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2016/02/28

RISO ALL'ARSENICO: DAL 1° GENNAIO 2016 NUOVI RANGE DI SICUREZZA PER RISO E DERIVATI




Dal 1°gennaio 2016 nuove disposizioni e range di sicurezza per l'arsenico inorganico nel riso e suoi derivati.

Il discorso sull'arsenico è molto complesso perchè sono decenni che viene affrontato in modo omeopatico, locale.. ogni tanto con qualche scoop e poi nuovamente tutto messo a tacere..
Ovviamente quando andiamo a parlare di arsenico tossico parliamo di arsenico inorganico dove la maggior aggravante (alla geologia ) la detengono i pesticidi, scarichi tossici di industrie e rilascio attraverso la geoingegneria, quindi l'UOMO con la sua TERRAFORMAZIONE.

Ciò che viene inquinato è l'acqua, le falde freatiche..da li parte una contaminazione a catena che arriva sino ai bovini, alimenti in genere ma in particolare il riso come vedremo.. e tutti i derivati.

Risultato? la nostra concentrazione di arsenico nelle urine, nel sangue, nei tessuti sta superando i limiti di salute..

Una domanda generale:

Come mai vengono presi provvedimenti sul riso? e non sull'utilizzo selvaggio dell'arsenico?
Una sorta di accettazione.. le acque sono inquinate.. non si può fare nulla, quindi vediamo come creare un riso adatto.. o come vendere l'acqua buona, oppure come creare un vaccino contro l'arsenico..
Quest'ultimo punto non è fantascienza, visto che hanno già messo in circolazione, oltre al terrorismo dell'arsenico, che ci sono popoli geneticamente refrattari all'arsenico.

La popolazione andina immune all'arsenico
Sono la prima popolazione umana che è risultata essersi adattata alla digestione dell'arsenico, e in un nuovo paper pubblicato su Molecular Biology and Evolution, un team di scienziati ha evidenziato le caratteristiche genetiche che rendono questo fenomeno possibile.I ricercatori hanno fatto un'indagine genomica su 124 donne.
Non solo le donne di San Antonio de los Cobres risultavano in grado di metabolizzare in modo efficace l'arsenico, come predetto dai ricercatori, ma sono state in grado di localizzare dove i loro genomi si erano adattati in modo da riuscirci—una serie di varianti nucleotidiche nel gene AS3MT.


I ricercatori sospettavano da tempo che il gene AS3MT in qualche modo c'entrasse con il modo in cui il nostro corpo metabolizza l'arsenico, ed è incredibile che ora si sappia dove e quali variazioni formano questa sorta di aplotipo protettivo.

Degli aplotipi geneticamente simili appaiono in altre popolazioni di nativi americani, ma anche in alcune popolazioni peruviane e nel popola Kinh di Ho Chi Minh City, in Vietnam. La protezione varia di persona in persona, ma vivere in certi luoghi come San Antonio de los Cobres, la rende una necessità. Sulle montagne, gli abitanti di questa cittadina sono liberi dal regno tirannico del re dei veleni.


.. quello che ne seguirà sarà stato sicuramente predetto da Asimov... visto che ricercatori svedesi hanno identificato, per la prima volta, alcune varianti genetiche che mettono al riparo dagli effetti letali di questo composto tossico.

Torniamo alla realtà ristretta, fatta di piccoli provvedimenti.. che messi insieme creeranno fra alcuni anni , una bella rete che imprigionerà ulteriormente le nostre scelte alimentari, il nostro consumo di acqua.. e la nostra scelta di vita..imponendoci come "salva vita" soluzioni da transumanesimo.
Nel frattempo gli investitori sull'acqua ne gioveranno..mi sembra anche giusto visto che stanno investendo sul nostro futuro.

Lettura correlata:

LA CORSA ALL'ACQUA: PRIVATIZZAZIONE BIANCA SEPPUR BENE MONDIALE PUBBLICO

Quindi vi porto "a fare un giro".. in tutto il caso "riso ed arsenico"...e di come sempre.. ci vogliono far focalizzare l'attenzione sul particolare.. distraendoci dal quadro generale.


