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2016/03/03

TRAPIANTI D'ORGANO: TRA VITA, MORTE E TRANSUMANESIMO,PERDITA DELL' INDIVIDUALITÀ. L'UOMOFORMAZIONE

Adam Martinakis


Scrisse Ida Magli nel
2008 “la Chiesa ha commesso un tragico errore dando il massimo incitamento ai trapianti perché in pratica ha annullato il significato di unicità della persona… di fatto ha annullato il significato della morte".
Ma c'è un aspetto di cui non si è mai parlato e va al di là di ogni aspetto contingente. È lo scardinamento della legge fondamentale sulla quale si regge la Natura: l'unicità del DNA di ogni individuo, quello che appunto sia individuo, diverso da tutti gli altri e non aggredibile da estranei.
Per impedire il riconoscimento e la distruzione dell'organo estraneo, si è costretti ad indebolire il più possibile il sistema immunitario che appunto garantisce la sopravvivenza con la preservazione dell'identità individuale, utilizzando degli agenti immunosopressori che abbattono le difese.
Ovviamente nessuno può impedire che immunosoppressori chimici adoperati nei trapianti vengano adoperati contro i popoli nemici in qualità di armi a facile e a basso costo come i gas ed armi batteriologiche, ma in confronto a queste con conseguenze "finali".
La Natura procede dando "forme" dall'iniziale caos indifferenziato all'ordine delle diversità e ponendo, attraverso il DNA, barriere invalicabili fra una forma e l'altra.
Il modello politico attraverso cui si muovono oggi i governi è invece convergente con i trapianti: l'annientamento delle differenze, l'interscambiabilità degli individui, dei popoli in analogia con l'interscambiabilità dei corpi.
Noi non sappiamo quale sia il mondo futuro che essi si propongono, al di fuori della Natura ma vorremmo che ce lo spiegassero.

Così passano 8 anni da quelle parole e nessuna spiegazione è ancora arrivata, solo fatti che tacciano una verità troppo scomoda da parlarne apertamente, che viene quindi resa accettabile attraverso la sperimentazione spinta ormai concesssa ed ammessa..attraverso la sollecitazione di una vita eterna.
Nel 2017, in Cina si compirà un nuovo libro sino a ieri letto come fantascienza..il primo trapianto di testa da parte del chirurgo italiano Sergio Canavero
direttore del Gruppo avanzato di Neuromodulazione di Torino
Il paziente prescelto è il
trentenne russo Valery Spiridonov, affetto da una grave patologia genetica (la malattia di Werdnig-Hoffmann.Per quanto riguarda, invece, il donatore, secondo alcuni potrebbe trattarsi di un prigioniero ucciso in seguito ad una condanna a morte.

Ricordo che i morti NON sono ADATTI all’espianto, devono essere ancora vivi perché siano utilizzabili !

Canavero è convinto che, grazie agli avanzamenti in campo medico, sia arrivato il momento giusto per "provarci": "Penso che ora siamo arrivati a un punto in cui gli aspetti tecnici siano tutti fattibili. Se la società non lo vuole, io non lo farò. Ma se questo non accadrà negli Stati Uniti o in Europa, non significa che non potrà essere fatto da qualche altra parte", aveva affermato tempo fa. Se in Italia la legge sui trapianti vieta quelli di cervello e di organi genitali, in Cina di recente si è aperto un dibattito su tecniche che chiamare spregiudicate sarebbe un eufemismo,come quelle di "taglia e incolla" del Dna su un embrione.

Il corpo e la testa del donatore e del ricevente verranno raffreddati per favorire e allungare la sopravvivenza dell'uno senza l'altra e viceversa. I due corpi verranno poi decapitati con un taglio molto netto e preciso. I loro colli verranno accostati e la perfusione dovrebbe essere favorita da una sostanza chiamata polietilenglicole, che dovrebbe far fondere i nervi delle due parti.

Dove si può spingere il progresso, la ricerca? Sin dove si può spingere la voglia di vita eterna? 

 
Sin dove vogliono farci arrivare coprendosi dietro alla paura innata dell'uomo della morte?

Penso che Ida Magli abbia racchiuso in quelle poche righe tutto un vasto concetto..l'annientamento delle differenze, l'interscambiabilità degli individui, dei popoli in analogia con l'interscambiabilità dei corpi, quella che chiamo Uomoformazione. 


