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2016/08/05

EFFETTO PLACEBO: TRA EFFETTO CREDENZA E INTERESSI DEL BIG PHARMA

Se i medici se ne servissero, invece di osteggiarlo, esso potrebbe diventare il più grande alleato della medicina moderna: l’arte della medicina risiede anche nella capacità di scegliere le terapie più adeguate e nel modo di presentarle ai pazienti, in modo da potenziare e sfruttare l’effetto placebo per aumentare l’efficacia delle terapie, qualsiasi esse siano.

Fa paura alla medicina moderna e alle case farmaceutiche ma l’effetto placebo è una realtà. Perché guarire con una finta pillola o con un finto intervento si può…


Parliamo di placebo o meglio effetto placebo, effetto percezione  anche se la definizione che più mi ha colpito e che trovo più opportuna, come vedremo, è effetto credenza.
Come sostiene il biologo Bruce H. Lipton, anche io sono dell'idea che questa costituisca una prova sorprendente della capacità di guarigione che ha l'uomo attraverso il binomio mente-corpo.
Il placebo non va relegato, volendolo sminuire, nel settore sciamanico, o new agiano ( piuttosto vedico), si tratta di un effetto ben osservabile, descrivibile scientificamente ed è giusto che il suo principio arrivi sempre più forte ad un sapere comune, magari meno propenso a filoni vedici difficilmente digeribili, seppur testimoni primi di questo dire.
Quindi un'altra credenza da modificare, un altro paradigma su cui lavorare ed investigare, perchè come vedremo le credenze sono un elemento fondamentale per la risposta alla malattia e l'autoguarigione.


 

Quali sono le nostre convinzioni? spesso non sono neppure consce.

Magari a livello razionale abbiamo una certa idea, ma sotto, sommersa abbiamo un'idea molto più ampia, che appartiene al subconscio e che ha convinzioni tratte dalla nostra esperienza, da quello che ci hanno insegnato, e da tutto il substrato culturale che ci circonda.
Quante volte magari vi siete fermati a leggere con entusiasmo storie di guarigione "straordinaria" e poi subito dopo dire.. "si va beh.. chissà come avrà fatto.. lui si, ma se accadesse a me..".

Se il pensiero positivo, può liberare dalla malattia, quali conseguenze possono avere i pensieri negativi sulla nostra salute?
Tale effetto, chiamato ‘effetto nocebo’ (dal latino ‘nocere’, nuocere), in medicina è altrettanto potente quanto quello ‘placebo’.
Il pensiero può far ammalare, le parole e il comportamento possono trasmettere messaggi che tolgono speranza.
La ripetizione di suggestioni negative autoprodotte oppure amplificate dalla credenza medica porta alla malattia.

Le credenze, come dice Bruce Lipton (autore di La Biologia delle Credenze), sono come filtri di una macchina fotografica che cambiano il modo in cui viene percepita la realtà e visto il mondo.
Imparare ad usare la mente per crescere, non è un segreto.. antichi testi raccontano di questo nostro potere, ora anche la scienza sta andando nella stessa direzione.
Una parte della scienza.. quella non manipolata da interessi di Big Pharma.

Placebo e nocebo due concetti da riprendere in mano.
Dietro alla nostra "cultura" scettica contro il placebo si nasconde semplicemente una rete fitta di interessi e la scelta di una medicina organica.
Chi controlla il nostro stato di salute ci vede solo come pezzi assemblati, senza un minimo di collegamento.
Dove ogni settore studia ciò che gli compete. Se "shakeriamo" questo ad una buona dose di interessi economici e controllo, arriviamo naturalmente o volontariamente alla situazione attuale: creare la patologia per poter produrre il farmaco che la guarisca.

La somministrazione del placebo, preparazione farmaceutica inerte, porta ad una reazione psicologica e con altissima percentuale anche una risposta  fisiologica palese.
L'effetto placebo non è solo compressa di zucchero.
Addirittura a seconda della patologia una sostanza iniettata ad esempio è più placebo di una pastiglia placebo!
Effetto placebo anche in chirurgia (sham surgery, la finta chirurgia), in chemioterapia (interessante come in questo ambito, persone con placebo abbiamo perso i capelli.. pur avendo assunto salina).
L’effetto placebo è un fenomeno psicobiologico che coinvolge meccanismi molto complessi a livello cerebrale.

