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2016/10/04

AUTO AIUTO PER ANSIA, STRESS E DEPRESSIONE: IL POTERE DELLA COERENZA CARDIACA




L'importanza del cuore nel linguaggio delle emozioni è molto più di una immagine: il cuore percepisce e sente; e, quando si esprime, influenza tutta la nostra fisiologia, a cominciare dal cervello.
Questo piccolo cervello contiene oltre 40.000 neuroni, con la capacità di percepire in modo indipendente, elaborare informazioni, prendere decisioni, dimostrare persino un tipo di apprendimento e di memoria.

Già abbiamo parlato della coerenza cerebrale, una delle maggiori autorità nel campo della sincronizzazione cerebrale, il Dott. Lester Fehni afferma: “la sincronizzazione cerebrale aumenta enormemente il potenziale del proprio cervello, non solamente per ciò che riguarda il proprio sviluppo ed apprendimento, ma anche per diventare ricettivi ad altri livelli di coscienza”.

STUDENTI: MIGLIORARE LE PRESTAZIONI CON LO YOGA , COERENZA DELLE ONDE CEREBRALI




Da alcuni anni però gli studi e le ricerche sperimentali scientifiche compiute dall’Institute of HeartMath (IHM) stanno facendo luce sui meccanismi con cui il cuore comunica con il cervello, meccanismi attraverso i quali viene influenzata l’elaborazione delle informazioni, delle emozioni e della salute. Il cuore ha dimostrato scientificamente di avere la capacità di modificare la nostra intelligenza e il nostro livello di consapevolezza vediamo come.

I risultati raccolti hanno permesso di dimostrare l’enorme influenza che lo stress ha sul sistema nervoso autonomo (SNA), sul sistema ormonale, su quello immunitario, sul cuore e sul cervello: l’evidenza mostra infatti che, al di là dei rilevamenti di natura fisiologica o psicologica effettuati, erano la frequenza cardiaca e la sua variabilità nel tempo (HRV, HeartRateVariability) a riflettere lo stato emotivo e i livelli di stress della persona.

In particolare si è notata la seguente corrispondenza:

emozioni “negative” = incremento dei disordini a carico del battito cardiaco e del SNA

emozioni “positive” = maggior coerenza del battito cardiaco e maggior equilibrio del SNA

Le implicazioni per la salute sono facili da capire: disarmonia nel sistema nervoso porta a inefficienza e aumento dello stress sul cuore e altri organi, mentre i ritmi armoniosi sono più efficienti e meno stressante per i sistemi del corpo.

Questi grafici mostrano esempi, in tempo reale, di variabilità della frequenza cardiaca registrati dalla stessa persona sperimentando differenti emozioni




Questi risultati dimostrano scientificamente la sfera di influenza esistente fra:
  •     cuore ed equilibrio emotivo;
  •     cuore e creatività;
  •     cuore ed efficacia personale;
  •     cuore e chiarezza mentale


Il cuore non è una semplice pompa è un vero centro di elaborazione dati molto complesso, che riesce a comunicare ed influenzare il cervello cranico utilizzando il sistema nervoso, il sistema ormonale e altre modalità, auto-organizzandosi nelle sue attività grazie ad un cervello proprio. .

Hanno osservato che il cuore si comporta come se avesse una mente propria  influenzando profondamente il modo in cui percepiamo e rispondiamo al mondo. In sostanza, è emerso che il cuore influenza l'intelligenza e la consapevolezza.

Quali sono i benefici che offre lo stato di coerenza cardiaca?

I ritmi cardiaci coerenti potenziano la risposta immunitaria, migliorano l’equilibrio ormonale e nervoso, alleviavano  il  dolore e lo stress, vengono prodotti meno ormoni dello stress e più di quelli anti-invecchiamento (DHEA). Inoltre migliora la capacità del  cervello di elaborare le informazioni, tra cui il processo decisionale, problem-solving e la creatività.

