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2017/01/03

ANTIDEPRESSIVI SSRI IN GRAVIDANZA: DIMOSTRATI, NUOVAMENTE, DANNI AL FETO, ASSOCIATI AL LINGUAGGIO, AUTISMO, DANNI CARDIACI, MORTE PRENATALE

Dimostrato come assunzione di antidepressivi SSRI siano associati a danni nel disturbo del linguaggio nel bambino, autismo, danni cardiaci e morte prenatale.



Una vita intrauterina che viene influenzata epigeneticamente dalla madre solo a secondo degli interessi.


Tutto ormai fluttua in una continua informativa di notizie dissonanti. Se da una parte parte abbiamo studi e presa atto che  il feto assorbe dalla madre: emozioni, nutrimento, sostanze chimiche, è conclamato come questo vada ad incidere sulla sua costruzione psico-somatica di  futuro individuo, dall'altra abbia un tempestare la stessa madre, di una serie di sostanze altamente tossiche con l'apparente motivazione di porre in sicurezza lei ed il futuro bambino: esempio vaccinazioni in gravidanza, utilizzo di antidepressivi in gravidanza.

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Abbiamo già affrontato il primo tema, vediamo di osservare più da vicino il secondo.

Con la "scusa" che le emozioni depressive vanno ad incidere sulla mente del feto, sul rilascio o meno di ormoni, attivazioni neurali particolari, mancata o errata determinazione di matrici emotivi .. la madre viene catapultata nel mondo della drug-legalizzata.

Innalzare la sua serotonina per rendere tutti felici e contenti, magari per risolvere l'insonnia..

Antidepressivi SSRI
1.Citalopram;
2.Citaloprambromidrato;
3.Escitalopram;
4.Fluoxetinacloridrato;
5.Fluvoxaminamaleato;
6.Paroxetinacloridrato;
7.Paroxetinamesilato;

8.Sertralinacloridrato;
9.Venlafaxina;



"La ricerca scientifica non ha rilevato alcuna anomalia del sistema della serotonina nelle persone affette da depressione."

Molte persone hanno finito per persuadersi che il loro problema di depressione dipenda da questo fantomatico 'squilibrio chimico', dunque accettano di buon grado la soluzione di assumere dei farmaci come soluzione alla sindrome, mentre in realtà il vero problema è la leggerezza con cui si prestano alla assunzione di farmaci.

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In generale si trascura di spiegare che i farmaci usati in psichiatria sono droghe psicoattive a tutti gli effetti , e nello specifico, di una categoria di farmaci in grado di attraversare la barriera placentare.

"Le donne devono essere informate dei pro e contro associati all’uso di questa classe di antidepressivi prima e durante la gravidanza e devono valutarne, con il proprio medico, il rapporto rischio/beneficio nel loro caso specifico" ha dichiarato Alice Domar, del Beth Israel Deaconess Medical Center.

Ciò che crea confusione, dissonanza, e viene il dubbio su quanta presunta "buona fede" possa esserci, sono articoli di questo tipo:
 


Ora una ricerca dell’University College di Londra sembra spazzare via questo timore (Ndr.:assunzione SSRI correlata a danni cardiaci e malformazioni del feto). Sono state duecentomila le donne col figlio prese in esame tra il 1990 e il 2011 ed è risultato che il rischio è inferiore all’un per cento, mentre è più elevato per altri fattori in genere meno sottolineati: età avanzata della madre, obesità, diabete, problemi di alcol o di droga.

Dimostrato come assunzione di antidepressivi siano associati a danni nel disturbo del linguaggio nel bambino.

L'uso di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, almeno due volte durante la gravidanza, può essere associato ad un aumentato rischio di prole che  sviluppa disturbi del linguaggio, motori, secondo l'ultimo studio della Columbia University. Lo studio ha beneficiato di un ampio campione di popolazione e ha seguito i bambini oltre 3 anni,' dice il professore di psichiatria della Columbia, Alan Brown.

