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2016/03/08

TOSSICODIPENDENZA: EMOZIONI TOSSICHE E RIPROGRAMMAZIONE MENTALE



Tossicodipendente.
Nell'immaginario collettivo è colui che fa uso di sostanze appunto tossiche da cui dipende fisicamente e mentalmente.

Interessante l'etimologia della parola tossico dal greco to-ikon ovvero distruggere,consumare, morte.

Quindi essere dipendenti da un qualcosa che ci consuma, ci distrugge e porta alla morte.
Una morte non solo fisica.. ma anche mentale.
Esistono sotto questa ottica quindi tante dipendenze e quella che fa da padrona, colei che sottende ogni dipendenza e che ci riflette l'irridiscenza dell'idea primaria: è  la  dipendenza emozionale.
Le neuroscienze ci hanno ampiamente dimostrato che le emozioni sono fatti fisici, hanno un'origine ben precisa nel nostro cervello e precisi pattern, vie di scarico, Le Doux le definì le funzioni biologiche del cervello.
Ad esempio la rabbia coinvolge determinati organi, come il medico cinese sa da tempo, e precisi sistemi neurovegetativi, e procede dal basso verso l'alto.. la paura ne altri..

Candance Pert, neurofisiologa, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino.

Ineuropeptidi devono essere considerati delle molecole "psichiche", in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma "emozioni" e segnali psicofisici: ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira... ), con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, è veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi
questi neuropeptidi e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo e non soltanto nel sistema nervoso.
Questo significa che l’intero corpo "pensa", che ogni cellula o parte del corpo "sente" e prova "emozioni", elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.

Quindi ogni volta che si crea una vibrazione emozionale avremo una cascata biochimica.
Creiamo una realtà fisiologica a partire da quello che sentiamo.


Le emozioni sono le vibrazioni con il quale il nostro cervello libico, il cervello emotivo si relaziona con l'esterno.. elaborando e trasmettendoci onde vibrazionali.. che poi arrivano a manifestarsi nel corpo attraverso il gesto, la parola, la mimica facciale sino a trasformazioni biochimiche, rilascio di endorfine, ormoni..che se non ascoltate portano all'accumulo ovvero alla malattia. Le emozioni e le sensazioni non solo sono alla base del processo di memorizzazione delle esperienze, ma sono responsabili della maggior parte dei meccanismi neurofisiologici che regolano o bloccano il funzionamento dell’intero organismo vivente.
Da differenti esperimenti e ricerche emerge che il cuore, da sempre sede delle emozioni, e il sistema limbico, vero "cuore del cervello", costituiscono il centro della complessa unità psicosomatica.
Il sistema limbico include l'ipotalamo (che controlla i meccanismi omeostatici del corpo, e che a volte è chiamato il 'cervello' del cervello) e l'amigdala.
Ricerche iniziate da Wilder Penfied e seguite da altri neurologi come Pert hanno portato in evidenza che quando si stimola con elettrodi la corteccia sopra l'amigdala, si provoca un'intera gamma di manifestazioni emozionali: potenti reazioni di rabbia, di dolore o di piacere associate a profonde memorie e sempre accompagnate da un comportamento del corpo connesso a quelle emozioni.
Di base le emozioni sono energia, reazioni a stimoli (esterni o interni) ma se represse e mantenute diventano tossiche.

Altro esperimento interessante è quello di Valerie Hunt.
Ha monitorato un gruppo di persone in tutti i loro parametri: pressione, sudorazione, battito cardiaco, respirazione, poi ha preso persone in grado di leggere l'Aura.
Oltre ad avere una corrispondenza fra le due rilevazioni mentre la persona era sottoposta a visioni con scene emotivamente forti (in negativo e positivo), quindi con alterato stato emotivo, ciò che ès tato sorprendente è stato rilevare che prima che i loro parametri fisiologici mutassero, la lettura dell'aura rilevava un cambiamento.
Quindi il cambiamento energetico precede qualcunque tipo di cambiamento biochimico e fisiologico corporeo.

