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2016/03/09

SVEZZAMENTO VEG: VEGETARIANO VEGANO È POSSIBILE?




Nonostante sempre più medici siano in accordo che l'alimentazione vegetariana o vegana sia possibile sia in gravidanza sia durante lo svezzamento, sono poche le mamme che fanno seguire ai propri figli un’alimentazione non onnivera...
Si sarebbe bello ma ...
Non bisogna  aspettare di crescere per vedere gli effetti  benefici della dieta verde. Alcuni studi hanno osservato che i bambini vegetariani si ammalano meno già all'asilo, perché hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, che seguono invece una dieta che favorisce una risposta infiammatoria più forte.
Sullo svezzamento si sentono dire tante cose, spesso senza fondamento, quello che serve è buon senso come in qualunque svezzamento.
Da ricordare che i nostri nonni non vivevano di carne.. macellare l'animale voleva dire togliersi latte, formaggio e tanto altro..era un lusso la carne in tavola!.eppure..

Uno dei temi più caldi dell’alimentazione vegetariana è l’applicazione di questo stile alimentare ai bambini. Per alcuni è un’imposizione ma non lo è, nella misura in cui non lo è qualsiasi decisione che necessariamente un genitore prende per il proprio figlio.

“Per pianificare una dieta vegetariana è necessario rivolgersi a un pediatra esperto in nutrizione vegetariana-vegana, in modo da soddisfare tutte le esigenze del bambino nelle sue varie fasi di crescita”. Questa è la prima raccomandazione ai genitori che decidono di crescere bimbi vegetariani o vegani di Leonardo Pinelli, vice-presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Diabetologia e Nutrizione pediatrica presso l’Università di Verona

Le diete latto-ovo-vegetariane e vegane ben pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei neonati, dei bambini e degli adolescenti: lo sostengono l’American Dietetic Association (la principale organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione degli Stati Uniti e la più grande al mondo), l’American Academy of Pediatrics (la Società Pediatrica Americana, fra le più grosse a livello internazionale) e la Canadian Pediatric Society (la principale associazione canadese di medici nutrizionisti) - Leonardo Pinelli

Premesso questo, quando si parla di vegetarismo e bambini in Italia, non si può non nominare il massimo esperto e pioniere in questo campo: il dott. Luciano Proietti di Torino, pediatra, che studia sul campo l’alimentazione vegetariana in età pediatrica dagli anni settanta.
Il dott. Proietti sostiene che è più sbagliato, fisiologicamente parlando, per un bambino di pochi mesi, introdurre quei “papponi” di passato di verdura, cereali, carne omogeneizzata e parmigiano così come consigliato di solito. Non solo formaggi e carne sono cibi troppo impegnativi per un intestino immaturo ma lo è anche  la fibra dei vegetali!

Secondo il Dott. Proietti infatti, l’introduzione di carne e latticini, alimenti concentrati di proteine e grassi, va a compensare l’effetto della fibra, perché, in un intestino non ancora allenato, “sequestra” i grassi, proteine, ferro e altri minerali, diminuendone l’assorbimento. Inserire fibra troppo precocemente porta all’introduzione di cibi non fisiologici come carne e latticini.



Ma quindi, cosa mangia un bimbo veg?

Quando iniziare?

In realtà come in ogni svezzamento dovrebbe essere il bambino a guidare e non farglielo vivere come una tabella di marcia.
Alcuni pediatri lo iniziano a 4 anni.. con terribile devastazione della flora intestinale.
L’inizio è personalizzato in base alle esigenze e alle caratteristiche del bambino: indicativamente, tra i 6 e i 12 mesi. Per motivi legati allo sviluppo motorio (in particolare l’acquisizione della posizione seduta), dell’apparato digerente e immunitari è comunque consigliabile per tutti attendere almeno i 6 mesi.


I primi alimenti

In generale, a partire dai sei mesi ed entro il compimento del primo anno, s’introducono i primi assaggi di qualcosa che non sia latte (materno o formulato), che, per un bambino vegetariano e per un onnivoro, consistono comunquein:

- Frutta fresca di stagione stracotta e passata (evitare gli omogeneizzati in commercio). All’inizio si proporranno solo alcuni cucchiaini di frutta e si terminerà il pasto col latte.

- Brodo vegetale. Anche il brodo vegetale, quel liquido che tutte le mamme ben conoscono, per i pediatri è la base delle prime pappe: prima solo carota e patata, poi anche zucchina, sedano, cipolla, pomodoro… Anche il bimbo veg lo potrà mangiare. Il procedimento è il solito: una volta bollite le verdure, va filtrato e usata solo la parte liquida, almeno fino all’anno di età.Importante infatti non inserire troppe fibre..dopo l'anno iniziare ad inserire lentamente una verdura schiacciata alla volta.