Per lo studio, i ricercatori hanno esaminato tre gruppi di figli: quelli con le madri che hanno avuto disturbi alla depressione e hanno assunto SSRI durante la gravidanza (gruppo medicati, 15.596); quelli con le madri che hanno avuto i disordini, ma non ha assunto i farmaci (gruppo non medicato, 9.537) e quelli con le madri che non avevano una malattia, né ha assunto i farmaci (gruppo non esposto 31.207)

Come riportato nel JAMA Psychiatry, vi è stato un aumento del rischio  pari al  37% di disturbi della parola / linguaggio nel gruppo di figli le cui madri hanno assunto almeno una volta SSRI.

Non solo disturbi motori e del linguaggio...

Accademici della Swansea University hanno effettuato una analisi dose-risposta che suggerisce che le donne in gravidanza che assumono uno specifico tipo di antidepressivi in ​​gravidanza, hanno un piccolo ma significativamente maggiore rischio di avere bambini con anomalie congenite maggiori (a volte indicato come difetti di nascita) o nati morti rispetto a coloro che non hanno preso questi antidepressivi.
Professor Sue Jordan, del Collegio di Scienze Umane e Salute guidato la Team1 ricerca internazionale di studiosi provenienti da Regno Unito, Danimarca e Norvegia. Lo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE, ha analizzato i dati provenienti da più di 500.000 bambini in Galles, Norvegia e Danimarca e ha scoperto che le donne che erano state prescritte inibitori della ricaptazione della serotonina, noto come SSRI, nel primo trimestre di gravidanza o 3 mesi prima della gravidanza erano a rischio di avere bambini con anomalie congenite, in particolare i difetti cardiaci gravi o nati morti rispetto a coloro che non prendono gli SSRI. Il team si è sentito in dovere di dire che questo grave risultato riguarda la salute pubblica perché gli SSRI sono tra gli antidepressivi più prescritti, per il 5,5% delle donne in gravidanza in Galles, il 2,1% in Danimarca e 1,6% in Norvegia. In Italia  la prescrizione di SSRI è aumentata nel 2003 da 74,7/1000 .

Nell’ambito degli SSRI si osserva un’esposizione crescente per tutte le molecole considerate, sebbene il maggiore incremento si è osservato per escitalopram (2004:6,3/1000 vs.2009:27,8/1000),citalopram (2003:24,5/1000v.2009:41,7/1000) e sertralina (2003:16,5/1000 vs. 2009:33,4/1000)
Secondo  il  dati  del  Rapporto  OsMed  2014,  in  Italia,  nel  periodo  2013-2014,  il  volume  di  antidepressivi  prescritti  ha  subito  un  incremento  dello  0,4%  (OsMed, 2014).  Tra  le  differenti  regioni,  la  Toscana,  ha  mostrato  un  trend  di  aumento  dei consumi  (+1%)  superiore  alla  media  nazionale  nello  stesso  periodo,  e  risulta  essere la  regione  con  il  maggior  numero  di  dosi  prescritte  nel  2014,  con  59,5  DDD  per  1.000 abitanti pro die rispetto alle 39,3 dell’intero contesto italiano (la lieve differenza
tra  i  dato  OsMed  e  il  58,7  riportato  da  noi  nel  capitolo  sul  consumo  dei  farmaci  è dovuta alla diversa pesatura adottata nel rapporto OsMed, come spiegato nella sezione introduttiva  sui  metodi).  Soltanto  la  provincia  autonoma  di  Bolzano,  e  la  Liguria  superano le 50 DDD per 1.000 abitanti.

Ora, i ricercatori stanno chiamando i professionisti sanitari a intraprendere le seguenti azioni:
- Rivedere tutte le donne che hanno richiesta di prescrizioni di SSRI e non solo coloro che stanno pianificando la gravidanza.
- Considerare le donne che abusano di sostanze o alcol come essendo a più alto rischio di esiti avversi della gravidanza quando vengono prescritti SSRI
- Valutare l'eventuale gravidanza quando si è in cura con SSRI
- Considerare le donne a rischio e migliorare le analisi di scansione per rilevare difetti cardiaci del feto
- Assicurare adeguati  e tempestivi livelli di cura neonatale per le donne a rischio.

