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2016/04/27

A RISCHIO ANCHE IL BIOLOGICO CON I NUOVI OGM 2.0 GLI NBT




Il Praesidium del Copa Cogeca  ha approvato un progetto di dichiarazione sulle nuove tecniche di costituzione (Nbt New Breeding Techniques ) delle sementi.

Proprio per il sussistere del divieto di introduzione degli OGm, afferma il Presidente del gruppo di lavoro sementi Thor Kofoed, si stanno sviluppando sempre più in Euuropa i loro gemelli gli NBT, che passerebbero dalla porta d'ingresso sulle nostre tavole anche nel biologico.
Insomma senza via d'uscita.

Visto che l'OGM ormai non ha futuro (o quasi) si crea il suo sostituto, senza troppo clamore, senza troppo scalpore.
Diviene importante per la nostra salute cercare di opporsi a questo il più possibile.
In particolare la Cisgenesi è la frode più grande, dove, come affermano, non avviene un inserimento genetico esterno, ma da geni "amici- parenti"!!!
Dite voi se non è una vera frode..stanno facendo uscire gli OGM dalla porta ed entrare i semi cisgenici dalla finestra!!!

La categoria delle Nbt comprende almeno due ambiti:


Mutagenesi
Da un lato, le tecniche riconducibili alla mutagenesi, che può essere considerata una tecnica completamente convenzionale  pertanto, adottabile senza problemi, secondo i loro criteri.

Cisgenesi

Dall’altro alto, le numerose (almeno 9 sino ad ora già in atto e sulle nostre tavole) tecniche di cisgenesi, rispetto alle quali, invece sussistono dubbi sul piano scientifico in merito alla loro transgenicità e quindi alla loro possibile assimilazione con la disciplina europea degli Ogm. In merito si è in attesa da parte della Commissione Europea, della pubblicazione di un parere giuridico che è stato più volte posticipato e che dovrebbe esere emanato entro la fine dell’anno.
La cisgenesi è lo strumento più innovativo per realizzarla.“In principio fu la fragola, poi venne il melo. Mentre la UE ha bocciatola proposta di superare la moratoria sul mais OGM, una nuova generazione di “biotecnologie verdi” si sta facendo largo. . Non più quindi organismi transgenici, ma cisgenici. Dal punto di vista metodologico si utilizzano le stesse tecniche usate per ottenere organismi geneticamente modificati.

"L’utilizzo della cisgenica inoltre per molti scienziati dovrebbe essere meglio realizzata e non affrontare le stesse critiche mosse contro la classica modificazione genetica. La cisgenica ha il vantaggio rispetto al processo convenzionale di miglioramento della specie dato che può fornire nuove varietà di colture più velocemente e con poca spesa. Un esempio chiaro di cisgenica è rappresentato dalla sua possibile applicazione di creare una patata resistente ad alcuni batteri prendendo questa “resistenza” da varietà di patate selvatiche."


Per queste nuove tecniche, come sottolinea anche Greenpeace, non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi: escluderle dalla normativa sugli OGM equivarrebbe a impedirne una corretta valutazione, tracciabilità ed etichettatura. Al tempo stesso, la deregulation delle nuove biotecnologie confermerebbe le indiscrezioni che vogliono la questione al centro del negoziato in corso tra Usa e Ue sul TTIP (Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti).

Lettura correlata:

TTIP:USA UE cosa nascondono dietro questo trattato,punto per punto.VOTIAMO STOP


Il documento approvato è stato duramente messo in discussione  anche da Coldiretti manifestando una serie di riserve puntuali piuttosto che una riserva generale.

1) Incompatibilità con il metodo biologico
In particolare, Coldiretti ritiene del tutto incompatibile con il metodo di produzione biologico, l'adozione di Nbt: infatti, l'argomentazione addotta da alcune organizzazioni, secondo la quale il metodo di produzione biologico in quanto soggetto a limitazioni deve necessariamente avvalersi delle Nbt, non è condivisibile in quanto essendo tale processo produttivo ispirato al rispetto del principio di naturalità,  del minimo impatto ambientale e di elevati standard di benessere animale,  è evidente che comporta in sé l'osservanza di pratiche più restrittive rispetto all'agricoltura convenzionale.  Il  biologico è una scelta volontaria e non cogente, quindi,  se un 'impresa agricola non è in grado di poter rispettare il disciplinare previsto dalla legislazione comunitaria,  ha sempre la possibilità di scegliere altri metodi di produzione.

