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2016/05/08

FEROMONI: LOTTA NATURALE CONTRO I PARASSITI



Secondo la direttiva UE 128/09 vengono impostati programmi dettagliati per l'uso "sostenibile" dei fitofarmaci, ovvero pesticidi.
Ogni anno inoltre, come abbiamo visto, vengono "rinnovate" a termine la così detti "istanze d'emergenza" con le quali si legalizza ciò che non si può usare perchè altamente tossico... perchè ricordiamo, non esiste solo il Glifosato..
Come relazionato dalla stessa Camera dei Deputati,  la maggior parte di queste sostanze attive non sono più o non sono ancora autorizzate dall'Unione europea (ad esempio, 1,3 dicloropropene; chloropicrin; pretilachlor; propanil; propargite; quinclorac; terbacil) e il meccanismo dell’«autorizzazione eccezionale» consente di non effettuare l’iter previsto dal sistema autorizzativo, che prevede, fra l'altro, la verifica dell'impatto (ambientale e sulla salute), non essendo, le richieste, corredate della documentazione necessaria a tali scopi, come previsto nelle autorizzazioni all'immissione in commercio dai prodotti.

Una difesa interessante, priva completamente di tossicità, che sta prendendo piede, anche se non ancora particolarmente diffusa è quella a base di feromoni, da tempo utilizzati contro i lepidotteri ma recentemente anche contro coleotteri e ditteri.

I feromoni sono sostanze chimiche utilizzate dagli insetti per trasmettere messaggi. Esistono feromoni che comunicano pericolo, oppure richiamano altri individui, ma quelli che attualmente hanno trovato applicazioni pratiche sono i feromoni sessuali, emessi dalle femmine per attirare i maschi nella ricerca per l’accoppiamento. Ogni specie emette una determinata miscela feromonica che la distingue da tutte le altre.

Nei primi anni '60 siamo stati in grado di identificare e produrre per via sintetica i feromoni sessuali (“sex pheromones”) di alcuni insetti, ottenendo ottimi risultati nella "lotta indiretta" e "diretta" ai fitofagi dannosi e soprattutto contro i lepidotteri (Maini, 1974;Celli e Maini, 1988).


I sistemi di erogazione sono stati oggetto di varie ricerche per cui ora sono disponibili varie alternative per controllare la stessa specie. In Italia, le colture maggiormente interessate per ora sono le pomacee (melo, pero, nespolo..), la vite e le drupacee (albicocco, ciliegio, susino, mandorlo, pesco..) .



L'utilizzo dei feromoni viene impiegato quindi non solo come monitoraggio ma vera lotta, visto che l'obiettivo principale, come difesa delle colture, è l'inibizione dell'accoppiamento.
Sono attualmente disponibili diversi sistemi di distribuzione, che agiscono in modo anche sensibilmente differente tra loro: alcuni sistemi provocano nei maschi la saturazione del sistema di percezione ed elaborazione del segnale, altri creano una quantità di false tracce che distolgono i maschi dalla ricerca della femmina, altri ancora mascherano i segnali naturali sovrapponendo una quantità di feromone sintetico alle tracce naturali.


Inibizione degli accoppiamenti

Il sistema dell’inibizione degli accoppiamenti consiste nel diffondere nell’aria del frutteto una quantità di feromone sintetico relativamente elevata in modo che i maschi vengano confusi nella fase di localizzazione delle femmine, che avviene soprattutto grazie all’emissione del feromone naturale.

Per quanto riguarda la sostanza attiva, una miscela sintetica che riproduca il più fedelmente possibile a quella emessa dalla femmina, ha maggiore probabilità d’indurre nei maschi l’esecuzione dell’intero processo di avvicinamento alla femmina e di corteggiamento che portano all’accoppiamento.

In quasi nessuno degli impieghi pratici dei feromoni di sintesi è necessario riprodurre l’intera sequenza comportamentale: nel caso del monitoraggio, per esempio, è sufficiente far sì che i maschi siano attratti verso la trappola e siano indotti ad atterrare nei pressi dell’erogatore, per esempio sul fondo adesivo.

È possibile inibire gli accoppiamenti rilasciando il feromone sintetico con diverse modalità: si può scegliere di rilasciare grandi quantità da pochi punti di erogazione o piccole quantità da molti punti.

Erogatori ad elevato rilascio

Ogni erogatore libera alcuni milligrammi di feromone al giorno, che significa orientativamente centinaia di volte più di una femmina. L’effetto è complesso, ma fondamentalmente i maschi si trovano in un ambiente con forti sbalzi di concentrazione, che provocano l’assuefazione all’attrattivo rendendoli incapaci di percepire i richiami delle femmine.
Gli erogatori di questo tipo hanno una durata di rilascio fino a 5-6 mesi.
Vengono posizionati in campo( superficie generalmente superiore all'ettaro) generalmente all'inizio della stagione, in un periodo in cui normalmente non ci sono molte altre operazioni da compiere nel frutteto e nel vigneto.
È molto importante applicare gli erogatori prima dell’inizio dei voli, in modo da impedire la crescita della popolazione: poiché il feromone viene rilasciato per diversi mesi, agisce costantemente e nel corso delle generazioni determina un’effettiva riduzione della popolazione. Questo effetto di riduzione è tanto più evidente quanto più ampia è la superficie interessata.