Ricerche cliniche condotte sempre dall’Istitute of HeartMath hanno riportato miglioramenti significativi in pazienti con:

  •     ipertensione
  •     aritmie
  •     malattie autoimmuni
  •     sensibilità ambientale
  •     dolore cronico
  •     fibromialgia
  •     stanchezza cronica
  •     disturbi d’ansia
  •     depressione clinica
  •     disturbi da stress post traumatico

Fisiologicamente cosa accade?

Fisiologicamente, lo stato di coerenza cardiaca è caratterizzato dallo sviluppo di un sinusoidale come struttura liscia della frequenza della traccia della variabilità cardiaca. Questo modello, chiamato ritmo cardiaco di coerenza, è l’indicatore principale dello stato di coerenza psicofisiologico. Durante questo stato avvengono una serie di importanti cambiamenti fisiologici.  I due rami del sistema nervoso autonomo si sincronizzano l’uno con l’altro, con una maggiore sincronizzazione tra l’attività del cuore e del cervello.

La presenza di una scarsa variabilità cardiaca indica che la componente parasimpatica del sistema nervoso autonomo fa fatica a disattivarsi  e ciò è indice che la persona non solo attiva troppo spesso la risposta cardiovascolare allo stress (sistema nervoso simpatico), ma che ormai ha anche difficoltà a spegnerla. Lo stress cronico infatti attenua la capacità del parasimapatico di attivare il nervo vago che serve a riportare uno stato di calma.

Un’ampia variabilità cardiaca invece, favorisce lo stato di coerenza in cui si ha un’efficace azione parasimpatica e un buon tono del nervo vago. Sentimenti positivi come l’amore e la gratitudine coincidono con un ampia variabilità cardiaca quindi con un tracciato coerente.

La qualità di vita di un individuo risente, dunque, di questa fondamentale influenza.

Se ne parlava già a metà del '900

Nella prima metà del ventesimo secolo, il fisiologo statunitense Walter Cannon riuscì a dimostrare che i cambiamenti dello stato emozionale sono accompagnati da cambiamenti prevedibili della respirazione, della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e della digestione.

Nel corso degli anni ’60 e ’70, grazie ad un ventennio di ricerche, John e Beatrice Lacey notarono però che il cuore sapeva influenzare in modo significativo non solo il cervello, ma addirittura il comportamento della persona.
In seguito, la neurofisiologia scoprì che l’attività elettrica del cervello poteva essere inibita o facilitata grazie a dei segnali provenienti dal cuore, attraverso un percorso neuronale preciso e tramite un meccanismo proprio.
Fu il Dr. J. Andrew Armour a rivelare con il suo lavoro che il cuore possiede una complessa rete di cellule ed interazioni neurali come quelle riscontrabili nel cervello cranico.
È lui, infatti, ad introdurre il concetto di “cervello del cuore” nel 1991.

Due suggestioni di lettura:

Nell’articolo “The little brain of the heart”, il Dr. Armour usa l’espressione “piccolo cervello del cuore” in riferimento agli studi da lui compiuti presso il centro ricerche dell’Università di Montreal sull’anatomia e fisiologia della rete neuronale cardiovascolare.
Nel libro “Basic and Clinical Neurocardiology” il Dr. Armour mostra una panoramica completa delle funzioni del sistema nervoso intrinseco al cuore.

«Il cervello del cuore è costituito da una rete di gangli contenenti interneuroni di ricezione (afferenti) e di trasmissione (efferenti), sia simpatici che parasimpatici (figura 1). Vi sono recettori sensoriali distribuiti in tutto il cuore, molto sensibili a diversi tipi di input provenienti dall’interno del cuore. I gangli intrinseci del cuore hanno la funzione di integrare i messaggi provenienti dal cervello e da altri centri sparsi in tutto il corpo, con i dati provenienti dai neuriti cardiaci. Dopo esser state opportunamente elaborate, le informazioni vengono tradotte in segnali che vengono indirizzati al nodo seno-atriale, al nodo atrio-ventricolare e all’intera muscolatura cardiaca. Di conseguenza, in condizioni di normale fisiologia, questo sistema neuronale intrinseco del cuore è in grado di gestire autonomamente gran parte della funzionalità sistemica cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale (SNC).»