Quindi se abbiamo determinati pensieri e mettiamo in atto determinati copioni emotivi stiamo cambiando prima a livello energetico, si attuerà uno stato emotivo che agirà sul cervello limbico che produrrà a cascata un comportamento neurale e rilascio ormonale, di neuropeptidi.. un cambiamento corporeo.
A tutto questo uniamo la nostra memoria cellulare,che come spiegato più volte con la sua memoria olografica porterà si ad una memoria a cui il corpo si rifà  ma sulla quale quindi possiamo agire per determinare il cambiamento ed attivare la guarigione.

In Yoga i “Samskara “vengono definiti come la memoria cellulare, il magazzino di tutte le impressioni sensoriali che l’essere umano riceve a livello conscio, preconscio e inconscio, attraverso ogni esperienza fatta nel corso della vita (o vite precedenti). Rivivere eventi o situazioni che riportano alla memoria il ricordo di una esperienza simile, precedentemente vissuta e apparentemente sepolta in qualche area della mente, significa che, anche le sensazioni ad essa collegate, vengono riportate alla mente conscia e che il comportamento ne viene inconsapevolmente influenzato.

È proprio quanto succede al tossicodipendente: il ricordo dell’esperienza si presenta e fa sì che un desiderio irrazionale e incontrollabile lo spinga a riprendere la vecchia abitudine.



Tutte le situazioni in cui o con il controllo razionale o con l' evitamento, o creazione di situazioni sfidanti, di durezza evitiamo di entrare in contatto con quello che sentiamo, assumendo così una posizione differente ed indipendentemente da quello che effettivamente proviamo, questa repressione diventa dannosa perchè l'emozione rimane bloccata quindi avremo a cascata tutta una serie di trasformazioni .
L'emozione assume quindi una doppia tossicità..

- una tossicità da ristagno: ad esempio con paura ,rabbia, stress, come ricordate in COME LO STRESS INFLUISCE SULLA MALATTIA nella prima fase dello stimolo che emotivamente percepiamo come stress,  accade che l’amigdala agisce sull’ipotalamo che a sua volta agisce sull’ipofisi e insomma, quando c’è una minaccia di pericolo, il corpo produce degli ormoni che ci preparano per l’azione. Questi ormoni, come ad esempio l’adrenalina e il cortisolo, vengono rilasciati nel flusso sanguigno e fanno aumentare il tono muscolare per preparare il corpo all’azione fisica, aumentano la frequenza cardiaca in modo che il sangue scorra più rapidamente in tutto i tessuti, agiscono sul ritmo di respirazione per aumentare la quantità di ossigeno disponibile, e ci aiutano a concentrarci per poter pianificare e pensare velocemente ad un modo per tirarsi fuori dai guai... ma se manteniamo intrappolato tutto questo o quando percepiamo gli stimoli esterni come continue situazioni emotivamente stressanti,andremo a vivere una cronicità emotiva che si manifesterà con una cronicità fisica. La malattia, la patologia arriva..ed arriva dicendoci che dobbiamo vedere qualcosa che sino ad allora abbiamo voluto ignorare..
Malattia quindi come portatrice di un cambiamento necessario.


