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2016/04/21

COME COMBATTERE LA RITENZIONE IDRICA CON 5 RIMEDI NATURALI


La tendenza a trattenere liquidi nell'organismo, nello spazio fra tessuto e pelle causando come principale segno l'edema (rigonfiamento). Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore nelle zone predisposte all'accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).

Secondo la medicina tradizionale le motivazioni sono varie:
  • Cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale: durante questo periodo aumentano i livelli di aldosterone, un ormone che causa a livello renale ritenzione di sodio ed eliminazione di potassio;
  • Carenze nutrizionali e proteiche, come la vitamina C, la A, e minerali come lo zinco, il rame, che sono coinvolti nella sintesi e nella maturazione del collagene necessario per conservare capillari resistenti, sono necessari affinché questi non perdano fluidi in maniera anormale, fluidi che vanno poi a depositarsi nella linfa causando edema e gonfiore.
  • Cattivo funzionamento della circolazione periferica, soprattutto nelle gambe. Questo fenomeno si aggrava soprattutto con l’arrivo della primavera e dell’estate, quindi con il sopraggiungere del caldo, e se ci esponiamo al sole nelle ore più calde della giornata. Infatti durante un’esposizione selvaggia si dilatano i capillari periferici,  si abbassa la pressione nelle gambe, la circolazione rallenta, il sangue fa più fatica a risalire verso il cuore, anche per effetto della gravità, e il risultato è maggior gonfiore alle gambe.
  • Gravidanza e menopausa; è un problema comune, dovuto al peso dell’utero, di solito si risolve dopo la nascita del bambino, e non è per lo più un motivo di preoccupazione, anche se va sempre segnalato ad un dottore perchè potrebbe nascondere altre patologie.
  • Problemi al cuore, al fegato, alla tiroide, ai reni;ad esempio un’insufficienza cardiaca congestizia, le variazioni di pressione possono causare una grave ritenzione idrica. In questa condizione la ritenzione idrica è principalmente visibile nelle gambe nei piedi e nelle caviglie, così come in caso di un’insufficienza renale, che fa si che i reni non siano più in grado di filtrare fluido dal sangue e trasformarlo in urina lasciando nel corpo fluidi in eccesso.

     
     
    • Effetti collaterali di certi farmaci, pillole anticoncezionali, quindi farmaci ormonali, farmaci anti-infiammatori non steroidei, beta-bloccanti.
    • Eccessivo consumo di sale nella dieta,l’eccesso di sodio:questo trattiene acqua nel sangue e liquidi nei tessuti impedendone lo smaltimento, quindi la prima cosa da fare è ridurre la quantità di sale nella dieta, ed evitare di mangiare cibi, soprattutto industriali, che contengono grandi quantità di sodio di cui non siamo consapevoli.
    • Eccessivo consumo di zucchero e farinacei; brioche, biscottini, yogurt zuccherati ecc. e l’accumulo di zuccheri in eccesso rispetto al fabbisogno energetico favoriscono la ritenzione idrica perché si  libera acqua e la si trattiene poichè  lo zucchero (il glicogeno delle riserve) coordina sia l’acqua nelle cellule che la trasformazione del glicogeno nei grassi, e i picchi di insulina determinati dall’assunzione degli zuccheri danno una spinta a tutti questi processi, ed è per questo motivo che vanno prediletti i cereali integrali, piuttosto che quelli raffinati, e tutti i cibi con basso indice insulinemico.
    • Abitudini errate possono essere causa di ritenzione idrica, come lo stare troppo in piedi o troppo seduti, due azioni che impediscono lo scorrimento regolare dei fluidi nel corpo. Consideriamo che i liquidi, ricchi di ossigeno, vitamine ed altri nutrienti vanno dai capillari ai tessuti circostanti, questo fluido nutre le cellule e finito il suo lavoro dovrebbe tornare ai capillari, variazioni di pressione all’interno dei capillari o cambiamenti che rendono le pareti capillari troppo permeabili, danno origine alla ritenzione idrica, poiché troppo liquido verrà rilasciato negli spazi tra le cellule dei tessuti, liquido in eccesso che resta nei tessuti dove causa gonfiore e ristagno.
    • La mancanza di esercizio fisico è un’altra causa comune di ritenzione idrica nelle gambe. L’esercizio fisico aiuta le vene delle gambe a lavorare contro la gravità permettendo al sangue di tornare al cuore. E’ necessaria un’azione muscolare anche per stimolare il sistema linfatico affinchè svolga la sua funzione. Anche piccoli esercizi come la rotazione delle caviglie o muovere le dita può aiutare, sicuramente sono sconsigliati gli sport di impatto, come l’aerobica, meglio una passeggiata


