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2017/01/19

FERTILIZZANTI AGRICOLI DA FANGHI DI DEPURAZIONE: SONO COSÌ SICURI? I NANOMATERIALI E METALLI PESANTI CHE FINE FANNO?


Il riutilizzo agronomico dei fanghi è una valida soluzione al problema dello smaltimento ed è interessante per l’efficacia agronomica ed economica, in quanto sostituisce quasi completamente la concimazione chimica o altri tipi di concimazione organica.
L’utilizzo dei fanghi di depurazione quali fertilizzanti – benché sia considerato dalla Comunità europea l’impiego più rispettoso per l’ambiente per questo tipo di rifiuto - presenta alcune criticità, riconducibili alla possibile presenza in essi di composti organici nocivi, metalli pesanti, nanometalli e microrganismi patogeni.




La nascita dei fanghi di depurazione

L'applicazione dei fanghi di depurazione come "fertilizzante sicuro" è cominciato intorno dopo il 1988 quando la Prohibition Act 1988 Ocean Dumping è entrata in vigore, e con essa il divieto di scarico dei rifiuti.
Nelle società agricole tradizionali, i rifiuti umani sono spesso usati per arricchire il terreno ma la rivoluzione industriale ha portato ad un aumento dell’urbanizzazione e la necessità per le città di sviluppare sistemi fognari primitivi per eliminare i rifiuti umani. Tubi e grondaie sono stati costruiti per scaricare le acque reflue direttamente nei nostri laghi, fiumi e oceani. Poiché l’industria è cresciuta in tutto il mondo, le fabbriche hanno cominciato ad usare questi sistemi fognari primitivi per smaltire i propri rifiuti. Questa pratica è continuato fino al 20 ° secolo, quando l’industria ha cominciato ampiamente ad utilizzare sostanze chimiche tossiche.

Queste acque reflue, caricate con sostanze chimiche tossiche, hanno creato importanti danni alla salute pubblica e disastri ambientali in tutto il mondo.

Così dopo varie riforme e provvedimenti si arrivò alla depurazione per garantire acqua "pulita" ai cittadini, ma questo aveva insito un'ironica conseguenza. Il processo di trattamento crea si un'acqua pulita ma anche un sottoprodotto tossico: appunto i fanghi, definiti dallo stesso Clean Water act come fattore inquinante. Nella Comunità Europea la progressiva attuazione della Direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane ha provocato un costante aumento dei quantitativi di fanghi di depurazione, passati dai 5.5 milioni di tonnellate di sostanza secca del 1995, agli 8.5 milioni di tonnellate del 2003.
I fanghi contengono, oltre ai rifiuti organici, tutti gli inquinanti usati dalla società moderna, quindi sostanze fitotossiche, tossiche per uomo ed animali , oltre a batteri patogeni, virus e protozoi, parassiti, metalli pesanti, nanomateriali, interferenti endocrini.

Come tutti i rifiuti anche i fanghi tossici vanno smaltiti.

Questi fanghi da sostanza di scarto sono divenuti fertilizzanti.

Cosa fare con il fango, scarto tossico della depurazione delle acque, è stato fonte di grandi polemiche negli ultimi tre decenni, in tutto il Mondo.
Inizialmente tre erano le soluzioni:

- invio in discarica
- incenerimento
- scaricati a largo (>1oo miglia) dalla costa

In seguito alla crescente preoccupazione sulla discarica in mare/oceano arriva il divieto di scarico, con la citata Prohibition Act 1988 Ocean Dumping, inoltre i costi di gestione delle discariche ed inceneritori diventava troppo oneroso, così l'EPA sotto pressione ha visto bene di "modificare" e rendere più lassive alcune disposizioni per la distribuzione dei fanghi sui terreni.
In questo modo l'EPA ha legalizzato la circolazione delle sostanze tossiche.

Chiamare il fango fertilizzante è come chiamare zuppa un piatto composto da verdure, talvolta carne ma anche piombo, arsenico, centinaia forse migliaia materiali organici ed inorganici tossici che vanno dal cancerogeno al teraogeno (induzione difetto alla nascita)... però la chiamiamo zuppa. Lo stesso vale per questi fertilizzanti, sicuramente con le loro piccole proprietà ma con la'ggiunta di una vastità di sostanze tossiche.

Le aziende che si occupano del trattamento di queste acque e dei loro residui hanno due metodi per "CONVINCERE" gli agricoltori a diffonderli nei loro campi:

- OFFRIRE I FANGHI GRATUITAMENTE
Per convincere i proprietari delle singole proprietà che il fango è "benefico" per la loro terra li stanno "elargendo" gratis, pensate... al posto di inviarli presso discariche ed incerenitori per costi che vanno sui 70 dollari alla tonnellata.
In pratica questi "intermiediari" si manlevano da ogni responsabilità, risparmiando.

