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2016/07/25

RISCHI IN PISCINA: DISINFETTANTI RILASCIANO SOSTANZE DANNOSE A CONTATTO DI URINA, SUDORE, CREME SOLARI



In estate niente sembra meglio di un rinfrescante tuffo in piscina, e sicuramente il nuoto è da sempre consigliato come lo sport più completo, quindi via libera a corsi per pulcini provetti sin dalla tenera età. Purtroppo i danni derivati dalla combinazione dei filtri solari delle creme, di prodotti cosmetici, di urina, sudore con i disinfettanti a base di cloro, non vengono ancora percepiti dal pubblico come un vero pericolo.
La combinazione fa infatti scattare
la produzione di sottoprodotti di disinfezione: DBP.

Molte organizzazioni lanciano da anni l'allarme DBP, per ultimi i ricercatori della University of South Carolina che nuovamente riferiscono come i disinfettanti utilizzati per tenere pulite le piscine possano creare pericolosi sottoprodotti di disinfezione (DBPs).
Benchè più di 600 DBPs sono stati riportati in letteratura, solo 11sono attualmente oggetto di regolamentazione.

Tratto da : Monitoraggio dei sottoprodotti di disinfezione nelle acque potabili
Stato dell'arte e sfide future Maria Concetta Bruzzoniti
Dipartmento di ChimicaUniversità di Torino

Alcuni di questi sottoprodotti hanno causato danni genetici alle cellule nei test di laboratorio, mentre altri rapporti hanno trovato più alti tassi di cancro alla vescica e problemi respiratori nelle persone che trascorrono regolarmente molte ore in piscine.



I fattori che influenzano la formazione dei sottoprodotti della disinfezione sono: 

•il  tempo  di  reazione:  quando è breve, si  formano maggiori concentrazioni di THM (trialometani) e  HAA ( acidi acetici alogenici); spesso i THM sono più   alti   nella   rete di distribuzione che presso gli impianti di depurazione

•la temperatura: quando aumenta, le reazioni avvengono più velocemente,  si  richiede  maggior  cloro  e  si  formano  più velocemente,  sottoprodotti alogenici.

•il pH: a valori più elevati si formano più THM, mentre più HAA
si formano quando il valore di pH è più basso

Cosa sono i sottoprodotti di disinfezione

In linea generale i  sottoprodotti  della  disinfezione  sono  sostanze  chimiche,  organiche o inorganiche, che si possono formare durante la reazione  di  un  disinfettante,  quale  il  cloro,  con  materiale  organico naturalmente presente nell’acqua. Le   sostanze   organiche   presenti   nelle   acque   possono   derivare dalla decomposizione di organismi vegetali.

Nel   1971   Bellar evidenziò la presenza di cloroformio nell’acqua potabile     proveniente dagli impianti  di  depurazione  dell’acqua  del  fiume  Ohio, sostanza  che  non era presente nell’acqua del fiume prima della sua  potabilizzazione.
Ricordo infatti che questo problema non riguarda solo la questione piscine ma anche il grave problema della rete idrica.

Tutti i disinfettanti chimici causano la formazione di sottoprodotti di disinfezione.
Quando  il  cloro  è  usato  come  disinfettante,  si possono   formare   centinaia   di   sottoprodotti di disinfezione.

Il problema si amplifica nelle piscine poichè l'acqua entra a contatto con le vie respiratorie, può essere ingerite, entra a contatto con pelle, occhi.. l'aria viene respirata. Un'aria che come vedremo, a causa della temperatura, può risultare satura di queste sostanze nocive.

"L'aria che respiri è uno dei sottoprodotti di disinfezione -.. Sembra odore di cloro, ma non effettivamente cloro, è un DBP, principalmente triclorammine.
La combinazione ad esempio di urina e cloro va dall'acqua all'aria, facilmente. Questa sostanza chimica è un famoso irritante delle vie respiratorie ", dichiara Richardson biologo e membro della ricerca.
Richardson ed i suoi colleghi dopo aver testato le acque di piscine pubbliche e private, hanno trovato più di 100 DBPs - alcuni dei quali sono noti per essere mutageni, o in grado di causare danno cellulare e mutazione del DNA.

