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2016/02/16

I 9 ORMONI REGOLATI DALLA MEDITAZIONE: IMPLICAZIONI EMOTIVE E FISICHE






















Grazie a studi scientifici, alle neuroscienze, alla neuroimaging si è potuto provare razionalmente ciò che la conoscenza vedica ci insegna da millenni.
Molti gli ormoni e neurotrasmettitori attivati, e molti altri inibiti sempre per il raggiungimento dello stato di benessere.
Si ha un miglioramento della risposta metacognitiva, accettazione esperienziale, autogestione, sul controllo dell'attenzione, della memoria, sul rilassamento. 

La meditazione attiva importanti aree del cervello, creando un perfetto equilibrio di scambio neurale fra l'emisfero destro e sinistro, rilasciando a cascata molti importanti neuroni che influiscono sul nostro benessere emotivo e quindi fisico. Questa sincronizzazione delle aree del cervello si chiama anche coerenza elettroencefalica che migliora lo stato di consapevolezza di sé, la centratura, la  presenza, la chiarezza del pensiero e capacità di concentrazione. In generale migliora le attività cognitive, dell’apprendimento, della creatività e dell’intuizione a tutte le età.
La "coerenza" cerebrale, ricerche sembrano dimostrare legata anche all'empatia, alla percezione delle emozioni, allo scambio emozionale, feeling con il prossimo.


Con la meditazione il sistema simpatico viene messo a tacere, placato, quindi vengono ridotte (grazie anche all'attivazione neurale ed ormonale) tensione muscolare, nervosa, psicologica, lasciando posto a tutte le risposte del sistema parasimpatico che riduce il ritmo cardiaco, del respiro del flusso di pensieri e quindi lo stress...

Sempre in relazione allo stress, la meditazione facilita l’aumento del piacere di vivere e di sentirsi soddisfatti: con miglioramento degli ormoni del benessere come l’endorfina (l’ormone della soddisfazione e della pace), la serotonina (l’ormone del piacere fisico), la dopamina (l’ormone dell’entusiasmo e del gioco), l’ossitocina (l’ormone dell’amorevolezza e della cura) e il DEHA.  Permette, grazie all’aumento dell’endorfina di sentire meno la fatica e il dolore (anche il dolore cronico e da cancro) e quindi di essere più adatti alle prove della vita.


Contribuisce a migliorare le funzioni immunitarie, diminuire l'infiammazione (citochine infiammatorie, quindi disturbi fisici come: gastriti, bronchiti, tonsilliti, vaginiti, tendiniti, coliti, cistiti, appendiciti, etc ), diminuire la reattività del sistema nervoso autonomo, aumentare l'attività della telomerasi, portare a livelli più elevati di melatonina e serotonina plasmatica. Migliora la qualità della vita per i pazienti affetti da dolore cronico, fibromialgia e l'infezione da HIV. Facilita adattamento alla diagnosi di cancro e diabete. Sembra di portare a miglioramenti sintomatica nella sindrome del colon irritabile, sindrome da stanchezza cronica, vampate di calore, insonnia, iperfagia legata a stress e diminuisce il desiderio di abuso di sostanze.

Sei  sono le risposte neurologiche evidenziate da alcuni studi:


-regolazione attenzione (corteccia cingolata anteriore), la consapevolezza del corpo (insula, giunzione temporo-parietale),
- regolazione delle emozioni (modulazione dell'amigdala dalla corteccia prefrontale laterale),
- cognitivo rivalutazione (attivazione della dorsale mediale corteccia prefrontale o attività diminuita nelle regioni prefrontali),
- l'esposizione / estinzione / riconsolidamento (corteccia prefrontale ventromediale, ippocampo, amigdala) e
- flessibile concetto di sé (corteccia prefrontale mediana, posteriore corteccia cingolata, insula, giunzione temporo-parietale).

