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2016/12/23

ALLERTA LATTE IN POLVERE: TROVATI CONTAMINANTI CANCEROGENI, GENOTOSSICI. TEST DI ALTROCONSUMO BOCCIA 10 PRODOTTI SU 13


 10 marche di latte artificiale su 13 vengono bocciate perchè contengono contaminanti cancerogeni e genotossici oltre i range di sicurezza.



Seppur talvolta, le inchieste di Altroconsumo, lasciano perplessi sullo schieramento, altre volte centrano in pieno il bersaglio
Leggi anche: ALTROCONSUMO: SDOGANA I PESTICIDI. DIFESA DEL CONSUMATORE O DEL SISTEMA?

Altroconsumo ha realizzato una nuova inchiesta sulla contaminazione da 3-MCPD (3-monocloropropandiolo) e GE (glicidil-esteri) nel latte in polvere e anche questa volta i risultati non sono molto incoraggianti. Premettendo che l'alimento migliore resta ovviamente il latte del seno materno e che l'allattamento naturale deve essere la prima scelta per ogni genitore, anche il latte artificiale deve essere garantito e sicuro.
A quanto pare non è così..
Dieci marche di latte artificiale su tredici contengono sostanze cancerogene.

Come scrive la redazione:
"La legge però non mette al riparo dal problema dei contaminanti potenzialmente cancerogeni presenti in questi prodotti che derivano dagli oli vegetali usati nella loro formulazione, in particolare dall'olio di palma. Li abbiamo trovati in tutti
i tredici latti artificiali destinati ai bebè da 0 a 6 mesi che abbiamo analizzato, in quantità a volte sopra i limiti di guardia."


Tutto ha inizio con l'allerta dell'EFSA

Tutto è iniziato con la denuncia da parte dell'Efsa che metteva l'accento sul fatto che l'olio di palma è, tra i diversi oli vegetali, quello più predisposto alla formazione di contaminanti (con una presenza di 3MCPD e GE mediamente dieci volte superiore) e che la popolazione europea assume con l'alimentazione una quantità eccessiva di questi contaminanti attraverso i cibi.
Particolarmente a rischio di sovraesposizione, concludevano i ricercatori, sono soprattutto i bambini che mangiano merendine e patatine con olio di palma e i lattanti che bevono il latte artificiale, dove questo grasso viene aggiunto per fornire acido palmitico, un componente essenziale del latte materno.

Primo test
Altroconsumo, quindi, ha promosso una prima analisi a luglio 2016, su tre campioni di latte e visti i risultati allarmanti, ha fatto eseguire l'analisi anche da un altro laboratorio per confrontarli.

Il nuovo test ha ricalcolato la quantità presente nei prodotti: Humana1 passa da un valore di 3MCPD, dieci volte superiore alla dose giornaliera tollerabile, ad un valore che rientra quasi sempre nei limiti di sicurezza, fatta eccezione per il bebè di un mese, in cui la soglia di sicurezza viene superata leggermente. Scendono rispetto alle precedenti prove anche i contaminanti3MCPD di Nidina 1 e Mellin 1, sebbene inquesti prodotti la soglia di sicurezza stabilita dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare venga comunque sempre superata.
Altroconsumo quindi ha promosso una prima analisi a luglio su tre campioni di latte e visti i risultati allarmanti ha fatto eseguire l'analisi anche da un altro laboratorio per confrontare i risultati.

Lascia un pochino perplessi il fatto che i primi risultati di Altroconsumo risultino decisamente più allarmanti sulle tre case Nidina 1, Mellin 1 e Humana 1, ma dopo che il secondo laboratorio sancisce che i range sono superati di poco, Altroconsumo decide di promuoverle seppur con riserva. (esistono pressioni a riguardo?)


Secondo test: Analisi sui contaminanti 3MCPD e GE in 13 latti artificiali per bebè da 0 a 6 mesi.


Dopo le contestazioni sul metodo di analisi contestato dalle case produttrici la rivista  ha deciso di ripetere le prove in un altro laboratorio, e di estenderlo ad altre 10 marche di latte, alcune preparate senza olio di palma. Su 13 prodotti esaminati, 10 superano i limiti di tollerabilità del 3-MCPD per tutte le età (1 mese, 3 mesi e 5 mesi) stabilite dall’Efsa (1). L’unica marca ad essere promossa a pieni voti è il latte in polvere Crescendo Coop, che nella formulazione non usa olio di palma. Promossi con riserva anche Humana 1 e Plasmon Nutrimune 1, che superano i limiti di tollerabilità solo per i bambini di 1 mese. I peggiori sono risultati Dicofarm Formulat 1 e Blemil 1, che contengono anche GE.