Le stesse piscine purtroppo non evidenziano minimamente i pericoli in cui si potrebbe incorrere nell'entrare in contatto (cutaneo o vie respiratorie) dei DBP (sotto prodotti di disinfezione) per lungo tempo.

Sottoprodotti della disinfezione cancerogeni e mutogeni

Alcuni sottoprodotti di disinfezione, come cloroformio trialometano, sono sospettati di essere cancerogeni.

- Cloroformio

La concentrazione di trialometano dipende dal contenuto totale di carbonio organico, dal numero bagnanti e dalla temperatura dell'acqua. Il cloroformio è il prodotto di reazione più importante, in aggiunta si possono trovare altri
trialometani:
  • diclorometano
  • tetraclorometano 
  • tricloroetene 
  • bromodiclorometano 
  • ed altri carbonati idrogeno-clorobromo

Il cloroformio e sostanze simili sono volatili, quindi una parte lascia l'acqua e viene assunta dai bagnanti tramite inalazione. La concentrazione di cloroformio nelle piscine e' molto variabile ed è più elevata appena al di sopra dell'acqua (a filo del respiro). Lo standard di cloroformio suggerito per la salute e' di 100 mg/m3, concentrazione che si trova nelle piscine coperte.

Il nuoto è una delle fonti principali di esposizione non-professionale a cloroformio (più del 70% dopo un'ora di nuoto). Nelle piscine esterne l'esposizione è più bassa, perché il vento muove l'aria presente sopra l'acqua.

Effetti del cloroformio

L'esposizione a basse concentrazioni di cloroformio causa disfunzioni al fegato e reni. Ciò può essere dimostrato dagli enzimi nel sangue che sono indicatori delle funzioni epatiche e renali. Ricerche epidemiologiche mostrano che ci potrebbe essere un rapporto fra esposizione della pelle a sostanze organiche clorurati e ipoclorito e il cancro della pelle.

TRIALOMETANI (THM)

•Si   formano   durante   la   disinfezione   con   cloro   o   con   disinfettanti  clorurati  mediante  la  reazione  fra  cloro  e  la  materia organica contenuta nell’acqua.
•Si formano anche per reazione tra propanone (sottoprodotto dell’ozono) e  cloro
•Quando è presente il bromo, è più probabile che si formino tribromometani
•Sono sospettati di creare danni epatici, ai reni ed al sistema nervoso centrale e di essere cancerogeni (cloroformio).

I  trialometani  si  trovano  nell’acqua  e  nell’aria  ambientale  delle piscine e
si possono dosare nel sangue e nell’aria alveolare di nuotatori, ma anche di frequentatori di piscine coperte.
I   nuotatori,   agonisti   e   amatoriali,   sono   particolarmente   esposti  ai  trialometani  in  quanto  possono  introdurli  per  via  orale,   inalatoria   ed   anche   transcutanea (23%   del   totale   si   ammette  venga  assunto  per  questa  via  rispetto  all’1%  con  l’acqua potabile).
Nei   nuotatori   i   trialometani   risultano   dosabili   nell’aria   alveolare fino a circa 10 ore dal termine dell’esposizione.


ACIDI ACETICI ALOGENICI (HAA)

•A seconda del pH possono essere nell’acqua in più  alte  concentrazione  rispetto  ai  THM ed  anch’essi     dipendono    dalla    materia    organica    presente    nell’acqua (NOM).
•Gli HAA si  possono  formare  durante  la  reazione  fra propanone e cloro.
•Gli  acidi  alogenici sono  sospettati  di  aumentare  il  rischio di cancro.


