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2016/01/31

COME SVOLGERE LE ASANA SENZA SFORZO PER AVERE CALMA EMOTIVA E STABILITÀ



Spesso il termine "asana" viene comunemente sostituito con il termine posizione oppure esercizio, in realtà il concetto è molto più ampio e proprio nel significato di questo termine sta tutta la sua potenza e l'efficacia.

Entrambi i termini usati infatti in realtà sono inesatti vediamo perchè comprenderlo ci farà  capire cosa vuol dire eseguire le asana di yoga, come queste agiscono a  livello emozionale e quale risvolto hanno sulla nostra salute grazie al substrato cerebrale dimostrabile con le neuroscienze.
Le caratteristiche mentali sono strettamente collegate alla postura che il corpo assume e di conseguenza anche il tono muscolare è influenzato dallo stato d’animo che si prova in quel determinato momento. Per tale motivo se è vero che la natura di un individuo può essere compresa attraverso l’osservazione dell’atteggiamento posturale, è anche vero che praticando delle asana particolari è possibile modificare lo stato di coscienza o l’atteggiamento emotivo e mentale del praticante.
Nelle diverse asana il corpo e la mente vengono sottoposti ad un allenamento graduale attraverso particolari meccanismi neuromuscolari coinvolti nell’esecuzione; questo fatto è destinato ad apportare progressivamente alcuni specifici cambiamenti nell’intera personalità del praticante (sadhaka).

Asana, non solo una posa.

In una posizione, anche se mantenuta in modo comodo, senza sforzo, non vi è alcuna considerazione dell'atteggiamente mentale.
Ad esempio se ci sediamo comodamente su di una poltrona e pensiamo di rilassarci.. in realtà ciò non avviene se non plachiamo la mente, infatti ci troveremo impossibilitati a rilassarci proprio perchè mentalmente turbati a causa di concatenazioni di pensieri.

Quando si svolge un'asana invece avremo inizialmente un atto di volontà.. per prendere la posizione, poi questa andrà mantenuta sotto il livello di coscienza.

Cosa vuol dire?
Vuol dire che dovremmo cercare di portare il pensiero in uno stato di silenzio.
Nelle asana il processo del pensiero non è consentito, l'unica consapevolezza deve essere mirata al mantenimento della posizione ma ad esempio portando l'attenzione al respiro, lasciando fluire tutto il resto, solo in questo modo non vi saranno interferenze dovute all'attività mentale.



Vedremo dopo perchè importante mettere a tacere questa parte affinchè si possa godere di un beneficio psico fisico dell'asana e dello Yoga.

Le asana non devono esprimere nulla...anche sul volto nessuna espressione.
La posizione invece può accadere che se assunta anche per pochi minuti porti dolore e stanchezza.
Le asana invece non devono produrre niente di questo, anzi il loro scopo è quello di portare rilassamento e benessere fisico, visto che la parte emotiva viene spenta.

Qui si collega perchè le asana non sono neppure esercizio fisico.

Asana non sono esercizio fisico

L'esercizio fisico comporta movimento, stanchezza, sudore, e vengono visualizzati esercizi rapidi svolti in successione..

Le asana sono invece composte da due fasi:
- una dinamica
- una statica

Nell'esecuzione dell'asana un certo movimento è indispensabile ma questi movimenti devono essere lenti, sicuri, dolci, senza scatti, senza fatica.
Nella fase statica o di mantenimento occorre restare immobili per un certo tempo senza sforzo ( e vedremo dopo cosa vuol dire) o disagio, in nessuna parte si devono sentire tensioni.
La consapevolezza richiesta è quella verso il respiro generalmente addominale che placa i movimenti mentali, e viscerali.
Il ritorno dalla posizione deve essere lento e graduale.

Asana sinonimo di stabilità

Una delle definizioni delle asana previste nel Pantanjali dice
"La postura deve essere stabile e piacevole"

Un aforisma che racchiude il senso profondo dell'asana.
L'asana deve infondere stabilità.
Il termine stabilità non significa soltanto stabilità della posizione, ma stabilità anche del corpo e della mente come un tutt'uno.

Infatti se si è stabili sul piano fisico non è detto che lo si è anche sul piano mentale.
Con le asana invece è questo che accade.
Quando stabilità fisica e mentale si uniscono si raggiunge allora un stato di benessere.

Ovviamente non significa che ogni posizione sia facile, per questo va svolta ascoltando il proprio corpo senza mai andare oltre le proprie capacità, quindi facendo un switch off, uno spegnimento della nostra parte razionale e corticale.

Se infatti svolgiamo l'asana come attività isometrica quindi cercando di voler arrivare allo stadio finale dell'asana, ad esempio stirando volontariamente il muscolo, mantenendo volontariamente la posizione.. avremo un'accesa attività cerebrale corticale, quindi impegno della circolazione, dell'azione.
In questo modo noteremo che ad esempio in un paschimottana-asana il ritmo cardiaco aumenta anche del 30%, quindi si creerà tensione, sforzo,affaticamento muscolare.. e saremo costretti ad abbandonare presto la posizione.

Se si praticano le asana in questo modo quindi vivendo in uno stato tensivo si aumenterà  a cascata tutta una serie di messe in gioco emozionali che aloro volta a cascata metteranno in moto ormoni e tuta un'attività simpatica che darà origine a processi e stati indesiderati oltre ad aggravare lo stato di tensione.
Risultato irritabilità, eccessiva autoconsiderazione, tendenze aggressive impulsive.

Atteggiamento da osservatore

Quando si svolge un'asana invece in condizione di rilassamento gli stiramenti attivi e le contrazioni daranno tono e forza.
Quando vengono svolti in rilassamento e privi di volontà di sforzo vi sarà un calo tensivo e stato di benessere.

L'atteggiamento da seguire, anche se inizialmente non sarà facile perchè far tacere l'attività corticale non è immediato, è quella di "osservatore".
Quasi si trattasse di un'altra persona la cui consapevolezza è rivolta solo al respiro.
La mente in questo modo si mantiene in una condizione in cui non esistono i pensieri.

A questo dobbiamo unire come già accennato la mancanza di volontà nello sforzo.

Mancanza di volontà nello sforzo per ridurre le emozioni

Il sistema nervoso centrale per farci mantenere in equilibrio e quindi tenere una posizione usa da solo senza la nostra razionalità, volontà i centri inferiori: midollo allungato, il ponte Varolio, cervelletto, mesencefalo e gangli basali.
Questo vuol dire che se ci fidiamo di loro ed arriviamo sin dove loro ci permettono, noi possiamo restare in equilibrio in modo stabile,rilassato.

Se invece iniziamo ad attivare i centri superiori che si trovano nella corteccia andremo a creare uno sforzo volontario.
Attivare i centri superiori vuol dire attivare tutta la parte associativa mentale che in realtà dovrebbe rimanere a tacere.
Attivare i centri superiori vuol dire prevalere su quelli inferiori.. quindi superare i propri limiti ad esempio nella flessione o nello stiramento.

Ovvio all'inizio, nei primi giorni viene imposto un piccolo sforzo ma poi poco per volta nel mantenimento delle asana deve giocare la sua partita la volontà dei centri inferiori (non parlo ovvio di piccoli dolori dovuti ad inattività muscolare)

Ci sono molte persone invece che continuano a vedere le asana come esercizi isotonici, in questo modo non riescono a spegnere l'attività corticale.

In assenza di attività corticale non vi sono interferenze a livello emozionale o intellettuale.. le quali come noi sappiamo hanno un ben evidente substrato a livello di manifestazione cerebrale, quindi rischio di mantenere bloccata l'emozione.

Quando il mantenimento della postura avviene invece in assenza di processi mentali e sforzi volontari noteremo meno sforzo, più estensione muscolare e dei tendini, senso di rilassamento a fine postura.. e ci renderemo conto che saremo in grado di mantenere la posizione più a lungo.


Il tono muscolare è la base della postura e viene influenzato dagli stati emotivi o dalla condizione psichica del soggetto.
Quando il tono muscolare si riduce per uno stiramento passivo( così deve essere vissuta l'asana) ne risulta un effetto sedativo e calmante sui nervi.
In questo modo le emozioni non possono manifestarsi in modo invasivo e quindi possiamo affrontare la natura emozionale riducendo le tensioni emotive e rilassandoci via via sempre più profondamente.

Si avrà quindi assenza di disturbi interni, conflitti, e sarà possibile eliminare gli stati di instabilità fisica e mentale.

La postura rilassata e non forzata placa l'amigdala, l'attività emozionale ipotalmica è tenuta sotto controllo e l'attività simpatica viene sospesa e l'attività parasimaptica riesce a compiere l'equilibrio sul corpo, portando benessere.
Studi elettromiografici hanno anche dimostrato che la mancanza di sforzo in questo senso aiuta a mantenere più a lungo posizioni con una percentuale che va dal 10 al 50% in più con una massima accelerazione del battito cardiaco solo del 6%.

Se noi invece continuiamo a procedere svolgendo le asana sforzandoci.. non fidandoci dei nostri centri inferiori, o andando oltre.. sentiremo dolore.
Il dolore oltre a disturbare l'esecuzione porta la nostra attenzione sulla parte sofferente.. quindi la mente inizierà a mettersi in modo per uno stimolo di dolore (stress).. rilascerà adrenalina.. e tutto il corollario..per non parlare di un'amigdala che magari ci dice ok stai attento.. puoi farti male..
Insomma un circolo vizioso che genera solo altra tensione e nessun riposo mentale, emotivo, fisico.

Pensate che secondo la scienza dello yoga il sadhaka (il praticante) può dire di aver “acquisito” una posizione se riesce a mantenerla per almeno tre ore. Tutto questo naturalmente è piuttosto difficile da principio a causa delle resistenze offerte dal corpo e per l’abitudine che la mente ha di vagabondare continuamente da un pensiero all’altro. Per tal motivo la tradizione  yogica ci invita a far ricorso ad una tecnica denominata “PRANADHARANA” che si effettua concentrandosi sul flusso del respiro, tanto nella fase inspiratoria che in quella espiratoria, avvertendo il sottile passaggio dell’aria attraverso le narici.
L’ASANA quindi può essere definito come un modello posturale che conduce alla
stabilità fisica e mentale e ad una condizione di particolare benessere.
“L’abbandono di ogni sforzo e la contemplazione dell’infinito sono le due vie che
conducono alla meta di cui si è detto”.

È consigliabile quindi coltivare il così detto sentimento  “oceanico”(MAHAHRADANUSAMDHANA) che consiste nel percepire se stessi
come una goccia d’acqua in un vasto oceano.


Come dice il Patanjali "Quando i principi di cui si è parlato vengono seguiti durante la pratica delle asana non vi è conflitto tra i due opposti (corpo e mente)."

