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2016/05/10

LAMPADE SOLARI CANCEROGENE:DIVIETO AI MINORI MA NESSUN CONTROLLO




Dal 2009 (all’interno dell’aggiornamento della norma CEI EN 60335-2-27 A1 e A2.) e nuovamente riconfermato nel 2011, in Italia le lampade solari sono vietate non solo a donne incinte, a soggetti con neoplasie ma anche ai minori di 18 anni.
Purtroppo nonostante le disposizioni, ancora un numero notevoli di ragazze e ragazzi minorenni fanno uso dell'abbronzatura artificiale.

La scusa è che i controlli sono difficili, in realtà basterebbe l'esibizione di un semplice documento d'identità.

Vero che i divieti, e l'Italia ne è l'emblema, sono fatti per essere disattesi, in questo caso ancora una volta però ne va della salute, quindi servirebbe maggior rigidità sui controlli ed un giro di vite ai solarium che le praticano, un'educazione maggiore a riguardo, in parallelo una maggior attenzione da parte delle famiglie.

Venti minuti di esposizione alla lampada equivalgono a 200-300 minuti di sole naturale nelle ore centrali di agosto e le scottature o troppi raggi UV, come continua a ribadire anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), aumentano il rischio di tumori cutanei.


Sappiamo già  che l'utilizzo di lampade solari per esporre le persone ai raggi UVA nocivi, può causare il melanoma e di altre forme di cancro della pelle mortale ma purtroppo viene visto ancora come un problema molto lontano e chissà, forse raro, in realtà affligge circa più di 400.000 persone l'anno in Europa, Stati Uniti ed Australia. Il loro utilizzo è collegato anche alla cataratta e tumori dell'occhio.

Il numero di tumori della pelle legati all’abbronzatura artificiale appare più elevato di quello dei casi di cancro al polmone dovuti al tabacco nelle stesse regioni.


I Raggi UV sono la prima causa di tumori della pelle, perché sono in grado di danneggiare direttamente il DNA delle cellule. Già l’esposizione al sole, senza delle regole precise, è un potenziale fattore di grande rischio per tumori. Tale rischio aumenta ancora con le lampade abbronzanti. Infatti, non tutti sanno che le lampade abbronzanti di nuova tecnologia possono emettere fino a 10 volte la radiazione UV emessa dal sole; con le lampade UV i danni cutanei sono quindi inevitabili.
Ricordiamo che le creme solari di schermo sono altrettanto pericolose, anzi aumentano il danno alla pelle.

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Molti credono che alcune sedute abbronzanti nel solarium possano essere sufficienti a far sì che la pelle sviluppi una resistenza sufficiente a proteggere dai primi raggi solari della stagione. In verità la protezione che la pelle sviluppa a causa della lampada è molto modesta. Infatti la radiazione UV-A è meno efficace nel produrre l'abbronzatura. La pigmentazione ottenuta con le lampade UV-A non fornisce alla pelle lo stesso grado di fotoprotezione di quella ottenuta con la radiazione UV-B. Quest'ultima infatti aumenta il numero dei melanociti attivi e li stimola a produrre più melanina (pigmento responsabile della colorazione della pelle). Inoltre la radiazione UV-B stimola anche le altre cellule della pelle (cheratinociti) a riprodursi più velocemente. Lo spessore della pelle aumenta (strato corneo) e si riduce la quantità di radiazione che penetra e raggiunge le cellule vitali più profonde. La radiazione UV-A invece non fa aumentare lo spessore della pelle e quindi viene meno il fattore di protezione naturale.

Utilizzati nonostante il divieto

La Iarc ha passato le apparecchiature abbronzanti, che emettono raggi UV, dalla categoria di “probabili cancerogeni” a quella di “cancerogeni per l'uomo.
Nonostante questo, il giro d'affari è notevole quindi, invece di eliminare il "servizio" viene raggirato con tanti piccoli cavilli, disposizioni, per dare l'illusione di una sorta di regolamentazione. Il Lancet denuncia con il titolo " Il doppio gioco dell' industria dei lettini abbronzanti".
Poichè non è mettendo regolamentazioni sulle caratteristiche di sicurezza  (contenute in una delle schede tecnico informative allegate al regolamento predisposto da ministero della Salute e dello Sviluppo Economico) che si trasformano i raggi UVA da cancerogeni a non cancerogeni.