Il Professor Jordan ha inoltre aggiunto che i risultati sono gravi, visto l'alta percentuali di donne che ne fanno uso in pre e durante gestazione.

"Le donne non dovrebbero interrompere l'assunzione di SSRI senza consultare i loro medici, e non stiamo dicendo stop tutti i farmaci, ma il nostro messaggio è che vogliamo che i nostri operatori sanitari prestino molta attenzione a questa correlazione e prendano le misure atte a garantire che le donne abbiano il giusto tipo di cura prima, durante e dopo la gravidanza per ridurre al minimo i rischi di anomalie congenite e mortalità perinatale collegate a SSRI."


Depressione e gravidanza

Partiamo da un piccolo preambolo, ovvero che la depressione legata alla gravidanza è un concetto tipicamente occidentale. Purtroppo le ragazze, le donne non hanno la giusta preparazione per essere madri. Spesso la gravidanza è legata a situazioni di notevole stress preesistente e questo porta a viverla come un peso, un conflitto, con paura, con inadeguatezza... Inevitabilmente queste condizioni emotive se non tempestivamente elaborate possono portare forte instabilità, che alimentata dal flusso ormonale della gravidanza può sfociare in vera depressione.

Non si rinforza dall'oggi al domani l'equilibrio emotivo, ma con volontà, costanza e consapevolezza quotidiana. Spesso la via della chimica in pastiglie viene vista, come sempre, la strada più rapida.. ma se desideriamo avere un figlio è importante ricordare che si tratta di vere droghe che creano dipendenza, e vanno ad interferire gravemente sulla salute del feto.

Secondo la medicina e cultura occidentale la  gravidanza  è  considerata  una
condizione ad  alto  rischio  per  lo  sviluppo  di  un  disturbo depressivo può interessare fino al 20% di tutte  le  donne e  può  essere trattata efficacemente  con farmaci  antidepressivi.

La letteratura medica è particolarmente attenta a come lo stato depressivo (quindi emotivo) sia rischioso per madre e feto, pur paradossalmente non accettando in tutti gli altri campi la stretta correlazione soma-psiche... Una sorta di ricaptazione solo delle informazioni che vengono utili al proprio mulino.

Quindi leggiamo che lo stato depressivo può portare al futuro nascituro: basso livello di vitalità,  diminuzione del tono motorio, difficoltà nella vocalizzazione, espressività facciale assente o quasi in risposta a stimoli, comportamento di protesta e disperazione,  aumentata irritabilità ed inconsolabilità, ed ancora parto prematuro, basso peso alla nascita... Per questa ragione, come scrive Anna Gentile del Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina viene consigliata, per le donne in gravidanza e dopo il parto, una terapia con SSRI, che grazie alla loro selettività rispetto agli antidepressivi triciclici mostrano maggiore tollerabilità e minore potenzialità di effetti avversi....


Indubbiamente si tratta di una situazione complessa, ma forse è palese quanto la strada dell'antidepressivo non sia spesso quella giusta, come la strada del terrore e della paura indotta.

La stessa dottoressa Anna Gentile continua scrivendo: i bambini esposti durante il III° trimestre agli SSRI, è riferita una sindrome da scarso adattamento alla vita extrauterina, “poor neonatal adaptation” (PNA), che è caratterizzata da un insieme di sintomi, quali:

    distress respiratorio
    ipoglicemia
    ittero
    letargia
    ipotonia
    pianto assente o debole
    difficoltà di allattamento
    convulsioni neonatali
    iperbilirubinemia

Già questi sintomi potrebbero bastare, ma come detto tanta è la letteratura scientifica, anche se non abbastanza, che parla dei seri danni causati dall'assunzione degli SSRI in pre-gravidanza, gravidanza, allattamento.