“Di qui il non essere più colpiti dalle coppie di opposti”.
“TATO DVANDVANABHIGHATAH” (Y.S. 2.48)



                                         Per approfondire:

CURARSI CON YOGA E MEDITAZIONE

(Letture, Asana,Mantra e Meditazioni)

2016/01/30

ACNE E BRUFOLI SUL VISO: COSA CI DICONO SULLA SALUTE




Emozioni che regolano il corpo, emozioni che fuori controllo possono scatenare a cascata rilasci ormonali (veri neurotrasmettitori..) che se non fermati andranno a modificare lo stato di salute causando una miriade di patologie.
Solo lo stress ad esempio rilascia una forte quantità di adrenalina, la quale può aumentare la produzione di sebo e quindi innescare la comparsa dell'acne..
Si tratta di un discorso complesso che forse viene ben espresso nell'ayurveda.. ciò che va a concorrere nella comparsa dell'acne sono tanti fattori concatenati fra di loro, quindi è importante ricostruire la situazione emotiva ed organica per poi agire ad ampio spettro su intestino, apparato digerente, sistema endocrino ed in primi sulle emozioni.

Facciamo un breve excursus di come le varie medicine olistiche vedono l'acne.


Acne e Metamedicina


In linea generale secondo la metamedicina una pelle brufolosa indica il desiderio di non essere toccati.
Se è legato ad un fattore di pelle grassa indica un "eccesso", bisogno di più spazio, un tendere eccessivo a soddisfare le esigenze altrui.

Acne sulla fronte:
tipicamente età adolescenziale, indica un riflesso di giudizio, il sentirsi non voluti e desiderati, osservazioni di cattivo gusto da parte dei coetanei.

Acne grave sul viso: indica un rifiuto della propria persona.Ci confrontiamo agli altri e quello che vediamo non ci piace.Può essere sia un non piacere fisico, quindi grassi, magri.. oppure emotivo, cattivi,egoisti, deboli,...
Il risultato è che per questo, non piacendoci, non vogliamo essere avvicinati. Autorifiuto.

Acne sul corpo:
Se si trovano sulla schiena può indicare che ci facciamo carico di troppo per paura di non venir accettati. Alla fine non ci accettiamo noi.

In generale chi soffre di acne assume il ruolo di chi si fa carico di una persona che invece si fa vittima.
Il timore o la sensazione di non riuscire ad aiutare l'altro crea un senso di inadeguatezza che si riflette poi con l'acne.




Acne secondo l'Ayurveda

Essa non è legata indissolubilmente a un unico dosha, bensì la sua presenza può dipendere da uno squilibrio generale che li coinvolge tutti e tre.

Ad esempio, uno sbilanciamento del dosha Vata influenza Pitta che causa infiammazioni e accumulo di tossine dovute ad una non perfetta digestione. Kapha, a sua volta, è chiamato in causa riguardo la produzione di sebo che il cui eccesso l’ostruzione dei pori.Tale complessità di cause richiede, necessariamente, altrettanta complessità di approccio che, come sempre, agisce su più livelli e investe lo stile di vita dell’individuo nella sua interezza.

Secondo l’Ayurveda comunque gli stress favoriscono l’incremento del Pitta Dosha, cioè del calore in tutto il corpo, in particolare nel sangue e fegato. I giovani, per la loro età, presentano lo stress intrinseco del corpo che sta crescendo, che si sta trasformando in quello adulto associato ad un cambiamento mentale e spirituale nell’affrontare gli eventi della vita.
La relazione tra acne e stress ( CRH e ACTH sono strettamente correlati allo stress ) è complessa, ma esistono evidenze statistiche che lo stress sia un cofattore che predispone l’insorgenza di manifestazioni acneiche con il rischio di entrare in un processo che si autoalimenta, visto che una acne grave può indurre stress per ragioni psico-sociali. Se accanto a questo fisiologico sforzo di crescita, si addiziona la primavera e le tossine (AMA) accumulate durante l’inverno, ecco aumentare i foruncoli su tutto il corpo.

Per questo, l’Ayurveda consiglia di riequilibrare il Pitta Dosha con preparati ayurvedici a base di piante che purificano il sangue e che decongestionano il fegato, rinfrescano l’intestino.
Per via esterna l’Ayurveda indica l’applicazione di burro ghee con la sua forte capacità di riequilibrare la pelle e quindi di eliminare i foruncoli pur rispettando la naturale secrezione sebacea dell’epidermide.

L'Ayurveda ci spiega che sono importanti alcuni accorgimenti da adottare in campo alimentare per gestire il problema dell'acne, prevenendo la formazione di Ama e tossine.
  •     Evitare i latticini
  •     Evitare i cibi grassi (anche le banane)
  •     Evitare i cibi speziatie riscaldanti come: spezie, cioccolato, caffè, alcolici, pesce di mare, molluschi, crostacei, alghe, formaggi stagionati.
Altre pratiche che l'Ayurveda consiglia sono l'esercizio fisico possibilmente all'aperto - se la stagione lo permette - che aiuta a ridurre le cause dello stress , nemico numero uno della pelle. Anche la pulizia dell'intestino con l'idrocolon è molto importante per depurare tutto il corpo e la pelle da fare in primavera.

Acne e Medicina Cinese

La Medicina Cinese, grazie a una accurata diagnosi è in grado di curare le cause interne della malattia in modo risolutivo. La risoluzione completa delle manifestazioni acneiche richiede anche una modifica del proprio stile di vita.
Quadri clinici dell’acne: diagnosi e terapia


Calore nel Polmone

È causato dalla penetrazione del Vento esterno (climatico) nella pelle, che si associa al Calore pre-esistente nel meridiano dei Polmoni e sotto forma di Vento-Calore invade i tessuti cutanei e provoca la comparsa delle lesioni acneiche.
Segni e sintomi: papule con estremità bianca o nera leggermente pruriginose, che affiorano specie sulla fronte e intorno al naso. I associa secchezza di naso e bocca, feci asciutte. La lingua è leggermente rossa con patina bianca o giallastra; il polso è superficiale e scivoloso.
Strategie terapeutiche: purifica e drenare il Calore dal Polmone
Tecniche terapeutiche: agopuntura e farmacoterapia cinese.

Calore nello Stomaco

È una sindrome provocata dalla presenza patogena di Calore nello Stomaco, spesso conseguenza di consumo eccessivo di alimenti riscaldanti, del fumare e della frequente associazione di una condizione di stress e ristagno emozionale.
Segni e sintomi: papule con estremità bianca o nera, localizzate specie intorno alla bocca sul torace e sulla parte alta del dorso. La pelle del viso è grassa. La bocca e la lingua sono asciutte e può esserci alitosi; vi è anche desiderio di bevande fredde, tendenza alla stipsi ed emissione di feci asciutte. La lingua è rossa con patina appiccicosa, il polso è grande e scivoloso.
Strategia terapeutica: purificare il Calore dello Stomaco
Tecniche terapeutiche: agopuntura, correzione dietetica e farmacoterapia cinese.

Calore nel sangue

Questo tipo di acne ha la sua origine nel ristagno emozionale; segue Il ristagno dell’energia del Fegato la formazione di Calore che penetra nel livello del sangue e si si manifesta a livello dei tessuti cutanei, producendo le lesioni proprie dell’acne.Segni e sintomi: papule che affiorano specie sulla fronte tra i due sopraccigli, intorno al naso e alla bocca. I capillari del viso sono spesso dilatati; dopo esposizione al sole o in caso di emozioni il viso si arrossa. I sintomi generali sono feci asciutte, urine scarse e concentrate, punta della lingua rossa con patina sottile, polso rapido e scivoloso.
Strategia terapeutica: raffreddare il sangue e purificare il Calore
Tecniche terapeutiche: agopuntura e farmacoterapia cinese.


Tossine del Calore

La combinazione della presenza di Calore nel Polmone o nello Stomaco con tossine esterne fa sì che si formino le tossine del Calore; esse salgono verso l’alto e l’esterno e si manifestano a livello della cute.
Segni e sintomi: pustole su una base arrossata, che affiorano specie sul dorso e il torace. Possono comparire noduli infiammati e può comparire il dolore. A guarigione avvenuta residuano cicatrici. A livello generale compaiono stipsi con feci asciutte, urine scarse e di colore carico. La lingua è rossa e asciutta con patina giallastra; il polso è teso, rapido e scivoloso.
Strategia terapeutica: purificare il Calore e risolvere le tossine.
Tecniche terapeutiche: agopuntura e farmacoterapia cinese.


Tossine dell’Umidità e stasi di sangue

Questa sindrome compare quando le tossine esterne penetrano in tessuti cutanei nei quali esiste già un accumulo di Umidità. Le tossine associate all’Umidità bloccano i meridiani e conducono a una disarmonia tra la circolazione dell’energia e del sangue.
Segni e sintomi: questo tipo di acne si manifesta con noduli profondi infiammati e dolorosi e cisti piene di pus su un terreno arrossato. Altri sintomi sono la cefalea, la sensazione diffusa di calore. La lingua è color porpora con patina bianca o giallastra; il polso è lento, nascosto e rugoso.
Strategia terapeutica: eliminare l’Umidità e le tossine, attivare la circolazione del sangue e risolvere la stasi.

Acne e Miaen Shiang

La Medicina Cinese dice qualcosa sull'acne anche con il

Mien Shiang o Mien Xiang., una pratica taoista di oltre 3000 anni fa.
Secondo la lettura del volto, ogni zona del nostro viso corrisponde ad un organo. Quando ci sono problemi di salute in alcune zone del corpo, probabilmente ciò si riflette sul viso. Qualsiasi squilibrio della pelle, come acne, sensibilità e infiammazione secondo la teoria della lettura del volto può essere ricondotto a un segnale di squilibrio della salute.

Ecco quali sono i problemi di salute associati a brufoli e altri segni sul volto nelle rispettive zone dal Mien Shiang.
1) Orecchie
Problemi renali che possono essere causati da eccesso di sale, caffeina e spezie o dalla scarsa assunzione di acqua.

2) Fronte
La zona della fronte corrisponde alla vescica, al cuore e all’intestino tenue. I brufoli sulla fronte possono indicare, ad esempio, problemi digestivi e intestinali dovuti al consumo di alcolici o di bibite gassate o a un sonno di scarsa qualità.

3) Zona intorno agli occhiLa comparsa di brufoli o altri segni nella zona intorno agli occhi è associata a problemi renali, disidratazione o eccesso di alcolici e sigarette.

4) Zona vicino o tra le sopracciglia
Quest’area del viso corrisponde al fegato e a eventuali problemi al fegato. Brufoli e macchie in questa zona possono indicare un’allergia alimentare o un sistema digestivo sovraccarico.

