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2016/04/18

OLIO DI PALMA FA BENE O MALE? APPROVATO COME SALUBRE NEL LATTE ARTIFICIALE DANNOSO NELLE MERENDINE




Sino a che l'olio di palma è contenuto in brioches, crackers, merendine è il diavolo in persona a cui stare alla larga, tempestati da titoli su riviste scientifiche, anche il main stream si sbilancia.. ma se il problema è l'olio di palma contenuto nel latte in polvere o liquido per neonati allora diventa alimento giustificabile, anzi sano perché imita il latte materno!In pratica se andiamo ad intaccare in grande business del latte in polvere allora anche il diavolo ha le sue buone prerogative per esistere e con cui socializzare..

Partiamo da un presupposto che forse non viene molto compreso, la macchina umana e ciò che produce è così perfetto che niente e nessuno è in grado per ora di riprodurlo.
Non si possono riprodurre i singoli organi tanto meno una secrezione così variabile come il latte materno!!
Il latte materno infatti nonostante sia sotto grandi ricerche non è stato ancora clonato e soprattutto perché é un alimento variabile.
L’allattamento al seno svolge un ruolo preventivo insostituibile nei
confronti  di  infezioni  della  prima  infanzia,  di  obesità  e  di  patologie  ad  essa  correlata,  di  patologie metaboliche  quali  ipercolesterolemia,  di  patologie  immunomediate  quali celiachia  e  di  ipertensione  in
età  adulta ma ancor più importante oltre che affascinante è che la composizione del latte materno cambia a seconda delle esigenze del piccolo.
Ad esempio in caso di influenza, grazie ad una trasmissione dati fra neonato e mamma (i recettori della ghiandola mammaria sarebbero in grado in qualche modo di analizzare la succhiata del bambino rilevando la presenza di batteri e virus.), il corpo della mamma è in grado di produrre un latte più adatto a combattere l’infezione in corso proprio come sosteneva lo studio pubblicato nel Clinical & Translational Immunology Journal che aveva scoperto come le infezioni che colpiscono i neonati possano appunto causare un picco di leucociti all’interno del latte materno. E lo stesso avviene se ad ammalarsi è la mamma, in questo modo infatti il latte protegge il neonato dall'infezione.

Il latte materno quindi un vero fattore epigenetico che non solo è in grado di modificare il fenotipo del bambino ma anche quello della madre, come leggiamo in questo articolo


Perchè viene inserito l'olio di palma nel latte artificiale?

Risulta il secondo o terzo alimento presente nel latte in polvere, quindi decisamente rilevante la sua presenza.




Nelle confezioni di latte per l'infanzia sono presenti varie miscele di oli vegetali, ad esempio palma, colza, girasole.. questo per ottenere una composizione di grassi simile a quella del latte materno, quindi per fornire, a quanto dicono, un'adeguata  nutrizione dei lattanti e bambini.
L’olio di palma viene utilizzato perché ricco di acido palmitico (il suo componente principale nella frazione di acidi grassi saturi e naturalmente contenuto anche nel latte materno) e per la sua alta percentuale di acidi grassi insaturi, quali acido oleico e linoleico (rispettivamente monoinsaturo e polinsaturo).

Peccato che...
L'acido palmitico dei latti artificiali (essendo in posizione 1 e 3 nei trigliceridi) nell’intestino si lega con il calcio e forma saponi insolubili di palmitato di calcio.
Questi,  non  potendo  essere  assorbiti,  vengono  escreti  con  le  feci  comportando   stipsi,   aumentata   consistenza   delle  feci,  ridotto  assorbimento  di  calcio  e  di  palmitato.  Alcuni  trial  clinici  hanno  evidenziato  una  ridotta  mineralizzazione ossea in lattanti che assumevano formula contenente oleina di palma quale grasso predominante.  (l’acido palmitico in posizione corretta 2 - nel latte materno -  invece favorire l’assorbimento del calcio).
Uno studio del 2013 (randomizzato e in doppio cieco) ha provato a controllare l’escrezione di calcio, il metabolismo dei grassi e la tolleranza gastrointestinale di latti formulati contenenti olio di palma e colza, confrontandoli con altri privi di questi ingredienti. Sono stati studiati 33 bambini divisi in due gruppi (17+16). I risultati dimostrano come nel primo gruppo la presenza del calcio nelle feci fosse aumentata, ovvero il bambino avesse assorbito meno di questo importante elemento. Allo stesso modo, si è notato un minore assorbimento di grassi e una consistenza delle feci più dura. Questo può dare un primo indizio verso le conseguenze dell’alimentazione basata su latti formulati con olio di palma e colza.