Gli studi condotti dal Dr. Armour hanno dimostrato che, senza questo “piccolo cervello cardiaco”, il cuore non è in grado di funzionare correttamente.
La "coerenza" permette al cervello di essere più rapido e preciso; di far fluire le idee più naturalmente e con minore sforzo; di trovare più facilmente le parole per esprimersi; di far sì che i nostri gesti siano rapidi ed efficaci. Quindi sembra essere capace di renderci più pronti ad adattarci agli imprevisti. La coerenza non è dunque una forma di rilassamento nel senso tradizionale; al contrario, può favorire una affermazione sul mondo esterno, ma in modo più armonioso che conflittuale.

Il ruolo endocrino del cuore

Dal 1983 il cuore viene classicficato anche come ghiandola endocrina. Venne scoperto che è in grado di rilasciare nel flusso sanguigno un ormone specifico chiamato “fattore natriuretico atriale” (ANF), in grado di esercitare forti effetti su vasi sanguigni, ghiandole surrenali, reni e su svariate regioni del cervello.

Il Dr. Armour ed i suoi studenti scoprirono che il cuore contiene un tipo specifico di cellule note come “cellule cardiache adrenergiche intrinseche” (ICA), in grado di sintetizzare e rilasciare sia dopamina che noradrenalina (appartenenti alla famiglia delle catecolamine), che fino ad allora si pensava venissero prodotte unicamente dal cervello e dai gangli esterni al cuore.

Ancor più di recente si è scoperto che il cuore è in grado di secernere ossitocina: questo ormone si è scoperto essere coinvolto nei processi legati allo stato cognitivo, alle capacità di adattamento, ai comportamenti sessuali e
materni complessi, ai livelli di tolleranza dell’individuo, nonché nella creazione di legami di coppia duraturi.

Non solo benessere individuale ma globale


Quello che gli scienziati hanno notato è che quando creiamo un’esperienza di amore, di gratitudine o di comprensione nel nostro cuore, questa invia un segnale al nostro cervello e quando questo segnale viene ricevuto dal cervello genera quella che viene chiamata coerenza (coerenza cuore-cervello). La coerenza è stata effettivamente misurata scientificamente come un segnale elettrico molto basso, pari a 0,10 Hz, o 0,10 cicli al secondo. Dunque quando proviamo un sentimento che crea il valore di 0,10 Hz, si dice che “siamo in coerenza” e adesso sappiamo che la nostra coerenza personale è anche parte della coerenza collettiva del pianeta. Ed ecco perché si tratta di una cosa positiva: in presenza della coerenza, diventiamo più buoni e meno aggressivi. Nello stato di coerenza, siamo più disposti a risolvere i nostri problemi discutendone, senza guerre. Nello stato di coerenza la nostra forza di carattere, la nostra risolutezza, è molto forte, riusciamo a pensare meglio, a risolvere i nostri problemi. La coerenza è un fattore molto positivo, sia a livello personale che globale. Se siamo in grado di creare nelle nostre vite personali questa coerenza di comprensione, gratitudine e amore, allora creiamo la pace e la guarigione di tutto il mondo. (Effetto Maharishi)

Campo elettromagnetico del cuore -I cuori battono all'unisono-

Siamo immersi nel campo, siamo tutti collegati, la matrix ci sottende e ci avvolge ma non ce ne accorgiamo.
Così  tutti gli studi di Nicola Tesla tornano in auge per questa ragione.

All'Università di Los Angeles alla UCLA, c'è uno psicologo Emilio Ferre che studia come i campi elettromagnetici del cuore si coordinano in persone legate da un sentimento.
Le persone innamorate hanno i campi elettromagnetici in fase ed i loro cuori  battono all'unisono.