5) Naso
Il naso è associato al cuore e i brufoli sulla punta del naso possono indicare problemi di pressione alta, eccessivo consumo di sale e di bibite energetiche o problemi cardiaci. I brufoli sulla parte superiore del naso e sulla zona T possono indicare problemi al fegato.

6) Zigomi e guance
I brufoli su zigomi e parte superiore delle guance sono collegati ai polmoni, mentre la parte inferiore delle guance è correlata a problematiche digestive e dello stomaco.

7) Zona della mascella, mento e collo
I brufoli in questa zona possono indicare problemi ginecologici e ormonali e possono indicare in generale uno stile di vita poco sano e la lotta del corpo contro i batteri

2016/01/28

PULIZIA del VISO FAI DA TE : PELLE PERFETTA in 5 PASSI SOLO PRODOTTI NATURALI






























Premetto che un buon viso è dettato da un buon intestino, un equilibrato flusso ormonale (anch'esso influenzato dallo stress) quindi non per ultimo ma forse per primo una buona alimentazione.

Gli squilibri emotivi sono ciò che sottende una pelle grassa, punti neri, acne.. o ancora secca, con dermatite..proprio perchè biologicamente le emozioni vanno ad agire sul rilascio ormonale, sulle difese immunitarie e quindi sul nostro intestino.

Una buona cura della pelle alla fine vuol dire fare poche cose..

1) limitare l'uso dei saponi, come prevede anche lo Yoga nella routine quotidiana  massaggio con olio tiepido e risciacquo con acqua calda (non bollente!)..
2) per riparare urgentemente brufoli.. consiglio applicare una goccia di tea tree con cotton fioc , se la parte è estesa allora applicare una crema fatta anche solo con gel aloe vera e una goccia massimo due di tea tree tutte le sere..evitate cortisonici, creme da banco, ripeto se vi compaiono tante brufoli.. pensate a come state emotivamente e di intestino.. li dovete andare a lavorare.
3) discorso creme.. il solo burro di karitè emulsionato da voi in casa va benissimo, oppure olio di germe di grano, o di sesamo con una goccia di olio di lavanda.. insomma semplicità.. riprendiamo gli oli puri in mano aiutandoci con gli oli essenziali e le loro proprietà antimicotiche, disinfettanti, lenitive.
4) non stressare la pelle con tanti prodotti, per togliere trucco olio di mandorle con latte è favoloso.. semplice..toglie anche il rimmel più difficile!!


Detto questo una volta al mese od ogni due mesi.. a seconda della pelle che avete, potete concedervi una pulizia profonda.

5 step principali
per una pulizia del viso:


  • Predetersione
  • Scrub o gommage
  • Vaporizzazione
  • Maschera
  • Chiusura dei pori
  • Massaggio

1) PREDETERSIONE
Fase importantissima.. pulizia del viso prima di iniziare.
Evitate latte detergente commerciali pieni di petrolati, andreste a creare uno strato ulteriore da pulire.. ed intasare maggiormente la pelle.
Consiglio un semplice detergente che potete fare in casa ..olio di mandorle e latte. Altrimenti anche solo latte.
Il primo è bifasico quindi va sbattuto o girato se lo fate in una tazzina.
Senza risciacquare si passa alla puliza vera.




2) SCRUB O GOMMAGE

La differenza fra scrub o gommage sta nel potere dei granuli usati per esfoliare. Nello scrub sono più grandi nel gommage più fini in caso di pelle delicata.
La ricetta che vi indicherò prevede l'uso di caffè e zucchero di canna. Nel caso anche lo zucchero fosse troppo potete limitarvi al caffè.
Potete anche prepararne di più e conservarlo in un contenitore di vetro chiuso.

In una coppetta versare
  • un cucchiaio di olio di cocco
  • un cucchiaio di caffè
  • mezzo cucchiaino di zucchero di canna (facoltativo se si ha la pelle particolarmente sensibile)

Amalgamare bene tutti gli ingredienti e spalmare sul viso facendo movimenti rotatori nella zona T (fronte, naso, mento)si procede poi su tutto il viso eseguito con i polpastrelli in modo da svilupparne il potere abrasivo e far si che vengano rimosse cellule morte ed impurità. Si procede in questo modo per qualche minuto dopodiché si procede al normale risciacquo con due piccole spugnette bagnate con acqua tiepida.
Massaggi presenti ma leggeri. La pelle va stimolata ad aprirsi ma non traumatizzata.

Questo scrub va bene anche per altre parti del corpo, anche per chi ha acne sulla schieva, o brufoli sulle braccia..ideale quindi anche per gli uomini.

3) EVAPORAZIONE

Quello dell'estetista è vapozono quindi serve non solo per aprire i pori ma li disinfetta ed ossigena i tessuti.
Tutto questo si può fare anche a casa..usando i nostri oli essenziali o erbe.

Una bacinella con acqua calda bollita.
Versare una goccia di tea tree oil per disinfettare
A piacere poi se avete una foglia di alloro oppure una goccia di olio essenziale alla menta. Se avete la pelle secca al posto della mente mettete una goccia di o.e salvia o lavanda.


Copritevi con un asciugamano o telo.
I vapori dell'acqua calda aiuteranno a dilatare i pori, gli oli essenziali serviranno per disinfettare, lenire. (scegliete l'olio che magari fa più per voi, non facendo comunque mancare tea tree e lavanda)
Utili inoltre per le vie respiratorie!!

Fare i vapori per un 5/10 minuti

Rilassatevi!!
Asciugate tamponando delicatamente la pelle, meglio con panno di cotone o lino, non spugna.


Questo che segue è opzionale..anche se in presenza di pelle particolarmente impura è sempre bene pulirla prima di passare alla maschera.

3 BIS)  Procedere con la rimozione di punti neri e comedoni.

Nel caso vediamo che un punto nero o un comedone non escono con facilità, conviene sempre non sforzare le cose e attendere che esso sia maturo in quando al contrario andremo solo ad irritare la zona senza ottenere il risultato sperato. Una volta terminata questa operazione, occorre ovviamente disinfettare tutto il viso


4)MASCHERA

La maschera andrebbe scelta in base al tipo di pelle che si ha, questa che vi indico è abbastanza neutra, nel senso ideale per tutti i tipi di pelle da quelle normali a particolarmente stressate da acne, grazie all'uso dell'argilla; potrete migliorarla con l'uso di oli essenziali specifici.

Ingredienti
  • Argilla verde 1 cucchiaino
  • Argilla bianca 1 cucchiaino
  • Miele 1 cucchiaino e mezzo
  • Acqua tiepida quanto basta
  • A questo punto potete aggiungere o una spruzzata di zenzero
Mescolare bene il tutto e spalmare sul viso tralasciando la zona occhi.
Tenere in posa sino a che non inizierà ad asciugare, lo capirete perchè la pelle inizierà a tirare.

Non aspettate che si secchi del tutto altrimenti quando andrete a toglierla dovrete sfregare quindi ad irritare la pelle.

Per il risciacquo usare una spugnetta ed acqua tiepida.
Consiglio di aggiungere all'acqua un mezzo limone spremuto per acidificarla.
Questo aiuterà nella rimozione e svolgerà una prima azione astringente.



5) CHIUSURA DEI PORI


Infatti ora dobbiamo passare alla fase di ristringere i pori.
Fase importante perchè altrimenti tutto sarà risultato inutile se non più dannoso.
Con i pori aperti le impurità infatti andranno a depositarsi ancora più facilmente!

Quindi sempre anche se fate solo lo scrub per motivi di tempo ricordatevi di chiudere i pori .

Cubetto di ghiaccio e passarlo sulla pelle. Altrimenti sciacquare il viso con acqua molto fredda in una bacinella con ghiaccio.
Passaggio da fare anche se avete fatto solo lo scrub..


6) MASSAGGIO

Queste sono le coccole finali.
La scelta dell'olio  a questo punto è personalizzata.
L'olio vegetale più neutrale è quello di sesamo, o di jojoba. Per pelli secche o mature consiglio l'olio di germe di Grano.
Potete aiutare l'azione dell'olio con una goccia di olio essenziale.

Vi propongo alcuni suggerimenti

Olio essenziale per Pelle grassa: lavanda, limone, mente piperita,incenso
Olio essenziale per Pelle mista: geranio,ylang-ylang,rosa
Olio essenziale per Pelle secca: sandalo,lavanda,gelsominoylang-ylang
Olio essenziale per Pelle sensibile: camomilla, gelsomino, legno di rosa
Dopo la pulizia si può usare anche una buona crema naturale.. però l'olio puro è il massimo.. perchè la pelle è pulida, ancora leggermente umida..e con un prodotto buono e semplice risulterà più leggera.

Per un'ottima crema idratante ecco la ricetta:

CREMA SUPER IDRATANTE ANCHE PER I BAMBINI



Questo trattamento di pulizia viso andrebbe effettuato, come detto all'inizio, non più di una volta al mese per evitare che la pelle ne risenta e per difesa vada a seccarsi eccessivamente. Insomma, a casa nostra come dall’estetista, un po’ di coccole per noi sono doverose, specie dopo una giornata stressante.!!!


Letture consigliate:

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2016/01/27

COME GUARIRE, L'AUTOGURARIGIONE IN 5 PUNTI TRA FILOSOFIA E NEUROSCIENZA




Non sono un'addetta ai lavori... ma posso ritenermi un'addetta ai lavori di me stessa, quindi attraverso lo studio di me, attraverso conoscenze, letture, incontri questa è una sorta di elaborazione, di riassunto, un percorso dove filosofia e scienza si integrano.. un percorso dove il sapere antico amato e percepito da una matrice antica che sottende il nostro essere viene sfamato da un sapere scientifico voluto dalla mente razionale.

Quando parliamo di guarigione un punto importante forse il primo da prendere in considerazione è quello di credenze.


Quanto crediamo che il nostro corpo la nostra mente sia in grado di guarire..? visto che in realtà si tratta di un processo insito ed innato nell'uomo?
Nel darci la risposta stiamo percorrendo una strada percorsa e battuta e quindi stiamo lasciando agire la mente razionale,il Super IO giudicante?
Osserviamo il processo di cicatrizzazione di una ferita.. dove, se non sono presenti disequilibri,non occorre che noi ci concentriamo perchè avvenga. La mente razionale non ha deciso nulla.
Questo miracolo è autoguarigione.

Esiste una profonda differenza tra pensare di curare-curarsi e guarire-guarirsi.

Guarirsi vuol dire prendere ascolto di se, riconoscere il potere, accettare e volere la trasformazione per rinascere in qualcosa di nuovo..
La malattia quindi come morte di una parte di noi da dover lasciar andare, istantanea di un processo.

