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2016/01/15

NANOTECNOLOGIA IN ALIMENTI E MANGIMI: EFSA RELAZIONE 2015. NASCOSTI I VERI DANNI.




In Europa vige il Principio di precauzione.. almeno su carta.. ovvero prima di immettere un prodotto sul mercato questo va testato nella sua sicurezza, è richiesta un’evidente assenza di rischio, questo è quanto teoricamente ci ha sempre distinto e tenuto una spanna avanti rispetto a tanti paesi in primis gli USA dove è sufficiente l’assenza dell’evidenza di un rischio.Negli Usa, il prodotto viene autorizzato, salvo poi adottare misure restrittive, se si evidenziano rischi.

A quanto pare questo principio si sta via via sempre più sgretolando.. sempre più in modo subdolo e dormiente raggirato.. non per ultimo l'entrata in utilizzo in ogni settore dei nanomateriali, chissà forse per cercare di omogeneizzarci in previsione del TTIP..

Nel paradosso di questa situazione, mentre i nanomateriali circolano liberamente in modo smisurato.. una finta agitazione si è messa in atto da parte delle Autorità di controllo.. che si domandano molto amabilmente se forse vi è qualche rischio? Se l'introduzione in commercio di questo materiale non ancora studiato nei suoi risvolti e interazione con l'organismo debba essere in realtà controllata e regolata...

Così abbiamo anche quest'anno la relazione annuale della rete scientifica dell'EFSA sulla valutazione del rischio di nanotecnologie in alimenti e mangimi.
Una relazione piena di parole e come sempre pochi dati..

I sistemi normativi statunitense, europeo, giapponese, australiano e di molti altri Paesi non riconoscono i materiali nanostrutturati come una
nuova famiglia di sostanze potenzialmente in grado di manifestare nuove proprietà e nuovi rischi per la salute
sia dell’uomo sia dell’ambiente che lo circonda... perciò quali problemi potrebbero nascere??

I nanomateriali si trovano praticamente ovunque, ormai anche sostituiti alle loro materie prime senza neppure dircelo..
Ad esempio nella soluzione più semplice ed immediata sono in fase di produzione le bottigliette di birra in polietilene (PET) contenenti nanoparticelle di silicati, che impediscono la dispersione dei gas, e i contenitori per alimenti in polipropilene contenenti nanoparticelle di argento con funzione antimicrobica.
Gli abbronzanti o creme solari contengono ormai nanoparticelle.. vista la loro capacità di penetrazione rapida e profonda, stessa qualità che viene ampiamente usata ormai in medicina, con l'introduzione di aspirine a rapida efficacia!! non ci dicono che contengono nanoparticelle.. pubblicizzano la rapidità!!

Ciò che è grave è che le nanoparticelle rientrano a pieno titolo fra gli additivi, materia disciplinata dal Reg (CE) 1169/2011nonostante non vi sia una normativa a riguardo e non vi siano valutaizoni di rischio.


L'EFSA si è concentrata ultimamente , come visto, nell’utilizzo delle nanotecnologie in campo alimentare , dove forse i rischi sono amplificati dal fattore accumulo, ed interazione con altre sostanze..

Inoltre non sono ancora disponibili metodi standardizzati per evidenziare la presenza e la caratterizzazione dei nanomateriali negli alimenti.
Sarebbero le ditte che dovrebbero autodenunciare l'utilizzo.

L'unico settore in cui vi è una "sorta" di obbligo è la cosmesi.. anche se..

I nanomateriali si trovano nei vestiti, medicine,  alimenti, nella cosmetica, nei prodotti per la casa, ai vaccini.. insomma immessi nel nostro mercato e poi solo dal 2010 l'EFSA ha visto bene di organizzare un NANO NETWORK.