Erogatori a basso rilascio

Questi tipi di erogatori rilasciano una quantità più bassa di feromone, più simili a quelle emesse dalle femmine, con i quali si ottiene il cosiddetto disorientamento. In questo caso i maschi non perdono la capacità di percepire il feromone, ma vengono costantemente distratti dall’elevato numero di punti attrattivi che "competono" con le femmine.

Affinchè si abbiano efficaci risultati la quantità di erogatori deve essere proporzionale alla popolazione naturale.
Normalmente vengono collocati almeno 2mila erogatori, ma, in presenza di alte densità di popolazione, può essere necessario utilizzarne anche 3mila.

La durata di questi erogatori è inferiore rispetto ai primi, dura circa 1-2 mesi, sono particolarmente indicati per aree non troppo vaste, poiché l’inibizione degli accoppiamenti avviene a livello locale grazie all’attrazione dei dispensers; su grandi superfici può diventare oneroso pensare all’utilizzo per l’intera stagione, che può richiedere fino a 3 interventi di applicazione.

Nel mondo questi sistemi sono applicati su oltre 750.000 ettari, in Europa interessano oltre 200.000 ettari di frutteti e vigneti. L’Italia è all’avanguardia con più di 64.0000 ettari dove nella scorsa annata si sono utilizzati metodi di confusione sessuale a supporto o in alternativa all’impiego di insetticidi.

Formulazioni sprayable

Ne esistono in commercio una per il controllo di Cydia pomonella e una per il controllo di Cydia molesta: si tratta dei primi prodotti registrati in Europa a base di feromoni in formulazione liquida.
Le microcapsule, conteneti i feromoni, vengono distribuite sulla vegetazione, in questo modo la sostanza viene distribuita in modo uniforme intorno alla pianta mascherando i richiami naturali.

La dimensione delle capsule non consente una durata di diffusione molto prolungata: questa può essere considerata soddisfacente per un mese, ma distribuendo la metà della dose ogni 15 giorni si ottiene un rilascio molto più uniforme nel tempo.


Autoconfusione sessuale

Lo scopo è quello di attrarre i maschi verso capannine, simili alle comuni trappole a feromoni, contenenti polvere di cera elettrostaticamente carica, contenente il feromone.
I maschi non vengono catturati, ma sul loro corpo aderisce una certa quantità di “polvere esca” che, emettendo feromone, li rende incapaci di percepire richiami esterni (da cui il termine autoconfusione); viene ipotizzato anche che i maschi carichi di esca, volando, fungano da punti di rilascio che potrebbero distrarre gli altri maschi che non sono stati attratti dalle trappole.

Oltre a questi metodi più diffusi esistono altri come i Puffers (in Italia non  ancora registrati), ovvero bombolette spray contenente il feromone, la Cattura massale tramite la quale si tende a catturare in trappola un numero di insetti significativo con il risultato di ridurre la popolazione presente. Nell’ambito della frutticoltura sono utilizzate le trappole per la cattura massale dei lepidotteri cossidi Cossus cossus e Zeuzera pyrina (Mastrap L), ed ancora contro i ditteri carpofagi come Ceratitis capitata, Rhagoletis cerasi e Bactrocera oleae. In questi casi vengono utilizzate prevalentemente esche alimentari, talvolta addizionate di attrattivi feromonici, che aumentano l’effetto nei confronti dei maschi.

Per applicare correttamente il metodo di lotta della confusione sessuale è necessario approfondire la conoscenza del comportamento degli insetti in genere, dei lepidotteri nello specifico, in particolare durante l'accoppiamento, che è stato oggetto di approfonditi studi nel corso degli anni, vi rimetto questo articolo molto interessante ed esaustivo