Cosa può spingere un uomo a preferire che gli venga staccata la testa ed inserita  sopra il corpo di un altro, piuttosto che accettare il naturale percorso della vita? Non penso possiamo parlare di desiderio di vivere.. perchè a questi patti allora non si è capito molto del concetto di vita e morte..ma abbiamo solo un ego smisurato che si è ormai impossessato di noi.


Non abbiamo più una Natura che con il suo ciclo ci fa da specchio.. ma come in un circo ci stanno riflettendo immagini di umanità che non hanno nulla a che fare con l'umanità, ma con la sua cancellazione .. riflettiamo solo trasumanesimo, un' uomoformazione, con la distruzione totale della nostra individualità ed unicità.

Il transumanesimo pone grande enfasi sul ruolo emancipatore della scienza, della tecnica e delle libertà civili, e parte dal presupposto che l’essere umano non è il prodotto finale dell’evoluzione, ma un esemplare di essere senziente destinato ad evolversi ulteriormente . Il transumanesimo va oltre perché riconosce all’uomo il diritto di migliorare tecnologicamente non solo l’ambiente, ma anche se stesso. Il diritto individuale alla libertà morfologica, ovvero di modifica del proprio corpo e della propria mente, è una derivazione logica dell’articolo 4 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino secondo il quale:
"La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri".


Quattro sono i settori della ricerca che, passo dopo passo, sembrano attuare il programma transumanista: 
intelligenza artificiale, robotica, ingegneria genetica e nanotecnologia.
Gran parte dell’attenzione dei media e dei governi è concentrata su tutto questo: Fecondazione artificiale, trapianti di organi, clonazione, asessualità di genere Ogm sono ormai temi presenti nelle agende politiche o nelle legislazioni di molti paesi.


Siamo nell'era del transumanesimo, siamo però anche nell'era dove la fisica quantistica può dirci molto su chi siamo e dove stiamo andando, dando così un substrato scientifico ad un antico sapere.. ma come sempre si ascolta, si evidenzia solo quello che ha interesse.
L'interesse è sulla vita eterna e per arrivarci ci fanno passare accettabile l'inserimento di parti di corpo di altri esseri umani e non, per poi arrivare ad inserimenti biotecnologici.

PROSPETTIVA DI OSSERVAZIONE


Focus sul particolare, ed il particolare è sopravvivere dove prima c'era la morte, portatori di vita dove prima ci sarebbe stato il nulla eterno..
Ma il quadro generale?
Non parlo del quadro generale come progetto.. "solo" un quadro generale su cosa vuol dire un trapianto d'organo..

La neuroimaging e le neuroscienze insieme alla quantistica ci vengono incontro dimostrando verità antiche..vediamo insieme di capire  di più su cosa vuol dire un trapianto d'organo, su come siamo fatti..e di cosa siamo fatti.
Sicuramente le strade che da qui si apriranno saranno molteplici,cercheremo di convogliare solo sul concetto trapianto, perchè il quadro generale del progetto richiederebbe una discussione più ampia.
Ci allontaneremo quindi di pochi passi dal focus imposto..ma già così si aprirà una panoramica talmente vasto che sicuro tornare indietro, o vicino come si era prima non sarà più possibile.


TRAPIANTO D'ORGANO

Il primo punto da comprendere è che con un trapianto non dobbiamo pensare di inserire solo un meccanismo robotico come in una macchina.
Vero il nostro corpo è una macchina perfettamente funzionante.. ma non è da catena di montaggio.. apparentemente tutti siamo uguali in realtà siamo tutti diversi grazie a molti fattori ma che nelle scienze possiamo identificare con l'unicità del nostro DNA.

Un DNA che è matrice della nostra personalità, umanità, unicità.
Quindi sostituendo un"pezzo" non è come sostituire un pezzo di un ingranaggio meccanico.. andiamo ad inserire una parte di unicità di umanità di personalità appartenuta ad altro uomo nella nostra individualità.

Un corpo che le scienze ci hanno ampiamente dimostrato non è solo materia ma energia e vibrazione.
Energia e vibrazione che permeano ogni nostra cellula.
Con un trapianto andiamo quindi a far entrare in casa nostra un'altra persona.. e le diamo carta di agire, facendola diventare casa sua... ma pur andando in accordo andrà inevitabilmente a modificare i nostri ritmi.. la nostra personalità fisica ed energetica.