- tossicità da appagamento: un appagamento momentaneo a cui si lega la dipendenza per sopperire al senso di mancanza. Gli ormoni dello stress (adrenalina e noradrenalina) rilasciati dalle nostre ghiandole quando siamo sotto pressione sono stimolanti che ci fanno sentire più forti, più potenti ed efficienti. Le endorfine endogene rilasciate agiscono come veri oppiacei endogeni . Sintetizzati anche nell'ipofisi, nei surreni e in alcuni tratti dell'apparato digerente questi peptidi hanno i loro recettori in varie zone del sistema nervoso centrale dove si concentrano soprattutto nelle aree deputate alla percezione dolorifica ed al senso di piacere..ma il numero maggiore è stato trovato proprio in quella amigdala sede della nostra memoria inconscia.
Le endorfine hanno dunque la capacità di portarci piacere, gratificazione e felicità aiutandoci a sopportare meglio lo stress..
Se però le situazioni emotive tossiche, scaturite da memoria traumatica permangono scattano in noi sistemi di bisogno di ricompensa, appagamento, insoddisfazione.. che portano al bisogno di colmare biochimicamente il vuoto.
Da qui una dipendenza biochimica a cui può spesso non bastare la dipendenza emotiva, come motivo scatenante della cascata ormonale e dei neurotrasmettitori, ma il bisogno di trovare esternamente qualcosa che colmi e procuri lo stesso appagamento, vedi dipendenza da sostanze, gioco, affettiva.
Un circolo vizioso che porta all'autolesionismo, poichè si sposta all'esterno il punto di controllo, privandoci della proprietà di noi stessi.
Quindi qualsiasi stimolante ad azione rapida, cocaina, anfetamina o la nostra stessa adrenalina, possono diventare sostanze dalle quali diventiamo dipendenti, perché appunto ci fanno sentire più “in gamba”, ma l’effetto è sempre di breve durata e il dopo tende ad abbattere umore e corpo altrettanto rapidamente. Quando questi effetti passano abbiamo la necessità di sperimentare ancora le stesse sensazioni.

   Quando scopriamo inconsciamente che la stimolazione dell’adrenalina è piacevole, troviamo sempre nuovi modi di produrla.(idem per le endorfine, dopamina...)


LETTING GO- LASCIAR ANDARE-

Le emozioni sono per loro natura eventi fisiologici che hanno una percorso ad onda, 3 infatti sono le fasi dello stress a livello neurofisologico, biochimico.

Le emozioni:
SORGONO: da uno stimolo interno o esterno
DEVONO SALIRE ed esplodere raggiungendo l'acme, ma se le lasciamo salire sino in cima, e sappiamo stare nella criticità per forza
DEVONO RIDISCENDERE infatti ad uno stimolo di stress la terza fase corrisponde appunto all'esaurimento che assicura al corpo il riposo necessario per rimettersi completamente; in genere comincia quando l’organismo percepisce il pericolo come finito o quando le energie cominciano a venir meno.


Se impariamo quindi lasciar fluire l'emozione, la reazione allo stimolo il calo dell'onda:

  -  le energie non sono esaurite del tutto e la persona avverte la fase di esaurimento come un torpore benefico rilassante, con una sensibile sensazione di debolezza e lassità (come dopo una competizione o un rapporto sessuale)

Si ha un calo vorticoso di ormoni come adrenalina, noradrenalina e cortisolo (surrenici) e la rapida diminuzione delle riserve energetiche.
In sostanza ci troviamo davanti a un’azione depressiva contraria a quella da resistenza che tenderà a riportare il corpo nella condizione precedente allo stress e quindi in equilibrio (il sistema parasimpatico calmante prende il posto di quello simpatico).

Se invece tratteniamo, ostacoliamo e creiamo una opposizione all'emozione faremo restare intrappolato questo stato di stress...e quando l'onda dovrebbe calare:

 -   la fase di resistenza è durata troppo e l’esaurimento è dovuto alla completa mancanza di energie, con periodi di recupero lunghi e debilitanti (anche depressivi)

Se tratteniamo e viviamo ogni stimolo con una reazione emotiva intrappolata avremo stress continuativo nel corpo come aumento della pressione, aumento di zuccheri nel sangue, il corpo ha un declino del sistema immunitario (link  ),riduzione totale alla resistenza, indebolimento generale fisico e psicologico.

Le emozioni rabbia,dolore,tristezza, malinconia, piacere,appagamento.. sono tutte emozioni che vengono elaborate dal nostro cervello libico.Il cervello primitivo, il cervello dell'inconscio non rimosso.

Da qui infatti si aggancia un concetto importante:
Siamo noi che creiamo la nostra realtà.