Nel maggio del 2011 è stato pubblicato un documento contenente linee guida sulle modalità di valutazione dei rischi potenziali correlati a taluni usi della nanotecnologia nel settore alimentare. Il documento fornisce suggerimenti pratici su come eseguire la disamina di richieste di autorizzazione per l’impiego di nanomateriali ingegnerizzati (i cosiddetti ENM) in additivi alimentari, enzimi, aromi, materiali a contatto con alimenti, nuovi prodotti alimentari, integratori alimentari, additivi per mangimi e pesticidi, presentate dall’industria.


Il documento dell’Efsa, la cui elaborazione è stata richiesta dalla Commissione europea, mira a definire un approccio scientifico uniforme e peculiare nella stima dei rischi legati ad applicazioni tecnologiche che hanno proprietà diverse, dal punto di vista chimico e fisico, rispetto a quelle convenzionali. La loro valutazione obbliga necessariamente a ricorrere a criteri e parametri differenti.





La loro introduzione espone l’uomo e l’ambiente che lo circonda a una nuova categoria di materiali, costituiti da nanostrutture, che, proprio per le dimensioni
nanometriche, sono caratterizzati da nuove proprietà chimiche e fisiche, i cui effetti sulla salute umana sono ancora incerti...

I nanomateriali appartengono all’ordine di grandezza del nanometro (10-9m) e proprio le loro piccole dimensioni determinano la comparsa di nuove caratteristiche chimiche e fisiche, totalmente differenti da quelle presenti nei materiali di dimensione convenzionale (cosiddetti, bulk materials).

La SCENIHR (Scientific committee on emerging and newly identified health risks) ha proposto la seguente definizione di nanomateriale, recentemente utilizzata anche dall’EFSA:

«Qualsiasi forma di materiale composto da parti funzionali distinte, molte delle quali hanno una o più dimensioni uguali o inferiori a un ordine di grandezza di 100 nm».

Analogamente per nanomateriale ingegnerizzato (engineered nanomaterials, ENMs) si intende qualsiasi materiale che sia deliberatamente creato in modo tale che sia composto da parti funzionali distinte, presenti o internamente o sulla superficie, molte delle quali abbiano una o più dimensioni uguali o
inferiori a un ordine di grandezza di 100 nm.

Si parla di nanomateriale quando questo risulta costituito da strutture nanometriche e in grado di indurre nuove proprietà chimiche e fisiche nel materiale stesso.

Nanofoods : descrizione e applicazioni

Recentemente i “nanofoods” sono stati definiti come tutti gli alimenti coltivati, prodotti, processati o confezionati con strumenti o metodi nanotecnologici, o nei quali siano stati aggiunti nanomateriali ingegnerizzati. In particolare, i nanomateriali ingegnerizzati sono presenti nei nanofoods sotto forma di pesticidi, farmaci veterinari, additivi, aromi, enzimi e come materiali a contatto con gli alimenti (food contact materials, FCMs).

Attualmente le applicazioni note delle nanotecnologiche in campo alimentare sono state raggruppate nelle seguenti categorie:
1. nanomateriali a contatto con gli alimenti:
questa categoria  include tutti i nanomateriali a contatto con gli alimenti, inclusi quelli attivi e intelligenti progettati per interagire con gli alimenti o con il loro ambiente circostante.

2. ingredienti alimentari formulati o sintetizzati in forma di nanostrutture: questa categoria include tutte le applicazioni che mirano alla sintesi di ingredienti in scala nanometrica, che, ad esempio, possono migliorare le proprietà sensoriali (gusto, aroma e texture) dei prodotti alimentari.

3. additivi nanometrici, nanoincapsulati o ingegnerizzati.
4. dispositivi e materiali prodotti con le nanotecnologie per il monitoraggio degli alimenti durante il loro stato di conservazione e trasporto (ad es. biosensori), e quelli per il trattamento delle acque, ad es. nanofiltri.
Altre applicazioni indirette delle nanotecnologie negli alimenti e nei mangimi sono rappresentate dalla sintesi di composti agro chimici (per es. fertilizzanti, pesticidi ecc.) o farmaci veterinari.


