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2016/03/11

IL PERDONO, IL LETTING GO: COSA È COME AVVIENE,IL SALTO QUANTICO



Il concetto di perdono spesso non è facile da intraprendere come cammino,  forse anche  perchè impregnato di una valenza religiosa, cattolica.. se invece alla parola perdonare noi associassimo il concetto LASCIAR ANDARE ?

Quando avvengono fatti dolorosi, traumi, separazioni.. le emozioni arrivano, e come loro natura salgono ci pervadono completamente fisicamente con le loro cascate neurali ed ormonali, alterando il nostro sistema neurologico, immunologico..poi discendono, tutto cala, si placa.. ma se noi invece tratteniamo quell'evento, quel ricordo tratteniamo anche lo stato emotivo, così da onda energetica si trasforma in emoziona tossica.

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Un trattenere, un rinchiudere la nostra mente con emozioni fisiche vivendo il presente futuro in una gabbia..una gabbia che inevitabilmente porta, come visto tante volte, alla malattia.

Come disse  Sir Isaac Newton con la terza legge della fisica: per ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria...in questo caso: il lasciar andare.

Il perdono, il lasciar andare, non sono azioni a basso prezzo, occorre un cammino preciso fatto di pieno confronto con il dolore e con noi stessi.

Si chiede "mi hai perdonato? " "Lo hai perdonato?"
e le risposte che seguono spesso sono: " È andata così", "Avrà avuto le sue ragioni.." "Inutile arrabbiarsi..".. questo non è perdono. Questi sono tutti meccanismi di giustificazione.

Quindi COSA NON È IL PERDONO, LETTING GO

- Non è dimenticare
- Non è giustificare
- Non è riconciliazione, infatti perdonare non vuol dire tornare con.. può essere che l'esperienza si è conclusa, che quello che ha vissuto gli basta e non intende avere oltre..magari la fiducia si è rotta..
- Non significa negare i propri diritti, arrivati al perdono spesso può accadere di non voler procedere nella difesa dei diritti, in realtà si tratta di due piani diversi. In quello emozionale è giusto il perdono, in quello materiale è giusto difendere i propri diritti, altrimenti si diventa vittime della ferita.
- Non significa che l'altro cambi, non può diventare ricatto emotivo.
- Non significa lasciar andare immediatamente la collera, lo stato emotivo di rabbia, dolore, umiliazione ... vanno vissuti a pieno, stando nella criticità, sino al raggiungimento del picco in modo da farla liberare totalmente.


Quindi COSA È IL PERDONO, LETTING GO


Il perdono è decidere di fare qualcosa di buono per noi stessi, è un ripulirsi, un liberarsi da ciò che tenevamo stretto, da ciò che ci imprigionava: L'emozione tossica. Evitare così di continuare a dare potere a qualcosa o qualcuno che non sia noi stessi.
Prima di capire come lasciar andare è importante capire il salto che dobbiamo fare per intraprendere il perdono, ovvero il così chiamato salto quantico emotivo.


Il salto quantico emotivo

Ci sono tante filosofie, toerie su quanti sono gli stati di coscienza, secondo i chakra ne abbiamo 7.. possiamo però riassumerne 3 fondamentali da un punto di vista quantico:

Stadio 1:
si vive fortemente in base a quello che si ha e legati al giudizio verso se stessi e degli altri.

Stadio 2:
si vive in uno stato dove l'emozione diventa importante ma dove viene vissuta come bisogno. Condizionati dall'essere amato o non amato.

Stadio 3:
si è felici semplicemente perchè siamo. Il resto accade ma dentro si ha un forte senso dell'IO SONO.

Vivere le emozioni solo nei primi due  stadi non ci fa fare il così detto salto quantico, quello che ci permette di vivere allo stato naturale, perchè siamo distolti da tante cose o persone, bisogna passare al mondo 3 perchè avvenga.

Ad esempio siamo in ritardo ad un appuntamento di lavoro, macchina rotta o imbottigliati dal traffico..

Viverla alla stadio 1:
ci si arrabbia tantissimo, ci si arrabbia con il traffico, con se stessi perchè siamo partiti tardi, dovevo pensarci prima, come ho fatto a non pensarci..ecco il tizio mi ha fatto perdere tempo, quindi ci si arrabbia pure con lui, insomma un processo a salire di rabbia contro tutti e tutto. Risultato arriverò molto stressato, arrabbiato magari con senso di colpa e quindi non a pieno delle capacità.

Viverla allo stadio 2: si vive non tanto nel fatto ma nelle emozioni dell'altro. Cosa penseranno di me? Quindi non si vive nella rabbia ma nella vergogna. Si richiama magari alla memoria tutte le volte che ho fatto brutte figure.. ovvio perchè sono sfigato, e magari non sono in grado essere degno di fiducia se non so arrivare puntuale..Quindi l'unica responsabilità su noi stessi.

