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2016/09/02

GIOVANI, SOCIETÀ, AFFETTI DA ANALFABETISMO EMOTIVO, PSICOAPATIA: PREDESTINATI?





Una società sempre più affetta da analfabetismo emotivo, atteggiamenti psicopatici, di bullismo, di dissonanza, sempre più giovani "affetti" da risonanza emotiva inadeguata rispetto agli eventi da affrontare.
Certamente lo stretto contatto con la nuova realtà aumentata, figlia dei videogiochi,  non aiuta, anzi modella, ma
Quanta responsabilità non ci assumiamo per ciò che sta accadendo?


Perchè diviene importante capire come si costruisce l'emotività che poi maturerà, eventualmente, in sentimento?

Perchè il senso della vita, questa bellissima prerogativa umana, ci arriva dalla nostra percezione del mondo, una visione del mondo che a sua volta si costruisce sulla base della nostra memoria cellulare, DNA (→ Kharma), sulla base della nostra memoria implicita ed esplicita, sulla creazione di mappe emotive.
Una percezione che pone le sue fondamenta su tutte le esperienze vissute e depositate nel nostro sistema limbico, come libro a cui attingere ogni volta che si presenta un nuovo stimolo, evento.




L’embrione, il feto“mappano” la loro affettività generando nel periodo intrauterino i loro schemi emozionali e la relazione con la madre  e con il mondo esterno.
Ormai le scienze dimostrano chiaramente questo assunto.
Il genitore diventa il primo motore che lavora su una predisposizione genetica che se vogliamo possiamo chiamare Kharma.
La famiglia è colei che forgia, quindi assume un ruolo primario.
Verò, la società ha un'anima che ingloba e trascina come fiume in piena.
I ritmi sono incalzanti, il tempo manca, nuove figure anonime prendono quantitativamente il posto del genitore (baby sitter stagionali, videogiochi, tv..), lo stress corrode i rapporti, così abbiamo liti, tensioni, i soldi mancano, il desiderio di carriera, realizzazione lavorativa è divenuto il principale riconoscimento di se stessi .. quindi conflittualità fra aborto si, aborto no...
Tutte emotività che il feto, il bambino come spugna assorbe, tutte emotività che NOI gettiamo come loro basi.

Di questa società, che pare fagocitare tutto, noi, però, ne formiamo il tessuto.
Dobbiamo infatti ricordare un altro assunto importante:
Non siamo spettatori della nostra vita, dobbiamo solo risvegliare tutto il nostro potenziale e farlo venire fuori.

Non demandiamo, quindi, come unica responsabile dell'apatia emotiva, la società, noi genitori  trasmettiamo e formiamo le basi emotive dei nostri bambini, dei futuri membri della società stessa.
Il neonato, il bambino non è in grado di gestire consciamente, quindi spetta all'adulto, al genitore, a chi affianca la sua crescita, comprese le istituzioni scolastiche, imprimere buone mappe emotive, affinché nella sua vita da adulto possa avere una struttura su cui far conto ed evolvere.
Perchè è vero che tutto può cambiare, tutto può essere modificato, ma diventa sempre più difficile se la matrice è priva di emotività

Vi lascio 3 suggestioni, tre punti su cui riflettere e fare collegamenti.


Memoria implicita

Kandel, valendosi per questo un premio Nobel, dimostrò che non esiste solo una memoria a lungo termine, esplicita (quindi anche dimenticabile e removibile) che riguarda la nostra autobiografia, ma esiste anche una memoria più arcaica, profonda potremmo dire sotterranea, implicita non verbalizzabile.

Cosa vuole dire?
Tutte le esperienze che vengono fatte partendo dalla vita intrauterina sino ai due anni, vengono depositate e gestite dall'amigdala.
Infatti l'ippocampo, indispensabile per processare il ricordo adulto, non è maturo sino ai due anni.

Quindi tutti i ricordi sono impressi sotto forma di suoni, emozioni, odori..una memoria fatta di sensazioni e non di parole.
Ne conviene che tutti gli eventuali traumi non possono essere rimossi proprio perché non strutturati sotto forma di pensiero, ma giacciono li formando la base su cui si costruirà il nostro approccio alla vita.