Alcuni effetti neurobiologici della meditazione sono descritti da questa ricerca:

(1) la disattivazione della rete modalità predefinita che genera pensieri spontanei, contribuisce al mantenimento del sé autobiografico ed è associata ad ansia e depressione;
(2) la corteccia cingolata anteriore che sostiene le funzioni di attenzione; (3) l'insula anteriore associato alla percezione della sensazione viscerale, il rilevamento del battito cardiaco e la frequenza respiratoria, e la risposta affettiva al dolore;
(4) la corteccia cingolata posteriore che aiuta a comprendere il contesto da cui emerge uno stimolo;
(5) la giunzione temporo-parietale, che assume un ruolo centrale in empatia e compassione;
(6) l'amigdala implicato in risposte di paura.


Molte altre sono le ricerche che attestano i notevoli effetti clinici medici e psicologici dovuti alle diverse tecniche di consapevolezza di Sé, e mostrano un’assenza di effetti collaterali (G.M. Manzoni, F. Pagnini et al. 2008) .
Le ricerche hanno anche rilevato la consistente differenza tra gli effetti dovuti alla meditazione e quelli dovuti al rilassamento (training autogeno ecc..). La meditazione mostra una decisa maggiore efficacia. (G.M. Manzoni, F. Pagnini et al. 2008; P. Subramanya e S. Telles 2009; R. L. Brearley, A. M. Forsythe, 1978)

I 9  principali ormoni
regolati dalla meditazione


1. Serotonina

Neurotrasmettitore legato al piacere, all'evitamento del dolore e dominanza.
La maggior parte, il 90% è contenuta nella parete intestinale, segue poi nel sangue e dinfine nel sistema nervoso centrale.
Regola la temperatura corporea, il ciclo del sonno,la contrazione della muscolatura liscia, dell'automatismo intestinale,pressione rteriosa,riduce i tempi di sanguinamento,...Legato come detto inizialmente ai piaceri del corpo: cibo, sesso,sonno,attività fisica.

La meditazione aumenta i livelli di serotonina


2. Gaba
Acido gamma-amminobuttico

È il principale amminoacido del sistema nervoso centrale.
Lo si può definire come un vero sedativo naturale e promuove il rilascio dell'ormone della crescita., favorisce lo sviluppo della muscolatura ed ha potere analgesico.
Trasmette infatti una sorta di messaggio neurolettico di smettere di produrre impulsi nervosi, per questo può essere definito il tranquillante o sonnifero naturale, promuove il senso di calma.
É stato recentemente evidenziato il suo collegamento con le dipendenze. Stimolazione dei GABA infatti ridurrebbero l'assunzione di sostanze di abuso quali alcol, eroina, cocaina e nicotina.

La meditazione aumenta il rilascio di GABA.I rapporti recenti suggeriscono che la pratica della meditazione migliora le prestazioni di attenzione e di regolazione emotiva . Il processo di meditazione aumenta apparentemente attivazione nella corteccia prefrontale ( PFC) e stimola il nucleo reticolare del talamo , che implica la produzione e la consegna del acido gamma -aminobutirrico inibitorio neurotrasmettitore ( GABA ) . GABAergici interneuroni inibitori hanno un ruolo centrale nella inibizione corticale ( CI ) , modulando l'eccitabilità corticale e la plasticità neurale. (15)


3. Endorfine

Prodotte dal cervello hanno un notevole potere analgesico attivando il senso di benessere, soddisfazione, autostima. Azione simile a quella svolta dalla morfina ed altre sostanze oppiacee. I loro recettori sono concentrati in particolare in tutte le zone del sistema nervoso centrale preposte alla percezione del dolore e del piacere, oltre che nel sistema limbico. Questo da una cifra del loro ruolo nel riscontro fisico e psichico delle emozioni.

Durante la meditazione le endorfine aumentano, stimolando a sua volta serotonina, GH,Prolattina;ACTH, Cortisone e Catecolamine.
Ancora dubbio il loro ruolo inibente dei GABA (?).


4. Cortisolo

È l'ormone che prepara l'uomo alla difesa inibendo l'aggresività (effetto freezing), portando alla sottomissione, sfociando nella depressione.Si innalza in caso di stress acuto. Tempi prolungati di stress e di rilascio di cortisolo danneggiano le capacità di concentrazione e apprendimento.

La meditazione lo regola, diminuendolo, quindi ideale in caso di stress acuto e prolungato.