COSA L'EFSA NON DICE..


Tossicocinetica e tossicità nell’uomo


Le ricerche portate avAnti sulla tossicità dei nanomateriali ingegnerizzati somministrati per via orale, ad oggi, sono relativamente scarse, nella maggior parte condotte a livello privato, e seppur numerose non accreditate dagli organi di controllo ufficiali, i quali come detto stanno ancora indagando..

Dai risultati attualmente disponibili, si può affermare che l’assorbimento per via orale di alcuni nanomateriali (nanoparticelle di biossido di titanio, nanoparticelle di rame, di zinco), può indurre processi degenerativi o infiammatori principalmente su reni e fegato, visibili sia a livello
macroscopico sia microscopico. Inoltre, altri effetti tossici si possono verificare a livello di
milza e apparato cardio-circolatorio. Infine, studi relativi alla tossicità dei materiali nanostrutturati somministrati per via endovenosa e/o respiratoria hanno evidenziato effetti tossici anche in altri organi appartenenti al sistema nervoso,immunitario, polmonare e riproduttivo.

Valutazione dell’esposizione al pericolo  e caratterizzazione del rischio

E` stato dimostrato dal professor Nemmar dell’Universita` cattolica di Leuven che particelle da 100 nanometri, ovvero 0,1 micron, se respirate, passano la barriera polmonare in 60 secondi e in un’ora giungono al fegato

Schematico e riassuntivo questo documento della Dottoressa Gatti sul Progetto RTD sovvenzionato dalla Commissione Europea sul ruolo patologico delle micro e nano particelle. (progetto QLRT 2002-147 anno 2002/2005)

I vantaggi dei nanomateriali devono essere valutati rispetto ai loro potenziali effetti tossici...qui avviene il contrario, e questo deve farci fermare e riflettere.
Il Centro Informativo di Biotecnologia NCBI dice:
Gli esseri umani sono esposti a nanoparticelle (NP; diametro <100 nm) da aria ambiente e di alcuni posti di lavoro. Ci sono due tipi principali di NP; NP-combustione derivati (ad esempio, particelle, particelle di scarico diesel, fumi di saldatura) e NP prodotti o ingegnerizzati (ad esempio, biossido di titanio, nerofumo, i nanotubi di carbonio, argento, ossido di zinco, ossido di rame). Recentemente, ci sono stati in aumento rapporti che indicano che NP inalate possono raggiungere il cervello e possono essere associati a neuro degenerazione. È necessario valutare i potenziali effetti tossici di NPS nel cervello, perché la maggior parte dei disturbi neuro comportamentali possono essere di origine ambientale. Questa rassegna evidenzia studi sia di nanoparticelle derivate da combustione- e fabbricati o attrezzata neuroinflammation NP-indotta, stress ossidativo, e l'espressione genica, così come il possibile meccanismo di questi effetti in modelli animali e nell'uomo.
Send to:
Int J Mol Sci. 2011;12(9):6267-80. doi: 10.3390/ijms12096267. Epub 2011 Sep 23.
Nanoparticles and neurotoxicity.
Win-Shwe TT1, Fujimaki H.


Quindi queste NP entrano nell'organismo dalla pelle,respirando,mangiando.. entrano e si depositano nel nostro organismo..ed essendo non biodegradabili e biocompatibili sono tranquillamente definibili patogeniche, ovvero capaci di innescare una malattia..