Viverla allo stadio 3: Se questa cosa succede sicuramente è buona per me. Se questa cosa succede sicuramente ho un'opportunità da sfruttare.. magari ho più tempo per pensare a quello che devo dire..

Il mondo 3 è il salto quantico, smettere di essere VITTIMA DI QUELLO CHE CI ACCADE, e riacquistare il potere, riprendere il potere sulla realtà!

La realtà è messa li per favorirci in qualcosa, quindi diventa a nostro servizio qualunque cosa ci metta difronte.

In certe situazioni può essere più facile, in altre no.. e ragionare così può essere vertiginoso dobbiamo ricordare comunque che tutti gli stimoli arrivano perchè da noi creati al momento opportuno perchè noi dobbiamo cogliere e fare esperienza... anche la malattia.. serve tutto perchè noi ci trasformiamo.
Gli stimoli, tutti sono indizi di aspetti IRRISOLTI, perchè se è buono per me ma sto male vuol dire che ho qualcosa da risolvere.

Perchè se perdo l'occasione.... ne arriverà un'altra!
Arriveranno magari più "pesanti" sino a quando non la si coglierà per evolvere.

Su queste basi arriva il perdono, il saper lasciar andare.
Solo pensando al mondo 3, " ciò che è arrivato è buono per me, anche se non lo vedo"

LE TRE FASI DEL LETTING GO

Il lasciar andare è un processo, non è un'azione immediata come abbiamo detto.

Come per il salto quantico 3 sono le fasi che deve passare:

STADIO 1 L'ACCUSA: vivere pienamente la rabbia dello stadio 1, portando fuori tutto il sentimento sino al suo acme nei confronti della cosa o persona che ci ha ferito. Tutto deve venire fuori senza pietà, senza remore anche se si tratta di pensieri in altre circostanze non pensabili. (Tutto ovviamente da non svolgere da soli ma con il supporto medico)

Non esiste perdono senza passare dalle parti più dense, più forti dell'esperienza emotiva.La dottoressa Erica Poli a riguardo parla di processo Alchemico, per passare dal piombo all'oro occorre entrare nella fornace, nella fase della Rubedo, quando il piombo entra nella fornace per la trasformazione.

Svuotarsi completamente, entrando così in uno stato di coscienza alterato, entrando in profonda connessione con l'inconscio sino ad allora represso, come dice Jung con l'archetipo di Sé.
Solo liberandoci possiamo arrivare ad affrontare la fase 2

STADIO 2 LA RESPONSABILITÀ:
Si tratta di una fase importante che potrebbe essere vista come non empatica, non affettiva.
In realtà è una fase che obbligatoriamente deve seguire la prima e non può essere affrontata da sola perchè si avrebbe un altro effetto.

La domanda da chiedersi infatti è Cosa ho fatto io per permettere che ciò accadesse? In che modo ho contribuito? Cosa non ho fatto per difendermi, proteggermi?

Tutto questo però non va letto assolutamente come accusa verso se stessi, anzi, dopo aver lasciato andare la rabbia nella fase 1 diventa un esser consapevoli del proprio ruolo, del bisogno che si aveva in quel momento che ci ha portato a quello, del fatto che non si poteva essere in grado di fare meglio per come eravamo in quel momento.

Capire quindi cosa non ha funzionato, cosa ci teneva legati ad una ena situazione emotiva che ci obbligava a metterci in una determinata situazione.
Capire cosa non ha funzionato per poterlo modificare.

E' sottile la differenza ma cambia tutto!

STADIO 3 IL CAMBIAMENTO: Solo a questo punto passando per l'auto osservazione si arriva alla guarigione, si fa il salto quantico.Niente ha più il significato di prima e come spiega l'esperimento della doppia fenditura a posteriori, con la diversa osservazione non cambiamo solo il dopo ma anche il prima.
La persona accusata diventa una persona con una sua realtà che aveva le sue debolezze per fare quello che ha fatto, come noi le nostre.

Quando si agisce con il lasciar andare si entra in rapporto con l'accusa e con un archetipo universale, IL BAMBINO FERITO, con l'ingiustizia.
Una parte che va ascoltata ma che va anche superata, altrimenti la situazione traumatica rimarrà, come rimarrà imprigionata l'emozione e noi ci identificheremo come la vittima. All'inizio verremo coccolati, circondati.. ma poco dopo tutto ritornerà uguale e riprenderanno a trattarci così.. vedi anche il ciclo di maltrattamenti.

