchè. Ovvio si parla di yoga terapia, yin yoga e non di lezioni di yoga fitness, tanto in voga adesso. 

In poche parole, assere attivi, responsabili nel dolore e non passivi, vittime.

Viene da sorridere quando si legge come studi scoprono, ora, che forse è importante, come prima scelta, una terapia non farmacologica... ma come dire, meglio tardi che mai.

Purtroppo è vero, il dolore alla schiena è doloroso, fastidioso, invalidante, ma esistono tante efficaci alternative fra cui abbiamo visto recentemente l'agopuntura, dimostratasi più efficace degli oppiacei!, ma ancora yoga, fisioterapia in genere..

Ogni dolore, ogni malattia, arriva come segnale del corpo per farci fermare, pensare e collegare, quindi attivare il cambiamento.
Ci sta arrivando per dire stop, occorre un cambio rotta, quello che "mi stai facendo" non va bene.
Possono essere emozioni croniche tossiche, posture sbagliate, ritmi di lavoro, mente in vritti, sempre accesa come in un vortice continuo... comunque sia il corpo ci avvisa, e se prestassimo attenzione ai suoi segnali, capiremmo che non arriva mai con le famose batoste. Il corpo segnala sempre anche la minima variazione che lo disturba, il minimo comportamento non corretto e dannoso.. ma noi lo ignoriamo.

➤COME GUARIRE, L'AUTOGURARIGIONE IN 5 PUNTI TRA FILOSOFIA E NEUROSCIENZA
➤LA MALATTIA COME MESSAGGIO DEL CORPO E NON UNA PUNIZIONE

Il mal di schiena può dipendere da moltissimi fattori, comunque sia, le linee guida dicono che scansioni, come una M. R. I., per la diagnosi se svolte troppo facilmente nell'immediato (ovvio non si sta parlando di una caduta e con conseguente presenza di dolore) spesso sono la soluzione peggiore  oltre che inutile.  I risultati possono essere fuorvianti, mostrando anomalie che in realtà non centrano molto con il dolore del momento.

L'idea di avere qualcosa, blocca... porta all'immobilità, l'immobilità porta alla secchezza della nostra colonna.. quindi alla sua morte. In realtà, sempre sotto controllo del medico e fisioterapista, l'attività è vitale.

Il placebo
È sorprendente, dicono alcuni esperti nel dolore, come spesso i pazienti vengono aiutati da trattamenti che non sono medici, ovvero da un placebo che gli stessi pazienti sono consapevoli di prendere. 

➤EFFETTO PLACEBO: TRA EFFETTO CREDENZA E INTERESSI DEL BIG PHARMA

 Molte persone con dolore alla schiena cronico tendono ad arrestare, evitando loro consuete attività, per paura che "fare" peggiori le cose, dice Dr.  Standaert.  Aiutandoli a comprendere che non è una questione di prescrizione di farmaci, ma piuttosto insegnar loro a fissare degli obiettivi e lavorare per tornare ad una vita attiva, anche se hanno ancora dolore. 

  "Devono credere che la loro loro vita può migliorare, ", "Devono credere che possano raggiungere un migliore stato. "- Dr.  Standaert -.  

Perché la salute è dentro di noi... non si trova fuori.
Il termine salute/sano in sanscrito è SVASTHA che letteralmente significa
"stabilizzarsi nel sè" o "nella condizione propria a sè stessi". Equilibrato (stha) nel Sé (swa): un essere raggiunge la condizione ottimale quando la mente è in equilibrio con il corpo e può esprimere liberamente se stesso nel mondo che lo circonda. -Sushruta Sutrasthanam (15,41)-

Vi lascio con la definizione di lombalgia per la metamedicina:

Mal di schiena che si manifesta nella regione lombare, spesso connesso con l'insicurezza materiale, come la paura di perdere il lavoro, di non riuscire a pagare i debiti, di non avere ciò che si desidera.
Un senso di autosvalutazione quando ci paragoniamo agli altri:

Cosa mi preoccupa sul piano materiale?
Cosa potrebbe darmi sicurezza?


La lombalgia potrebbe essere connessa ad un senso di impotenza nel cambiare una data situazione nella nostra vita. Molte donne che hanno dovuto assumersi un ruolo sublaterno nei confronti dei fratelli hanno avuto un rifiuto per la loro femminilità, desiderano essere uomini per godere della libertà accordata all'altro sesso.