IL DNA MODIFICA LA MATERIA




E come il DNA può esercitare direttamente un'influenza diretta sui fotoni(luce = materia quantica di cui è fatto il nostro corpo) ce ne parla già l'esperimento di Popin e Gariev che nel
1992  pubblicarono uno studio in cui si evidenziava la capacità della doppia elica del DNA di modificare le proprietà fisiche di un sistema.

1). Prepararono un contenitore all’interno del quale si trovava un vuoto molto spinto. Verificarono la posizione dei fotoni all’interno del tubo, trovandovi una distribuzione “normale” (casuale) delle particelle di luce.
2) Introducendo del DNA umano nella capsula, successivamente, verificarono che i fotoni avevano cambiato la loro disposizione, seguendo uno schema geometrico, probabilmente indotto dalla forma a doppia elica del DNA
3) Ma la cosa ancora più sconvolgente, per il paradigma attuale, è che, una volta rimosso il DNA dal contenitore, i fotoni continuavano a comportarsi come se esistesse ancora una struttura in grado di dare loro un andamento diverso dalla casualità….
4) I due ricercatori, inoltre, presero lo schema di informazione di un particolare DNA e lo trasmisero ad un altro, riprogrammando il genoma. In questo modo poterono trasformare embrioni di rospo in embrioni di salamandra, non intervenendo sul genoma fisicamente, ma soltanto utilizzando la sua informazione.


INFLUENZA A DISTANZA
Gli studi del dott. Backster
 

A questo esperimento si affiancano i risultati di alcuni studi condotti dal dott. Cleve Backster, che è tra l’altro citato da Gregg Braden nel suo La Matrix Divina.Furono prelevate alcune cellule dalla parete interna della guancia di un soggetto volontario, a cui vennero fatti vedere dei filmati di vario genere, alcuni dai contenuti molto forti,  allo scopo di indurre delle emozioni intense per brevi periodi di tempo. Allo stesso tempo venivano misurate le risposte in termini di variazione del potenziale elettrico (STATI EMOTIVI) delle sue cellule prelevate e disposte a grande distanza. Il risultato fu che le cellule registravano immediatamente (secondo le parole dello stesso Backster) una risposta coerente con le emozioni vissute dal soggetto.
E questo si mantenne portando anche a 50 Km di distanza il DNA dal suo
donatore

Sia il donatore che il suo DNA furono monitorati ed il risultato fu che ai " picchi emotivi " dell'uno corrispondevano identiche risposte dell'altro nello stesso esatto momento.
Quindi in caso di trapianto d'organo fra esseri in vita come per fegato,reni,midollo osseo..gli stati emotivi del donatore quanto andranno ad agire sugli stati emotivi e fisici del ricevente?

Gregg Braden sostiene che questo esperimento indica quattro fattori:

1- Una forma di energia fino a oggi non riconosciuta pervade i tessuti viventi.
2- Le cellule e il DNA comunicano attraverso questo campo di energia.
3- Le emozioni umane hanno un'influenza diretta sul DNA vivente.
4- La distanza sembra non rappresentare un fattore rilevante ai fini dell'effetto.

Il trapianto quindi di un corpo sotto una nuova testa, o come lo vogliono chiamare trapianto di testa cosa comporterà ?
Una sorta di essere in cui la quasi totalità del suo corpo ha il DNA del donatore, con un suo cervello ben preciso nel cuore, nell'intestino.. che influenzeranno emotivamente, biochimicamente, e vibrazionalmente il cervello del "ricevente".. si pensa davvero che chi verrà fuori sarà il ricevente solo con un corpo nuovo?
In questo caso specifico.. il donatore sarà un detenuto in Cina ucciso attraverso la pena di morte.

Questo è il passaggio che dovremmo subire per farci poi accettare la più giusta soluzione di un corpo "asettico" bionico?



Con il trapianto il ricevente verrà bombardato prima e per lunghi periodi anche dopo ( forse per sempre) con immunosopressori.. in pratica le nostre difese immunitarie, le nostre barriere, la nostra unicità viene prostrata per far entrare "l'ospite" che sino a prima era estraneo.