Quando l'aria che respiriamo è piena di un assortimento di tossine pericolose, con ogni nostro respiro, questi veleni assaltano il nostro sistema immunitario. Questi veleni interessano anche il nostro cervello e, quindi, la nostra funzione cognitiva.
In questa ricerca della NCBI  ( supportata in parte dal  Environmental Research and Technology Development Fund (C-0901) of the Ministry of the Environment, Japan.) si ha una attenta dimostrazione di come le nanoparticelle entrano e si depositano in particolare nel cervello.. con conseguenti danni neurologici.
La ricerca della NCBI dimostra che i nanomateriali Mn, Cd, Ni, Co  che entrano in contatto con l'epitelio olfattivo possono essere trasportati al cervello attraverso i neuroni olfattivi.
Le vie di ingresso delle nanoparticelle tossiche al cervello però non sono solo attraverso il bulbo olfattivo ma anche attraverso la circolazione sistemica. Nel cervello, NP possono indurre l'infiammazione, l'apoptosi(morte programmata di una cellula) e lo stress ossidativo attraverso il rilascio di vari mediatori microglia e astrociti. Da loro dipende la produzione di sostanze tossiche (ad esempio, NO, neurotranmsitters eccitatorie o mediatori anti-tossici (ad esempio, anti-infiammatori citochine, neurotrofine), si può arrivare quindi a neurodegenerazione o neurorigenerazione.


ASSUNZIONE MODERATA NEL TEMPO ==> MALE ASSORBIMENTO SOSTANZE                 DI NANOPARTICELLE                                    NUTRITIVE NEL FLUSSO SANGUIGNO 

                               

Ricercatori presso Binghamton University e la Cornell University pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology
Altro importante studio svolto da ricercatori presso Binghamton University e la Cornell University, pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology. 
Viene dimostrato come queste piccole particelle, anche a basse dosi, potrebbero avere un grande impatto sulla nostra salute a lungo termine.
Ciò che Mahler, Michael L. Shuler della Cornell University ed un team di ricercatori davvero voleva sapere era cosa succede quando qualcuno ottiene l'esposizione costante a piccole dosi - il tipo che si otterrebbe se sei stato trattato con un farmaco o integratore che comprendeva le nanoparticelle in qualche forma.
Quindi le loro ricerche si sono indirizzate a livello intestinale.Risultato del doppio gruppo di ricerca ha indicato la medesima cosa..
esposizione alle nanoparticelle influenza l'assorbimento delle sostanze nutritive nel flusso sanguigno.
Consiglio di vedersi  questo resoconto dettagliato di Gatti-Montanari sulla loro ricerca.
video CONFERENZA STAMPA NANODIAGNOSTIC 
Gatti Montanari



PER UN APPROFONDIMENTO SULLE NANOPATOLOGIE E NANOMATERIALI
CONSIGLIO LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO:





Attualmente, si ipotizza che i nanomateriali possano essere presenti o contaminare gli alimenti attraverso le seguenti modalità:

- migrazione negli alimenti di nanomateriali ingegnerizzatpresenti nei materiali a contatto con gli alimenti (FCM), ad
esempio le confezioni o piani di lavoro;
- presenza di nanomateriali ingegnerizzati negli alimenti sotto
forma di additivi o di ingredienti attivi ( novel food e integratori);
- presenza di residui negli alimenti di prodotti agro-chimici o
di farmaci veterinari contenenti nanomateriali ingegnerizzati;
- presenza negli alimenti di contaminanti ambientali che
derivano dalla produzione, utilizzo e smaltimento di altri
prodotti ottenuti con nanotecnologie, quali prodotti elettronici,medicali, cosmetici ecc..

Un’ulteriore fonte di esposizione è rappresentata dai nanomateriali inalati, che possono essere catturati dal sistema muco ciliare polmonare, trasportati nel laringe e, infine,deglutiti.


Inoltre, bisogna considerare che, qualora le analisi dei nanomateriali ingegnerizzati siano condotte nelle fasi primarie, dovranno essere considerati le eventuali variazioni conseguenti ai processi produttivi e alle interazioni con la matrice alimentare. Infatti, i nanomateriali e le nanostrutture possono
essere modificata lungo la filiera agro-alimentare sia dai processi produttivi (sterilizzazione, marinatura ecc.), ma soprattuto dall’interazione con proteine, lipidi e altre sostanze presenti nella matrice alimentare. Inoltre deve essere valutato l’effetto che la digestione induce sulle caratteristiche chimiche
e fisiche dei nanomateriali ingegnerizzati contenuti negli alimenti (EFSA 2009).


