Cerca nel blog

2016/05/16

VITAMINA D: QUANTA NE SERVE E COME RIEQUILIBRARLA


>> Segue da PAG 1

Quanta vitamina D serve?


La vitamina D si misura quantificando i livelli di 25(OH)D presenti nel sangue ed esprimendo la sua concentrazione o in nanogrammi per millilitro (ng/ml) o nanomoli per litro (nmol/L);

1ng/ml x 2,5 = 1nmol/L

 Gli intervalli di misurazione stabiliti sono i seguenti:

– Carenza: <20 ng/ml (<50 nmol/L)
– Insufficienza: 20-30 ng/ml (50-75 nmol/L)
– Sufficienza: >30 ng/ml (>75 nmol/L)
– Eccesso: >100 ng/ml (>250 nmol/L)
– Intossicazione: >150 ng/ml (>375 nmol/L

Le linee guida dell’OMS hanno difatti stabilito che l’individuo deve avere nel sangue un livello minimo di vitamina D pari a 30 nanogrammi per millilitro di sangue.
È su questo dato che le prescrizioni mediche vengono fatte, in realtà si tratta di un dato parziale e non completamente corretto.

Questo valore è stato calcolato solo in collegamento tra ipovitaminosi D e Calcio.
In realtà vedremo che la Vitamina D è legata a tantissimi altri fattori e patologie, quindi diversi è più alti sono i range necessari.

L' ipovitaminosi D implica una riduzione dell'assorbimento intestinale di calcio, quindi una riduzione della quota biologica attiva di calcio nel corpo, che viene percepita dalla molecole "sensore del Calcio".
Quando queste si attivano producono il PTH (paratormone).
Il meccanismo omeostatico che si attiva fa si che il Calcio rimanga nella norma.
In questo modo la Vitamina D è legata al Calcio.
Il paratormone è servito quindi come elemento di valore per determinare il livello di Vitamina D necessario.

I famosi 30 ng/ml, si è visto, sono necessari per il raggiungimento del plateau della curva di stabilizzazione, ovvero, oltre i quali un aumento della Vitamina D non determina una variazione del paratormone.

Infatti il concetto di carenza e sufficienza sono proprio riferiti per la mineralizzazione dell'osso.

Sotto i 20 nmol/L (che corrispondon a 10 ng/ml) il 100% dei pazienti risulterà con problemi di mineralizzazione,
Sotto i 50 nmol/L ovvero sotto i 20 ng/ml  più dell'80% dei soggetti avrà problemi di mineralizzazione e sicuramente il 100% avrà un aumento del PTH e turnover .
Tra i 50 e 75 nmol/l (ovvero tra i 20 e 30 ng/ml) il metabolismo minerali sarà nella maggior parte dei soggetti ottimo, ma in una  parte ancora avrò maggior benefici con un incremento maggiore di Vitamina D per la riduzione di fratture, cadute e mortalità.
Sopra i 125 nmol/L (ovvero 50 ng/ml)  il 100% soggetti fragili sono coperti con il metabolismo minerale scheletrico perchè i livelli di colecisterolo sono alti ma non si sa cosa avviene, non si sa ancora se si può andare oltre.

Per questo motivo sono diventati il valore range di calcolo.


In realtà come vedremo la Vitamina D è legata a talmente tanti fattori che il suo equilibrio varia da soggetto a soggetto ed a seconda della patologia.
Inoltre gli studi relativi alla sicurezza e utilità di un dosaggio superiore sono molto discordanti.



Come riequilibrare la vitamina D?
Di massima i dottori prescrivono vitamina D per bocca ma i risultati sono lunghissimi e spesso inesistenti.
La vitamina D è bene assumerla intramuscolare una volta al mese.
Troverete reticenza da parte dei dottori ( allungare i tempi di risalita diventa il gioco delle parti) ma senza alcuna vera motivazione. Non fare da solo/sola mi raccomando. La vitamina D può essere tossica oltre il dosaggio appropriato.

Quando viene appurata una carenza di Vitamina D le dosi di 600 IU certamente non vengono seguite, si avrà una supplementazione. Supplementazione che ripetiamo deve essere mirata e personalizzata.


La raccomandazione corrente del governo degli Stati Uniti per via orale di vitamina D è di 200 UI al giorno per gli individui di età <50 anni, 400 UI al giorno per gli individui tra i 50 ei 70 anni di età, e 600 UI per quelli di età superiore a 70 anni di età. Gli studi indicano che negli Stati Uniti un adulto medio consuma circa 230 UI di vitamina D al giorno. Tuttavia, è stato stimato che 1.000 a 2.000 UI è necessaria per soddisfare le esigenze del corpo per molte persone .

