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2017/01/10

COSA C'È NEL MIO CIBO? NANOPARTICELLE, BIOSSIDO DI TITANIO E SALUTE

Un nuovo studio (dicembre 2016) olandese conferma che l'esposizione orale a nanoparticelle di biossido di titanio potrebbe avere effetti negativi sul fegato, ovaie e testicoli.







Sembra che i produttori di alimenti,con lo strategico manforte degli scienziati, stiano cercando di rendere il cibo sempre meno reale, sempre più "alieno" e malsano. Prima c'era l'omogeneizzazione e pastorizzazione, quindi l'aggiunta di colori artificiali, insaporenti, conservanti, additivi di ogni sorta, altamente tossici  in grado di prendersi beffa del nostro sistema ormonale (interferenti endocrini), poi sono arrivati gli OGM ed ora abbiamo le nanoparticelle.

Tante volte, ed in modo più che mai approfondito abbiamo parlato della nanotecnologia, dei nanomateriali, soprattutto del fatto che pur non essendo ancora testati i loro eventuali danni, pur non esistendo protocollo di sicurezza siano stati imposti all'uso.

Ciò che è grave è che le nanoparticelle rientrano a pieno titolo fra gli additivi, materia disciplinata dal Reg (CE) 1169/2011 nonostante non vi sia una normativa a riguardo e non vi siano valutazioni di rischio.

Li troviamo nei medicinali (le famose aspirine da mettere sotto la lingua che in un attimo fanno passare ogni male), medicinali chemioterapici, cosmetici (questo è l'unico campo in cui pare obbligatoria l'iscrizione della loro presenza, esempio nelle creme solari, rossetti, ombretti).
Ora li abbiamo anche, senza saperlo, negli alimenti. (dolci, caramelle, bevande alla soia, al riso, maionese,, dentifrici...). Si tratta di additivi ultramicroscopici aggiunti solitamente per rendere l'alimento più allettante ed evitarne lo "scolorimento". Non solo questi additivi non contribuiscono  con alcun valore nutrizionale, ma sono così piccoli che possono infiltrarsi nella circolazione sanguigna e così raggiungere tutte le parti del corpo, dove hanno il potenziale di causare danni.

Per leggere nel dettaglio i danni causati dai nanomateriali consiglio scaricare il pdf in:

NANOPARTICELLE,NANOMETALLI,NANOINGEGNERIA,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE


E` stato dimostrato dal professor Nemmar dell’Universita` cattolica di Leuven che particelle da 100 nanometri, ovvero 0,1 micron, se respirate, passano la barriera polmonare in 60 secondi e in un’ora giungono al fegato.

Schematico e riassuntivo questo documento della Dottoressa Gatti sul Progetto RTD sovvenzionato dalla Commissione Europea sul ruolo patologico delle micro e nano particelle. (progetto QLRT 2002-147 anno 2002/2005).

Siamo già informati di quanto i pesticidi facciano male, di quanto gli additivi annientino il nostro corpo e mente..sugli interferenti endocrini... bene è importante informarci anche sui nanomateriali!
Perchè quando parliamo di nanomateriali.. parliamo sostanzialmente di nanometalli.

Nella maggior parte dei casi, le nanoparticelle utilizzate nei prodotti alimentari sono composte da biossido di titanio, che ha un record di dubbia salute, anche se la Food and Drug Administration lo ha classificato come riconosciuto Generalmente come Sicuro (GRAS).
Infatti, il biossido di titanio è ampiamente usato in creme solari, perché aiuta a riflettere la luce ultravioletta. Prescindendo infatti dai danni delle creme solari, così tanto acclamate, e a meno che non si venga esposti al sole internamente, è necessario ingerire biossido di titanio?  


Le nanoparticelle di Biossido di titanio potrebbero danneggiare il tuo cervello
L'uso di nanoparticelle è in rapido aumento, e nanoparticelle di biossido di titanio sono il secondo nanomateriale più prodotto ingegnerizzato nel mondo.

