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2016/02/18

MESE DI MARZO LAVORI IN GIARDINO


INTERVENTI GENERICI


ALBERI

Nella prima metà del mese portare a termine la messa a dimora di alberi a foglia caduca, e successivamente iniziare quella di conifere e sempreverdi.

RAMPICANTI
In questo mese si pota il glicine (Wisteria sinensis), lasciandogli solo due o tre rami se si tratta di pianta giovane, si taglia invece meno severamente se la pianta è adulta. Potare anche le clematidi. Sorvegliare la crescita dei rampicanti come edera, vite vergine, bignonia e glicine, in particolar modo se rivestono le pareti delle abitazioni: i tralci amano insinuarsi nelle aperture o sotto le tegole, ostruendo le grondaie e provocando gravi danni.

Mettere a dimora Trachelospermum jasminoides.

ARBUSTI

Nella prima metà del mese terminare la messa a dimora degli arbusti a foglia caduca, tra cui Chimonanthus praecox e Cercydiphillum japonicum, poi procedere con la piantagione di arbusti sempreverdi (ad es. Pyracantha e tappezzanti).
Controllare periodicamente le legature e rinnovarle nel caso in cui siano diventate troppo strette.
Potatura primaverile
La potatura, principale lavoro di questo mese, ha lo scopo di stimolare la produzione di getti sani e vigorosi e fiori più grandi, e di indirizzare la crescita delle piante verso le forme desiderate.
Gli attrezzi
Prima di procedere con i tagli è necessario procurarsi attrezzature idonee, di buona qualità e in ottimo stato di conservazione.
Esistono strumenti per ogni esigenza: cesoie a lame dritte o ricurve, ad incudine, a doppio fulcro, svettatoi per raggiungere i rami più alti, forbici da siepe, seghetti a lama ricurva o a doppia seghettatura, coltelli, roncole, ecc. E’ importante che le superfici di taglio siano ben affilate e che gli attrezzi siano dotati di un’impugnatura comoda, in grado di ridurre al minimo gli sforzi muscolari.
Una buona potatura
Eseguire sempre tagli netti e precisi al di sopra di una gemma o di un ramo, in modo da evitare infezioni e la presenza di antiestetici “monconi”. La direzione del taglio deve essere obliqua rispetto alla gemma sana prescelta: i tagli orizzontali, infatti, non consentono lo scolo dell’acqua piovana e favoriscono lo sviluppo di patogeni.
Disinfettare gli attrezzi quando si passa da una pianta all’altra per evitare il diffondersi delle malattie.
Controllare tutte le piante presenti nel giardino ed asportare la vegetazione secca, malata o danneggiata dal maltempo e quella cresciuta in modo disordinato, tagliando fino a raggiungere le parti di legno sane o una gemma rivolta verso l’esterno.
Arbusti spoglianti che fioriscono sui getti dell’anno
Su questi arbusti, che generalmente fioriscono a fine primavera-estate, come Buddleia davidii, Caryopteris, Ceanothus, Ceratostigma, Colutea, Fuchsia, Spiraea , prima della ripresa vegetativa, si accorciano tutti i rami dell’anno precedente fino a 2 o 3 gemme dalla loro base. Si dirada così la vegetazione permettendo il passaggio della luce, e favorendo una crescita ordinata e regolare.
Ortensia
L’ortensia (Hydrangea macrophylla) è una pianta molto sensibile alle potature: si consiglia di tagliare a raso terra il legno vecchio e accorciare tutti i fusti che hanno prodotto fiori nella stagione precedente fino a raggiungere una coppia di gemme vigorose collocate a 40-50 cm dal suolo. E’ importante che le infiorescenze sfiorite siano lasciate sulla pianta durante l’inverno, in quanto svolgono una funzione protettiva nei confronti delle nuove gemme a fiore. Le piante giovani necessitano soltanto di una leggera potatura di sfoltimento.
Lavanda
Recidere le infiorescenze essiccate accorciando i rametti basali di 2-3 cm.
Nuovi getti
Per Ceratostigma willmottianum, Spiraea x bumalda, S. japonica, Leycesteria formosa, Perovskia, Fuchsia magellanica e F. fulgens, è possibile tagliare i fusti a 3-5 cm dal suolo, in modo da stimolare l’emissione di nuovi getti che fioriranno in autunno, oppure si effettua solo un accorciamento dei rami.
Lo stesso tipo di intervento è necessario anche su Spiraea japonica e S. x bumalda per ottenere un’abbondante fioritura in luglio e agosto.
Siepi
La potatura delle siepi è fondamentale per evitare che si spoglino alla base, mantenendo una forma compatta e regolare. A marzo si potano le piante di lauroceraso (Prunus laurocerasus), P. lusitanica e le siepi di rosmarino (Rosmarinus officinalis), ricordando che nel caso del lauroceraso è preferibile l’utilizzo del seghetto al posto delle cesoie.
Innesti
Si possono iniziare ad innestare a corona il lillà su ligustro, la mimosa, l’Acacia retinodes e la ginestra: le marze (pezzi di rami portanti diverse gemme) si preparano effettuando due tagli obliqui convergenti e si inseriscono sotto la corteccia di un fusto o di un grosso ramo tagliato trasversalmente, poi si lega e si ricopre con mastice.
Moltiplicazione
Si possono moltiplicare per propaggine Erica e Rhododendron; Fatsia, Spiraea e Symphoricarpos tramite polloni.


