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2016/03/10

PUBERTÀ PRECOCE E NON SOLO: INTERFERENTI ENDOCRINI SUGLI ADOLESCENTI



Sulla presenza degli interferenti endocrini nei cosmetici ne avevamo già parlato ampiamente riguardo alla menopausa precoce.

Arriva nuovo studio condotto da ricercatori della University of California - Berkeley questa volta sui livelli degli interferenti endocrini nei corpi di ADOLESCENTI dopo aver smesso da tre giorni l'utilizzo di COMETICI, SHAMPOO, SAPONI che contenevano le sostanze inquisite: ftalati, parabeni e triclosan.

Gli interferenti endocrini  in modo subdolo agiscono all'interno del nostro corpo andando ad interferire con le funzioni dei nostri ormoni,il corpo non li riconosce come componenti esterni e dannosi e li lascia li indisturbati.. quindi sono sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l'associazione, l'azione, o l'eliminazione degli ormoni naturali del corpo,sono di conseguenza responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell'omeostasi cellulare.

tratto da Prospettiva Pediatrica


100 ragazze tra i 14 ei 18 anni, tutte provenienti da Salinas, in California si sono impegnate a non utilizzare i loro prodotti regolari per la cura personale per tre giorni facendo affidamento esclusivamente su prodotti liberi dei sospetti distruttori endocrini ftalati, parabeni e triclosan.

SILICONI,PARAFFINA,PARABENI NEI COSMETICI: DA EVITARE E PERCHE'

PARABENI NATURALI: IL GRANDE MITO, IL GRANDE INGANNO

Dopo tre giorni, gli esami delle urine i ragazzi hanno mostrato queste diminuzioni nelle concentrazioni degli ingredienti cosmetici in fase di studio:
    44 per cento in meno dei livelli di metile e propile parabeni. Parabeni sono conservanti ampiamente utilizzati nei prodotti cosmetici, shampoo e lozioni per la pelle.
    35 per cento nel triclosan, una sostanza chimica antibatterica comune nel sapone liquido antibatterico mano, detersivo per piatti, dentifricio, lavare viso e deodorante. Triclosan è stato collegato alla rottura di tiroide e ormoni riproduttivi.
    27 per cento nel ftalati mono-etil. Gli ftalati, plastificanti industriali comuni, appaiono in un certo smalto e profumi.



Sicuramente è un dato positivo che scegliendo accuratamente i prodotti cosmetici, per la pulizia possiamo diminuire la presenza di questi interferenti, anche se il problema rimane, poichè sappiamo che queste sostanze si trovano anche in altri prodotti di uso comune come i FILTRI UV, PFOA,PFOS (sostanze che persistono a lungo nell’ambiente e si concentrano negli
organismi viventi, e quindi anche negli alimenti), pesticidi, bisfenolo,parti in plastica di molti dispositivi medici usati negli ospedali. Si trovano anche nel food packaging, ovvero nei contenitori o nelle pellicole che servono per proteggere il cibo ed ancora E320...

Butilparabene conservante
Etilparabene conservante
Metilparabene conservante
Propilparabene conservante
3-Benzilidene canfora filtro UV
4,4' diidrossi benzofene detto Oxibenzone filtro UV
Acido Idrossicinnamico (PCA)
cura della pelle
Resorcinolo colorante capelli
Triclosan antibatterico

..... continua in
15 interferenti endocrini più pericolosi ATTENZIONE A COSA MANGIAMO,RESPIRIAMO,BEVIAMO E CI SPALMIAMO

Tratto da prospettiva Pediatrica

Danni

I danni degli interferenti endocrini si "trasmettono" anche al feto.
Quindi una donna esposta ad alto livello di interferenti endocrini può danneggiare il bambino.

La maggior parte degli EDCs siano stati studiati in relazione ai loro possibili effetti simil-estrogenici, motivo per cui vengono anche denominati xeno estrogeni, esiste l’evidenza, per molte di queste sostanze, di azioni complesse a livello di diversi organi o apparati:

•apparato riproduttivo maschile: ipospadia, criptorchidismo, sindrome  da  disgenesia  testicolare,  pubertà  ritardata,  infertilità, neoplasie testicolari a sviluppo dalle cellule germinali, carcinoma della prostata;
apparato riproduttivo femminile: pubertà precoce, telarca prematuro  isolato,  sindrome  dell’ovaio  policistico,  malformazioni del  tratto  genitale,  disturbi  dell’ovulazione, premature  ovarian failure, endometriosi,  leiomiomi  uterini,  adenocarcinoma  della vagina;
•mammella: anomalie di sviluppo, disturbi dell’allattamento, carcinoma;
•target neuroendocrini:  anomalie  degli  assi  ipotalamo-ipofisi-
gonadi,  ipotalamo-ipofisi-surrene,  ipotalamo-ipofisi-tiroide;  alterata funzione somatotropa dell’ipofisi;
•tiroide;
•surrene;
•tessuto adiposo:
alterazioni del metabolismo intermedio, obesità, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari


Pubertà precoce

La pubertà precoce è ancora tradizionalmente definita come la comparsa dei caratteri sessuali secondari prima degli 8 anni nelle femmine  e  prima  dei  9  anni  nel  maschio.  Diversi  fattori  influenzano  il timing della pubertà e l’insorgenza di pubertà precoce (Tab.III).
L’esposizione  ed  ECDs  quali  alogenati  organici,  pesticidi  come  il
DDT, diossina e numerosi altri inquinanti sono stati associati ad alterazioni della pubertà. È stato dimostrato, in seguito ad un incidente come  la  figlie  di  donne  esposte  in  utero  ad  elevate  concentrazioni di Bisfenili Polibrominati (PBBs), rispetto alle non esposte avessero avuto  il  menarca  mediamente  un  anno  prima;  analogamente  nelle bambine  esposte  in  utero  ad  elevati  livelli  di  DDT  e  del  suo  metabolita  DDE  la  comparsa  delle  mestruazioni  anticipava  di  un  anno rispetto alle bambine non esposte. Tra gli EDCs molti hanno azione
estrogeno simile e, nel modello animale, vanno ad alterare il timing della pubertà. Nell’uomo si ipotizza che avvenga la stessa cosa, ma i dati non sono ancora definitivi.