Il suo utilizzo nei prodotti di consumo ha superato la ricerca sulla sua sicurezza, in modo tale che gli esseri umani sono esposti ripetutamente prima  ancora di sapere le conseguenze. Ciò che è noto, tuttavia, è che le nanoparticelle di biossido di titanio sono in grado di muoversi dai polmoni o del tratto gastrointestinale per altri organi.

Titanium dioxide nanoparticles: a review of current toxicological data http://particleandfibretoxicology.biomedcentral.com/articles/10.1186/1743-8977-10-15

Inoltre, gli studi sugli animali rivelano un accumulo di nanoparticelle nel cervello, mentre gli studi di tossicità hanno dimostrato le particelle hanno negativo effetti sulla vitalità e funzionalità delle cellule del cervello. Uno studio recente ha anche mostrato che  "nanoparticelle di biossido di titanio inducono un aumento delle specie reattive all'ossigeno, ovvero i ROS (radicali liberi più diffusi), e una diminuzione del potenziale di membrana mitocondriale, suggerendo quindi un danno mitocondriale."
I ricercatori ritengono che l'esposizione al particelle possono portare a disfunzione neurologica , in particolare, le nanoparticelle sono state trovate a danneggiare le cellule astrociti, che aiutano a regolare la serotonina, dopamina e altri neurotrasmettitori.
Alti livelli di esposizione (100 parti per milione) hanno ucciso i due terzi di tali cellule cerebrali entro un giorno. E 'anche danneggiato mitocondri delle cellule, che possono in ultima analisi, portare alla morte delle cellule (apoptosi).
Lo studio ha anche rivelato che le cellule astrociti che non sono state uccise, sono stati lasciati danneggiati; diventando inabili di assorbire glutammato, un neurotrasmettitore, tale da farlo accumulare all'esterno della cellula, fatto che può essere implicato nella malattia di Alzheimer e nel morbo di Parkinson.


Un rapporto in scienze ambientali e tecnologia (Environmental Science & Technology)  hanno sottolineato che un'analisi dell'esposizione umana al biossido di titanio negli alimenti "identificando i bambini come i soggetti maggiormente esposti perché TiO2  è contenuto più nei dolci (da pasticcini, caramelle, chewingum.. rispetto ad altri prodotti alimentari."  
La ricerca inoltre ribadisce come il biossido di titanio nano, essendo ampiamente usato,  dopo l'uso entra nel sistema fognario e, successivamente, accede all'ambiente come effluente trattato nelle acque di superficie o biosolido applicato ai terreni agricoli, rifiuti inceneriti, o solidi in discarica.

La professoressa Gatti e suo marito Montanari da anni hanno portato alla ribalta il problema, come potete leggere nel documento sulle nanopatologie, ma oltremodo osteggiati.

Già in  questa ricerca della NCBI del 2011  ( supportata in parte dal  Environmental Research and Technology Development Fund (C-0901) of the Ministry of the Environment, Japan.) si ha una attenta dimostrazione di come le nanoparticelle entrano e si depositano in particolare nel cervello.. con conseguenti danni neurologici.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3189781/


Un nuovo studio (dicembre 2016) in nanotossicologia, condotto da un team in Olanda, trova prove che l'esposizione orale a nanoparticelle di biossido di titanio potrebbe avere effetti negativi sul fegato, ovaie e testicoli nel corso del tempo. Questo è particolarmente rilevante quando si tratta di bambini, che possono essere più vulnerabili a potenziali pericoli da nanoparticelle (l'uso massiccio di nanoparticelle si ha nei dolci, caramelle..).

Secondo a Georgios Pyrgiotakis, PhD, della Harvard School of Public Health, le nanoparticelle potrebbero passare nel flusso sanguigno, dove potrebbero causare l'infiammazione come pure l' accumulano nel corpo ed interferire con i processi biochimici normali. L'Agenzia internazionale per ricerca sul cancro ha classificato il biossido di titanio come "possibile cancerogeno per gli esseri umani."      

