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2016/03/05

5 POSIZIONI YOGA:COME SUPERARE LE PAURE







Le emozioni sono fatti fisici che agiscono nel nostro corpo, hanno precisi pattern, vie di scarico neurovegetative specifiche.
Infatti ogni medico Cinese sa che ogni organo è legato ad un emozione, ad un tipo di energia.
Le emozioni sono fondamentali ma dobbiamo imparare ad ascoltarle per poterle comprender e comprendere cosa ci trasmettono anche a livello corporeo, perchè tramite il linguaggio del corpo, che comunemente chiamiamo malattia ad esempio, ci stanno informando che desiderano ascolto e forse è arrivato il momento di un cambiamento.

Trasformazione e cambiamento creando nuovi percorsi neurali
, nuove associazioni per dare alla memoria nuovi collegamenti tra ciò che viviamo e le emozioni.

Le emozioni scaturiscono dall'associazione fra il fatto dell'ora e l'archivio che abbiamo costruito non solo nell'ipotalamo con la memoria biografica ma anche nell'amigdala, con una memoria più arcaica..ancestrale, che risale a prima dei due anni.

La paura
è una di queste ultime ..essenziale per avvertirci dello stato di pericolo, ma se la nostra memoria ha creato collegamenti gestiti con la lente di traumi anche ripetuti.. la paura riaffiora continuamente, con odori, suoni, immagini, parole.. e il non ascolto porta in dissonanza, disequilibrio alla rottura..

La pratica quotidiana e graduale dello yoga aiuta proprio in questo senso a non temere, ad andare avanti, a trasformare, con tutta la pazienza di chi sa che una posizione non è raggiungibile in poco tempo e con molte aspettative, ma anzi con umiltà e nella tendenza al contatto con l'essenza. Trovando la propria, personale, intima spiritualità.
Per ritrovare la centralità nella vita o anche circoscritto ad un momento di aiuto sono le asana di equilibrio in generale.
La pratica delle posizioni di equilibrio sono infatti un ottimo modo per imparare a trovare quel punto fermo che esiste dentro noi stessi e che, coltivandolo, ci regalerà “il cuore di un equilibrista”.



Se siete alle prime armi avvicinatevi all'asana con umiltà e perseveranza.
Non pretendete di ottenerla stabile e perfetta.
Solo la costanza, l'impegno e seminando ogni giorno arriverete alla centralità



Le paure concrete:

quelle che si manifestano con la paura definibili materiali,di telefonare, di volare,di animali e insetti, dei temporali, della folla, del dentista…Sthambasana (il pilastro) è una posizione yoga utile per chi ha paura e non riesce a sostenere le difficoltà della vita

Sthambasana, la posizione del Pilastro






Lavora sul primo chakra Manipura.
Dalla posizione supina, gambe unite e braccia vicine al corpo, palmo in basso, con un unico gesto sollevare le gambe, unite e tese, a 90° e contemporaneamente anche le braccia, tese e larghe come le spalle, a 90° rispetto al busto e al pavimento. L’aspetto del corpo è quello di “un tavolino rovesciato”.
Ruotare quindi le mani sui polsi, per portare i palmi verso l’alto; anche i piedi sono “a martello”, per offrire le piante dei piedi al cielo. È come se sulle mani e sui piedi ci fosse un peso, come quello di un’immaginaria volta, di cui le gambe e le braccia sono i “pilastri”.Tenere 3-5 respiri e tornare col corpo disteso: in un unico gesto, espirando, riportare a terra gambe e braccia insieme. Riposare.Ripetere un totale di 3 volte, aumentando ogni volta di 1 respiro, fino a raggiungere il tempo massimo di 14 respiri per ciascuna ripetizione.

Le paure indefinite:
la morte, il buio, il sonno, i sogni, la religione, l’occulto, i fantasmi, il soprannaturale. L’apprensione è sconosciuta, si hanno presentimenti, premonizioni, superstizioni e si ha paura di questi “poteri”

“Mi sento un blocco qui”, toccandosi il centro dell’addome, dove ha sede il plesso solare.