TECNICHE DI PERDONO
Ci sono due piccole tecniche apprese durante una conferenza della psicologa Erica Poli facenti parte di due tecniche molto più ampie ma che trovo molto interessanti per approcciarsi ed iniziare a sperimentare questo perdono, il salto quantico.

Erica Poli consiglia di iniziare con cose piccole, piccoli eventi anche perchè possono venire fuori emozioni, situazioni molto forti che è bene non vivere da soli.
Queste tecniche fanno parte delle tecniche utilizzate dalla ISTDP (L'Istituto Italiano per la Ricerca e l'Insegnamento della Psicoterapia Dinamica Breve di H.Davanloo).
Si tratta di una psicoterapia dinamica intensiva, empiricamente validata con prove scientifiche, che parte dalle emozioni corporee per arrivare direttamente nel profondo dell'inconscio con la rimozione delle emozioni tossiche




IL BAMBINO INTERNO
Tecnica del ponte temporale
progetto che l’artista ucraino Aleksandr Milov

Sedersi in posizione eretta comoda ma presenti, scrociando tutto gambe e braccia. Chiudere gli occhi o se preferisci fissa un punto.

Portare l'attenzione al cuore o dove tu lo localizzi, forse vedendolo,forse sentendone il battito, ortando l'attenzione allo sterno, a quello che c'è sotto.
Forse non lo senti affatto, va bene lo stesso, osserva semplicemente quello che accade.
Porta l'attenzione sempre più in profondità in quella zona.
Porta una mano sul petto dove senti o pensi ci sia il tuo cuore. Comincia ad entrare in contatto con i battiti. Puo' essere che li sentirai accelerare o rallentare, che li senti attutiti o li senti bene. Puo' essere che senti un cambiamento nel loro ritmo man mano che porti l'attenzione.
Entra semplicemente in contatto con il tuo cuore che batte tutti i giorni, ogni istante indipendentemente da ogni tuo pensiero o attività.
Batte per te ed è vivo.
Forse da tempo non entravi in contatto con il tuo cuore, hai come la percezione che sia come un animale in letargo che esce guardingo sotto il tuo occhio, sotto la tua attenzione. Abbi pazienza. Un cuore a lungo ignorato è spesso un cuore timido, timoroso di un altro tradimento di un'altra carenza di attenzione.
Perciò abbi pazienza e resta in asolto.
Ora imparerai a fare in modo che il tuo cuore si apra e tu possa sentirlo più presente e vicino dentro di te.
Per fare questo vai a contatto con una esperienza o situazione che ti comunichi gioia, gratitudine, condivisione.
Magari è un'esperienza vissuta o che ti hanno raccontato o una tua situazione idealein cui credi oppure quando ti sei sentito felice l'ultima volta, quando ti hanno fatto un dono, qualsiasi essa sia richiamala a te la sensazione di gioia ed apertura, condivisione, gratitudine, di connessione con tutti e tutto, voglia di abbracciare tutto quanto.

Senti come un tepore può espandersi nel tuo petto, senti quanto sei molto più vicino al tuo cuore.

Ora sei pronto a dialogare con chi abita li da tanto tempo.
Sei pronto a ritrovare qualcuno che da molto tempo abita li, roprio nel centro del vostro petto, e forse per sapere qualcosa in più su qualche ferita e qualcosa che volete risolvere.
Perciò adesso continuando a rimanere presente e connesso, porta l'attenzione su quel ricordo su quella situazione in cui forse eri piccolo, eri bambino, forse è qualcosa che hai vissuto come un'ingiustizia. Qualcosa di cui provi colpa o vergogna.
Cerca di visualizzare o sentire come eri in quella situazione.Cerva di ricalarti e ricordare  e poi datti il tempo per ascoltate cosa ha da dirti quella parte di te.
Lasciala parlare liberamente, senza remore, senza timore. Ascolta cosa ha da dirti, le accuse che ha da farti. Mentre questo accade prendi coscienza di quella parte, perchè questo è l'intento del lavoro di questo momento.
Sai che forse devi tornare a parlare con questa parte ma per il momento è sufficiente che gli chiedi scusa per non esserti occupato sino ad ora di tutto questo.
Se te la senti prometti a te stesso che non lascerai più sola questa parte.
Non importa quanto tempo ci vorrà o quando accadrà per imparare a pieno e comprendere.Non importa.
Prometti a questa parte del to cuore che da questo momento ci sarai.
Tutto è perfetto come lo hai vissuto. Quando te la senti apri gli occhi fai un bel sorriso anche se hai pianto perchè l'emozione passi. 