Mi è rimasta impresso un paragone che lessi tempo fa:

.. è un pochino come quando seminiamo un seme, gli diamo da bere e questo si gonfia si spacca, si trasforma per poi germogliare e diventare pianta; oppure un bruco che per diventare farfalla passa tante fasi,tra cui un'apparente stato di morte. Se noi facessimo istantanee a quei momenti di trasformazione vedremmo in effetti solo qualcosa di brutto visivamente, toccheremmo la morta, in realtà bisogna lasciar scorrere.. e prendere quegli attimi come processi di un qualcosa.. segnali di cambiamento.
Ringraziare quindi questo linguaggio che il corpo ci offre.. per poter evolvere emotivamente e fisicamente.
Questa è autoguarigione.

Processo facile? non direi.. fattibile..? si..
Talvolta si può farcela da soli grazie ad una mente che vuole guarire, cogliendo, ricercando gli stimoli, involontariamente-volontariamente, perchè ciò accada.. altre volte occorre l'aiuto di un maestro-medico, ma come vedremo sempre con la volontà che ciò avvenga.


Ascoltando, leggendo molte relazioni psichiatriche ci si imbatte sempre più in situazioni di guarigione "straordinarie" così definite da una medicina tradizionale ancora scettica: normalizzazione di valori ematici in corso di epatiti autoimmuni cronicizzate in cirrosi dopo avere espresso la rabbia repressa,ovaie che riprendevano funzionalità dopo lo sblocco emotivo...o ancora possiamo leggere "GUARIGIONI STRAORDINARIE" di due autori statunitensi Marc Ian Barasch e Caryle Hirshberg, dove hanno raccolto un'ampia casistica di tutto il mondo (compresa Lourdes) del fatto che i così detti "miracoli" fossero più frequenti di quanto si possa pensare.
Casi di tumori, ma anche di AIDS. Un libro che non va inteso e letto solo come un elenco di casistiche ma come punto di partenza per dimostrare come il corpo possieda in sé la capacità di autoguarirsi in presenza di malattie anche gravi.

Un argomento ostico e nuovo per la medicina ufficiale.. in realtà così antico se facciamo un excursus nella medicina orientale, un sentiero comunque che anche i nostri "medici occidentali" stanno cercando di portare avanti attraverso ricercatori di psiconeuroendocrinoimmunologia.


Una medicina tradizionale che sembra essere "sorda".. ma forse possiamo far "risalire" questa querelle... a quella fra Pasteur e Bernard e di come il primo abbia avuto la meglio.Al chimico Pasteur si deve infatti l'attribuzione ai germi della causa delle malattie e quindi l'ottica della medicina convenzionale si è centrata sull'individuare l'agente patogeno e distruggerlo attraverso i farmaci.
Claude Bernard invece sosteneva che tutto dipendesse dal terreno "le terrain c'est tout", che lui quindi "permettesse" lo svilupparsi o meno della malattia.

Quindi se Bernard avesse "vinto"... forse la medicina sarebbe stata più olistica di quello che è ora.. perchè mentre di studiare un soggetto malato e la malattia si sarebbe studiato il soggetto sano e come fare per mantenerlo tale.
Forse arriveremo ad una medicina che finalmente integrerà filosofia, medicina olistica ed organica... comunque sia una nostra consapevolezza in questo può farci sempre attuare delle scelte di cambiamento e visione di noi del nostro organismo, sulla salute e sul nostro potere di guarigione.


Come effettuare questa autoguarigione?



Volontà di cambiamento - Biografia di noi stessi- qui ed ora.

Sicuramente molte sono le tecniche,medicine olistiche a disposizione e non per ultima abbiamo l'ipnosi intesa per la rimozione del trauma...certamente la guarigione è  la mente ma lo strumento principale è il CAMBIAMENTO.
Quindi tante tecniche .. ma è essenziale che ci sia una presa di coscienza della NECESSITÀ DI UN MUTAMENTO, di una trasformazione.
Di cosa? di tutti quegli aspetti della nostra vita che ci fanno vivere stretti, sulle spine, con il nodo in gola..dinamiche interpersonali, sentimentali, lavorative..la scesa in compromessi che annullano il nostro essere liberi.. tutti i conti in sospeso..
Come capire questo?  una biografia di voi stessi,diventerà la vostra anamnesi..biografia e biologia vi renderete conto diventerà tutt'uno.
Non occorre partire dalla A per arrivare alla Z, tutto l'alfabeto è in noi.. anche l'evento ultimo se ascoltato biologicamente con il linguaggio del corpo vi farà apparire tutto ciò che apparentemente avete lasciato indietro.. e tutto riprenderà il suo senso.

Comprendere la necessità di un cambiamento, comprendere di essere vissuti sino ad ora in uno stato di non appartenenza, in uno stato di dualità perenne indotto, voluto, inflitto o auto inflitto, poco importa.
Ciò che importa è vedere che serve il cambiamento, ora.
Tempo passato e futuro si fondono.. e l'ora diventa l'uno. La dualità si spegne.

La guarigione passa per forza attraverso la cura di ferite.. e le ferite non sono solo sul corpo, quelle sono solo l'espressione di cosa accade o è accaduta in profondità nella mente.

Una malattia quindi che non va vista, come già detto, con un senso di colpa.. ma fortunatamente come manifestazione del disagio.



Superamento della paura


La paura porta sempre alla strada più battuta..a quella apparentemente più facile, a quella che tutti fanno.. in realtà senza minimamente osservare, ascoltare LA NOSTRA INDIVIDUALE CONVERSAZIONE TRA LA NOSTRA MENTE E NOSTRO CORPO.

Una delle paure più importanti da abbattere.. è la paura stessa della malattia.

Uno dei denominatori più importanti e ricorrenti nei casi di autoguarigione è L'ACCETTAZIONE della "situazione".. sino alla morte.
Le antiche tradizioni insegnano, come Freud, che "bisogna accettare di morire per poter vivere".
La morte non intesa solo quella ultima.. anch'essa in realtà una possibile trasformazione se vogliamo vedere, ma la morte di uno stato per poi trasformarci in un altro.
Il discorso che ho fatto prima del seme e del bruco.. accettare di far morire una parte, per osservare la nascita di una nuova. Dove in realtà siamo sempre noi.

Spesso siamo troppo focalizzati come dice il mio maestro,Rajesh Shrivastava,  sui nostri limiti, sui nostri blocchi su quello che ci manca e vorremmo, su dove siamo e vorremmo essere, un conflitto di dualità perenne e facendo così dimentichiamo di quanto in realtà siamo illimitati.


I blocchi della nostra vita, quindi anche la malattia vanno visti come messaggeri, e dobbiamo ricordare che non è "buono" sbarazzarsi del messaggero se non si è compreso il messaggio!!

L'auto guarigione avviene attraverso altri due processi importanti:

Riconoscimento dell'inconscio e neuroplasticità
Oggi le tecniche di neuroimaging come Risonanza Magnetica, PET, SPECT ci hanno mostrato come il nostro sistema nervoso centrale effettivamente compie un numero enorme di operazioni senza che noi ce ne rendiamo conto.
Uno strumento che sicuramente sarebbe stato "caro" a Freud o Jung...

Freud immaginava l'inconscio come luogo dove sono immagazzinate una serie di informazioni che la nostra mente ha archiviato tra cui eventi traumatici rimossi per far si che noi possiamo mantenere una certa "integrità" psichica.

Oggi grazie alle neuroscienze si è potuto andare ad analizzare tutta la parte "neuroatomica" che sottende tutto questo..

Riconoscendo il conscio, subconsio, superconscio possiamo capire che quando arriva un blocco noi stiamo usando le nostre esperienze passate, diventate regole, per valutare l'evento nuovo, quindi si va a far agire il subconscio che ci parla con il Super Io.
Per questo grandi Yogi parlano di "ripulire" il subconscio con la meditazione.. proprio per ripulirlo da vecchi schemi neurali  e creare la possibilità di nuove connessioni.

Sappiamo infatti oggi che il nostro cervello funziona per reti neurali.
Concentrazioni di neuroni che scaricano a livello elettrico tutti assieme.

Se immaginiamo un bosco con un sentiero tracciato, noteremo che chi vi entra 9 su 10 percorreranno quello...
Bene.. se vogliamo la guarigione.. dobbiamo applicare il cambiamento..il cambiamento percorrendo nuove strade.. dando origine a nuove reti neurali.. apparentemente difficile ma con la fortuna di una mente che apprende molto facilmente!

Questa si chiama Neuroplasticità.


Diversi studi della Neuroscienza hanno permesso di allargare il concetto di inconscio e sfamare anche il nostro bisogno di una dimostrazione scientifica.
È stato dimostrato che l'amigdala ricopre un ruolo importantissimo.

Ricordo brevemente che lei è quell'area del sistema limbico preposta alla risposta impulsiva a differenza della zona corticale preposta alla riflessione.
Si è visto che difronte ad un impulso l'amigdala ha una risposta di circa 12 millesecondi a differenza di quella corticale  in 25 millesecondi.

Quindi difronte ad uno stimolo esterno la risposta del corpo è sempre prima rispetta a quella della parola.
Il linguaggio del corpo si attiva prima di tutti!!

Si è inoltre dimostrato (grazie agli studi di Kandel) che non esiste un solo sistema di memoria, quello che comunemente chiamiamo a lungo termine o memoria esplicita, ma sino ai due anni dove il mondo è sensoriale si vanno a creare una serie di ricordi immagazzinati in una memoria implicita, più profonda, gestita dall'amigdala!!!

Quindi tutti gli eventi anche traumatici che si attivano con l'inconscio non rimosso provengono sostanzialmente da questa zona.
Perchè se possiamo rimuovere vuol dire che che il ricordo è immagazzinato dopo.. con la maturazione dell'ippocampo, indispensabile per la memoria esplicita.

Quindi guarire significa anche rendere conscio l'inconscio per modificare quelle leggi.. e creare nuove reti neurali.

Due degli strumenti più importanti a questo punto diventano l'ipnosi e l'ipnosi evocativa.
L'ipnosi regressiva è una tecnica sperimentale che può essere utilizzata durante una psicoterapia che permette di ricercare le cause dei conflitti attuali nel mondo remoto di sogni di trance che possono assumere l’aspetto di precedenti vite.

In ipnosi regressiva il paziente può ritornare indietro nel tempo recuperando contenuti assimilabili ad esistenze pregresse , nelle quali si possono ricercare le radici simboliche dei suoi attuali conflitti.

Come spiegato in questo articolo sulla metamedicina, psicosomatica e nuova medicina germanica, tutte le nostre azioni, reazioni automatiche, le nostrea bitudini sono controllate dalla mente subconscia.

Quindi una mente che cambia se stessa.. come recita il libro di Norma Doidge, come recita il Dalai Lama, come recita Yogi Bhajan...come recita la scienza con
Neuroplasticità.

Tecniche antiche e moderne tramite le quali l'autoguarigione non è più il miracolo ma la normale capacità.