ACIDI ALOACETICI (HAAs)

Gli HAAs sono DBPs non  volatili  il  cui  limite  nelle  acque potabili in USA è fissato in 60 μμg/L.
La ricerca in acque di piscina ha dato risultati ariabili:
  • ritrovati costantemente acidi mono, di e tricloro-acetico precedentemente assenti nelle acque di alimentazione, mentre non si sono trovati ci di bromo acetici. 
  • concentrazioni totali comprese tra 109 e 346 μg/L.

MX e CLORITO


•L’MX, furanone 3-cloro-4(diclorometil)-5-idrossilato-2(5H) è il sottoprodotto    della disinfezione responsabile di circa il 30% dell’attività mutagena totale dell’acqua. È stato scoperto nel 1986.
•L’Organizzazione  Mondiale  della  Sanità  (OMS) lo ha inserito nella lista delle sostanze potenzialmente tossiche per la salute umana
•Nella  terza  edizione  delle  linee  guida  sull’acqua  potabile  (1997), l'OMS raccomanda una concentrazione massima di 1.8 μg/L.
•Il clorito (ClO2-) è un  sottoprodotto  della  disinfezione  con  diossido  di 
cloro.

È sospettato  di  causare  anemia  nei  bambini  e  disordini  al  sistema nervoso.

Effetti sulla salute della disinfezione delle piscine
Ricerche epidemiologiche e scientifiche sui danni dei DBP

I nuotatori professionisti trascorrono spesso molte ore nelle piscine e durante l'allenamento compiono molto sforzo fisico. La loro inalazione è più profonda e più potente di quella dei nuotatori amatoriali, per cui inalano più aria ed assorbono più prodotti a base di cloro. Le funzioni polmonari dei nuotatori diminuiscono quando nuotano in piscine disinfettate con il cloro. Molti nuotatori professionisti soffrono di asma. I problemi spariscono quando nuotano in piscine all'aperto, perché il vento rimuove gas dall'aria sopra la piscina. I bambini inalano più aria per unita' di sangue rispetto agli adulti, assorbendo quindi più sostanze gassose in proporzione: il rischio per la salute per i bambini è quindi maggiore.

Le piscine disinfettate con cloro gassoso possono produrre acido cloridrico tramite luce solare. Ciò causa una diminuzione del pH; quando scende al di sotto di 3.6 i nuotatori possono soffrire di abrasioni dentali: lo smalto dentario si dissolve ed i denti diventano fragili e sensibili.

Una ricerca olandese effettuata nel 2001 dalla Abvakabo Nederland, ha osservato le condizioni di lavoro nelle piscine. Ha indicato che molti dipendenti soffrono di poca memoria, affaticamento, raffreddori cronici, problemi di voce, irritazioni agli occhi, emicrania, irritazioni alla gola, eczema e infiammazioni alla fronte. Sono anche menzionati problemi di fertilità: queste persone lavorano per lunghe ore in un ambiente caldo e umido  (le temperature più calde aumentano la velocità di reazione, formando questi sottoprodotti di disinfezione ) e sono esposti a sostanze chimiche. La ventilazione delle piscina è spesso insufficiente. Se gli addetti alla piscina non lavorano, i problemi alla salute spariscono e ritorna una sensazione di benessere.
Numerosi sono inoltre gli studi che evidenziano collegamenti fra esposizione prolungata ai sottoprodotti della disinfezione e tumori alla prostata e reni.

Marret  e  King (1995) hanno dimostrarono  in  uno  studio  caso--controllo  che  le persone esposte  a  concentrazioni  di  50    μg/L  di  trialometani hanno  un  rischio  1.5  volte  più grande  di  sviluppo  di  cancro  intestinale  rispetto 
alle persone non esposte.

Queste di seguito sono solo alcune ricerche sui danni dei sotto prodotti di disinfezione nelle piscine, il materiale scientifico a disposizione è tantissimo ma purtroppo ancora poco si sa e poco viene fatto.