-COMMERCIALIZZAZIONE COME COMPOSTAGGIO o PALLETTIZZAZIONE
Grazie all'indebolimento delle normative, i fanghi possono essere venduti come fertilizzanti o concime.

Ogni  anno  in  Italia  vengono  prodotti  poco  meno  di  un  milione  di  tonnellate  di  fanghi  di  depurazione (sostanza secca), il 30% dei quali vengono utilizzati in agricoltura.

La  normativa  di  settore  è  rappresentata  dal  D.Lgs.  27  gennaio  1992  n. 99 "Attuazione  della  direttiva  86/271/CEE  concernente  la  protezione  dell'ambiente,  in  particolare  del  suolo, nell'utilizzazione dei fanghi in agricoltura" e disciplina la fase di applicazione al suolo dei  fanghi  di  depurazione:  relativamente  alle  attività  di  raccolta,  trasporto,  stoccaggio  e 
condizionamento gli stessi essendo a tutti gli effetti classificati “rifiuti speciali”

Ai sensi del Decreto legislativo n. 99/92 art. 6 punto 5) le Regioni “redigono ogni anno e trasmettono al Ministero  dell'ambiente  una  relazione  riassuntiva  sui  quantitativi  di  fanghi  prodotti  in  relazione  alle diverse tipologie, sulla composizione e le caratteristiche degli stessi, sulla quota fornita per usi agricoli
sulle caratteristiche dei terreni a tal fine destinati.
Tali  dati  vengono  utilizzati  dal  Ministero  per  la  trasmissione  triennale  dei  dati  relativi all’utilizzo  di fanghi in agricoltura alla Commissione Europea.

Da fango a fertilizzante

Molti sono i nomi utilizzati per indicare questi fanghi: rifiuti, biosolidi, septage, depurazione delle acque reflue, sottoprodotto, compost..Il termine fango viene usato per far capire, alla maggior parte delle persone, che i solidi, talvolta come materiale liquido, generati dagli impianti di trattamento delle acque di scarico vengono usati come fertilizzante nei campi.

Il fango può essere classificato in:
CLASSE A
se è trattato per ridurre i livelli di germi di fondo (livelli che si trovano normalmente nei terreni)
CLASSE B
se sono trattati in modo che i germi siano ridotti del 90%

Cosa contengono i fanghi di depurazione


La natura dei fanghi dipende dal processo di trattamento delle acque reflue e dalla fonte delle stesse.

Se ne deduce che contengono sia rifiuti organici (sui quali si punta per diventare fertilizzanti) come proteine,aminoacidi, zuccheri e grassi, ma anche composti organici tossici.

Alcuni componenti tossici:


idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
alchilifenoli
bifenili policlorurati (PCB)
pesticidi organoclurati
clorobenzene
diossine
fenoli policlorurati
rame, zinco, nichel, cadmio, piobo, arsenico, cromo, selenio
batteri patogeni
virus e protozoi
parassiti elminti

ed ancora tutta una serie di sostanze come interferenti endocrini, steroidi, molti farmaci comuni, tra cui la ciprofloxacina (Cipro), carbamazepina (Tegretol, Equetro), e fluoxetina (Prozac), ed ancora ritardanti di fiamma,  i nascenti NANOMATERIALI.


Soprattutto questi ultimi insieme ai metalli pesanti non sono degradabili.

Certo i fanghi contengono anche sostanze "buone" per questo abbiamo i seguenti benefici nel loro utilizzo come fertilizzanti:

•nutrienti agricoli pregiati come azoto, fosforo, potassio e zolfo possono essere  restituiti alla terra
• livelli di sostanza organica del suolo hanno aumentato fino al 12% – 15%
• sotterranee e qualità delle acque superficiali rimangono
• densità Diminuzione e aumentare lo spazio di pori non capillari
• Migliorare l’aggregazione particelle di terreno

Quali sono i problemi con i fanghi?

Tanto è stato disquisito sui vantaggi derivati dalla distribuzione di questo materiale sulla terra, di come il terreno si arricchisce, ma allora quale è il problema?
Il problema sta sempre nell'osservazione settoriale e poco dell'insieme.
Lo scopo è fertilizzare, bene quindi poco importa da dove deriva e cosa può contenere come sedimentazione.. la terra si arricchisce, le spese di smaltimento rifiuti sono ridotte, si è creato un nuovo mercato, gli interessi sono soddisfatti quindi cosa resta da guardare? Forse la salute di tutti noi e dell'intero pianeta?