Qualcuno dice che la proiezione fa la percezione cioè quello che io proietto, la mia interpretazione delle cose, fa come le vivo.
La realtà cambia in base a come la percepisco ma anche in base alla MAPPA che ho a disposizione. Una mappa di ricordi che il nostro cervello libico custodisce segretamente a cui attingiamo involontariamente ogni volta che uno stimolo si propone.

Grazie soprattutto agli studi di Kandel che gli valsero un premio Nobel sappiamo dell'esistenza di un sistema di memoria a lungo termine, esplicita, verbalizzabile ma anche di un memoria sotterranea, implicita, non passibile di ricordo e non verbalizzabile, che Mancia fa depositare appunto nell'amigdala visto che sino ai due anni l'ippocampo non è sviluppato.


La memoria esplicita ed implicita, quella verbale e non hanno creato un vero archivio emozionale..ed ogni volta che noi ci rapportiamo al mondo attraverso i 5 sensi attingiamo volontariamente alla memoria esplicita, mentre il nostro corpo attinge senza che noi lo sappiamo a quella implicita a quella più antica, .. quella prima dei due anni.
Una memoria dove la parola non esiste.. una dimensione di memoria fatta solo di energia, immagini,sogni,suoni,odori..
Una luogo fatto di vibrazioni.

Quindi possiamo scegliere inconsciamente o razionalmente la strada della sostanza chimica.. oppure  rimanere ancorati inconsciamente a tutta una serie di emozioni che possono produrla come rabbia, paura..
Un fenomeno che avviene non con la mente razionale.. ma con la mente irrazionale, con il cervello libico.


COMUNICARE CON IL CERVELLO EMOZIONALE

Come possiamo arrivare a comunicare quindi con il nostro inconscio, con il nostro cervello emozionale?
Attraverso un piano che non ha a che fare con la parola ed il ricordo esplicito.. ma con tutto un linguaggio sensoriale, di immagini, emozioni, stati alterati di coscienza che permettono di arrivare a dove la coscienza risiede nel cervello..
Bisogna arrivare nel profondo per attivare la neuroplasticità, nuove connessioni neurali, nuove associazioni che permettano quindi la trasformazione della percezione.
Trasformando la percezione si ha il cambiamento del vissuto storico.. e quindi la rimozione dell'emozione tossica anche a ritroso.
Un sapere antico.. che i veda conoscevano , abbiamo infatti luna delle forma di yoga più antiche :lo Yoga Nidra.

Una forma di guarigione, una forma di riconnessione, di osservazione, riprogrammazione che risale e migliaia di anni fa.
Come sempre però gli antichi saperi sono sempre stati visti con scetticismo poichè a rigor della medicina d'organo e delle scienze mancavano di un subtrato scientifico..ma ecco arrivare negli anni '60 il ricercatore José Silva ed al quale si è ispirato il  dott. Simonton per l’ideazione del suo sistema terapeutico, si basa proprio sulla ri-programmazione della mente, effettuata conducendo il paziente in un particolare stato di attività cerebrale, per guarire, per essere felici, per vivere la propria esistenza pienamente.

ONDE CEREBRALI E RIPROGRAMMAZIONE DELLA PERCEZIONE

Nel corpo di ogni essere umano esistono micro antenne, conosciute con il nome di amminoacidi, direttamente collegate con il DNA, che funzionano da trasmettitore e ricevitore estremamente sofisticati di frequenze.
Le emozioni, i pensieri e le parole hanno una loro frequenza vibrazionale, cioè generano lunghezze d'onda di varie velocità e durata, che vengono trasmesse grazie al campo magnetico del corpo umano e delle singole cellule, e che possono attivare queste microantenne. Emozioni negative, di paura, ansia, rabbia e simili attivano solo alcune di queste “antenne”. Mentre le emozioni positive attivano un numero molto più elevato di “antenne” perché generano una lunghezza d'onda veloce e corta.