What's in the pool? A comprehensive identification of disinfection by-products and assessment of mutagenicity of chlorinated and brominated swimming pool water.
Richardson SD1, DeMarini DM, Kogevinas M, Fernandez P, Marco E, Lourencetti C, Ballesté C, Heederik D, Meliefste K, McKague AB, Marcos R, Font-Ribera L, Grimalt JO, Villanueva CM.


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20833605
Occurrence and health risk assessment of halogenated disinfection byproducts in indoor swimming pool water.
Hang C1, Zhang B1, Gong T2, Xian Q3.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26599142

Investigation of Air Quality Problems in an Indoor Swimming Pool: A Case Study.
Lévesque B1, Vézina L2, Gauvin D3, Leroux P4.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26091681

Nitrosamine carcinogens also swim in chlorinated pools.
Walse SS1, Mitch WA.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18351068

Swimming and the risk of cutaneous melanoma.
Nelemans PJ1, Rampen FH, Groenendal H, Kiemeney LA, Ruiter DJ, Verbeek AL.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7858410


Vi lascio come spunto anche una interessante ricerca del 2016 su come le creme a schermo solare possano risultare dannose essendo rilasciate da più persone in un bacino ristretto di acqua.

UV filters interaction in the chlorinated swimming pool, a new challenge for urbanization, a need for community scale investigations.

Sharifan H1, Klein D2, Morse AN3.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27088731


La disinfestazione con il cloro


Note introduttive sul cloro in piscina

L’impiego del cloro per la disinfezione risale dall’inizio del secolo scorso.
Nonostante sia stato osannato il suo contributo per ridurre le epidemie da acqua malsana, quello che poco dicono è che negli ambienti scientifici, a partire dagli anni '70, si ha la consapevolezza che il cloro, legandosi alle sostanze organiche nei bacini idrici, nei serbatoi, nelle condotte e altro, produce composti tossici e nocivi per l’uomo.

Un problema grave, visto che la stessa acqua che arriva in casa nostra subisce la stessa disinfezione.

Hanno iniziato così, in modo poco eclatante (tipico delle istituzioni sanitarie e di controllo) a porre l'attenzione al problema e quindi ad imporre alle aziende della distribuzione dell’acqua, di ridurre a livelli residuali, la presenza di alogenati e trialometani, nelle acque potabili, derivanti appunto dal cloro combinato.

Lo stesso allarme sociale, come già detto, però non è stato imposto nelle piscine, dove questi dannosi sottoprodotti raggiungono livelli molto elevati!


Come vedremo non è tanto il cloro attivo libero a causare danni ( solo in concentrazioni superiori ai 20 mg/l), il cloro libero può causare irritazioni attraverso la formazione di cloro attivo combinato.

Troppo cloro

Cloro attivo libero

L'acido ipocloroso (HOCl) e ipoclorito (OCl-) sono le componenti principali del cloro attivo libero. L'acqua delle piscine ha un alto livello di pH e la quantità di cloro gassoso dissolto in forma di cloro attivo libero è trascurabile ( Quando l'acqua si muove, entra in contatto con una quantità sufficiente di aria. L'anidride carbonica è rilasciata nell'acqua, facendo diminuire il pH. Quando si applica il cloro, il cloro gassoso evapora). Il cloro attivo libero non causa quasi mai irritazioni agli occhi, ma solo a concentrazioni superiori ai 20 mg/l. Il cloro e le sostanze clorurate dissolte disidratano i capelli e la pelle. L'aria sopra la piscina contiene una concentrazione di cloro gassoso comprese fra 0.01 e 0.1 mg/m3, concentrazioni ben lontane dal livello di irritazione dei tratti respiratori. Il cloro libero può causare irritazioni attraverso la formazione di cloro attivo combinato.