Mi auguro che dopo il giro di giostra non rimarrete intrappolati.. ma ne uscirete almeno con qualche domanda e dubbio


RISO ED ARSENICO
A giugno dello scorso anno si è avuto il primo convegno sull'arsenico nella catena alimentare, danni ed annessi..ed ora le nuove disposizioni e range..
Hanno "notato" che la quantità di arsenico accumulata dal nostro organismo, in particolare  i bambini e chi assume un regime alimentare dove il riso è alimento fondamentale ( e suoi derivati), stava aumentando vertiginosamente.. poichè le falde risultano sempre più inquinate da arsenico inorganico (il più tossico) e di conseguenza entra nel nostro organismo non solo attraverso l'acqua,ma anche con l'alimentazione.
Un'alimentazione che parte dai cereali, in primis come vedremo il riso e suoi derivati (latte, snack..) sino alla carne bovina, visto che spesso viene dato loro da mangiare steli  e crusca di riso, altamente inquinati.
Uno studio condotto da Evira (Autorità finlandese per la sicurezza alimentare) dimostra che, secondo le valutazioni peggiori, l'assunzione di arsenico inorganico da riso a grani lunghi può superare il limite giornaliero considerato sicuro per gli adulti.
Il consumo di tre porzioni (90 g/die) di alimenti per lattanti a base di riso potrebbe rappresentare una fonte importante di arsenico inorganico (1,59-1,96 mg/kg di peso corporeo al giorno).

RISO : LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI ARSENICO INORGANICO

Secondo gli esperti di laboratorio la pianta del riso è capace infatti di assorbire notevoli quantità di arsenico inorganico dal terreno. Si stima che in media tende ad avere 10 volte più arsenico rispetto agli altri cereali.
Se le acque freatiche sono contaminate da questo semimetallo il contenuto, che finisce nei chicchi, si potenzia ulteriormente.
http://www.arsenicfoodchain.it/pages/Romani.pdf
Il riso, a differenza di altri cereali, è naturalmente soggetto ad assorbire l’arsenico presente nell’ambiente, per le particolari condizioni nelle quali è coltivato: sott’acqua, in assenza di ossigeno. Naturalmente, più è alto il quantitativo di arsenico inorganico presente nell’ambiente, maggiore è il rischio che il riso ne risulti contaminato.


Per il riso coltivato in suoli non contaminati (<40 mg/kg) la gestione idrica è cruciale influenzando pesantemente la biodisponibilità dell'arsenico in quanto le condizioni di anaerobiosi che si instaurano nelle risaie sommerse
promuovono la dissoluzione dell’As, che può essere assorbito dalla pianta di riso. L’arsenico presente nel riso è prontamente bio-disponibile ciò significa che può venire assorbito facilmente.

Già nell' ottobre 2009 il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare si era espresso sulla presenza di arsenico negli alimenti”, concludendo che la “dose settimanale tollerabile provvisoria”, pari a 15 mg/kg di peso corporeo, ch’era stata stabilita dal comitato misto della Fao e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di esperti sugli additivi alimentari, non era più “appropriata” poiché i dati avevano dimostrato che l’arsenico inorganico “provoca il cancro del polmone e della vescica, oltre che della pelle”.

Nel 2014, l'EFSA ha aggiornato la sua analisi sui  livelli di arsenico negli alimenti in Europa e le sue stime di esposizione ad arsenico inorganico negli alimenti e acqua potabile.
In particolare, l'esposizione alimentare per i neonati, bambini piccoli e altri bambini è stata la più alta di tutti i gruppi. L'esposizione alimentare all'arsenico inorganico per i bambini inferiori ai tre anni, anche attraverso derivati dal riso, è superiore anche di 2-3 volte di quella degli adulti. L'esposizione media variava 0,20-1,37 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (mg / kg di peso corporeo /giorno), con elevata esposizione 0,36-2,09 mg / kg di peso corporeo / giorno.
L'esposizione media alimentare tra gli adulti variava 0,09-0,38 mg / kg di peso corporeo / giorno. Questa include gli "anziani" (65-75 anni) e molto anziani (75+). Le stime di elevata esposizione per gli adulti andavano 0,14-0,64 mg / kg di peso corporeo / giorno.

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA indica l’assunzione il valore limite considerato sicuro per l'arsenico inorganico, 0,3-8 microgrammi per chilo di peso corporeo al giorno.