Nessuno dei fanghi nel mondo è completamente privo di sostanze chimiche o agenti patogeni tossici, infatti dopo essere stata trattata, la CLASSE B, i fanghi contengono ancora una quantità significativa di patogeni!
Le agenzie statali dei vari paesi regolano la diffusione dei fanghi, ma è tutto molto difficile e controverso.
Molti scienziati concordano sul fatto che i regolamenti attuali non tutelano a sufficienza la salute umana, la produttività agricola e tanto meno l'ambiente.
La mancanza di fondi priva di un controllo normativo adeguato, oltre al fatto che la natura stessa dei fanghi porta a conseguenze del tutto sconosciute, seppur deducibili.

La stessa ARPAT della Toscana così risponde alla domanda:

A quali trattamenti dei fanghi si fa riferimento?
E' sicuro che tali trattamenti eliminino tutte le sostante tossiche, nocive, persistenti e bioaccumulabili?
Avete dei dati che ne dimostrano l'efficacia? Relativamente a composti organici persistenti e difficilmente biodegradabili, che molto spesso posso essere accumulati nelle piante (ed entrare così nelle reti trofiche) o raggiungere la falda, quali misure prevede il contesto normativo di riferimento?

Per quanto riguarda i trattamenti, la norma non precisa quale sia la tipologia; in genere si tratta di processi finalizzati alla maturazione della sostanza organica, con la duplice finalità di migliorare l'azione sulla fertilizzazione e ridurre il contributo odorigeno. Per quanto detto, i trattamenti non hanno quindi lo scopo di eliminare tutte le sostante tossiche, nocive, persistenti e bioaccumulabili. La norma (DLgs 99/92) prevede che sia rilasciata autorizzazione da parte della Provincia; questo procedimento deve prendere in esame anche la provenienza del fango, quindi il depuratore che li produce, anche al fine di valutare se la tipologia di scarichi che ad esso afferiscono sono compatibili con questo utilizzo, in particolare deve essere rivolta attenzione alla presenza di scarichi industriali. La norma del 1992 risulta essere effettivamente datata riguardo ai parametri per i quali prevede la verifica, questo ha comportato che alcune regioni (Veneto, Lombardia e Emilia Romagna) abbiano prodotto normativa regionale. In questo momento (2015) ARPAT, nel quadro di un Progetto Speciale di controllo sui rifiuti, in relazione ad approfondimenti sulla gestione dei rifiuti liquidi, sta svolgendo un'indagine specifica a campione sulla qualità dei fanghi destinati ad essere utilizzati in agricoltura; il set di parametri analizzati è più ampio di quello previsto dalla norma statale e comprende anche sostanze organiche persistenti.

Progetto di controllo dei fanghi Emilia-Romagna, Veneto -Lombardia

Casi specifici avevano messo in evidenza che carenze e inadempimenti nelle attività di controllo e lacune nella definizione dei criteri per effettuarli potevano portare a sottovalutare i possibili rischi di questa pratica in termini di contaminazione e degradazione delle risorse ed in particolare del suolo.

Per queste ragioni, osservata la carenza normativa, osservati i metodi del tutti arbitrari della distribuzione di questi fanghi, queste tre regioni si stanno muovendo per una più attenda distribuzione, e controllo. (leggi l'intero rapporto).

15 anni di osservazione da parte dell'Emilia Romagna ha stabilito che in effetti vi è stato un incremento di metalli pesanti nel terreno soprattutto di zinco ma non per quelli ritenuti nocivi come cadmio, cromo e piombo, idem nelle culture ma tutto nei limiti imposti dal Decreto legislativo del 92. Nell’ambito della succitata sperimentazione, nell’anno 2006, sono stati sottoposti a controllo nei terreni anche  gli  inquinanti  organici  che  derivano  dalla  combustione  incompleta  o  pirolisi  di  rifiuti  organici  e  combustibili  fossili  (AOX,  PAH,  PCB,  PCCD/PCCF)  o  che  sono  stati  utilizzati  nei  sistemi  di  produzione delle plastiche (AOX, DEHP) e dei detergenti (LAS, NPE) o, come emulsionanti, in prodotti industriali di uso comune (DEHP, NPE).
Le  analisi  chimiche  dei  fanghi  utilizzati  nella  prova  agronomica  hanno  evidenziato  la  presenza  di  contaminanti  organici,  appartenenti  a  tutte  le  classi  menzionate.  Le  concentrazioni  sono  risultate  assai variabili  di  anno  in  anno,  ma  sempre  inferiori  ai  limiti  definiti  nella  norma  regionale  dell’Emilia-Romagna.


L’Emilia-Romagna, insieme a Lombardia e Puglia, che destinano  all’agricoltura  il  53%  del  totale dei fanghi.