5. Melatonina

Definito ormone, anche se in realtàha molte caratteristiche diverse,viene prodotto dalla ghiandola pineale (epifesi) agisce sull'ipotalamo e regola il ciclo sonno-veglia, determinado un forte impatto sulla riduzione dei radicali liberi, essendo inoltre idrosolubile supera tranquillamente ogni barriera ematoencefalica del cervello e placentare, distribuendosi così in qualunque cellula del corpo. Alcuni ricercatori si spingono oltre, fino a sostenere che l’assunzione regolare e prolungata di opportune dosi di melatonina possa consentire l’accesso ad uno stato alterato di coscienza, la cosiddetta “coscienza superiore” o “coscienza espansa”, riscontrata e riscontrabile fisiologicamente negli individui soggetti a “trance” (dal latino transìre = andare oltre) od “estasi mistica”.

Con la meditazione si ha un innalzamento della melatonina.


6. Dopamina
Principale neurotrasmettitore del cervello emozionale e governa l'emotività, la passione, il desiderio di raggiungere il piacere.
Oltre ad avere un ruolo dominante nel coordinamento motorio ( morbo di Prkinson) è determinante infine anche nei comportamenti adattivi ed affettivi.

Nel corso della meditazione si verifica un rilascio di dopamina endogena in corrispondenza con un aumento dell'attività delle onde teta registrate tramite l'encefalogramma.
L'aumento di dopamina è legata al senso del "premio" "ricompensa" "gola".

7. Noradrenalina

Insieme all'adrenalina gestisce lo stress e le situazioni di emergenza in risposta all'"attacco-fuga".
È la sostanza che attiva la concentrazione mentale, corporea,permette la risposta rapida fisica e cognitica. Controlla l'inibizione all'azione, ovvero l'effetto blocco, "freezing" mediato dal cortisolo.

Benson nel 1983 ha trovato nelle sue ricerche e sperimentazioni che durante la meditazione i livelli di norepinefrina aumentano ma non innescavano aumento del ritmo cardiaco e pressione sanguigna. Questo lo portò alla conclusione che le tecniche di rilassamento riducono la reazione del sistema nervoso centrale alla norepinefrina.


8. Testosterone

La meditazione ha rilevato aumento di testosterone, anche in relazione ad una diminuizione del cortisolo.
Il testosterone importante non solo per gli uomini ma anche per le donne in particolare durante la fase di menopausa.


9. ACTH- CRH

(Adreno Cortico Tropic Hormone - ACTH), conosciuto anche come corticotropina, è un ormone proteico prodotto dalle cellule dell'ipofisi anteriore (adenoipofisi). Svolge anche funzione di neurotrasmettitore oppioide coinvolto nella risposta agli stress.
È stato evidenziato che durante la meditazione pranica si ha un innalzamento del rilascio di ACTH. (14)


Lettura correlata:

COME FOCALIZZARE GLI OCCHI DURANTE LA MEDITAZIONE





“PROGETTO BENESSERE GLOBALE”

I dati delle ricerche portate avanti anche dal "Progetto Benessere Globale", ideato e sviluppato dall’Istituto di Psicosomatica
PNEI, provano che la meditazione agisce su più livelli:

· Fisico (neurofisiologico, endocrino, immunitario, organico.)
· Emozionale, affettivo
· Cognitivo, psicologico
· Relazionale, famigliare
· Sociale, lavorativo

Effetti sul sistema PNEI: neurofisiologico, endocrino e immunitario.

· Bilanciamento del sistema simpatico/parasimpatico;
· Diminuzione della HRV, diminuzione della pressione sanguigna, diminuzione della frequenza respiro, diminuzione della conduttanza della pelle (> GSR)(1)
· Miglioramento della risposta immunitaria (2)
· Aumento della coerenza EEG ed in particolare a livello delle onde alpha(3)
· Miglioramento nell’espressione emozionale e nella relazione affettiva
· Miglioramento della stabilità emotiva (4)
· Miglioramento del relax e della sensazione di benessere (5)
· Insight di soluzioni e creatività (correlato con attività theta)

Miglioramento cognitivo e psicologico
· Funzionalità cognitiva anche con l’età
· Migliora la funzionalità e la flessibilità cognitiva con risposte agli stimoli più      coerenti ed efficaci e con un miglioramento dell’attenzione. (6)