Poiché le cialde di riso, le cialdine di riso, i cracker di riso e i dolci di riso possono “contenere tenori elevati di arsenico inorganico” contribuendo “significativamente all’esposizione dei lattanti e dei bambini”, s’è avvertita la necessità di “prevedere” per tali prodotti un “tenore massimo specifico”

Nel 2014, è stata valutata l’influenza dei processi di lavorazione e parboilizzazione sul contenuto di As nel prodotto finale. La parboilizzazione ha favorito il trasferimento del contaminante dagli strati esterni delle cariossidi all’endosperma, generando un incremento sia di As-t (+35%) sia di As-i (+54%),

http://www.arsenicfoodchain.it/pages/Romani.pdf

RISO ITALIANO

Nel 2012, riso italiano, finito con altri campioni di varia provenienza sotto la lente d’ingrandimento della Food & Drug Administration americana, è stato trovato con un tasso di arsenico inorganico pari a 4,2 mg, tanto da suggerire all’Aduc, l’associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, a chiedere a Renato Balduzzi, allora ministro della Salute del governo Monti, di voler “informare i cittadini sulla situazione italiana”. Un appello caduto nel vuoto: “Tre anni fa” così, infatti, una nota del 18 giugno scorso di Primo Mastrantoni, presidente Aduc “avevamo chiesto all’allora ministro alla Salute, Renato Balduzzi, di informare i cittadini sulla situazione italiana. Stiamo aspettando la risposta che ora sollecitiamo all’attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin”. ll Ministero della Salute s’è manifestato il 20 luglio 2015 per annunciare che la Commissione Europea, con il regolamento (UE) 2015/1006 del 25 giugno, ha deciso di introdurre nuovi limiti massimi di arsenico inorganico nel riso e nei prodotti di riso – tenori che sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2016 – e che il ministero, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha provveduto ad attivare le “Autorità territoriali competenti per i controlli ufficiali degli alimenti” perché possa “essere efficacemente verificato” a partire dal 2016 “il rispetto dei nuovi tenori massimi sul territorio ed all’importazione”.

Regolamento (UE) 2015/2016 della Commissione Europea sui tenori massimi di arsenico inorganico nei prodotti alimentari:


Da quest'anno, in base alle disposizioni comunitarie, la quantità di arsenico inorganico ammessa nel riso lavorato non parboiled (riso brillato o bianco) dovrà essere di 0,20 mg, quindi di 0,25 mg nel riso parboiled e in quello semigreggio, di 0,30 mg nelle cialde di riso, cialdine di riso, cracker di riso e dolci di riso, di 0,10 mg nel riso destinato alla produzione di alimenti per i lattanti e i bambini.
Per il parboiled verrà presa in considerazione un revisoine nel 2018.

RISO DELL'INDIA

La contaminazione da arsenico della falda nella pianura  del sistema fluviale Gange-Brahmaputra-Meghna rappresenta forse il caso più eclatante al mondo, con milioni di persone esposte ad elevate concentrazioni di Arsenico (As) nell’acqua e nel cibo. Anche quando, con molte difficoltà, si riesce ad accedere a fonti più sicure di acqua potabile, l’agricoltura resta dipendente per lo più dall’acqua di falda. La coltivazione del riso, che può fornire fino a tre raccolti l’anno, comporta l’aggiunta al suolo di grandi quantità di As, che può raggiungere la pianta o direttamente attraverso l’acqua, o ri-mobilizzandosi dalle superfici del suolo su cui tende ad accumularsi.
Quando l’acqua di falda, che ha in genere un potenziale redox molto basso, viene a contatto con l’ossigeno atmosferico, inizia rapidamente l’ossidazione e la flocculazione del Fe disciolto e la coprecipitazione con l’Arsenico.


ARRIVEREMO AL RISO OGM?


Alcuni ricercatori dell’Università di Gothenburg in Svezia nel 2008 ad esempio, sono riusciti a capire come funziona il meccanismo di trasferimento dell’arsenico nelle piante, identificando quali sono le proteine responsabili dell’assorbimento.

Si tratta di particolari proteine, denominate proteine intrinseche noduline26-simili (NIP), in grado di trasportare l’arsenico attraverso la membrana delle cellule vegetali. Grazie all’identificazione di queste proteine i ricercatori saranno in grado di disattivarle, permettendo alla pianta di non assorbire arsenico o di rigettare quello assorbito. In questo modo si potrà arrivare all’ottenimento di varietà di riso ed altre colture che non assorbono l’arsenico e sarà possibile coltivare riso sano anche in aree tossiche dove le piantagioni vengono irrigate con acque contaminate.