Prescindendo da queste singole regioni, la situazione generale non è fra le migliori, i problemi sono:
  • Il fango contiene metalli pesanti, nanomateriali, sostanze chimiche tossiche e agenti patogeni
  • I test di regolamentazione sono inadeguati ed insufficienti
  • L'odore dei fanghi è un problema da non sottovalutare perchè minaccia seriamente la salute pubblica

Negli Stati Uniti ad esempio la scarsità di ricerca scientifica non è casuale. I giornalisti e ricercatori hanno raccontato come i conflitti di interesse dell' EPA  e quelli di altre istituzioni, tra cui il NAS, USDA, i comuni, e le università, ostacolano la ricerca sui fanghi e intralciano ulteriormente la valutazione dei rischi e la regolamentazione.

Eppure, mentre molti esperti scientifici raccomandano un divieto totale di applicazione dei fanghi alla terra, EPA e altri continuano a promuoverlo. I fanghi vengono venduti al pubblico come compost da giardino, ricco di sostanze nutritive, ed  agli agricoltori come un prezioso fertilizzante.


1) Metalli pesanti
Tutti i fanghi contengono metalli pesanti come arsenico, cadmio, cromo, rame, piombo, mercurio, molibdeno, nichel, selenio, zinco. Questi metalli sono persistenti, cioè non si decompongono nell'ambiente e quindi si accumulano.

Come dice Cornell Cooperative Extension "la maggior parte dei metalli pesanti rimangono nel terreno per lunghi periodi che vanno da diversi decenni a diversi secoli". Quindi si che, come dice l'APA, l'autorizzazione all'utilizzo di tale pratica agronomica è subordinata all'esecuzione periodica dell'analisi dei suoli, con riferimento a valori limite che non devono essere superati in modo da evitare potenziali effetti negativi sull'ambiente e sulle colture", ma in realtà anche piccole quantità di metalli pesanti presenti nei fanghi-fertilizzanti diventano pericolose perché vanno ad accumularsi e sedimentare.
I metalli vengono assorbiti dalle piante coltivate e rientrano nella catena alimentare, oltre al fatto che possono filtrare nelle acque sotterranee ed in terreni molto acidi come quelli studiati nel Maine possono attivare lisciviazione.

Il cadmio, nichel, selenio sono stati collegati al cancro. Il cadmio anche a problemi renali, aborti e nascita di bambini morti. Il rame e nichel con il zinco sono noti per causare problemi di crescita nelle colture. I bambini esposti a piombo, mercurio possono sviluppare problemi comportamentali, di apprendimento, disturbi neurologici. Il Molibdeno tende ad accumularsi nell'erba, cibo degli animali ,causando anemia, diarrea e problemi di crescita.

Le varie organizzazioni continuano a sostenere che L'assunzione umana totale di inquinanti organici individuati dall'applicazione dei fanghi a terra è minore ed è improbabile che causi effetti negativi sulla salute.... ma come fanno ad enunciare tali aberrazioni, quando tutto dimostra come gli inquinanti sono sempre più presenti nel nostro corpo, derivanti da ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo? Che l'accumulo di metalli pesanti è sempre più presente, che l'incidenza di patologie riconosciute come derivanti dai metalli pesanti è sempre più diffusa (Alzheimer, Parkinson, Autismo, Sindrome fatica cronica, MCE...)?

L'uomo assume costantemente sostanze tossiche.. e costantemente queste si depositano, si uniscono, interagiscono. Affermare con certezza qualcosa che ancora non si è studiato in modo reale è palese inganno, attuato solo per poter continuare ad agire indisturbati.

I tempi in cui si poteva pensare "non sapevano che l'amianto faceva male"... sono finiti. Se si vuole aprire gli occhi sulla consapevolezza della tossicità si aprono. Tutto il resto è marketing ed interesse economico.

2) Nanomateriali

Ricordate? Si parla di nanoparticelle quando la dimensione di queste ultime non superano i 100 nm e nel caso di applicazioni che ne sfruttino le peculiari proprietà magnetiche le dimensioni diventano in sostanza paragonabili a quelle dei domini magnetici nei corrispondenti materiali.
Materiale più piccolo di un batterio (che e` un micron), in quanto vengono considerate particelle dell’ordine di 10-7 o 10-8 metri, 10-100 nanometri, che hanno la stessa dimensione di proteine di DNA.
Parlando in modo semplice i nanomateriali sono:
qualsiasi forma di materiale che abbia una o più dimensioni dell’ordine di 100nm.