Come per le vaccinazioni o le trasfusioni di sangue, anche per i trapianti, NON si informano mai i cittadini spiegando loro i gravi pericoli che seguono tali pratiche, malgrado tutte le assicurazioni dei “medici”; infatti coloro che effettuano un trapianto, sono costretti  continuamente ad essere sotto cura con appositi farmaci immunosoppressori, per cercare di impedire il rigetto dell’organo trapiantato, che l’organismo ricevente riconosce come NON SUO.


ESPERIENZE DI DOPPIA PERSONALITÀ


Molte sono le testimonianze fra soggetti trapiantati che in loro convivono due personalità..la loro originaria e quella del donatore.
Una doppia personalità che come Stevenson ci descrisse.. quella del ricevente per forza deve soccombere.. altrimenti si avrebbe un rigetto.
Testimonianze di cambiamento non solo di gusti alimentari, attività lavorativa, stile di vita in genere ma anche sessuale.
Claire Sylvia: il cuore trapiantato le ha dato abitudini e gusti del donatore
Cambio di genere dopo un trapianto
Nel caso di trapianto di organi giovani in un corpo di età di circa 50 anni, si è visto come l’energia “imposta” al corpo del 50 enne, è tale da sfiancarlo creandogli anche dei nuovi ed ulteriori Conflitti Spirituali interiori.
In altri casi si è osservato che alcuni, pur non sapendo chi era il donatore, lo hanno visto in sogno, fornendo anche il nome proprio; certuni arrivano a parlare, discutere, con questa personalità che è insediata in loro.
Questo significa che tutte le cellule degli organi che essi hanno ricevuto con il trapianto, hanno sicuramente impresso la personalità del soggetto che li ha “creati” e quindi quando una parte del corpo sopravvive alla morte dell’insieme, l’informazione del campo CEI (Campo Psico Energetico Informato), quindi anche il corpo eterico o parte di esso, rimane nelle cellule dell’organo espiantato e trapiantato, fornendo al nuovo corpo le informazioni dentro contenute.
Su queste basi sarebbe importante ridiscutere tutta questa tecnica anche nell’interesse del “morto”, di cui una parte non morendo, è destinata a trascinare l’altra parte del Campo (CEI) rimasta nell’organo, nell’esperienza di colui che riceve l’organo; vi è quindi la possibilità che il Campo CEI del “morto”, “possegga o tenti di possedere” il nuovo corpo per poter sopravvivere in questo nuovo essere/corpo, a discapito della propria e dell’altrui evoluzione.

MEMORIA

Ogni organo contiene le informazioni del DNA del soggetto al quale l’organo apparteneva, per cui le predisposizioni genetiche a certe malattie e quelle somatizzate durante la vita del donatore, quante sono scritte in ogni parte dell’organo da trapiantare?


UOMO CHIMERA

Chi subisce un trapianto che esita positivamente diventa una chimera, perchè presenta due sistemi cellulari diversi: le cellule di tutti i tessuti dell'organismo sono del ricevente ad esclusione delle cellule dell'organo ricevuto che appartengono al donatore, e ne possiedono quindi anche il DNA.

Le cellule hanno un loro periodo di vita, quindi  dopo un certo periodo di tempo  l'organo del donatore sarà completamente costituito da
cellule nuove, del trapiantato... ma il DNA deve rimanere doppio..

Questo per ogni tipo di trapianto, da quello del midollo osseo al trapianto di cuore per passare a quello di polmoni, reni, osseo o pelle.

Un trapianto è un trapianto. E il DNA del donatore rimane al suo posto, e
la allogenicità dei tessuti trapiantati pure, per cui in alcuni casi, se
la compatibilità non è buona, è necessario proseguire le cure
immunosoppressive per lunghi tempi, oppure si può verificare il rigetto...

TRAPIANTO COME ABUSO
Studi psichiatrici hanno rilevato che il vissuto dei pazienti trapiantati o in attesa di trapianto di midollo,potesse essere sovrapponibile a quello di una paziente vittima di abuso sessuale poichè anche quest' ultimo è assimilabile al concetto chimera. In lei/lui dopo l'abuso vivono, semplificando, due personalità vittima e carnefice.
Il vissuto del paziente trapiantato è infatti che un frammento dell' identità non solo biologica del donatore si sostituirà o si aggiungerà alla propria, costituendo una vera esperienza dell'intruso, di non essere più se stessi, di sentire dentro di sé qualcosa di alieno o essere addirittura il remplacement di qualcun altro (Nesci 2007).