Un altro limite che ostacola la valutazione dell’esposizione al pericolo è l’impossibilità di stabilire una misura che correli il dosaggio alla tossicità dei nanomateriali ingegnerizzati.
Infatti, l’esposizione dei consumatori al pericolo è solitamente rappresentata da limiti espressi in concentrazione in massa, quali la dose giornaliera tollerabile, la dose giornaliera accettabile, oppure da volori nutrizionali di riferimento, come la dose giornaliera raccomandata o i livelli massimi giornalieri.

Questi valori devono ancora essere stabiliti per i nanomateriali.

Inoltre, le principali Autorità scientifiche affermano che la concentrazione in massa non sia sufficiente per esprimere la dose tossicologica.




Alla luce di tutte queste difficoltà nella valutazione dei rischi, alla luce delle ricerche scientifiche sui rischi.. mi chiedo come mai le nanoparticelle circola sul mercato così liberamente?


Infatti,

Oggi a livello europeo, solo il Reg. CE 1333/2008 prevede esplicitamente questa distinzione, stabilendo una rivalutazione degli additivi autorizzati, qualora siano utilizzate le nanotecnologie per la loro produzione. Mentre in tutti gli altri
casi, non è prevista una distinzione tra i prodotti realizzati con tecnologie convenzionali e prodotti sviluppati con le nanotecnologie.
Inoltre, le etichette dei prodotti alimentari ottenute con le 62 nanotecnologie non riportano alcun riferimento all’impiego delle stesse: la mancanza di questa informazione non costituisce infrazione della relativa normativa, dato che la stessa non prevede obbligo di dichiarazione di questi prodotti in etichetta.


Lettura correlata di approfondimento generale:


NANOPARTICELLE E NANOMETALLI,CAUSA DELLE NANOPATOLOGIE

SCARICARE L'INTERA RICERCA IN PDF


1) INTRODUZIONE ALLE NANOPATOLOGIE
2 )COSA SONO LE NANO PARTICELLE
3) DANNI DELLE NANOPARTICELLE

-   INALAZIONE NANOPARTICELLE ==> NEI POLMONI==> NEL SANGUE ==> ORGANI

- INALAZIONE NANOPARTICELLE ==>NEL CERVELLO - attraverso neuroni olfattivi/ circolazione sistemica                                                                                                                                
-   NANOPARTICELLE ==> RADICALI LIBERI

-   ASSUNZIONE MODERATA NEL TEMPO ==> MALE ASSORBIMENTO SOSTANZE                 DI NANOPARTICELLE                                    NUTRITIVE NEL FLUSSO SANGUIGNO


                               
4) DOVE SI TROVANO E COME NE VENIAMO IN CONTATTO:

-  ESPLOSIONI (MILITARI)
-  COMBUSTIONE
-  SCIE CHIMICHE E GEO-INGEGNERIA
-  MEDICINALI
-  VACCINI
-  ALIMENTARE
-  COSMETICA
-  MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
-  RIVESTIMENTI E PRODOTTI

5) NANOTECNOLOGIA
Definizione
Caratterizzazione magnetica delle nanoparticelle
Possibili applicazioni per nanoparticelle

-  SCIE CHIMICHE E GEO-INGEGNERIA
-  MEDICINALI
-  VACCINI
-  ALIMENTARE
-  COSMETICA
-  MATERIALE TECNOLOGICO E TESSUTI
-  RIVESTIMENTI E PRODOTTI




http://ec.europa.eu/research/industrial_technologies/pdf/policy/communication-from-the-commission-second-regulatory-review-on-nanomaterials_it.pdf
http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/126e.pdf

2 commenti:

  1. chiarissimo ... siamo ... < NANO-FOTTUTI ... >

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    1. penso proprio di si...almeno in questa realtà..

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