Introdotte nel 2006, piano piano sono state "IMPOSTE" sul mercato, investendo ogni brand: alimentare, cosmetico, medico, geoingegneria, tessile,... L’OCSE stima che siano oltre 1.300 i prodotti in circolazione che li contengono, con una crescita che tra il 2006 e il 2011 si è quintuplicata.
Potete sfogliarvi questo depliant illustrativo... rimarrete esterrefattiin quanti modi vengano impiegati i nanomateriali.

Il problema grave è che non esistono protocolli di regolamentazione e ricerche sufficienti per dichiararne l'innocuità. Eppure circolano tranquillamente.

Se volete leggere l'intera ricerca sui nanomateriali, nanopatologie, sulle ricerche, danni, applicazioni ecco l'articolo completo:
NANOPARTICELLE,NANOMETALLI,NANOINGEGNERIA,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE

Come leggerete nell'articolo sulle nanoparticelle, si tratta di nanomateriali non degradabili e sempre più diffusi, perchè paradossalmente invece di "lavorare" su una ricerca atta alla riduzione delle sostanze tossiche, visto che la depurazione di qualunque cosa porta altro materiale tossico concentrato da dover smaltire..  instrada una via verso la continua produzione di sostanze nocive, osservandole settorialmente e nascondendosi dietro palliativi range di sicurezza, sempre settoriali.

Nanometalli nella catena alimentare 

L’ingresso nei suoli agricoli dei nanomateriali avviene principalmente attraverso la distribuzione di fanghi di depurazione, oltre al fatto che vanno ad unirsi alla nuova  tipologia di fertilizzanti, antiparassitari, diserbanti e altri promotori della crescita delle piante basati appunto sulla nanotecnologia.
Le più recenti simulazioni hanno indicato che flussi di nanomateriali ingegnerizzati sono in grado di raggiungere diversi ecosistemi. Provenienti da sorgenti puntiformi, trasportati attraverso l’acqua, i nanomateriali tenderanno ad accumularsi nei sedimenti e nel suolo. Questi costituiranno una sorgente secondaria di nanomateriali che espone a potenziali rischi gli organismi presenti.

Altra considerazione è che, mentre i metalli pesanti in genere, vengono riconosciuti come cancerogeri, causa di danni neurologici e vengono quindi tenuti sotto osservazione nei fanghi e terreni, questo non accade assolutamente per i nanomateriali..


Ricerca pubblicata dalla  rivista scientifica «Folia Histochimica  et Cytobiologica»

Metalli pesanti. Contaminati anche i bovini
Written by Renato Ventura
Friday, 30 July 2010 06:38 
 «Gli esami sui bovini - spiega - sono iniziati qualche anno fa dall’osservazione casuale di lesioni sospette negli animali, nel corso di un lavoro in alcuni mattatoi. Abbiamo quindi deciso di prendere in esame i bovini come specie sentinella per rilevare segni di rischio ambientale nell’area di Taranto».
 L’analisi ha riguardato 183 bovini. Le ispezioni hanno dato risultati che attendono ancora la pubblicazione, ma Anna Morelli non esita a parlare di elementi «che fanno riflettere». Per esempio in 60 bovini è stata accertata la presenza «di lesioni marcate dovute a depositi di metalli pesanti a livello polmonare o linfonodale».
Le nanoparticelle rilevate sono:carbonio, alluminio, silice,ferro e titanio
La crescente presenza di nanomateriali nei prodotti di consumo,(dai vestiti,rivestimenti antimicrobici, ai dentifrici...) grandi quantità di nanoparticelle viene quindi ad essere rilasciata, entrando nell'ecosistema.

Qui uno studio interessante sui danni delle nanoparticelle di argento sulla Daphnia magna, un crostaceo che fa da vero filtro nell'acqua dolce...  è uno degli organismi più sensibili utilizzati in esperimenti di ecotossicità e  considerato un organismo di prova standard per i protocolli standard della US Environmental Protection Agency (EPA) .


Un nuovo Rapporto dell’OCSE (2016) solleva preoccupazioni per la scarsa conoscenza degli effetti sull’ambiente e sulla salute umana.
“La ricerca si deve impegnare con una certa urgenza per valutare gli eventuali rischi per la salute umana e gli ecosistemi derivanti dalla presenza di quantità sempre più consistenti di nanomateriali manufatti nei rifiuti domestici, che finiscono poi nell'ambiente”.I nanomateriali stanno entrando nelle discariche, negli inceneritori e negli impianti di trattamento delle acque reflue, continua il rapporto OCSE, che non sono progettati per filtrare particelle piccole come un milionesimo di millimetro.