Estimation of optimal serum concentrations of 25-hydroxyvitamin D for multiple health outcomes.
Bischoff-Ferrari HA1, Giovannucci E, Willett WC, Dietrich T, Dawson-Hughes B.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16825677


Molti esperti del settore suggeriscono che l'assunzione giornaliera raccomandata di vitamina D  deve essere aumentata ad almeno 800 sino a 2000 IU di vitamina D al giorno, dosi che sono difficili da raggiungere senza integrazione, in particolare nelle alte latitudini e nelle zone di clima estremo invernale. Una dose di vitamina D3 fino a 2.000 UI al giorno è stato considerata sicura dalle linee guida nutrizionali degli Stati Uniti, dalla Food and Drug Administration. Una recente revisione ha concluso che il limite di sicurezza superiore per il consumo di vitamina D è di 10.000 UI al giorno.

Risk assessment for vitamin D.
Hathcock JN1, Shao A, Vieth R, Heaney R.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17209171


Dosi superiori a questa determinano un aumento del rischio di formazione di calcoli renali specialmente in pazienti con ipercalciuria e allo stadio terminale con malattia renale in dialisi.
Uno studio su 340 bambini, di età compresa dai 10 ai 17 anni, ha scoperto che aumentando l'assunzione orale di vitamina D di 10 volte, dalla dose attualmente raccomandata  200-2.000 UI al giorno, è stato sufficiente per raggiungere un livello di 25 D di 30 ng / ml (l'estremità inferiore del range ottimale). I ricercatori hanno concluso che dosi equivalenti a 2.000 UI di vitamina D3 al giorno non solo erano sicure per gli adolescenti, ma anche necessarie per il raggiungimento dei livelli di vitamina D desiderabili.

A riconferma di queste indagini nel 2014 la Edmond University con altri investigatori hanno evidenziato che la dose giornaliera raccomandata dallo IOM, ovvero di 600IU al giorno in realtà è notevolmente sottostimata per un errore di interpretazione grafica.
Questa dose infatti non porterebbe il 97.5% della popolazione ad una soglia minima di 30ng ma decisamente inferiore, tra i 20 ed i 26 ng/ml.

È importante sottolineare che queste indagini sono state fatte in Canada, (o USA) dove la latitudine non permette una totale e corretta sintesi della Vitamina D. In parallelo a queste si trovano molte altre ricerche in merito, che evidenziano risultati contraddittori, questo perché cambiano i parametri di fondo.

- età dei soggetti ( ad esempio in uno studio per la mineralizzazione è risultato positivo un incremento di Vitamina D per il gruppo con età superiore ai 70 anni e con carenza di base di vitamina D, invece è risultato controproducente nel gruppo di studio di età più giovane)

- condizione di partenza dei soggetti, se carenti o no. Risulta infatti positivo raggiungere soglie più alte dei 30 ng/ml in soggetti che partono già da uno stato di carenza, rispetto a quelli che partono da uno stato di sufficienza (30 ng/ml)


- Sesso (uomo o donna- fertile, in menopausa, post-menopausa..), dati anagrafici,  generalità geografica (latitudine..)

Troppi i fattori base, per questo la generalizzazione non è puntuale anzi pericolosa, si rischia di incentivare un fai da te altamente dannoso.
Si leggono spesso in rete acclami del genere:

- da 50 a 80 ng/ml (o da 125 a 200 nmol/l) secondo VitaminCouncil
- da 40 a 60 ng/ml (o da 100 a 150 nmol/l) secondo Grassrootsl-Health
Se non si raggiungono questi livelli, allora è opportuno iniziare subito l'integrazione di vitamina D.

NON SEGUITELI... nel senso che non fate automedicazione con la Vitamina D.
Sollecitate al vostro medico il controllo periodico, informatevi del ruolo della Vitamina D e se avete alcune patologie, o siete in fattore di rischio, informatevi se ne esiste una correlazione ( quasi sicuramente..) e poi sotto controllo esami e medico si inizia la cura.
Inoltre nei dati che girano i valori talvolta vengono indicati in nanogrammi, altre volte in nano-moli.. non fate confusione.


Ciò che  diventa IMPORTANTE è la valutazione di questo valore, perchè comunque sia è VITALE mantenerlo almeno ad una soglia di 30 ng/ml (75 nmol/L) e da qui partire, eventualmente, in caso di patologie o fattori di rischio.

>> segue PAG.3

Nessun commento:

Posta un commento

Ogni commento è gradito...per confrontarsi,crescere insieme.Niente spam grazie.