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2016/11/16

METALLI PESANTI: COME E QUANDO DISINTOSSICARSI. LA TERAPIA CHELANTE NON SEMPRE È LA STRADA MIGLIORE.




Di fatto sempre più sostanze ritenute "sicure", introdotte negli alimenti, nella conservazione, nel packaging, nella cosmetica, nelle bevande, nei medicinali, nei vaccini, nell'aria, nell'acqua, nella terra, risultano "tossiche" e scatenanti di allergie sino a vere patologie neurologiche, passando per fibromialgia, sindrome fatica cronica, sindrome chimica multipla, SLA, autismo, Alzheimer, Parkinson..

Il concetto di intossicazione da metalli pesanti si sta diffondendo sempre di più, proprio perchè maggiore è la consapevolezza che l'insorgere della maggior parte delle patologie sono dovute all'accumulo, al reiterare.
Questo concetto vale per tutto, dal perdurare della condizione di stress nel corpo e quindi alterazione chimica, ormonale, metabolica.. sino all'accumulo, quotidiano, mensile.. in tutta la vita, di alimenti, sostanze che contengono anche "piccole" quantità tossiche.

Il pericolo non è l'ingestione in una razione sola, ma il fatto che l'intero nostro stile di vita è basato sull'assunzione, inalazione di sostanze chimiche dannose, che lentamente si depositano, tra cui proprio i metalli pesanti (alluminio, mercurio, nichel, ...)
Molte fortunatamente riescono ad essere  ritrasformate ed espulse attraverso sudore, urine. molte altre invece si fermano, si depositano ed iniziano il loro lavoro di trasformazione nel nostro corpo.

Il secondo aspetto da prendere in considerazione  nel concetto di intossicazione è l'individualità.
Due persone che si alimentano nello stesso modo, che vivono nella stessa città possono avere risposte ai metalli pesanti in modo differente (concetto che si estende per qualunque argomento), questo perchè differente è la loro biografia, differente il funzionamento di risposta agli eventi, differente la loro capacità di difesa immunitaria. Differente è la loro permeabilità intestinale.

Quindi non è solo questione di range di sicurezza, ma di individualità.


Permeabilità intestinale e metalli pesanti

→ membrana intestinale
Il corpo ha membrane, mucose e barriere in tutto il corpo che ci proteggono dall'ambiente. Queste barriere separano il sangue dalle regioni principali del corpo. Questa separazione è fondamentale per la funzionalità normale e ottimale. Quando queste barriere si indeboliscono consentono alle particelle di attraversare  i tessuti, arrivando in aree a cui non appartengono, influenzando negativamente la loro funzione.

Il rivestimento intestinale dell'apparato digerente è la più grande mucosa del corpo umano e fornisce una barriera tra l'intestino e l'ecosistema interno. Il tratto digestivo serve a due funzioni distinte : l'assorbimento dei nutrienti e di difesa immunitaria. Quando diventa alterato ( attraverso la dieta povera , farmaci , parassiti , tossine , e / o infezioni)  il sistema gastrointestinale non può distinguere ciò che dovrebbe essere assorbito e ciò non dovrebbe e si sviluppa cosi' la sindrome dell'intestino permeabile.

→ barriera sangue cervello
Questa barriera protegge i delicati tessuti neurologici del cervello di sostanze potenzialmente pericolose nel flusso sanguigno. Squilibri di zucchero nel sangue, carenze nutrizionali, sindrome di permeabilità intestinale, intolleranze alimentari, infiammazione cronica, cattive abitudini di sonno e lo stress cronico può indebolire questa barriera.

Quando questa barriera diventa debole e si rompe permette a tossine ambientali come la formaldeide e metalli pesanti di attraversare la mucosa. Queste tossine creano un grave stress ossidativo nel cervello fino a portare a condizioni neurodegenerative.


Proteine Barriera Ematoencefalica​​:
Quando vi sono elevati anticorpi a questa proteina è un'indicazione della ripartizione e permeabilità della barriera ematoencefalica. Questo individuo è a grande rischio per la neurodegenerazione e lo sviluppo di una malattia cronica neurodegenerativa.