Particolare motivo di preoccupazione desta la presenza di nanomateriali nei fanghi che provengono dagli impianti di depurazione delle acque, che una volta essiccati vengono anche utilizzati come fertilizzante agricolo. Se a livello di Paesi OCSE i fanghi reflui sono utilizzati in agricoltura per un terzo, in Francia è della metà.
“La possibile trasformazione dei nanomateriali nel suolo, la loro interazione con le piante e i batteri, e il loro trasferimento nelle acque superficiali - si sottolinea nel Rapporto - non sono mai stati profondamente studiati”.

“Ad oggi, si rilevano nelle acque raccolte dalle stazioni di depurazione, a livello di tracce, lievi concentrazioni di nanomateriali, come le nanoparticelle d'argento (leggi i danni) presenti per esempio in alcuni medicamenti o del diossido di titanio incorporato nei cosmetici - ha sottolineato Jean-Yves Bottero, Ricercatore al Centro europeo sulla ricerca e l'insegnamento delle geoscienze dell'ambiente (Cerege), che ha partecipato alla redazione del Rapporto - Queste nanoparticelle si ritrovano in seguito, all'80% e anche di più, nei fanghi di depurazione. Alcuni reagiscono con altri elementi e si trasformano, senza che si conosca la tossicità delle nuove combinazioni”.

In linea generale, il Rapporto invita a fare studi sulle quantità di nanomateriali che rientrano nei flussi dei rifiuti, quelle che finiscono negli impianti di trattamento e sui loro potenziali impatti, raccomandando di “rafforzare le misure di sicurezza per proteggere i lavoratori delle installazioni di riciclaggio”.


Batteri patogeni, virus e parassiti

I fanghi per loro natura contengono agenti patogeni umani come germi, batteri, virus e parassiti. Mentre l'esposizione ai metalli pesanti e nanomateriali può causare problemi nel lungo periodo, l'esposizione a questi germi è più acuto e può causare quasi immediatamente problemi di salute.
Vero, la regolamentazione prevede precisi passaggi di pastorizzazione e di digestione e con il compostaggio i livelli patogeni possono essere "ridotti notevolmente" (non eliminati del tutto. Il fatto è che le leggi consentono l'utilizzo di fanghi di CLASSE B che non vengono trattati con i metodi più severi di riduzione. I ricercatori hanno scoperto che gli agenti patogeni possono sopravvivere nel fango settimane, mesi o anche anni dopo la riduzione dei processi di trattamento.

Noi possiamo venire esposti agli agenti patogeni nei fanghi, in vario modo: mangiando direttamente le verdure contaminate, entrando a contatto con la terra o per diffusione da animali domestici o selvatici.

Diossina

La diossina è "l'indesiderato" sottoprodotto di processi chimici che coinvolgono il cloro. Secondo la stessa EPA i fanghi sono i maggiori distributori di diossina sui terreni. Noto cancerogeno, collegato a problemi riproduttivi, danni genetici, endometriosi. Non esiste un livello sicuro di tossicità, strumento tanto caro, a chi diffonde tossicità facendola franca, nascondendosi dietro i famosi range di sicurezza.

Prendendo sempre come spunto l'EPA, stima che ci siano più di 70.000 sostanze chimiche di sintesi (non presenti in natura) e solo il 2% sono stati completamente testati, come non lo sono stati tutti i modi in cui queste sostanze influenzano la nostra salute per via dell'accumulo e interazione. Gli effetti sinergici sono il pericolo maggiore , effetti assolutamente ancora avvolti dal buio e quindi non dovrebbero permettere affermazioni di certa non tossicità!

Per approfondire:

TRICLOSAN: DICHIARATO UFFICIALMENTE TOSSICO ...

www.lifeme.it/2016/09/triclosan-dichiarato-ufficialmente-tossico-fda-.html
04 set 2016 - Nel 2003 si è inoltre visto che la luce del sole converte il triclosan in diclorodibenzodiossina, ovvero una forma leggera di diossina!!Il triclosan ...

ANTIBATTERICI TRICLOSAN ALTAMENTE PERICOLOSO

www.lifeme.it/2014/11/antibatterici-triclosan-altamente.html
14 nov 2014 - Disinfettanti per le mani sono pericolosi contengono triclosan,sostanza antibatterica con struttura della diossina!

I 15 interferenti endocrini più pericolosi ATTENZIONE A COSA ci spalmiamo, cosa mangiamo e respiriamo ...

www.lifeme.it/2015/.../interferenti-endocrini-parabeni-bht-ftalati-medicinali-additivi.h...
20 giu 2015 - Bisfenolo A; Ftalati; PCB o policlorobifenili; HAP o idrocarburi policiclici aromatici; Diossine; APE o alchilfenoli etossilati; Parabeni; DDT o para- ...