    Secondo l'ayurveda
    La ritenzione idrica (o edema) in Ayurveda è chiamata Swathu.

    L’elemento caratterizzante di questo disturbo è l’acqua. L’acqua è un elemento già presente nelle costituzioni Kapha, che per loro natura sono più facilmente soggette a questo tipo di problema, ma la ritenzione idrica non è confinata a questo dosha, può essere il risultato di un vizio di uno qualsiasi dei tre dosha.

    L’edema di tipo Vata trae, solitamente, origine dalle problemi venosi, come le vene varicose. Il dolore è un sintomo importante che contraddistingue un’edema di tipo Vata.

    L’edema di tipo Pitta è accompagnata da un’infiammazione dell’area interessata, mentre quella di tipo Kapha è il tipo più difficile di edema perché si verifica come complicazione secondaria in soggetti che soffrono già di altre patologie, come linfedema (un accumulo anormale di linfa dovuto ad un’anomalia a livello del sistema linfatico).


    RIMEDI NATURALI

    Come per ogni patologia quindi è importante scoprirne le origini solo così è possibile agire e trovare la giusta strada di rimedio.

    Se la ritenzione è dovuta ad eccesso di zucchero del tutto inutile risulta una dieta iposodica..

    Alla base di tutto vi è comunque la necessità di una pulizia delle tossine e riattivazione del sistema linfatico che si può ottenere con:

    alimentazione corretta,movimento, asana di yoga, massaggio ayurvedico.

    Il primo consiglio che l'ayurveda offre è sul bere, come bere.

    1) ACQUA

    Una nostra cattiva abitudine è quella di bere poco e, i pochi liquidi, sono di natura nervina: caffè, té o bibite gassate arricchite di caffeina. Poiché il corpo è costituito prevalentemente da acqua, se non si beve a sufficienza scatta un “meccanismo di difesa” e il corpo trattiene  acqua negli spazi interstiziali, soprattutto nelle sue estremità inferiori per sopperire al deficit.  Oppure molte persone bevono molta acqua, ma fredda. Quando è assunta  a temperatura ambiente,  che gli insegnamenti Ayurvedici, nel nostro clima, dall’autunno alla primavera, valutano essere fredda, quindi non idonea al nostro corpo in quanto aggrava la qualità di freddezza del Kapha e Vata Dosha. L’acqua, secondo l’Ayurveda, deve essere sempre bevuta tiepida dopo bollitura di quindici minuti e conservata in un thermos, in qualsiaisi stagione! Se nell’acqua bollita vi sono delle piante drenanti in infusione, si potenzia la sua azione!


    2) TISANE O DECOTTI


    L’erboristeria occidentale annovera tra le piante consigliate contro la ritenzione idrica:


    TARASSACO E BARDANA
    Le più usate, e che senza dubbio portano i maggiori benefici, sono la bardana (arctium lappa) ed il tarassaco (taraxacum officinale). Si tratta di due piante che riescono a stimolare opportunamente la cistifellea ed il fegato per la produzione della bile ed i reni per favorire la diuresi. Insomma, aiutano ad espellere un quantitativo maggiore di sostanze tossiche riuscendo a combattere sia la ritenzione idrica che la cellulite. Ovviamente le due erbe appena descritte vengono somministrate per mezzo di tisane o tinture madri (la posologia va consigliata dal vostro naturopata in base allo stato d'intossicazione e al peso)

    EQUISETO
    È una pianta ad effetto drenante e rimineralizzante. Proprio grazie a quest'ultima caratteristica, le tisane a base di equiseto sono consigliate anche a chi soffre di pressione bassa e che, quindi, potrebbe risentire dell'effetto diuretico di alcuni principi attivi. Dell'equiseto, la fitoterapia utilizza i fusti e la naturopata consiglia l'infuso, meglio ancora se la prima tazza viene sorseggiata al mattino poco dopo il risveglio, a stomaco vuoto.