Riassunto di alcune letture correlate:


➤MAL DI SCHIENA ALLA MATTINA: NON È SOLO QUESTIONE DI MATERASSO, 5 POSIZIONI UTILI
➤VITA SEDENTARIA: FATTORE DI RISCHIO DI MORTALITÀ, NECESSARIO IL CAMBIO DI POSIZIONE OGNI ORA.
➤DOLORE DA MAL DI SCHIENA,CERVICALE,CONTUSIONE: MEGLIO FREDDO O CALDO?
➤MALATTIA COME PORTATRICE DI LUCE: Un nuovo medico, una nuova medicina per nuovi pazienti.
➤LA MALATTIA COME MESSAGGIO DEL CORPO E NON UNA PUNIZIONE

➤7 ESERCIZI DA FARE A LETTO APPENA SVEGLIATI
➤ALLEVIA IL MAL DI SCHIENA E MIGLIORA LA POSTURA CON QUESTO ESERCIZIO
ANSIA E STRESS POSSONO PROVOCARE CERVICALE, DOLORI DIFFUSI. COSA FARE?


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Fonti:
https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2962788868175151209#editor/target=post;postID=1706158874321375712

http://annals.org/aim/article/2603228/noninvasive-treatments-acute-subacute-chronic-low-back-pain-clinical-practice

2017/02/09

COME RESPIRI? IL RESPIRO È CONNESSO AL MOVIMENTO DI TUTTE LE NOSTRE EMOZIONI, PENSIERI, AZIONI.


Ogni stato patologico, ogni malattia, colpisce tre aspetti:

Respiro
Digestione
Sonno

Tre aspetti della nostra vita profondamente collegati, ed oggi andremo ad osservare quanto il modo in cui respiriamo sia determinante per la nostra salute fisica e mentale.

Nuovamente la razionalità delle scienze moderne riprende e sviscera un sapere antico. Partiamo da questo dire:

«Il respiro ed i suoi movimenti sono connessi al movimento di tutte le nostre emozioni e pensieri»

Mente, pensieri, cuore, emozioni tutti collegati da un filo... il respiro.
Il respiro influenza le emozioni, i pensieri, le azioni.  Le azioni, i pensieri, le emozioni vengono modulate dal respiro. Vediamo cosa dicono ( purtroppo solo in parte perché sarebbe molto più ampio il discorso) il sapere antico e quello moderno.

Sapere antico
Nei testi antichi si parla di ana → respiro.
Affascinante è cercare spiegazione attraverso l'origine della parola, per capire come la parola unisce culture diverse... come tutto torna ad un solo, puro semplice significato.

La consonante n nella prima lingua indoeropea era il simbolo dell'acqua. Con essa fu costruita la radice verbale an, che avvia [a] il soffio an-imatore delle acque [n], ovvero il respiro, inalava ed esalava l'energia vitale portata dalle acque cosmiche, considerate "madri" (con la radice an fu infatti composto il verbo jan → generare).
Il sanscrito ereditò la radice così ana significò respiro, anila soffio aria.

Con la radice an il greco formò la parola anemos → soffio, ma grandioso fu il merito del latino che con le parole an-imus (animo) e an-ima (anima) ha racchiuso sia l'aspetto materiale, corporeo del principio vitale (an) sia quello trascendentale ed immateriale.

Ma an non è solo l'origine di anima ed animo.... In indoeuropeo la consonante m significava limite, pertanto con la radice an fu composto man, ovvero la dimensione, la circoscrizione del soffio vitale a cui fu attribuito il senso di pensare. Dal verbo man derivò il termine manas ovvero mente, pensiero, nel senso di coscienza dell'intelletto e dei sensi, funzione psichica che nasce dal cuore, visto che il cuore era ritenuto la sede della coscienza e delle emozioni.

Quindi ogni moto del cuore, delle nostre emozioni, influenzano e costituiscono il nostro pensiero che è legato materialmente, etimologicamente al respiro.

Tutto ciò che siamo, facciamo, modula il respiro.. e per legge aristotelica, si risale al verso contrario.

Così lo yoga insegna che, una respirazione lenta: calma la mente, riequilibra gli emisferi, modula i nostri ormoni, quindi la nostra costituzione biologica, genetica, epigenetica.
Esistono così i benefici del respirare solo con il naso, della respirazione addominale, dell'inspiro, dell'espiro, della sincronizzazione con il movimento, dell'importanza del trattenere quando si espira e quando si inspira, della differenza fra le due.. esiste il pranayama.