Autismo ( Uno studio dell’Università di Montreal indica una probabilità aumentata dell’87%), difetti di nascita, ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN) - questi sono solo alcuni dei molti e gravi problemi di salute che incombono sui neonati di madri che hanno assunto inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e alcuni altri farmaci antidepressivi durante la gravidanza. Gli effetti collaterali degli SSRI sono infatti così gravi durante la gravidanza che due illustri medici recentemente hanno rivolto avvertimenti alle donne incinte contro l'assunzione di farmaci che possono causare complicanze, anche mortali, sia al nascituro che alla mamma.

Il Dr. Adam Urato, ostetrico e Presidente del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia presso il MetroWest Medical Center a Framingham, Massachusetts e la sua collega la Dr.ssa Alice Domar, psicologa e assistente professore presso l'Harvard Medical Center, hanno condotto e pubblicato sulla rivista Human Reproduction una revisione sistematica della letteratura disponibile sull'uso di antidepressivi durante la gravidanza, da cui è emerso, su base scientifica, che gli antidepressivi non forniscono benefici per le donne incinte, ma presentano tutta una serie di potenziali complicanze.

Il risultato più intenso è stato riportato in associazione alla paroxetina . Per la paroxetina, infine, deve essere segnalato il risultato di una recente analisi epidemiologica condotta dalla casa madre, dalla quale è emerso per questo antidepressivo un maggiore rischio di malformazioni cardiovascolari (GSK Clinical Trial Register EPIP-083,preliminary report). Dal 2005 è segnalato sul foglietto illustrativo del farmaco.

Secondo dati provenienti dal database della World Health Organization,la paroxetina risulta il farmaco a maggiore rischio di indurre una sindrome da sospensione neonatale. La Food and Drug Administration americana e la Sanità canadese hanno emanato particolari avvertenze per quanto riguarda questo problema, facendo riferimento ad un avviso del 2005 emanato dalla FDA che segnalava che prendere farmaci SSRI contenenti Paroxetina, come il Paxil, durante il primo trimestre di gravidanza potrebbe causare difetti alla nascita o problemi di cuore.

I dati che finora hanno giustificato la prescrizione anche a bambini ed adolescenti del potente antidepressivo paroxetina – usato anche in Italia – erano stati falsati dal produttore. In realtà quella molecola è “inefficace e pericolosa”.

11 settembre 2001 
la paroxetina negli USA raggiunge il picco "causa" depressione post attentato!!
Lo stesso anno arriva il falso studio.. che conferma la validità di tale farmaco!


La letteratura a riguardo è molteplice, e fortunatamente sta andando avanti... (1,2) peccato che quando nella ricerca si scelgono pagine in Italiano vengano estrapolati solo testi sulla sicurezza, sui sicuri dosaggi... appare tendenziosa e poco serio questo metodo di "filtro dell'informazione".


Quindi come comportarsi?

Nessuno qui si vuole ergere dottore della verità assoluta, ma vi è solo il desiderio di far comprendere che le strade sono molteplici, e tutte devono partire da noi.
Lo stato di gravidanza è una condizione assolutamente speciale. Durante questo periodo la donna sperimenta una serie di trasformazioni sul piano metabolico e su quello psicologico che determinano cambiamenti nel fisico e nella mente.

La migliore condizione di partenza è quella in cui, già prima della gravidanza, la muscolatura si presenti tonica ed elastica grazie ad una regolare pratica dello Yoga basata su Asana (posture) e Pranayama (tecniche di respirazione), completata da Abyangam (massaggio ayurvedico) e integrata da un'alimentazione completa e bilanciata.

Ma anche in mancanza di una specifica preparazione in previsione di questo evento meraviglioso, il tempo della gravidanza può essere dedicato a prepararsi fisicamente e mentalmente al fine di vivere questo periodo e i primi mesi della maternità al meglio per sé e per il proprio bambino, in maniera naturale, serena, sana e consapevole. Questi sono gli aspetti fondamentali su cui dovrebbe puntare la sanità, visto che la società è diventata individualista e focalizzata solo al raggiungimento della fantomatica libertà..
Durante la gravidanza la donna vive l'esperienza di un'intima connessione tra il proprio corpo e la propria mente, ed è quindi fondamentale mantenere entrambi in armonia.