    L'infuso di equiseto può essere una vera e propria panacea in caso di cellulite ostinata e, come benefico effetto collaterale, funziona anche da prevenzione contro l'osteoporosi e la perdita di densità del tessuto osseo in generale.

    L'equiseto infatti, grazie a potassio, magnesio, calcio e silice, rinforza anche unghie e denti. Un ulteriore beneficio che si può ottenere dall'assunzione di questo infuso, è l'effetto astringente e antinfiammatorio sulle mucose della bocca


    UVA URSINA
    Grazie a Marco Polo abbiamo introdotto l'utilizzo della pianta come potente diuretico, da secoli già usato in Cina, oltre che il trattamento di problemi renali ed urinari.
    Diversi studi hanno evidenziato che nell'apparato urinario l'arbutina dell'uva ursina si trasforma chimicamente in antisettico.
    Contiene molte sostanze diuretiche come l'acido ursolico, potenti astringenti (tannini) e costituenti.
    Come decotto non superare le 3 tazze al giorno.


    Altre erbe...
    Aparine, Betulla, Ginepro, Guaranà, Levistico, Mais, Matè, Olmaria, Parietaria, Prezzemolo, Tarassaco, è verde,  Verga d’oro, Aglio, Asparago, Boswellia serrata, Cola, Crespino, Equiseto, Frassino, Ginestra, Gramigna. In India invece la medicina Ayurvedica utilizza la Terminalia bellerica, l’Hygropholia spinosa e la Solanum xanthacarpum (tra le tre la più potente nel rimuovere i liquidi in eccesso nel corpo, con proprietà diuretiche).


    Tisana ayurvedica - Shatavari

    Chi ama tisane e decotti la tradizione ayurvedica propone una bevanda altamente drenante, utile per favorire la diuresi e l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Prepararla è molto semplice: si versa una tazza d’acqua in un pentolino, si aggiunge un cucchiaino da tè di Shatavari essiccato (una pianta medicinale acquistabile nelle erboristerie ayurvediche), si mette sul fuoco e si lascia bollire per circa 3 minuti. Una volta filtrata, la bevanda può essere dolcificata a piacere e bevuta sia tiepida sia fredda. «È consigliabile consumarla al mattino a digiuno, prima della colazione – precisa Mentasti -. Un ciclo di due settimane è sufficiente per ottenere buoni risultati. Oltre a stimolare il drenaggio, questa erba esercita effetti benefici sull’apparato riproduttore femminile regolando il ciclo mestruale, favorendo la fertilità e aumentando la libido. Non a caso, in sanscrito Shatavari significa “che possiede cento mariti”».

    Durante la gravidanza ed allattamento non vanno usati diuretici.



    3)ALIMENTI


    Arricchite la vostra dieta con cibi dalle proprietà diuretiche come sedano, lattuga, carote, cipolle, anguria, cavolo, asparagi, pomodori e cetrioli, prezzemolo,borragine,malva,ortica,banane, avocado, mandorle...ed ancora  l’ananas, fresco oppure sotto forma di infuso, facendo bollire la buccia dell’ananas in acqua per 5 minuti, oppure anche acqua e limone fresco, o come infuso facendo bollire la buccia (possibilmente biologico) A proposito di quest’ultimo, mangiatene alcuni rametti freschi dopo il pasto per ridurre temporaneamente la ritenzione idrica. Potete consumarlo secco nel tè.
    Cibi con basso indice insulinemico. Una strategia sarebbe quella di abbinare i cibi con tasso glicemico più alto con fonti di fibra, verdure,  proteine,  per abbassare il carico glicemico e quindi l’effetto sull’insulina, che, ricordiamo, dovremmo sempre cercare di non far aumentare più di tanto.