Cloro attivo combinato

Il cloro attivo combinato è il termine generico usato per indicare i prodotti di reazione tra cloro attivo libero e inquinamenti organici ed inorganici a base di azoto. Appunto i sottoprodotti della disinfezione di cui parlato sino ad ora. La concentrazione del cloro attivo combinato nelle piscine dovrebbe essere inferiore a 1 mg/l.


PRINCIPALI METODI DI DISINFEZIONE

Cloro ed i suoi composti
Biossido di cloro
Ozono
Raggi U.V.



Tratto da : VALUTAZIONE DEI RISCHI E DEI BENEFICI DERIVANTI DAL TRATTAMENTO DELLE ACQUE
DESTINATE AL CONSUMO UMANO
Giorgio Moretti
Laboratorio di Epidemiologia Ambientale
Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità PubblicaUniversità
degli Studi di Padova

DISINFEZIONE CON RAGGI U.V. delle piscine

Il  vantaggio  principale  legato  all’utilizzo  dei  raggi UV è  costituito  dal  fatto  che  non  si  ha  alcuna   variazione  delle  caratteristiche organolettiche dell’acqua  e  che  la  formazione  di  sottoprodotti della disinfezione (DBP)
sembra essere nettamente limitata.

Non   si   formano  trialometani (THM)e   test   di   mutagenesi  eseguiti  su  acque  trattate  hanno  dato  esiti negativi.

•  Vi sono chiare evidenze per concludere che se viene fornita
una   dose   sufficiente   di   radiazione   UV   per   colpire   il   microrganismo
può   essere   ottenuto   qualsiasi   grado   di   disinfezione dell’acqua.

• La  radiazione  UV  è  un  mezzo  fisico  di  disinfezione che
quindi non lascia residui.

• Dovrebbe essere utilizzata esclusivamente come disinfettante primario, seguita poi da un trattamento con un disinfettante  chimico  secondario  per  proteggere  il  sistema  di  distribuzione dalla proliferazione di microrganismi  ed impedire la formazione di biofilm.


Vi lascio in lettura anche questi semplici pdf ma abbastanza esaustivi.

Valutazione dei rischi e benefici disinfezione acque a consumo umano
Monitoraggio dei sottoprodotti di disinfezione nelle acque potabili Stato dell'arte e sfide future

Quindi alcuni metodi di sicurezza esistono... perchè non vengono imposti?
Costi? Interessi?.. come al solito la mossa finale per preservare la nostra salute spetta a noi, se poco possiamo fare con l'acqua potabile, quando ci rechiamo in piscina facciamolo con cognizione di causa non solo usando tutte le prescrizioni ( doccia prima di entrare, non fare pipì in acqua, non usare creme solari prima di entrare in piscina) ma anche informandoci su quale schermatura di disinfezione viene utilizzata.


Alcune fonti:
Susan Richardson, Ph.D., dipartimento di chimica e biochimica, University of South Carolina, Columbia; Mara Gambineri, direttore della comunicazione, Florida Department of Health; 28 aprile 2016, Journal Environmental Science & Technology
Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2016
2016 HealthDay http://www.waterprocessing.it/show_news.php?uid=348
http://www.ecolifeprojects.com/tecnologia-a-ultravioletti/il-trattamento-delle-acque-di-piscina/ http://docplayer.it/4534949-Monitoraggio-dei-sottoprodotti-di-disinfezione-nelle-acque-potabili-stato-dell-arte-e-sfide-future.html

http://www.iss.it/binary/inte/cont/9_Moretti.pdf
http://docplayer.it/4534949-Monitoraggio-dei-sottoprodotti-di-disinfezione-nelle-acque-potabili-stato-dell-arte-e-sfide-future.html






1 commento:

  1. articolo eccezionale !!!!!! Quando in seguito ad una lezione in piscina mi sono ritrovata in pronto soccorso con una sorta di ustione generalizzata su tutto il corpo ...nessun medico è stato così chiaro ! Grazie

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