Il collegamento con la barriera emato-encefalica lo spiega bene la D.ssa Terry Wahls nel suo libro “The Wahls Protocol“:

    Il collante che sigilla la parete intestinale è lo stesso composto che fodera i vasi sanguigni, per cui se inizia a rompersi, potete scommettere che la parete dei vasi sanguigni – compresi quelli che arrivano al cervello – con molta probabilità si romperanno anch’essi.

    Potreste quindi avere un intestino che perde (leaky), vasi sanguigni che perdono ed un cervello che perde!

    Nel cervello, la barriera sangue-cervello (emato-encefalica) che fornisce uno strato protettivo extra per il cervello contro i batteri infettivi diverrà meno efficace.

    Il cervello è più soggetto a permettere cellule immunitarie eccessivamente attive, aumentando la probabilità di infiammazione inappropriata e problemi peggiorativi relativi a disturbi dell’umore e neurologici come la sclerosi multipla.

    Questo è il motivo per cui un intestino che perde (leaky gut) non ha solo a che vedere con problemi gastrointestinali, ma ha che fare con l’intero sistema e la salute generale della persona.

Test per intossicazione da metalli pesanti

Se si vuole fare un vero controllo, o si ha il sospetto di avere intossicazione, non bisogna solo fermarci all'analisi del capello, ma procedere con il test della permeabilità intestinale, della barriera sangue cervello (Questo test -Blood brain barrier permeability- misura la proteine della barriera sangue-cervello -IgA & IgG combinate e IgM- ) e della tolleranza chimica.
Quando gli anti-corpi sono elevati ad antigeni intestinali come LPS, occulin / zonulina e actomyosin ma le proteine ​​della barriera emato-encefalica sono bassi è un segno di un più recente sviluppo della sindrome dell'intestino permeabile. Quando entrambi sono elevati è un segno di una forma più cronica e grave di sindrome dell'intestino permeabile.

CHI HA BISOGNO DEL TEST DELLA PERMEABILITA' INTESTINALE


Qualunque persona che soffre di:

    Sindrome dell'intestino irritabile
    Infezioni batteriche o di funghi
    Cattivo odore del corpo
    Crampi allo stomaco
    Eruzioni cutanee
    Resistenza a perdere peso
    Gas e gonfiore addominale
    Eczema / Acne
    Alito cattivo
    Autismo, dislessia, disturbi da mancanza di attenzione
    Parkinson
    Malattie autoimmuni
    Stanchezza
    Auto-immunità
    Problemi ormonali
    Demenza
    Diarrea
    Stitichezza
    Insonnia
    Nebbia del cervello
    Infertilità
    Alzheimer
    Sclerosi Multipla

→ TEST TOLLERANZA CHIMICA

Con il test per la tolleranza chimica si misurano gli anticorpi delle sostanze chimiche ambientali, ovvero gli anticorpi positivi indicano una reazione immunitaria eccessivamente zelante alle sostanze chimiche ambientali ed una perdita della tolleranza chimica.

Attenzione: non va confuso questo esame con i test che misurano la quantità di sostanze chimiche e metalli pesanti presenti in urina, capelli o feci.

Rifacendoci, infatti al concetto dell'individualità, la tolleranza del PROPRIO sistema immunitario a questi composti composti è il fattore chiave quando si ha perdita di tolleranza e non la quantità delle sostanze presenti nel corpo.

Questo è il motivo per cui certe persone non possono tollerare neppure tracce di certe sostanze senza reazioni avverse.

Prendiamo per esempio il mercurio, molto diffuso negli alimenti, alcuni non ammettono tracce, altri hanno una risposta immunitaria più forte e nonostante valori decisamente più alti non manifestano reazione. Non tutti i sistemi immunitari risponderanno come se si trattasse di un agente infettivo.

Per le persone, invece, con una barriera intestinale, del tratto respiratorio o del cervello permeabile (leaky), gli antigeni come il mercurio possono passare attraverso, creando potenzialmente una risposta immunitaria cronica e potente e scatenando probabilmente il gene per una malattia autoimmune.

→ TEST ARRAY11

Quindi, più che considerare i livelli di questi composti (attraverso urina, capelli, sangue, etc.) nel corpo,bisogna misurare gli anticorpi contro queste sostanze legate ai tessuti come con il test Array11 disponibile in US.


