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2016/12/15

ALZHEIMER, RIDUZIONE DELLA MEMORIA, DECLINO COGNITIVO E STRESS. IMPLICAZIONI SCIENTIFICAMENTE PROVATE, COSA FARE?



Cercare di mantenere una memoria ben funzionante è qualcosa che ambiamo sempre di più, man mano che gli anni passano. Il declino dei processi cognitivi è un qualcosa di naturale ed inevitabile, ma negli ultimi decenni la ricerca ha sempre più evidenziato come alti livelli di stress ( e non mancano nella società odierna) rendono le persone particolarmente vulnerabili.

Anche se molto resta ancora da conoscere sulle cause del declino mentale, è stato ben documentato che lo stress è un fattore importante che contribuisce alla sua degenerazione (perdita della memoria a breve termine), tra cui lo sviluppo del morbo di Alzheimer e altre demenze.

  • Un recente studio condotto in Svezia presso l'Accademia Sahlgrenska dell'Università di Götebor, su 800 donne di 38 anni di età, ha evidenziato che "fattori di stress psicosociale nella mezza età sono stati associati con l'incidenza del morbo di Alzheimer e stati depressivi persistenti."
Questo suggerisce, come riporta la ricerca, "che comuni fattori di stress psicosociale, possono avere gravi e lunghe conseguenze sullo stato psicofisico, in particolare sulla memoria e funzioni cognitive."
Discorso che avevamo affrontato già anni fa, sulla infodemenzia

Lettura correlata:  LA SINDROME DI INFO-DEMENTIA: perchè non sappiamo reagire
  • Altro studio nel 2007 ad Orlando (cui fa riferimento National Center del National Institutes of Health for Biotechnology Information website), dove sono stati osservati gli effetti dell'aumento di cortisolo (attivo nella risposta allo stress) sul recupero della memoria a breve termine ed a lungo termine.
  • Ed ancora, presso l'Università di California, l'Irviine studio "Meccanismi dell'esordio tardivo del declino cognitivo dopo stress precoce nella vita".


I risultati di quest'ultima ricerca, costituiscono la prima prova che un breve periodo di stress può portare, in seguito, indebolimento dell'attività sinaptica, della funzionalità dell'ippocampo (uno dei protagonisti principali nell'attivazione del ricordo) con gravi implicazioni, quali disordini conoscitivi.
  • In altro studio, pubblicato su Prevention da ricercatori tedeschi, si è dimostrato che le donne, sollecitate a forme lieve di stress emotivo e situazionale, hanno avuto bisogno del 10% in più di tempo per ricordare informazioni apprese recentemente.
L'articolo spiega come i due ormoni, cortisolo, spesso definito come l'ormone dello stress, insieme alla noradrenalina, "allagano" fisicamente la corteccia prefrontale, che controlla il processo di memoria e dove vengono "immagazzinate" nuove informazioni ed elaborati i dati.
Possiamo capire ora, ad esempio, perchè chi è soggetto a Sindrome da Fatica Cronica e fibromialgia(dove la situazione di stress è sempre attiva, come una porta costantemente aperta), una delle conseguenze principali sono l'indebolimento della memoria e declino cognitivo.
Diventa difficile memorizzare, leggere, le parole si dimenticano, spazio e tempo possono essere confusi. Una sorta di "Alzheimer in miniatura".
Come dichiarano gli autori del programma Hearthmath Brain Fitness
"La nostra capacità di concentrarsi, e di ricordare ha molto a che fare con quanto stress emotivo stiamo vivendo".

Mantenere in forma il cervello con emozioni positive

Come si sono intensificate le ricerche su come e perché le capacità cognitive si deteriorano, di pari passi è andata la ricerca su come mantenere "in forma" il cervello, preservandolo il più possibile, in modo "naturale" senza utilizzo di "droghe"- medicinali, dal deterioramento indotto dallo stress.
Un numero sempre più crescente di operatori sanitari si sta, infatti, rivolgendo agli interventi "nondrug" come alternativa importante.



Avendo consapevolezza di come lo stress sociale intensificato abbia un ruolo primario sul processo di memoria, conoscendo l'importanza e l'esistenza della coerenza cardiaca, lo scopo è quello di aiutare la persona a controllare i livelli di stress malsano  con il rilascio delle emozioni "tossiche" e l'attivazione di emozioni più positive (da non confondere con l'imposizione del pensiero positivo, che diventa invece motivo ulteriore di repressione e quindi presenza di conflitto → stress).

➤ EMOZIONI TOSSICHE E RIPROGRAMMAZIONE MENTALE


La rabbia non va repressa ed obbligata a tacere, ignorandola, ma bisogna viverla e lasciarla andare, richiamando  anche emozioni positive che automaticamente portano il nostro cervello ad una modalità efficiente, rigenerativa associata ad una maggior coerenza del ritmo cardiaco e sincronizzazione dei due emisferi, oltre che di tutti i sistemi fisiologici.

