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2015/12/06

SATYA LA VERITÀ : Manipolazione della parola da Verità a Paura




































Yoga significa recidere la connessione con ciò che causa sofferenza.
Lo yoga deve essere praticato con risolutezza e con cuore imperturbabile
Bhagavad Gita VI.23

Un viaggio da fare per far salire la consapevolezza...il viaggio verso la Verità, attraverso la parola, una parola modificata, svuotata, alterata e riempita di paura...

Per lo sviluppo della coscienza lo Raja Yoga prevede l'azione sincrona di otto parti:

Yama : Regole di comportamento sociale
Nijama: Regole di comportamento individuale
Asana: Posizioni fisiche
Pranajama: Controllo della forza vitale
Pratyahara: Controllo dei sensi
Dharana: Uso corretto dell'attenzione o controllo della mente
Dhyana: Meditazione
Samadhi: Assorbimento

Una delle Yama è la Satya: la verità



Satya: è la verità, ma chiaramente non può essere intesa come il semplice non mentire. Satya significa, oltre ad essere vero nelle parole, anche essere se stessi.  Vimala Thakar afferma che Satya è essere coerenti alla verità che si è compresa. Comunicare i fatti per quello che sono senza aggiungere motivazioni proprie.



Per essere veri occorrono essenzialmente tre cose:

Ascoltare il proprio sé.
Tutti noi abbiamo una voce interna che spesso per il baccano che fa la nostra mente, intasata da parole, immagini, stimoli,idee,fantasie, manipolazioni... non è più in grado di ascoltare..o non la si vuole più ascoltare, perchè diventerebbe voler essere difronte alla propria  individualità che ha un'anima ben diversa da quella dell'anima della massa.. quindi con il rischio di rimanerne esclusi.. per paura di.
Spesso prendiamo concetti che arrivano dall'esterno, idee su cosa è giusto o sbagliato e lo ripetiamo senza analisi individuale..spesso sentiamo quello che il nostro corpo ci dice in verità e lo ignoriamo a favore di una forma di massa imposta, indossando quindi una maschera che copre la verità, una maschera preconfezionata che troviamo a caro prezzo sul mercato..ma che diventa bene "essenziale" per noi uomini e donne nella società odierna..

Togliersi la maschera
Togliersi la maschera ed accettare quello che siamo.. o comunque essere consapevoli di portarla.
Questa la verità.
Esseri consapevoli delle maschere che stiamo usando fino ad eliminarle ,riducendo lo spazio tra quello che crediamo di essere e ciò che siamo veramente... è il cammino verso la verità e la consapevolezza.
.
Sono vero se vivo continuamente nel presente
Quando siamo nella testa, ai fatti aggiungiamo le nostre personali interpretazioni e ci allontaniamo dalla realtà. Inoltre la mente per sua natura si muove sempre tra il passato ed il futuro ed è del tutto incapace di vivere nel presente.

Non andiamo a cercare la verità intera..cerchiamo prima la nostra verità, comprendendo che senza un risveglio completo questa non può essere.
Lavorare serenamente grazie ai mezzi analitici forniti dallo yoga si vengono a creare le ideali condizioni nell’Antahkarana (l’Organo interno) ovvero della "mente".

Per cercare la Verità, materiale o spirituale che sia, è assolutamente necessario mettere, sempre più, nelle migliori condizioni l’Organo interno (l’Antahkarana), la “mente” nella sua totale estensione e nelle sue diverse modificazioni (vrtti) o funzioni:

Buddhi intelletto, percezione intuitiva o discernimento immediato (mente neutrale)
Ahamkara senso dell’io
Citta predisposizioni subconscie
Manas mente empirica selettiva

Molto del lavoro sull’Antahkarana serve per essere in grado di riconoscere la Verità ma per riconoscere la Verità bisogna per prima cosa saper riconoscere Anrta, cioè l’errore, la non-verità, il falso ciò che viene influenzato dall'Ego, dalla mente positiva o mente negativa..

Satya, ci dice Patanjali, è un comportamento di verità, una qualità per mantenersi veri sempre: nelle parole, nei comportamenti, nei pensieri, ma anche un modo di perseguire la verità all'esterno di noi stessi ma soprattutto al''interno.

LA PAROLA

In questo percorso di verità assume quindi un'importanza di rilievo la parola, ed al sempre più frequente suo falso uso.