Il corpo del trapiantato diventa una vera chimera biologica, con due identità, due DNA ma anche una chimera a livello di identità e personalità mentale.


LA MEMORIA CELLULARE


La memoria, una preziosa funzione che sostanzialmente viene attribuita alla psiche con l'ippotalamo e l'amigdala, depositarie senza ombra di dubbio della nostra memoria a breve e lungo termine, della memoria esplicita ed implicita.
Un qualcosa di impalpabile che va oltre la materia.
Ma se la memoria in realtà permeasse ogni nostra cellula?
Se i ricordi, le esperienze attraverso le onde emozionali si propagassero in tutto il corpo andando a caratterizzare ogni singolo organo?
Le emozioni sono fatti fisici che agiscono nel nostro corpo. Hanno precisi pattern, vie di scarico neurovegetative specifiche.
Infatti ogni medico cinese lo sa che ogni organo è legato ad una emozione, ad un tipo di energia.

La memoria ci permette di ricordare la parola,la struttura grammaticale,avere la capicità di calcolo ma è anche in grado di trasmetterci qualcosa di più profondo quasi archetipo grazie alla memoria implicita.


La memoria è in grado di attivare un sistema elettrochimico e vibratorio dove l'imput esterno o interno si trasforma in emozione e prima ancora in energia.. irradiandosi così in tutto il corpo e manifestandosi poi con evidenze corporee gestuali, di linguaggio sino a manifestazioni patologiche.

La memoria quindi un processo così impalpabile ed invisibile entra in realtà a far parte della nostra identità.

Attraverso la memoria arriviamo ad avere consapevolezza del nostro passato
e del nostro presente e quindi della nostra identità personale.

Ci fidiamo di lei come se ci rivolgessimo a noi stessi affidandole conoscenze acquisite, segreti intimi, nozioni di studio ed emozioni della nostra storia personale.


L’essere umano è costituito di materia ed energia, indissolubilmente legate tra loro e trasformabili l’una nell’altra (VEDI ESPERIMENTO DOPPIA popin) Inoltre l’energia è anche vibrazione e quindi frequenza, pertanto un corpo materiale (fisico) non solo possiede energia, ma può anche emettere o assorbire frequenza. Ogni cellula del nostro organismo, tramite il suo DNA che funziona come un trasmettitore-ricevitore, emette e può ricevere segnali frequenziali.

Tutte le cellule dell’organismo sono quindi in continua ed istantanea comunicazione fra di loro e si scambiano messaggi sotto forma di frequenze elettromagnetiche che hanno precisi effetti biologici. Si tratta di un sistema di autoregolazione continua, i cui dati viaggiano in continuazione tra le cellule, per mantenere un equilibrio dinamico di adattamento alle influenze esterne ed interne, che generano equilibrio e salute.

Le nostre cellule (ogni singola cellula del nostro corpo) contengono una vera e propria memoria. Ciò che chiamiamo “memoria cellulare” è il campo energetico cellulare collettivo, generato dalle memorie cellulari individuali.


E’ interessante quanto scrisse un medico omeopatico, Kent, alla fine
del XIX Secolo, riguardo alla memoria cellulare, molto prima della nascita della meccanica quantistica:
“Ogni tessuto nell’uomo ha la sua porzione di memoria, di comprensione e volontà. Ogni porzione dell’uomo fornisce qualcosa:qualcuna di più, qualcuna di meno, ma tutte hanno la loro memoria”.


Il corpo umano è stato osservato attraverso la lente della fisica quantistica e gli scienziati hanno scoperto che è molto di più di una macchina che risponde a leggi biochimiche.

Le nostre cellule infatti sono trasmettitori e ricettori di informazioni e controllano la nostra salute, in un modo che non avremmo mai ritenuto possibile.

Tutto ciò che sperimentiamo rimane impresso, registrato nell’ologramma cellulare sotto forma di memoria.

L’informazione racchiusa nella memoria cellulare ci condiziona tanto da predisporci a percepire e comportarci in un modo determinato.