PIANTE ERBACEE PERENNI

A marzo si possono moltiplicare tramite divisione dei cespi quasi tutte le erbacee perenni, tranne Paeonia, Eremurus, Papaver, Iris, perché già in vegetazione e alcune specie come Aubrietia, Primula, Bellis perennis, Viola spp., già in fioritura.

Divisione dei cespi
Questa operazione deve essere eseguita in una giornata asciutta e con terreno non gelato.
Estrarre le piante dal terreno con l’aiuto di una vanga forca, senza danneggiare l’apparato radicale; ripulire le radici dalla terra ed eliminare le parti morte o marcescenti.
Immergere in acqua l’apparato radicale delle specie con radici carnose per eliminare tutta la terra e rendere più visibili le gemme.
Dividere le piante in modo da ottenere porzioni provviste di radici e nuovi getti o gemme. Scartare la parte centrale più vecchia e legnosa e mettere a dimora le nuove piantine alla stessa profondità a cui si trovava la pianta madre.
Prima di procedere all’impianto, ripulire il terreno dalle infestanti e distribuire terriccio concimato. Se i cespi sono piccoli, meglio coltivarli per una stagione in cassone freddo, in modo da favorirne l’attecchimento.
Le specie a crescita rapida e quelle che tendono a svilupparsi in modo disordinato, come Ajuga e Stachys, dovrebbero essere divise ogni 2 anni, mentre le altre perenni ogni 3-5 anni a seconda del loro accrescimento.
Marzo è il mese ideale per dividere, tra le altre, Arabis, Alchemilla, Aquilegia, Ajuga, Artemisia, Aster, Aubrietia, Brunnera, Centaurea, Convallaria, Echinops, Erigeron, Euphorbia, Filipendula, Lysimachia, Hosta, Helleborus, Hypericum, Lamium, Nepeta, Phlox, Rodgersia, Saponaria, Solidago, Thymus, Veronica.

Radici rizomatose
Il rizoma delle perenni con radici rizomatose, come Bergenia, Convallaria e Monarda, dopo essere stato estratto dal suolo e ripulito dalla terra in eccesso, deve essere diviso con un coltello ben affilato, separando i giovani rizomi dalla parte centrale più vecchia, che va eliminata. Si scartano tutte le parti morte e danneggiate, e si divide ogni giovane rizoma in porzioni lunghe 5-8 cm, tagliando al di sotto di un gruppo di radici. Infine si piantano, facendo attenzione che le radici siano rivolte verso il basso.

Talee di radici
Alcune perenni, come Catananche e Dicentra, possono essere propagate tramite talee di radici: si tagliano le radici in porzioni lunghe 5-10 cm e si piantano in cassone freddo in vasi riempiti con terriccio.
Per non confondere la direzione d’impianto, conviene fare un taglio orizzontale nell’estremità superiore e obliquo in quella inferiore.
Quando le foglie si saranno ben sviluppate, sarà possibile procedere con il trapianto.
Questo tipo di propagazione è consigliabile anche per piante di Phlox attaccate dai nematodi, poiché le radici rappresentano l’unica parte della pianta a non essere parassitizzata. Dato che le radici di questa perenne sono molto sottili, conviene fare talee lunghe 1-1,5 cm e disporle orizzontalmente nei contenitori.