Questo test non rileva SOLO l'esposizione o meno a questi composti ma come l'organismo sta reagendo, quindi la sua o meno tolleranza (motivo scatenante della reattività immunitaria)

I livelli di anticorpi sono direttamente collegati alla quantità di esposizione alle sostanze chimiche?

No.

Ogni persona ha una risposta individuale alle sostanze chimiche.

Alcuni pazienti possono avere bassi livelli di esposizione, ma un sovraccarico nell’organismo (anticorpi elevati), mentre altri possono avere livelli elevati di esposizione, ma un carico nel corpo non misurabile (livelli normali di anticorpi).

Ammettiamo a questo punto che venga rilevata una presenza di intossicazione da metalli, quindi con permeabilità  intestinale, come comportarsi?

Terapia di chelazione, sì o no?


La terapia di chelazione non va presa alla leggera ed effettuata in special modo "fai da te" solo perchè da esami di laboratorio del capello, risulta presenza di metalli.
Come detto, tanti altri sono i fattori da prendere in considerazione, perchè, questi, sono importanti da valutare proprio al fine di eseguire o no una terapia chelante.

Molti medici, e ammettiamo, sempre più automedicazioni, prescrivono forti detossificazioni del fegato o assunzione di sostanze chelanti.

La verità è che la chelazione in certi pazienti (soprattutto con autoimmunità neurologica e perdita di tolleranza chimica) può essere devastante e distruggere permanentemente i tessuti dei nervi e del cervello.

La chelazione non dev’essere intrapresa fino a quando la persona ha dimostrato che l’integrità della barriera immunitaria e le risorse di glutatione sono state rispristinate.

La ricerca ha chiaramente capito che la chelazione tira fuori i metalli pesanti dai tessuti e li redistribuisce, raggiungendo così il cervello, promuovendo tossicità, infiammazione, neurodegenerazione e talvolta effetti collaterali gravi.

In questi casi la chelazione promuove l’attivazione immunitaria a causa dell’intolleranza chimica. E’ come nutrire un celiaco col glutine.

➤ Il primo passo da compiere è ristabilire la permeabilità intestinale.In questo modo si evita che la sostanza tossica raggiunga parti che non dovrebbe come il cervello e tessuti nervosi.

Stress, glicemia instabile, cattiva alimentazione sono tutti fattori che vanno a rendere critica la nostra permeabilità intestinale.


➤ Il secondo passo è equilibrare i livelli di glutadioneAbbiamo già ampiamente visto quanto sia importante questo tripeptide per la nostra salute
Per una lettura più approfondita si consiglia:
GLUTATIONE, COSA NON CI DICONO: PERCHÈ È IMPORTANTE MANTENERLO IN EQUILIBRIO, COME SI ASSIMILA, EFFETTI DA CARENZA

Come non mai il glutatione risulta determinante per il processo di chelazione.

Concentrato soprattutto a livello epatico, dove protegge gli epatociti da molecole particolarmente tossiche, detossifica molti xenobiotici, ovvero quelle sostanze chimiche estranee al nostro sistema biologico, quindi aiuta a disintossicarci da:

    farmaci
    vaccini
    contaminanti ambientali
    agenti cancerogeni
    insetticidi
    alcol
    ma anche da composti di origine naturale e composti che si originano per l’aggiunta di additivi chimici o in seguito alla cottura dei cibi


In rapporto alla loro natura e concentrazione, gli xenobiotici possono determinare effetti nocivi sull’uomo, sull’animale o in generale sugli ecosistemi.
GLI XENOBIOTICI EQUIVALGONO PRATICAMENTE ALLA TOSSIEMIA DI TILDEN
Il Glutadione inoltre disintossica il fegato e sangue da metalli tossici quali:

    cadmio
    piombo
    mercurio
    benzene e derivati
    alluminio
    clorati
    nitrati
    nitriti

Glutatione e chelazione



Una persona deve essere abbastanza sana per tollerare le reazioni avverse che la chelazione può produrre e calcolare sempre il rapporto clinico rischio-beneficio.
Idealmente, il corpo mantiene sufficienti livelli di glutatione.
Però, come accennato prima molti sono i fattori che concorrono alla sua distruzione ( stress cronico o estremo, malattie autoimmuni, esposizione a composti tossici), fattori che svuotano ulteriormente i preziosi rifornimenti di glutatione.