- Cereali. Nel brodo vegetale va diluita un po’ di crema di cereali fino al raggiungimento della consistenza più adatta alle capacità masticatorie del bambino (in genere 2-3 cucchiai). Per alcune settimane o mesi si utilizzano cereali privi di glutine come riso, mais, tapioca, miglio, grano saraceno, quinoa e amaranto.

Le creme del commercio (es. crema di riso) sono quasi tutte preparate a partire da cereali raffinati o perlati: hanno il vantaggio di un ridotto contenuto di fibre, ma contestualmente sono molto impoverite nel contenuto di minerali e vitamine e un alto indice glicemico.

Come defibrare la crema di cereali in casa?
Cuocere lentamente un cereale integrale o decorticato per 3 ore circa finché l’acqua non sarà tutta o quasi tutta assorbita (i cereali integrali infatti non vanno mai scolati, altrimenti si perderebbe con l’acqua parte delle loro ricchezze di minerali e vitamine). Dopo la cottura si lascia intiepidire il cereale stracotto e poi lo si passa al passaverdure (NON FRULLARE) per ridurlo in crema usando il disco con forellini più piccoli per trattenere le fibre. In sostanza il cereale viene sottoposto a questo trattamento per separare la parte fibrosa (per il momento da eliminare) da quella cremosa (la crema di cereale). La crema integrale ottenuta va poi suddivisa in piccoli contenitori monoporzione da freezer (2-4 cucchiai di crema per contenitore) e congelata.


- Legumi. Vanno quindi aggiunto 2-3 cucchiaini di legumi. Inizialmente si usano le lenticchie rosse decorticate. In seguito, intorno agli 8 mesi saranno proposti i piselli spezzati, gli azuki e poi tutti gli altri legumi (fagioli, ceci, soja, fave, lenticchie, cicerchie). Gradualmente si dovrebbe arrivare ad una proporzione fra cereali e legumi di 2:1. Da rilevare che le proteine dei legumi si complementano perfettamente con quelle dei cereali permettendo di fornire all’organismo tutti gli aminoacidi essenziali.I legumi devono essere rigorosamente tenuti a bagno almeno 12 ore, cambiando spesso l’acqua e quelli con buccia dopo la cottura devono essere passati, NON FRULLATI, per eliminare la buccia, di difficile digestione per il bambino.

- Alghe.(dagli 8 mesi) Per la cottura del brodo, unire all’acqua un pezzetto (circa 0.5-1 cm) di alga secca (kombu, dulse, nori, wakame, arame, etc). Le alghe sono molto remineralizzanti, si usano con parsimonia scegliendo quelle di origine baltica e britannica.

- Semi oleosi 
(dal 7 mese) Un cucchiaino di semi oleosi (lino, sesamo, girasole, zucca) polverizzati col macinacaffé.

- Latticini e formaggi Di recente la SIP (Società Italiana di Pediatria) ha demolito il dogma dei latticini, dichiarando che prima dell’anno di età è bene non inserire parmigiano nelle pappe! La paventata necessità di introdurre alimenti particolarmente ricchi in calcio, come latte e latticini, proviene dall’errore di consumare cibi acidificanti come le carni, che di fatto sequestrano calcio da ossa e denti indebolendoli. E questo vale anche per gli adulti.

Un discorso particolare sul latte di soia.
Oggi giorno la soia è al 90% un alimento geneticamente modificato, quindi è da evitare da farlo assumere ai bambini.

Per quanto riguarda i formaggi invece è meglio prediligere quelli freschi e molli, come crescenza, ricotta, fiocchi di latte, sia di vacca che di capra. I formaggi devono essere biologici provenienti da allevamenti non forzati e privi di ormoni (vedi formaggi commerciali).

- Frutta secca (dal 10 mese) Insieme ai semi oleosi è utile polverizzare anche un po’ di frutta secca (noci, mandorle, pistacchi, nocciole, anacardi) alternando le fonti. E’ corretto polverizzare i semi al momento dell’utilizzo per evitare l’ossidazione di alcuni nutrienti (in particolare gli acidi grassi polinsaturi).

- Olio di oliva extravergine. Un cucchiaino di olio extravergine di oliva in ogni pappa E’ preferibile utilizzare olii spremuti a freddo piuttosto che estratti a freddo.