Un effetto che per la medicina moderna viene stranamente associato a medici fasulli e nel miglior dei casi a pazienti deboli e suggestionabili. Perchè?

Perché non si prende mai in considerazione l’effetto placebo?

Case farmaceutiche e placebo
Ogni farmaco paradossalmente deve "passare" la prova placebo per essere messo sul mercato..ed invece di indagare ed improntare la ricerca su come le "persone guariscono" grazie a questo "effetto mentale" tutto viene svilito e nascosto.

Tantissimi sono gli esempi da cui partire, prendiamone uno a caso.

Nel 1983 in diversi centri italiani fu sperimentato un farmaco anti ulcera (ormai entrato nella terapia di questa malattia, la Ranitidina) confrontandolo proprio con un placebo: si vide che se il nuovo farmaco era efficace, anche il semplice placebo aveva un effetto misurabile e significativo nei confronti dell'ulcera. In sette settimane, in uno di questi centri, il farmaco aveva cicatrizzato più del 70% delle ulcere gastriche, il placebo più del 45%, quasi la metà.

Quel 45%  come è guarito?

Perché non si indaga sulle guarigioni piuttosto che sulle non guarigioni?
Perché il placebo fuoriesce dal discorso statistica su cui si basa l'intera nostra medicina e su cui vogliono inscatolare la nostra esistenza.
Il placebo è il colloquio solitario dell'individualità.
Colloquio supremo della singola mente con il suo corrispettivo singolo corpo.

Individualità che la medicina moderna non può riconoscere, poiché la singolarità ha in sé il disordine, un apparente caos, l'indeterminabilità, sarebbe la sconfitta della medicina dogmatica.
Tutto il mondo scientifico è consapevole del potere della mente, ma nessun sforzo viene investito in tal senso e forse non è solo per questioni dogmatiche..  piuttosto economiche.

Le case farmaceutiche, studiano i pazienti che reagiscono alle pastiglie di zucchero con l'unico scopo di ESCLUDERLI dalle sperimentazioni cliniche.
Le case farmaceutiche sono ovviamente "infastidite" dal fatto che in molti loro test il placebo, o "finti farmaci" si dimostrino altrettanto efficaci dei loro cocktail chimici!! (Greenberg 2003)
Eppure quando viene loro "comodo" usano il placebo a loro pro.
Si è visto infatti che il solo colore diverso di una pastiglia produce effetti calmanti o eccitanti..(placebo), vedremo quindi le capsule antidepressive bianche- blu piuttosto che rosse..

Occorre considerare che gli studi clinici per l'impiego di farmaci vengono testati sull'uomo. Prima che un nuovo farmaco entri in commercio, il produttore deve finanziare studi clinici per dimostrare che il farmaco sia sicuro ed efficace, solitamente facendo un confronto con un placebo.  (Gli studi clinici hanno un iter e regolamentazione molto complesso che analizzeremo con altro articolo).
I risultati di tutte le prove (che possono essere svariate), sono sottoposti a controllo e se una o due prove risultano positive - dimostrano cioè efficacia della sostanza senza rilevanti rischi - il farmaco è generalmente autorizzato, anche se tutte le altre prove risultassero negative.

Ovviamente le case farmaceutiche sono ben disposte a rilasciare lauti finanziamenti ai ricercatori, con il patto che possano "partecipare attivamente" alla ricerca..

Risultato?
Il conflitto d'interesse diventa palese, e non c'è da meravigliarsi che i risultati negativi degli studi sponsorizzati dalle case farmaceutiche (e pubblicati su riviste scientifiche a loro tornaconto), non vengano in gran parte resi noti.

Molti farmaci che si pretende siano efficaci, hanno probabilmente un'efficacia leggermente superiore al placebo, ma non c'è modo di appurarlo, visto che i risultati negativi sono tenuti nascosti.