Le case produttrici, e quindi i medici ad esse legate come i pediatri, giustificano la presenza

Nipiol, Mellin, Plasmon, Milupa, confermano la presenza
di olio di palma e di cocco nelle miscele utilizzate, sempre nel rispetto della normativa molto restrittiva e rigorosa (decreto n. 82, 9 aprile 2009 che recepisce la direttiva europea 2006/141/CE.) sui prodotti destinati alla prima infanzia.


Humana Italia
ricorda che il latte materno è ricco di alcuni acidi grassi come l’acido oleico e l’acido palmitico e di acidi grassi essenziali (ω3, ω6) poco presenti nel latte vaccino.

Mellin sostiene di rispettare la normativa europea vigente e propone un latte che punta ad avvicinarsi il più possibile a quello materno. L’olio di palma viene utilizzato perché ricco di acido palmitico, acido grasso maggiormente presente nel latte materno, e per la sua alta percentuale di acido oleico e linoleico.


e molti pediatri a ruota sostengono che non è giusto criminalizzare l'olio di palma poiché alla fine contiene meno grassi saturi del burro..

Facciamo chiarezza sulle sue proprietà:


L'OLIO DI PALMA VERGINE (appena estratto dalla pianta) ha effettivamente un alto contenuto di vitamine e sostanze antiossidanti ed inoltre non contiene colesterolo, a differenza di molti altri grassi alimentari, ed ha un contenuto di grassi saturi comunque inferiore al burro MA IL PALMA UTILIZZATO utilizzato nei prodotti in vendita al supermercato dei Paesi occidentali, ha subito importanti processi di raffinazione che ne hanno si eliminato tutte le impurità ma, contemporaneamente, lo hanno privato di sostanze benefiche riducendolo ad un grasso di mediocre qualità, anzi dimostrato più volte come dannoso!


Nonostante si cerchi di simulare il latte materno con l'aggiunta di grassi saturi l’elevata presenza della frazione satura e di colesterolo nel latte materno, il risultato nei bambini allattati al seno sembra essere una minore predisposizione verso le condizioni metaboliche associate alle malattie cardiovascolari, all’obesità infantile, all’ipercolesterolemia, tutti vantaggi che non sono ancora stati riscontrati in quelli allattati con latte in polvere o latte formulato, anzi ne hanno maggior predisposizione!!.

Paola Assunta Buccarella, medico omeopata e nutrizionista sottolinea poi che:

"Il problema non sta solo nella quantità utilizzata nel latte artificiale, quanto nell’accumulo: il neonato comincia già ad assumere olio di palma con il latte, poi in fase di svezzamento arriva il biscottino con olio di palma, poi cresce e arrivano le merendine e biscotti, tutti con olio di palma. L’olio di palma è presente nella stragrande maggioranza dei biscotti, delle merendine, degli snack salati. Basta fare un giro in un qualsiasi supermercato e leggere le etichette per rendersene conto. I ragazzi, ma anche noi adulti, ne assumiamo una quantità esagerata molto spesso senza saperlo, perché sulle etichette non è specificata la quantità esatta di palma che noi ingeriamo con quel prodotto. Il palma se assunto a piccole dosi non dà problemi, ma la quantità ingerita è decisamente più elevata di quella stabilita, e questo può comportare ripercussioni sulla salute per l'eccessiva presenza quotidiana di grassi saturi nella nostra dieta e di cui comunque non abbiamo bisogno".