Bisogna deprogrammare e riporgrammare la menste subconscia, creare nuovi collegamenti.. e questo può avvenire tramite la ripetizione, il ritmo e l'emozione.
Cambiare significa usare pensieri nuovi, tracciare solchi mai tracciati, utilizzando nuovi verbi, nuovi vocaboli che producono nuove emozioni e nuovi collegamenti neuronali. Senza necessità di spiegazioni, che andrebbero a rafforzare i vecchi collegamenti nel nostro cervello che non ci servono più, gli schemi passati vengono abbandonati.

La mente conscia conserva l'esperienza che si è acquisita, influenzata inoltre dagli impulsi, credenze, della coscienza collettiva tramite la mente subconscia.

Ripulendo il subconscio si arriva ad una mente neutrale, si arriva alla perfetta connessione dei nostri due emisferi, in grado così di usare in egual misura linearità e creatività,intuito e abilità analitica..
Quindi le emozioni diventano la chiave importante per accedere all'inconscio.. emozioni che faranno e fanno da tramite a questo linguaggio mente corpo.

Le emozioni permettono di modificare il nostro stato per rispondere allo stimolo.

Grazie agli studi di neuroimaging la localizzazione biologica delle emozioni diventa un fatto concreto e dimostrabile.. le emozioni diventano quindi un evento fisiologico dimostrabile scientificamente.

Interesante la lettura  "Molecole di emozioni" di Candace Pert, dove le emozioni diventano eventi biochimici, dove le molecole si fanno messaggeri per raggiungere tutto il corpo compreso il sistema immunitario.

Mente, corpo,spirito.

Trauma-Emozione-Inconscio-Conscio-Corpo-Malattia-Guarigione

Questo il cerchio da sempre portato avanti da medicine olistiche ma ora dimostraile con la neuroscienza.

Quindi le emozioni assumono un ruolo determinante per stabilire salute e malattia.

Le emozioni represse "finiscono" letteralmente nel corpo portando conseguenze a qualsiasi parte.. da sintomi respiratori,gastroeneterici, muscoscheletrici,neurologici, dermatologici..
La dottoressa Roberta Lee in "Sindrome da superstress" dimostra che soggetti che reprimono le emozioni o soggetti inclini ad al pessimismo hanno un tasso di mortalità più alto.

Siamo Energia


Un aspetto ulteriore non preso in considerazione dalla medicina moderna, nonostante le sue strumentazioni, è che noi siamo fatti di energia.
Un sapere nuovamente antico, Ippocrate ed ancora la Medicina Cinese ci insegnano che energia, emozioni ed organi sono strettamente connesse.

Interessante è osservare il movimento renale.
Il riflesso renale è il movimento di ascenzione e discesa che normalmente compie durante la sua attività di filtrazione..un movimento ritmico percepibile sino al tallone grazie alla catena connettivale dello psoas.
Il rene nella Medicina Tradizionale Cinese è associato all'emozione della paura,quando si ha una scarica adrenalinica ne avviene una contrazione che arresta di colpo il suo movimento.

Quindi nuovamente il concetto di storia che si manifesta con la nostra biografia si tramuta immediatamente in biologica.. con manifestazioni corporee, onde energetiche che vibrano da molecole a cellule a tessuti ed organi nel nostro corpo, manifestandosi in un linguaggio che poi decifreremo.

Agli inizi del XX secolo mentre cercavano di scoprire la particella più piccola dalla quale tutta la materia si origina.. si sono imbattuti con stupore in un'onda.
La materia non esisteva, appariva invece come un'onda con infinite ed iintrecciate varianti.
Oggi possiamo dire che tutto l'universo così apparentemente fatto di materia in realtà è pura energia immateriale, dotato di un'intelligenza profonda che possiamo definire la coscienza della natura stessa.

Un concetto già visto e presente nei Veda, dove possiamo leggere che ogni particella, ogni corpo ogni aspetto dell'e esistenza sono espressione olografica di questa energia informatrice universale.
Noi siamo l'ologramma di questa energia..
Secondo il Samkhya, che è la base filosofica dello yoga  tutto è interconnesso, tutto è intercorrelato e su questo dobbiamo lavorare per adottare un sistema medico olistico ed una vita sana.

Esiste un'Anima universale (Purusha) e la sostanza cosmica universale (Prakriti).. noi siamo microcosmi di questo macrocosmo.
La combinazione della nostra anima con la sostanza cosmica dà origine all'intelletto, a tutti i principi che ci rendono unici ed individuali... ed alla mente.

Quindi la nostra vibrazione per essere in equilibrio deve risuonare come l'universo.
Una frequenza di vibrazione che origina da un campo di energia cosmica.

Concludo con quella che trova la conferma scientifica più importante del grande sapere antico, ovvero l'entanglement
Con il quale il fisico francese Alain Apect spiega come per esempio due elettroni o due fotoni originati da una stessa sorgente abbiano un legame quantico ed entrambe le particelle si comportano come un tutt'uno.
Aspect osservò che se si cambiava una proprietà (come lo spin o la polarizzazione) dalla prima particella, anche la stessa proprietà cambiava nell'altra.
Quindi oltre lo spazio, il tempo, in non luogo ed in un no tempo.
Qui avviene la guarigione. Con il cambio di percezione del nostro corpo inteso come materia.

Il fisico H. Pagels afferma che "la vecchia idea che il mondo esista effettivamente in uno stato definito non è più sostenibile. La teoria quantistica svela un messaggio interamente nuovo: la realtà è in parte creata dall’osservatore."

Se la mente dell’osservatore, con la sola intenzione di osservare, incide sulla realtà di quanto osservato, ciò vuol dire che il nostro pensiero e le nostre intenzioni hanno una influenza sulla materia che compone la nostra struttura.
La realtà materiale non può essere più intesa come qualcosa al di fuori di qui, l’osservatore non è separato.
La vecchia parola osservatore deve essere sostituita con il termine partecipatore, afferma il fisico John Wheeler.
L'osservatore è partecipatore e la sua coscienza crea il mondo.


La filosofia buddista dice che la realtà esiste solo all'interno della coscienza, una filosofia che ha tutto il suo riscontro nella fisica quantistica.. e quindi la mente razionale trova appagamento in questo.
Infatti uno degli esperimenti più belli è l'esperimento della doppia fenditura che dimostra la duplice natura della luce, che si è rivelata essere allo stesso tempo un’onda e un insieme di particelle (i fotoni).
L'atto di focalizzare la mente , crea la realtà in quanto la consapevolezza trasforma una possibilità quantistica (l'onda) in una realtà fisica (particella).

Malanga  lo spiega con la fisica degli antifotoni, verifica che noi creiamo l'universo che guardiamo ed osserviamo.( Evideon 3 Comprensione e guarigione)
Cito Malanga: "Da   un   punto   di   vista   della   fisica   si   comprende   sempre   più   come   esista   una   forte interazione tra l'osservatore e l'osservabile in quanto essi sono parte integrante di un unico insieme di cui sono  solamente l'aspetto prettamente duale. Dunque  essendo che io sono
anche la cosa che osservo, io decido come l'osservabile possa trasformarsi di fronte alla mia consapevolezza. In parole povere ecco che io vedo la virtualità così come me la sto costruendo."

Antonella   Vannini   in   un   suo   articolo   (Syntropy   2006,1,pag.   1-15)   Dal   titolo,   “Super-causalità e libero arbitrio, sostiene che ci troviamo difronte ad un universo simmetrico da una parte onde che si propagano dal passato verso il futuro, dall’altra onde   che   si   propagano    dal    futuro    verso   il passato.   Questo   modello   fu   formalizzato   nei famosi   diagrammi   di   Feynman   e   Stueckelberg, nei quali si vede che lo stato presente è causato dall’incontro di onde e particelle provenienti dal passato e dal futuro.
Ma il fatto che il futuro possa   avere   dentro   di   sé informazioni   che   creano   il   presente   è   anche   indice   che   nei   processi   di   guarigione,   noi abbiamo già  scelto (causa nel futuro) di guarire (effetto nel presente).
Malanga quindi arriva a sostenere che nel processo di guarigione dobbiamo modificare il nostro futuro, che è sovrapposto al passato, nel nostro presente per scegliere, tra le due possibilità, quella che vogliamo. Creare dunque il futuro per  dar vita al presente e non il contrario. Il processo di guarigione prevede che tu ti veda sano nel futuro, perché quel futuro, di te, sano e non malato, possa influenzare il presente, creandolo immediatamente.

Con tutto questo percorso che va dalla biografia-biologia alla neuroplasticità riconoscendo l'inconscio, l'energia, l'anima, la volontà e l'entanglement siamo andati a sfamare la necessità di prove di un antico sapere..

La malattia come già insegna l'ayurveda risulta infatti solo l'esito finale di un processo..diventa importante quindi l'autoascolto.
I piccoli sussurri che il nostro corpo ci trasmette.. le prime avvisaglie sono quelle da arginare nell'immediato, prima che la piccola increspatura del mare si trasformi in uno tsunami.. e che rasi tutto al suolo.
Abbiamo potuto capire quindi che la malattia non parte dall'organo né tanto meno dai tessuti o cellule.. ma da un piano più profondo che sottende questo, ovvero da funzioni biochimiche ed immunitarie che sono a loro volta l'espressione dei processi emozionali e prima ancora energetici.

La malattia quindi è il tentativo del nostro corpo di guarire.. accogliamo questo messaggio e se non riusciamo affidiamoci a medici in grado di aiutarci a decodificare.. ma ciò che dipende da noi, sempre, è la volontà di ascoltarci e la volontà di utilizzare la decodifica.. nessun medico o guru o sciamano.. potrà darcela.

Man mano che l'auto osservazione, l'autoconsapevolezza e l'automotivazione cresce maggiore è il potere su noi noi stessi..meno si farà,maggiore sarà la dipendenza da medici, farmaci.

Per una nuova medicina servono certamente nuovi medici.. ma anche nuovi pazienti!!


Quindi Yogaterapia, Metamedicina, Nuova Medicina Germanica,Intensive Short Term Dynamic Psychotherapy (ISTDP),... gli strumenti sono tanti.. scegliete il vostro, l'importante è che sia qui ora.





Intensive Term Dynamic Psycotherapy
ftp://89-97-218-226.ip19.fastwebnet.it/web1/memoria/files/Aplysia.pdf
sistema limbico amigdalahttp://www.sipi-adler.it/wp-content/uploads/2014/09/068_Secondo-Fassino_ITA.pdf
http://sv.units.it/ppb/CPN/Scienza%20del%20Cervello-web.pdf

2016/01/26

KVAS DI BARBABIETOLA: ANTIOSSIDANTE E DETOSSIFICANTE, PROBIOTICO NATURALE FATTO IN CASA





Tra le tante bevande fermentate che si possono fare tranquillamente a casa, quella con la radice barbabietola è sicuramente  la meno conosciuta.
Un peccato, dal momento che è anche una delle più semplici ed efficaci bevande fermentate.