- Olio di lino da frigo. Un cucchiaino di olio di lino comprato rigorosamente dal banco frigorifero e conservato in frigo. Permette di garantire il giusto apporto di acidi grassi omega 3 e va aggiunto alla pappa una sola volta al giorno.

- Limone. Iniziare con una o due gocce nella pappa sino ad 1 cucchiaino di succo. Aggiunto alla pappa non ne altera il gusto e migliora l’assorbimento del ferro contenuto nei legumi, nei semi, nelle verdure e nei cereali integrali

- Insaporenti ed erbe aromatiche. E’ preferibile evitare il grana che è troppo ricco di proteine e sali. Può essere sostituito da lievito alimentare secco in polvere, molto ricco di vitamine, magari mescolato a mandorle polverizzate. L’aggiunta di erbe aromatiche è sempre molto vantaggiosa

- Lievito alimentare secco. Ottimo integratore e sostituto del grana come spolverata finale alla pappa.

- Germe di grano. Solo nel momento in cui si inizieranno i cereali con glutine, si aggiungerà alla pappa anche un cucchiaino di germe di grano, molto ricco in ferro

- Estratti, centrifugati e spremute Negli spuntini la frutta può essere proposta anche in forma liquida (es. spremute, ovviamente senza zucchero aggiunto), estratti o centrifugati. Questi ultimi due si prestano a offrire anche bevande miste di verdura e frutta con ridotto contenuto di fibra.

- Pappe dolci.
Si preparano assemblando 3 ingredienti principali: latte (latte materno o adattato), cereale (es. crema di riso) e frutta (frutta fresca grattugiata o frullata).



Gli alimenti successivi

- Derivati dei cereali.
Gradualmente, nel tempo, le creme e le farine saranno sostituite da formulazioni via via più consistenti e di grana maggiore: semolini, cous-cous, bulghur, fiocchi di cereali (inizialmente si prediligono quelli più piccoli, es. amaranto, quinoa, miglio, riso). Le cosiddette “pastine”, largamente utilizzate, non sono una tappa obbligata dello svezzamento: esse vengono sempre deglutite intere senza alcun benché minimo impastamento con la saliva e pertanto sono di digestione laboriosa.


- Legumi e derivati. Rimarranno sempre l’alimento proteico di riferimento e dovrebbero essere presenti tutti i giorni. Anche alcuni derivati come il tofu possono essere introdotti già nelle prime fasi dello svezzamento. I latto-ovo-vegetariani, col tempo, potranno anche utilizzare -con frequenze nettamente inferiori ai legumi- alimenti proteici alternativi come i formaggi freschi e magri (es. ricotta di solo siero e mucca o di capra), lo yoghurt (senza zuccheri aggiunti!) e le uova.

- Puree o creme di verdure. Preparate con verdure di stagione cotte a vapore e brodo vegetale o latte

- Mousse alla frutta. Preparate con frutta e yogurt.

Dopo i 12 mesi possono essere introdotti altri elementi: il tempeh (soia fermentata), gli agrumi, le fragole, i kiwi, la frutta essiccata, le mele, i fichi, le verdure solanacee (ossia pomodori, melanzane, peperoni), i funghi e il gomasio. Bisogna invece aspettare i 3 anni per il seitan, le arachidi e qualsiasi altro alimento causa di allergie in famiglia.
E via via fino a mangiare quello che mangiano mamma e papà”.

Svezzamento vegano

Mario Berveglieri, pediatra specialista dell'alimentazione e nutrizione vegetariana afferma che "purchè si parli di alimentazione ben pianificata, uno svezzamento vegano opportunamente condotto non presenta rischi, a qualsiasi altro svezzamento, onnivero o vegetariano.

Una dieta vegana bilanciata è in grado di far fronte a tutte le richieste nutrizionali del bambino.

L'ALIMENTAZIONE VEGAN NEI BAMBINI
Indicazioni pratiche di svezzamento a cura della Dott.ssa Luciana Baroni





Consigli generali

In generale, vegetariana vegana.. ma alla fine anche onnivera ciò che conta nello svezzamento è equilibrio, buon senso ed introduzione lenta di ogni singolo alimento, rispettando le richieste del bambino.
Bilanciare quindi: verdura, frutta, cereali integrali, alimenti proteici come legumi e derivati, semi oleaginosi, frutta secca, olio..
Inoltre in una dieta vegetariana,continua Berveglieri, devono essere assenti gli zuccheri aggiunti come glucosio, destrosio, fruttosio, sciroppo di glucosio e dolcificanti in genere. (accortezza che andrebbe mantenuta a prescindere!)