Nelle lezioni di yoga terapia, infatti, una delle prime cose che spiego è l'importanza della sincronizzazione respiro movimento, e che la respirazione oltre ad essere addominale deve avvenire solo dal naso, sia inspiro, sia espiro.

Quando si respira dalla bocca si attiva il sistema simpatico, il cervello viene messo in allarme, il rilascio di ormoni legati allo scappa-fuggi diviene automatico... in realtà noi vogliamo ottenere il contrario, il turn off del simpatico e turn on del parasimapatico.

Il respiro ha tutto un suo sapere e se vissuto con poca consapevolezza, solo nella sua attività automatica, lasciandolo allo stato brado diventa solo schiavo del corpo, della mente, dell'ego...apparente strumento di sopravvivenza.. e non il sublime strumento per vivere ed equilibrare corpo e mente.

Ma tutto questo sapere potrebbe non soddisfare abbastanza la nostra razionalità, e continuare così a guardarlo con scetticismo.
Così le neuroscienze, la neuroimaging ci vengono in soccorso... per soddisfare e sfamare il razionale che è in noi.. il desiderio di prove concrete, materiali.

Sapere moderno

Citarle tutte è impossibile, riportiamo uno degli ultimi studi svolti dalla

Northwestern University. Così dichiara:
«La respirazione non è solo per l'ossigeno; essa è ora (ndr. un ora inteso scientificamente.. visto che in realtà troviamo lo stesso dire in scritti vecchi millenni!!) collegata al comportamento e funzione del cervello.  Gli scienziati della Northwestern hanno scoperto, per la prima volta, che il ritmo del respiro crea attività elettrica nel cervello umano che esalta sentenze emotive e richiamo della memoria.Questi effetti sul comportamento dipendono criticamente se si attua un inspiro o un espiro e se ciò avviene attraverso il naso o la bocca.
Per chi conosce lo yoga, il pranayama, la Baghavadgita... niente di nuovo sul fronte occidentale, ma per chi è stato sempre scettico di questo sapere, sono concrete dimostrazioni che possono aiutare la consapevolezza e la trasformazione.

Non importa come si arriva alla consapevolezza, ognuno ha la sua strada  e le sue necessità, l'importante è arrivare a capire come funzioniamo, e fare delle scelte di responsabilità.

“Uno dei principali risultati di questo studio è che c’è una differenza fondamentale nell’attività cerebrale nell’amigdala e nell’ippocampo durante l’inalazione rispetto all’espirazione,” ha detto l’autore Christina Zelano, assistente professore di neurologia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine. “Quando si inspira, abbiamo scoperto che si stimolano i neuroni nella corteccia olfattiva, amigdala e l’ippocampo, in tutto il sistema limbico. “Quando si inala, si interviene  nella sincronizzazione delle oscillazioni del cervello attraverso la rete limbica”, ha osservato Zelano.

In particolare, il potere oscillatorio ha raggiunto il picco durante l’inspirazione e dissipata quando la respirazione è stata deviato dal naso alla bocca. Esperimenti comportamentali paralleli hanno dimostrato che la fase di respirazione migliora la discriminazione della paura e il recupero della memoria. I nostri risultati forniscono un quadro di riferimento unico per la comprensione del ruolo fondamentale della respirazione nasale nel coordinare le oscillazioni neuronali per supportare l’elaborazione di stimolo e di comportamento.

Questa scoperta ha portato gli scienziati a chiedere se le funzioni cognitive in genere associata a queste aree del cervello — in particolare temono di elaborazione e memoria — potrebbe essere influenzate dalla respirazione.

La respirazione nasale comporta delle oscillazioni nel sistema libico umano e modula la funzione cognitiva” di Christina Zelano, Heidi Jiang, Guangyu Zhou, Nikita Arora, Stephan Schuele, Joshua Rosenow e Jay A. Gottfried in Journal of Neuroscience. Pubblicato online il 7 dicembre 2016 doi: 10,1523 / JNEUROSCI.2586-16.2016

La risposta... è certo che si.

Imparare a respirare non vuol dire eseguire  sterili esercizi di pranayama. Bisogna comprendere che la nostra vita è legata al respiro, e la sua qualità influenza il nostro fisico, la nostra mente, la nostra percezione del mondo esterno, le nostre emozioni. Capire che le emozioni di paura, lo stress, vanno a modulare in modo negativo il nostro respiro, accorciandolo... e quindi ad accorciare il nostro soffio vitale.
Certo è importante iniziare imparando una tecnica, ma questa tecnica deve entrare ed essere compresa dal cuore, dalla mente, dal corpo, dall'anima.. e portata fuori dal tappetino. Facile? Dipende dalla nostra volontà, dal nostro desiderio di essere consapevoli e vole star bene. Nulla ci trascina, è la nostra percezione che ci porta ad essere trascinati dagli eventi.