TEFLON,PFOA, PENTOLE ANTIADERENTI SONO DANNOSE ...

www.lifeme.it/2015/08/teflon-pfoa-dupont-padelle-antiaderenti-tossico.html
27 ago 2015 - lifeme .... tossici, che possono essere contemporaneamente presenti nell'organismo, come ad esempio le diossine, potenziandone l'azione.

7 metodi per proteggere i vostri ormoni da sostanze tossiche - Lifeme

www.lifeme.it/2016/09/7-metodi-per-proteggere-i-vostri-ormoni.html
15 set 2016 - Bisfenolo A; Ftalati; PCB o policlorobifenili; HAP o idrocarburi policiclici aromatici; Diossine; APE o alchilfenoli etossilati; Parabeni; DDT o para- ...

LE DONNE VENGONO AVVELENATE DA SOSTANZE TOSSICHE...

www.lifeme.it/2016/10/prodotti-igiene-intima-tossici-cancerogeni.html
02 ott 2016 - Purtroppo queste sostanze possono essere contaminate da diossine altamente tossiche quando vengono sbiancate con composti di cloro, così ...

Coscienza collettiva


L'elenco delle sostanze tossiche potrebbe continuare all'infinito, quasi.. a questo punto serve un risveglio di coscienza generale.
Il progresso, lo sviluppo della tecnologia è inarrestabile, non possiamo e forse non dobbiamo frenarlo... è l'uso che se ne fa che porta al baratro.

Nel minuscolo ingranaggio che possiamo rappresentare, noi consumatori, rispetto allo scenario globale, in realtà siamo la molla che fa da propulsore.
Noi siamo coloro che devono essere soddisfatti, coloro che vengono manipolati nelle esigenze di comodità ed avanguardia, coloro che vengono rassicurati,.. quindi abbiamo molto più potere di quel che ci viene indotto di pensare.

Le nostre scelte quotidiane, i nostri no quotidiani, la nostra consapevolezza sono la nostra forza per bloccare i grandi meccanismi.
Vero, consapevolezza vuol dire scelte, vuol dire responsabilità... ma questo è l'unico fondamento della vita: l'azione.



Altri articoli sui  fanghi contenenti varie quantità di  prodotti chimici, metalli tossici, irritanti chimici di agenti patogeni
Czajkowski, Kevin P., et al. “Application of GIS in Evaluating the Potential Impacts of Land Application of Biosolids on Human Health.” A chapter in Geospatial Technologies in Environmental Management. Springer Netherlands, 2010. 165-186.

Colman, Benjamin P., et al. “Low Concentrations of Silver Nanoparticles in Biosolids Cause Adverse Ecosystem Responses Under Realistic Field Scenario.” PloS One 8.2 (2013): e57189.
McBride, M. B. “Toxic Metals in Sewage Sludge-Amended Soils: Has Promotion of Beneficial Use Discounted the Risks?.” Advances in Environmental Research 8.1 (2003): 5-19.

Efromymson RA et al. Final Report: “Evaluation of Ecological Risks Associated with Land Application of Municipal Sewage Sludge.” Oak Ridge National Laboratory ORNL/TM-13703. Sep.30. 1998.

Targeted National Sewage Sludge Survey Sampling and Analysis Technical Report. January 2009; EPA 822-R-08-014.

Lowman, Amy, et al. “Land Application of Sewage Sludge: Community Health and Environmental Justice.” Environmental health perspectives 121.5 (2013): 537-542

Lewis, David L., and David K. Gattie. “Pathogen Risks From Applying Sewage Sludge to Land.Environmental Science & Technology 36.13 (2002): 286A-293A.

Khuder, Sadik, et al. “Health Survey of Residents Living Near Farm Fields Permitted to Receive Biosolids.” Archives of Environmental & Occupational Health 62.1 (2007): 5-11.

Ghosh, Jaydeep. “Bioaerosols Generated from Biosolids Applied Farm Fields in Wood County, Ohio.” Dissertation. Bowling Green State University, 2005.

Harrison, Ellen Z., and Summer Rayne Oakes. “Features: Investigation of Alleged Health Incidents Associated with Land Application of Sewage SludgesNew Solutions: A Journal of Environmental and Occupational Health Policy 12.4 (2003): 387-408.

Lewis, David L., et al. “Interactions of Pathogens and Irritant Chemicals in Land-Applied Sewage Sludges (Biosolids).” BMC Public Health 2.1 (2002):11.


Trattamento delle acque reflue seleziona batteri resistenti agli antibiotici


(Silbergeld et al. 2008; PEW Initiative: Key Resources on Antibiotics, Superbugs and Industrial Farming; Centers For Disease Control and Prevention (CDC): Antibiotic Resistance and Food Safety).