La coerenza del ritmo cardiaco

I risultati raccolti hanno permesso di dimostrare l’enorme influenza che lo stress ha sul sistema nervoso autonomo (SNA), sul sistema ormonale, su quello immunitario, sul cuore e sul cervello: l’evidenza mostra infatti che, al di là dei rilevamenti di natura fisiologica o psicologica effettuati, erano la frequenza cardiaca e la sua variabilità nel tempo (HRV, HeartRateVariability) a riflettere lo stato emotivo e i livelli di stress della persona.

In particolare si è notata la seguente corrispondenza:

emozioni “negative” = incremento dei disordini a carico del battito cardiaco e del SNA

emozioni “positive” = maggior coerenza del battito cardiaco e maggior equilibrio del SNA

Maggior coerenza cardiaca, porta ad una riduzione dello stress, miglioramento della memoria, della messa a fuoco cognitiva, e rinforzo del sistema immunitario.
Per approfondire tutti i vantaggi apportati dalla coerenza cardiaca vi rimando all'articolo:

➤AUTO AIUTO PER ANSIA, STRESS E DEPRESSIONE: IL POTERE DELLA COERENZA CARDIACA

http://www.lifeme.it/2016/10/auto-aiuto-per-ansia-stress-depressione-coerenza-cardiaca.html

Il direttore dell'Istituto di ricerca HearthMath, il Dott.re Rolling MaCraty sostiene che quando il cuore, le emozioni e la mente sono in allineamento, in coerenza, quindi cooperano, vi è un rilascio di quei blocchi che portano alla degenerazione cognitiva, all'incapacità di pensare, di ricordare, di associare.

Imparare il controllo della propria mente, portandola alla calma, imparare a rilasciare le emozioni tossiche, negative, lasciando fluire quelle positive è la strada principale per mantenere la nostra mente chiara, lucida, attiva, reattiva.

Tutti gli stress che portano ad una situazione costante di attivazione cortisolo e noradrenalina vanno a ridurre le nostre capacità. Si intende stress dovuto a traumi, ma anche quello sociale dovuto allo studio, alla resa e aspettative di resa, al lavoro, ai rapporti e relazioni ... situazione economica.

Morbo di Alzheimer, lo Stress, il declino della memoria e deterioramento delle funzioni cerebrali

Le nuove stime avvertono di un aumento del 17% rispetto ai dati del 2009, e mostrano che il numero di persone affette da demenza aumenterà a 135 milioni entro il 2050.

Solo negli stati Uniti l'Alzheimer ha colpito 5 milioni di persone oltre i 65 anni, 200 mila sotto i 65, quello che hanno definito Alzheimer precoce.
Considerando che lo stress a breve termine aumenta i livelli di cortisolo, e che stress a lungo termine porta un aumento esponenziale protratto nel tempo di cortisolo, i ricercatori sospettano che questo ormone, reso attivo per lunghi periodi, sia una delle chiavi di attivazione dell' AD ed altre forme di demenza che compromettono gravemente la memoria a breve termine ed altre funzioni cognitive.

L'Alzheimer è una delle dieci principali cause di morte.


 
Meditare di più

Non importa quale meditazione approcciate, potete usare la più semplice sino ad utilizzare i metodi scientifici studiati dalla HearthMath con una concentrazione sul cuore, l'importante è che venga sempre più applicata, sino a farla divenire una pratica quotidiana.

➤COME FOCALIZZARE GLI OCCHI DURANTE LA MEDITAZIONE

La meditazione agisce positivamente sui processi di memoria, proprio perchè porta in coerenza gli emisferi, il cervello del cuore con il cervello della mente. Crea uno switch ormonale, abbassando il rilascio di cortisolo e noradrenalina, che ricordate, sono coloro che inondano la corteccia prefrontale in caso di stress, portando danni al sistema cognitivo.
Un team di ricerca al Beth Israel Deaconess Medical Center ha rilevato che la meditazione può rivelarsi  un intervento fattibile per arrestare lo sviluppo della demenza in persone affette da un decadimento medio delle capacità cognitive.
La meditazione, mindfulness ha impatti positivi nelle regioni cerebrali implicate nel decadimento medio cognitivo (MCI) e nell'Alzheimer (AD)  

Per capire quali ormoni vengono attivati durante la meditazione, quali vengono limitati e le implicazioni di questo turn on/off vi rilascio alla seguente lettura:

➤I 9 ORMONI REGOLATI DALLA MEDITAZIONE: IMPLICAZIONI EMOTIVE E FISICHE


meditazione



Alcune meditazioni

➤MEDITAZIONE FEMMINILE PER RIEQUILIBRARE L'EMOTIVITÀ
➤MEDITAZIONE PER STRESS O SHOCK VIOLENTO
➤MEDITAZIONE IN CASO DI TERREMOTO: RISTABILIRE CAMPO ELETTROMAGNETICO
➤COME VINCERE LA PAURA CON LE PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO

Altre letture in

Yoga e Meditazione







Fonte principale
https://www.heartmath.org/articles-of-the-heart/science-of-the-heart/stress-and-cognitive-decline/ 








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