LEGGI ANCHE:
GUIDA AD UNA CORRETTA RESPIRAZIONE: COME RESPIRI? PERCHÈ CAMBIARE?
Con il test per comprendere la nostra respirazione.
 

Inspira, espira e vivi ogni respiro con profonda consapevolezza di chi sei, e che regalo stai donando a te stesso.

Come spiega Vimala, il respiro è il più alto yajna.
Yajna è il riversare completamente se stesso nel movimento della vita, in quello che stiamo facendo, pensando, osservando.. sia che si tratti del guardare una persona, parlarle, guardare il cielo, lavorare,... respirare.


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Fonte parziale
http://neurosciencenews.com/memory-fear-breathing-5699/

2017/02/07

BANANE A BASSO COSTO: IL FRUTTO CON PIÙ PESTICIDI. I SUOI DANNI, DAL COLTIVATORE AL CONSUMATORE.


 Le banane il frutto più popolare, il frutto con più pesticidi.



Insieme agli Stati Uniti l'Europa è il principale importatore di questo frutto. Con una produzione annua di circa 100 milioni di tonnellate è uno dei prodotti agroalimentari più venduti al mondo.
Sarà il triptofano presente nella polpa a farne un frutto così ambito, forse il basso costo, rimasto invariato nell'ultimo decennio, a differenza  di tutta l'altra frutta... forse perché sempre disponibile, soprattutto d'inverno, quando il resto della frutta nostrana scarseggia.

Comunque sia, l'acquisto delle banane deve essere fatto oltremodo con intelligenza, sia per la nostra salute, visto che è uno dei frutti con il più alto utilizzo di pesticida, sia per rispetto a chi le coltiva, inteso come forza lavoro (sfruttamento e alta mortalità da avvelenamenti mortali), sia per l'impatto ambientale.. sia per combattere il giro d'affari delle lobby.
Quando compriamo una banana, dobbiamo sempre tener presente che solo una minima parte del prezzo finale va al lavoratore: secondo un’inchiesta commissionata da Banana Link nel 2015, si tratta solo del 6,9%. Il resto dei guadagni si spalmano su tutta la catena produttiva, dove la parte del leone la fanno gli importatori (che trattengono un 20,4%) ma soprattutto i supermercati, che si prendono il 42,4%

Quanti pesticida per far crescere le banane?

Alcuni esperti stimano che vengono utilizzati 15kg di pesticidi per ettaro (van Wendel de Joode 2012, citando Wesseling 2001 e 2009 Ramírez), lo supera solo la coltura del cotone. L' alta intensità di uso di "fitosanitari" per la produzione di esportazione di banane è ben documentato

L'onere di fornire il "fabbisogno" globale di banane ricade sui paesi nei tropici, tra cui Costa Rica, India, Brasile, Ecuador..., poiché richiedono particolari condizioni climatiche. Anche se questi paesi hanno ottime condizioni climatiche per la crescita delle banane, hanno però anche una varietà di parassiti e funghi che possono devastare questa coltura popolare, ad esempio la crescita di un fungo  chiamato Black Sigotoka. Questa crescita può distruggere un'intera piantagione in circa una settimana - un problema costoso per questo frutto redditizio. In realtà le principali motivazioni dell'uso massiccio di pesticidi e vari trattamenti chimici sono dovute a:

- Monocultura/Coltura intensiva (che ha portato alla deforestazione di grandi quantità di bosco umido e alla perdita irreparabile di un gran numero di specie endemiche)
- Obbligo di prezzi bassi e tempi ristretti di produzione
- Richiesta specifica di dimensioni/standardizzazione


Su larga scala, tutti sistemi di produzione monocoltura (come l'ananas) dipendono da fertilizzanti sintetici e pesticidi, poichè aumentano i rendimenti, ma hanno un impatto deleterio sulla salute umana e l'ambiente.
Queste monocolture, sempre più in crescita, grazie ai prezzi ribassati in Europa, vengono sistematicamente irrorate con gran quantità di fitosanitari, rilasciati con aereoplani,o ancor peggio, a mano, direttamente dai coltivatori, i quali non vengono in alcun modo protetti. La maggior parte dei coltivatori, con famiglia (tutti attivi nel processo di produzione e lavorazione) vivono all'interno delle stesse piantagioni.