La parola non è altro che il tentativo di espressione del pensiero, del sentire e del relativo comportamento.
Osservando la conclusione (l'espressione della parola) possiamo risalire con facilità alle cause meno visibili e più sfuggenti che portano al suo uso..ovvero il pensiero.

L'uso negativo della parola, viziata dall'ego, porta alla manipolazione dell'altro, ma in primis alla manipolazione di se stessi... è la colla che tiene ben aderente la maschera al nostro essere..


Che io possa essere libero dalla negatività della mia parola.
Che io possa essere libero dall'egoismo della mia parola.
e seguendo le parole della Bhagavad-gita «senza aspettarsene frutto», cioè al di là di ogni moto dell'Ego.

Se impariamo a "cogliere" con onestà intellettuale, grazie ad una mente ripulita dal positivo e negativo, la parola negativa e piena di solo egoismo possiamo riconoscere i nostri moti interni.. i moti di chi ci è difronte..e l'uso improprio che ne vuole fare.
Svilupperemo quella capacità intuitiva che ci permette il giusto discernimento senza più bisogno di essere "guidati" nella scelta del capire.

In questo modo il Satya diventa, si manifesta in modo spontaneo..e la consapevolezza si avvicina più al quarto chakra.. al cuore dove ognuno sa di cosa sta parlando, empatia, senza spenderci troppe parole..

eliminando così:
la parola inutile (che non serve)
riempitiva (dei nostri vuoti, dei nostri disagi)
superficiale (priva di senso reale)
frettolosa (detta senza pensare o per non perder tempo)

Queste parole vengono usate come circolo vizioso.. da chi vuol "dirigere" le insicurezze, i timori del ricevente... che a sua volta le riceve come collante della propria maschera, collante elargito gratuitamente... ( se vediamo la perdita della nostra individualità a favore dell'omologazione come qualcosa di poco conto..)



MANIPOLAZIONE DELLA PAROLA
DA VERITÀ A PAURA

Vi è stata un' attenta manipolazione del concetto verità, delle innate verità dell'uomo...
Siamo stati portati  a visualizzare, sentire, associare sino a sostituire questo concetto archetipo con un altro concetto archetipo dell'uomo: la paura.
La paura è insita nell'uomo , serve alla sopravvivenza se viene colta nel suo istinto base..ma se lasciamo che questa si impossessi della nostra mente, del nostro pensiero.. e quindi delle nostre azioni.. diventeremo "facile esca" della manipolazione, perdendo di vista la verità.. con noi stessi, verso gli altri.. e la capacità discernere la nostra verità, la verità degli altri.

La verità del dolore è diventata la paura del dolore

Nei testi canonici il Buddha Shakyamuni individua otto tipi di dolore:

Il dolore della nascita, causato dalle caratteristiche del parto e dal fatto di generare le sofferenze future.
Il dolore della vecchiaia, che indica l'aspetto di degrado dell'impermanenza.
Il dolore della malattia, determinato dallo squilibrio fisico.
Il dolore della morte, generato dalla perdita della vita.
Il dolore causato dall'essere vicini a ciò che non "piace".
Il dolore causato dall'essere lontani da ciò che si "desidera".
Il dolore causato dal non "ottenere" ciò che si "desidera".
Il dolore causato dai cinque skandha (o aggregati), ovvero dalla loro unione e dalla loro separazione. Questi sono: il corpo, rūpa; i sei sensi (la vista, l'udito, il gusto, l'odorato, il tatto e la mente); le sensazioni, vedana; le percezioni, saññā; la coscienza, viññāna.

Tutte queste verità ci vengono fatte "osservare" tramite la lente della paura...

Così il dolore della vecchiaia diventa la paura della vecchiaia.. e scatta il bisogno di trovare ogni mezzo cosmetico, scientifico perchè ciò non avvenga..
Il dolore della morte diventa la paura della morte scatta la sua manipolazione con l'illusoria ricerca della vita eterna terrena..e la necessità di essere protetti con ogni tipo di controllo.
e così via..e sempre in modo più minuzioso.. possiamo creare una vere rete di verità manipolate, di paure evidenziate e soluzioni create a tavolino..una rete che ci avvolge.
Dove in realtà tutto è uno..noi siamo verità e paura, non esiste nessuna rete se arriviamo alla consapevolezza.

La frustrazione dei desideri è una delle più usuali percezioni del "dolore".