La presenza di arsenico nel riso è prevalentemente dovuta alla particolare tecnica di coltivazione in sommersione. Per questo motivo , sostengono, fondamentale è ottimizzare la gestione dell’acqua d’irrigazione in modo da ridurre la disponibilità di questo elemento. Diversi studi hanno dimostrato che la coltivazione di riso in condizioni aerobiche minimizza la presenza di Arsenico (As) nella granella. Tale tecnica, però, in climi temperati causa una diminuzione della produzione ed un allungamento del ciclo colturale.
Quindi nella ricerca di conciliare riduzione di arsenico garantendo alte rese produttive... a quale tipo di riso si arriverà?

I risultati di alcune sperimentazioni hanno mostrato maggiori concentrazioni di arsenico inorganico nella granella di riso prodotta utilizzando la tecnica che prevede la semina interrata e la sommersione posticipata dei campi (146 μg kg-1), mentre la tecnica tradizionale (semina in acqua e sommersione continua) ha riportato concentrazioni leggermente più basse (125 μg kg-1). Le minori concentrazioni di arsenico nel riso (42 μg kg-1) sono state riscontrate, invece, nella tecnica “riso in asciutta”, caratterizzata da una semina interrata e sole irrigazioni turnate durante il ciclo colturale.

Da chiedersi.. come sarà possibile nei prossimi mesi trovare riso con un tenore di arsenico minore visto che le nuove tecniche di coltivazioni non sono ancora diffuse.. e comunque porterebbero a costi di produzione alti??


Il sistema dei canali soprattutto nel vercellese impedisce la possibilità di avere una acqua in esclusiva e non contaminata, alcuni agricoltori fanno decantare l’acqua ma i risultati sono molto discutibili. Sarebbe possibile il riso biologico solo presso quegli agricoltori che ricevono la prima acqua, come alcuni nel biellese.

Riporto un dato, esiste nelle varie nicchie di mercato una richiesta di riso per alimentazione infantile, il riso è pagato molto bene ma i parametri di legge richiedono una presenza di arsenico nel riso sotto il 4%, ebbene nel vercellese ad oggi non esiste un produttore che riesce a rientrare in quel parametro, biologico o non biologico.

Il biologico economicamente sconveniente
Seminare riso biologico di tipo Indica(riso che va per la maggiore in Europa:i nomi più famosi sono Basmati, Thai Profumato. Non esiste salvo piccole nicchie la coltura in cucina del risotto, il riso anche chiamato a grana lunga viene preparato e consumato come contorno, in particolare per piatti a base di carne) sarebbe altamente antieconomico, il riso biologico di tipo Japonica sarebbe invece un prodotto vendibile solo in Italia(alcune varietà famose sono il Carnaroli, l’Arborio. A differenza dell’Europa da noi il riso si consuma soprattutto preparato a Risotto).


Da sottolineare infine un'ulteriore punto...il riso così detto made in Italy.
Abbiamo i nuovi range di arsenico.. come verranno gestite le importazioni e il finto made in Italy??
Ovvero quel riso prodotto all'estero che ha semplicemente l'ultimo passaggio di lavorazione in Italia e quindi venduto come tale?

Bisogna indicare la filiera del prodotto con l’indicazione del nome dell’agricoltore e della zona di produzione riportati obbligatoriamente in etichetta oltre ai soliti dati. Questo garantirebbe il consumatore della purezza varietale del prodotto e garantirebbe il made in Italy/Vercelli o di altre aree specifiche. Inoltre eviterebbe la commercializzazione di risi che sono stati coltivati ad esempio in Romania per conto di aziende risiere italiane e poi venduti in Italia come prodotto italiano.


ARSENICO E VARI TIPI DI RISO

Come accennato l'accumulo di arsenico inorganico dipende da molti fattori, dalla concentrazione di arsenico nell'acqua ma anche dal tipo di pianta.