    Consumate alimenti ricchi di Vitamina B6 (efficace nelle sindromi premestruali, la si trova nel salmone, tonno, banane e riso integrale), Vitamina B5 , Vitamina B1 e Vitamina D (contenute nella frutta fresca e nei latticini a basso contenuto di grassi), Calcio (presente nello yogurt, nel latte e nelle verdure a foglia verde scuro come gli spinaci), Potassio e in generale vitamine del complesso B ( frutti come banane, papaia e pera, agrumi, arancia e ananas), Magnesio e Manganese;

    Leggi anche: 
    CALCIO : COME ASSUMERLO, LATTE,VITAMINA K, D ,MAGNESIO LA VERA STORIA



    4)MASSAGGIO


    Il massaggio linfodrenante ayurvedico è una pratica che andrebbe svolta periodicamente come cura per l'intero organismo.
    Calma gli squilibri energetici di Vata, Kapha e Pitta, attiva il sistema linfatico, rilassa la muscolatura...

    Una soluzione da associare è l'automassaggio.

    L'automassaggio in tutto il corpo è bene farlo tutti i giorni.. sotto la doccia porta via anche poco tempo. È importante insiste su tutte le zone cosiddette di “aperture”,quindi  leggere pressioni su collo, ascelle, inguine e ginocchia, zone in cui si concentrano i linfonodi. Queste manovre hanno lo scopo di stimolare la funzionalità linfatiche.

    Lettura correlata: COME FARE L'AUTOMASSAGGIO

    Importante è massaggiare piedi e gambe tutte le sere, comunque ogni volta che potete,partendo dai piedi e le caviglie,alternando movimenti lenti e ritmici di drenaggio e scarico, il flusso della linfa viene delicatamente convogliato verso i linfonodi inguinali, che agiscono come veri e propri filtri, magari con l’ausilio di olio caldo ed oli essenziali che possono aiutare

    Oli essenziali drenanti

    Gli oli essenziali di Rosmarino, Salvia e Timo, stimolano  il drenaggio dei liquidi in eccesso e delle tossine presenti nei tessuti più profondi, migliorando l’aspetto estetico delle zone interessate, restituendo alla pelle  un aspetto levigato e tonico

    Tirate su le gambe per favorire il ritorno del sangue verso il cuore e la ridistribuzione dei liquidi nel corpo.


    4) DOCCIA
    Bagnate le gambe spesso in acqua fresca, magari massaggiandole con l’erogatore della doccia, o, se siete al mare, camminate nell’acqua, mantenendo il livello ad altezza coscia: così fate ginnastica, riattivate la circolazione e abbassate la pressione, facendo contrarre il circolo capillare, senza contare che l’acqua e il movimento tonificano la pelle e i muscoli, e l’acqua del mare agisce, per osmosi, eliminando i liquidi in eccesso dal corpo.

    Sconsigliati  bagni e docce troppo caldi, meglio finire con un getto di acqua più fresca per aiutare la ginnastica vascolare.


    5)ATTIVITÀ FISICA
    Talvolta siamo costretti per motivi scolastici, lavorativi ad assumere una cattiva postura deleteria per la circolazione. Bastano piccoli esercizi anche in piedi o nella scrivania.

    Roteare le caviglie per 10 cicli in senso orario ed anti orario.
    Muovere le caviglie su e giù per 10 volte.

    Mettersi in punta di piedi e poi roteando il piede andare sui calcagni. Ripetere 10 volte ad intervalli regolari.

    Se possibile piccoli movimenti di stretching, piegando le ginocchia o flettendo le gambe e braccia.
    Rompere in pratica la posizione statica in cui siamo costretti.


    10 POSIZIONE YOGA PER DISINTOSSICARSI

    SISTEMA LINFATICO CON TROPPE TOSSINE come eliminarle

    PRANAYAM PER PURIFICARSI,eliminare le tossine





    ATTENZIONE !!
    Usate sempre con cautela e solo su prescrizione e controllo del medico o dell’erborista.
    Le proprietà e le indicazioni erboristiche delle piante sono riportate a solo titolo indicativo,e non costituiscono nessun tipo di consulto,prescrizione o ricetta medica.

    La vostra verifica indipendente è sempre raccomandata.






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