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La coerenza è differente dal rilassamento


Un aspetto importante è che lo stato di coerenza cardiaca è psicologicamente e fisiologicamente distinto dal rilassamento. A livello fisiologico, il rilassamento è caratterizzato da uno spostamento del baricentro del SNA verso una maggiore attività del parasimpatico. La coerenza è associata anch’essa ad un relativo aumento dell’attività del parasimpatico, ma è fisiologicamente distinta da quest’ultimo in quanto il sistema oscilla alla sua frequenza di risonanza naturale. Lo stato di coerenza non comporta un abbassamento della frequenza cardiaca o cambiamenti nella quantità di HRV, ma piuttosto un cambiamento della configurazione del ritmo cardiaco. Il rilassamento è uno stato di basso consumo energetico, che comporta un allontanamento dai processi cognitivi ed emotivi. Al contrario, la coerenza comporta l’impegno attivo di emozioni positive.

Come fare a far ritrovare al cuore e al cervello il loro equilibrio?


La coerenza cardiaca si può imparare.
Esiste un modo molto semplice ed efficace per far entrare il battito cardiaco in coerenza. Il metodo della respirazione attraverso il cuore è costituito da alcune tappe, sviluppate e verificate dall' HearthMath Institute della California (www.heartmath.com) come spiegherò.

Facendo la prova con altre diverse tecniche di meditazione e respirazione, dello yoga e non solo, due sono risultate particolarmente efficaci a generare un immediato stato di coerenza cardiaca:

  •    “ujjayi pranayama una delle tecniche di respirazione dello yoga
  •     la ripetizione del mantra OM

La respirazione attraverso il cuore:


La prima tappa consiste comunque nel concentrare l’attenzione sull’interiorità e quindi è bene fare due respirazioni lente e profonde, accompagnando con l’attenzione il respiro fino al termine della fase di espirazione, poi fare una pausa di qualche secondo, fino a quando l’inspirazione successiva non si avvia spontaneamente.

La seconda tappa richiede di immaginare di respirare attraverso il cuore (o, perlomeno, attraverso la regione centrale del petto). Dovete immaginare che con l’inspirazione portate ossigeno a questa parte del corpo che ne ha così tanto bisogno, mentre con l’espirazione le consentite di liberarsi di tutte le scorie superflue. Immaginate i movimenti lenti e dolci del respiro che permettono al cuore di lavarsi in questo bagno di acqua pura, illuminante e calmante. Potete immaginare il vostro cuore come un bambino che fluttua e si muove a piacere nell’acqua tiepida, con il suo ritmo, senza costrizioni né obblighi.

La terza tappa consiste nel collegarvi alla sensazione di calore e di espansione che si sviluppa nel petto, accompagnandola e incoraggiandola con il pensiero e il respiro. Un metodo facile per incoraggiare questa sensazione consiste nell’evocare un sentimento di gratitudine e lasciare che invada il petto.

Fate ricorso a ogni sentimento d’amore, che sia rivolto a un essere, a un oggetto o anche all’idea di un Universo benevolo. A molte persone basta visualizzare il volto di un bambino che ama e che le ama, oppure l’immagine di un animale che è loro caro.

In uno studio pubblicato nel 1995 sull' American Journal of Cardiology, i ricercatori dell' HearthMath Institute hanno dimostrato che il semplice fatto di evocare un'emozione positiva, grazie a un ricordo o anche ad una situazione immaginata, induce molto rapidamente la transizione della variabilità cardiaca verso una fase di coerenza del ritmo del battito cardiaco, che si ripercuote rapidamente sul cervello emotivo, portandogli così stabilità.

I nostri pensieri influenzano moltissimo la coerenza cardiaca:
quando si focalizza l'attenzione sul cuore e sul benessere interiore, la coerenza aumenta; quando viceversa ci si lascia distrarre da pensieri negativi e preoccupazioni (la normale tendenza del cervello lasciato a se stesso), in pochi secondi la coerenza diminuisce e il caos prende il suo posto.

Bastano pochi minuti.