· Miglioramento nell’apprendimento

· Miglioramento delle relazioni famigliari, lavorative e sociali

· Cambiamenti nei pattern di attività cerebrale (7)

· Effetto sullo stress: Diminuzione della adrenalina e della noradrenalina e aumento della dopamina(8)
· Diminuzione della produzione di NA noradrenalina, ormone dello stress che diminuisce la produzione di CRH - riduzione ACTH e diminuzione del cortisolo (9)
· Diminuzione dell’inibizione del GABA che dà rilassatezza, emozioni positive, minor senso di fatica e migliore memoria ed apprendimento (10)

· Aumento delle beta-endorfine e degli oppioidi che generano un minor senso di dolore e di paura; e più elevate sensazioni di gioia ed euforia (11)

· Aumento produzione di serotonina e dopamina che possono aumentare l'effetto benessere (12)
· Azione su cortisolo e testosterone (13)












Fonti e riferimenti:

(1)(F. Travis, R.K. Wallace. 1999; M.B. Ospina, K. Bond et al. 2007; Schneider et al., 1995; Patel et al., 1985; Schmidt, Wijga, Von Zur Muhlen, Brabant, & Wagner, 1997; Sudsuang, Chentanez, & Veluvan, 1991; Benson, Rosner, Marzetta, & Klemchuk, 1974; Wenneberg et al., 1997; Jerving R., Wallace R. K., Beidebach M. 1992)

(2)(C.Y. Fang, D.K. Reibel et al. 2010; C. F. Justo 2009; R. J. Davidson, J. Kabat-Zinn et al. 2003; E.L. Olivo 2009; L.E. Carlson, M. Speca 2007) che si è dimostrata efficace anche in esperimenti su pazienti con cancro (M. Ando, T. Morita et al.. 2009)
(3)(Shin Yamamoto, Yoshihiro Kitamura et al. 2008)
(4)(Y.H. Yung, D.H. Kang et al. 2010, A. B. Newberg, J. Iverson. 2003)
(5)(Y.H. Yung, D.H. Kang et al. 2010, A. B. Newberg, J. Iverson. 2003; E.L. Olivo 2009; L.E. Carlson, M. Speca et al. 2004; Jerving R., Wallace R. K., Beidebach M. 1992)
(6)(F. Zeidan, S.K. Johnson et al. 2010; C. F. Justo 2009)
(7)(Lou et al., 1999; Lazar et al., 2000; Newberg et al., 2001; Jevning, Anand, Biedebach, & Fernando, 1996; Benson, Malhotra, Goldman, Jacobs, & Hopkins, 1990)
(8) (Y.H. Yung, D.H. Kang et al. 2010; B. Vandana, K. Vaidyanathan et al. 2011; T.W Kjaer, C. Bertelsen et al. 2002; J.R. Infante, M. Torres-Avisbal et al. 2001; M. Bujatti, P. Riederer, 1976)

(9)(K.J. Watson, N.D. Pugh et al.1995; J.L. Harte, G.H. Eifert, R. Smith, 1994; R.Sudsuang, V. Chetanez et al. 1991; Jerving R., Wilson A. F., Davidson J.M. 1978; A. B. Newberg, J. Iverson. 2003; J.R. Infante, F. Peran et al. 1998)
(10)(A. B. Newberg, J. Iverson. 2003; A.N. Elias, A.F. Wilson, 1994)
(11) (J. R. Infante, F. Peran et al. 1998; A. B. Newberg, J. Iverson. 2003; J.L. Harte, G.H. Eifert, R. Smith, 1994)
(12)(M. Bujatti, P. Riederer, 1976) e anche la melatonina (G.A. Tooley, S.M. Armstrong et al. 2000; A. B. Newberg, J. Iverson. 2003; L.E. Carlson, M. Speca et al. 2004)
(13)(B. Vandana, K. Vaidyanathan et al. 2011; C.R, MacLean, K.G. Walton et al, 1997 Jevning, Wilson, & Davidson, 1978; Sudsuang et al., 1991; Infante et al., 1998; Walton, Pugh, Gelderloos, & Macrae, 1995; Schneider et al., 1998
(14) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22775473
(15) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23022436



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