2) Introdotti sul mercato Nbt  ancora in fase sperimentale
Nessuna delle Nbt è andata oltre la fase di sperimentazione ed il loro impiego in molte parti del mondo è molto recente e non è stato oggetto di alcuna  valutazione del rischio. Per cui nessuna di tali tecniche può considerarsi sicura. La Commissione Ue, secondo Coldiretti, deve, pertanto,  chiarire rapidamente la situazione,  prima che piante ottenute con queste tecniche inizino ad essere immesse nell'ambiente su scala commerciale.
Coldiretti si è opposta anche all'adozione di tecniche che accelerino i tempi naturali di selezione delle varietà per ragioni esclusivamente di mercato e per forzare ulteriormente  le rese di alcune varietà di colture che hanno raggiunto ormai il massimo di produzione per ettaro così come non condivide l'ammissibilità di tali tenciche con la motivazione che applicando loro la normativa sugli Ogm si dovrebbe ricorrere a  sistemi di tracciabilità definiti, dalle organizzazioni favorevoli alle Nbt, "costosi e bersaglio di frodi".

3) Non includere le Ndr negli OGM
La lista delle tecniche che comportano una modificazione  genetica, indicate all'allegato IA parte 1, della direttiva 2011/18/CE non è esaustiva e non può essere usata come un valido riferimento,  dal momento che queste nuove tecniche non erano conosciute 15 anni fa quando la direttiva é stata adottata. Le esclusioni dalla definizione di Ogm, elencate in allegato IA parte 2 e allegato 1B non si applicano a nessuna di queste nuove tecniche. Il considerando 17 della dir. 2001/18/CE chiarisce che le esclusioni dall'ambito di applicazione della direttiva elencate in allegato 1B erano previste, per escludere prodotti che erano presenti, già a quel tempo, sul mercato per un certo periodo. La direttiva citata, inoltre, non si applica agli organismi ottenuti attraverso determinate tecniche di modificazione genetica utilizzate convenzionalmente.

 “Tutti i prodotti derivati dai moderni processi biotecnologici che modificano direttamente il genoma devono essere considerati come OGM. Escludendo questi nuovi prodotti dalla normativa OGM, l’Ue tradirebbe le attese dei suoi cittadini” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. “Ci attendiamo la massima cautela dal governo italiano e dal ministro Martina per una regolamentazione corretta di queste nuove tecniche.”


Per la definizione di OGM, sia la normativa Ue che il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza fanno riferimento all’uso di tecniche in vitro. La mutagenesi indotta da oligonucleotidi (ODM) e le altre tecniche di gene-editing sono appunto tecniche di biotecnologie in vitro che “producono” una alterazione ereditaria con una procedura che, almeno in parte, avviene in sistemi artificiali, al di fuori dell’organismo.

Come l’ingegneria genetica “tradizionale” anche le nuove tecniche di gene-editing possono indurre modifiche non volute del materiale genetico.


Ciò non dipende da quanto ampio sia l’intervento sul genoma “ospite”: effetti collaterali sono possibili anche se vengono intenzionalmente alterate solo una o poche coppie di basi. I nuovi organismi “creati” da questi procedimenti possono quindi manifestare effetti indesiderati e imprevedibili, generare conseguenze importanti in termini di produzione di proteine e flussi metabolici, con possibili implicazioni per la sicurezza di alimenti, mangimi e ambiente. La valutazione di tali “effetti indesiderati” è uno degli aspetti più rilevanti delle vigenti normative Ue sugli OGM. Escludere dalla normativa Ue sugli OGM piante prodotte attraverso tecniche di gene-editing significherebbe anche esentare tali prodotti dall’obbligo di tracciabilità ed etichettatura di sementi, alimenti e mangimi, riducendo in questo modo la libertà di scelta non solo degli  agricoltori, ma anche dei consumatori europei che, nella grande maggioranza, vogliono evitare alimenti derivati da piante OGM.


 Letture correlate:



 Fonti:

 http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/Pagine/Nuovetecnichedicostituzionedellesementinoallimpiegoinagricolturabio.aspx

 http://www.improntaunika.it/2016/01/greenpeace-quando-gli-ogm-escono-dalla-porta-e-rientrano-dalla-finestra/








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