Facendo un’analogia con un computer, l’essere olistico sarebbe l'hard disk e la memoria cellulare il database di questo disco.  Gli archivi nel database sarebbero le memorie cellulari. Tutte le cose che ci sono successe sono registrate nelle cellule del nostro corpo così come gli archivi lo sono in un computer. Tutto ciò che viene conservato lì influenza le nostre relazioni, il nostro modo di comportarci e di reagire allo stress o alle sfide emotive nella nostra vita. Nella memoria cellulare sono immagazzinate tutte le impronte coscienti o no dei comportamenti improduttivi che ci impediscono di essere felici, sani, di raggiungere i nostri obiettivi e risvegliare il nostro potenziale.

Ogni nostra cellula quindi vive e reagisce in funzione non solo di una memoria esplicita autobigrafica, sulla quale si va ad agire ma viene influenzata biologicamente, emotivamente da una memoria più profonda quella implicita, non passibile di ricordo e non verbalizzabile.

Infatti tutte le esperienze infantili dei primi due anni di vita risultano depositarie di questa forma di memoria gestita dalla sede più importante delle emozioni: L'AMIGDALA.

L'ippocampo è infatti indispensabile per la memoria esplicita ma non è maturo prima dei due anni.

Mauro Mancia ha scoperto infatti che esistono due sistemi di memoria, ognuno con reti neurali ben distinte.
Memoria esplicita e memoria implicita.
Nella memoria implicita sono contenute le esperienze arcaiche, quindi visto che la rimozione di eventuali traumi è legata alla memoria esplicita tutto ciò che avviene prima dei due anni si deposita in una forma di inconscio che non può essere rimosso, non fatto di parole ma insito nella matrice corporea.
Ricordi quindi che costituiscono il marchio, la struttura portante, il carattere della persona, coloro che condizionano tutta la vita della persona.

Se ogni cellula però ha in se una memoria olografica di tutta la nostra vita in particolare dei ricordi più arcaici..il condizionamento possiamo dire che trascende la vita, se l'organo viene trapiantato.

Infatti tanti sono i casi di trapianti d'organo in cui il ricevente cambia personalità, dai gusti alimentari, scelte di vita.. sino a scelte sessuali come abbiamo già detto.

MEMORIA CELLULARE E METABOLICA
Ogni 2 o 3 anni rinnoviamo tutte le cellule del nostro corpo, anche quelle del cervello, se i neuroni sono sempre stimolati a creare sinapsi, cioè essere sempre creativi, creando continuamente nuovi circuiti cerebro mentali.
Ecco perché occorrono circa 3 anni per poter guarire completamente da qualsiasi disturbo anche grave; occorre che le cellule della parte del corpo lesionata e la corteccia cerebrale perdano la memoria dello stato di sofferenza e di malattia che hanno registrato nel corso della patologia (leggasi memoria cellulare o metabolica).
Quando, vi e' un danno, malattia prolungata, essa produce “memoria metabolica”.
Lo si e' scoperto facendo studi sul perche' le cellule dei diabetici ricordano i valori elevati di glicemia, anche quando tornano normali.
La base della "memoria metabolica" o cellulare e' dentro nei radicali liberi (si dice siano delle tossine, ma pare che siano molto meno tossici e molto piu' utili...); questo e' cio' che traspare dagli studi del dott. Antonio Ceriello, diabetologo dell'Universita' di Udine (Italy) a Oklahoma City - USA - ed a Warwick in UK, che sono stati presentati in anteprima durante il XV Congresso dell'AMD e a Giugno 2007 portati all'attenzione internazionale durante il meeting dell'ADA (American Diabetes Association).

Secondo gli studi di “Chopra” ogni malattia ha un’origine in un qualche blocco, sia esso provocato da un trauma, un brutto ricordo o un’altra esperienza, e questo blocco viene proprio salvato nella memoria della cellula. Per esempio, se un fegato è malato di cancro, lo è oggi e lo sarà anche fra 6 mesi, sapendo però che, per quel momento, le sue cellule saranno comunque rinnovate completamente; ma allora perchè il fegato non guarisce? Perchè la memoria salvata nelle cellule, viene tramandata da una cellula all’altra prima di morire. La guarigione succede quindi, solo se la memoria o l’informazione contenuta nella cellula viene cambiata, trasformata oppure rinnovata. Occorre quindi deprogrammare mente e corpo.

Quindi quale memoria metabolica ci verrà trasmessa? Con quale memoria metabolica dovremmo fare i conti?