Effetti sull’apparato riproduttivo femminile in età evolutiva
Policistosi ovarica (PCOS).

È  una  sindrome  eterogenea  caratterizzata  da  persistente  oligo-
amenorrea  ed  iperandrogenismo,  in  assenza  di  altre  patologie  endocrine.
Recenti  studi  effettuati  sul  modello  animale  ovino  hanno  evidenziato  come  l’esposizione  in  utero  a  testosterone  esogeno  provochi un  fenotipo  PCOS-simile.  È  quindi  possibile  che  anche  nell’uomo, l’esposizione  intrauterina  ad  EDCs  androgeno-simili  sia  la  causa di  policistosi  ovarica  in  età  adulta.  Uno  dei  EDCs  apparentemente coinvolto  è  il  triclorocarban  che  ha  proprietà  androgeno  simili  ed è  contenuto  in  molti  disinfettanti  e  prodotti  per  l’igiene  personale.
È stato osservato come nelle donne con PCOS l’aumento dei livelli
di testosterone sia associato ad una diminuzione della clearance di Bisfenolo A, anche se una correlazione tra i valori non è ancora stata dimostrata in modo univoco.

Anomalie del tratto riproduttivo

L’azione degli EDCs sul tratto riproduttivo è ben dimostrata, e conseguente all’esposizione in utero a Dietilistilbestrolo (DES). Le anomalie più comunemente riscontrate sono a carico delle tube uterine, anomalie della cervice, utero a T. Tutte queste condizioni si associano ad un aumento rischio di gravidanze ectopiche, parti pretermine ed aborti spontanei.
Il DES è inoltre coinvolto in un raro istotipo di cancro vaginale.
Studi condotti sulla prole di femmine di ratto esposte durante la gravidanza a miscele di PCBs hanno dimostrato una modificazione del
pattern di espressione di aromatasi e 5-alfa-reduttasi, responsabili del  corretto  rapporto  di  estradiolo  e  testosterone,  che  si  mantiene fino all’età adulta


Effetti sull’insorgenza di ginecomastia puberale

In uno studio del 2009 effettuato da Durmaz etal. è stata riscontrata  una  correlazione  tra  i  livelli  di  ftalati  e  il  rischio  di  ginecomastia puberale. Una delle possibili spiegazioni del fenomeno è legata alle proprietà antiandrogeniche degli ftalati che sono state dimostrate nel modello  animale.  Gli  ftalati  aumentano  sia  la  sensibilità  del  tessuto mammario agli estrogeni, sia i livelli circolanti degli estrogeni stessi. La presenza di una relazione di causa-effetto è anche suggerita da riscontro  di  elevati  livelli  di  ftalati  nei  pazienti  che  hanno  effettuato accesso ospedaliero per dolore mammario. Sempre nello stesso studio è stata riscontrata una correlazione inversa, non significativa,
tra i livelli di ftalati e quelli di testosterone libero circolante. Non si è
riscontrata correlazione con il volume testicolare.


Infine, anche dosi molto basse di diversi IE nell’ambiente e negli alimenti, con la
stessa azione, potrebbero sommarsi sino ad indurre un effetto tossico
significativo (effetto cocktail).

Quindi ci troviamo come sempre difronte a questo bipolarismo degli organi di controllo.. da un lato L'OMS li definisce e li valuta , la Commissione Europea sugli interferenti endocrini  se ne preoccupa...dall'altra il non fare nulla.
Il fare non vuol dire tamponare ma ELIMINARE, NON METTERE IN COMMERCIO. La Food and Drug Administration federale non ha praticamente alcuna autorità sopra il settore dei prodotti personali per la cura. Le aziende possono utilizzare praticamente qualsiasi sostanza chimica o una combinazione di sostanze chimiche esponendo così donne, adolescenti ed anche bambine al rischio di gravi patologie.

Eliminare i parabeni.. non vuol dire eliminare gli interferenti endocrini!!

Gli interferenti endocrini sono ovunque.. il cocktail avviene quotidianamente..ed intorno si fa solo tanta nebulosa di chiacchiere.

Per quel che si può evitare cerchiamo noi consumatori, mamme.. di stare attenti e attente... quindi in questo caso non sottovalutiamo cosmetici, prodotti della pulizia, disinfezione..


Letture correlate:

15 interferenti endocrini più pericolosi ATTENZIONE A COSA MANGIAMO,RESPIRIAMO,BEVIAMO E CI SPALMIAMO
BISFENOLO:NON SOLO NELLA PLASTICA,BISFENOLO FREE TOSSICO
SAPONI EVITARE SODIUM TOLLOWATE
SILICONI E PARAFFINA NEI PRODOTTI COSMETICI
organizzazione del commercio





Fonti:
http://www.ewg.org/enviroblog/2016/03/potentially-toxic-chemicals-plummet-teens-after-switching-safer-cosmetics
http://sip.it/wp-content/uploads/2011/12/Proped.pdf#page=40

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/decalogo_interf_endocr_13032014.pdf
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/IVconferenza_reach_zaghi.pdf

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11888842
http://www.gruppohera.it/binary/hr_press_comunicazione/press_kit/Atti_convegno_Interferenti_Web_DEF.1421321484.pdf


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