Nell’ambito delle varietà da risotto,Vialone Nano e Volano hanno accumulato le maggiori quantità sia di arsenico totale sia di inorganico. Il Baldo, a fronte di un contenuto di arsenico totale poco al di sotto della media del gruppo, ha riportato contenuti di inorganico leggermente piu elevati (141 μg/kg); Karnak e Carnaroli, all’opposto, si sono distinti per il basso livello della componente più tossica dell’elemento. Tra i tondi non sono state rilevate grandi differenze, a eccezione del Selenio, che ha accumulato nel granello quantità di arsenico totale e inorganico superiori alle altre cultivazioni (rispettivamente 297 e 180 μg/kg), mentre CL12 ha mostrato la migliore prestazione del gruppo nei confronti della forma inorganica. Le varietà a granello Lungo A da parboiled, hanno mostrato i contenuti più elevati dell’elemento, a partire dal Loto, ma l’Augusto ha mostrato una certa “immunità” all’arsenico inorganico.



http://www.arsenicfoodchain.it/pages/Romani.pdf
IL CARNAROLI E’ IMMUNE ALL’ARSENICO ?

Come riporta Riso Italiano "probabilmente, l’asciutta prima della fioritura aiuta. Probabilmente, aiuta anche la concimazione con silicio, che funziona da antagonista per l’arsenico. Sono alcune delle indicazioni che emergono dagli studi in corso sulle contaminazioni di questo metallo pesante tossico per l’uomo, che è oggetto di studi..."

NEL SUOLO ITALIANO
I suoli italiani sono caratterizzati da concentrazioni di arsenico alquanto elevate con un valore mediano intorno agli 8 mg/kg contro i 5,5 mg/kg dei suoli europei.
L'intervallo di concentrazione dei suoli italiani va da un minimo di 0,8 mg/kg ad un massimo di 62,2 mg/kg.

Le concentrazioni più elevate sono state riscontrate nei suoli:
  • del Nord Italia tra Milano e Aosta,
  • ad Ovest di Padova ed in Toscana
  • a Sud-Ovest di Firenze;
  • nelle aree vulcaniche del Lazio e della Campania, in Puglia, nel Sud della Sardegna e nella Calabria centrale. 
In vaste aree della Lombardia, del Lazio, della Liguria e del Piemonte i tenori di fondo naturale sono superiori ai 20 mg/kg che rappresenta la soglia di concentrazione limite per i suoli destinati ad uso residenziale/ricreativo.

ITALIA AI VERTICI PER EMISSIONE DI ARSENICO, CADMIO MERCURIO E NICKEL

In base ad un rapporto  pubblicato di Legambiente, l’Italia sarebbe ai vertici delle classifiche europee per emissioni industriali di arsenico, cadmio, mercurio e nickel: tutti metalli pesanti con profilo tossicologico chiaro. I dati sono estrapolati dall’ European pollutant release and transfer register relativo soltanto alle emissioni industriali. E mancherebbero all’appello tutti  i fenomeni illegali e apertamente criminali. Il registro funziona con le industrie che dichiarano le quantità immesse nell’ambiente di sostanze tossiche. Ovviamente sono aspetti che collidono con le scelte che l’Italia dovrebbe fare per ripartire sui mercati internazionali dando un forte segnale di credibilità, a partire dai propri alimenti ed eccellenza. Facendo semmai scelte strategiche chiare su settori davvero competi viti (come il food). A confronto con gli altri maggiori paesi industrializzati l’Italia “emette” Arsenico  per 4,8 tonnellate,. contro le 2,63 del Regno Unito,le 1,92 della Francia e le 1,46 della Germania.


ARSENICO INORGANICO
La quantità maggiore di arsenico è stata utilizzata, sotto forma dei suoi composti, nell'industria chimica con impieghi soprattutto nel campo farmaceutico e in quello agricolo. Erbicidi, fungicidi, insetticidi, conservanti del legno, rodenticidi e antiparassitari zootecnici contenenti As erano molto utilizzati in passato, mentre oggi le restrizioni per la tossicità dell'elemento ne hanno fortemente limitato o bandito l'uso.
Tra i composti arsenicali impiegati nelle produzioni agricole ricordiamo l'arsenato di piombo, l'arsenato di rame, l'aceto-arsenato di rame, l'arsenato di sodio e l'acido cacodilico. L'arsenito di piombo, utilizzato estensivamente come insetticida del tabacco, ha portato ad alte assunzioni dell'elemento da parte dei fumatori; i trattamenti con arsenicali spray per prevenire infestazioni di insetti sui meli ha portato alla contaminazione dei frutti; l'impiego di arsenicali utilizzati per la terapia e la profilassi di alcune parassitosi degli ovini ha causato accumulo e persino casi di avvelenamento umano nelle aziende agricole 5. Un altro impiego dei composti dell'arsenico, tramite l'incorporazione dell'acido arsanilico nei mangimi, è come promotore di crescita per suini e avicoli.