Un indizio è stato individuato nel 2001 dal professor Irving Kirsch , invocando il Freedom of Information Act, ha ottenuto dalla FDA le relazioni su ogni studio clinico - che prevedesse il confronto-pacebo -  per ottenere l'approvazione iniziale dei sei più usati farmaci antidepressivi approvati tra il 1987 e il 1999: Prozac, Paxil , Zoloft, Celexa, Serzone e Effexor.

Ha scoperto che, in media, l'80 per cento dei placebo hanno la stessa efficacia di questi farmaci.
La differenza tra farmaco e placebo è stata così piccola (di soli due punti) che era improbabile che essa potesse rivestire un qualche significato clinico.

I risultati sono stati più o meno gli stessi per tutti e sei i farmaci: tutti sono risultati egualmente inefficaci. Ma visto che sono stati pubblicati solo i risultati "favorevoli" e quelli sfavorevoli sono stati....sepolti (in questo caso, all'interno della FDA), il pubblico e la professione medica hanno ritenuto questi farmaci potenti antidepressivi.

Questa breve intervista a Ben Goldacre (notissimo divulgatore scettico scientifico inglese) tradotta da Medbunker, spiega i punti principali del fenomeno placebo.
Come funziona, perché e cosa possiamo ottenere, non solo da questa possibilità ma anche dalle tantissime ricerche in proposito.
Ascoltiamola, è molto interessante.




Placebo effetto credenza e campi morfogenetici

Dopo questo breve spunto d'indagine sul placebo vediamo a grandi linee cosa è,  come funziona e perché è un importante metro di misura per capire che possiamo autoguarirci.

Sembrano due i meccanismi che regolano l'effetto placebo:
1) Quello psicologico: ci convinciamo di stare meglio ed in effetti lo stiamo.
2) Quello endocrino: il nostro organismo si "sente curato" e si aspetta un miglioramento. Per questo vengono prodotte delle sostanze chiamate endorfine che hanno la funzione di rilassarci, procurare piacere e migliorare la sopportazione del dolore e della sofferenza.

Questo ci porta al concetto credenze, per poi collegarsi al discorso dei campi morfogenetici in cui viviamo interconnessi (Rupert Sheldrake, biologo) dove
la parola crea, dove la convinzione crea la realtà.

Nietzschte sosteneva che tutte le credenze dovevano essere distrutte perchè non vere, create dall'uomo solo per poter sopravvivere alla vita, sino ad arrivare ad un nichilismo assoluto con la distruzione della credenza in sé stessi.
Questo per arrivare al super uomo.
... arrivare al profondo dolore ed annientamento per attuare la trasformazione.

La malattia arriva sempre puntuale dove maggior ancorate sono le nostre paure. Arriva precisa, costruita ad hoc sulle nostre certezze, la nostra monoliticità.. per avvisarci che è arrivato il momento di un cambiamento.
Solo attivando la trasformazione si attiva la guarigione.

Ricordiamo?
lo avevamo già visto parlando della malattia come portatrice di luce..
Curare, guarire unite dallo stesso etimo: Osservare..
Per arrivare al concetto:

        GUARDA, DEVI VEDERE QUALCOSA CHE SINO AD ORA NON VEDEVI..

Prendiamo la parola Credere → indoeuropeo [ś+ra+d]

Legarsi [ś] al moto atto a raggiungere [ra]  la luce [d]

Quindi al moto atto alla guarigione, all'osservazione
Quindi al moto atto alla trasformazione attraverso la malattia
Quindi al moto per far arrivare la luce e vedere ciò che non si vedeva
Quindi credere per arrivare alla luce, alla guarigione.

Quindi l'effetto placebo è credere nella guarigione.

A tutti gli studenti di medicina viene detto che la mente può influenzare il corpo ma viene detto di sfuggita, non soffermandosi, come una sorta di inconveniente.
Un effetto trattato in fretta e furia, perchè lo scopo è quello di farli concentrare sui "veri strumenti" della medicina moderna: farmacopea e chirurgia.