MEMORIA E MICROTUBOLI

La Somatic Experiencing, TuiNa, Shiatsu non agiscono direttamente sul sistema nervoso, ma sulla pelle o punti del corpo e l’Agopuntura stimola i punti dei meridiani, una rete che, nella realtà anatomica, non esiste.
Si è dimostrato che utilizzando queste tecniche si ha un rilascio delle emozione, senza sollecitare il sistema nervoso o il cervello, solo stimolando la cute o un muscolo,
Come può avvenire tutto questo?
Per capire questo fenomeno dobbiamo approfondire la nostra conoscenza sulla cellula,  il neurone, componente fondamentale del tessuto nervoso, il tessuto connettivale, le integrine e la matrice vivente.

La cellula e il neurone (cellula nervosa), sono composti da una membrana cellulare, al loro interno troviamo il citoplasma dove è immerso il nucleo, vari organelli e il citoscheletro.





Il citoscheletro è lo scheletro della cellula, costruito da microtubuli, filamenti di actina e filamenti intermedi.I microtubuli sono composti da monomeri di tubulina e da varie proteine dette MAP che si associano ai microtubuli
Sui microtubuli di tutte le cellule vengono scritte le informazioni in base a come si orientano i monomeri e alla posizione di legame delle MAP.

Non c’è un microtubulo uguale all’altro e su questi vengono memorizzate le informazioni di quando il microtubolo si è formato ( in caso di trapianto si formano in altro essere umano)


Quando la memoria o lo stato di coscienza è alterato i microtubuli vengono inibiti o alterati o non si formano.

Uno studio fatto su persone affette da Parkinson, mette in evidenza che le cellule, dello stato profondo della pelle, hanno i microtubuli alterati, quindi non solo i neuroni dopaminergici sono coinvolti nella malattia, ma anche le altre cellule.

Il recettore di superficie integrina  collega le cellule con il tessuto connettivo.

Il tessuto connettivale ricopre e mette in connessione ogni organo ed ogni sistema del corpo umano che è fuori dalla cellula.
La Matrice Vivente è la base di tutti gli essere viventi anche quando il sistema nervoso non esiste, ma è sempre presente se c’è il tessuto nervoso.
La Matrice Vivente è il sistema di comunicazione vibrazionale tra il citoscheletro sede delle informazioni e il tessuto connettivo,
Le cellule immerse in questa Matrice sono a stretto contato e quando viene stimolata una parte dell’organismo si stimola  tutto l’organismo.

Abbiamo così che le informazioni elaborate e riposte nei microtubuli delle singole cellule, per mezzo delle integrine si collegano al tessuto connettivale e la Matrice vibra le informazioni, in tutti gli apparati dell’organismo e non solo in quello nervoso.


In un trapianto i microtuboli, con una loro memoria, si collegheranno al tessuto connettivale ed alla matrice vivente del ricevente , quindi quali informazioni verranno trasmesse all'intero organismo visto che erano preposti ad informare per tenere in equilibrio un altro essere vivente?


CERVELLO NEL CUORE


Il cuore sembra possedere un vero e proprio "cervello" e quindi una sua propria intelligenza. Questo concetto è stato introdotto nel 1991 dal Dr.Armour che definisce il cuore come "un vero piccolo cervello" fornito di un proprio intrinseco sistema nervoso piuttosto complesso che opera e processa informazioni indipendentemente dal cervello e dal SNA.
Il cuore batte e si forma completamente nell'embrione umano a differenza del cervello che continua a formarsi fino ai vent'anni circa. E' probabilmente per questa sua preesistenza che l'organo cuore influisce primariamente sul cervello piuttosto che assecondarne l'influenza. Il cuore è costituito da 40.000 cellule nervose.
Nel cuore ci sono neuroni deputati non solo alla contrazione del muscolo cardiaco a ma produrre ormoni che troveranno poi recettori nella corteccia cerebrale.
Il ritmo cardiaco influenza il ritmo delle onde cerebrali al punto che schemi ritmici incoerenti del cuore alterano gli schemi delle onde cerebrali. Il cuore è in grado di inviare al cervello informazioni sullo stato emozionale in forma di schemi di frequenza cardiaca , dalla medulla al talamo e all'amigdala. Le informazioni vengono quindi processate dai lobi frontali, l'area cerebrale dell'integrazione delle sensazioni con il ragionamento e di elaborazione dei valori sociali di empatia, solidarietà, e di valutazione del comportamento.