L’esposizione prolungata a piccole dosi di sostanze tossiche, per esempio quelle sparse dagli atomizzatori comunemente usati in agricoltura e per la manutenzione di strade e verde pubblico, possono portare a infiammazioni croniche che a loro volta si sviluppano nel cancro o in malattie degenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson e la SLA. Altro grande pericolo è per i feti e per i bambini: i pesticidi sono interferenti endocrini e possono passare dalla madre al feto modificando le cellule germinali e alterare il DNA. Le conseguenze possono essere autismo, deficit di attenzione e altro. Queste sostanze sono anche parzialmente responsabili dell’aumento di sterilità maschile e di disfunzioni alla tiroide, di aborto spontanea e malformazioni neonatali. I pesticidi contengono anche altre sostanze, non dichiarate in etichetta, che  miscelate insieme all'agente primario formano dei cocktail ancora più pericolosi.

Ad esempio le piantagioni intensive in Honduras possono raggiungere anche i 2000 ettari di estensione, e per "sopportare" i prezzi bassi e i tempi ristretti delle enormi richieste di esportazione le banane vengono sottoposte a vari trattamenti, non solo di pesticidi, come la copertura dei caschi con polietilene dove vengono inseriti i pesticidi, ed ampio utilizzo di input di sintesi.

Ricordate che quando il prezzo di un prodotto è troppo basso, alto è l'interesse che copre. Lo scenario che si presenta nelle piantagioni di banane (di ananas è molto simile) è sempre più deleterio...infatti i principali rivenditori non sono più solo Chiquita, Dolce e Del Monte, ma anche supermercati e Discount, i quali hanno rinunciato ad essere i proprietari diretti delle piantagioni per non assumersi alcun tipo di responsabilità sociale ed ambientale, ma demandano tutto il lavoro sporco, imponendo ritmi di produzione e quel che ne compete ai proprietari locali.

La raccolta, dopo nove mesi, delle banane avviene mentre sono ancora verdi. Prima di far partire le spedizioni, le imprese cospargono i frutti di sostanze chimiche che ne rallentano la maturazione: il più comune è il tiabendazolo, altrimenti noto come E233 (di cui parleremo dopo), che serve per contrastare muffe, avvizzimenti e altri tipi di funghi. Vengono trasportate ad una temperatura di 13,3 ° C al fine di aumentare la loro durata. Quando le banane arrivano a destinazione  sono inviati a maturazione  nelle camere a gas con etilene (come le mele) e poi inviate ai negozi. Quindi non solo pesticidi per la coltivazione ma imput di sintesi dannosi per il packaging.

La standardizzazione degli esemplari di banano è un altro aspetto molto pericoloso, poiché un parassita nuovo o particolarmente resistente ai trattamenti con pesticidi è potenzialmente in grado di distruggere interi bananeti.
Ecco che dunque i motivi per i quali le piantagioni di banani sono gestite attraverso un utilizzo massiccio di prodotti antifungini.

I principali pesticidi utilizzati:

Fra i funghicida usati abbiamo
Funghicida da contatto,vengono utilizzati contro le malattie fogliari. Restano sulla superficie delle piante e agiscono impedendo la germinazione delle spore. Tuttavia, essi sono efficaci solo sulle foglie presenti al momento dell'applicazione e possono essere facilmente lavati via dalla pioggia.
Le principali classi chimiche di fungicidi di contatto utilizzati nelle piantagioni di banane sono derivati ​​del benzene e carbammati, per i quali non ci sono limiti o restrizioni riguardanti il ​​numero di applicazioni, i tempi e la sequenza finché è entro i limiti delle etichette dei produttori. Ad esempio:
Clorotalonil
Mancozeb è sicuramente uno dei più utilizzati anche in spray. Come un inibitore della colinesterasi, può avere effetti sul sistema nervoso.

Funghicida sistemici, che sono assorbiti in piante. Si tratta di tutta una serie di pesticida che vanno ad interferire con la divisione cellulare, respirazione mitocondriale...per ridurre la proliferazione dei funghi e la selezione.