Diviene importante la collaborazione, lo scambio, l'aiuto, l'attenzione scevro da interessi di possesso, gelosia...soprattutto dopo il parto la donna per tradizione doveva occuparsi solo di "rigenerarsi", stare al caldo e nutrire il figlio.
Il suo benessere psicofisico sarebbero stati la base per una buona salute sua, del figlio da educare e dell'intero nido familiare (concetti persi).

Oggi giorno i ritmi sono incalzanti, tutto viene dato per scontato, ciò che scontato non è, si cerca indipendenza dove in realtà la relazione, l'aiuto serve.
Il post partum non a caso in occidente è causa altissima di depressione.

Secondo l’Ayurveda, il postpartum dura 6 settimane ( i famosi 40 giorni!) dal momento del parto; in questa fase il corpo della madre deve “ricostruirsi” e ritrovare la propria individualità. Idealmente la donna non dovrebbe fare altro se non occuparsi del bambino.

Senza quindi entrare nel merito di quanto le prescrizioni di antidepressivi siano pura operazione di marketing commerciale... più che di vero interesse del paziente (ma penso che questo si sia ampiamente dedotto dai dati esposti) diviene importante, come sempre, la nostra consapevolezza.

Consapevolezza non solo della manipolazione, perchè se ci si ferma a quella diventa sterile informazione.. ma consapevolezza del nostro corpo, della potenza della nostra mente, che nel bene e nel male ci accompagna in questo tumultuoso groviglio di relazione con il mondo... consapevolezza e volontà di cambiamento.
Tutto è possibile, cercando gli strumenti che sono depositati in noi.
Una singola sessione di yoga è in grado di ridurre l’ansia di un terzo e il cortisolo (l’ormone dello stress) del 14%.

La gravidanza è un dono, è una scelta, è un'opportunità.. qualunque sia la parola in cui vi ritrovate.. rispettatela con amore e consapevolezza.




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Alcune fonti:
http://www.news-medical.net/news/20161013/Study-links-repeated-SSRIs-during-pregnancy-to-childhood-language-disorders.aspx
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa067407#t=article
https://www.ars.toscana.it/files/aree_intervento/farmacoepidemiologia/pubblicazioni/87_Rapporto_%20farmaci_Toscana_def_mod.pdf
http://www.iss.it/binary/farm/cont/Prescrizione%20e%20profilo%20di%20sicurezza%20degli%20SSRI.1234957028.pdf

http://www.news-medical.net/news/20161202/Antidepressant-use-in-early-pregnancy-may-increase-risk-of-congenital-anomalies-in-babies-or-stillbirths.aspx
https://www.ccdu.org/comunicati/avvertimento-antidepressivi-gravidanza
http://www.pharmastar.it/apple/index.html?cat=5&id=9471
 http://www.farmacovigilanza.org/corsi/060131-04.asp
http://www.fvcalabria.unicz.it/relazioni/Sicurezza%20antidepressivi%20in%20gravidanza.pdf
http://www.farmacovigilanza.org/corsi/060131-04.asp
http://www.news-medical.net/news/20161202/Antidepressant-use-in-early-pregnancy-may-increase-risk-of-congenital-anomalies-in-babies-or-stillbirths.aspx
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa052744#t=article
http://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/article-abstract/2476187
http://www.italiasalute.it/copertina.asp?Articolo_id=7354
http://www.naturalnews.com/037927_antidepressants_pregnancy_women.html
http://www.naturalnews.com/028943_antidepressants_miscarriage.html
http://www.iodonna.it/benessere/2016/02/27/antidepressivi-in-gravidanza-rischi-ridimensionati/

 Association of Selective Serotonin Reuptake Inhibitor Exposure During Pregnancy With Speech, Scholastic, and Motor Disorders in Offspring

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