Paradossalmente viene del tutto trascurato e guardato con molta fretta un evento che di per se ha del miracoloso.
Tutto questo viene visto come semplice suggestione, effetto credenza, qualunque sia la motivazione.. abbiamo una mente che "convinta" profondamente di una realtà la determina o ne determina le conseguenze.
Non sto qui ad elencare i vari casi di effetto placebo, sono tantissimi nella letteratura scientifica, quello che è importante capire è che ognuno di noi può sperimentare il placebo.
Si perchè il placebo paradossalmente funziona anche quando il paziente ne è consapevole.
Tutto sta nell'entourage. In come i dottori lo propongono.

Un medico che crede nella guarigione...

L'effetto placebo infatti diviene importante non solo fra il legame paziente-medicina ma anche dottore-placebo per finire in paziente-dottore.
Siamo tutti interconnessi.
La fisica quantistica, la neuroimaging ci hanno ampiamente dimostrato come la matrice energetica ci unisce e sottende il tutto.
Per l'effetto placebo ancora maggiormente prende significato il concetto di Campo Morfogenitico di cui parla il biologo Rupert Sheldrake.
Sono campi che si strutturano a partire da informazioni.
Ad esempio un paziente convinto di non avere speranza arriva da un dottore il quale pensa di poterlo guarire. Il campo energetico paziente e dottore si stanno incontrando creando un terzo campo, frutto dei due campi informazionali paziente - dottore.

Immaginate ora cosa accade se il medico pensa che non potrà guarire, i due campi si rinforzano.

Pensate invece se il paziente pensa di poter guarire con un medico convinto uguale!!

Il concetto del rinforzo del campo si sviluppa nel tempo.
Alla prima visita, ad esempio, si ha una creazione, l'incontro informazionale fra medico-paziente.
La volta dopo si ha un ulteriore incontro fra il campo del dottore che poniamo x e quello del paziente xy, diventando così 2x+y, e mano a mano il campo morfogenetico si incrementa.
Esiste quindi in qualche modo una mente estesa, che è frutto dei due campi informativi.

Il  pensiero modifica la realtà, in altri termini possiamo anche dire che  la volontà diventa attore principale nella riuscita della creazione.
Infatti fra i tanti esperimenti è stato dimostrato, per chiudere il cerchio, come
la volontà dello sperimentatore vada ad incidere nella riuscita o meno dell'esperimento.
La biologia è un processo quantistico quindi. Tutti i processi del corpo, inclusa la comunicazione cellulare, vengono innescati da fluttuazioni quantistiche, e tutte le funzioni più elevate del cervello e la consapevolezza sembrano funzionare a livello quantistico.

Esistono molti dibattiti sull'etica del placebo, quindi sul fatto del "mentire" al paziente e non offrirgli tutte le cure migliori disponibili.

Questione di etica?


Un'etica che nasconde a mio avviso solo interessi diversi, perchè entrambi i dubbi sono smontabili.

1) al paziente non si mente. Il paziente sotto trial sa benissimo che può assumere placebo.

2) perchè il placebo non potrebbe risultare la miglior cura possibile? Per quel famoso 45% di ulcere cicatrizzare il placebo lo è stata.

Quindi dove sta la cura? Dove sta quindi la miglior cura? Come si insinua il placebo in tutto questo con l'etica?

Il limite è solo nella nostra mente ed in quella dei medici che ci circondano con le loro credenze vere o indotte.

Per una nuova medicina ci vogliono nuovi medici ma per nuovi medici ci vogliono nuovi pazienti.

Proviamo a vedere la realtà sotto un'altra prospettiva, cambiare il punto di osservazione.
La consapevolezza che il nostro modo di sentire e di pensare influenzano la
nostra fisiologia apre a nuove incredibili realtà...
Siamo elementi attivi e non passivi nel determinare non solo il nostro stato di salute fisica ma anche il nostro benessere psicologico ed emozionale.


Concludo con alcune parole di Mahatma Gandhi

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri
I tuoi pensieri diventano le tue parole
Le tue parole diventano le tue azioni
Le tue azioni diventano le tue abitudini
Le tue abitudini diventano i tuoi valori
I tuoi valori diventano il tuo destino.

Per cambiare il tuo destino... cambia le tue credenze.







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