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2016/11/20

EQUILIBRIO E STABILITÀ NEL MOVIMENTO DELLA VITA E DELLE RELAZIONI parte 1



II 62:Nell'uomo che indugia assorto negli oggetti dei sensi, nasce l'attaccamento per essi; dall'attaccamento nasce il desiderio, dal desiderio la collera.

II 63: La collera conduce allo smarrimento, lo smarrimento alla perdita della memoria, e la perdita della memoria produce distruzione dell'intelligenza, e in seguito a questa distruzione l'uomo giunge alla rovina.

Quando la sua mente corre dietro ad uno qualsiasi dei sensi perennemente in agitazione, essa spazza via la sua facoltà di comprendere, come fa il vento con una nave sulle acque.

II 64: Cammina dunque in questa foresta di oggetti materiali, ma si consapevole che ogni interazione genera sia attaccamento sia distacco.
   Dalla Bhagavadgita

I sensi vanno educati
in modo tale da potersi muovere attraverso questa giungla, interagire con le relazioni manifeste senza generare simpatia, antipatia, preferenze o pregiudizi... discernendo quindi il piacere (che porta attaccamento) dalla gioia (che porta calma e tranquillità).
Vimala commentando questi bellissimi passi, di alta psicologia antichi 5000 anni, dice:

"Quando tra il movimento delle relazioni, la coscienza rimane intera e ritiene la sua libertà, quando rimane rilassata e appagata di essere ciò che è, allora in quell'appagamento vi è la fine di tutte le sofferenze. Quando si rimane nel duale vuol dire che siamo sotto pieno controllo del processo del pensiero.
Quando si raggiunge il silenzio (meditazione) tutta la conoscenza contenuta del sistema neurochimico, nel sangue, nelle ossa, nel midollo, è intatta  ma inattiva, intatta ma non controlla e dirige le nostre percezioni colorandole o inibendole.



Attivare la nostra mente e stato neutrale ci permette di vivere nell'equilibrio e stabilità nel movimento della vita.

Cosa fa lo yoga se non questo?
Insegnarci la disciplina del silenzio, del controllo di quel pensiero che tanto danno fa perchè strattona, spinge, cattura i nostri sensi e fisico trasportandolo solo in alto mare.

Vivere è godere della vita.. e non lasciarsi sommergere dall'oceano del piacere.
Non dobbiamo rinnegare la conoscenza, ci mancherebbe, come l'esperienza e i condizionamenti, solo che non dobbiamo accettare la loro autorità come sorgente di percezione e controllo delle nostre risposte agli eventi della vita.

Nella moltitudine delle relazioni la nostra mente cerca il possesso, il possesso anche del comportamento dell'altro.
Ci si aspetta sempre che l'altro cambi.

Consumiamo sempre troppa energia inutilmente, per cambiare cose che non possono essere cambiate.

Prima lo Yoga (consapevolezza ed unione con il proprio sé) deve entrare in noi. Dobbiamo conoscerci, accettarci, equilibrarci portandoci in salute, poi potremmo aiutare gli altri.

Un antico detto è qui utile

"Cambiare ciò che si può cambiare
Accettare ciò che non si può cambiare
Distinguere le due"


Quindi per vivere in equilibrio con le nostre relazioni, con la danza della vita bisogna prima lavorare su di noi e vivere in salute.

Cosa vuol dire vivere in salute?

Come l'OMS ricorda, riprendendo il concetto dall'Ayurveda, la salute non è mancanza di malattia.
Salute è quando le nostre 4 dimensioni sono:

CORPO equilibrato
MENTE  calma e tranquilla
SENSI soddisfatti
ANIMA/SPIRITUALITÀ  ovvero siamo consapevoli di chi siamo e ne entriamo in contatto.

Cosa possiamo iniziare a fare?

Ogni disturbo che arriva (emotivo e fisico) colpisce tre aspetti:

- respiro
- digestione
- sonno

Sino a quando non si portano in equilibrio questi non possiamo entrare veramente "nella malattia" ed ascoltare cosa vuole dirci.

Ovviamente cosa è più facile gestire?
La respirazione

La respirazione dipende solo da noi, non dipende da un materasso sfondato o quanto altro.. senza il suo controllo non si può risolvere nessun problema a livello psichico e fisico. Il PRANHA infatti nello yoga non è solo ossigeno, ma è qualcosa di più sottile, la nostra vitalità.
Senza il controllo della nostra vitalità non possiamo essere vitali.

Quando si è fermi è molto facile.. inspirare, espirare. ma quando siamo in movimento? Dobbiamo inserire la respirazione corretta mentre ci muoviamo, dobbiamo : SINCRONIZZARE,unire.

Lo yoga insegna questa disciplina, facendola nostra, ed espandendola oltre il tappetino, prima ad un movimento, poi a due, poi ad un'ora, ad una giornata, l'intera vita diventa YOGA, diventa sincronia, unione, diventa mantenimento dell'integrità e libertà, permettendoci di vivere in equilibrio nel movimento e giungla delle relazioni.

Quindi alla riscoperta dello yoga come mezzo per una centratura e raggiungimento di un equilibrio. Riscoperta di come le asana rappresentino il nostro equilibrio e la  perfetta sincronia nella danza della vita.

Le asana per ...

PER LA RESPONSABILITÀ
PER LA PAURA (posizioni 1- posizioni 2 avanzate -prossimamente-⇴ )
PER L'EQUANIMITÀ (prossimamente)
PER IL RINFORZO EMOTIVO  E DEL PROPRIO SÉ (prossimamente)
PER LA DISCIPLINA (prossimamente)
PER L'AMOREVOLEZZA GENTILE (prossimamente)
PER IL CAMBIAMENTO (prossimamente)
PER LA COMPASSIONE (prossimamente)
PER IL FLUIRE (prossimamente)


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