Inoltre, non sono previste sanzioni in caso di violazione della normativa e gli adolescenti continuano ad utilizzare le lampade con, nel 33% dei casi, il consenso dei genitori"
Al pari delle sigarette o dell'amianto, anche i solarium sono stati dichiarati cancerogeni dall'OMS. Una misura che ha spinto l'Ufficio federale della sanità a elaborare una legge specifica.
I rischi di melanoma sono maggiori tanto più precoce è l'utilizzo di abbronzatura artificiale. Secondo uno studio del 2012 l'aumento del rischio melanoma aumenta del 75% se si fa uso dell'abbronzatura artificiale prima dei 30 anni. I centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie stima che le visite al pronto soccorso per "semplici" lesioni di abbronzatura indoor contano più di 3.000 ogni anno.


Centri solari ed estetici con poca serietà

Di tutte queste precauzioni e indicazioni, allo stato attuale, difficilmente si fa menzione nei centri solari o estetici, in palestre e beauty farm. Lo dimostra una recente inchiesta di Altroconsumo, che ha visitato "anonimamente" 50 centri abbronzanti in 8 grandi città italiane (Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Torino, Venezia), con l'aiuto di giovani collaboratrici rigorosamente non abbronzate e di carnagione chiara. Le finte "clienti" hanno verificato il comportamento, le informazioni e i consigli forniti dal personale che lavorava nei solarium, e il risultato non è stato positivo: pochissimi chiedono alla cliente se sta assumendo farmaci, se prende la pillola, se utilizza cosmetici; quasi nessuno si informa sul grado di sensibilità della pelle al sole, solo la metà fornisce gli occhialini indispensabili per proteggere gli occhi dai raggi, troppo pochi sconsigliano l’uso delle lampade ai minori.


Alcuni paesi hanno il divieto assoluto

Non è irrealizzabile, serve solo una politica corretta in merito alla salute e buon senso, senza i doppi giochi denunciati dal Lancet.
In Brasile e nel Regno Unito ad esempio vige il divieto assoluto.
Senza troppi giri di parole e decreti, basandosi semplicemente sullo studio  dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), secondo il quale l'abbronzatura artificiale aumenta significativamente il rischio di melanoma alla pelle nelle persone sotto i 35 anni, l'agenzia brasiliana di vigilanza della salute  ha proibito in Brasile l'uso, l'importazione e il commercio delle macchine a raggi ultravioletti per l'abbronzatura artificiale.
Motivazione?

recita la risoluzione dell’agenzia, non ci sarebbero benefici che si contrappongano ai rischi legati all’uso cosmetico delle lampade, così come documentati dall’Oms, mentre restano autorizzati gli usi a scopo medico.


L'essere alla moda ne vale veramente la pena?

L'allarme lanciato dall'OMS non giunge comunque inaspettato. Da anni infatti la Lega svizzera contro il cancro ed altre organizzazioni per la promozione della salute mettono in guardia contro lampade e lettini autoabbronzanti.
I raggi naturali e artificiali non hanno le stesse caratteristiche, sono cioè composti da una proporzione diverse di raggi ultravioletti di tipo A e B.

Tanoressici: quando l’abbronzatura diventa come una vera droga
Un ragazzo su tre è schiavo delle lampade e non riesce a smettere, anche se conosce i rischi di tumori della pelle.
Catherine Mosher, del dipartimento di Psichiatria e Scienze del comportamento del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York e Sharon Danoff-Burg, del dipartimento di Psicologia dell’università di Albany hanno intervistato 421 studenti di college, dei quali 229 avevano fatto uso di lampade solari. Fra loro, circa il 35 per cento mostrava segni di dipendenza patologica da forzati dell’abbronzatura.