L'elemento viene anche impiegato nella produzione di pigmenti per smalti e nella produzione di vetri.

I composti organici e inorganici più frequenti sono quelli delle forme di arsenico pentavalente e trivalente. L’arsenico inorganico è più tossico di quello organico, soprattutto la forma trivalente, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (IARC) ha classificato l’arsenico e i composti di arsenico inorganico cancerogeni certi per l’uomo (gruppo 1), valutando alcuni composti organici come possibili cancerogeni (gruppo 2B) e altri come tuttora non classificabili (gruppo 3).
Combinando i livelli di arsenico negli alimenti con il consumo giornaliero medio individuale risultante da indagini nutrizionali europee (28 disponibili in 17 paesi fra cui l’Italia), si è stimato che l’esposizione cronica ad arsenico in Europa rientra fra 0.09 – 0.38 μg/kg p.c. al giorno, per livelli di esposizione media, e fra 0.14 – 0.64 μg/kg p.c. al giorno per il 95imo percentile di esposizione

Un’esposizione prolungata può causare tumori e lesioni della pelle;esso inoltre è stato associato a problemi dello sviluppo, malattie cardiache, diabete di tipo II con insulino resistenza, nonché a danni del sistema nervoso. Il monitoraggio dei livelli di arsenico inorganico nel riso e nei prodotti per l’infanzia potrebbe ridurre l’incidenza di patologie tumorali nei bambini.

Il riso è un ingrediente importante di una vasta gamma di alimenti destinati anche ai lattanti e bambini. È quindi importante stabilire un tenore massimo specifico per questo prodotto.


DANNI ARSENICO


L’arsenico è cancerogeno al pari delle diossine e può produrre un danno genetico.
L'arsenico è un contaminante diffuso, di origine naturale o antropica, classificato come cancerogeno per l'uomo. I meccanismi coinvolti nella cancerogenesi indotta dall’arsenico non sono tuttora  pienamente compresi.
La letteratura suggerisce che l'arsenico inorganico possa indurre
cancerogenesi attraverso diversa modalità di azione a causa della sua capacità di indurre effetti sia genotossici sia epigenetici. Quando l'arsenico entra nella cellula la sua biotrasformazione genera uno sbilanciamento nel metabolismo dei
folati e nella  produzione di ROS.  Come risultato il genoma subisce a mutazioni e depimutazioni. Tutti questi effetti sono probabilmente in grado di generare
cancerogenicità.  Le mutazioni inattivanti nei geniche controllano l'epigenoma hanno il potenziale di  distruggere il  pattern di metilazione del  DNA, la modificazioni degli istonie l'espressione di micro RNA e quindi
l'espressione genica. I processi epigenetici aberranti possono causare mutazioni puntuali, inibendo, per esempio, l’espressione dei geni di riparazione del DNA. Questa “doppia capacità” dell’arsenico di causare genotossicità ed epimutazioni induce instabilità genomica ed espressione alterata dei geni generando poi processi cellulari cancerogenici.


ARSENICO: UN INTERFERENTE ENDOCRINO?
 http://search.proquest.com/openview/cec012524c0905ffbbd225b58ac614b5/1?pq-origsite=gscholar
Diversi meccanismi di carcinogenesi per l’As-i sono stati proposti e, ad oggi, la IARC ha confermato l'associazione tra esposizione all'As-i e tumori di pelle, polmoni e vescica, mentre limitate ma in aumento sono le evidenze relative ad altri tumori (es. fegato, reni e prostata).
Tra gli effetti non cancerogeni dell’arsenico, che essendo in grado di attraversare la placenta può influenzare lo sviluppo fetale, sono stati riportati:
- le anomalie neuro-comportamentali durante la pubertà e i cambiamenti neuro-comportamentali negli adulti, in particolare i
deficit nel quoziente di intelligenza verbale e nella memoria a lungo termine, in seguito ad esposizione infantile;
- gli effetti diabetogeni
- gli effetti sul sistema riproduttivo e, in particolare, le complicazioni in gravidanza (mortalità fetale, nascite pretermine e/o basso peso alla nascita, disfunzioni della placenta) in seguito ad esposizione in utero.