Formazione di aiuole
Verso la fine del mese s’inizia la realizzazione di bordure miste e la preparazione di aiuole: per stabilire la giusta collocazione e scegliere le essenze più adatte, è necessario considerare, oltre all’epoca di fioritura e all’accostamento cromatico, anche il tipo di terreno, l’esposizione e il clima.
Quando ci si appresta a progettare un’aiuola, occorre ricordare di disporre al centro le specie più alte, diminuendo gradualmente le altezze verso i bordi; nelle bordure, invece, le piante di maggiori dimensioni dovranno essere collocate nella parte più lontana dall’osservatore.


PIANTE ERBACEE ANNUALI E BIENNALI


Nella prima metà del mese, quando ancora si temono gelate e nevicate tardive, ci si dedica alla pulizia delle aiuole: rastrellare, vangare e aggiungere buon terriccio concimato.Messa a dimora
Inizia la piantagione di viole del pensiero e Myosotis già in fiore. Subito dopo il trapianto, per una decina di giorni, riparare dal freddo notturno le giovani piantine con “tessuto non tessuto”.
Semine all’aperto
Verso la fine di marzo, seminare all’aperto alcune annuali e biennali, come Alyssum, Calendula, Campanula, Coreopsis, Godezia, Iberis, Portulaca, Tagetes e Tropaeolum majus (nasturzio). Somministrare un concime a lenta cessione, rastrellare e livellare bene il suolo. Distribuire i semi di piccole dimensioni direttamente sul terreno, interrare invece quelli più grossi, ad una profondità doppia rispetto al loro diametro minore.
Semine sotto vetro
Sotto vetro si seminano Ageratum, Celosia, Cosmos, salvia, verbena e zinnia. Si riempiono i contenitori con terriccio leggero e sabbioso, si livella pressando leggermente con una tavoletta di legno e si inumidisce. Spargere poi i semi interrandoli leggermente o rivestendoli con un “velo” di torba fine; irrigare e coprire con una lastra di vetro per mantenere il giusto livello di umidità e calore. Alla comparsa dei primi germogli togliere la copertura per favorire il passaggio di aria e luce. Trapiantare in contenitori più grandi quando le foglioline si saranno ben sviluppate.

BULBOSE

Sono in fiore Narcissus, Crocus, Iris, Leucojum vernum (o falso bucaneve), Muscari e i tulipani botanici.
E’ arrivato il momento di trapiantare in giardino i bulbi coltivati fino a questo momento in casa e ormai indeboliti dalla permanenza in appartamento.
Controllare le bulbose presenti in giardino, eliminare le foglie morte e le infestanti eventualmente presenti. Se durante l’autunno non è stato somministrato del letame, provvedere ora a concimare con un fertilizzante specifico granulare.
Bulbi a fioritura primaverile
Verso la metà del mese, quando è possibile escludere ulteriori gelate, si elimina la pacciamatura precedentemente distribuita intorno ai bulbi a fioritura primaverile (tulipani, giacinti, narcisi, crochi), e si sparge un leggero strato di fertilizzante specifico granulare.
Lilium
Se non è stato ancora fatto, preparare il terreno per i Lilium a fioritura estiva: scegliere una posizione preferibilmente esposta a sud, al riparo dai venti e in leggera pendenza per favorire il drenaggio. Se il terreno è pesante, correggere con l’aggiunta di sabbia. Dal momento che i bulbi tendono a raggrinzirsi durante il periodo di immagazzinamento, è consigliabile riporli in torba umida prima della messa a dimora.
Bulbose a fioritura estiva
Verso la fine del mese, si può iniziare a mettere a dimora: Acidanthera, Crinum, Crocosmia, Galtonia, Gladiolus, Ranunculus, ecc.