La frutta di stagione va inserita preferibilmente a colazione o negli spuntini, sempre lontano dai pasti principali.
Anche il latte mai associarlo comunque a carboidrati.
La verdura invece è essenziale pranzo e cena.
A base di tutto devono esserci i cereali integrali, sotto ogni forma, farine,chicco,pasta, pane..
Le proteine vanno inserite attraverso i legumi. (farina di ceci ad esempio..)
I semi oleaginosi possono esere inseriti al momento una volta al giorno.



Quali sono le carenze che si rischiano con lo svezzamento vegetariano e che bisogna prevenire?

La vitamina B12 non è presente negli alimenti vegetali, per cui va integrata dando al bambino 3 gocce al giorno. A questo proposito bisogna dire che anche gli onnivori che assumono alimenti animali da allevamenti intensivi, possono essere carenti di vitamina B12, perché gli antibiotici, somministrati attraverso i mangimi, distruggono i batteri che sintetizzano la vitamina B12 nell’intestino dell’animale.


Un'altra possibile carenza è relativa alla vitamina D: ne bastano 0,4-0,6 ml al giorno, tutto l’anno, una carenza che comunque è presente in quasi tutti i bambini e maggior parte della popolazione adulta, causata dal maggior offuscamento solare.

Per gli Omega 3 è sufficiente, nei primi due anni di vita, un cucchiaino da tè di olio di semi di lino spremuto e conservato in frigorifero, oppure 3 cucchiaini di semi di lino macinati, o 30 g di gherigli di noci al giorno


E per quanto riguarda il ferro, si rischiano carenze?

Il ferro contenuto nel latte materno, essendo più biodisponibile, ad esempio rispetto a quello presente nel latte vaccino, è più che sufficiente al fabbisogno del bambino.Durante lo svezzamento è importante associare vitamina C alle verdure che contengono ferro, ad esempio con qualche goccia di limone. Il  limone (è alcalino e non acido come si pensa) sugli alimenti contenenti ferro: si forma un sale, l’ascorbato di ferro, che viene facilmente assorbito dall’intestino.

Da notare infatti che l’aspetto fondamentale è l’effettivo assorbimento di ferro: la vitamina C favorisce il suo assorbimento anche da quegli alimenti dove è meno biodisponibile. Ricordiamo che il ferro è importante per lo sviluppo psicomotorio del bambino e per le sue difese immunitarie.

Quali sono gli alimenti più ricchi di proteine e ferro?

Legumi, soia, cereali integrali. Anche le verdure contengono proteine, seppure in minima quantità. Troviamo il ferro anche nei legumi, nella frutta secca e nella verdura a foglia verde. Inoltre esistono numerose interazioni che favoriscono l’assorbimento del ferro e permettono di mantenerne un’adeguata quantità anche in età pediatrica: l’abbinamento ideale è con gli alimenti contenenti vitamina C (limone in particolare, ma anche kiwi, agrumi, peperoni, broccoli).

Per le proteine bisogna abbinare i cereali con i legumi o usare gli pseudo-cereali come grano saraceno, quinoa o amaranto, che contengono tutti e nove gli aminoacidi essenziali, mattoni per la costruzione delle proteine.

Come assicurare il giusto apporto di calcio?

Il problema non è solo quanto calcio si assume, ma anche quanto calcio viene realmente trattenuto per le necessità di crescita ossea. Le proteine vegetali, in particolare quelle dei legumi, favoriscono il mantenimento del calcio rispetto a quelle animali, quindi possiamo affermare che i vegetariani e i vegani ne hanno bisogno di meno perché ne trattengono di più. Inoltre il calcio viene trattenuto maggiormente in diete povere di sodio.

Pensiamo alla diffusione dell’osteoporosi: è maggiore da noi (dove consumiamo latte e formaggi) rispetto che in Asia dove si consumano più cereali e quasi nulla di latte e formaggi. La quantità di calcio è minore nei legumi maggiore nelle verdure crocifere, come cavoli, broccoli, cavolfiori, nelle quali la biodisponibilità di calcio è par al 50-60% contro i 30-40% del latte vaccino.


L'importante quindi rispettare una sorta di tabella di introduzione alimenti, varietà, equilibrio e soprattutto alimenti veri.
Alimenti veri quindi alimenti freschi, di stagione non di derivazione OGM, biologici, senza aggiunta di conservanti, zuccheri, edulcoranti.
Una raccomandazione che dovrebbe essere rispettata da tutti!





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