Zhang, Yongli, et al. “Wastewater Treatment Contributes to Selective Increase of Antibiotic Resistance Among Acinetobacter spp. Science of the Total Environment 407.12 (2009): 3702-3706.See also: Czekalski, Nadine, et al. “Increased Levels of Multiresistant Bacteria and Resistance Genes After Wastewater Treatment and Their Dissemination into Lake Geneva, Switzerland.” Frontiers In Microbiology 3 (2012). The link between pathogen resistance to antimicrobials and sewage sludge is also noted in Marshall, Bonnie M., and Stuart B. Levy. “Food Animals and Antimicrobials: Impacts on Human Health.” Clinical Microbiology Reviews 24.4 (2011): 718-733.

Conflitti di interessa EPA

  Snyder, Caroline. “Baltimore Sludge Pilot Project Puts Children at Additional Risk” A letter to International Journal of Occupational and Environmental Health 14.3 (2008): 241.

Snyder, Caroline. “The Dirty Work of Promoting “Recycling” of America’s Sewage SludgeInternational Journal of Occupational and Environmental Health 11.4 (2005): 415-427.

Stauber, John and Sheldon Rampton. Chapter Eight: “The Sludge Hits the Fan” in Toxic Sludge Is Good For You: Lies, Damn Lies And The Public Relations Industry. Common Courage Press (2002)

Regolamentazione EPA


Harrison, Ellen Z., and Murray McBride. “Case for Caution Revisited: Health and Environmental Impacts of Application of Sewage Sludges to Agricultural Land.” Cornell Waste Management Institute, Dept. of Crop and Soil Sciences, Rice Hall, Cornell University, Ithaca, NY, URL: http://cwmi. css. cornell. edu/case. (2009).

Gattie, David K., and David L. Lewis. “A High-Level Disinfection Standard for Land Applying Sewage Sludges (Biosolids).Environmental Health Perspectives 112.2 (2004): 126.

Harrison, Ellen Z., Murray B. McBride, and David R. Bouldin. “Land Application of Sewage Sludges: an Appraisal of the US Regulations.” International Journal of Environment and Pollution 11.1 (1999): 1-36.

Rockefeller, Abby A. “Sewers, Sewage Treatment, Sludge: Damage Without End.” NEW SOLUTIONS: A Journal of Environmental and Occupational Health Policy 12.4 (2003): 341-346.

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Fonti principali
Center for Health, Environment & Justice (CHEJ)
Cornell Waste Management Institute: Sewage Sludge
Sludgefacts.org 
Sludge News Technical Resources
SourceWatch: Scientific Studies of Sewage Sludge
http://naturallysavvy.com/live/this-common-natural-fertilizer-contains-dangerous-chemicals-linked-to-health-issues
http://www.lessiniamusei.it/biologia/lo-smaltimento-dei-fanghi-di-depurazione-applicazione-emette-environmental-alla-terra-una-descrizione
https://legambientepv.files.wordpress.com/2012/11/rn_fanghi_controlli_arpa_noe_2007.pdf
http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2015/spandimento-fanghi-di-depurazione
http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_228_15_FANGHI.pdf
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0734242X85901156
http://www.who.int/water_sanitation_health/medicalwaste/130to134.pdf
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https://www.arpae.it/PIACENZA/download/Claudio_Baffi.pdf
http://www.oecd.org/environment/waste/nanomaterials-in-waste-streams-9789264249752-en.htm
http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/59689/1/WHO_EOS_95.20.pdf
http://www.regionieambiente.it/it/articoli/nanomateriali-nel-ciclo-dei-rifiuti-ancora-poco-conosciuti-i-rischi
https://bioscienceresource.org/sewage-sludge-biosolids-land-application-health-risks-and-regulation-2/
http://it.colaoso.info/scienza/nanoparticelle-nei-fanghi-di-depurazione-possono-finire-nella-catena-alimentare.php
https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=3447&idlivello=1685
https://www.researchgate.net/publication/284266466_Flussi_di_nanomateriali_nell'agroecosistema_evidenze_e_precauzioni
http://www.xylemwatersolutions.com/scs/italy/it-it/Angolo%20del%20tecnico/Manuali/Documents/Rimozione%20di%20azoto%20e%20fosforo.pdf
http://www.who.int/water_sanitation_health/medicalwaste/130to134.pdf
http://wst.iwaponline.com/content/50/2/23

2 commenti:

  1. Ciao, ottimo articolo! Mi occupo del tema da qualche anno... mi piacerebbe poter contattare chi lo ha scritto. Grazie

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    1. Buongiorno, il titolare dell'articolo sono io, tutti gli articoli di Lifeme vengono scritti da me. Può contattarmi tranquillamente all'indirizzo del profilo google.Grazie.

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