ROSE
Entro la prima metà del mese, prima che le gemme si schiudano, è necessario completare i lavori di potatura iniziati a febbraio. 
Messa a dimora
Si può procedere con i nuovi impianti di rose a radice nuda: dopo aver scavato una buca di dimensioni adeguate all’apparato radicale, si colloca la pianta ad una profondità tale che il punto di innesto si trovi a livello del terreno; allargare poi bene le radici con la mano e coprirle con del terriccio. Colmare lo spazio rimanente con della terra, compattare per eliminare eventuali sacche d’aria tra le radici e annaffiare.
Per mettere a dimora una rosa rampicante, si consiglia di scavare la buca ad una distanza di circa 30 cm dal muro o dal supporto sul quale dovranno essere fissati i rami mediante dei fili di ferro orizzontali posti a 45 cm l’uno dall’altro.
Ultimi trapianti
E’ ancora possibile effettuare dei trapianti: sollevare la pianta dalla sua vecchia sede facendo attenzione a lasciare una zolla di terra intorno all’apparato radicale; tagliare le radici rotte o danneggiate, e trasferire la rosa nella nuova collocazione.
Trattamenti antiparassitari  
Il clima umido e piovoso tipico di questo periodo favorisce la comparsa delle prime colonie di afidi sui giovani e teneri germogli delle rose.
L’afide delle rose, Macrosiphum rosae, è un insetto lungo circa 1,5 mm, caratterizzato, come tutti i pidocchi delle piante, da un apparato boccale pungente-succhiante con il quale si nutre della linfa.
In genere sverna come uovo, ma in inverni particolarmente miti si può verificare un susseguirsi di generazioni nel corso di tutto l’anno.
Danni da afide
I danni sono provocati dalle punture di nutrizione che ostacolano lo sviluppo della vegetazione e causano delle deformazioni, compromettendo la fioritura. Inoltre questi afidi producono abbondante melata, con conseguenti danni estetici e la comparsa di fumaggini.
Controllo chimico e biologico
Contro gli afidi si può effettuare una lotta chimica con prodotti a base di Imidacloprid. Si consiglia l’utilizzo del Confidor nella dose di 50 cc ogni 100 litri di acqua.
Se gli attacchi non sono molto consistenti, può essere sufficiente sfruttare l’azione dei numerosi predatori naturali di questo insetto: cimici, sirfidi, larve di coccinella e della crisopa, ecc. Se si notano coccinelle sulle piante, non utilizzare insetticidi che eliminerebbero anche questi insetti utili.
Prevenzione contro funghi
Effettuare i primi trattamenti con prodotti fungicidi, come ad esempio Proclaim a base di bitertanolo, in modo da bloccare gli attacchi sulle gemme.

GIARDINI ROCCIOSI
Se non è stato ancora fatto, togliere tutte le protezioni dal freddo che adesso ostacolerebbero lo sviluppo delle piante.
Se necessario spargiamo dei fertilizzanti: 1 Kg di farina d’ossa per 10 mq e 120 g di cornunghia ogni mq.
Nuovi impianti
In zone soleggiate, al riparo dai venti e preferibilmente in pendenza, con l’aiuto di una zappa, scavare una buca di dimensioni adeguate, sistemare la pianta e colmare lo spazio rimanente con terriccio, compattando leggermente; distribuire del pietrisco in superficie e annaffiare.
Le conifere e gli arbusti a portamento eretto risaltano maggiormente se vengono collocati alla base delle rocce, mentre le specie tappezzanti dovrebbero essere piantate sopra le pietre, in modo da ricoprirle con il loro sviluppo.


PIANTE ACQUATICHE VASCHE LAGHETTI
Non si può ancora procedere all’impianto o alla divisione della flora acquatica, poiché le piante acquatiche tendono a vegetare più lentamente di quelle terrestri e in questo periodo sono ancora nella fase di riposo. Si può allora approfittare di questo mese per rinnovare l’acqua del laghetto.
Lavori di manutenzione
Ripulire il laghetto e le vasche dal fango e dai detriti depositatisi durante l’inverno. Svuotare le vasche e spazzolare le pareti per eliminare le alghe eventualmente presenti. Ogni 2 o 3 anni dare una ripulita completa al fondo, asportando con una pompa metà dell’acqua presente ed eliminando le infestanti acquatiche. I rizomi e i cespi vanno conservati in cassette, ricoverati all’ombra e protetti con panni inumiditi. Anche i pesci dovranno essere trasferiti in una vaschetta fino al termine delle operazioni. Ultimata la pulizia si ricollocano i vasi delle ninfee e si ripiantano i cespi dopo averli ripuliti dalle parti marcescenti o morte. Infine, si riporta il livello dell’acqua alla normalità.
Erba scopina
E’ il periodo ideale per piantare Hottonia palustris (meglio conosciuta come “erba scopina”).


Fonte:
Tratto da "Giardini e ambiente"

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