Benzimidazoles: benomyl (in tempi molto brevi in seguito al suo utilizzo, si trasforma in un suo derivato, il carbendazim), carbendazim, thiophanate, thiophanate-methyl[1] , thiabendazolo(TBZ). Il thiabendazolo, noto anche come Mintezol e Tresaderm, ad alte dosi è tossico per l’uomo e un’esposizione elevata può causare capogiri, inappetenza, nausea e vomito. La sua formula chimica è C10H7N3S.
Un’esposizione cronica invece può causare un ritardo sulla crescita, nonché alterazioni sugli organi emopoietici e sul midollo osseo.
Il thiabendazolo è un additivo autorizzato dalla legislazione europea, e viene indicato con la sigla E233: è obbligatorio indicare in etichetta (o sui cartellini informativi) quando un prodotto è trattato con tale sostanza. Secondo la legislazione italiana, il massimo limite residuo è di 1 milligrammo/chilo per il carbendazim e 5 mg/kg per il thiabendazolo (D.M. 19 maggio 2000. Testo unico sui limiti massimi di residui di sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari).
È il residuo di pesticidi più comuni che si può trovano nelle banane. Come denuncia il Pesticide Action Network, la sua presenza si verifica al 48,1 per cento delle banane testate.

Quinone outside inhibitors: azoxystrobin, pyraclostrobin, trifloxystrobin
Demethylation inhibitors:bitertanol, difenoconazole, epoxiconazole, fenbuconazole, myclobutanil, propiconazole, tebuconazole, tetraconazole, triadimenol
Amines: piroxamine, fenpropimorph, fenpropidin and tridemorph
Anilinopyrimidines: Pyrimethanil
Succinate dehydrogenase inhibitors (SDHIs): boscalid, fluopyram, fluxapyroxad and isopyrazam
Guanidines
N-Phenylcarbamates


Abbiamo poi atri pesticidi come:

Clorpirifos un insetticida, acaricida e miticida (chlorpyrifos)
Chimicamente scritto come C9H11Cl3NO3PS. Interferente endocrino, di cui, da anni ormai, si conosce la pericolosità, infatti la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza è in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono. Il CPF infatti, come tutti i pesticidi organofosforici, inibisce l'enzima che regola l'acetilcolina (neurotrasmettitore) nel sistema nervoso centrale e periferico. L’esposizione cronica agli organofosforici può portare a perdita di memoria, depressione ed insonnia. Gli effetti del CPF sono particolarmente rilevanti quando ad essere esposti sono gruppi di popolazione maggiormente vulnerabili come le donne in gravidanza, e di conseguenza il feto ed i bambini; studi sperimentali mostrano come, in queste fasi, il CPF può interferire in maniera permanente con lo sviluppo neurocomportamentale (Venerosi et al, 2008). Quanto di questo pesticida rimane in ciò che arriva sulle nostre tavole? Per esempio nel 2013 gli elevati livelli di residui nell’olio extravergine di oliva sono diventati anche  oggetto di una interrogazione al Parlamento europeo e a maggio la Regione Puglia sospende l’utilizzo del pesticidi sugli ulivi; ma il produttore, la Dow AgroSciences, replica immediatamente con una nota affermando che, siccome la sostanza è autorizzata, non può sottostare a limitazioni.

Azoxystrobin, è un fungicida, conosciuto da nomi commerciali tra cui Amistar e Patrimonio, azoxystrobin è efficace contro molteplici funghi, come l'oidio, peronospora, ticchiolatura del melo e ruggini. Assorbito attraverso le radici dell'albero di banana si muove attraverso le foglie per tenere a bada il fungo. Descritta come metil (E) -2- {2- [6- (2-cyanophenoxy) pirimidin-4-ilossi] fenil} -3-metossiacrilato).

Imidacloprid, è un neonicotinoide, che agisce come un insetticida neurotossico. Questo composto chimico, 1- (6-cloro-3-piridilmetil) -N-nitroimidazolidin-2-ilidenamina, può essere usato come trattamento seme o applicato localmente.

Tutte le sostanze tossiche nel packaging: Gas di maturazione e prodotti di sintesi per non avere le banane macchiate di nero!!

Il problema è solo se la polpa è tossica?


Tante sono le ricerche in merito.. e  quasi tutte vanno a sostenere che la polpa viene poco intaccata. A prescindere che se ne dica, ovvero che la buccia ripara da molti pesticida, che alcuni vengono lavati dalla pioggia... l'acquisto di un prodotto non biologico, fa la sua non sana differenza. Perchè, anche se la percentuale di assunzione diretta del pesticida, attraverso la polpa, è apparentemente minima, in realtà , come conseguenza del ciclo della natura, li ingeriamo attraverso altri alimenti, acqua, aria... vale la pena incentivare la produzione di un alimento che va a distruggere noi, l'ambiente, che causa la morte e malformazioni di tanti uomini, donne e bambini (lavoratori delle piantagioni), solo per il desiderio esotico di un frutto a basso costo?