Cosa accade?
Grazie all'evocazioneil battito cardiaco scende in fase di coerenza che trasmette quindi al cervello emotivo ( sistema limbico) che tutto va bene donandogli stabilità.
A sua volta il cervello emotivog risponde a tale messaggio rinforzando ulteriormente la coerenza del battito.
Un circolo che porta equilibrio e stabilità del sistema nervoso autonomo, tra il sistema simapatico e parasimpatico e quindi a cascata con il rilascio di tutti queli ormoni, neurotrasmettitori "buoni" per il benessere psicofisico.

Una conseguenza positiva immediata è che, una volta raggiunta la coerenza, siamo in grado di fronteggiare tutte le circostanze della vita, anche quelle più negative, e possiamo accedere simultaneamente alla saggezza del cervello emotivo – l’intuizione – e alle funzioni di riflessione, di ragionamento astratto e di pianificazione del cervello cognitivo.


Diviene così estremamente importante essere consapevoli di cosa "vuole" il cuore e cosa ci comunica, a ogni passaggio della vita, perché influenza molto il nostro presente.
Il cuore è il collegamento fra l'emotività e la ragione, colui che manda i segnali., un interprete per il cervello emotivo e l’inconscio. Sapere se il cervello emotivo spinge in una direzione diversa da quella che si è scelta razionalmente è essenziale. Se è il caso, bisogna sforzarsi di rassicurare il cervello emotivo su altri piani, perché non si arrivi a un conflitto con il cervello cognitivo, al sabotaggio delle nostre capacità di riflessione e, infine, al caos fisiologico e alla sua conseguenza estrema, la dispersione cronica di energia.


Vi lascio un'ultima suggestione da approfondire...

Ma il cuore è la sede dell’anima?


ESPERIENZE DI DOPPIA PERSONALITÀ

Molte sono le testimonianze fra soggetti trapiantati che in loro convivono due personalità..la loro originaria e quella del donatore.
Una doppia personalità che come Stevenson ci descrisse.. quella del ricevente per forza deve soccombere.. altrimenti si avrebbe un rigetto.
Testimonianze di cambiamento non solo di gusti alimentari, attività lavorativa, stile di vita in genere ma anche sessuale.
Claire Sylvia: il cuore trapiantato le ha dato abitudini e gusti del donatore
Cambio di genere dopo un trapianto
Nel caso di trapianto di organi giovani in un corpo di età di circa 50 anni, si è visto come l’energia “imposta” al corpo del 50 enne, è tale da sfiancarlo creandogli anche dei nuovi ed ulteriori Conflitti Spirituali interiori.
In altri casi si è osservato che alcuni, pur non sapendo chi era il donatore, lo hanno visto in sogno, fornendo anche il nome proprio; certuni arrivano a parlare, discutere, con questa personalità che è insediata in loro.
Questo significa che tutte le cellule degli organi che essi hanno ricevuto con il trapianto, hanno sicuramente impresso la personalità del soggetto che li ha “creati” e quindi quando una parte del corpo sopravvive alla morte dell’insieme, l’informazione del campo CEI (Campo Psico Energetico Informato), quindi anche il corpo eterico o parte di esso, rimane nelle cellule dell’organo espiantato e trapiantato, fornendo al nuovo corpo le informazioni dentro contenute.
Su queste basi sarebbe importante ridiscutere tutta questa tecnica anche nell’interesse del “morto”, di cui una parte non morendo, è destinata a trascinare l’altra parte del Campo (CEI) rimasta nell’organo, nell’esperienza di colui che riceve l’organo; vi è quindi la possibilità che il Campo CEI del “morto”, “possegga o tenti di possedere” il nuovo corpo per poter sopravvivere in questo nuovo essere/corpo, a discapito della propria e dell’altrui evoluzione.

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TRAPIANTI D'ORGANO:





Alcune fonti:
https://www.heartmath.org/resources/downloads/science-of-the-heart/
https://coerenzacardiaca.com/
"Guarire", di David Servan-Schreiber, ed. Sperling Paperback, capp. 1,2,3,4.


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