I 9 ALIMENTI DA COMPRARE ASSOLUTAMENTE BIOLOGICI

Una famiglia media difficilmente potrà arrivare a fare una spesa completamente bio, a meno che non abbia la fortuna di vivere in campagna, essere vicino a contadini fidati,… chi vive in città, può utilizzare i Gas, le vendite a Km0, stando attento comunque alle truffe, perché km0 non vuol dire biologico e senza pesticidi..

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Diviene, a questo punto, importante fare delle scelte. Alcuni prodotti alimentari è importantissimo che siano biologici, perché risultano fra gli alimenti più contaminati, ed il cui uso quotidiano potrebbe diventare davvero deleterio, per la nostra salute a lungo termine.

Scelte analoghe andrebbero fatte anche con la cosmesi e tanti altri prodotti quotidiani, ma prendiamo per il momento in esame questi alimenti.

9 cibi che è meglio comprare bio

1. Mele

La produzione di mele e la frutticoltura in generale, sono tra i settori dell’agricoltura europea che più si contraddistinguono per l’utilizzo di sostanze chimiche. Greenpeace ha pubblicato a giugno il rapporto “Il gusto amaro della produzione intensiva di mele.

Due terzi dei campioni di suolo e acqua prelevati nei meleti europei contengono residui di pesticidi e il settanta per cento dei pesticidi identificati hanno livelli di tossicità molto elevati per gli esseri umani e per l’ambiente. In un singolo campione di suolo raccolto in Italia sono state rilevate fino a tredici sostanze chimiche diverse, e dieci in un campione di acqua, un vero e proprio cocktail di pesticidi.Una notizia molto amara, soprattutto se consideriamo che il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di mele del mondo!

Questa la realtà delle nostre mele..

http://www.lifeme.it/2016/04/15-alimenti-con-piu-residui-pesticidi.htmlDa un’analisi condotta su 126 campioni di mele, di cui 109 prodotte convenzionalmente e le altre da coltivazioni biologiche, è emerso che l’83% delle mele prodotte in modo convenzionale sono risultate contaminate da residui di pesticidi. Nel 60% dei campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Pesticidi assenti invece sulle mele biologiche.

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Da alcuni anni le mele si piazzano tristemente in cima alla classifica dei cibi contaminati maggiormente da pesticidi e con più residui chimici sulla buccia. Ne sono stati rilevati fino a 40 diversi; gli antiparassitari sono stati riscontrati anche nel succo di mela non biologico.

Uno studio svizzero pubblicato negli atti del 25° International Horticultural Congress ha riscontrate nelle mele bio un maggior contenuto di potassio (+31 per cento) e di fenoli (+19 per cento, perlopiù flavonoidi). In tutti i campioni, inoltre, la polpa era più salda e saporita.

Nel 2016 il frutto più contaminato è risultato la fragola, ma seppur la mela si pone al secondo posto, risulta sicuramente di maggior consumo quotidiano.


2. Cereali integrali

Sappiamo già quanto risulta importante mangiare integrale, piuttosto che raffinato, e questo vale per tutto, dalle farine, allo zucchero.. ma va fatta particolare attenzione alla coltivazione.

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Sulla parte esterna del chicco si concentrano, infatti, i residui di pesticidi e di sostanze nocive che possono rimanere sui cereali coltivati e conservati con metodologie convenzionali, ovvero con sostanze chimiche. Ecco perché è sempre consigliabile sceglierli da agricoltura biologica.



Vero anche che, per alcune situazioni di contaminazione, il biologico poco fa, nel senso che se le falde, il terreno sono contaminati da metalli pesanti, la coltura biologica non evita il rischio.

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Vedi il caso del riso. In questo caso è opportuno, sempre, lavare bene con acqua corrente e cuocere i grani in abbondante acqua.

La combinazione di queste due avvertenze può aiutarci molto nel mantenere integro il sistema immunitario. La base di un buon sistema immunitario, infatti, è la salute dell’intestino.
Stress e cattiva alimentazione sono le principali cause scatenanti.

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3. Uova

Come per il discorso dei latticini, diviene importante la scelta.
Bisognerebbe andare oltre il biologico, in questo caso.
Tutti i derivati come latte, formaggi, uova sono alimentazione sana ed importante da integrare, sempre se mangiata seguendo alcune regole (in particolare il latte) e soprattutto da mucche, animali sani.
Cosa vuol dire sano? Vuol dire non cresciuti in cattività, che seguono il ritmo naturale di produzione, che non sono soggetti ad “incentivazioni” ormonali, ad intensive cure antibiotiche..
In poche parole ciò che troviamo sugli scaffali, sarebbe buono evitarlo. Ma se proprio dobbiamo, facciamo che sia biologico.
Per quanto riguarda le uova ad esempio, possono risultare contaminate dagli antiparassitari usati anche nei mangimi degli allevamenti industriali, come sono risultate tracce dei medicinali (ormoni) somministrati ai polli.

Le galline degli allevamenti bio, almeno, vivono a terra, hanno spazio per muoversi e questo riduce la somministrazione di antibiotici.
I loro mangimi non sono ogm. Il tuorlo dell’uovo biologico non viene colorato artificialmente.

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4. Latte e latticini

Oltre alle motivazioni prima indicate per le uova ( Il latte bio non può contenere metaboliti di farmaci, ormoni, contaminanti chimici né tracce di pesticidi)
la scelta bio ha ulteriori motivazioni.