LA STANZA DEL PERDONO





















Portare l'attenzione sul respiro.Sentire che il respiro diventa  più lento e andare un pochino più in profondità, secondo quello che ti sentite, ciò che è buono per te. Scendere sempre più già ed immaginare uno sguardo interno che guarda dentro di te.
Adesso prova ad immaginare di essere dentro un corridoio in una stanza interna, all'interno di te stesso, nella stanza del cuore trovi un corridoio, infondo c'è una porta.
Cammina sino alla porta, l'apri, entra e chiudi la porta alle spalle.
È casa tua, è il tuo cuore, sei al sicuro, nulla può accadere al di là di ciò che vuoi.
Ti trovi in questa stanza che forse non hai mai visitato ma è sempre stata li.
È una stanza circolare, non ci sono spigoli, angoli e come tutte le forme circolari non c'è un punto migliore dell'altro, diverso dall'altro.
È perfetto così come è.
In mezzo ci sono 2 sedie, una difronte all'altra. Sono vuote.
Ora sai che questa stanza è la tua stanza personale del perdono.
In questa stanza avete potere e potete scegliere chi, quando e cosa volete perdonare.
Una porta dall'altra parte della stanza  farà entrare quando vuoi ciò che vuoi perdonare o la persona che vuoi perdonare.
Perciò ora dai ordine che che quella porta si apra ed accomodati in una di quelle due sedie.

La persona difronte a te è colei che hai deciso di perdonare, si siede.
In questa stanza sei il padrone, tu detti le regole. Questa persona non parlerà e sarà lì ad ascoltare tutto quello che hai da dire fino a che vorrai e non parlerà sino a che non vorrai.
Ora cominci a parlare, ora è il momento di dire tutto quello che hai da dire. Questo è il momento di affrontare tutto ciò che ti ha fatto male, tutto quello che ti ha creato problema e di dire tutto senza sconto, senza giustificazioni e freni, nessuna pietà in questo momento.
Accusa, rivendica quello che vuoi, dai sfogo alla parte arrabbiata senza limiti, inibizioni e confini, senza che nulla rimanga di quella esperienza.

La persona ti ascolta e sei te a decidere di darle la parola, di sentire cosa ha da dirti.
Inizia a parlare e nel farlo porta le sue giustificazioni, ragioni ma non è sufficiente, non basta, vuoi soddisfazione così ribadisci ancora ed ancora. quanto hai sofferto, quanto sei stato male.
Fai in modo che ti ascolti perchè è nella tua stanza del perdono e non può fare altro.
Dopo che accade inizia a chiederti scusa. Inizia con il suo volto e le sue parole a mostrare dispiacere per te, nei tuoi confronti.
Questa volta è sincera, non crea scuse e chiede perdono.
In questo momento sta a te decidere cosa vuoi fare. Puoi scegliere che non è il momento che non è abbastanza per te e va bene così..tornerete, tornerà.
Puoi scegliere di liberarti di questa emozione tossica e non lo fai per lei ma per te, semplicemente perchè vuoi sentirti di nuovo leggero e questa è una scelta nel tuo interesse.
Se decidi di farlo senti la resistenza di tutte le tue parti, senti l'eco che dice " si però", "si ma.." ma è è quello che vuoi ora, riacquistare potere della tua vita.
Vuoi che non accada più, che questa persona, questa esperienza, che questo evento abbia ancora potere su di te.
VUoi che questo termini ora e qui.
Allora fallo. Lascia andare completamente questa cosa, è finita.Non ha più potere sul tuo presente. non ha più potere di tenrti prigioniero al senso di vendetta, di paura, di rabbia. Perciò di  io  ti  perdono  ora per tutto il male che mi hai fatto volontariamente ed involontariamente, e scelgo ora di trasformare questo in potere.

Può darsi che provi dei sentimenti diversi ora verso questa persona. Può essere che vengono in mente cose positive vissute insieme oppure no, semplicemente la vuoi congedare, va bene così come è.
Perciò ora la ringrazi per quello che hai compreso, forse semplicemente la saluti e la guardi andar via.
Dopo  che è andata resa ancora qualche istante da solo nella stanza e ringrazia te stesso per la tua forza e capacità di affrontare  tutto questo.
Sei consapevole che questa stanza è sempre a disposizione per te per ogni qual volta tu voglia affrontare questo lavoro dentro di te.
Ora ti alzi, esci e chiudi la porta e cammini nel corridoio del cuore, nella tua casa.
Porta le mani al cuore e ringrazia nuovamente questa parte di te.
Respira profondamente e lascia andare...








1 commento:

  1. É difícil abrir mao que restou..aquilo que te faz mal ,mas te alimenta..É insano e voce nao entende,mas e desesperador so de pensar em deixar ir.

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