I feromoni sessuali (attrattivi afrodisiaci, inibitori, ecc.) vengono prodotti in ghiandole esocrine da entrambi i sessi e, nei lepidotteri, è in genere
la femmina che rilascia questi “sex attractants” per richiamare il maschio anche da distanze notevoli. Il comportamento del maschio, semplificando molto, è abbastanza costante e tipico per diverse specie e si svolge così: quando sulle sue antenne (sede dell’olfatto – costituito da migliaia di sensilli chemiorecettori che inviano i dati al cervello) giungono, via corrente d’aria, le molecole dei componenti il feromone femminile, il maschio inizia a volare controvento. Tale volo a zig-zag è stato definito chemio-clino-tattico. In questo modo il maschio si avvicinerà sempre più alla fonte del richiamo odoroso e in “close range” può iniziare a percepire anche componenti della miscela emessi dalla femmina in quantità minore (componenti detti anche secondari). Tali effluvi secondari sono importanti per stimolare e orientare definitivamente il maschio a pochi centimetri dalla femmina. Qui, in genere, avviene un riconoscimento e una scelta della femmina (se sono arrivati alla fonte di richiamo più pretendenti). La femmina che ha segnalato la sua “disponibilità” richiamando (“calling female”), anche più maschi, di seguito preferisce accoppiarsi con quello che ha mostra-
to il comportamento precopulatorio più “convincente” (avviene con emissione di
feromoni afrodisiaci diffusi da ciuffi di peli, mediante danze, effettuate dal maschio con modalità particolari, ecc.).
Vi  sono anche stimolazioni tattili e visive e ogni specie possiede un suo“pattern” comportamentale. In alcuni insetti, i maschi per accattivarsi le femmine devono portare anche dei doni! Nei lepidotteri avviene più semplicemente. Riferendosi ai fitofagi dei fruttiferi, che sono generalmente attivi al crepuscolo e nelle ore
della notte, le ricerche, in laboratorio, in particolari tunnel del vento e con video-registrazioni, hanno evidenziato questi principali stadi comportamentali descritti in precedenza.



Per la buona riuscita dell'applicazione del metodo della confusione sessuale, vi sono molti altri aspetti applicativi da tenere in considerazione fra i quali i più significativi sono:

  • la dimensione delle piante
  • il livello di infestazione
  • l'installazione dei diffusori
  • i controlli di efficacia
  • il trattamento abbattente


E' più facile ottenere migliori risultati con piante basse perché si riescono meglio ad avvolgere con la nuvola di feromone. Maggiori problemi si evidenziano con piante di notevole dimensione le quali, oltre a presentare spesso elevate popolazioni di fitofagi, hanno un considerevole volume occupato dalla chioma e quindi risulta più difficile che il feromone le copra in maniera omogenea.
Ovviamente si tratta di una soluzione che da sola risulta buona in caso di bassi livelli di infestazione, altrimenti deve essere usata con altri supporti naturali.

I diffusori devono essere distribuiti nella maniera più uniforme possibile su tutta la superficie sottoposta a confusione sessuale, inoltre diventano necessari frequenti controlli di campo per valutare l'evoluzione della popolazione del fitofago e intervenire tempestivamente, qualora necessario, evitando così di giungere a situazioni non più gestibili.

La lotta contro gli insetti in modo naturale si può quindi avvalere di un'ulteriore importante strumento non tossico per l'uomo, non tossico per api ed altri insetti "utili" per l'impollinazione e non per ultimo non tossico per l'ambiente.
Segnaliamo anche che, oltre ai pesticidi naturali fai da te si possono citare anche l’insetticida EcoPCO, costituito da una miscela di oli essenziali estratti direttamente dalle piante. Altro nome commerciale di un insetticida naturale è il Niban, esso resiste all’umidità, quindi si presta bene per il giardino e gli orti, essenzialmente si tratta di una miscela a base di acido borico. L’insetticida naturale migliore per gli ambienti esterni è il “Greenbug for outdoor” è un prodotto a base di estratti di cedro e può essere spruzzato direttamente sul terreno; è particolarmente indicato per tripidi, afidi, formiche e altri infestanti da giardino.
Per le piccole colture e l'amatoriale comunque mille sono le strade per combattere i parassiti, insetti, in primis iniziando dalle consociazioni , fiori, poi usando decotti a base naturali.

È bene iniziare a ragionare che tutto ciò che viene spruzzato al terreno o in aria sarà il nutrimento della pianta, e tutto ciò che assorbirà la pianta sarà il nostro nutrimento.

Qualsiasi cosa ingeriamo va ad incidere sul nostro stato di salute, andando a modificare la modulazione genetica.
Perchè come sempre il problema maggiore.. è l'accumulo e non è lavando frutta e verdura che togliamo i pesticidi.

Letture correlate:

I 15 ALIMENTI CON PIÙ RESIDUI PESTICIDI, E NUOVE AUTORIZZAZIONI FITOSANITARIE 2016

ATTENZIONE: RINNOVATE ISTANZE D'EMERGENZA A 5 PESTICIDI TOSSICI, 2016


ALTROCONSUMO: SDOGANA I PESTICIDI. DIFESA DEL CONSUMATORE O DEL SISTEMA?


I 7 FIORI DA SEMINARE NELL'ORTO CONTRO I PARASSITI

L'ORTO: LA CONSOCIAZIONE E GLI EFFETTI DELLE ERBE SULLE PIANTE VICINE












Fonti:
Istituto di entomologia e patologia vegetale, Università Cattolica
del Sacro Cuore (Piacenza)
Scarica il file: Difesa, spazio ai feromoni
http://www.lagrotecnico.it/ita/aspettitecniciconfusionesessuale.aspx
http://www.entom.unibo.it/feromoni%20frutticoltura%2069%20%282%29%2048-57.pdf
http://www.giardini.biz/lavori-e-consigli/nel-frutteto/la-farmacia-delle-piante/









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