Il cervello  vive vari stadi di attività elettrica,attraverso ognuno dei quali abbiamo un preciso stato di attenzione, assimilazione, riposo, benessere, estasi..
Onde Beta
che vanno dai 12 ai 35 Hz negli adulti in stato di coscienza attiva e concentrata come accade, ad esempio, durante lo studio.
Onde Alpha che vanno dagli 8 ai 12 Hz e corrispondono a stati di coscienza tranquilla,di apprendimento,recezione, di veglia rilassata e sonnolenza (momento in cui si è nel dormiveglia)
Lo stato che abbiamo denominato Alpha corrisponde ad una condizione di benessere, di serenità e di calma tipica delle fasi di pre-sonno e di risveglio. In tale situazione (in particolare nello stato Alpha profondo, ossia base) è stato scientificamente verificato che lo stress si dissolve, l’organismo ritrova l’ottimale equilibrio, gli organi acquisiscono il loro regolare funzionamento, la pressione del sangue ed il battito cardiaco si normalizzano.


Il metodo Silva
Si tratta di un sistema di riprogrammazione mentale il nome da José Silva, basato sull’uso di immagini prodotte a livello di coscienza Alpha le cui frequenze sono, come abbiamo visto, molto più ridotte rispetto a quelle di un ordinario stato di veglia attiva (onde Beta).
Tale metodo utilizza il rilassamento attivo, dinamico, basato sulla visualizzazione di immagini positive create dall’emisfero dx (dove risiede, appunto, la creatività) che normalmente non viene utilizzato nelle attività consce.
Grazie a questo sistema è possibile controllare in modo consapevole gli stati mentali profondi allo scopo di non far interferire i pensieri e le emozioni limitanti con il naturale processo di autoguarigione del corpo. Se, infatti, l’essere umano non ostacolasse tramite i propri pensieri, frutto di emozioni costrittive come la paura, la preoccupazione, lo stress, il processo naturale di autoguarigione dell’organismo, quest’ultimo risolverebbe autonomamente qualunque problema e disfunzione.
Nello svolgimento del processo di riprogrammazione della mente, si creano, dunque, credenze ed aspettative positive in grado di migliorare la salute e l’esistenza in quanto il rilassamento attuato non è realizzato in forma passiva, bensì attiva, con la necessaria visualizzare di immagini aventi una valenza positiva.
Il metodo Silva costituisce, come testimoniano milioni di esperti del sistema originari di circa settantadue paesi nel mondo, un valido aiuto in svariate situazioni e necessità quali: dolore, capacità di addormentarsi e svegliarsi quando occorre, smettere di fumare, potenziamento della memoria e della concentrazione, depressione, ecc.

E questo non è pari pari quello che avviene nell'antico yoga Nidra?


LO YOGA NIDRA

Lo yoga nidra, che è un metodo semplice e non intellettuale che, non solo rilassa solo profondamente le tensioni fisiche, mentali ed emozionali, ma agisce direttamente sulla psiche.

È uno strumento pratico che aiuta ad aumentare il livello di consapevolezza, ad entrare in contatto con la mente pre-conscia e inconscia ed a iniziare un percorso di ristrutturazione della personalità. Questa tecnica di rilassamento cerca di sviluppare l’attitudine del “testimone neutrale” in modo da permettere alle tensioni emozionali bloccate di liberarsi più facilmente.

Attraverso fasi specifiche delle pratiche vengono favoriti lo stato catartico e l’accesso a dimensioni più profonde della mente. Questo permette di iniziare a riconoscere, prima, e ad eliminarne dopo le cause che hanno prodotto il blocco o il disturbo emozionale alla base della dipendenza e successivamente  permette di utilizzare l’energia cristallizzata nel tentativo di tenere a bada le problematiche personali per il processo di trasformazione di tali tendenze distruttive. 

Nello stato di yoga-nidra l’emissione delle onde celebrali è principalmente di tipo alfa, in questa fase la mente è in una condizione di alta ricettività, pronta a ricevere e a trattenere le autosuggestioni che il praticante le fornisce.