I terreni sono completamente impregnati di sostanze tossiche, i frutti nascono da terreni saturi, inquinate sono le falde, le piogge...
Sono stati documentati alti livelli di contaminazione delle acqua da bromacyl, diuron e diazinon. Il bromacyl ha portato a residui nelle acque potabili a livelli 20 volte superiori rispetto a quelli permessi dagli USA nell'acqua del rubinetto. Oltre che la fumigazione porta alla contaminazione anche dei campi limitrofi e dei villaggi circondari.

E dulcis in fundo...la salute dei coltivatori. Questo è il vero lato oscuro di questo frutto.
Un quinto degli uomini che lavorano nelle piantagioni è sterile e le lavoratrici rischiano di dare alla luce bambini con difetti genetici e vedono aumentare del 50 per cento la probabilità di contrarre la leucemia. Dal 2008, le statistiche mostrano 200 casi di avvelenamento fatale da Methomyl nella sola Costa Rica.

"..gli aerei arrivano e li spargono senza preavviso, anche mentre noi stiamo lavorando o, peggio, mentre stiamo mangiando. Succede una volta ogni 10 giorni. Tutto viene ricoperto da un liquido giallo dall’odore fortissimo, tanto che si fatica a respirare".

Il Mancozeb, ad esempio, è stato annoverato tra i pesticidi più pericolosi secondo il PAN (Pesticide Action Network).

“Negli Stati Uniti per utilizzare il Mancozeb si è obbligati per legge a prendere diverse precauzioni: i piloti aerei devono avere cabine ermetiche, i lavoratori possono tornare nei campi non prima che siano passate due ore dalla fumigazione e addirittura i vestiti di chi è stato a contatto con la sostanza vanno buttati. Qui invece a nessuno importa niente, i pesticidi inquinano l’aria e l’acqua dei fiumi e finiscono per comportare grossi danni alla salute dei lavoratori e degli abitanti della zona, ma nessuno muove un dito”.

In questa zona si riscontra infatti una forte incidenza del cancro e un alto numero di aborti spontanei e bambini nati con deformazioni. Una ricerca del 2007 di Acción Ecológica effettuata su due comunità ecuadoriane esposte a fumigazione mostra che “le persone presentano una maggior probabilità di contrarre malattie sia acute sia croniche”. Leggetevi,  a riguardo, anche l'inchiesta di Alice facchini.

IMPACTO DE LAS FUMIGACIONES AÉREAS  EN LAS BANANERAS DE LAS RAMAS-SALITRE-GUAYAS 
Enero - 2007
ACCIÓN ECOLÓGICA - FEDESO - RED JUVENIL DE SALITRE
Elaborado por: Adolfo Maldonado y Ana Lucía Martíne


Esempio di esposizione sui bambini nelle piantagioni:
Per valutare l'esposizione ambientale ai pesticidi dei piccoli indigeni del Costa Rica sono stati raccolti campioni anche dalle mani e dai piedi di alcuni dei bambini e di suolo, polvere nelle case e dei materassi, nell'acqua potabile e in quella di corsi d'acqua e nell'aria raccolti all'interno o nei pressi delle abitazioni dei bambini o vicino alle scuole. Secondo i ricercatori «In media, i bambini dei villaggi di banane e piantaggine avevano il doppio dei livelli TCPy (marker per il pesticida Clorpirifos ) nelle urine con 1,6 e 2,0 microgrammi per litro (mg/l) rispetto ai bambini del villaggio delle banane bio, che hanno avuto una media di 0,8 mg/l. Anche i ragazzi che vivono nelle  piantagioni di banane avevano livelli più alti di TCPy rispetto alle ragazze, il che suggerisce che i ragazzi passano più tempo a lavorare nella piantagione o nell'assistenza ad altri compiti connessi con l'esposizione al Cpf. Gli allarmanti livelli di TCPy nelle urine suggeriscono che più della metà dei ragazzi di tutti e tre i villaggi abbiano superato la dose giornaliera di riferimento Cpf  considerata sicuro per gli standard Usa di 0.03 μg/kg/giorno per le esposizioni croniche nei bambini.