 I ricercatori del Washington State University’s Center for Sustaining

Agriculture and Natural Resources hanno analizzato 384 campioni di latte intero bio e convenzionale prodotto nella stessa zona per ben diciotto mesi. Ne è risultato che il primo contiene il 62 per cento in più di acidi grassi omega 3 amici del cuore e il 25 per cento in meno di omega 6. La quantità delle due tipologie di grassi e il rapporto tra loro è vantaggioso per la salute: si attesta infatti su 2,28, valore molto vicino a quello considerato ideale dai nutrizionisti (2,3), mentre quello del latte convenzionale è di 5,77.

Per quanto riguarda l’assunzione del latte bisogna fare particolare attenzione.
Purtroppo abbiamo abitudini errate, come quella di associarlo a carboidrati.
Il latte è un alimento completo e complesso. Può risultare pesante, e non per tutti va bene.

Per avere una conoscenza, a grandi linee, di come assumerlo in salute potete leggere Latte ed ayurveda.


5. Arance e limoni

Molti lo sanno e non lo fanno, molti lo sanno ma pensano “va beh”, per una volta…dobbiamo invece cambiare abitudine..le bucce di molti frutti , in questo specifico degli agrumi , non sono commestibili.. a meno che non esplicitamente scritto non trattati!

Non solo i frutti vengono trattati chimicamente, ma vengono inoltre truccati con tanto di lucidalabbra e cremine una volta che vengono “esposti” in commercio!!Additivi a rilascio lento messi nelle cartine che li avvolgono o impregnando le cassette di frutta..mille espedienti per farci arrivare il frutto che tutti nei nostri sogni pensiamo.
Per questo la scelta biologica diventa essenziale.

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Lo studio del CRA (ex INRA) “Arance di produzione biologica e convenzionale: indagine sul contenuto in carotenoidi e folati” ha rilevato che luteina e zeaxantina (che hanno attività antiossidante) presentano valori più alti nella produzione biologica. Le arance bio, inoltre, contengono molta più vitamina C di quelle che non lo sono, fino al 30 per cento in più.
In calce all’articolo trovate la relazione del CRA sulla qualità nutrizionale degli alimenti biologici rispetto a quelli con coltivazione convenzionale.

6. Uva

Come per tutti i frutti quali fragole, mirtilli.. di piccola taglia, succulenti, non sbucciabili il problema diventa maggiore.
 Le analisi dicono che su scala mondiale il livello di contaminazione da pesticidi sull’uva si attesti intorno al 70 per cento, con una trentina di prodotti chimici diversi. na ricerca pubblicata dal British Journal of Cancer spiega che il resveratrolo, sostanza anticancro che si trova naturalmente nel vino rosso e negli acini d’uva, viene prodotto dalle viti come autodifesa: è un fungicida naturale. I ricercatori hanno scoperto che il resveratrolo si trova in più alte concentrazioni nelle piante non trattate con fungicidi artificiali e pesticidi. Cioè in quelle provenienti dall’agricoltura organica.

7. Soia e suoi derivati (tofu, farina, tamari, fibra, lecitina, estratto, concentrato, olio, fagioli)

Molto perplessi sull’argomento, il 70% della soia coltivata a livello mondiale è ogm.. quindi ogni suo derivato, dalla lecitina, al tofu, al latte..(se proprio non se ne può fare a meno) vanno assunti rigorosamente bio.

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E’ l’ingrediente transgenico che è più facile trovarsi nel piatto. In uno studio pilota statunitense, il pesticida glifosato, il cui utilizzo è abbinato a quello della soia ogm, è stato riscontrato in alte concentrazioni nel latte materno e nelle urine delle persone che mangiano cibi transgenici, dimostrando che l’erbicida si accumula nel corpo umano. Il biologico vieta l’utilizzo di organismi geneticamente modificati in tutta la filiera, dal campo al punto vendita.


8. Caffè

Bere caffè è un abitudine ad impatto ambientale molto elevato? Si.
Secondo uno studio condotto dagli esperti dell’Università del Texas, la coltivazione di caffè sta minacciando l’ambiente perché, a differenza di come si faceva in passato quando il caffè cresceva solo nelle zone ombrose, le moderne aziende agricole coltivano in pieno sole. Dal 1996 ad oggi il numero di aziende che ha scelto di coltivare il caffè all’ombra è sceso del 20 per cento.

L’esposizione delle piante al sole serve a incrementare i raccolti, ma per praticarla gli agricoltori disboscano i terreni, per sfruttare meglio la luce. L’abbattimento degli alberi ha provocato un calo della presenza di pipistrelli e di altri predatori naturali di insetti, il che ha portato all’aumento dell’impiego di pesticidi sulle coltivazioni per debellare gli attacchi dei parassiti. Commercio equo e solidale e biologico generalmente prediligono le coltivazioni in zone ombrose, a minor impatto ambientale.

Commercio equo e solidale e biologico generalmente prediligono le coltivazioni in zone ombrose, a minor impatto ambientale.

9. Pesche

Sono tra i frutti più trattati con i pesticidi e che presentano più residui sulla buccia. Studi condotti dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione hanno messo in evidenza differenze significative tra frutti biologici e convenzionali. Nei primi “è stato riscontrato un contenuto più alto in polifenoli totali, in composti dotati di attività antiossidante, in alcuni carotenoidi ed una più alta attività della polifenolossidasi”.

Lo studio del CRA “Ricerca di indicatori di qualità in pesche e pere” ha rilevato che il contenuto in polifenoli totali e l’attività enzimatica “sono risultati superiori in tutti i campioni dell’agricoltura biologica rispetto ai campioni di controllo convenzionali”. Infine, sempre secondo il CRA, “tutte le pesche coltivate con metodiche biologiche presentano valori di polifenoli totali più elevati rispetto a quelle coltivate con le metodiche convenzionali”.


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