Vriksha, la posizione dell' Albero






Lavora sul quarto chakra Anahat, il centro dell’identità, del coraggio di essere sé stessi, dell’amore impersonale e incondizionato, del senso di comunione e di unità con tutto ciò che ci circonda.
E’ il centro dell’intero sistema dei chakra perché collega i tre centri inferiori, fisici ed emotivi, ai tre centri superiori, mentali e spirituali.
In piedi, gambe leggermente divaricate, busto eretto. Sposta leggermente il peso sul piede sinistro, tenendo l’interno ben saldo a terra. Piegate il ginocchio destro, allungate la mano destra verso il basso e afferrate la caviglia corrispondente. Sollevate il piede destro e appoggiate la pianta destra all’interno della coscia sinistra, premendo il tallone destro nell’inguine a sinistra. Il centro del bacino deve essere perpendicolare al piede sinistro. Allungate il coccige in direzione del pavimento. Premete saldamente la pianta del piede destro contro l’interno coscia spingendo in direzione opposta con l’esterno della gamba sinistra. Alzate le mani verso l’alto, tenendole parallele tra di loro, congiungere i palmi delle mani. Mantenete lo sguardo fisso su un punto davanti a voi. Mantenete questa posizione almeno per qualche minuto, alternando i piedi.

La paura di perdere il controllo:

di avere un esaurimento, di perdere il controllo di sé, di lasciarsi andare, di compiere azioni irreparabili verso gli altri e verso sé stessi.


Bhujangasana, la posizione del cobra





Bhujangasana, il cobra, è una posizione adatta a chi non riconosce le proprie emozioni e non si lascia andare facilmente (anche nella sessualità).

Dalla posizione distesa prona, appoggiare a terra la fronte, unendo le gambe e allungando i piedi a terra e unendo i talloni;sistemare le mani ai lati del torace, all’altezza del petto, con i gomiti piegati;strisciando quasi sul tappetino la fronte, il naso, la bocca e il mento, ruotare il capo all’indietro spingendo il mento verso l’alto e sollevare un po’ anche il busto (ma l’ombelico resta sul pavimento e le braccia rimangono piegate). Restare 1-3 respiri, tornare con il mento a terra, ruotare il capo per riportare la fronte sul pavimento quindi sciogliere la posizione e riposare.

Ripetere tutto altre 2 volte, aumentando ogni volta di 1-2 respiri
Una paura effettiva e una fittizia:

per chi prova un terrore estremo, come il timore di morire, un’angoscia folle dettata da cause reali (incidenti, disgrazie, malattie improvvise, traumi, spaventi) oppure da cause profondamente inconsce.


Abhaya Mudra, il gesto che allontana la paura






Abhaya Mudra, il gesto (mudra) che allontana la paura (bhaya=paura; a=privativo).

Posizione facile, comoda con schiena eretta e gli occhi chiusi, immaginare di avere il gomito destro appoggiato su un ripiano all’altezza della vita e, ruotando l’avambraccio, sollevarlo fino a portare la mano all’altezza della spalla, con il palmo in avanti.La mano simboleggia una sorta di “scudo” che “ferma” la paura. La mano può anche portarsi davanti al petto, a proteggere il plesso solare.Restare, respirando tranquillamente, con l’attenzione rivolta al centro della mano, su cui potremmo sentire svilupparsi del calore o un formicolìo.L’altra mano resta in grembo, col palmo verso l’alto.

Pratichiamo questo gesto ogni volta che sentiamo “salire la paura”, o anche il ricordo di un evento traumatico. Come dire alla paura: “Ferma, stai lì. Non ti avvicinare. La mano te lo impedisce e mi protegge”.

Diventa anche un'ancora visiva nei momenti di crash.. chiudere gli occhi e visualizzarsi in quella posizione.

Guarire con i Mantra:

MANTRA CHATTRA CHAKKRA VARTEE


Questo Mantra rimuove l'ansia, le paure, la depressione, e le fobie.
Instilla il coraggio e la mancanza di paura nella fibra di una persona.
Continua a leggere... ( con testo e video ascolto)

Letture correlate:


COME VINCERE LA PAURA CON LE PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO


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