In media, i bambini dei villaggi di banana e piantaggine hanno assorbito 3 volte la dose di riferimento, e quelli del villaggio biologico hanno assorbito 1,5 volte la dose di riferimento. Il livello di riferimento è stato superato rispettivamente nel 97%, 82% e 68%  dei singoli campioni di urina dei bambini dei villaggi di banane e piantaggine e di quelli biologici». Gli studi precedenti collegano le esposizioni pre-natali al Cpf ad abbassamento del quoziente intellettivo, problemi di memoria, ritardi nello sviluppo mentale e motorio ed a maggiori tassi di Adhd nei bambini», cioè l'Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, sindrome da deficit di attenzione e iperattività.


Uomini adulti, bambini, donne... entrano in contatto diretto con queste sostanze, infatti nella maggior parte di casi devono praticare applicazioni manuali (senza protezione) di pesticidi- interferenti endocrini, come il sucitato Clorpirifos o Terbufos.Se volete approfondire leggete sul NEMAGON, il pesticida-fertilizzante miracoloso... e tutti i suoi danni. Dopo trent'anni di denuncia si iniziano ad avere ora i primi indennizzi ai lavoratori e famiglie, per i suoi danni.

http://www.benoitaquin.com/en/index.php?/projects/nemagon/



Alcuni link :

Cosa è il Nemagon e breve storia

Il Nemagòn: un grave pericolo per la salute dei lavoratori nicaraguensi delle bananeras e dintorni. ("Division de Relaciones Internacionales de la Asamblea Nacional de Nicaragua- Managua", settembre 1998)
Banane e pesticidi. Il Governo della Costa Rica indennizza le vittime del Nemagon dopo trent’anni.
BANANAS
Nemagon Survivors
40 años en la lucha: las cicatrices del nemagón


Banana Link, organizzazione partner di Gvc (Gruppo di volontariato civile) da anni si batte per un commercio sostenibile di banane ed ananas. Pubblica periodicamente rapporti sui principali paesi produttori quali Asia, Africa e America Latina, mostrando le conseguenze di questo mercato orientato solo al profitto.



Biologico ed equo solidale la scelta giusta per l'acquisto

Per questi motivi, banane recanti una certificazione commercio biologica ed equo sono preferibili ai frutti coltivati con processi socialmente e ambientalmente-distruttivo. 

I fornitori di banane recanti la certificazione del commercio equo e solidale hanno accettato  alcune restrizioni sui pesticidi tossici, una maggiore tutela per i lavoratori e minimo ragionevole dei prezzi per i produttori (commercio equo e solidale 2014). 

Segui il marchio Fair Trade
Sicuramente questa certificazione è uno dei pochi strumenti a disposizione per dirigere il mercato delle banane verso un'alternativa valida, in rispetto dell'uomo e dell'ambiente in cui vive.
I lavoratori vengono tutelati nei loro diritti fondamentali, i prodotti con questa certificazione provengono da piccole produzioni familiari (da 11.600 piccoli coltivatori e 10.100 lavoratori delle piantagioni), che rischierebbero di scomparire nel mercato globalizzato, si tratta di un'agricoltura che rispetta i cicli della natura, non ha bisogno di usare imput di sintesi e quindi fornisce prodotti biologici. L' 89 per cento delle banane vendute a condizioni Fairtrade provengono dalla Repubblica Dominicana, Colombia, Perù ed Ecuador.      

Make fruit Fair

Campagna di sensibilizzazione mediatica e advocacy politica sul commercio della frutta tropicale
Nello specifico, l’obiettivo è rendere pubblico e condiviso il legame fra il commercio internazionale e lo sviluppo.


Ricerca guidata da CIRAD (International Agricultural Research for Development Centre) dimostra che una significativa riduzione  agrochimica può essere realizzata mantenendo buoni livelli di produttività e qualità. Sistemi organici sono sempre più essere visto come un'alternativa valida. Mentre le organizzazioni e istituti di ricerca si concentrano sulla scoperta di modi per migliorare il sistema di produzione di banane all'esportazione, la ricerca presentata in questo articolo si propone di identificare sistemi alternativi per la produzione di banane di esportazione per evidenziare le innovazioni agricole che possono provocare una riduzione uso di pesticidi.




Quindi, come sempre... NOI CONSUMATORI facciamo la differenza. Le scelte individuali diventano comportamenti sociali che influenzeranno a loro volta la vita, la salute di noi singoli.


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Fonti

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http://www.pan-uk.org/files/PN103_phasing_out_HHPs_in_Costa_Rica.pdf
https://www.chemservice.com/news/2014/08/why-do-bananas-require-so-many-pesticides/
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Fair Trade International. 2014. Bananas. http://www.fairtrade.net/bananas.html
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