Il kvass o kvas (in russo: Квас dal verbo квасить "far fermentare") è una bevanda tipica russa e ucraina fermentata, e visto che la barbabietola è ben amata nella cucina ucraina è qui che nasce il Kvas di barbabietola.

I vantaggi di barbabietole
La rapa rossa o barbabietola rossa sono i nomi più comuni, ma c’è anche chi la chiama barba rossa o carota rossa.

La barbabietole sono frutti sono facili da coltivare anche sul terrazzo...nelle stagioni più fredde.
Produce due prodotti per la cucina - la radice e il verde.
Mentre la ricetta kvas prevede la barbabietola rossa,le radici i verdi possono essere saltate con olio di cocco e aglio o aggiunto a una pentola di brodo per una deliziosa zuppa.


La barbabietola è un potente  antiossidante grazie al suo alto contenuto di flavonoidi combattono i radicali liberi contrastando l’invecchiamento cellulare, aiuta inoltre nel controllo della pressione sanguigna,nella produzione di energia, e la lotta contro il cancro. Molti hanno trovato che le barbabietole - e, in particolare, questa forma fermentata del tubero - aiuta nella pulizia del sangue e aiutando i processi di filtrazione e di eliminazione delle tossine corpo, ideali quindi per essere inserite nelle diete detox proprio per le loro proprietà depurative. Sono formidabili antisettici naturali e oltre al già citato ferro contengono potassio, calcio, magnesio e fosforo per una migliore resa cerebrale nei momenti di particolare stress e stanchezza.

Le barbabietole rosse regolano la digestione grazie alla stimolazione dei succhi gastrici e della bile. Le barbabietole rosse sono ricche di fibre e quindi agevolano la corretta attività intestinale. Le barbabietole rosse sono ricche di sali minerali, indispensabili anche per chi fa sport, di vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B tra cui spicca l’acido folico utilissimo in gravidanza
Alcalinizza il sangue, ripulisce il fegato, ed aiuta per i calcoli renali, aiuta negli stati di stanchezza costante, anemia.


KVAS DI BARBABIETOLA


Kvas barbabietola può essere fatto in molti modi - con diversi tipi di barbabietole, e volendo con ingredienti aggiunti, e con o senza una aggiunta di fermenti..
Questa ricetta richiede sia una fermentazione selvatica o l'aggiunta di una coltura di avviamento, se desiderate.(ovviamente l'aggiunta dell'attivatore andrà a modificare il gusto..) Durante la fermentazione "selvatica", i batteri naturalmente dal suolo si combinano con i microrganismi dall'ambiente circostante, unendosi per fermentare barbabietola naturalmente ricca di zucchero. Questa bevanda viene poi filtrata e bevuta in piccole quantità come tonico quotidiano.


Ingredienti


2-3 barbabietole biologiche di medie dimensioni
3 cucchiaini di sale dell'Himalaya (1,5 cucchiaini se si utilizza colture starter, ovvero l'avviamento di fermentazione)
cultura opzionale d'avviamento (2 cucchiai di siero di latte, crauti salamoia o 1 pacchetto acquistato coltura starter)
acqua  bollita filtrata


Indicazioni
Lavare le pulire le barbabietole senza togliere la buccia.
Tagliare le barbabietole a fettine o cubetti di un centimetro e mezzo. Metterli in fondo in un barattolo da 1,8Kg, o due vasetti di mezze dimensioni.
Aggiungere il sale  e poi coprire con acqua fino a 2 cm dal bordo del vaso. Aggiungete a questo punto se volete l'avviatore di fermentazione scelto , e coprire con un asciugamano pulito, un tovagliolo di carta e fermare con un elastico.
Mettere a temperatura ambiente e lasciar fermentare per 1-2 settimane, a seconda della temperatura della vostra casa e la vostra preferenza gusto. Durante questo periodo si può agitare il barattolo. In alternativa, mescolare quotidianamente con un cucchiaio non metallico.
Ad un settimana si può cominciare ad assaporare il kvass per verificare la presenza di segnali di fermentazione, come acidità.




A questo punto diventa una questione di gusti.. c'è chi lo preferisce più "invecchiato", chi meno.
Una volta che è fermentato a proprio piacimento, rimuovere qualsiasi "velo" che possa essere apparso in superficie, e versare in un contenitore sigillato e posto in frigorifero. Consumare entro un paio di settimane.
E' importante non riempire le bottiglie oltre i 2/3 e schiacciarle ai lati per far uscire l'aria prima di chiuderle perché la fermentazione continuerà anche all'interno della bottiglia e l'anidride carbonica che si formerà avrà bisogno di spazio.




Spesso potrete trovare ricette in cui dicono di grattugiare la barbabietola, non fatelo perchè in quel modo lei "trasuda" troppi succhi che rendono la fermentazione troppo veloce quindi diventa troppo alcolico..









Indicazioni se usate l'attivatore


Una volta appresa la procedura tradizionale è possibile adattare la bevanda  ai gusti di ciascuno utilizzando vari tipi di frutta, o di vegetali , o anche di spezie (curcuma in radice), erbe aromatiche, ecc.La scelta fra pasta madre e lievito di birra come attivatore avrà conseguenze anche sul gusto finale della bevanda: i lattobacilli presenti nella pasta madre provocano una fermentazione di tipo lattico, trasformando lo zucchero in acido lattico, mentre  il lievito di birra provoca una fermentazione di tipo alcolico trasformando lo zucchero in alcol e anidride carbonica. Il Kvass fatto con la pasta madre risulterà quindi acidulo e con una effervescenza e gradazione alcolica minori di quello fatto con il lievito di birra.

Vi posto un esempio di ricetta alternativa con attivatore:

Ingredienti:

1/2 l. di acqua bollente
200 g di barbabietole crude tritate
3 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiaini di pasta madre oppure 1 cucchiaino di lievito di birra in polvere  (non utilizzare altri lieviti)
1 cucchiaio di uvetta sultanina biologica ben lavata

Il procedimento è sempre il solito visto prima.


Come scegliere di assumere il Kvas

  • Il Kvas di Barbabietola va assunto poco per volta, un bicchierino da liquore.
  • Incorporare in frullati  come ad esmpio nel kefir di latte. 
  • Utilizzarlo come condimento per l' insalata, come se si usasse aceto o limone
  • Utilizzare come base di una zuppa fredda (perchè qualsiasi cosa calda sopra il kvas ucciderà i probiotici benefici e gli enzimi indotti dal processo di fermentazione).
In qualsiasi modo si sceglie di servire, questa semplice bevanda fermentata è abbastanza facile da fare.





Fonte parziale:
An Easy Fermented Tonic You immagine kvas barbabietola
Foto di Shannon Stronger
da Notizie Salute Impact

2016/01/25

COME CUCINARE LE ARSELLE AL SUGO ROSSO



Una ricetta facile, l'unico costo è dato dal pescato delle arselle... ma farete sicuramente un'ottima figura con poco!!


Ingredienti per 4 persone


1k1/2 di arselle

10 spicchi d'aglio

olio di oliva extravergine

2lt di conserva


Preparazione

1)Pulire le arselle, questa operazione chiede alcune ore, quindi o lo fate alla mattina per la sera, oppure le preparate alla sera per il pranzo del giorno dopo.
Riempire il lavandino con acqua fredda, mettere un piatto capovolto sul fondo, versare abbondante sale grosso ed infine versare le arselle.
Periodicamente andare a sfregarle, in modo da aiutarle a far uscire la sabbia.



2)Far aprire le arselle. Metterle in una pentola capiente a fuoco basso per cinque minuti circa,con coperchio. Spegnere quando vedrete che si sono aperte.
L'acqua fatta non gettatela!! Andrà filtrata ed usata per il sugo..(FILTRATE SEMPRE PERCHÉ POSSONO ESSERCI RESIDUI DI SABBIA)
Questo metodo è utile anche quando si vuole fare il semplice sugo di arselle.. una parte poi le toglierete dal guscio..ed una parte le terrete intere!)



3)Preparare il soffritto con abbondante olio e gli spicchi d'aglio puliti in una pentola capiente, nel caso dividete in due pentole.
Versare il pomodoro e lasciar cuocere una decina di minuti.

4)Quando il sugo inizia a "farsi" versare le arselle con la loro acqua filtrata e nel caso aggiungere altra acqua. Aggiustare di sale.. fate attenzione perché le arselle tendono ad essere molto saporite di suo..

5)Far cuocere a fuoco lento sino a completa preparazione del sugo. Quando sarà ristretto .. spegnete e servite caldo!


Nel caso vi avanzassero... ottimo l'indomani in una bella spaghettata!!




                Buon Appetito !



2016/01/24

BLACK STAR: RELIGIONE ED ESTASI ATTRAVERSO IL FEMMININO



Confesso: la molla di questo articolo è stata l'ultima canzone di David Bowie "Black Star" la vera interpretazione sicuramente la poteva dare solo lui..ma leggendola con una lettura che in parte sottende quelle recenti come pianeti oscuri, di Nibiru,Saturno.., ho posto la mia attenzione   ad una frase che ricorre.. la figura della donna:

Solo le donne si inginocchiavano e sorridevano
On the day of execution, on the day of execution
Only women kneel and smile, ah-ah, ah-ah
At the centre of it all, at the centre of it all
Your eyes, your eyes


Un femminile sacro, un femminile e religiosità, un femminile ed estasi.

Una riflessione che da alcuni anni matura in me, in particolare dopo alcune letture come quelle di Jogi Bhajan, Marjia Gimbutas, una riflessione che incalza sempre più forte man mano che la donna, attraverso questo femminismo, sembra occuparsi solo di raggiungere una parità di diritti nei confronti dell'uomo senza occuparsi invece di rivendicare con se stessa ed il mondo il suo grande potere di donna, la grande magia, energia che segretamente custodisce al suo interno, una donna dove sessualità, religiosità sono un'unica cosa, una donna che dovrebbe riconquistare la sua libertà non intesa solo come diritti lavorativi.. ma rivendicazione di libertà delle differenza.
Perché uomo e donna sono diversi solo all'1% da un punto di vista cromosomico.. ma una diversità talmente grande a livello di sentire, vivere.. che li fa vivere in un duale importante, necessario per poi ritrovarsi nella perfetta comunione.
Un'unione  permessa grazie all'energia femminile.
Riscopriamo quindi insieme questo archetipo, questa commistione religiosa.


Un discorso sulla religione, dove per religione intendo la spiritualità, la parte più trascendente del femminile.
Un discorso sul femminile inteso come istanza della nostra psiche sia che siamo donne sia che siamo uomini. Jung non a caso parlava di Animus ed Anima.
Un viaggio attraverso le interconnessioni  di questi due mondi che per natura sottintendono il concetto di unione come elemento base.