Così, essa diventa terreno fertile per seminare e far crescere il “Sankalpa”. Questa parola sanscrita ha il significato di proponimento, risoluzione, affermazione positiva di una condizione che viene sintetizzata in una frase ripetuta mentalmente e visualizzata durante un particolare momento della pratica di yoga-nidra.

Il Sankalpa, entra direttamente nella mente pre-conscia e di qui, successivamente, viene trasferito a livello conscio e trasformato in forza di volontà. Diventa così uno strumento molto potente per favorire la riabilitazione morale, per rieducare e ad avere fiducia in se stessi, per essere più consapevoli e responsabili delle proprie azioni, per affrontare le difficoltà e per auto-disciplinarsi.

Durante yoga-nidra, attraverso la rotazione di consapevolezza intorno alle differenti parti del corpo fisico e sugli organi interni, nella mente pre-conscia si sviluppa l’idea di uno schema corporeo sano e ben definito, si verifica una regolarizzazione del tono vegetativo ed uno stato di profondo rilassamento psico-fisico. Quando questo stato si consolida e diventa duraturo, si stabilisce una condizione che Paramahansa Satyananda definisce “immunità nei confronti dell’azione devastante delle frustrazioni, conflitti, difficoltà che un individuo deve per forza affrontare nel corso della propria vita”.


In alcune pratiche di Yoga Nidra si pratica anche il non coinvolgimento e la disidentificazione. Si tratta di far rivivere, durante la tecnica, le immagini dettagliate di un particolare avvenimento negativo, lasciando affiorare emozioni e reazioni di ogni tipo connesse a quell’evento; questa fase della pratica viene fatta seguire più volte finché le reazioni diventano progressivamente sempre meno intense fino a sparire; a questo punto viene proposto di immaginare la trasformazione positiva dell’evento e, contemporaneamente vengono suggerite delle suggestioni di rinforzo: giuste azioni, rapporti, relazioni con se stessi e con gli altri, autostima, al fine di favorire la ristrutturazione delle capacità individuali di espressione. La padronanza ottenuta su quello specifico evento, modifica il comportamento e produce un cambiamento nell’attitudine di base nell’individuo.


La pratica di Yoga Nidra, è una pratica molto delicata, i suoi benefici sono molteplici ed intensi.

Può succedere, durante una seduta Yoga Nidra, ( anche in persone non soggette allo dipendenza ), di provare sensazioni di capogiro, ronzio alle orecchie, nausea, leggera tachicardia che sono reazioni di adattamento al tentativo di ricerca di un nuovo equilibrio vegetativo; a volte il praticante riferisce di provare sensazioni strane in zone particolari del corpo che potrebbero essere in relazione a trauma subiti nel passato e che  devono essere considerate come una scarica emotiva. Lo yoga nidra può costituire un ‘importante via per coloro che non hanno sviluppato un’autoconsapevolezza sufficiente per essere in grado di valutare le proprie azioni e reazioni interiori.


Quindi a posteriori possiamo comprendere ancora meglio il concetto:
Noi creiamo la nostra realtà.
Quello che proietto, la mia interpretazione delle cose, fa la percezione di come le vivo.

In questo senso la mente diventa il più potente strumento di guarigione rispetto a qualsiasi situazione.


Bisogna deprogrammare e riporgrammare la mente subconscia, creare nuovi collegamenti.. e questo può avvenire tramite la ripetizione, il ritmo e l'emozione.
Cambiare significa usare pensieri nuovi, tracciare solchi mai tracciati, utilizzando nuovi verbi, nuovi vocaboli che producono nuove emozioni e nuovi collegamenti neuronali. Senza necessità di spiegazioni, che andrebbero a rafforzare i vecchi collegamenti nel nostro cervello che non ci servono più, gli schemi passati vengono abbandonati.



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Fonti:
http://www.cranio-sacrale.com/lavoridiricerca/sistemalimbico.htm
http://www.valentinachiarappa.it/metodo-silva--programmazione-mentale-ed-autoguarigione.html
http://www.lescienze.it/news/2008/12/30/news/voglia_di_emozioni_forti_una_questione_di_dopamina-577099/

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