Assorbimento

L'arsenico inorganico viene ben assorbito dall'apparato gastrointestinale e a livello polmonare generalmente oltre il 50% della dose assunta.

I composti di arsenicali organici sono generalmente considerati poco assorbibili e il loro assorbimento è relativo alla loro idrosolubilità. Inoltre tali composti, una volta assorbiti, vengono facilmente eliminati con le feci e le urine; infatti sono soggetti a biometilazione epatica detossificante, pertanto gli arsenicali organici sono meno tossici e più facilmente escreti.

L'arsenico inorganico può passare la placenta e determinare un danno fetale, inoltre è considerato cancerogeno per: polmoni, cute, reni e fegato, soprattutto nell'intossicazione cronica.

Effetti

I maggiori effetti tossicologici sono determinati dall'arsenico inorganico, in fattispecie:

    l'arsenico pentavalente As(V): è un inibitore della fosforilazione ossidativa, cioè è capace di sostituirsi al fosfato inorganico (Pi+ADP = ATP) e pertanto il processo di formazione di ATP è bloccato (As+ADP = arseniato instabile che si decompone nuovamente in ADP+As).
    l'arsenico trivalente (As(III)): reagisce con i radicali tiolici (R-SH) dei composti cellulari inattivando enzimi come la piruvato deidrogenasi.

L'esposizione all'arsenico è un fattore di rischio per il tumore della pelle.

Sintomatologia acuta (As inorganico)

Sintomi immediati: nausea, vomito, dolori addominali, irritazione cutanea, laringite, bronchite.

Dopo un'ora:

    apparato circolatorio: vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare, edema generalizzato, disidratazione, shock mortale
    apparato gastroenterico: diarrea acquosa, diarrea sanguinolenta per distacco dell'epitelio enterico, conseguente all'edema e formazione di vescicole al di sotto della mucosa; tali vescicole tendono a rompersi e a ledere e distaccare il tessuto
    reni: danno glomerulare e tubulare, proteinuria
    cute: effetto vescicante
    sistema nervoso periferico: neuropatia periferica sensitiva e motoria
    sistema nervoso centrale: encefalopatia da danno organico, delirio, coma
    midollo rosso: pancitopenia
    fegato: steatosi, necrosi, cirrosi

Intossicazione cronica (As inorganico)

Alito agliaceo, epatotossicità, ematotossicità, neurotossicità, debolezza muscolare, irritazione cutanea (sulla cute possono evidenziarsi segni di vasodilatazione e di pallore per anemia dando luogo all'aspetto caratteristico "latte e rose" della pelle), strie biancastre ungueali, ipercheratosi palmare e plantare.


COME RIDURRE ARSENICO NEL RISO

Il web sta impazzendo a riguardo..sostanzialmente hanno spiegato i ricercatori che la componente sta nuovamente nell'acqua.
A differenza della coltivazione, la maggior quantità di acqua nella cottura gioca un ruolo favorevole per lo smaltimento di arsenico nel chicco.
Ideale sarebbe la tecnica della percolazione dove l'acqua di cottura è continuamente fatta passare attraverso il riso in un flusso continuo, si può massimizzare la rimozione di arsenico.

Ovviamente..la Queen’s University è in attesa del brevetto per lo sviluppo di un fornello su misura basato su un sistema di percolazione che permetterà ai consumatori di avere questo strumento nelle propria cucine. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PLoS One in lingua inglese.

Si può ridurre la quantità di arsenico inorganico da qualsiasi tipo di riso sciacquandolo prima della cottura in abbondante acqua. Il rapporto dovrebbe essere di 6 tazze di acqua per ogni tazza di riso, eliminando poi il liquido utilizzato durante la procedura. Anche nella cottura, bisogna utilizzare quanta più acqua possibile, in un rapporto di 10:1. Queste procedure rimuovono circa il 30% del contenuto di arsenico inorganico nel riso.


La quantità maggiore di arsenico si trova nella crusca di riso che può essere dalle 10 alle 20 volte più contaminata rispetto alla parte interna del chicco.