Capibile ora quanto tutto questo sia importante da comprendere per "incidere" il più positivamente sulla vita del feto e neonato.
Mentre i ricordi processati grazie all'ippocampo, quindi la memoria esplicita possono essere verbalizzati e quindi attivati dalla coscienza, i ricordi impliciti non sono coscienti proprio perchè non "ricordati" ma impressi tanto da essere determinanti per l'apprendimento di capacità motorie, sensoriali e la costruzione dei percorsi emotivi.
Riassumendo come saremo da adulti dipende in gran parte dalle memorie corporee dei primi due anni di vita.

Lettura per approfondimenti:

Mappe emotive


Secondo aspetto importante è il concetto di mappe cognitivo emotive.
Discorso che si lega al precedente.
Il concetto di “mappe cognitive-emotive” è stato introdotto nel 1948 dallo psicologo americano Edward Tolman intendendo modelli mentali o script che verranno utilizzati nella relazionalità futura.

Freud affermava che si potevano formare sino ai 6 anni di vita, le Neuroscienze hanno ristretto oggi i tempi sino ai 3 anni.

Le mappe emotive sono le basi su cui la persona formerà la sue vita emozionale, quindi la sua risposta agli eventi, la sua interazione con il mondo e se stesso.

Le mappe formano la modalità di sentire.
Non sono le basi per capire gli eventi ma per sentirli e reagire.
Umberto Galimberti ha sviscerato molto bene questo concetto.
Se nei primi 3 anni i bambini subiscono traumi, non vengono curati emotivamente, avviene un misconoscimento e si crea la sensazione " Io non valgo niente" "non sono interessante".

Senza mappe emotiva il ragazzo, quindi l'adulto rimane alla fase di impulso, non elabora l'emotività ed ancora dopo non elabora la forma più evoluta ovvero il sentimento.
Come diceva Kant non occorre definire la differenza fra bene e male poichè ognuno la "sente" dentro di sè... chi non ha mappe emotive non ne conosce la differenza.
Ne consegue una società vittima di analfabetismo emotivo, come dice Galimberti, ragazzi che non conoscono più la differenza fra corteggiare e stuprare.

"Una società sempre più psicopatica, dove non vi è risonanza emotiva rispetto all'azione che si compie e agli eventi a cui si assiste.

Viviamo in effetti in una società opulenta, dove sin da subito i bambini hanno oltre di quello necessitano, a livello materiale. Dove tutto è permesso. Viene estinto il desiderio perchè "gratificato" prima ancora che si formi..

I bambini hanno bisogno di riconoscimento passo dopo passo, disegno dopo disegno. Noi genitori siamo gli artefici delle loro mappe emotive.
Noi determiniamo la società futura."

Ci mascheriamo dietro ad una "QUALITÀ" del tempo a loro dedicata... i bambini per costruirsi la loro emotività hanno bisogno anche di QUANTITÀ.



DNA come KHARMA

Con questo ultimo argomento ci addentriamo in profondità in quello che è la materia del foglio con cui nasciamo.
Sempre più la genetica offre dimostrazione delle nostre "predisposizioni".
Predisposizione alla depressione, predisposizione all'alcolismo, all'uso abuso di droghe, a malattie, al suicidio.. scendendo in dettagli come capacità artistiche , creative o no..

La mappatura del DNA è un mondo affascinante. Un DNA che raccoglie le basi delle nostre propensioni, un DNA vibrante come la quantistica dimostra ampiamente che parla, vibra e trasmette.
Un DNA che non a caso è stato definito il nostro Kharma.

Studiare le nostre "predisposizioni" infatti è come capire e conoscere il kharma con cui veniamo  concepiti.
Il punto di partenza che non va confuso, come vedremo, con il percorso e tanto meno il punto di arrivo.