RELIGIONE E FEMMININO HANNO UNA COMPONENTE IN COMUNE: L'UNIONE

Prendiamo come punto di partenza per questo viaggio una delle etimologie più interessanti della parola religione  Re ligare ovvero unire,scopriremo che è una delle dinamiche archetipiche del femminile quella di mettere insieme, interconnettere.. e lo fa anche, come vedremo, da un punto di vista della Neuroscienza.
Quindi una ripresa di concetti spirituali antichi come il Pachamama, la Dea Madre, avvalorandoli ora, finalmente, grazie alla scienza.

Noi donne abbiamo alcune aree cerebrali più sviluppate, più grandi più dense rispetto a quelle maschili:



Le aree in rosa sono quelle più dense e sviluppate nella donna, quelle in blu negli uomini



Are della corteccia= riconosciute dalla scienza come zone delle associazioni, che permettono di integrare e collegare più elementi insieme.

la corteccia parietale= chiamata "the queen" area che può gestire la vita vegetativa ed emozionale ed anche il pensiero superiore, dell'etica, dello spirito di sacrificio, della bontà d'animo. Si attiva quando viviamo emozioni intense, meditiamo, o viviamo una comunione con l'altro molto profonda, di attaccamento sicuro. Dedicata anche per gli scienziati anche all'illuminazione, agli stati di coscienza superiore.

corpo calloso = colui che fa comunicare i due Emisferi

ippocampo= è responsabile della memoria, in particolare della memoria biografica, quell'area del sistema libico deputata a ricordare gli eventi, emozionali..

insula= destinata alla capacità di percezione e gestione dei precetti fisici.
La donna infatti per la sua ciclicità ormonale mensile e poi anche nell'arco della vita che la porta ad una fluidità anche fisica cerebrale è necessariamente più abile nella percezione del corpo. Questo viene amplificato dal fatto che i suoi genitali sono interni. Quindi se non percepissimo la fisicità con con un contatto endocorporeo probabilmente non ne sapremmo quasi nulla.
Abbiamo una capacità percettiva maggiormente sviluppata.
L'insula è dedicata alla raccolta di queste informazioni.

Sostanza grigia= mentre l'uomo ha una forte attivazione nella materia grigia, ovvero nelle cellule neuronali,molto settoriale ed ampia, la donna invece ha tanti puntini, aree più piccole ma più dislocate





Interessante notare che l'uomo invece non ha attivazione della materia bianca a differenza della donna:
Sostanza bianca= è costituita da tutte le cellule che sono intorno ai neuroni e fanno da collegamento fra le aree, questo vuol dire che difronte ad uno stimolo l'uomo lo valuterà attraverso un'area ben precisa ed intensa, la donna invece lo processerà con tante aree separate ed anche attraverso aree di collegamento.
Questo rende ulteriormente ragione della capacità multitasking della donna.

Tutte queste dimostrazioni aiutano a dare  quindi una valenza neuroscientifica all'antico sapere.

Dare una validazione scientifica non perchè la Scienza sia la fonte del sapere più profondo ma perché la mente razionale si placa in qualche modo e gode, quasi sfamata quando ha una validazione scientifica.

Quindi Energia femminile non solo come qualcosa che deriva dalle antiche trazioni come la Grande madre, le Religioni del Femminino Sacro ma oggi anche con fondamento scientifico.

Stiamo tornando infatti ad una esigenza spirituale,un ritorno al femminile inteso come energia vitale e potenziale e lo stiamo facendo in modo interdisciplinare a livello di Fisica quantistica, Neuroscienze, riportando fuori quello che l'ideale sciamanico ed i miti della Dea hanno sempre sostenuto:

Femminile come interconnessione di tutto e manifestazione divina della Natura.
Una Dea che riprende il concetto della Grande Terra, che dal basso collega e pervade il tutto.

Questo lo troviamo in rispondenza oggi attraverso alcuni concetti:

1)LA MATRIX ENERGETICA
É quanto ci riporta la fisica quantistica, ovvero che siamo interconnessi perchè esiste una sorta di matrice energetica-informatica archetipa che sottende il tutto.
La fisica quantistica infatti porta luce alle radici del mondo..mostrando che oltre alla realtà sensibile e visibile ai nostri occhi, grazie alla quale possiamo fare esperienze e d evolvere,esiste una realtà quantica dove tutto è interconnesso, interdipendente, dove vuoto e solidità non esistono.
Grazie infatti agli studi di Hameroff (anestesiologo e docente presso l'Università dell'Arizona) ed agli studi sui microtuboli si è potuto dimostrare come la fisica quantistica non sia sono qualcosa rilegato ad esperimenti al CERN ma trasportabile sulle computazioni della nostra mente.

2) MITOCONDRI e MADRE MITOCONDRIALE
Così come nelle antiche religioni si riteneva il femminino come un Principio inevitabilmente collegato alla vita di tutti gli individui così oggi la medicina ufficiale finalmente dimostra questo collegamento simbolico con la presenza dei mitocondri.

Fra i compiti principali distinguiamo:

1) producono ATP una molecola fosforilata da intendere come pacchetti energetici che fanno muovere i muscoli, attivano il cervello...
2) regolano l'espressione genica della cellula e decidono l'apoptosi (termine già usato da Ippocrate per indicare la caduta delle foglie) ovvero la morte programmata delle cose.

Quindi i mitocondri sono organelli che abbiamo nel citoplasma della cellula e sono deputati ai processi di energia, e processi di vita e morte genica.

Hanno un DNA circolare ben diverso dal DNA cellulare e fattore importante VIENE EREDITATO SOLO DALLA MADRE.

Quindi una dimostrazione di questo filo conduttore femminile di energia femminile che sottende la vita e la morte di ognuno di noi.

La cellula uovo ha infatti il citoplasma mentre lo spermatozoo che lo va a fecondare non lo ha è portatore solo di DNA cellulare, ha la funzione di penetrare nell'ovocita e fecondarlo ma gli organelli citoplasmatici ereditati sono solo quelli della madre.

3)ENTAGLEMENTE E BOSONE DI  HIGGS
Altri due elementi che fanno da supporto all'idea che siamo inseriti in una rete energetica e siamo interconnessi.


Idea che ripeto sottende le religioni antiche primordiali e sciamaniche.
Un mondo fatto di particelle ed energia in continua interazione, dove il principio di NON LOCALITÀ- BILOCAZIONE ed INTERAZIONE ISTANTE sono la regola e non l'eccezione.
Un mondo spirituale dove la materia è apparenza e la vera realtà è nell'invisibile unione. (Malanga)

Incredibile comunque come la nozione di come tutto sia collegato per una rete sottile, invisibile sia materia"nuova per la scienza" (ancora fatica a riconoscerlo e divulgarlo) e così antica per la saggezza spirituale.

Un'energia femminile come concetto che nuovamente ritorna come fil rouge nella vita di tutti gli uomini.
Un'ergia femminile che va dallo sciamanesimo alle Neuroscienze attraverso il Pachamama, la dea Khali,Demetra,LIlith ed i Mitocondri passando ancora attraverso gli studi di Marjie Gimbutas con il suo libro "Gli adoratori della Dea grande Madre Terra ed i popoli dell'ascia dei combattenti".

Archeologa (1921-1994)  il cui interrogativo principale che ha mosse la sua vita fu:

È esistita in Europa una civiltà diversa, precedente a quella indoeuropea?

 Attraverso un approccio interdisciplinare da lei denominato mitoarcheologia, ha gettato nuova luce sulla civiltà arcaica dell’Europa Antica, periodo che va dal 7.000 al 3.500 a.C.
La sua prospettiva ha rivoluzionato gli studi relativi alle origini della cultura europea, individuando una civiltà che dominò l’Europa per tutto il paleolitico ed il neolitico, e l’Europa mediterranea fino a gran parte dell’età del bronzo. Una cultura per millenni pacifica, con una struttura sociale egualitaria e matrilineare, legata ai cicli vitali della terra, un simbolismo religioso strettamente connesso al femminile, letteralmente spazzato via dal Popolo dell'ascia, un popolo indoeuropeo di guerrieri con una cultura diversa, patriarcale, bellicosa, sviluppatasi fino ai nostri giorni così come noi la conosciamo.
Patriarcato che per le donne è stato sinonimo di negazione di valore, cancellazione di memoria, cittadinanza di seconda classe e, particolare di non lievi conseguenze, espulsione dal sacro – inteso sia come ruolo attivo all’interno delle religioni che come ruolo simbolico e cosmogonico a livello di Storie di creazione.

Questa radicalità comportava in primi interrogarsi sugli effetti della mancanza di un “divino femminile” sulla psiche più profonda delle donne, quindi sulle nostre identità e sul senso delle nostre vite. Comportava chiedersi se fosse stato sempre così.

E viceversa chiedersi cosa potrebbe invece significare ed aver significato per le donne portare dentro di sé un’immagine divina femminile.

"Quali  creatività, risorse, speranze potrebbe dare la riscoperta del sacro dentro ogni donna."

Con l'avvento del patriarcato abbiamo avuto così il cambio del paradigma, ovvero non più una manifestazione del Divino attraverso l'energia femminile ma come risorsa da sfruttare.
Gimbutas continua sostenendo quindi che  "il divieto di un accesso diretto, non mediato dalla figura maschile nelle donne si è configurato come uno smarrimento, nell’accezione infinita di questo termine. Che continua a manifestarsi come una proibizione profonda, reiterata, costata sangue stupri e morte, e finalmente interiorizzata."

Se essere femministe vuol dire non essere d'accordo con la costruzione del mondo che ci troviamo a ereditare - perché priva dell'esperienza femminile del mondo - questo non può non riferirsi anche alla dimensione e all'esperienza dello spirito, che è regolata (proprio nel senso che vengono date precise regole su ciò che si deve o no credere, pensare, provare, fare) dalle religioni.

Insomma, quasi un ricominciare da capo con la “presa di coscienza” in un terreno ancora non esplorato, ma accantonato per reazione.
La religione infatti va intesa come esperienza spirituale interiore,un ritornare alle origini come di Jogi Bhajan.. un qualcosa che va oltre la regola.
La religione che diventa regola è religione che si autorizza a diventare cultura, e così ci ritroviamo passi anche di Sant'Agostino che manifestano apertamente l'inferiorità del femminile.
La religione quindi qualcosa che va oltre la regola, come il femminile.
Il femminile infatti ha un'istanza selvatica libera che è maggiore rispetto a quella maschile, visto che ha un'energia primordiale legata alla parte più istintiva e naturale.. è un'energia ribelle.
Nelle neuroscienze dimostrato anche con lo sviluppo maggiore dell'insula rispetto all'uomo, parte cerebrale legata proprio alla vita viscerale, alla pancia.