Cuore e cervello comunicano costantemente attraverso ritmi di frequenze: quando il ritmo cardiaco è coerente il cervello reagisce con un miglior funzionamento dell'area corticale e si creano stati di chiarezza mentale, di migliore concentrazione e ragionamento sia logico sia creativo. A sua volta il cervello inviando schemi ritmici coerenti stimola stati emozionali positivi (fiducia, entusiasmo, ecc.).
Il ricercatore R.McCraty,Ph.D. afferma: "Il cuore invia un segnale forte e ritmico al quale il cervello è programmato a rispondere. Gli impulsi nervosi originati nel cuore influiscono decisamente su come pensiamo, percepiamo e sulle nostre azioni. Si può affermare che cuore e cervello dialogano l'uno con l'altro - e insieme organizzano il ritmo per l'intero sistema nervoso e per il corpo. Infatti, il cuore invia segnali al cervello più frequentemente di quanto il cervello ne invii a sua volta al cuore. Il segnale inviato - caotico o armonico che sia - definisce la differenza nel nostro comportamento e nella nostra attività.
Trapiantare un cuore con una memoria cellulare ed una sua intelligenza che apparteneva ad un'altra persona vuol dire inserire una nuova matrice che andrà ad interagire con l'amigdala, la nostra corteccia prefrontale quindi con le nostre emozioni con la nostra personalità.

Quindi trapiantando un cuore con una sua intelligenza ben diversa da quella che ha determinato con sue coerenze ed incoerenze provenienti dal cuore malato..quali nuove connessioni si creeranno?
Quale nuova intelligenza si determinerà?


Quando il donatore subisce un cambiamento emotivo, c'è una reazione accoppiata nelle cellule che si manifesta elettricamente.
Avere dentro al proprio corpo un organo da reintegrare nella propria immagine corporea e che possa quindi favorire o meno il rigetto dell’organo trapiantato. Infatti il problema centrale del trapianto, dal punto di vista psicologico è che, come nella malattia, l’interezza e l’unitarietà dell’immagine corporea viene rotta: viene estirpata una cosa che non funziona, ma che è propria, che viene sostituita con una cosa che funziona ma che non è propria.

Su questa operazione biologica, che avviene in un tempo relativamente breve, sei o sette ore di sala operatoria, il paziente deve poi fare un complesso  lavoro di ricostruzione mentale: cioè una ricomposizione della primaria immagine mentale dell’Io che il trapianto impone” improvvisamente “ per mantenere il senso di identità del soggetto.
Una distruzione del proprio io per avviare un processo di trasformazione che non segue più le leggi della natura.
Un'alterazione dello stato di coscienza. Una coscienza che sta nelle informazioni, nella trasformazione e cambiamento.
Informazione che sta alla base della materia e che ordina e regola l'espressione dei geni.. attraverso l'epigenetica.

Esiste un'informazione che sta sopra il codice genetico e che ordina e controlla l'accensione e lo spegnimento dei geni.
Uno dei pionieri in questi studi è il dott. Pier Mario Biava che da più di 20 anni fa ricerca sulle cellule staminali e sui loro meccanismi di differenziazione. Lavorando su un piccolo pesce, lo zebrafish, è riuscito ad identificare i meccanismi che mediano il trasferimento dell'informazione epigenetica al DNA. Sono i fattori di differenziazione staminale.

A seguito di queste scoperte Biava ha iniziato a fare dei test per verificare la domanda di partenza: è possibile riprogrammare le cellule?... un nuovo discorso che si apre..e che porterà a nuovi dibattiti, per ora chiediamoci:


Quali informazioni arriveremo ad avere? Quale Trasformazione è in progetto? Quale Cambiamento è in atto? A quale coscienza collettiva arriveremo?


Nanotecnologia,  biotecnologia,  scienze cognitive e tecnologia informatica per portare l’umanità in una condizione “postumana”. Una volta raggiunta questa condizione, l’uomo cesserà di essere uomo.

Egli diverrà una macchina, immune dalla morte e da tutte le “debolezze” intrinseche alla vecchia condizione umana.



Un essere che si chiuderà con un click dell'interruttore.
http://www.lifeme.it/2016/02/transgender-transumanesimo-gender.html





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