*Da tenere presente che la soglia di sicurezza è fissata 0,8 microgrammi su kg di peso corporeo.

I risultati del test hanno portato Altroconsumo a lanciare una petizione online per chiedere la sostituzione dell’olio di palma con materie grasse alternative.

Latte artificiale: i risultati del test
https://drive.google.com/file/d/0B4N9AUAMQ1r7WnJGenRHWGMzazQ/view?usp=sharing
Tra i campioni, il caso più grave è quello del latte Blemil, con un tenore di 3MCPD che va dai 52,5 mcg ai 76,6 mcg. Nidina, Mellin e Formulat superano di 2-3 volte la dose giornaliera raccomandabile (quest'ultimo non contiene olio di palma ma beta-palmitato, una miscela di acidi grassi di derivazione enzimatica). Per Coop Crescendo il valore è minimo e non costituisce un problema: la quantità di 3 MCPD è circa la metà del limite di sicurezza. Nel caso di Humana e Plasmon la dose giornaliera viene superata di poco e solo nel bebé di 1 mese, mentre non è raggiunta nel caso dei bebé di 3 e 5 mesi. Coop Crescendo contiene giraso- le, colza, olio extravergine d'oliva e crema di latte; Plasmon colza, cocco e girasole mentre Humana ha anche l'olio di palma, miscelato a colza a girasole.
I GE, contaminanti con il profilo di rischio più preoccupante, sono stati trovati in Formulat e Blemil. Ripetiamolo: dato che queste sostanze sono sospettate di essere genotossiche e cancerogene, la loro semplice presenza è dal nostro punto di vista inaccettabile nei prodotti destinati ai lattanti.

Riassumendo

Latte artificiale: i promossi


Secondo Altroconsumo, solo una marca è stata promossa a pieni voti. Si tratta del latte in polvere di Crescendo Coop, che nella propria formulazione non fa ricorso all’olio di palma.

Tra i promossi, ma con riserva, l’associazione inserisce Humana1 e Plasmon Nutrimune 1: superano, infatti, i limiti di tollerabilità di 3-MCPD solo nei prodotti per bambini di 1 anno.

Latte artificiale: i peggiori

C’è poi chi esce decisamente male dai test dell’associazione. Come il latte artificiale prodotto da Dicofarm Formulat 1 e Blemil 1, che oltre a superare i livelli di 3-MCPD, contengono anche GE.

Le aziende, tuttavia, hanno annunciato che stanno attuando delle contromisure per diminuire il numero dei contaminanti che rovina i loro prodotto.

Futuri provvedimenti della Commissione Europea
La Commissione europea sta mettendo a punto una proposta di legge per definire nuovi limiti sui contaminanti da processo in tutti gli oli vegetali e negli alimenti che li contengono. Buon segno. Peccato però che la discussione sembra prendere una piega un po' troppo orientata all'approvazione di limiti ancora troppo permissivi. L'ultimo documento che è stato oggetto di discussione da parte del comitato di esperti della Commissione, che all'estero è stato condiviso con le associazioni di consumatori, ma che da noi non è circolato (Altroconsumo è riuscito ad ottenerlo grazie alla collaborazione con le altre associazioni) propone nel latte artificiale per lattanti e nel latte di proseguimento limiti sulla presenza accidentale di 3MCPD e GE che non garentirebbero la sicurezza dei più piccoli.

Latte artificiale: la petizione

«Gli esiti del test dicono chiaramente che cambiare le formule, sostituendo l’olio di palma con materie grasse alternative, può rappresentare una soluzione efficace per abbattere la contaminazione da 3MCPD» così dichiara Altroconsumo, che ha avviato una battaglia per invitare le aziende a eliminare l’olio di palma dai loro prodotti.

FIRMALA PETIZIONE

Una petizione online che si può firmare qui e che ha già raccolto il sostengo di 10mila persone. Obiettivo: coinvolgerne almeno 15mila.

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Per calcolare il limite massimo di 3-MCPD tollerabile dai neonati nelle varie età, Altroconsumo ha moltiplicato il valore soglia proposto da Efsa per il peso al 50° percentile di un bambino rispettivamente di: 1, 3 e 5 mesi secondo le tabelle dell’OMS e ha confrontato il dato con la quantità di contaminante che verrebbe assunta da un neonato in un giorno sulla base delle indicazioni in etichetta. I valori soglia sono risultati a 1 mese pari a 3,36 microgrammi/giorno, a 3 mesi 4,88 microgrammi/giorno, mentre a 5 mesi pari a 5,72 microgrammi/giorno.



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