Particolare è il passo di un libro di Lou Andreas Salomè,donna vissuta a cavallo tra l'800 ed il '900, che si è occupata anche di psicoanalisi ai tempi di Freud, amata da Nietzsche, frequentatrice dei migliori salotti intellettuali della Mitteleuropa.

"Se dovessimo azzardare un paragone affatto scandaloso potremmo dire che la donna si comporta come una banda organizzata di ladri che conduce una vita talmente al di fuori della legge e non ha alcun rapporto con le altre classi sociali ma osserva con severità e precisione le regole ladresche che sono nate nel suo interno.
Proprio come la società segue le sue; la donna segretamente disprezza molto più dell'uomo queste regole, per quanti lo contestino ha molti più motivi di lui per adattarvisi, ma qualsiasi verità, bellezza, o purezza inizia soltanto con il sentimento."
"L'erotismo. L'umano come donna"

La donna ha le sue regole viscerali ed emotive, la donna vive ogni mese ciclicamente fasi diverse, una pervasione ormonale che le fa proprio  modificare (attivandole o chiudendole) anche alcune aree cerebrali..
Fasi del ciclo mestruale che attraverso Jung assumono nuova connotazione, legando nuovamente così in modo imprescindibile la figura della donna, del femminino come tramite  col divino.



Nella prima fase, quando l'ovulo si prepara  Jung vede la donna come LA VERGINE, volutamente chiusa in sé.Qualcosa si sta creando si sta preparando.

Nella fase dell'ovulazione si ha la MADRE, ovvero la piena ricettività, la donna diventa pronta per..
Quando la cellula uovo è pronta scatta l'archetipo dell' INCANTATRICE, colei che effettivamente attrae il principio maschile.
Se poi non avviene la fecondazione abbiamo la mestruazione e il contatto con il sangue porta alla fase della donna identificato da Jung come della STREGA, colei che ha in mano i processi più profondi dell'interiorità.


Quindi nella donna troviamo ogni mese, con una visione alchemica, un processo di creazione e distruzione.


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MESTRUAZIONI E LA CICLICITA' DELLA DONNA "LUNA ROSSA" CAPIRE ED USARE I DONI DEL CICLO MESTRUALE
Miranda Gray

Anche nell'oriente vi è l'idea che il femminile abbia regole "segrete" al suo interno connesse alla vita.

Lo possiamo vedere ad esempio con la tradizione dello Yang-shen che significa coltivare la vita, dove viene dato al femminile il compito di "facilitare il movimento dell'energia", togliendo poco a poco gli ostacoli che lo fanno ristagnare.

Un femminile che unisce il trascendente e l'uomo, un femminile che tutto pervade, tutto unisce, un femminile che fa fluire e muovere l'energia divina.

Particolare lettura a questo proposito, si può fare del vangelo sul passo di"Gesù e Maria alle nozze di Cana."
Gesù è a tavola, tutto pronto solo che in tavola è presente solo l'acqua.
Qui entra la figura femminile di Maria, che con un atteggiamento tipicamente femminile non dice all'uomo cosa fare, ma come è la situazione dice. "Manca il vino".

Gesù con reazione tipicamente da uomo reagisce arrabbiandosi..«Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà» e poi Gesù lo fa.. quindi il divino si manifesta.

Donna quindi come catalizzatore che arriva a farti vedere.. e la parte maschile come controparte agisce, complementarietà straordinaria dove il duale sparisce..complementarietà, religiosità permessa attraverso la donna, dove l'Uno finalmente si manifesta per poi con la creazione ritornare al duale.. in un ciclo senza fine.

FEMMININO ED ESTASI

Per capire veramente come viene vissuto il rapporto tra il femminile e la trascendenza occorre nuovamente ripartire dalla differenza che esiste fra il cervello di una donna e di un uomo.

Abbiamo ampiamente visto che la donna ha aree del cervello più dense, più popolate di neuroni rispetto all'uomo (l'uomo d'altro canto ne ha altre) e sono tutte aree, quelle, associative  come quella Parietale, o Temporale, da sempre quest'ultima associata al sacro, al trascendente oppure aree della corteccia prefrontale che si attiva con esperienze mistiche o profonde meditazioni.

Quindi esiste una propensione fisiologica della donna al contatto con il sacro, propensione che viene avvalorata oggi dalla neuroscienza.

La ricerca delle basi cerebrali della spiritualità, delle esperienze mistiche e del sentimento religioso ha ormai una lunga tradizione, ma solo negli ultimi anni sono stati compiuti veri progressi nella definizione delle correlazioni  neuro funzionali degli stati mentali osservati.
Esistono infatti due settori delle Neuroscienze che se ne occupano, la Neuroteologia (Neurotheology) e Neuroscienza dello Spirito (Spiritual Neuroscience).

Interessante come in questi loro studi partono dal sostenere che è tutto un fatto cerebrale, sino a dover ammettere che il trascendente è qualcosa che va oltre.
Prima pensavano che il trascendente fosse legato solo al lobo temporale, legandolo inoltre alla epilessia.(Nel 1892, l’associazione fra religiosità emotiva (religious emotionalism) ed epilessia viene inclusa nei trattati di malattie nervose e mentali).
Poi arrivano al "Gold Helmet", un copricapo in grado di stimolare parti discrete del lobo temporale dove Persinger conclude che l’esperienza religiosa e la fede in Dio, non sono altro che la conseguenza di anomalie elettriche cerebrali, e la vocazione, anche delle figure più carismatiche delle grandi religioni, quali Mosè, San Paolo, Maometto e Budda, sia originata da tali disturbi neurologici.
Una critica più generale, che è stata mossa alle ricerche basate sull’ipotesi del lobo temporale, consiste nel rilevare che l’esperienza spirituale include elementi vari e di diversa natura, e nella vita di molti può essere del tutto priva di stati mentali collegati alla dimensione mistica e, perciò, rimane lontana dalle suggestioni prodotte dal disturbo epilettico o dalla stimolazione con campi magnetici deboli.

Arriviamo poi ad Andrew Newberg  il quale con il suo gruppo ha studiato, osservato monaci buddisti praticanti e suore di clausura in fase d'estasi  con tutto la neuroimaging spect, pet,..

Quando ciascuno degli otto buddisti tibetani partecipanti all’esperimento comunicava di aver raggiunto tale stato, la distribuzione del radionuclide nel cervello assumeva una configurazione del tutto particolare, caratterizzata da una brusca caduta di attività in una estesa area del lobo parietale, associata ad un incremento funzionale nella corteccia prefrontale dorso laterale, frontale inferiore ed orbitaria, oltre che nel talamo e nel giro del cingolo. Ovvero un'attivazione di tutte quelle aree che il femminile ha sviluppato per natura e che sono collegate all'integrazione, all'unificazione, alla connessione.


Ancora più interessante è stata poi  la stessa ricerca condotta da Newberg e d’Aquili su suore appartenenti ad un ordine francescano,e di carmelitane che può quindi assumere un valore di verifica (Newberg, Pourdehnad, Alavi e d’Aquili, 2003).
Andrew Newberg  e i suoi colleghi hanno esaminato l’attività cerebrale di cinque donne che, all’acme di un’esperienza mistica, articolavano espressioni verbali insolite, suggestivamente accostabili al dono di parlare lingue sconosciute, ed hanno paragonato i reperti a quelli di cinque persone impegnate in canti religiosi (gospel).

Durante gli studi su queste suore di clausura, le stesse dichiarano che con la contemplazione non praticano il distaccò bensì c'è l'Unine Mistica, una fusione quasi erotica.
Inizialmente infatti erano molto scettiche.. perchè come dissero a New Berg il trascendente non è controllabile.Lui stabilisce quando impossessarsi del loro corpo.

Abbiamo quindi un capovolgimento della situazione Buddista.. non è più la mente che va verso il trascendente, ma un trascendente che si impossessa della mente.
Inoltre le ricerche neuroscientifiche dimostrano sempre attraverso neuroimaging che in questi casi nella donna si ha non solo un'attivazione della corteccia prefrontale ma anche dell'Insula (legata alla vita viscerale..pancia) e del giro cingolato, disattivandosi completamente (a differenza di ciò che accade durante la meditazione) i lobi frontali, preposti alla razionalità.



Per non parlare del rilascio ormonale.Quindi un innamoramento sottocorticale ed istintuale o corticale superiore.

Durante il momento di trans la donna ha un rilascio ormonale pari a quello orgasmico.
Con l'orgasmo la donna ha non solo il rilascio di ossitocina ma anche di dopamina,vasopressina.. e con un orgasmo articolato (clitorideo, vaginale,uterino) si ha un rilascio di neurotrasmettitori che mediano esperienze trascendenti, mediano sentimenti di libertà e di potere, per questo alcune culture lo hanno bloccato.
Una donna potente e consapevole della sua sessualità e capacità di trascendere è una donna libera.
Gli scienziati hanno infatti "nominato" la dopamina la sostanza femminista per eccellenza, poichè legata ai piaceri ma anche ai sentimenti di maggiore autonomia.

Durante l'orgasmo inoltre la donna ha un rilascio di oppioidi pari a quelli  che ha durante un'esperienza di profonda meditazione o quando c'è l'esperienza dell' UNO, dove il duale cessa.

Quindi correlazione stretta fra energia femminile, trascendente e sessualità dove in tutte queste condizioni si ha lo stesso coinvolgimento quantico di parti del cervello.


“Al cuore della nostra teoria c’è un modello neurologico che fornisce un legame fra l’esperienza mistica e il funzionamento cerebrale osservabile. In termini semplici, il cervello sembra avere la capacità intrinseca (built-in) di trascendere la percezione di un sé individuale. Noi abbiamo teorizzato che questo talento per l’auto-trascendenza è alla radice del bisogno religioso”.


Abbiamo quindi un'energia femminile che si connette al trascendente, e la cifra più importante di questa Energia è la TRASFORMAZIONE.

Una trasformazione che la donna vive mensilmente,che le permette di usare il cervello in altro modo.
Quel potere computazionale dei microtuboli, che usano regolarmente nei processi razionali, pensate se venisse usato per processi spirituali!!

Il Dalai Lama dice " pratico meditazione assiduamente è normale che possa fare "miracoli" o modificare.. perchè uso il cervello diversamente."

Una possibile interpretazione? una possibile spiegazione a questa frase?

Una donna come via d'accesso al divino.
Solo le donne si inginocchiavano e sorridevano
On the day of execution, on the day of execution
Only women kneel and smile, ah-ah, ah-ah
At the centre of it all, at the centre of it all
Your eyes, your eyes





Fonti
http://www.ikytaitalia.org/yogibhajan/yogibhajan_letture.php
http://www.brainmindlife.org/laricercadellospiritonelcervello.htm

"Anatomia della guarigione " di Enrica Poli