Non si vuole stigmatizzare un solo ingrediente o un solo tipo di alimento, ma è necessario avere una visione globale della questione

Ma è davvero necessario utilizzare proprio olio di palma o, al solito, è un’esigenza delle aziende produttrici?


Ci sono alcune marche che utilizzano ad esempio olio di girasole, quindi ciò è possibile. Ecco cosa ci ha detto in merito la dottoressa Bietolini biologa nutrizionista, specializzata in nutrizione preventiva per adulti e bambini e nutrizione veg in gravidanza, allattamento e svezzamento:
"L'olio di palma potrebbe essere sostituito con un olio nettamente più salutare come l'olio di girasole però non c'è un mercato particolarmente avviato su questo settore. Inoltre l'olio di girasole ha un odore molto forte ed è molto dispendioso".
Paola Assunta Buccarella aggiunge:

   "L’olio di palma non è un ingrediente indispensabile o insostituibile. L’industria alimentare italiana è affezionata al palma perché da un punto di vista chimico è simile al burro e soprattutto perché costa poco rispetto ad altri oli vegetali più nobili e nutrizionalmente equilibrati. Tenendo conto che gli oli compongono fino al 25% della miscela di latte artificiale, gli oli di pregio fanno comunque lievitare il costo dei prodotti. Le aziende potrebbero creare una filiera italiana di oli vegetali per sostituire un prodotto non indispensabile quale il palma, che tra l’altro provoca deforestazione nei Paesi tropicali produttori (ad esempio la Malesia), con altri di migliore qualità. In questo modo si limiterebbe l’assunzione di un ingrediente già troppo presente nei prodotti alimentari destinati ai bambini e ragazzi. L'olio di palma può essere tranquillamente sostituito con olio di mais, girasole, arachide, soia, extravergine d'oliva, burro di cacao".



Il problema maggiore sta nell'accumulo:

Il neonato comincia già ad assumere olio di palma con il latte, poi in fase di svezzamento arriva il biscottino con olio di palma, poi cresce e arrivano le merendine e biscotti, tutti con olio di palma.
L'olio di palma, anche se molte aziende ora stanno cercando di limitarlo ( e questo diventa un paradosso.. toglierlo nelle merendine perchè fa male, mantenerlo nel latte perchè fa bene!) in realtà si nasconde in tantissimi prodotti che mangiamo abitualmente, quindi non regge la dose minima suggerita come salutare, visto che a fine giornata il bambino l'ha ampiamente superata con l'accumulo.


Certo alcuni studi fatti in Francia nel 2009 stimano che un’assunzione media di 1,3 g di olio di palma al giorno, non incida significativamente sul rischio cardiovascolare, rispetto all’assunzione di grassi animali, peccato che un solo biscotto   di 13 gr ingerito a colazione possa contenere sino a 2 gr. di olio di palma!


Questo eccessivo apporto di grassi saturi ha conseguenze devastanti per la nostra salute.

Nonostante l'opinione pubblica abbia già ampiamente espresso il suo parere negativo sugli effetti dell'olio di palma sullo stato di salute, tanto da spingere alcuni stati come l'India ad introdurre una tassa sui prodotti contenenti olio di palma, con inevitabili ripercussioni di natura socio-economica, le organizzazioni di controllo salute  in generale sembrano molto  "caute" nell'esprimersi, nonostante l'ampia letteratura scientifica.

Non penso che occorra elencare le ricerche scientifiche a riguardo.. basta digitare su NCBI palm oil e vi si apriranno pagine di ricerche sui danni correlati a cancro, pressione arteriosa, colesterolo..
e che l'olio di palma sia dannoso ce ne possiamo accorgere dalla politica delle stesse aziende, quando a dicembre 2014 sono state costrette ad indicare chiaramente la presenza di olio di palma in etichetta per via della nuova normativa europea in proposito.