Questo fotogramma è presente nel documento della Dottoressa Gatti prima citato.


Altre ricerche suggeriscono anche titanio nanoparticelle di biossido possono avere rischi cerebrali nascosti. Per esempio:

  • esposizione prenatale alle nanoparticelle di biossido di titanio può provocare alterazioni alla corteccia cerebrale, bulbo olfattivo e regioni cerebrali intimamente legati ai sistemi di dopamina (1)
  • esposizione alle nanoparticelle di biossido di titanio possono alterare le risposte ossidative e infiammatorie  così come il sistema renina-angiotensina nel cervello (che svolge un ruolo nella salute cardiovascolare, tra cui l'ipertensione, e l'invecchiamento), modulando in tal modo le funzioni cerebrali . (2)
  •  nanoparticelle di biossido di titanio (TiO2 NP) inducono forte stress ossidativo e danno mitocondriale nelle cellule gliali nella vostra cervello. Secondo una ricerca pubblicata in Free Radical Biology & Medicina: (3)
  • 'TiO2 NP possono entrare direttamente nel cervello attraverso il bulbo olfattivo e possono essere depositati nella regione dell'ippocampo ...
  • TiO2 NP ... producono cambiamenti morfologici, i danni dei mitocondri, e un aumento del potenziale di membrana mitocondriale, indicando tossicità.


Gli alimenti che contengono la maggior quantità di nanoparticelle di biossido di titanio sono caramelle, gomme da masticare e altri dolci, come le ciambelle o dolci spolverati di "zucchero", che sono bianco brillante a causa di titanio. Puoi riscontrare anche loro nel caffè cremosi, maionese, budino e alcuni prodotti lattiero-caseari. Alcune marche sono Kraft, General Mills, Hershey, Nestle, Mars, Unilever .

Per approfondire NANOTECNOLOGIA IN ALIMENTI E MANGIMI: EFSA RELAZIONE 2015. NASCOSTI I VERI DANNI

Il fatto grave è che questi nanometalli trapassano ogni barriera e si depositano. Non è possibile lo smaltimento, come le ricerche di Gatti dimostrano e possiamo capire in USA che vivono in uno stato di "sino a prova contraria del danno", ma in Italia dove vige un sistema di sicurezza per quale motivo sono state imposte in ogni settore del mercato senza alcun protocollo ? Non sono passati neppure gli anni sufficienti per una certa e sicura data-analisi, i ricercatori stessi dichiarano che i mezzi a disposizione non permettono di valutare il vero ed effettivo rischio di particelle così minuscole e nuove nello scenario salute, infatti diventa molto difficile per loro estrapolare dei risultati, come indicato nel Giornale di ricerca sulle nanoparticelle "i metodi convenzionali non possono essere utilizzati nel loro caso".

Solo l'esistenza di questo giornale di "ricerca sulle nanoparticelle" dovrebbe rendere perplessi.. perchè tanta smania e fretta per farceli assimilare?
 

Sembra chiaro e palese che la sicurezza delle nanoparticelle nel nostro approvvigionamento alimentare è molto lontana e comunque sconosciuta, così noi, pubblico, siamo ancora una volta "cavie" nel bel mezzo dell' incertezza.


Ricordiamo che i nanomateriali sono sempre più diffusi in ogni settore, dalla cosmetica, all'alimentazione, a quello medico e nei vestiti, rivestimenti..

Consiglio vivamente la lettura completa di NANOPARTICELLE,NANOMETALLI,NANOINGEGNERIA,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE

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http://naturallysavvy.com/live/there-s-what-in-my-food-nanoparticles-and-your-health
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26274697
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27680428
https://monographs.iarc.fr/ENG/Publications/techrep42/TR42-4.pdf
http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/es204168d
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3189781/
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2016/01/20/titanium-dioxide-nanoparticles-health-risks.aspx
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