Questo pone un grosso problema in quanto la crusca tende ad essere molto ricca in antiossidanti rispetto al riso bianco brillato, che ne è poverissimo oltre che trattato con talco e paraffina.., per cui consumare il riso integrale ha un apporto in antiossidanti di molto superiore rispetto al riso bianco brillato ma ha il problema di apportare molto arsenico, per cui diventa difficile sapere cosa è

Lettura correlata: RISO BIANCO CON TALCO E PARAFFINA O RISO INTEGRALE? Fonti consultabili:
http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/esposizione-ad-arsenico-inorganico-attraverso-la-dieta-nella-popolazione-europea
http://www.iss.it/binary/publ/cont/15_C3.pdf  
http://www.iss.it/binary/publ/cont/15_C3.pdf
http://marcorodella.mokor.net/?p=602

http://www.arsenicfoodchain.it/pages/Romani.pdf
http://www.osservatoreitalia.it/mobile/index.asp?art=3566

https://art.torvergata.it/retrieve/handle/2108/1134/5640/GianniTesi.pdf
http://www.tecnicidellaprevenzione.com/piccola%20guida/arsenico.htm
http://www.sicurezzaalimentare.it/sicurezza-produttiva/Pagine/ArsenicoEFSAabbassailimiti,mal%E2%80%99Italiahaemissioniindustrialipi%C3%B9alted%E2%80%99Europa.aspx
http://www.ecplanet.com/node/4178
http://www.ordinemedicilatina.it/arsenico-13-domande-13-risposte/
http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/esposizione-ad-arsenico-inorganico-attraverso-la-dieta-nella-popolazione-europea
http://www.ing.unitn.it/~colombo/metalli_pesanti/arsenico.html
http://ambientebio.it/arsenico-nel-riso-quali-i-rischi-e-come-eliminarlo-durante-la-cottura/
http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/1351
 https://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=RxWYzO7JZlEC&oi=fnd&pg=PR5&dq=arsenic+in+rice&ots=MqftWN1l-L&sig=VMI0CQHFYdszGJsyqmGkokZUPPw&redir_esc=y#v=onepage&q=arsenic%20in%20rice&f=false
http://www.risoitaliano.eu/carnaroli-immune-allarsenico/
 http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/3597.pdf
 https://art.torvergata.it/retrieve/handle/2108/1134/5640/GianniTesi.pdf
 http://www.nocensura.com/2014/03/dossier-larsenico-negli-alimenti_19.html
 http://www.iss.it/binary/publ/cont/15_C3.pdf
 http://www.tecnicidellaprevenzione.com/piccola%20guida/arsenico.htm
http://www.fda.gov/Food/FoodborneIllnessContaminants/Metals/ucm319870.htm
FDA Statement on Testing and Analysis of Arsenic in Rice and Rice Products
The levels FDA found in its testing are too low to cause immediate or short-term adverse health effects. FDA’s work going forward will center on long-term risk and ways to manage it with a focus on long-term exposure.

Consumer Update: FDA Explores Impact of Arsenic in Rice
This news feature is intended for consumers interested in knowing about arsenic in rice and rice products.

Updated Questions & Answers: Arsenic in Rice and Rice Products
Blog: On Farms and in Labs, FDA and Partners Are Working to Get Answers on Arsenic in Rice
FDA Commissioner Margaret A. Hamburg, M.D., recounts her experience touring farms and research facilities to better understand safety issues and the challenges of rice farming.

Blog: Next Steps on Arsenic and Rice
Dr. Suzanne Fitzpatrick, Senior Advisor for Toxicology in FDA’s Center for Food Safety and Applied Nutrition, discusses the next step for FDA, assessing the potential health risk from long-term exposure to the arsenic in rice and foods made with this grain.
Food & Drug Administration, Arsenic in Rice and Rice Products Documento
Food & Drug Administration, Arsenic in Rice: Summary Analytical Results from Rice/Rice Products Sampling – September 2012 Documento 

Aduc Website Twitter Facebook
Ministero della Salute Website Twitter YouTube
Regolamento (UE) 2015/2016 della Commissione Europea sui tenori massimi di arsenico inorganico nei prodotti alimentari Documento
Bundesinstitut für Risikobewertung, Questions and answers on arsenic levels in rice and rice products Documento Istituto Superiore di Sanità Website Associazione Italiana di Epidemiologia Website Arsenico nelle catene alimentari Website Atti Convegno Corpo Forestale dello Stato Website Twitter Facebook Google+ Instagram YouTube Agenzia delle Dogane Website
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs372/en/

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