Visto che è diventato palese l'utilizzo onnnipresente dell'olio di palma (fuoriuscendo quindi dalla razione giornaliera..) le stesse aziende, con i loro main stream, hanno iniziato una politica in difesa della palma di egual potenza e parallela a quella contraria. Le aziende che hanno realizzato il documento hanno tutti gli interessi per difendere l'olio di palma, dato che per il loro lavoro rappresenta un ingrediente versatile e a basso costo. Ora le aziende alimentari italiane difendono l'olio di palma e lo proclamano come un ingrediente salutare e sostenibile. Allora perché ci hanno tenuto nascosta la sua presenza nei prodotti alimentari per anni?

Una fetta di pane con crema spalmabile al cioccolato a metà mattina, dei grissini o dei crackers a metà pomeriggio, un dolce confezionato dopo pranzo, un piatto pronto per cena: ed ecco che il consumo di olio di palma sale vertiginosamente senza che noi ce ne accorgiamo.

Certo, l'alternativa, sarebbe quella di scegliere sempre prodotti freschi e privi di olio di palma e di preparare in casa i prodotti da forno. Ma quante persone hanno davvero il tempo e la voglia di farlo rispetto a tutta la popolazione italiana? Ecco che, molto facilmente, il consumo di olio di palma va a superare quei 2,8 grammi di acidi grassi saturi assunti al giorno da ogni italiano secondo l'Aidipi. Per L'olio di palma è ricco di grassi saturi di per sé e chi consuma anche prodotti come carne, formaggi, latte e uova va ad aumentarne l'apporto giornaliero... e se pensiamo ai nostri bambini, come detto all'inizio..partiamo da latte con olio di palma, biscottino con palma.. e via via di seguito.


L'olio di palma viene utilizzato a livello industriale da parte delle aziende alimentari perché si tratta di un olio a basso costo, senza tenere conto delle conseguenze per la salute dei consumatori. L'olio di palma fa comodo alle aziende perché si conserva a lungo, dato che è resistente all'ossidazione... e farlo sembrare buono solo perchè si va ad intaccare il grande business del latte in polvere spero faccia aprire gli occhi sulla dissonanza in cui vogliono farci vivere.


Se proprio non possiamo allattare al seno e dobbiamo scegliere un latte artificiale cerchiamo il più possibile di farlo in maniera consapevole. Anche in questo caso, dunque, non dimenticate di leggere le etichette e, quando si può, date la precedenza alle alternative biologiche. Un buon latte biologico, ancor meglio del contadino che alleva mucche in modo sano è la miglio cosa.. diluito con acqua è di per se un alimento completo. Ricordarsi che il latte anche nell'infanzia NON VA ABBINATO ad altri alimenti.. se non frutta. Quindi latte e biscotti non va bene..

SCEGLIAMO SENZA OLIO DI PALMA

Latte in polvere e liquido per neonati dove non è presente olio di palma:
- Latte in polvere - Crescendo Coop 1  (0 – 6 mesi)
- Latte Superpremium 1 – Bimbosan biologico (0 – 6 mesi)
- Formulat pre1 – Dicofarm (per neonati tra i 2,5 e i 3,5 kg)
- Latte di asina biologico – Biomilkey

LATTE CRESCITA O PROSEGUIMENTO

Latte di proseguimento 2  - Crescendo Coop (6-12 mesi)
Latte Super Premium 2 - Bimbosan (6 mesi - 3 anni)
Latte crescita 3 liquido – Mellin (12 - 24 mesi)
Latte crescita biologico – Crescendo Coop (1-3 anni)
Latte Crescita 3 liquido – Granarolo (1-3 anni)
Latte crescita liquido Aptamil 3 (dopo l’anno)
Latte crescita 4 liquido – Mellin (24 - 36 mesi)








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