Lettura per approfondimento:


Quindi un embrione che nasce con il suo patrimonio genetico viene in primis "modulato" dall'emotività del concepimento, poi dall'emotività nutrimento (anche alimentare) durante la vita embrionale.. modulato durante i primi due anni di vita nella sua memoria implicita, modulato creando mappe emotive sino ai tre anni di vita.. a quel punto, su queste basi, i processi di cambiamento non si fermano.

Quindi dal concepimento alla nascita si ha un vero “codice sorgente”, il punto di partenza della successiva  affettiva e stima di sé.

La depressione, il panico, l’angoscia dell'abbandono dipendono prevalentemente dal primissimo rapporto intrauterino con la madre e con l’ambiente che la circonda durante la gravidanza. Su questo template, su questo “stampo” di DNA , negli ippocampi, nelle amigdale si inseriscono anche le esperienze karmiche.

Stress, infelicità, rifiuto, angoscia materna, progetti abortivi, ma anche litigi, violenze, incomprensione del partner e dei famigliari vengono codificati nel genoma, nel sistema limbico del bambino.


Molti bambini sono stati abbortiti affettivamente anche se sono stati messi al mondo, afferma lo stesso Galimberti.  Naturalmente anche la gioia, l’accoglienza, il sorriso e l’armonia della coppia si iscrivono per sempre nel genoma della nuova creatura.

In sintesi: la tua autostima inizia a formarsi nella pancia della mamma e questo codice sorgente scriverà tutta la tua relazione affettiva con il mondo futuro!
Ludwig Janus, medico e psicologo tedesco membro della  Società Internazionale di Psicologia Prenatale e Medicina ISPPM afferma che:

 «L’utero è un ambiente protetto, ma il feto non si sente per niente fuori dal mondo. Ciò significa che il bimbo, nel pancione, partecipa alla vita della mamma, sente l’ambiente nel quale nascerà».

Ancora dice:

“Le esperienze prenatale e perinatali dovrebbero essere parte integrante del trattamento psicoterapeutico”.

Abbiamo però detto che questa predisposizone, questa mappatura iniziale non sono ciò che sarà per sempre. Noi non siamo statici, siamo dinamici. Noi siamo ciò che viviamo, pensiamo..
Perché essere predisposto, quindi nascere con un determinato Kharma, non vuol dire che ciò si realizzerà, perchè sia da un punto di vista Vedico, sia con l'epigenetica abbiamo visto che l'ambiente esterno, interno, NOI come agiamo e percepiamo e reagiamo agli stimoli vanno a modificare il tutto.

Noi possiamo modificare agendo sul DNA, attivando o meno determinate molecole (epigenetica), noi con le nostre azioni (Dharma) andremo a modificare il Kharma.

Quindi cosa stiamo dicendo?

Che veniamo al mondo, concepiti non come un foglio bianco ma con un patrimonio di informazioni, ricordi, esperienze tutte racchiuse nel nostro DNA.
Un DNA, un Kharma su cui si può agire..
Eventi esterni, emozioni esterne che arrivano si depositano, scrivono e determinano.

Ma ciò che è stupefacente è che non dobbiamo vedere tutto questo con immobilità, come qualcosa di monolitico ed immutabile come predestinati.
Noi crescendo, con ogni nostro comportamento, scelta possiamo andare a cambiare tutto.. è il potere dell'uomo. Possiamo chiamarla epigenetica, azione sul Kharma..come più piace alla nostra mente razionale. Il fatto è che più noi abbiamo mappe emotive, più noi andiamo ad agire sulle nostre percezioni emotive, migliore sarà la percezione fisica, la risposta fisica agli stimoli, quindi il nostro intuito ed emotività saranno in equilibrio.

Cambiando noi stessi potremmo cambiare la società.
Insegnando emotività e sentimento contrasteremo l'analfabetismo emotivo quindi la percezione del mondo.
La mente non sarà in balia del positivo o negativo, ma neutra intuitiva per scelte e reazioni equilibrate.


Letture correlate:


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Alcune fonti
http://wisesociety.it/incontri/umberto-galimberti-la-nostra-societa-ad-alto-tasso-di-psicopatia-non-e-adatta-a-fare-figli/


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