Infatti, è difficile sviluppare intolleranza chimica o autoimmunità se il sistema del glutatione è ben solido.

Quando l’organismo ha bassi livelli di glutatione, un composto ambientale come la plastica, i pesticidi, vaccini, metalli pesanti, hanno più possibilità di scatenare una reazione immunitaria.
Questo porta eventualmente ad una perdita di tolleranza chimica ed una riposta immunitaria esagerata ai composti ambientali.

E’ in questo scenario che la chelazione dei metalli pesanti può avere conseguenze disastrose.

Visto che la chelazione rilascia metalli pesanti in un sistema svuotato di glutatione, questi metalli liberati possono scatenare malattie autoimmuni ed infiammazione.

Dr. Datis Kharrazian ha dichiarato:
«visto molte persone crollare sotto i colpi di una terapia di chelazione.
    A queste persone viene detto che si stanno detossificando ma la realtà è che si stanno infiammando perché non c’è abbastanza glutatione per assorbire il danno, e l’organismo è costretto a subire il colpo.»

Glutadione un chelante sicuro

Il glutatione non protegge solo le cellule agendo come un antiossidante.
E’ anche un chelatore sicuro, nel senso che può legarsi ai composti ambientali (per formare strutture complesse che sono meno tossiche ed immuno-reattive dei metalli liberi) ed aiutare a rimuoverli dal corpo.

E’ stato dimostrato che i nutrienti che supportano i livelli di glutatione e di riciclo chelano e eliminano i metalli pesanti dall’organismo senza redistribuirli in altri tessuti come il cervello.

Sebbene il glutatione non abbia le stesse proprietà chelanti e leganti di agenti come DMSA, DPS e EDTA, è comunque un’ interessantissima forma di terapia poiché chela senza redistribuire i metalli in altri tessuti.

Per come mantenere equilibrato il ciclo di glutatione consigliamo la lettura di questo articolo:

GLUTATIONE, COSA NON CI DICONO: PERCHÈ È IMPORTANTE MANTENERLO IN EQUILIBRIO, COME SI ASSIMILA, EFFETTI DA CARENZA



Chelanti naturali
In questa diffusione di "intossicazione" da metalli pesanti si rischia spesso un'automedicazione che non sarebbe opportuno intraprendere.
Vero esistono in natura molte sostanze chelanti quali:

Bentonite. E’ un’argilla usata come integratore alimentare. Svolge un’azione detossificante e la sua struttura è simile alla zeolite.

Aglio. Il suo alto contenuto di zolfo ossida mercurio, cadmio, piombo, rendendoli solubili in acqua e quindi, più facili da smaltire. L’aglio protegge anche dall’azione tossica del mercurio. Per ottenere effetti migliori dovrebbe essere consumato crudo

Curcuma. Proviene dalla stessa famiglia dello zenzero ed è una spezia considerata un agente chelante perché stimola la produzione di particolari enzimi che contrastano l’azione nociva dei metalli pesanti sul fegato. Inoltre, depura anche il sangue.

Alga Clorella. Favorisce la depurazione dell’organismo e assorbe molte tossine. E’ disponibile in capsule da 500 mg o in polvere.

Ma è vero anche che ogni sostanza se assunta come "cura" in modo continuativo ha i suoi effetti, e come visto, solo a livello di chelazione bisogna stare attenti. Secondo aspetto non dobbiamo pensare che visto la curcuma fa bene, tutti possono prenderla per sempre.
La curcuma ha un suo potere positivo e negativo, stagioni in cui assumerla, modalità diverse a seconda dello scopo. Stesso discorso per l'aglio.
Ogni costituzione ha le sue caratteristiche, influenzate inoltre dagli eventi esterni, per questo non tutti gli alimenti sono la "cura"per tutti..

Il primo passo è conoscere la propria costituzione.. alimentarsi, vivere accettandola e mantenendola in equilibrio.