Possiamo vedere questa verità come una sfera che corre su di una linea circolare che gira intorno a noi, dove in se raccoglie il tutto in ogni attimo di presente.
... noi al centro..ma solo raggiungendo uno stato di calma e neutralità mentale possiamo cogliere l'istante che si materializza nella verità intera.
La verità quindi nel pensiero, nella parola e nell'azione, perché la verità rende liberi! Dal Vangelo secondo Giovanni 8.32: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Ed ancora secondo la dottrina Buddista 4 sono le Verità:

Verità del dolore
Verità dell'origine del dolore
Verità della cessazione del dolore
Verità della via che porta alla cessazione del dolore

Le Quattro nobili verità  vanno tuttavia apprese in una singola intuizione e in un solo istante, così dice John Ross Carter: «Sebbene la tradizione [Theravāda] abbia continuato a elaborare analisi delle Quattro Verità formulate in base a varie composizioni numeriche (più spesso con il numero sedici) essa ha mantenuto la convinzione che quando le verità vengono pienamente afferrate esoteriologicamente conosciute ciò avvenga con un'unica conoscenza, per mezzo di una singola intuizione e in un solo istante. Questa conoscenza delle Quattro Verità, sostengono, è di per sé salvifica.»



La paura è un capitale,un guadagno perenne che fa fruttare un bel giro d'affari..

...la paura non è un'entità a se stante, esterna .. è in noi..e diventa facilmente fomentabile, manipolabile in modo inversamente proporzionale al nostro livello di conoscenza e consapevolezza, a quanto noi viviamo in verità con noi stessi, con il nostro essere individuale.

Non abbiamo bisogno di un'entità esterna che ci aiuti ad avere meno paura..che elimini le nostre paure, perchè chi si arma a vessillo di questo ci sta prendendo doppiamente per i fondelli.. perchè il loro solo obiettivo è che questa paura rimanga per aumentare i LORO interessi.

La paura si placa (perchè la paura è utile e vitale) solo dall'interno..guardandoci allo specchio..ognuno ha le sua paure con cui interloquire perchè ognuno ha le sue verità da far riaffiorare......diamoci tempo di ascoltarle e parlargli...anche con la paura suprema della morte.

Stando nella Verità, perseguendo la Verità si consegue la conoscenza e non ci possono essere mascheramenti, manipolazioni, falsificazioni, queste modificazioni rendono la mente inadatta a far scorrere il flusso per arrivare alla consapevolezza e conoscenza.
Così più si è lontani dalla verità, più si manipola se stessi e il mondo, più si vive nella distorsione e nel fraintendimento.
Solo nell'essere veri si può permettere alla realtà di rivelarsi e farsi comprendere. Questa verità è chiarezza  interiore che si manifesta con la corrispettiva purezza della parola.

Sacca-nana - conoscere la natura della verità
Kicca-nana - conoscere ciò che deve essere fatto in relazione a tale verità (esperienza diretta)
Kata-nana - realizzare ciò che deve essere fatto (piena comprensione, conoscenza)

Prima nobile verità
C'è la sofferenza.
La sofferenza deve essere compresa.
Ho compreso la sofferenza.

Seconda nobile verità
Esiste un'origine della sofferenza: è l'attaccamento al desiderio (tanha).
Il desiderio deve essere lasciato andare.
Ho lasciato andare il desiderio.

Terza nobile verità
Esiste la cessazione della sofferenza.
La cessazione della sofferenza deve essere realizzata.
Ho realizzato la cessazione della sofferenza.

Quarta nobile verità
Esiste un sentiero che porta alla cessazione della sofferenza.
Il sentiero che porta alla cessazione della sofferenza deve essere coltivato e realizzato.
Ho coltivato e realizzato il sentiero che porta alla cessazione della sofferenza.




3 commenti:

  1. complimenti molto bello e ben scritto

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  2. L'antahkarana è il ponte che si stabilisce tra il 6° e 7° chakra, così permettendo il risveglio ed il funzionamento continuativo della ghiandola pineale, che da alcuni è chiamato il ponte. Attualmente la nadi che collega il 6° chakra al 7° è ostruita da etere di tipo solido e tale ostruzione non ne permette il flusso costante di etere di tipo fluido: da i sensitivi tale ostruzione della nadi tra l'ajna e il Sahasrara chakra viene percepita con un colore verde bottiglia.

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    1. Grazie Renato!!importanti le tue annotazioni.. non sapevo a riguardo.

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