Anche se forse può risultare estremo coniare un nuovo termine e cadere nel giro delle nuove patologie, "la dipendenza" nell'uomo è reale e la moda ne è contemporaneamente lo specchio, colei che alimenta, colei che diventa il capro espiatorio.
La dipendenza, qualunque forma prenda, anche quella di essere alla moda del gruppo sociale, deriva da una sofferenza emotiva, da emozioni tossiche non rimosse che si manifestano con atteggiamenti.
La "tanning-addiction" per usare termini "alla moda" o semplicemente la "necessità" di vedersi abbrozzanti e dove l'abbronzatura non basta mai non è solo nei ragazzi, quanti cinquantenni vediamo ne fanno ricorso?

Il successo dei solarium è legato soprattutto all'immediatezza dei risultati, oltre che alla facilità di accesso di questi esercizi. «Grazie a una maggiore proporzione di raggi UVA, questi apparecchi permettono di scurire la pelle in pochi minuti. Si tratta però di un'abbronzatura  che non stimola la capacità di autoprotezione della cute – associata ai raggi UVB – e ne provoca dunque l'invecchiamento precoce», spiega Beat Gerber, collaboratore scientifico all'Ufficio federale della sanità pubblica, quindi maggior rischio di tumore alla pelle.

Ketty Peris, direttore della clinica dermatologica universitaria dell’Aquila non fa distinzioni: «Le lampade fanno male a tutti, non dovrebbero essere usate. Scottano e non abbronzano e aumentano il rischio di melanoma, anche se non c’è predisposizione familiare. La ricerca della tintarella artificiale è dannosa e insensata».

Alcune raccomandazioni per chi vuole continuare..

L’occhio non protetto può sviluppare un’infiammazione superficiale. Bisogna dunque prendere la precauzione di usare sempre occhiali protettivi con caratteristiche idonee che devono essere messe a disposizione dei clienti. Rimuovere ogni tipo di prodotto cosmetico e non applicare creme protettive. Prima del trattamento informare il cliente sugli effetti nocivi dell’esposizione». Dovranno essere esposti cartelli ben visibili dove si sconsigliano i raggi a persone con elevato numero di nei, a coloro che tendono a sviluppare lentiggini e che in età infantile e adolescenza hanno riportato ustioni solari frequenti e a chi è predisposto all’eritema solare. Tra le raccomandazioni non esporsi al sole nelle 48 ore successive ad una seduta abbronzante, evitare sedute troppo ravvicinate (almeno due giorni di intervallo tra l’una e l’altra), tra un ciclo di trattamento e il successivo dovrebbe essere rispettato lo stop di almeno un mese. Chi porta lenti a contatto deve toglierle prima del trattamento.
Divieto assoluto anche ad esempio per chi affetto da Lupus o fotocheratite, durante l’assunzione di alcuni farmaci, ad esempio chemioterapici, antidepressivi, contraccettivi orali, ecc. È comunque utile in assenza di regole precise consultare il proprio dermatologo e l’oculista.

Una seduta di venti minuti, per una persona dalla carnagione chiara, è come l'esposizione al sole estivo di mezzogiorno: le scottature sono un segnale da non sottovalutare e bisogna rivolgersi con fiducia a un dermatologo.
I ricercatori dell'American Academy of Dermatology hanno dichiarato che l'abbronzatura artificiale innalza considerevolmente il rischio di cancro della pelle.

Secondo i dermatologi statunitensi i casi di melanoma tra le donne dai 20 ai 34 anni sono aumentati dal 1987 del 55% proprio a causa dell'abbronzatura artificiale.
 


I divieti riteniamo che comunque servano a poco: occorre promuovere la consapevolezza dei danni provocati dai raggi UV nei bambini, per fare in modo che i loro comportamenti, una volta giunti all’adolescenza e poi all’età adulta, siano differenti.
Vero che il sole lasciato a nostra disposizione è veramente poco con le "velature" del cielo promosse dalla geoingegneria ma simulare l'abbronzatura a questo prezzo penso sia la cifra di quanto sia il momento di cambiare moda..





Fonte:
http://www.ewg.org/enviroblog/2016/05/no-more-tanning-beds-teens
http://archderm.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=421262


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