Nanoparticelle, intossicazione e barriera emato-encefalica

Un discorso particolare meritano le nanoparticelle.
Oggi la nanotecnologia che sfrutta queste microdimensioni viene particolarmente usata dalla neuroscienza clinica, per il trasferimento di farmaci attraverso la barriera emato-encefalica (in stato sano difficile da superare), ma non solo. I nanomateriali vengono sfruttati anche nella cosmesi, nell'abbigliamento, ne siamo sempre più circondati e questo NONSTANTE NON SIANO ANCORA ACCERTATI I RISCHI.
Non esistono ancora studi che dimostrina il non danno di queste nanoparticelle, anzi sono molte di più le domostrazioni di laboratorio che dimostrano com, potendo superare facilmente ogni barriera, possono arrivare a depositarsi in organi che non dovrebbero.
I nanometalli non si riescono ad espellere a differenza di un metallo in forma normale. Il nanomatella si deposita e alcune ricerche dimostrano la forte correlazione con tumori e malattie neurodegenerative.

Nel caso dell'utilizzo dei nanomedicinali infatti gli esperimenti dimostrano si che il prodotto raggiunge direttamente la parte tumorale del cervello (ad esempio) interessata.. ma ha anche dimostrao che le nanosfere si accumulino nel tessuto sano circostante. Le nanoparticelle non vengono utilizzate solamente per il rilascio di farmaci ai disturbi del sistema nervoso centrale, ma sono anche studiate come possibili agenti per l'imaging biomedico. L'utilizzo di nanoparticelle lipidiche solide, consistenti in microemulsioni di nanogocce di olio solidificato caricate di ossido di ferro, potrebbe aumentare nell'imaging a risonanza magnetica a causa della capacità di queste nanoparticelle di attraversare realmente la barriera emato-encefalica.

Molte procedure sono già tranquillamente in atto senza alcuna conoscenza da parte del paziente.

Per approfondire leggere:

➤NANOPARTICELLE,NANOMETALLI,NANOINGEGNERIA,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE

➤➤NANOTECNOLOGIA IN ALIMENTI E MANGIMI: EFSA RELAZIONE 2015. NASCOSTI I VERI DANNI.


Conclusioni

La malattia è un concetto multifattoriale, continuando invece a pensarla, analizzarla, curarla come un qualcosa che ci colpisce solo dall'esterno difficilmente riusciremo a capire la sua storia, evolversi e quindi possibile guarigione.
Oltre a questo concetto base ricordiamo l'individualità e il non auto-diagnosi auto-cura improvvisandoci medici.

La cura fai da te deve consistere solo in una buona manutenzione del corpo interiore ed esteriore, agendo dove possiamo ovvero sulla mente, sul respiro, sull'alimentazione, sul sonno, sull'attività fisica.

Noi possiamo diventare medici di noi stessi nell'ascolto di cosa il nostro corpo ci vuole dire e nella trasformazione. Siamo medicin di noi stessi nella misura di tenere la salute e non diventare farmacisti.

Cosa possiamo fare?

L'OMS ha fatto sua la definizione di salute prevista dal'ayurveda e questo dovrebbe essere un segnale importante.


Un corpo in salute non è un corpo privo di malattia. NOI possiamo mantenerci in salute con

➤corpo equilibrato
➤mente calma e tranquilla
➤sensi soddisfatti
➤consapevolezza di chi siamo, come parte del tutto e come tale accettato e rispettato.


Un paziente informato, olistico, per nuovi medici etici, integrati.

COME GUARIRE, L'AUTOGURARIGIONE IN 5 PUNTI TRA FILOSOFIA E NEUROSCIENZA

MALATTIA COME PORTATRICE DI LUCE: Un nuovo medico, una nuova medicina per nuovi pazienti.

IL FEGATO:FORZA E CORAGGIO MANTENIAMOLO SANO, ELIMINIAMO LE EMOZIONI TOSSICHE, PER CAPIRE LA DIREZIONE DELLA VITA

COME LO STRESS È RESPONSABILE DELL'EQUILIBRIO CALCIO MAGNESIO, SALUTE DEL CUORE
 
COME LO STRESS INFLUISCE SULLA MALATTIA E SISTEMA ENDOCRINO 

GENE ANK3: QUANDO DEPRESSIONE E STRESS ACCORCIANO LA VITA

PATOLOGIE LEGATE ALLO STRESS: come il corpo risponde allo stress ed al rilassamento




Le informazioni contenute in questo blog non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata

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